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Paolo Borsellino – Cronaca di una morte annunciata … dov’è finita la sua Agenda Rossa?

Proviamo a ricostruire gli ultimi eventi che lo hanno visto, suo malgrado, protagonista.

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Paolo Borsellino – un Magistrato con la schiena diritta!

Giovedì 25 giugno 1992 – “Gli ufficiali Sinico e Baudo dei carabinieri di Palermo si recano con il collega maresciallo Lombardo al carcere di Fossombrone per interrogare Girolamo D’Adda sulle circostanze inerenti la strage di Capaci ed i possibili sviluppi futuri. Sinico e Baudo non partecipano al colloquio, ma apprendono dal maresciallo Lombardo che “negli ambienti carcerari si dà il Dott. Borsellino per morto”. Non appena rientrato a Palermo il Cap. Sinico riferisce la notizia a Borsellino il quale afferma di essere a conoscenza del progetto di attentato ai suoi danni, ma fa capire che preferisce accentrare su di sé i pericoli per risparmiarli alla propria famiglia”.

Domenica 28 giugno 1992 – “Di ritorno da Bari, a Fiumicino, Borsellino con la moglie Agnese e Liliana Ferraro aspettano di imbarcarsi per Palermo nella saletta vip. Ad un tratto, arriva il ministro della difesa Salvo Andò, socialista, che lo saluta, gli si avvicina e gli dice che deve parlargli. Borsellino si allontana e si apparta con Andò , che subito gli racconta preoccupato dell’ informativa del ROS, stavolta spedita alla procura di Palermo, che li indica entrambi come possibili bersagli di un attentato mafioso. Un terzo obiettivo indicato dal ROS é il pm di Milano Antonio Di Pietro. Andò gli chiede informazioni ulteriori, pareri, consigli. Borsellino impallidisce, poi va su tutte le furie: non ne sa nulla. É persino imbarazzato, ma deve confessare ad Andó di essere totalmente all´oscuro dell´informativa. Il procuratore Pietro Giammanco, destinatario ufficiale della nota riservata del ROS, non gli ha comunicato niente”.

Lunedì 29 giugno 1992: “Appena arrivato a Palermo, Borsellino si precipita nell´ufficio di Giammanco, e protesta: “Lo so bene che da una minaccia ci si può difendere poco, ma é mio diritto conoscere tutte le notizie che mi riguardano.” Urla, si indigna. Per la rabbia, sferra un gran pugno sul tavolo, e si ferisce la mano. E Giammanco? “Farfugliava, farfugliava qualcosa”, racconterá la sera Borsellino ai familiari. “Farfugliava. Diceva: ma che c´entra, la competenza é di Caltanissetta.” Ricorda Lucia Borsellino: “Quando papà ci parla di quell’ episodio, sfoga tutta la sua amarezza. Raccontandoci di Giammanco, si chiede mille volte il motivo di quel silenzio, giungendo però alla conclusione che niente potrà giustificarlo.”
Lunedì 13 luglio 1992 – “Nel pomeriggio, un poliziotto della scorta guarda Borsellino in volto, lo vede preoccupato, teso, troppo teso, non può fare a meno di chiedergli: “Dottore, cosa c´é? È successo qualcosa?” Borsellino, come se non potesse trattenersi, gli dice di botto: “Sono turbato, sono preoccupato per voi, perché so che é arrivato il tritolo per me e non voglio coinvolgervi.” L´agente sbianca, resta senza parole”.

Giovedì 16 luglio 1992 – “Un confidente dei carabinieri di Milano rivela che si sta preparando un attentato ad Antonio Di Pietro e a Paolo Borsellino. La fonte è ritenuta altamente attendibile ed il raggruppamento ROS di Milano invia un rapporto alla Procura di Milano ed a quella di Palermo. L’informativa è inviata per posta ordinaria ed arriverà a Palermo dopo la strage di Via D’Amelio. In seguito a questa notizia viene pesantemente rafforzata la scorta a Di Pietro ed alla sua famiglia, il PM milanese non dorme neppure a casa sua. Il maresciallo Cava dei ROS di Milano tenta anche di mettersi in contatto diretto con la Procura palermitana ma senza risultato. Curiosamente la notizia su questa minaccia filtra sulla stampa dopo l’attentato di via D’Amelio in modo alquanto strano: viene pubblicata sul SECOLO XIX del 23 luglio 1992 insieme ad altre due notizie false: un presunto incontro di Falcone e Di Pietro prima della strage di Capaci (incontro subito smentito dallo stesso Di Pietro e dal procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli) e alcune indiscrezioni sulla possibile collaborazione del boss Tanino Fidanzati. Anche questa notizia si rileverà un falso, mentre il rapporto del Ros verrà confermato”.

19 luglio 1992 – Paolo Borsellino è nella villa al mare di Villagrazia di Carini. Si sveglia alle cinque, quando riceve una telefonata dalla figlia Fiammetta in vacanza a Bali, Indonesia. Risponde dettagliatamente a una professoressa di Padova che gli chiede: perché è diventano un giudice? Che cos’è la Dia? Che cos’è la superprocura? Esce in mare e si fa un bagno. Va a pranzo dal suo vecchio amico Peppe Tricoli, consigliere comunale dell’Msi. Fa un sonnellino, ma in realtà non dorme, fuma. Guarda in tv la tappa del Tour de France, perché è un appassionato di ciclismo. Alle 16.40 comunica a tutti che va a prendere la madre in via D’Amelio, il convoglio parte da Villagrazia e arriverà a destinazione circa venti minuti dopo.

Quello stesso giorno … Vincenzo Scarantino si mette la tunica della confraternita religiosa della Guadagna.  I fratelli Graziano, costruttori edili, vanno a controllare il loro palazzo in costruzione in via D’Amelio. Raffaele Ganci, il capomafia della Noce, informa Salvatore Cancemi che Borsellino sarà ucciso prima che venga sera.
Il numero tre del Sisde Bruno Contrada, che ha scelto di passare le ferie a Palermo, passa la giornata con il suo vice Narracci sulla barca di un confidente. Salvatore Vitale, l’inquilino del pianterreno, presenzia al posteggio della Fiat 126, manda via i bambini che giocano in strada e se ne parte con la famiglia per Castelbuono. Salvatore Biondino dice a Giovanni Brusca che non è a disposizione perché “sotto lavoro”. Giuseppe Graviano, preceduto da una decina di uomini che gli fanno da staffette, si sistema nel giardino che chiude via D’Amelio con un telecomando.

La bomba esplode alle 16.58 nel momento in cui il Magistrato suona al citofono della madre.

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Via d’Amelio una scena da Apocalisse … 🙁

Ecco le notizie Ansa in ordine cronologico:
19-LUG-92 17.16. – ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – Un attentato dinamitardo è stato compiuto a Palermo in via Autonomia Siciliana nei pressi della Fiera del Mediterraneo. Vi sono coinvolte numerose automobili e sono molti i feriti. Sul luogo dell’esplosione che è stata avvertita ad alcuni chilometri di distanza, sono confluite tutte le pattuglie volanti della polizia e dei carabinieri. Sono state richieste autoambulanze da tutti gli ospedali. Secondo le prime indicazioni della polizia, un magistrato sarebbe rimasto coinvolto nell’attentato.

19-LUG-92 17:16 – ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – Sul luogo dell’attentato le autoambulanze hanno raccolto decine di feriti per trasportarli negli ospedali della Villa Sofia, del Cervello e del Civico. Tra i feriti vi è anche un agente della polizia di stato che si pensa sia un agente di scorta. Uno dei primi soccorritori ha segnalato di aver trovato per terra una mano. La zona è sorvolata dagli elicotteri della polizia e dei carabinieri.

19-LUG-92 17:23 – ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – Sul luogo dell’esplosione giacciono a terra i corpi di quattro persone morte.

19-LUG-92 17:55 – ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO: FERITO GIUDICE BORSELLINO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – Nell’attentato di Palermo è rimasto ferito, secondo le prime notizie fornite dalla polizia, il giudice Paolo Borsellino. Nella violenta esplosione di una automobile imbottita di tritolo, sono rimaste coinvolte l’autovettura del magistrato e le due blindate della scorta.

19-LUG-92 17:47 – ATTENTATO A GIUDICE BORSELLINO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – L’attentato al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta (vedi Ansa 099/0A e seg) è avvenuto in via Mariano D’ Amelio, dove abitano la madre e la sorella del magistrato. L’esplosione è stata violenta e oltre all’auto del giudice Borsellino, sono rimaste coinvolte le due auto della scorta e un’altra decina di autovetture che erano posteggiate lungo la strada. Il manto stradale è stato sconvolto per una lunghezza di duecento metri. L’edificio vicino al quale è avvenuta la deflagrazione dell’autobomba è rimasto danneggiato: muri lesionati, alcune parti crollate, infissi di balconi e finestre divelti fino al quinto piano.

19-LUG-92 17:58 – ATTENTATO A GIUDICE BORSELLINO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – L’autobomba, una Fiat 600 imbottita presumibilmente di tritolo, era stata parcheggiata davanti al numero 21 di via D’Amelio, dove abitano la madre e la sorella del giudice Borsellino. Nella deflagrazione l’autobomba si è disintegrata e alcuni rottami, dopo un volo di oltre cinquanta metri, sono andati a finire in un giardino dietro un muretto.

19-LUG-92 18:18 – MAFIA: STRAGE A PALERMO, UCCISO BORSELLINO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – Il giudice Paolo Borsellino è rimasto ucciso nell’attentato. Il suo corpo, completamente carbonizzato, con il braccio destro troncato di netto, è nel cortile del palazzo dove abitano la madre e la sorella. Non è stato ancora riconosciuto ufficialmente, ma alcuni suoi colleghi, fra i primi ad accorrere sul luogo dell’attentato, asseriscono che è “certamente” lui.

19-LUG-92 18:13 – MAFIA: STRAGE A PALERMO, UCCISO BORSELLINO
(ANSA) – PALERMO, 19 LUG – Fra le vittime è anche una donna, un’agente di polizia che faceva parte della scorta del magistrato. Il suo corpo è stato trovato nel giardino di un appartamento al piano terreno dell’edificio.

19-LUG-92 18:19 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO 19 LUG – L’esplosione dell’autobomba ha provocato danni visibili all’edificio fino all’undicesimo piano. Due coniugi, Mauro e Donata Bartolotta, che abitano al piano terreno dell’edificio davanti al quale è avvenuta la strage, hanno reso questa testimonianza: “C’è stato un boato terrificante che ci ha sbattuto a terra; sembrava un fortissimo terremoto; non ci siamo resi conto di quello che era accaduto se non subito dopo quando siamo fuggiti da casa. Ci siamo salvati perché in quel momento eravamo in cucina, nella parte retrostante dell’appartamento. Abbiamo visto persone che in preda al panico si lanciavano dalle finestre del primo e secondo piano. Sulla strada c’erano molte automobili in fiamme, c’era un fumo denso, molta confusione, grida, feriti e morti.

19-LUG-92 18:46 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – Oltre al giudice Borsellino, nella strage sarebbero rimaste uccise altre cinque persone. La notizia è stata data sul luogo dell’attentato da un capitano dei vigili urbani in servizio nella zona per regolare il traffico. Secondo informazioni della polizia, i feriti sarebbero quattordici civili, alcuni dei quali in gravi condizioni, e un agente.

19-LUG-92 19:00 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – Il ministro dell’Interno, Nicola Mancino, e il ministro della Giustizia, Claudio Martelli, sono attesi in serata a Palermo. Il figlio del giudice Borsellino, Manfredi, venti anni, è stato visto aggirarsi sul luogo della strage, tenendosi a distanza, nel timore di dovere apprendere la terribile notizia. Lo ha visto Carmelo Conti, ex presidente della Corte di appello, che lo ha stretto al petto senza però profferire parola. Nessuno ancora gli ha detto la verità. In via Mariano D’Amelio è anche giunto il suocero di Paolo Borsellino, Angelo Piraino Leto, magistrato in pensione che a Palermo è stato presidente della Corte d’appello. Lo accompagna, sorreggendolo affettuosamente, il giudice Salvatore Scaduto. L’anziano magistrato cammina lentamente fra le carcasse carbonizzate delle automobili coinvolte nell’esplosione sussurrando ripetutamente: “Voglio andare da Paolo, voglio vedere Paolo, portatemi da Paolo”. La moglie di Paolo Borsellino è nella sua casa di via Cimarosa, in preda a malore. Continua a chiedere a coloro che le stanno vicino notizie di Paolo, ma nessuno ha finora ha avuto la forza di dirle la verità.

19-LUG-92 19:08 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – Nella strage, oltre al giudice Paolo Borsellino, sono rimasti uccisi cinque agenti della scorta. Sono: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. I feriti sono quindici, uno dei quali è l’agente della polizia di stato Antonio Vullo.

19-LUG-92 19:21 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – Specialisti della polizia e dei carabinieri hanno ispezionato un edificio di fronte a quello dal quale stava uscendo il giudice Borsellino quando è stato investito dall’esplosione dell’autobomba. Dall’androne o da qualche altra zona di quell’edificio, sarebbe stato possibile ad un osservatore vedere uscire il magistrato e azionare il telecomando che ha dato l’impulso per l’esplosione.

19-LUG-92 19:52 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – Due mani completamente carbonizzate sono state trovate, tre ore dopo l’attentato, a settanta e cento metri dall’epicentro dell’esplosione. I resti sono stati raccolti e inviati all’istituto di medicina legale.

19-LUG-92 20:14 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – I corpi del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti di scorta rimasti uccisi nell’esplosione, sono stati trasportati nell’istituto di medicina legale del Policlinico.

19-LUG-92 21:14 – UCCISO BORSELLINO
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – Nella stessa via Mariano D’Amelio, a pochi metri di distanza in linea d’aria dal luogo dell’attentato, la polizia aveva scoperto nel dicembre 1989 un “covo” utilizzato da Antonino Madonia, figlio del boss Francesco, indicato come componente della “cupola” mafiosa. Nell’appartamento gli agenti sequestrarono il cosiddetto “libro mastro” delle estorsioni, con l’elenco dettagliato di imprenditori e commercianti taglieggiati dalla cosca. Antonino Madonia venne arrestato un mese dopo, in seguito alla scoperta di un altro “covo” in via Imperatore Federico.

19-LUG-92 22:18 – UCCISO BORSELLINO: GLI AGENTI MORTI
(ANSA) PALERMO, 19 LUG – Dei cinque agenti della scorta di Borsellino morti nella strage, tre erano di Palermo (Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Agostino Catalano, di 22, 27 e 43 anni), Walter Cosina (28) di Trieste ed Emanuela Loi (25) di Cagliari. Traina e Catalano, sposati, avevano rispettivamente uno e tre figli. (ANSA).

Ebbene quel giorno, in una scena apocalittica ‘’qualcuno’’ tolse dall’auto distrutta del magistrato la borsa contenente documenti e le sue agende … quel ‘’qualcuno’’ era l’allora capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli, oggi Colonnello’’.

In una foto scattata sul luogo dell’attentato lo si vede camminare con la borsa del magistrato. Perchè la tolse dall’auto? Chi glielo aveva ordinato? Dove la portò? A chi le diede?

L’ufficiale dell’Arma Arcangioli, all’epoca in servizio al nucleo operativo, citato al processo per la strage di via D’Amelio e precedentemente indagato per il furto dell’agenda rossa del giudice Paolo Borsellino è stato prosciolto. (Ma pensa un pò …)

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l’allora capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli mentre va a ”spasso” con la valigetta del magistrato ucciso.

Arcangioli, interrogato durante il processo in cui sono imputati i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino e i falsi pentiti Enzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci,  dice: ”Solo al ricordo di ciò che vidi mi viene la pelle d’oca. C’era l’apocalisse. Era uno scenario di guerra. Non dimenticherò l’odore, la distruzione. Vidi i resti del procuratore Borsellino”. Poi, interrogato dal procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, che gli mostra una foto che lo ritrae con la valigetta del magistrato da cui scomparve il diario, risponde: “Non ricordo come e perché avessi la borsa del giudice Borsellino, né che fine abbia fatto”!  ( ?????) Ma dai? Che memoria scadente che ha ‘sto colonnello!
La valigetta, dopo aver ”passeggiato” un pò …  venne ritrovata vuota nell’ auto del giudice.
Arcangioli sostiene che: “Nella borsa di Borsellino non c’era nulla di rilevante se non un crest dei carabinieri. Vi guardai dentro, FORSE insieme al giudice Ayala. (???? manco quello si ricorda!  Il Giudice Ayala, interrogato a sua volta,  ha dato sull’episodio quattro versioni diverse! Non male per un testimone del calibro di un giudice no?) Mah …

Secondo gli investigatori, dentro la borsa il magistrato teneva l’agenda rossa sui cui scriveva i suoi appunti e che non è mai stata ritrovata. La borsa, dopo essere stata presa da Arcangioli e portata a ”spasso”, fu ritrovata vuota (ma guarda il caso) nell’auto del giudice.  Possibile che non si ricordi che cosa ne ha fatto della Borsa? A chi l’ha data? Del perché l’ha presa? Facile dire ‘’era vuota’’ quindi l’ho rimessa a posto, ma perché l’aveva tolta? Misteri …

Ma … che cosa c’era di così prezioso nell’agenda rossa rubata dalla borsa di Paolo Borsellino? In quell’agenda, secondo i suoi familiari, Borsellino aveva scritto tutto ciò che era successo dalla morte di Giovanni Falcone.
Secondo il capo dei pubblici ministeri di Caltanissetta la scomparsa dell’agenda è strettamente collegata alla trattativa tra alcuni pezzi di Stato e Cosa Nostra. Forse Borsellino aveva capito CHI aveva ucciso Falcone. Probabilmente il giudice Borsellino aveva compreso ”cose”  che ”pezzi dello Stato” avevano interesse a nascondere. E così, dopo la sua uccisione, bisognava far sparire anche ogni prova di quello che aveva compreso.

Ma l’Agenda Rossa di Paolo Borsellino, barbaramente ucciso,  non è la sola cosa scomparsa nel nostro paese, ecco qui un elenco altrettanto inquietante:

–  Nel 1947 SCOMPARE uno dei memoriali di Salvatore Giuliano, quello in cui il ”bandito” indicava il nome dei mandanti dei delitti che servivano a bloccare il movimento dei lavoratori italiani;
– Nella vicenda Moro SCOMPARE il memoriale dello statista assassinato;
– Nel ”caso Calvi” SCOMPARE la borsa del banchiere;
– Nell’attentato in cui morirono Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie SPARISCE la valigetta con tutti i documenti che portava con sé;
– Nella Strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui morirono il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo  e gli uomini della scorta, SCOMPAIONO i dati sia dal computer portatile che da quello nell’ufficio dove lavorava Falcone e SCOMPARE anche la ”ram card” esterna che Falcone utilizzava per l’agenda elettronica;
– Nell’attentato del 20 luglio 1992 in cui moriva il giudice antimafia Paolo Borsellino e assieme a lui, perdevano la vita i ragazzi della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi (°) , Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina …  l’inseparabile AGENDA ROSSA del giudice SCOMPARE!
Metterei nell’elenco, come ciliegina sulla torta,  anche la DISTRUZIONE quindi SPARIZIONE delle intercettazioni telefoniche intercorse tra Mancino e Napolitano. La tempistica scelta per distruggere queste intercettazioni  è stata quantomeno ”inopportuna”  e,  per forza di cose , ha destato degli orribili sospetti.

Oggi nell’anniversario della Strage di Via D’Amelio ricordiamo un magistrato con la schiena diritta che cercava risposte e forse, proprio perché le aveva ”trovate” …  è stato ucciso.

Qualcuno SA … ma NON parla! ‘’Chi’’ deve essere protetto?
Meditiamo gente … meditiamo …
Alla prossima
Elena

.-.-.-.-.-.
Fonti:

il libro: L’agenda rossa di Paolo Borsellino di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
il libro: Il Vile Agguato di Enrico Deaglio

Terrorismo nero in Italia … terrorismo islamico nel mondo …

Stamattina,  leggendo la recente condanna della Cassazione sulla Strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio del 1974, facevo tra me e me delle considerazioni, ma … andiamo per ordine.
La Cassazione ha confermato l’ergastolo per Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte.

Secondo me questi nomi ai giovani non dicono assolutamente nulla, come non dice un gran che ”la Strage di Brescia”. I giornali danno per scontato che tutti sappiano tutto. Credo invece sia difficile per una persona, nata negli anni ’90, essere al corrente delle stragi di matrice fascista. Bene che vada le confondono con quelle delle ‘’Brigate Rosse’’, che nulla avevano a che vedere con situazioni simili.

Proviamo quindi a dare qualche informazione minima.

Cosa è successo in Piazza della Loggia?

Alle 10 e 02 del 28 maggio 1974 in piazza della Loggia, a Brescia, esplose una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti durante una manifestazione antifascista indetta dai sindacati. Morirono otto persone e ci furono un centinaio di feriti.

Piazza della Loggia Brescia 28 maggio 1974 8 morti e 103 feriti

Dunque nel, ’74 avvenne l’attentato e la Cassazione, nel 2017,  conferma l’ergastolo per due personaggi coinvolti! Non male come ”tempistiche” giudiziarie no? Che vuoi che siano 42 anni! Ma non mettiamo alla berlina giudici e magistrati che si limitano ad applicare la legge. Se ci sono dei ”depistaggi” ogni volta si ricomincia tutto da capo … ma questa è un’altra storia.

Andiamo avanti con i personaggi coinvolti:

Chi è Carlo Maria Maggi?
Era uno dei leader di Ordine Nuovo un’associazione extraparlamentare politica di estrema destra, nata nel dicembre 1969 dopo il rientro di Pino Rauti all’interno del MSI e diventata in seguito un gruppo terrorista.

Chi è Maurizio Tramonte?
Era un militante del Movimento sociale (MSI) che partecipava alle riunioni di Ordine nuovo. Tramonte era anche un agente del SID (l’allora Servizio informazioni difesa, che è stato il servizio segreto italiano dal 1966 e che aveva sostituito le funzioni del Servizio informazioni Forze Armate. Il SID Fu sciolto nel 1977 e al suo posto vennero create due strutture: una civile e una militare, SISDE e SISMI, che ”vigliacco” se vanno d’accordo!
Il Tramonte infiltrato in Ordine Nuovo, con nome in codice “Tritone” , passava regolarmente informazioni al SID.  In particolare, secondo testimonianze emerse nei processi, risulta fosse presente durante l’incontro in cui si decise “un grosso attentato”. Si contarono, tra gli atti dei processi, venticinque “informative” sul gruppo veneto di Ordine nuovo al suo “contatto SID”, e quindi scrisse anche dell’incontro a Abano Terme e del “grosso attentato previsto a Brescia.
Quindi il SID = Stato sapeva ma … nessuno fece nulla.

Che dire? Quel che possiamo dire è che le bombe contro ”cittadini inermi”, le bombe indiscriminate nella piazza, nel nostro paese non furono MAI di matrice ‘’rossa’’.
Le bombe per creare terrore e paura, le bombe per invocare ordine e militari, quelle, le piazzavano i ‘’NERI’’.
Questa era la strategia della tensione … Una strategia internazionale che usava mafiosi … personaggi di destra … tutto quello che poteva creare ‘’destabilizzazione’’.
La mafia c’è sempre e … pure lo Stato c’è sempre … e l’eversione nera era piena di infiltrati e di informatori.
Avere condannato definitivamente Tramonte per la strage di Brescia del 1974, quindi dopo 43 anni, significa almeno riconoscere che ci sia stata una “qualche” responsabilità tra gli apparati statali.

Mi verrebbe da pensare che ‘’qualche cosa di ‘’buono’’ finalmente si muova … oppure semplicemente che la strategia della tensione non sia più ‘’nazionale’’ ma ‘’globale’’.

14 luglio 2016 – lungomare di Nizza un autocarro si scaglia ad alta velocità sulla gente che passeggia causando ottantaquattro morti e duecento feriti.

Oggi non abbiamo più gli attentati di Ordine Nuovo … oggi però abbiamo gli attentati del terrorismo islamico …che come reazione di ‘’pancia’’, invocano ordine, controllo e militari … cosa è cambiato per noi cittadini inermi?

Mah …
Alla prossima

Elena

Il migratore per eccellenza … l’uomo!

L’uomo è un migratore per eccellenza … lo è dai tempi in cui era solo un ‘’cacciatore-raccoglitore’’ nomade, da quando cioè si spostava per seguire gli animali che cacciava.
L’essere umano è diventato ‘’stanziale’’ solo da quando ha scoperto l’agricoltura. Ovvio che per seminare e raccogliere era necessario rimanere sul ‘’posto’’.
Quando però il ‘’posto’’ iniziava ad avere dei problemi, ad esempio ‘’mancanza di acqua’’ o nemici che volevano prendergli quanto produceva le cose cambiarono e quindi ‘’l’uomo, o faceva la ‘’guerra’’ con chi voleva rubargli quanto possedeva, oppure emigrava altrove.
Oggi le cose sono cambiate a causa della complessità della società odierna, ma i motivi che spingono questi disperati ad affrontare viaggi allucinanti … a pagare cifre incredibili ai ‘’mercanti di uomini’’ … a subire di tutto di più per rincorrere un ‘’sogno’’ sono sempre gli stessi. Sono motivi economico-sociali, religiosi, ambientali.
Noi ci sentiamo ‘’minacciati’’ da disperati che non hanno nulla e che partono dai loro paesi in cerca di fortuna, noi non vogliamo che i nostri bei ‘’giardinetti’’ curati siano rovinati da gentaglia che ha altri usi e costumi. La nostra reazione è: ‘’Che restino a casa loro’’!

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Noi abbiamo popolato mezzo mondo con le nostre migrazioni …

Ma noialtri … se fossimo nelle loro condizioni? Cosa faremmo?

Alla prossima

Elena

14 giugno 1940 …

Cosa succedeva nel mondo il 14 giugno del 1940?

Purtroppo veniva inaugurato il campo di concentramento di Auschwitz.
Apriva per la prima volta il suo cancello a 740 polacchi, prime vittime del terrore nazionalsocialista.

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il lavoro rende liberi … che orrore!

In seguito ne arrivarono tantissimi altri, tutti quelli invisi o inutili al ‘’regime nazista’’ che erano nell’ordine: ebrei, zingari, omosessuali, handicappati, bambini, e poi nemici della patria, quelli che cioè combattevano contro la Germania ed i suoi alleati, noi compresi.

Queste persone arrivavano al campo stipate peggio degli animali in vagoni merci senza cibo né acqua e come ‘’animali’’ venivano ‘’usati’’.

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esseri umani privati prima, della loro dignità, e poi della vita!

Venivano sfruttati fino all’osso e poi eliminati quando erano solo più dei ‘’limoni spremuti’’. Nel 1942 il periodo di ‘’massima capacità’’ il campo ‘’ospitava’’ ventimila detenuti.
Non dimentichiamo … e … vigiliamo perché la ”follia” del Mondo è sempre ”dietro l’angolo” !

Alla prossima

 

Elena

Vogliono un’altra guerra in Medio Oriente?

Che casino che c’è in Medio Oriente … non si capisce una cippa!
Gli americani sono ‘’pappa e ciccia’’ con l’Arabia Saudita – gente che di democratico non ha proprio niente, in compenso il Donald vede l’Iran, che a confronto degli Arabi è democratico visto che fa elezioni, come il fumo negli occhi.
Mò per colpire l’Iran mettono al bando il Qatar. Iran e Qatar dividono persino i giacimenti di gas nel Golfo Persico … come fanno ad ignorarsi a vicenda?
Eppure all’asse sunnita ‘sta faccenda dà un fastidio enorme. (Sempre perché sono tanto democratici)
Per punire il Qatar di questa sua ‘’amicizia’’ con l’Iran: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrein ed Egitto hanno rotto con Doha, che è completamente isolata ma pare non voler cedere affermando di avere alimenti per un anno, deludendo a brevissimo termine la maggiore arma di pressione dei suoi avversari, che è quella, pacifica,  di vederli morire tutti di fame.

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Posti ”caldi” sotto molti punti di vista … 🙁

Inoltre Doha non cederà tanto facilmente, visto che ha incassato il sostegno dell’Iran come anche anche quello della Turchia, alla quale il Qatar è legato a doppio fil. Tra l’altro il parlamento di Ankara ha accelerato le discussioni per la creazione di una base militare turca in Qatar!
Particolare questo che fa intravedere quanto sia grave la situazione … visto che in Qatar c’è anche la più grande base militare USA che è servita come testa di ponte per gli attacchi aerei in Iraq e Siria, e dispone ovviamente di armamenti da far paura e di circa 11.000 soldati perfettamente addestrati. Brrrr …

L’Agenzia di stampa iraniana Fars ha riportato le notizie sul duplice attentato senza soffermarsi in accuse contro Ryad. Ha però pubblicato un intervento del principe ereditario saudita Mohamed bin Salman, che è anche ”democraticamente per nascita”  ministro della Difesa, abbastanza inquietante: ‘’Non aspetteremo che la battaglia divampi in Arabia Saudita. Piuttosto faremo in modo che la battaglia abbia luogo in Iran’’.
Visto le armi che Trump gli ha appena dato … non è che ci sia da star poi tanto allegri.
Anche perché se hanno intenzione di ‘’battagliare’’ in Iran … cosa faranno Russi e Cinesi?
Quel che ”salta agli occhi” è che comunque Trump è uno che ‘’come si muove’’ fa danni!

Alla prossima

Elena

Colonialismo italiano e … terrorismo.

Vivo in Francia e spesso mi capita di sentire frasi come: ‘’voi italiani non avete il problema del terrorismo! Voi non avete ‘’terroristi’’ radicalizzati sul vostro territorio’’!

La prima risposta che mi viene in mente è che noi, in compenso abbiamo: Mafia, ’Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita! Quindi … non è che ci sia poi da star così ‘’allegri’’!

Detto questo, probabilmente la seconda ragione è che noi NON abbiamo avuto ‘’colonie’’ la cui durata nel tempo, le cui dimensioni e coinvolgimenti furono tali da giustificare quella grande emigrazione di ‘’colonizzati’’ verso il paese ‘’colonizzatore’’ in cerca di fortuna.  Cosa invece accaduta ad esempio a Francia e Inghilterra.

La colonizzazione italiana in Africa, va ricercata sia nel desiderio di non essere ‘’tagliati fuori’’ dalla spartizione africana operata dalle grandi potenze europee, sia dalle pressioni dell’industria armatoriale, cantieristica, siderurgica che non trovavano in Italia sufficienti occasioni di profitto e che non disdegnavano velleità imperialistiche. Dato che costoro contavano molto … bisognava farli contenti!

Le altre potenze avevano già iniziato da anni a formare i loro imperi coloniali, e negli ultimi tempi queste mire si stavano estendendo a dismisura.
Inghilterra, Francia, Olanda e Germania avevano iniziato a spartirsi il mondo.
Chi per procurarsi materie prime, chi per estendere i suoi commerci, chi per esportare il surplus di quanto prodotto,  chi per accaparrarsi le grandi miniere di oro o di diamanti.
E noi? Ecco che anche noi, in ritardo come sempre rispetto agli altri,  ci siamo lanciati nell’avventura colonialistica senza, come al solito, aver i mezzi logistici … il potenziale economico … insomma ‘’all’italiana’’ con tutti i guai che ci portiamo dietro da sempre.

Lo stabilirsi del protettorato francese in Tunisia aveva cancellato le nostre speranze per una pacifica ”entrata”  italiana nel Nord Africa. Quindi iniziammo a guardare con occhio interessato le sole zone dell’Africa rimaste ancora fuori della sfera d’influenza delle maggiori potenze.

Visto che non era possibile conquistare una delle ricche e vicine terre dell’Africa mediterranea, dato che francesi ed inglesi erano arrivati prima. Visto che la Libia era solo ‘’deserto’’ e quindi non serviva ad una ‘’cippa’’ – all’epoca non sapevamo che in Libia ci fosse il petrolio – ecco che quindi l’Italia nel 1882 inizia la sua ”colonizzazione” in Eritrea, una lontana regione sulle coste del Mar Rosso.

Fin dal 1869 la compagnia di navigazione genovese Rubattino aveva ‘’acquistato’’ – all’epoca in Africa bastava fare ‘’accordi’’ con i sultani/rais/capoccia locali e si poteva ottenere quasi tutto dietro pagamento – la Baia di Assab sulla costa occidentale del Mar Rosso, per crearvi un deposito di carbone e fornire uno scalo sicuro per i rifornimenti di carbone per le sue navi.
Nel 1882 il governo italiano, impossibilitato a fare una vera e propria spedizione coloniale offensiva, ‘’comprò’’la Baia di Assab dalla Compagnia Rubattino. Venne messa così in piedi una base che diventò ben presto, con l’invio di alcune migliaia di soldati, un presidio militare e di conseguenza un ”testa di ponte” per spingersi nell’interno.
Nel 1884 occupò la città di Massaua, anch’essa sul Mar Rosso, con lo scopo di farne un porto commerciale delle regioni retrostanti. Di qui poi l’Italia avanzò verso l’interno, per occupare la parte settentrionale dell’Altipiano Etiopico. L’avanzata e gli eventuali insediamenti furono però ostacolati dal Negus Giovanni II, sovrano dell’Etiopia che era militarmente meglio organizzato delle piccole tribù africane prive di capacità militare, a cui i colonizzatori erano abituati.

El_reparto_de_Africa_en_1885_

Parlare di ”Impero” mi sembra un pò ”tirato per i capelli, ma Mussolini … se la ”tirava un pò” … 🙂

Nel 1887  Francesco Crispi (*)  diede una stretta alla politica interna e affiancò una ripresa della politica coloniale sperando di fare dell’Italia una grande potenza. Nel 1889 venne occupata la città di Asmara che costituirà il primo nucleo della colonia Eritrea. Crispi Favorì poi l’ascesa di Menelik al trono imperiale d’Etiopia in cambio della concessione del protettorato, ossia della sottomissione coloniale del suo paese all’Italia. Quando Menelik non rispettò gli accordi l’Italia gli mosse guerra ma andò incontro ad una sconfitta ad Adua. Siamo nel 1896 e Crispi fu costretto a dare le dimissioni. (Visto che roba? All’epoca, se  le cose andavano male,  i ”responsabili” davano le dimissioni!)

Ma continuiamo la nostra ”storia colonialista” .  L’Italia scoprì la Somalia grazie alle esplorazioni effettuate dagli italiani Robecchi Bricchetti, Cecchi e Bottego tra il 1892 ed il 1897, che scoprirono le sorgenti del fiume Omo,  immissario del Lago Rodolfo. In quella zona all’epoca vennero occupati dall’Italia piccoli territori.
Francia e Inghilterra allarmate di così tanto dinamismo, si affrettarono a occupare le regioni attorno più ricche; e anche la Germania non fu da meno.
Dal 1890, l’Italia si era interessata alle coste somale e aveva proceduto ad una serie di ‘’pacifiche penetrazioni’’, mediante trattati con i piccoli sultani locali. Una convenzione firmata con il sultano di Zanzibar nel 1892 permetteva all’Italia di avere in affitto i porti di Uarscec, Mogadiscio, Merca, Brava e territori circostanti per 25 anni. Scaduti i 25 anni l’Italia poteva rinnovare la convenzione per altri 25. Il canone annuo da corrispondere al sultano era di 160.000 rupie.

Nel 1905 poi l’intera zona fu riscattata dal governo italiano, grazie ad un accordo con la Gran Bretagna, che, guarda caso, ‘’rappresentava’’ il sultano di Zanzibar, e nacque la nuova colonia della Somalia italiana con capitale Mogadiscio.

Nei primi anni del XX secolo l’impero coloniale italiano si limitava quindi alle colonie dell’Eritrea e della Somalia, povere, tra l’altro, di risorse naturali.

Giovanni Giolitti, (°) liberale e Presidente del Consiglio, vuol far diventare l’Italia una potenza coloniale. Il suo obiettivo è la Libia, un deserto rimasto dal 1835 sotto il controllo ottomano. La guerra viene dichiarata il 29 settembre 1911 e il 3 ottobre, dopo un violento bombardamento navale, inizia l’invasione con lo sbarco dei primi marinai a Tripoli.

Nel corso della guerra, l’impero turco si trovò svantaggiato non potendo rifornire il suo piccolo contingente in Libia se non attraverso il Mediterraneo.
La flotta turca non era in grado di competere con la Regia Marina Italiana, e gli Ottomani non riuscirono a inviare rinforzi alle province africane.
Durante la guerra inoltre si registrarono numerosi progressi tecnologici tra cui, in particolare, l’impiego dei primi aerei. Ben  nove apparecchi vennero usati.  Il 23 ottobre 1911, un pilota italiano sorvolò le linee turche in missione di ricognizione, e il 1º novembre dello stesso anno l’aviatore Giulio Gavotti lanciò,  ‘’a mano’’ , la prima bomba aerea – grande come un’arancia – sulle truppe turche di stanza in Libia.  Quando gli Italiani occupano una Tripoli sfinita dai bombardamenti dovettero ancora fare i conti con la resistenza dei libici. Le popolazioni arabe della Cirenaica non si rassegnarono e proseguirono azioni di guerriglia contro gli italiani. Le guarnigioni turche in Tripolitania si arresero e furono rimpatriate in parte da Tripoli ed in parte attraverso la Tunisia. Invece le guarnigioni della Cirenaica continuarono la guerriglia anche contro i decreti del governo centrale.

A causa dello scoppio della Prima guerra mondiale che obbligò l’Italia a ridurre notevolmente la presenza militare in Africa, vennero fatte negli anni successivi alla guerra, operazioni di ripristino della sovranità italiana che si conclusero solo nel 1934, con l’unione di Cirenaica e Tripolitania.

Mussolini era interessato alla conquista dell’Africa orientale ed i motivi che lo spingevano a riprendere la politica coloniale erano, prima di tutto, per tentar di risolvere la crisi economica, poi di dare all’Italia il ruolo di grande potenza e permettere di svolgere a noialtri la nostra ’’missione civilizzatrice’’! (Ohhh Signur!)

Nonostante l’opposizione della Società delle Nazioni e delle grandi potenze, l’Italia iniziò la conquista militare in Etiopia e, nel maggio de1936, occupò Addis Abeba (grazie al gas iprite) .  Il 9 maggio Vittorio Emanuele III venne proclamato imperatore d’Etiopia e Mussolini proclamava ufficialmente l'”Impero italiano’’!
L’Italia iniziò ad inviare coloni nei nuovi possessi. In questo momento (1937-1940) l’Impero coloniale italiano contava oltre 15 milioni di abitanti autoctoni e circa 220.000 Italiani.

L’Italia, nei pochi anni che ebbe a propria disposizione un Impero, il che significa alla fin dei fini dal 1936 al 1941, vi costruì buoni porti, reti stradale, ospedali, acquedotti, scuole, e inoltre incrementò le costruzioni urbane, favorendo l’inizio dell’industrializzazione.

Ma non è che siamo degli ‘’stinchi di santi’’. Non dimentichiamo di aver usato gas nervini contro tribù nemmeno organizzate militarmente.
Non dimentichiamo ad esempio che nel 1937, durante una cerimonia per festeggiare la nascita del principe di Napoli – Vittorio Emanuele di Savoia – nel palazzo del viceré ad Addis Abeba, ci fu un attentato rivendicato da un gruppo nazionalista etiope, e che il viceré Rodolfo Graziani fece uccidere per rappresaglia più di 5.000 etiopi!

Comunque, per farla breve, gli esiti della seconda guerra mondiale fece perdere all’Italia il suo piccolo ‘’Impero coloniale’’. Un impero durato talmente poco che non ha fatto in tempo a creare degli interessi particolari da parte dei colonizzati nei confronti dei colonizzatori.

E’ una sintesi a grandissime linee … ma magari a qualcuno potrebbe anche interessare.

Alla prossima
Elena

 

 

(°) Giovanni Giolitti un Piemontese nato a Mondovì il 27 ottobre 1842 morto a Cavour il 17 luglio 1929 – presidente del Consiglio dei Ministri – laureato in Giurisprudenza all’università degli Studi di Torno a soli 19 anni, grazie a una speciale deroga del rettore che gli consentì di compiere gli ultimi tre anni in uno solo – ex magistrato entrato in politica: ecco una sua frase: ‘’ … le leggi devono tener conto anche dei difetti e delle manchevolezze di un paese… Il sarto che ha da vestire un gobbo, se non tiene conto della gobba, non riesce’’.
.-.-.-.-.-.- –

(*) Francesco Crispi dopo l’Unificazione dell’Italia fu quattro volte presidente del Consiglio: dal 1887 al 1891 e dal 1893 al 1896.

.-.-.-.-.-.-.-

Sintesi della sintesi: Il colonialismo italiano ebbe inizio nel 1882 con l’acquisizione del porto di Assab in Eritrea e, alla sua massima espansione, i possedimenti coloniali italiani comprendevano quattro territori in Africa: Libia, Somalia, Etiopia ed Eritrea. Poi il Dodecaneso, l’Albania, e una piccola concessione cinese nella città di Tientsin.
Il 9 maggio 1936 venne proclamato da Mussolini l’Impero coloniale, destinato a cadere in seguito ai risultati della II guerra mondiale.
Nel dopoguerra solamente la Somalia rimase sotto amministrazione fiduciaria fino al 1960.

Vaccini si … vaccini no …

Come siamo strani in questo paese. Vigliacco se a qualcuno interessano i ‘’collegi uninominali’’ nella legge elettorale … in compenso siamo diventati tutti esperti in vaccini e c’è una diatriba senza senso in proposito.

Sono andata a documentarmi su ‘’Santa Rete’’ … ho trovato un sacco di informazioni e sono arrivata ad una conclusione personale.
Se a qualcuno interessa …  legga, se non interessa, ‘’amici come prima’’. 🙂

Cosa sono i vaccini?

I vaccini costituiscono l’arma più potente, e in alcuni casi l’unica, contro diverse malattie. Il loro scopo è quello di spingere l’organismo a produrre anticorpi (soldatini che ci difendono) specifici contro diversi microrganismi. La stessa cosa che fa il nostro corpo quando è contagiato, ma senza i rischi che si corrono quando ci si ammala davvero. Fin qui ci siamo no?

9 months old baby receiving vaccination.

ha 9 mesi e lo stanno vaccinando … salvandolo da malattie come la poliomielite!

Quali sono i vaccini disponibili in Italia?

In Italia esistono una ventina di vaccinazioni e sono offerte gratuitamente dalle Asl. Principalmente contro:
difterite, tetano, pertosse, poliomielite, morbillo, parotite, rosolia, varicella, influenza per le categorie a rischio, epatite B, Haemophilus influentiae di tipo b, pneumococco e meningococco.

Per esser più precisi:

Le vaccinazioni formalmente obbligatorie in Italia erano quattro:

– antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166);
– antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n. 419);
– antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51);
– antiepatitevirale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165).

Tutte le altre vaccinazioni disponibili per l’età pediatrica erano volontarie. Nei fatti, però, la distinzione formale tra vaccini obbligatori e facoltative veniva a cadere, sia perché non venivano praticamente mai applicate le sanzioni previste in caso di non adempimento all’obbligo, sia perché il Sistema sanitario ne ha sempre incentivato l’uso e garantito la gratuità per molte altre vaccinazioni disponibili come:

– morbillo,
– parotite,
– rosolia,
– pneumococco,
– meningococco

Fino agli anni 2005-2007 tutti facevano vaccinare i propri figli … poi però la copertura vaccinale è andata man mano diminuendo.
Secondo il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ogni anno sono circa 5.000 i bambini che non vengono più protetti contro malattie come poliomielite, difterite e tetano!

Cosa succede se diminuisce la soglia di sicurezza per le vaccinazioni?

Se questa soglia diminuisce si può verificare una recrudescenza della malattia dovuta appunto alla carenza vaccinale del ”cosiddetto gregge” e ne aumenta la capacità infettiva.

Che cosa è la protezione del gregge?

I soggetti regolarmente vaccinati riducono la circolazione dei virus e dei batteri responsabili delle malattie e diminuiscono la possibilità che anche i non vaccinati possano ammalarsi. Questa “immunità di gruppo” – o di gregge o di branco – si realizza quando il 95% della popolazione è vaccinata contro una determinata malattia.
Quando questa percentuale scende anche i bambini regolarmente vaccinati potrebbero esser contagiati dall’agente infetto, che circolando in maniera maggiore potrebbe anche ‘’mutare’’ ed esser molto più pericoloso del ceppo esistente … ovvio che in questo caso il rischio anche per i bambini vaccinati sarebbe molto più elevato!

Le nuove vaccinazioni obbligatorie

Onde evitare questa situazione, considerata la progressiva diminuzione dei vaccini, recentemente la legge su questi ultimi è cambiata. Il DL appena approvato ha l’obiettivo di innalzare i livelli di copertura vaccinale, ormai troppo bassi per molte vaccinazioni, ha innalzato a 12 i vaccini obbligatori per:

– anti-poliomelitica;
– anti-difterica;
– anti-tetanica;
– anti-epatite B;
– anti-pertosse;
– anti Haemophilusinfluenzae tipo B;
– anti-meningococcica B;
– anti-meningococcica C;
– anti-morbillo;
– anti-rosolia;
– anti-parotite;
– anti-varicella.
Rimangono fuori dall’obbligo, ma eseguibili volontariamente, altre vaccinazioni comunque molto importanti per l’età pediatrica, e cioè:

– anti-pneumococcica;
– anti-rotavirus;
– anti-HPV.

Sintetizzando … la decisione di alcuni singoli di non far vaccinare i propri figli, non tanto per un motivo scientifico ma per una decisione presa troppo a ‘’pancia’’, mette a rischio la salute anche di quelli che sono stati vaccinati.

Se qualcuno, per combattere le ‘’cattive’’ multinazionali farmaceutiche, utilizza il sistema di non vaccinare i propri figli, che sarebbe poi come dire: ‘’per fare dispetto a mia moglie mi taglio il pisello’’,  e così facendo mette  in crisi la salute di tutti, a questo punto preferisco una legge dello Stato che obblighi ‘’tutti’’ a vaccinarsi piuttosto di accettare passivamente la decisione di pochi individui strampalati!

Se è vero che la libertà di un individuo finisce dove inizia quella di un altro … direi che in questo caso lo Stato mi stia tutelando. O no?
Alla prossima

Elena

Strage di Capaci … abbiamo risolto ”tutto”?

Strage di Capaci …

Tutti ormai conosciamo la tragedia del 23 maggio del 1992.  Giovanni Falcone, di ritorno da Roma, era atterrato all’aeroporto Punta Raisi (°) e stava tornando a Palermo.  400 chili di tritolo misero fine alla sua esistenza facendo saltare per aria la vettura da lui guidata più le due auto della scorta.

la scia di morte di 400 chili di tritolo …

Oltre al magistrato, morirono sua moglie, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

L’ idea che possano esser morti nel nome degli ”affari” fa venir la pelle d’oca …

La sera stessa dell’attentato, nel carcere dell’Ucciardone, i mafiosi festeggiarono felici.

Innumerevoli processi videro condannare all’ergastolo componenti di Cosa Nostra.

Nel 1988 si parlò anche di ‘’mandati occulti’ e vennero iscritti nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri sotto le sigle “Alfa” e “Beta” per concorso in strage, soprattutto in seguito alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi.
Nel 2002 il GIP (Giudice Indagini Preliminari) di Caltanissetta archiviò l’inchiesta su “Alfa” e “Beta” sostenendo che non si erano trovati riscontri che confermassero le dichiarazioni del Cancemi.
Ulteriori ricerche su ‘’mandati occulti’’ continuarono fino a che nel 2013 la Procura di Caltanissetta archiviò definitivamente l’inchiesta sui “mandanti occulti” poiché le indagini non avevano trovato ulteriori risultati investigativi.

Nel 2013,  durante un’intervista al Giornale di Sicilia, Sergio Lari procuratore di Caltanissetta, disse: ‘’Da questa indagine non emerge la partecipazione alla strage di Capaci di soggetti esterni a Cosa nostra. La mafia non prende ordini e dall’inchiesta non vengono fuori mandanti esterni. Possono esserci soggetti che hanno stretto alleanze con Cosa nostra ed alcune presenze inquietanti sono emerse nell’inchiesta sull’eccidio di Via D’Amelio: ma in questa indagine non posso parlare di mandanti esterni”.

Quante parole … quanti discorsi … quanti processi … quanti sospetti … quante allusioni … quante speranze deluse … quanta voglia di ‘’verità’’ … quante domande senza risposte … quanta ‘’omertà’’ …

Ricordiamo solo che Giovanni Falcone indagava sul sistema ”mafia-appalti”. E ricordiamo anche le parole di quell’orribile personaggio che fu Giulio Andreotti: ”A pensar male si fa peccato è vero … ma quasi sempre si indovina”!

Oggi noi ricordiamo la strage con il dovuto rispetto nei confronti del Magistrato, di sua moglie e dei poliziotti che sono morti con lui, ma … non dimentichiamo che la mafia, sarà anche vero che non prende ordini da nessuno … ma di sicuro ha bisogno di ‘fare affari’’ … ma … con chi?

Con ”chi” ha un concetto di appalto ”malato”? Con chi considera un lavoro solo in termini di guadagno a breve termine? La mafia fa una pessima selezione della categoria imprenditoriale, infatti la malavita seleziona non il più bravo ma il più ”colluso”! Ovvio che a lungo termine una selezione simile sia ”perdente”! Inutile dire che questa”perdita” ricade su tutti noialtri.  Quindi noi dobbiamo incidere nel nostro DNA che i lavori si fanno bene e con un occhio al futuro dei nostri figli … non al ”prendi i soldi e scappa”! Costoro tra l’altro quando dispongono di ”denaro” non lo reinvestono a favore della collettività ma preferiscono i giochi della finanza!

Detto questo, visto che la malavita si infiltra ovunque, non è che noialtri si debba dire NO a tutto per paura di inflazioni malavitose.    Se si parte da questo concetto allora non si devono più fare scuole, asili, ospedali, strade, case …

Noi dobbiamo ”monitorare” affinché le cose vengano fatte bene. Saremo capaci di farlo? Se si … sarebbe la miglior maniera per onorare la memoria di persone come Giovanni Falcone!

Alla prossima

Elena

 

.-.-.-.
(°) dopo la morte di Falcone e Borsellino l’aeroporto di Punta Raisi venne chiamato con il loro nome. Non ho mai capito se questo è stato fatto per ‘’onorarli’’ o per ‘’ricordare’’ a tutti che con i ‘’costruttori’’ e con gli ‘’appaltatori’’ dei LLPP e non solo non si deve né ‘’scherzare’’ … né troppo ‘’indagare’’.
Articolo correlato:
http://cosamipassaperlatesta.myblog.it/2015/05/22/1401/

Malavita organizzata … la ‘’palla al piede’’ del Paese Italia

Con l’avvicinarsi della ricorrenza della strage di Capaci, viene da fare un pò il ‘’punto della situazione’’. Come siamo messi?

Bè … non è che, nonostante tutto il tam tam e l’informazione fatta si sia risolto il problema.
Nel nostro Paese la malavita organizzata ha molti nomi: ‘’Mafia, ’Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita’’ .  Sotto questi ‘’ombrelli associativi’’ molti personaggi agiscono e fanno ‘’economia’’!

parlare e condannare … il sistema clientelare-mafioso deve essere ghettizzato! Se personaggi in ”odor di mafia” vengono considerati in maniera ”positiva” non ne usciremo mai!

Non si limitano all’economia tipica della malavita: prostituzione, droga, pizzo … ma cercano ‘’denaro’’ dove lo trovano, quindi,  entrano nel tessuto economico del paese.
Il fatto è che il concetto di economia declinato dalla filosofia ‘’malavitosa’’ è marcio!
Il loro è un sistema che ‘’funziona male’’ … perché in brevissimo tempo con il tipo di selezione utilizzato dalla malavita vengono premiati gli imprenditori ”marci”  e non quelli  ‘’capaci’’! Che è esattamente il contrario di quello che invece servirebbe!
Le contabilità di queste ‘’azienducole’’ messe su dagli ‘’amici degli amici’’ sono taroccate!
Le attività economiche sono in generale di copertura … e, bene che vada, hanno miseri contenuti.
Prevalgono inoltre gli elementi finanziari sugli elementi imprenditoriali.
Se costoro dispongono di denaro lo investono in finanza.  Non sono all’altezza di fare imprenditoria seria, in quanto anche se le loro nuove generazioni sono ‘’scolarizzate’’ … sempre ‘’marci dentro’’ restano!
Insomma la mafia non è abbastanza lungimirante per guardare al ‘’futuro’’ ma quello che a Lei interessa è ‘’prendi i soldi e scappa’’!
Ovvio che questo sistema mette in ginocchio il Paese ed arricchisce solo i quattro gatti in combutta assieme.
Possiamo noi cittadini onesti continuare a permettere che costoro la facciano da padroni?
Pensiamo alla fatica che devono fare le industrie italiane visto che devono costantemente combattere con una ‘’economia che non tira’’ … con una burocrazia che uccide … con delle tassazioni gravose e su questo aggiungiamoci anche la concorrenza sleale da parte della malavita organizzata!

Se le nostre industrie cessano l’attività e/o delocalizzano … non sarà che qui è un ”tantino complicato” fare industria?
La mafia oggi non uccide come un tempo … ha semplicemente cambiato aspetto!
Non ci sono più i morti ammazzati per le strade … oggi a Palermo ci sono meno omicidi che a Milano … ma la mafia è ancora più pericolosa perché è diventata altro!
E’ diventata finanza … accaparramento degli appalti a scapito di imprese sane … traffico dei rifiuti pericolosi.
Ma la malavita da sola non potrebbe funzionare. Ha bisogno di ‘’qualcuno’’ nei centri di potere. Quali sono i centri di potere del Paese? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta. E con questo non bisogna semplificare tutto facendo di tutte le erbe un fascio … bisogna cercare attraverso quelle ”erbe” … tenere le buone ed estirpare la gramigna!
Ci sarà una ragione se i giovani di oggi percepiscono le associazioni antimafia come ‘’positive’’ mentre burocrazia e politica sono percepite come qualche cosa di, bene che vada, impotente, male che vada ‘’collusa’’?
Se è vero che l’aumentare della scolarizzazione ha fatto ‘’evolvere’’ la mafia,  dandole  una capacità di trasformazione grandissima diversificando le proprie attività e permettendole si infiltrarsi ovunque …  resta valido il fatto che la ‘’sua filosofia’’ sia sempre quella del ‘’prendi i soldi e scappa’’!
L’Italia NON ha bisogno di una economia simile, noi abbiamo bisogno di una  economia ‘’sana’’ che guardi al futuro! Siamo stufi di far vincere gli appalti a società che usano cemento depotenziato e facciano di conseguenza cadere i viadotti sulla autostrade.
Nessuno viene ad investire volentieri nel nostro Paese perché siamo poco ‘’affidabili’’ … se non adottiamo una cura drastica per questo ‘’cancro’’ che ci sta uccidendo … non andremo da nessuna parte.
La mafia non è stata vinta … la mafia ha semplicemente cambiato aspetto … si è ripulita ‘’fuori’’ ma ‘’dentro’’ continua ad essere una ‘’montagna di m ….’’ !

Alla prossima
Elena

Povero ‘’Silvio’’ …

Come ormai tutti sappiamo, la Cassazione confermando la sentenza della Corte d’Appello,  ha respinto pochi giorni  fa il ricorso di Berlusconi che lo vede in contenzioso con Veronica Lario, sua ex moglie,  e lo obbliga ancora a pagarle un assegno di due milioni di euro al mese.

Veronica Lario

La Cassazione motiva la sentenza spiegando che, non essendo i due ancora divorziati, resta in vigore il ‘’dovere di solidarietà’’, il che significa che il più abbiente dei due deve continuare a mantenere il ‘’tenore di vita’’ al meno abbiente.
Poveretto … fa persino pena, sembra ormai di sparare sulla ‘’Croce Rossa’’ !
Il buon Silvio, da me affettuosamente chiamato ‘’lognomolaccatodibiaccamarroneintesta’’ sta, nonostante tutti i suoi soldi, diventando vecchio. La cosa deve procurargli a livello emotivo dei drammi senza senso.
Uno che si è sempre vantato di essere una sorta di ‘’super-uomo’’?  Uno che per mantenere la ‘’giovanile virilità’’ ha ingurgitato tonnellate di Viagra?  Uno che si è fatto trapiantare i capelli mille volte, e che alla fine,  ha dovuto abdicare ai trapianti falliti ed optare per una pennellata di biacca marrone sul cranio? Uno che a furia di insistere sul ‘’sano colorito’’ è diventato ‘’arancione’’ ? Come fa un personaggio simile ad accettare il passare degli anni?
Primo o poi, volente o nolente, utilizzerà il mausoleo che si è fatto costruire ad Arcore.

La bandana serviva a proteggere il ”trapianto” di capelli …

più che capelli si direbbe una ”mano di biacca marrone” …

l’ingresso della Tomba Mausoleo che si è fatto costruire nel giardino di Arcore …

Comunque, visti e considerati tutti i guai che ha procurato al sistema giudiziario, legiferandogli contro quando era al Governo, questa sentenza ben gli sta!

Quel che colpisce noi, comuni mortali,  di questa faccenda, più che la sentenza in sé … è l’importo a crearci dei problemi! Due milioni di euro al mese!  Ma vi rendete conto? Vogliamo parlare di ”ridistribuzione del reddito”? Grrrr …
Noi … non sappiamo nemmeno bene come siano fatti due milioni di euro!

Lui … che si vantava di non aver ‘’mai pagato una donna’’ …

Alcune infatti le faceva pagare direttamente a noialtri, visto che sue ‘’fiamme’’ pare siano diventate senatori, deputati, ministri e assessori.
Altre ‘’fiamme’’, 21 per l’esattezza, le aveva addirittura messe a ‘’libro paga’’,. Mandava infatti mensilmente un ragioniere all’Olgiata a consegnar loro 2.500 euro nell’immobile dove le ospitava, gratuitamente,  tutte assieme.

Le teneva tutte assieme probabilmente per rendere più agevole il lavoro al ragioniere! Ah … l’efficienza lombarda!

Lo ‘’gnomolaccatodibiaccamarroneintesta’’ ha avuto il coraggio di affermare di pagare queste ”donzelle”, solo ed esclusivamente in quanto filantropo con il ”cuore tenero” di natura!   I magistrati invece sospettano le pagasse affinché le ”donzelle” in questione non raccontassero che cosa avveniva durante le ‘’cene eleganti’’ ad Arcore, casa del Primo Ministro italiano!
Tra le sue ”fiamme” ecco la bella marocchina ‘’Ruby’’ rubacuori che si è sistemata a ‘’vita’’, giurando in cambio pare di due milioni di euro, di non aver mai avuto con lui rapporti ‘’carnali’’ e che il buon ‘’Silvio’’ fosse solo una sorta di ‘’padre premuroso’’.

La bella Ruby, minorenne all’epoca delle ”cene eleganti” ad Arcore …

Insomma … ha voluto fare il ‘’galletto’’ in giro con tutte le fanciulle che gli capitavano a tiro? … mò Veronica si vendica! Il Silvio ha trovato ‘’pane per i suoi denti’’!

Alla prossima
Elena