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Vogliono un’altra guerra in Medio Oriente?

Che casino che c’è in Medio Oriente … non si capisce una cippa!
Gli americani sono ‘’pappa e ciccia’’ con l’Arabia Saudita – gente che di democratico non ha proprio niente, in compenso il Donald vede l’Iran, che a confronto degli Arabi è democratico visto che fa elezioni, come il fumo negli occhi.
Mò per colpire l’Iran mettono al bando il Qatar. Iran e Qatar dividono persino i giacimenti di gas nel Golfo Persico … come fanno ad ignorarsi a vicenda?
Eppure all’asse sunnita ‘sta faccenda dà un fastidio enorme. (Sempre perché sono tanto democratici)
Per punire il Qatar di questa sua ‘’amicizia’’ con l’Iran: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrein ed Egitto hanno rotto con Doha, che è completamente isolata ma pare non voler cedere affermando di avere alimenti per un anno, deludendo a brevissimo termine la maggiore arma di pressione dei suoi avversari, che è quella, pacifica,  di vederli morire tutti di fame.

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Posti ”caldi” sotto molti punti di vista … 🙁

Inoltre Doha non cederà tanto facilmente, visto che ha incassato il sostegno dell’Iran come anche anche quello della Turchia, alla quale il Qatar è legato a doppio fil. Tra l’altro il parlamento di Ankara ha accelerato le discussioni per la creazione di una base militare turca in Qatar!
Particolare questo che fa intravedere quanto sia grave la situazione … visto che in Qatar c’è anche la più grande base militare USA che è servita come testa di ponte per gli attacchi aerei in Iraq e Siria, e dispone ovviamente di armamenti da far paura e di circa 11.000 soldati perfettamente addestrati. Brrrr …

L’Agenzia di stampa iraniana Fars ha riportato le notizie sul duplice attentato senza soffermarsi in accuse contro Ryad. Ha però pubblicato un intervento del principe ereditario saudita Mohamed bin Salman, che è anche ”democraticamente per nascita”  ministro della Difesa, abbastanza inquietante: ‘’Non aspetteremo che la battaglia divampi in Arabia Saudita. Piuttosto faremo in modo che la battaglia abbia luogo in Iran’’.
Visto le armi che Trump gli ha appena dato … non è che ci sia da star poi tanto allegri.
Anche perché se hanno intenzione di ‘’battagliare’’ in Iran … cosa faranno Russi e Cinesi?
Quel che ”salta agli occhi” è che comunque Trump è uno che ‘’come si muove’’ fa danni!

Alla prossima

Elena

Giovani e Lavoro in tempo di crisi …

Se le nuove generazioni non trovano un modo serio e sicuro per vivere, che genere di progetti possono avere? Che genere di ripresa economica ci potrà mai essere senza la loro, sacrosanta,  tranquillità economica?  Se non hanno la possibilità di lavorare, sposarsi, metter su casa e famiglia, come pensiamo possa ”ripartire” tutto l’am ba ra dam? Nemmeno lo ”studio” può dar loro un ”futuro sicuro”.

Negli anni di crescita economica, studiare per diventare avvocato, ingegnere, notaio, medico, architetto era una delle ambizioni più grandi. Chi seguiva questi percorsi si smarcava per sempre da un lavoro cosiddetto ”sotto padrone” come quello fatto, magari dal padre, e poteva diventare un libero professionista.
Si trattava di una sorta di percorso che, se effettuato con impegno, era comunque su  ”binari” ben definiti, binari avrebbero portato automaticamente ad un posto di lavoro ben retribuito.
Oggi invece? Oggi nonostante l’impegno, non è detto che il ”posto di lavoro” sia altrettanto gratificante.
Sono moltissime le ”professioni che hanno subito cali a livello economico.
I notai per esempio, nonostante continuino ad essere la categoria meglio pagata hanno subito notevoli ‘perdite’, come si può vedere dalla tabella allegata:

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CALO DEI REDDITI Il confronto dei redditi 2005 e 2015 per i liberi professionisti in base ai dati delle Casse. Per avvocati, agrotecnici e veterinari dato del 2014 (Fonte: VI Rapporto Adepp)

Dopo il periodo delle ”vacche grasse” sono arrivate le ”vacche magre” e, pian piano, i giovani si sono resi conto che le professioni non garantiscono più sicurezza e stabilità. Si è innescato di conseguenza l’abbandono sempre maggiore per una serie di corsi universitari.

Il Miur, sui risultati degli esami di abilitazione per oltre 20 categorie, certifica che i candidati sono calati di quasi un terzo (-31%) in un decennio, dai 79mila del 2006 ai 55mila del 2015, anno in cui i promossi, tra l’altro, sono stati poco più di 42mila, in caduta del 28%.

Una categoria che non risente molto della crisi sono i commercialisti che continuano a guadagnare non male.
Ma, nonostante ciò, in dieci anni i candidati sono scesi del 43,5 per cento. Gli studi già funzionanti non conoscono ”crisi”, e passano magari di padri in figli, ma aprirne di ”nuovi” viene considerato dai giovani un terno al lotto, e come dar loro torto?
Nemmeno gli avvocati sfuggono alla crisi, si registrata tra i loro ranghi una riduzione dei redditi del 14,7%.
Per questo motivo i neo-laureati in giurisprudenza mirano alla Magistratura, unico modo, al giorno d’oggi,  per ”sbarcare il lunario” in tutta sicurezza.
Chissà se con queste ”riduzioni” le casse previdenziali private saranno in grado di continuare a pagare le pensioni? Mah …

E’ quindi sempre più difficile per dei giovani avere delle idee chiare per il loro futuro, questo innesca paura, una paura che blocca le iniziative.

Comunque, se potesse interessare qualcuno, giorni fa avevo bisogno di mettere due ”gommini” ai tacchi di un paio di scarpe. Odio quei ”cosi” di plastica rigida che quando cammini fanno un rumore infernale, quindi sono andata dal ”calzolaio” e ho chiesto di metter due gommini per ”silenziare” la mia camminata.
Naturalmente ho dovuto pagare in anticipo, e sapete quanto ho speso per due gommini delle dimensioni di un paio di alluci?
Ben 17 euro e 50!
Sono rimasta di stucco quando me lo ha detto! Ma vi pare una cifra normale? Comunque … cari giovani, magari invece dell’avvocato o del commercialista, se provaste a fare i calzolai, secondo me guadagnereste molto di più!

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17 euro e 50 per due tacchetti in miserabile gomma! Grrrrr …

Alla prossima
Elena

by by England … se ne sono andati !

L’Inghilterra ha scelto per ”uscire” dall’Europa! Ebbene si, il ”popolo” ha scelto di andarsene.

Forti del fatto di avere la ”finanza” in casa se ne sono andati, ma forti anche del fatto di ignorare tutti i risvolti a cui andranno incontro, perché siamo onesti, il ”popolo” NON ha la  minima idea di che cosa succederà  in campo economico-finanziario con questa scelta.  Quel che il ”popolo” sa è che ”prima” stava meglio! Il fatto che stesse meglio perché il mondo era diverso e l’economia ”tirava” non lo sfiora nemmeno. Il problema ai guai è identificare un ”nemico” ed il nemico in questo caso è l’Europa, quindi via dall’Europa! Non hanno capito che non è affatto scontato che ”tornando indietro” l’economia, come per incanto riparta.

Mah …

Comunque il ”popolo” ha scelto e come tutti i ”divorzi” l’uscita non sarà immediata, ci sono alcune lungaggini burocratiche che la terranno ancora per un po’ ”legata” al resto dell’Europa.  David Cameron dovrà notificare la scelta al Consiglio europeo, composto da Capi di Stato e di governi dell’Ue e, solo da quel momento, inizieranno le pratiche per l’uscita vera e propria che potrebbero durare dai due ai cinque anni.

Scegliendo di abbandonare l’Unione Europea, la Gran Bretagna diventerà un ”Paese terzo” e dovrà ridefinire i suoi rapporti con la stessa. La trattativa si svolgerà secondo le regole previste dall’articolo 218 del Trattato , al tavolo dei negoziati ci sarà la Commissione Ue la Gran Bretagna; sarà il Consiglio Ue a decidere chi altro parteciperà.

Le conseguenze per studenti, lavoratori e turisti. 
Cambieranno molte cose soprattutto per studenti, turisti e imprese. Prima di tutto, gli studenti universitari europei verranno equiparati a quelli extra europei: di conseguenza la retta potrebbe passare da 9mila a 36mila sterline e, inoltre, perderebbero il diritto all’assistenza sanitaria gratuita. Chi lavora nel Regno Unito conserverà i diritti finora acquisiti perché ha dalla sua la Convenzione di Vienna del 1969, ma i problemi arrivano per chi ancora non si è trasferito. Per i turisti, le vacanze 2016-2017 non sono assolutamente a rischio, ma dal 2018 qualcosa cambierà: code più lunghe per i controlli di frontiera, visto turistico e così via…

Lo scenario per le aziende italiane 
Per le imprese potrebbero arrivare nuovi dazi e certificazioni obbligatorie, potrebbe inoltre cadere la tutela del brevetto europeo: servirebbero nuovi accordi bilaterali per le imposte indirette come Iva e dazi, sul modello della Svizzera. I big dell’auto (come Honda o Toyota), con circa 1,6 milioni di veicoli prodotti, potrebbero decidere di lasciare il Regno Unito in quanto lo sbarco nel continente potrebbe essere penalizzato da ingenti dazi. Anche i mercati potrebbero subire la decisione del referendum: in caso di Brexit si prevede una perdita del 20%, mentre in caso di Bremain un +15%. In ultimo, oltre 1.120 funzionari britannici dell’Ue potrebbero dover abbandonare le istituzioni per cui lavorano.

Adesso aspettiamoci i ”copycat” e se ne troveranno di certo!

Noi nel 2017, mi sa che le elezioni politiche non aspetteranno certo il canonico 2018,  avremo molto probabilmente il m5s al governo e saremo chiamati a scegliere sull’euro, passo propedeutico all’uscita … (°)

Far scegliere al popolo … mah … secondo me se si chiede al popolo se vuole o meno la pena di morte il popolo dice che la vuole!

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Alla prossima

 

Elena

 

 

(°) secondo me il m5s modificherà pure la Costituzione per poter fare il referendum sull’euro … cosa che al momento non è fattibile.