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La Repubblica delle Banane ( o dei Datteri o dei Fichi D’India) Tutto è iniziato con …

Tutto è iniziato con il Porcellum nel 2005 introdotto da Berlusconi e dalla Lega, con il plauso della Destra di Fini, poi Renzi ha introdotto l’Italicum poi, solo dopo l’intervento della Corte, propongono il Tedeschellum che di Tedesco non aveva nulla, ora il Rosatellum, in attesa di un nuovo intervento della Corte, chi arriverà in Parlamento se non di nuovo i nominati ?

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“Ma non sarebbe più facile dire che questo pastrocchio è un ritorno alla Prima Repubblica, con un elemento peggiorativo. Allora c’erano i grandi partiti di massa e il voto di preferenze. Qui ci sono i partiti del “Capo” e i nominati. E quando parlo di Capo mi riferisco alla concezione personalista della politica che accomuna Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini.”
Se questa è Democrazia Rappresentativa !!
Siamo tornati a Masaniello o a Peron. Roba da repubblica delle banane.

I partiti del Capo non fanno più politica, si occupano soltanto di inventare e diffondere messaggi mediatici, studiati a tavolino, e di sparare, in pasto ai media ed alla rete, un personaggio fotogenico e ad impatto decisionale, il Capo.
Avete presente Mussolini che si affacciava al balcone di piazza Venezia con le mani sui fianchi ed il mascellone in fuori ? Era,per gli italiani di allora, l’immagine dell’uomo duro, dell’immancabile destino, dell’Impero da conquistare. Tutti lo seguivano sbavando convinti dell’immancabile destino. Oggi è cambiato l’atteggiamento, il messaggio mediatico ma, alla fine siamo sempre li, a sbavare in attesa dell’immancabile destino. Non c’è più la perfida Albione, c’è l’Europa, non c’è più l’Impero da conquistare, c’è il reddito di cittadinanza.
Dov’è la politica?
Siamo in campagna elettorale permanente,l’ unico atto politico in cui i partiti si sono cimentati veramente è stata la Legge Elettorale, dal 2005 non hanno fatto altro, quattro tentativi : il porcellum, l’Italicus, il tedeschellum, il rosatellum.
Tutti e quattro uguali, tutti e quattro hanno tentato di trasformare, insieme a due tentativi di riforma costituzionale, la Repubblica “Rappresentativa” in Repubblica “Referendaria”.
Da Repubblica Democratica a Repubblica delle Banane (o dei Datteri).
Qualcuno disse “la Repubblica dei fichi d’India” non scordandosi la mafia.
Gli atti dei Governi, che si sono succeduti dal 2007 in poi, sono stati atti di propaganda, cioè di distribuzione di contentini, o, quando la situazione è implosa, atti di necessità, ad attuare i quali è stato chiamato un governo di tecnici che, fatto il lavoro sporco , è stato rimandato subito a casa.
I partiti non si sono sporcate le mani, anzi hanno introdotto un nuovo argomento di propaganda : la critica al Governo tecnico, loro puri come agnellini .
I tentativi del Governo Renzi di fare le cosiddette riforme sono naufragati nell’inconsistenza.
I problemi da risolvere sono , almeno da venti anni: l’occupazione, in particolare quella giovanile, l’inefficienza dell’apparato politico/amministrativo ( cioè di chi amministra e spende il 50% del PIL del Paese), la lentezza della Giustizia, la corruzione, la criminalità degli affari(Mafia e sistemi mafiosi), i diritti civili, la gestione dei rapporti internazionali ecc..
Certo per fare politica ed attuarla ci vuole una maggioranza, come si dice, “coesa”,che bella parola!
Visto che non sono capaci di formarla hanno speso gli ultimi dieci anni ad inventare un bel Referendum su dei nomi, o Berlusconi o Grillo o Renzi, che poi ci pensano loro a nominare i parlamentari.
Tutto qui, insistono, nonostante due Riforme Costituzionali bocciate per referendum popolare,nonostante due sentenze della Corte Costituzionale che hanno cercato di bloccare questa deriva contro il principio della Rappresentanza Democratica !
Grillo, addirittura non fa accordi con nessuno, o “IO”da solo, o il caos. “La democrazia del click sul suo Blog da lui gestito in gran segreto”.
E poi ci si domanda perché alle elezioni va a votare solo il 30% degli aventi diritto, ma fatevi una domanda e datevi una risposta.
Su di una cosa grillini, renzini, e, berluschini sono d’accordo, nel dare addosso a Bersani, il nemico numero uno.
Forse perché è l’unico che parla di Lavoro, Investimenti, di Diritti, di sistema elettorale che garantisca la Rappresentanza, cioè di Politica. (Antonio Carlucci)

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Meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

Elena

L’Europa … ”vira” a destra? Oppure sta proprio morendo?

Una volta il termine che veniva usato nei confronti di chi era contro l’Unione Europea era ”anti-europeista”, nel tempo costoro sono diventati  ”euroscettici”, e si direbbe che oggi, gli ”euroscettici” vadano per la maggiore.

Ero iscritta al MFE (Movimento Federalista Europeo) già nel lontano 1974 , non ho cambiato idea sui concetti generali e,  anche se avrei qualche cosina da dire in proposito, non vorrei veder ”morire” un ideale.  Eppure,  il clima ”velenoso” di oggi sta mettendo a rischio il sogno di molti.

Facciamo qualche esempio:

  • In Italia ci sono partiti che, se arrivassero al governo, vorrebbero indire referendum per decidere se rimanere oppure no in Europa.
  • In Olanda, la popolazione ha bocciato un accordo di associazione tra l’Unione e l’Ucraina.
  • In Inghilterra si voterà prossimamente per la ”Brexit”.
  • In Germania, le elezioni regionali hanno mostrato il successo del partito nazionalista di destra: Alternative für Deutschland.
  • L’Austria potrebbe,  proprio oggi, avere alla guida del paese un presidente della destra radicale.
  • Gli inglesi a giugno saranno chiamati alle urne per sancire il futuro del paese nell’Unione,
  • Gli spagnoli torneranno alle urne per la seconda volta in sei mesi nel disperato tentativo di darsi un governo.
  • A Parigi, nel 2017, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen tenterà la scalata all’Eliseo.
  • In Grecia si registra tra la popolazione il consenso minore all’Europa, e come dar loro torto? E’ la terza volta che tentano ”programmi di aggiustamento economico” pur di evitare il fallimento!

Sondaggi sostengono che la mancanza di fiducia nell’Europa sia dovuta all’incapacità di quest’ultima nel fronteggiare la crisi economica ed immigratoria che la sta colpendo.   Addirittura alcuni sostengono che siano proprio le ”politiche europee” la causa della crisi.

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Pochi tengono conto che in Paesi come Italia, Grecia e anche Francia si sarebbe dovuto da tempo ”dare un giro di vite” all’assetto politico.  In periodi di ”vacche magre”, piaghe come clientelismo,  protezionismo e familismo (stendiamo un ”velo pietoso” su  Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita) sono da aggiungere ad una  situazione già ”precaria” e peggiorano ulteriormente il ”quadro traballante”.  Mentre alcuni paesi, dimenticando le proprie ”mancanze”  ”piagnucolano” sulla ”durezza” dell’Europa … altri, vedi i  tedeschi, quadrati come sempre, (anche se poi si fanno spesso i fatti loro) sostengono che non si devono mettere in dubbio i principi di Maasticht e impongono quindi a Paesi, già in cattive acque, di ridurre il debito e non rompere!

Come fare per far andare d’accordo ”mentalità” così diverse? Secondo la mia misera opinione di ”casalinga ignorante” … l’unico modo per far andare tutti d’accordo sarebbe quello di tornare ad avere tutti un lavoro decente! Un lavoro che permetta di vivere dignitosamente e di guardare al futuro con serenità. L’avere un lavoro farebbe ripartire tutto l’am ba ra dam e,  ripartito l’am ba ra dam, trovandoci in situazioni economiche migliori, si potrebbero fare tutti quegli ”aggiustamenti” da una parte e dall’altra senza traumi eccessivi. Chiederci oggi di ”tirare ulteriormente la cinghia” non potrà che far altro che  peggiorare e ”precipitare”  la situazione. 

Tutti dicono che bisogna ”creare lavoro” ma, evidentemente, tra globalizzazione e multinazionali,  NESSUNO sa da che parte incominciare per farlo!

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Morale della favola? Quando la gente è disperata, quando non arriva a fine mese ha la tendenza,  e credo sia ”genetica”,  a mettersi nelle mani di quello che sembra il più ”forte” ! Di quello che, spudoratamente,  sostiene di avere la bacchetta magica … di quello che ”pare” avere le idee chiare per risolvere il problema! Di quello che sostiene di essere ”puro e onesto come l’acqua di sorgente” …

Non dovremmo quindi stupirci se la tendenza generale ”viri a destra” .  In fondo corsi e ricorsi storici sono sempre gli stessi,  non c’è niente di nuovo sotto il sole, e, quando si gratta il ”fondo del barile” ,  lo si fa a 360°,  ”classe politica” compresa!

La ”barca Europa” … vira a gonfie vele a ”destra” … e gli USA forse avranno a comando della loro ”barca” … quella ”mina vagante” di nome Trump! Niente di buono all’orizzonte!

Meditiamo gente … meditiamo …

 

Alla prossima

 

Elena

25 aprile 2015 anniversario della Liberazione o della …

disperazione?

Si ricorda oggi, la lotta politica e ”militare” fatta dai ”partigiani”, contro il governo fascista di Mussolini alleato dei tedeschi.

Il rispetto e l’ onore sono quindi dovuti ai ”pochi” che furono contrari al regime … ai pochi che capirono immediatamente il pericolo della deriva dittatoriale …  e che con il loro andare ”controcorrente” pagarono caro il rifiuto di aderire al Fascio.

Ma oggi? Possiamo davvero pensare che i giovani partecipino con entusiasmo a questa celebrazione? Che cosa si ricordano loro del 25 aprile? Che cosa viene loro insegnato a scuola?

Sono in grado i nostri giovani di avvertire le derive fasciste che sono tornate tanto di moda? Tra le leggi elettorali … tra l’odio per gli emigranti …  tra la ”fantomatica” democrazia diretta in rete … tra le informazioni ”addomesticate” … riusciranno a rendersi conto di che cosa sta succedendo?

Inoltre  … con il 43% di disoccupazione giovanile … si sentiranno davvero ”liberi” i nostri figli?

Mah …

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 Alla prossima
Elena

L’UNITA’ CHIUDE … GRILLO ESULTA !

fondata nel 1924 da Antonio Gramsci, era il giornale dei ”lavoratori”, gente che sgobbava sodo e che non aveva la possibilità di ‘studiare”. Le informazioni le prendeva sull’Unità. Ed erano informazioni che permettevano loro di conoscere i propri diritti nei confronti dei ”padroni”’.
E’ stato il giornale letto dai metalmeccanici per eccellenza. Ricordo quando lavoravo in FIAT, entrare in ufficio con l’Unità sottobraccio equivaleva all’esser bollati a fuoco dall’Ufficio Personale, ancora nel 1974.
Il dramma è che i giornali stanno ”morendo” … e con loro altri posti di lavoro.
Fare il giornalista oggi NON garantisce più un salario dignitoso.
Lo sanno molti giovani che, nonostante si siano impegnati parecchio, si ritrovano a prendere 5 euro al ”pezzo”!
L’informazione, per campare, è legata a doppio filo alla ”pubblicità”! Ma … saranno davvero liberi in questo modo?
Stiamo passando dal contributo ”statale” uguale per tutti al cosiddetto ”giornale indipendente”? Il Fatto Quotidiano si vanta di non ricevere finanziamenti pubblici, verissimo ma … come fa ad essere ”indipendente” un giornale che vive di pubblicità?
Un giornale che ”vive di pubblicità” potrà mai attaccare una multinazionale come la Monsanto? Oppure si concentrerà su problemi locali … lasciando stare tranquilli i colossi?
Recentemente il FQ si è quotato in borsa, e questo lo ha fatto spiegando che nonostante la perdita generalizzata del ”cartaceo” loro puntino alla tecnologia. In un mondo in cui la gente legge ormai i quotidiani su su desktop, smartphone e tablet, è necessario fare investimenti per essere all’altezza della situazione.
Mi viene in mente che quello è il ”mondo” di Casaleggio … mi viene in mente che il FQ riporta gli articoli del blog di Grillo … l’impressione che ne ho è che siano ”pappa e ciccia”.
Ma il FQ è davvero un giornale libero come sostiene di essere? Oppure ha degli interessi economici comuni con il duo ”Casaleggiogrillo”? Mah …

Alla prossima

Elena

Ecco come il FQ riporta gli articoli del Blog di Grillo … gli fa da ”gran cassa mediatica” … questa si chiama ”informazione” o ”collaborazione”? Ma … il M5S è un partito si o no? Allora cosa dobbiamo dedurre? Che il FQ sia un organo di partito?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/18/m5s-grillo-i-giornali-chiudono-e-pure-lunita-ottima-notizia-ci-sara-piu-informazione/1031815/

LEGGE ELETTORALE: Maggioritario o Proporzionale?

Che l’Italia abbia bisogno di una buona legge elettorale è fuori da ogni ragionevole dubbio. Il problema è che noi cittadini vorremmo qualche cosa che permetta, a chi è al Governo di prender decisioni e che, nel contempo, garantisca la rappresentanza. Cosa scegliere?
Sappiamo qual è la differenza tra il sistema elettorale proporzionale e quello maggioritario? Vediamo se riusciamo a schiarirci un po’ le idee …
La differenza tra i due sistemi è fondamentale ed è la contrapposizione tra i due che sta alla base di tutte le diverse leggi elettorali.

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Per farla molto breve, si possono sfruttare le parole di una persona più che affidabile, il politologo Giovanni Sartori. Ecco che cosa ci ricorda questo Signore.
“Un sistema elettorale è maggioritario se il voto si esprime in collegi uninominali. Cosa vuol dire ”uninominale”? Vuol dire che una persona si può presentare SOLO in un collegio e non su tutto il territorio italiano. In questo collegio il vincitore è chi prende il maggior numero di voti. Punto!

Viceversa, ogni sistema elettorale nel quale il voto si esprime in collegi plurinominali (da due in poi) eletti sulla base del più alto numero dei voti, è un sistema proporzionale”.

Facciamo un esempio semplice: se un personaggio molto famoso, per esempio, come Berlusconi o Grillo si presentasse in tutti i collegi … molto probabilmente verrebbe eletto grazie alla sua notorietà! Questo sistema è detto proporzionale! Se invece Grillo o Berlusconi fossero costretti a presentarsi solo un UN collegio prenderrebbero i voti solamente in quel collegio. Questo è ”maggioritario”. Insomma con il sistema maggioritario il voto dovrebbe essere veramente conquistato sul territorio, garantendo in tal modo una buona rappresentatività.

Il sistema maggioritario.
Dunque una legge elettorale è maggioritaria quando all’interno di collegi si presentano diversi candidati, e l’elettore è chiamato a sceglierne uno solo. Chi vince, sarà eletto in Parlamento.
Si può decidere se per vincere è sufficiente una maggioranza relativa, o se invece è necessario un secondo turno tra i primi due affinché l’eletto sia legittimato da una maggioranza assoluta (sempre che non si superi il 50% già al primo turno). Il vantaggio di questo sistema è evidente: l’elettore si esprime direttamente nei confronti di un candidato espressione del suo territorio. Nel momento in cui diventa un parlamentare, gli elettori di quel collegio avranno un loro diretto rappresentante in Camera e Senato a cui fare riferimento. Si punta più sulla persona, insomma, che sul partito. Tra l’altro con questo modo si ha effettivamente un voto di rappresentanza.

Il sistema proporzionale.
In linea teorica, e come sottolinea Sartori, ogni sistema non basato su collegi uninominali è proporzionale. Inoltre, più grande è la circoscrizione maggiore è la proporzionalità. Fino ad arrivare al proporzionale in cui il collegio è uno solo (e cioè l’intera nazione). Tutti i candidati sono presentati in lista dai partiti, che poi redistribuiscono i seggi – conquistati sulla base della percentuale ottenuta – in base alle preferenze (se l’elettore ha la possibilità di indicare il suo candidato preferito) o in base all’ordine in cui il nome appare sulla lista dei candidati di questo o quel partito.
Così come il proporzionale può essere corretto in senso maggioritario, allo stesso tempo il maggioritario può avere una redistribuzione di seggi in senso proporzionale (di norma per tutelare i partiti più piccoli).

Ma … quali sono pregi e difetti dell’uno e dell’altro sistema?

Il maggioritario viene spesso preferito perché elegge una maggioranza di governo certa; riduce la frammentazione dei partiti; crea una relazione diretta tra elettori e rappresentanti; migliora la qualità dei politici (che vengono eletti e non scelti dai segretari di partiti).
La qualità fondamentale del proporzionale è evidente: al di là dei candidati è la legge più equa per quanto riguarda la sopravvivenza dei partiti. Se un partito prende il 30% dei voti avrà il 30% dei seggi (in un modello puro, quindi senza premio di maggioranza e senza soglie di sbarramento) e così via.
Il grosso difetto del proporzionale è che rende necessarie ampie coalizioni e quindi pregiudica la governabilità. Inoltre, a meno che non vengano introdotte le preferenze (che comunque pregiudicano il rapporto diretto tra elettori di un certo territorio e parlamentari da questi eletti), il ruolo dei candidati è di gran lunga secondario rispetto ai partiti.
Nella realtà delle leggi elettorali in giro per il mondo, è difficile trovare sistemi puri. Si cerca spesso un compromesso che riesca a garantire la rappresentanza dei partiti (agevolata dal proporzionale) senza pregiudicare la governabilità (agevolata dal maggioritario). Una non facile ricerca dell’equilibrio, che infatti ha spesso partorito mostri.
Adesso è più chiara la faccenda? Pensiamoci su …
Alla prossima
Elena