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Nemmeno le patate sono quelle di una ”volta”!

La globalizzazione … gli OGM … ci hanno ”venduto” gli OGM, facendoci il ”lavaggio del cervello” , come la soluzione definitiva per ”sfamare il mondo intero”! Tutte ”OO”!

Un’ indagine recente dell’ONU dice che 14 milioni di persone non mangiano a sufficienza, mentre altri due milioni rischiano proprio di morire di fame. E allora? ‘Sti OGM a cosa sono serviti? A nulla altro se non a creare una sudditanza alimentare, visto che quella dei combustibili fossili sta, pian piano, ”cedendo”.
Ma torniamo alle nostre ”patate”!

iu

Dunque, quando ero piccola le patate erano di tre tipi: quelle vecchie, quelle nuove e quelle ”rosse” di montagna!
Le prime servivano a fare gli gnocchi, le seconde andavano bene per metterle al forno e per farle bollire.
Mò le patate sono centinaia! Quelle da lessare, quelle da passare al forno, quelle da friggere, quelle da cuocere a vapore … ma ‘ste partate hanno tutte una cosa in comune! Sono dolci!
Non dico siano dolci proprio come quelle ”dolci” che un tempo, più che mangiarle, le mettevamo in acqua e le usavamo come piante da interno! No … queste sono disgustosamente ”dolciastre” !
Insomma oggi non riesci nemmeno più a fare un cotechino con un purè decente … perché ti rimane sempre quel retro gusto dolciastro che ti mette tristezza!
Questo è il risultato degli OGM? Bella roba!
Oggi, grazie agli OGM e alla globalizzazione mangiamo tutto l’anno dei pomodori che non sanno assolutamente di nulla! In compenso le patate sono dolciastre sempre!

Siamo sicuri di essere sulla ”strada giusta”? Mah …

Alla prossima

Elena

Imprenditori italiani del tessile uccisi a Dhaka …

Nell’ ingiustificabile attentato a Dhaka in Bangladesh, che tutti assolutamente condanniamo, sono morti in modo atroce, anche degli imprenditori italiani.
Molti  piangono con simpatia i nostri connazionali, ma, tastando il ”polso della rete”, se così si può dire, si percepisce che alcuni storcano il naso e si chiedano: ”Ma perché producevano in Bangladesh”? Perché non facevano lavorare gli italiani?
La risposta è semplice, qui costa troppo tutto!
Assumere regolarmente … pagare i contributi … pagare le ferie … tenere gente in organico anche se è malata … gli stipendi sono soggetti a contratto …  in Bangladesh invece non hanno diritti e  costano una ”cippa”!
Quindi che cosa fanno gli imprenditori? Delocalizzano! Si chiama ”globalizzazione”.

iu
Lo fanno tutti quelli che possono, dalle multinazionali alle piccole imprese. Tutti sfruttano … chi più chi meno.
Come eliminare questo sistema mah … si direbbe una battaglia contro i ciclopi.
Eppure se ci pensiamo un attimo magari si potrebbe trovare una soluzione.
Invece di comperare, ad esempio,  40 magliette orrende fatte in Bangladesh, che pendono da tutte le parti, compriamone una bella fatta bene  in Italia,  con un buon tessuto e che duri per parecchi anni.

Sento già la fibrillazione  che precede: ”Ma … una maglia del genere, costa un sacco di soldi”!
E allora? E’ vero che costa ma ne compriamo una da 100 euro invece di 10 da 10 euro …
Con un margine di guadagno più alto forse i produttori potrebbero far lavorare gli italiani qui, invece che gli indiani.
La cosa da fare però è di poi curare la maglia da 100 euro!  Una maglia di quel prezzo va lavata con attenzione, stesa con altrettanta attenzione,  poi stirata con attenzione e poi cucita o ripresa nel caso si scucisse o si smagliasse.
Ma … oggi abbiamo voglia e tempo di curare così i capi di abbigliamento  o preferiamo comprare delle ciofeche, usarle e poi buttarle al primo cenno di logorio? Una volta le scarpe si facevano risuolare … oggi si buttano, tanto durano niente, bene che vada le fanno i cinesi.
Conosco ragazze che viaggiano con pantaloni senza orlo, preferiscono invece di cucire un orlo, farlo ”mangiare” dai talloni delle scarpe contro il pavimento. Se hanno una maglia scucita la buttano via …

meditiamo gente … meditiamo …

 Alla prossima

 

Elena