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L’Europa … ”vira” a destra? Oppure sta proprio morendo?

Una volta il termine che veniva usato nei confronti di chi era contro l’Unione Europea era ”anti-europeista”, nel tempo costoro sono diventati  ”euroscettici”, e si direbbe che oggi, gli ”euroscettici” vadano per la maggiore.

Ero iscritta al MFE (Movimento Federalista Europeo) già nel lontano 1974 , non ho cambiato idea sui concetti generali e,  anche se avrei qualche cosina da dire in proposito, non vorrei veder ”morire” un ideale.  Eppure,  il clima ”velenoso” di oggi sta mettendo a rischio il sogno di molti.

Facciamo qualche esempio:

  • In Italia ci sono partiti che, se arrivassero al governo, vorrebbero indire referendum per decidere se rimanere oppure no in Europa.
  • In Olanda, la popolazione ha bocciato un accordo di associazione tra l’Unione e l’Ucraina.
  • In Inghilterra si voterà prossimamente per la ”Brexit”.
  • In Germania, le elezioni regionali hanno mostrato il successo del partito nazionalista di destra: Alternative für Deutschland.
  • L’Austria potrebbe,  proprio oggi, avere alla guida del paese un presidente della destra radicale.
  • Gli inglesi a giugno saranno chiamati alle urne per sancire il futuro del paese nell’Unione,
  • Gli spagnoli torneranno alle urne per la seconda volta in sei mesi nel disperato tentativo di darsi un governo.
  • A Parigi, nel 2017, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen tenterà la scalata all’Eliseo.
  • In Grecia si registra tra la popolazione il consenso minore all’Europa, e come dar loro torto? E’ la terza volta che tentano ”programmi di aggiustamento economico” pur di evitare il fallimento!

Sondaggi sostengono che la mancanza di fiducia nell’Europa sia dovuta all’incapacità di quest’ultima nel fronteggiare la crisi economica ed immigratoria che la sta colpendo.   Addirittura alcuni sostengono che siano proprio le ”politiche europee” la causa della crisi.

Schermata 2016-05-23 alle 07.05.41fonte: sole 24 ore

Pochi tengono conto che in Paesi come Italia, Grecia e anche Francia si sarebbe dovuto da tempo ”dare un giro di vite” all’assetto politico.  In periodi di ”vacche magre”, piaghe come clientelismo,  protezionismo e familismo (stendiamo un ”velo pietoso” su  Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita) sono da aggiungere ad una  situazione già ”precaria” e peggiorano ulteriormente il ”quadro traballante”.  Mentre alcuni paesi, dimenticando le proprie ”mancanze”  ”piagnucolano” sulla ”durezza” dell’Europa … altri, vedi i  tedeschi, quadrati come sempre, (anche se poi si fanno spesso i fatti loro) sostengono che non si devono mettere in dubbio i principi di Maasticht e impongono quindi a Paesi, già in cattive acque, di ridurre il debito e non rompere!

Come fare per far andare d’accordo ”mentalità” così diverse? Secondo la mia misera opinione di ”casalinga ignorante” … l’unico modo per far andare tutti d’accordo sarebbe quello di tornare ad avere tutti un lavoro decente! Un lavoro che permetta di vivere dignitosamente e di guardare al futuro con serenità. L’avere un lavoro farebbe ripartire tutto l’am ba ra dam e,  ripartito l’am ba ra dam, trovandoci in situazioni economiche migliori, si potrebbero fare tutti quegli ”aggiustamenti” da una parte e dall’altra senza traumi eccessivi. Chiederci oggi di ”tirare ulteriormente la cinghia” non potrà che far altro che  peggiorare e ”precipitare”  la situazione. 

Tutti dicono che bisogna ”creare lavoro” ma, evidentemente, tra globalizzazione e multinazionali,  NESSUNO sa da che parte incominciare per farlo!

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Morale della favola? Quando la gente è disperata, quando non arriva a fine mese ha la tendenza,  e credo sia ”genetica”,  a mettersi nelle mani di quello che sembra il più ”forte” ! Di quello che, spudoratamente,  sostiene di avere la bacchetta magica … di quello che ”pare” avere le idee chiare per risolvere il problema! Di quello che sostiene di essere ”puro e onesto come l’acqua di sorgente” …

Non dovremmo quindi stupirci se la tendenza generale ”viri a destra” .  In fondo corsi e ricorsi storici sono sempre gli stessi,  non c’è niente di nuovo sotto il sole, e, quando si gratta il ”fondo del barile” ,  lo si fa a 360°,  ”classe politica” compresa!

La ”barca Europa” … vira a gonfie vele a ”destra” … e gli USA forse avranno a comando della loro ”barca” … quella ”mina vagante” di nome Trump! Niente di buono all’orizzonte!

Meditiamo gente … meditiamo …

 

Alla prossima

 

Elena

Grecia sul filo del rasoio … ma …

… può anche darsi che questo sia un modo per darle uno scossone e farla migliorare!  Le pressioni fatte dall’Europa in fondo non sono proprio tutte negative. Se stiamo a guardare il compromesso onesto e fatto per il bene collettivo non è mai da considerare una perdita di tempo.

Il 30 giugno la Grecia ha promesso che pagherà 1,6 miliardi di euro al Fmi e successivamente, a luglio, un altro rimborso di 3,4 miliardi di euro. Ma … secondo voi ce la faranno? Dove li prenderanno ‘sti soldi? economia-greciaIl partito di Syriza al momento ”tiene” ma se dovessero saltare le linee degli accordi il partito probabilmente si spaccherebbe e andrebbero a nuove elezioni. A chi la vittoria?  Difficilmente sarà la sinistra radicale – in fondo – i sondaggi parlano di greci che non vogliono affatto uscire dall’euro … quindi vincerebbero i moderati con tutti gli annessi e connessi …  tradotto in parole povere significherebbe che nessuno prenderebbe le parti dei più poveri.

I temi più critici della discussione con gli altri paesi europei sono la riforma del mercato del lavoro,  delle pensioni, e la velocità del risanamento dei conti pubblici.

La Grecia ha già liberalizzato considerevolmente il proprio mercato del lavoro che ora, secondo l’Ocse, è persino più flessibile di quello tedesco.

Nonostante questo, le esportazioni, a eccezione del turismo, sono cresciute molto poco, al contrario di altri Paesi del sud Europa. Insomma, è improbabile che sia la scarsa flessibilità del mercato del lavoro a frenare l’economia greca. D’altronde i greci sono famosi nel mondo per essere stati degli ”armatori” navali mica – ad esempio – per la produzione di macchine utensili!

Il sistema pensionistico poi,  un tempo fin troppo generoso, è già stato riformato, creando ovviamente una marea di ”scontenti”.  Saranno necessari altri aggiustamenti/limature ma soprattutto perché i fondi pensionistici con l’economia a picco non hanno  risorse da dedicare alla gestione previdenziale.

Per rendere il sistema sostenibile nel lungo termine bisognerà fare ulteriori ritocchi, tanto più alla luce della recente sentenza di tribunale contro una parte dei tagli. Tuttavia, la via maestra per rendere il sistema pensionistico sostenibile è la crescita economica, non certo altre decurtazioni dei diritti acquisiti, sono già fin troppi i pensionati greci ai limiti di povertà!

L’ostacolo tra la Grecia e la prosperità NON è un’altra pesante riforma del lavoro o altri tagli dei salari per rendere l’economia più ”competitiva” …  e nemmeno un’ulteriore stretta sui conti pubblici o una riforma delle pensioni finalizzate a infondere più fiducia negli investitori. Le vere questioni sul tappeto sono più profonde.  Per sbloccare il potenziale della Grecia, per mettere in moto le sue competenze imprenditoriali e le sue risorse naturali sottoutilizzate, il Paese deve apportare miglioramenti alle istituzioni ”incancrenite” e che vivono di privilegi … che governano la sua economia. Ma dai? Si direbbe quasi che l’Europa sia un pungolo per asportare il ”marcio” …

Come prima cosa Atene deve riformare la pubblica amministrazione, affetta da decenni da scarsa trasparenza, inefficienza e clientelismo. I vari tentativi di riforma che si sono succeduti hanno prodotto scarsi risultati e l’apparato burocratico rimane soggetto a una pesante influenza politica. (Vi ricorda qualcuno? Da noi questi discorsi li facevano Falcone e Borsellino)

Dopo lo scoppio della crisi qualche passo avanti è stato fatto, per esempio nel contrasto alla corruzione, ma l’impulso al cambiamento stava venendo meno già prima che Syriza arrivasse al potere.  Il problema vero è che la riforma delle istituzioni non può avvenire senza un ampio consenso della società greca, dei politici e degli stessi dipendenti pubblici.  Anche in questo caso, ammesso e non concesso che costoro siano disposti a rinunciare ai loro vantaggi,  non sarà facile e ci vorrà tempo. (Sante parole!)

La seconda riforma fondamentale riguarda il sistema giudiziario. Un sistema giudiziario funzionante è il nucleo essenziale di un’economia di mercato: beneficia gli imprenditori, gli investitori, gli esportatori e riduce la disuguaglianza. Attualmente sono necessari 1.580 giorni per far rispettare un contratto in Grecia, secondo l’indagine della Banca mondiale sulla facilità di fare impresa (la media Ocse è di 540 giorni): questo dato colloca la Grecia al 155° posto su 189 paesi del mondo, accanto al Pakistan, al Ciad e all’Italia. (Nelle classifiche dei peggiori noi ci siamo sempre! Sigh … )

La classifica più generale sul grado di legalità stilata dal World Justice Project piazza la Grecia all’ultimo posto fra i Paesi ad alto reddito, appena sopra la Russia. Una riforma della giustizia di solito richiede parecchio tempo, e per condurla in porto serve quindi un ampio sostegno tra le forze politiche e l’opinione pubblica.

Il terzo punto dolente su cui intervenire è l’eccesso di regolamentazione e il coinvolgimento del settore pubblico nei mercati dei prodotti. La regolamentazione serve a far funzionare meglio i mercati dei prodotti e a ridurre al minimo i costi legali, ma può anche essere usata dalle aziende già consolidate per soffocare la concorrenza. I regolati hanno quindi un incentivo a fare pressione sulle autorità perché distorcano la normativa in loro favore.

Alla fin dei fini se guardiamo bene la Grecia ha difetti molto simili ai nostri  … in fondo siamo ”mediterranei”. Per uscire da questo pantano dobbiamo lavorare tanto e tutti assieme. Unica maniera se vogliamo davvero fare il ”salto” da economia ”clientelare” ad economia ”corretta”.

Ma questo non richiede rivoluzioni! Non è necessario, come diceva Di Pietro ”buttar via il bambino con l’acqua sporca”!  Le tanto ammirate ”primavere arabe” alla fin dei fini hanno aperto corridoi di instabilità tali da far prosperare integralisti folli come quelli dell’ISIS.

Per migliorare le cose ci vuole lavoro costante nella giusta direzione e tempo … speriamo in una gioventù onesta e con tanta buona volontà. Il consiglio che vorrei dare ai giovani di oggi è una frase di Amos Oz:

Nel mio mondo la parola compromesso è sinonimo di vita! E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte.

Alla prossima

 

Elena

 

 

 

fonte: http://centreforeuropeanreform.blogspot.gr/2015/06/greece-after-deal-work-on-solution.html

 

Non vorrei essere nei panni di Tsipras …

Siamo agli ”sgoccioli” … sul tavolo ci sono due proposte: quella greca, che per Atene contiene il massimo delle concessioni possibili e che i creditori giudicano insufficiente, e quella dei creditori che invece si può ”limare” ancora.

GRECIA-VACANZE-DORATE

Chiedere troppo alla Grecia potrebbe rallentarne il ritorno alla crescita, ma non chiedere niente o non abbastanza avrebbe conseguenze sull’insieme della zona euro – così dicono sia François Hollande che il nostro Padoan. Confronto a ‘sti due Jacques De La Palice era nessuno!

Angelona Merkel invece dice che si lavora a ritmi febbrili, con forti pressioni per trovare un accordo …  mentre il suo ”terribile” ministro delle Finanze, Wolfgang Schauble, è pessimista! Cribbio sarà la ”sedia a ribelle” ma è proprio un ”gufo” questo Signore!

La volontà di tutti quanti è trovare un accordo prima del G7  (quando c’era la Russia si chiamava G8) che si terrà in Baviera, in modo da disinnescare la minaccia di Atene che potrebbe non pagare la rata da 300 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale in assenza di un’intesa. Cosa che – ovviamente –   l’eurozona vuole evitare a tutti i costi! Allo stesso tempo, però, i paesi creditori non intendono cedere troppo nel negoziato. Ad esempio, è escluso che si parli di un taglio del debito, ha sottolineato Schauble! E figuriamici se è d’accordo per una cosa simile!

Draghi, da brava persona,  ha ”aperto” ad Atene, sottolineando che l’obiettivo dovrebbe tenere conto della bassa crescita – se non nulla – della Grecia. Come dargli torto?  Cosa si può pretende da ”uno” che non ha nemmeno più lacrime per piangere?

Distanze restano ancora sulle pensioni, con Tsipras che resiste a qualunque tipo di ulteriore taglio agli stipendi e propone invece di alzare l’età pensionabile?  Che non vuole attuare gli impegni presi dal Governo precedente che consentivano addirittura  licenziamenti di massa. D’altronde Tsipras è stato eletto proprio perché le ”evitasse” queste soluzioni …

Capito che roba? Dopo il regime dittatoriale dei Colonnelli … dal 1974 tra Nuova Democrazia e Pasok hanno governato la Grecia come le ”cicale” e adesso sono costretti ad allinearsi a tutti i costi.

Siamo tutti d’accordo ora che le riforme necessarie, un paese,  le deve fare quando le ”vacche sono grasse” e NON quando sono ”magre”?  Ma …  come mi ha insegnato mia nonna: ”piangere sul latte versato” non serve! Fatto sta che la Grecia adesso si trova nella condizione: ”O mangi ‘sta minestra o salti dalla ”finestra”!

La realtà è che quando hanno preso in prestito il denaro dai Paesi Europei avevan promesso che avrebbero fatto ”tagli draconiani” … ne hanno fatti molti  … e ovviamente … invece di ”ripartire” sono ”affondati” sempre di più. I ”tagli” fatti in periodo di recessione sono inevitabilmente un ”cane che si morde la coda”. Se la gente non ha soldi … non spende e tutto si ferma.

Come far ripartire questa Europa disperata? Mah …

L’unica cosa che so …  e che non vorrei essere Tsipras per tutto l’oro del mondo!

Alla prossima

 

Elena

INTANTO VARUFAKIS VIENE MESSO GENTILMENTE ”DA PARTE” …

Il comportamento dei greci piace proprio pochino ai ministri dell’Unione  …

Varufakis, gran bell’uomo, ma forse non basta questa di dote all’Eurogruppo, si è beccato una serie di insulti dai flemmatici ministri :  perditempo … dilettante … giocatore d’azzardo.

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Addirittura il ministro maltese ha detto di considerare definitivamente ”rotti i rapporti con la Grecia”.

Tsipras poi ha tentato di aggirare i ministri dell’Eurogruppo, cercando un accordo ”aumma aumma” – alla Mediterranea tanto per intenderci – con la Merkel a margine del consiglio di Bruxelles.  I ministri si sono proprio ”arrabbiati”!  Sono i ministri delle finanze dell’Eurogruppo che devono decidere sui finanziamenti ai Paesi e NON i capi di Stato.

Comunque … alla luce di questi fatti … Tsipras si è messo a lavorare alla veloce per delle ”bozze” di riforme economiche che Atene dovrà presentare ai creditori istituzionali (Ue, Bce e Fmi) per poter ottenere lo sblocco dei prestiti, quindi ”ossigeno” per la disastrata Grecia.

Le riforme riguardano: fisco, pubblica amministrazione, questioni di natura fiscale, licenze televisive, tasse sulla pubblicità fatte alla tv.

Tsipras inoltre, visto l’amore che corre tra Varufakis e gli altri ministri, ha cambiato il gruppo dei negoziatori con i creditori internazionali. Il nuovo team (sempre con Varufakis a capo … per la serie: ”salviamo la faccia”)  sarà guidato e avrà come portavoce in Europa  il viceministro delle Relazioni Internazionali Euclid Tsakalotos.

ll vice ministro Tsakalotos, pare abbia il profilo adatto per trattare con i rappresentanti dei creditori. Questo signore ha caratteristiche esattamente opposte di quelle dell’irruento e dissacrante Varufakis, i cui rapporti personali con diversi colleghi dell’Eurogruppo, a cominciare dal tedesco Wolfgang Schaeuble, sono ormai compromessi definitivamente!

Varufakis è riuscito persino a litigare con Padoan … che insomma … proprio uno ”aggressivo” non si direbbe  …

Vedremo … noi intanto stiamo a ”guardare” sperando che trovino una ”quadra” decente!

Quel che è certo è che i ”deboli” non riscuotono le simpatie di nessuno … e come al solito pagheranno gli innocenti … e NON quelli che la Grecia l’hanno spremuta come un limone!

 

Alla prossima

 

Elena

 

 

IL PAESE PIU’ FELICE NEL 2015 E’ …

… la Svizzera!

Secondo il  ”World Happiness Report” che, invece del PIL , valuta il FIL  (Felicità Interna Lorda) al primo posto c’è la Svizzera! 

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E questo nonostante abbia”subito” un modernissimo tunnel ferroviario …  (°°)

Seguono poi Islanda e Danimarca. E ancora nella ”top ten” troviamo: Norvegia, Canada, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia, Nuova Zelanda e Australia!

Gli Stati Uniti sono al quindicesimo posto.

Le cose vanno molto peggio per Italia, Grecia e Spagna.

Il rapporto afferma che le istituzioni di questi  tre Stati europei sono state troppo deboli ed incapaci nel gestire la crisi finanziaria, e per questo motivo,  il ”tasso di felicità media nazionale” è crollato. Se si confrontano i livelli attuali con quelli pre-crisi, la Grecia è la Nazione che ha visto il calo maggiore, con un peggioramento dell’1,5%,  seguita dall’Italia con lo 0,8% e dalla Spagna con lo 0,7%.

Tra i 158 Stati analizzati dagli esperti dell’UN Sustainable Development Solutions Network, noialtri ci siamo piazzati al 50° posto  mentre la Grecia è  al 102°,  la Spagna al 36° , La Gran Bretagna al 21°,  la Germania al 26°, e la Francia al 29° posto.

Gli otto paesi più infelici si trovano nell’Africa sub-sahariana. La cosa ovviamente non stupisce nessuno, considerate le guerre e le carestie, sarà difficile che siano contenti.  La bandiera nera va al Togo, preceduto di poco dal Burundi, e ancora da Siria, Benin e Ruanda. Costoro, per la cronaca, fan parte di quei poveri disperati che, cercando  un futuro, diventano cibo per squali nel Mediterraneo …

The World Happiness Report misura la Felicità Interna Lorda, ed invita i Paesi dell’Onu ad adottare il proprio indice di felicità come guida per migliorare le politiche interne.

Il benessere dei cittadini,  la nostra ”serenità”, la nostra speranza nel futuro è indice della ”salute di un paese”!

La nostra felicità (FIL) è molto più importante del freddo ed ”inumano” PIL .

Meditiamo gente … meditiamo …

 

Alla prossima

 

Elena

 

 

fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2015/04/150423130327.htm

°° situazione tunnel ferroviario San Gottardo- https://www.alptransit.ch/it/home/

ECCO CHE COSA POTREBBE SUCCEDERE IN GRECIA …

in seguito all’elezione di oggi.

Maggioranza assoluta a Tsipras. Probabilità: 20% – E’ lo scenario più temuto dall’Europa. Syriza, la sinistra radicale guidata da Alexis Tsipras, con la sua doppia minaccia di abbandonare le politiche di austerità e di rinegoziare il debito greco con i creditori, ottiene almeno 151 seggi, cioè la maggioranza assoluta. La cosa è improbabile ma non impossibile: il sistema elettorale greco prevede infatti un premio di maggioranza di 50 seggi al partito che ottiene più voti mentre i restanti 250 sono assegnati con metodo proporzionale. Gli ultimi sondaggi vedono Syriza in testa con almeno un terzo delle intenzioni di voto. Se dovesse superare la fatidica soglia dei 150 seggi, Tsipras potrebbe formare un governo da solo e sedersi al tavolo con la troika da una posizione di forza. Si aprirebbe una fase di duri negoziati con tensioni e scontri per alcuni mesi. I mercati probabilmente sarebbero volatili e punirebbero Atene con un aumento dei rendimenti sui titoli di Stato. La pressione su Tsipras sarebbe fortissima e alla fine un compromesso verrebbe comunque raggiunto, perché l’alternativa sarebbe una nuova insolvenza della Grecia o una sua uscita dall’euro.

Governo di coalizione guidato da Tsipras. Probabilità: 35% – E’ al momento lo scenario più probabile, ma non necessariamente quello in grado di garantire un governo stabile. Tutto dipende da quale partner affiancherebbe Syriza. Ci sono diverse opzioni: vediamo quali, tenendo conto che per entrare in Parlamento i partiti devono superare la soglia di sbarramento del 3 per cento. Una possibilità è un’alleanza con To Potami (Il Fiume), una forza di centro-sinistra nata da un anno e guidata dal giornalista televisivo Stauros Theodorakis, oppure con il Partito socialista (Pasok). Entrambi hanno posizioni meno intransigenti di Syriza sia sulle politiche di austerità che sulla ristrutturazione del debito. In un caso e nell’altro quindi, spiega una nota dello European Policy Institutes Network ,«Syriza dovrà fare grandi concessioni, il Governo sarà carico di tensioni fin dall’inizio e con ogni probabilità non completerà la legislatura». Un governo Syiriza-To Potami o Syriza-Pasok comunque non dispiacerebbe all’Europa e ai mercati, perché sarebbe meno intransigente. L’altra possibilità, che invece non piacerebbe ai mercati, prevede un’alleanza con il Partito comunista, che ha posizioni ancora più radicali di Syriza, o con i Greci Indipendenti, formazione nata da una scissione a destra di Nuova Democrazia, il partito del premier Samaras. Questo scenario è simile a quello della maggioranza assoluta a Syriza, perché sarebbe un’alleanza all’insegna di una forte piattaforma anti-austerity, con l’aggravante della litigiosità connaturata alle coalizioni.

Governo guidato dal premier uscente Samaras. Probabilità: 20% – Nuova Democrazia di Antonis Samaras, il primo ministro uscente, è seconda nei sondaggi con circa il 30 per cento. Molto difficile, salvo una clamorosa rimonta dell’ultima ora, che possa vincere o addirittura ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Meno improbabile invece una grande coalizione con il Pasok, una riedizione del governo uscente, o con To Potami. La Costituzione greca prevede infatti che il mandato a cercare di formare un governo spetta in prima battuta al vincitore delle elezioni, poi al secondo arrivato e infine al terzo. Se Tsipras fallisse quindi toccherebbe a Samaras. Un governo di coalizione di questo genere non avrebbe grosse difficoltà a negoziare un nuovo accordo con la troika dopo la scadenza dell’attuale programma a fine febbraio.

Nessun governo, nuove elezioni. Probabilità: 25% – Se nessuno dei leader che si sono piazzati ai primi tre posti riesce a trovare un accordo per formare un governo, si torna alle urne, come prevede la Costituzione. E’ già successo nel 2012 quando i greci sono andati a votare il 6 maggio e il 17 giugno. Questa volta però ci sarebbe la complicazione di dover eleggere il presidente della Repubblica, la cui fumata nera a dicembre ha provocato le elezioni anticipate. I negoziati con la troika sarebbero congelati in attesa del nuovo voto, che potrebbe come già nel 2012 portare a una maggioranza pro-Ue.

Vedremo …

 

Alla prossima

 

Elena

 

articolo sole24ore

 

GRECIA – ELEZIONI 25 GENNAIO 2015

Tutti aspettiamo il risultato delle elezioni della Grecia di domenica 25 gennaio.

La Grecia, sull’orlo ormai del fallimento,  aveva ricevuto dalla Troika (BCE, FMI, Commissione Europea) qualche cosa come 240 miliardi di euro per toglierla dal disastro in cui si era infilata.

Ma, sempre la Troika ha preteso una cura di austerità senza precedenti per evitare sia il fallimento del Paese che il riassicurarsi la restituzione del credito.

Ovvio che questa cura drastica li ha messo in crisi ancora di più.  Il tasso di disoccupazione è arrivato a più del 25% della popolazione attiva.

Come sempre quando chi è al ”potere” gestisce male o ne approfitta  … il popolo minuto ne fa le spese.

Syriza (Tsipras) propone una ristrutturazione del debito, che nel 2013 era circa il 175% del PIL greco.  (Il nostro, e tutti sappiamo che non siamo certo dei ”virtuosi” è attorno al 136%) .

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Tsiprsas vorrebbe fare per la Grecia quello che fu fatto per la Germania nel 1953. Legare cioè gli indici di rimborso sulla crescita effettiva del Paese ed annullare, nello stesso tempo, una parte del debito.

In teoria niente di sbagliato … per carità.  Ma oggi NON siamo più nel 1953. La situazione è ben diversa. Oggi siamo tutti su una barca chiamata Europa e si suppone che tra gli stati non debbano esserci differenze immense.

Facciamo un esempio:

Se nostro figlio non studiasse … si drogasse … avesse insomma dei gravi problemi …  noi genitori saremmo i primi a sostenerlo a ”prescindere”! Magari anche a costo di evitargli di affrontare la ”dura realtà”.  Ora proviamo a metterci nei panni del nostro ”vicino di casa” nei confronti di ”nostro figlio”!

Sarebbe disposto, con lo stesso zelo, ad occuparsene”?  Non credo …

La realtà è che davvero in Europa ci sono ”velocità” diverse.

La Grecia è un paese corrotto dove tutti hanno ”mangiato” di tutto di più … e oggi NON vuole pagare le sue inefficenze.

Tsipras è dalla parte dei più deboli … più che giusto … ma bisogna vedere se saprà gestire il popolo greco ”dopo” le elezioni.

C’è un vecchio proverbio che dice: ”il medico pietoso fa la piaga cancrenosa” .

Alla prossima

Elena

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