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Silvio Berlusconi … rinato in Sicilia!

Silvio Berlusconi è rinato politicamente in Sicilia! I siciliani sono andati a votare in pochi, pare solo il 46,76% degli aventi diritto, ma quei pochi hanno dato la vittoria ad una coalizione in cui Berlusconi la fa da padrone!
Ma possibile che ci siamo dimenticati di chi è costui?

Tanto per rinfrescarci la memoria ecco qui l’elenco di alcuni dei Processi dello gnomolaccatodibiaccamarroneintesta! Non so nemmeno se la lista è aggiornata!

  • Bugie sulla loggia P2: falsa testimonianza La Corte d’appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2, ma il reato è coperto dall’amnistia del 1989.
  • Tangenti alla Guardia di Finanza: corruzione In primo grado condanna a due anni e nove mesi per tutte e quattro le tangenti contestate (niente attenuanti generiche). In appello prescrizione per tre tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa per la quarta.
  • All Iberian 1: finanziamento illecito ai partiti In primo grado condanna a due anni e quattro mesi per i 21 miliardi versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi. In appello il reato cade in prescrizione, ma la sentenza recita: «Per nessuno degli imputati emerge dagli atti l’evidenza dell’innocenza».
  • All Iberian 2: falso in bilancio Processo caduto in prescrizione grazie alle norme sui reati societari approvate dal governo Berlusconi.
  • Medusa Cinema: falso in bilancio In primo grado condanna a un anno e quattro mesi (10 miliardi di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi). In appello assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530). Berlusconi, secondo il collegio è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 miliardi di lire in nero.
  • Terreni di Macherio: appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio Assoluzione in primo grado dall’accusa di appropriazione indebita e frode fiscale (per 4.4 miliardi di lire pagati in nero all’ex proprietario dei terreni che circondano la villa di Macherio), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali, dicono i giudici, «indubbiamente ha concorso Berlusconi».
  • Caso Lentini: falso in bilancio Il reato (10 miliardi versati in nero al Torino Calcio in occasione dell’acquisto del giocatore Luigi Lentini) è stato dichiarato prescritto grazie alla legge sul falso in bilancio approvata dal governo Berlusconi
  • Consolidato gruppo Fininvest: falso in bilancio Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, in base alla legge sul falso in bilancio voluta da Berlusconi, i 1500 miliardi di lire di presunti fondi neri accantonati 12 dal gruppo Berlusconi su 64 off-shore della galassia All Iberian.
  • Lodo Mondadori: corruzione giudiziaria Grazie alla concessione delle attenuanti generiche il reato – che in primo grado ha portato alla condanna di Cesare Previti – è stato dichiarato prescritto dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione.
  • Mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco Indagini archiviate, per scadenza dei termini, su richiesta della procura di Palermo.
  • Compravendita Sme: corruzione giudiziaria e falso in bilancio

Senza contare quel processo durato una vita sul fatto che andava a letto con minorenni, ve la ricordate la Ruby no? Ve le ricordate le ‘’olgettine’’ no? Quello stuolo di prostitute mantenute in appartamenti a Milano ed il cui lavoro era quello di ”allietare” le ”cene eleganti” a casa dello gnomo!
Processi vergognosi in cui il parlamento italiano in toto ha accettato il fatto che la minorenne Ruby fosse la nipote di Mubarak! E pure qui … tra prescrizioni e denunce siamo andati avanti per una vita come in una telenovela, solo perché a ‘sto deficiente piacevano le ragazzine. Peccato che dentro la ‘’telenovela’’ fosse coinvolto anche il popolo italiano!

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Berlusconi con la ”fidanzata” … Quella che cantava: ”se mi abbasso la mutande si alza l’auditelle”!

Pure in Spagna ha avuto ‘’rogne’’ … i giudici spagnoli che vorrebbero processare Berlusconi ma non possono. L’accusa? Aver posseduto, grazie a una serie di prestanomi e di operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell’emittente Telecinco, aggirando i limiti dell’antitrust spagnola, negli anni in cui il tetto massimo era del 25 per cento delle quote azionarie. Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell’immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta.
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Eppure … gli italiani, evidentemente,  lo amano! Che dire? No comment!

 

Alla prossima

 

Elena

Colonialismo italiano e … terrorismo.

Vivo in Francia e spesso mi capita di sentire frasi come: ‘’voi italiani non avete il problema del terrorismo! Voi non avete ‘’terroristi’’ radicalizzati sul vostro territorio’’!

La prima risposta che mi viene in mente è che noi, in compenso abbiamo: Mafia, ’Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita! Quindi … non è che ci sia poi da star così ‘’allegri’’!

Detto questo, probabilmente la seconda ragione è che noi NON abbiamo avuto ‘’colonie’’ la cui durata nel tempo, le cui dimensioni e coinvolgimenti furono tali da giustificare quella grande emigrazione di ‘’colonizzati’’ verso il paese ‘’colonizzatore’’ in cerca di fortuna.  Cosa invece accaduta ad esempio a Francia e Inghilterra.

La colonizzazione italiana in Africa, va ricercata sia nel desiderio di non essere ‘’tagliati fuori’’ dalla spartizione africana operata dalle grandi potenze europee, sia dalle pressioni dell’industria armatoriale, cantieristica, siderurgica che non trovavano in Italia sufficienti occasioni di profitto e che non disdegnavano velleità imperialistiche. Dato che costoro contavano molto … bisognava farli contenti!

Le altre potenze avevano già iniziato da anni a formare i loro imperi coloniali, e negli ultimi tempi queste mire si stavano estendendo a dismisura.
Inghilterra, Francia, Olanda e Germania avevano iniziato a spartirsi il mondo.
Chi per procurarsi materie prime, chi per estendere i suoi commerci, chi per esportare il surplus di quanto prodotto,  chi per accaparrarsi le grandi miniere di oro o di diamanti.
E noi? Ecco che anche noi, in ritardo come sempre rispetto agli altri,  ci siamo lanciati nell’avventura colonialistica senza, come al solito, aver i mezzi logistici … il potenziale economico … insomma ‘’all’italiana’’ con tutti i guai che ci portiamo dietro da sempre.

Lo stabilirsi del protettorato francese in Tunisia aveva cancellato le nostre speranze per una pacifica ”entrata”  italiana nel Nord Africa. Quindi iniziammo a guardare con occhio interessato le sole zone dell’Africa rimaste ancora fuori della sfera d’influenza delle maggiori potenze.

Visto che non era possibile conquistare una delle ricche e vicine terre dell’Africa mediterranea, dato che francesi ed inglesi erano arrivati prima. Visto che la Libia era solo ‘’deserto’’ e quindi non serviva ad una ‘’cippa’’ – all’epoca non sapevamo che in Libia ci fosse il petrolio – ecco che quindi l’Italia nel 1882 inizia la sua ”colonizzazione” in Eritrea, una lontana regione sulle coste del Mar Rosso.

Fin dal 1869 la compagnia di navigazione genovese Rubattino aveva ‘’acquistato’’ – all’epoca in Africa bastava fare ‘’accordi’’ con i sultani/rais/capoccia locali e si poteva ottenere quasi tutto dietro pagamento – la Baia di Assab sulla costa occidentale del Mar Rosso, per crearvi un deposito di carbone e fornire uno scalo sicuro per i rifornimenti di carbone per le sue navi.
Nel 1882 il governo italiano, impossibilitato a fare una vera e propria spedizione coloniale offensiva, ‘’comprò’’la Baia di Assab dalla Compagnia Rubattino. Venne messa così in piedi una base che diventò ben presto, con l’invio di alcune migliaia di soldati, un presidio militare e di conseguenza un ”testa di ponte” per spingersi nell’interno.
Nel 1884 occupò la città di Massaua, anch’essa sul Mar Rosso, con lo scopo di farne un porto commerciale delle regioni retrostanti. Di qui poi l’Italia avanzò verso l’interno, per occupare la parte settentrionale dell’Altipiano Etiopico. L’avanzata e gli eventuali insediamenti furono però ostacolati dal Negus Giovanni II, sovrano dell’Etiopia che era militarmente meglio organizzato delle piccole tribù africane prive di capacità militare, a cui i colonizzatori erano abituati.

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Parlare di ”Impero” mi sembra un pò ”tirato per i capelli, ma Mussolini … se la ”tirava un pò” … 🙂

Nel 1887  Francesco Crispi (*)  diede una stretta alla politica interna e affiancò una ripresa della politica coloniale sperando di fare dell’Italia una grande potenza. Nel 1889 venne occupata la città di Asmara che costituirà il primo nucleo della colonia Eritrea. Crispi Favorì poi l’ascesa di Menelik al trono imperiale d’Etiopia in cambio della concessione del protettorato, ossia della sottomissione coloniale del suo paese all’Italia. Quando Menelik non rispettò gli accordi l’Italia gli mosse guerra ma andò incontro ad una sconfitta ad Adua. Siamo nel 1896 e Crispi fu costretto a dare le dimissioni. (Visto che roba? All’epoca, se  le cose andavano male,  i ”responsabili” davano le dimissioni!)

Ma continuiamo la nostra ”storia colonialista” .  L’Italia scoprì la Somalia grazie alle esplorazioni effettuate dagli italiani Robecchi Bricchetti, Cecchi e Bottego tra il 1892 ed il 1897, che scoprirono le sorgenti del fiume Omo,  immissario del Lago Rodolfo. In quella zona all’epoca vennero occupati dall’Italia piccoli territori.
Francia e Inghilterra allarmate di così tanto dinamismo, si affrettarono a occupare le regioni attorno più ricche; e anche la Germania non fu da meno.
Dal 1890, l’Italia si era interessata alle coste somale e aveva proceduto ad una serie di ‘’pacifiche penetrazioni’’, mediante trattati con i piccoli sultani locali. Una convenzione firmata con il sultano di Zanzibar nel 1892 permetteva all’Italia di avere in affitto i porti di Uarscec, Mogadiscio, Merca, Brava e territori circostanti per 25 anni. Scaduti i 25 anni l’Italia poteva rinnovare la convenzione per altri 25. Il canone annuo da corrispondere al sultano era di 160.000 rupie.

Nel 1905 poi l’intera zona fu riscattata dal governo italiano, grazie ad un accordo con la Gran Bretagna, che, guarda caso, ‘’rappresentava’’ il sultano di Zanzibar, e nacque la nuova colonia della Somalia italiana con capitale Mogadiscio.

Nei primi anni del XX secolo l’impero coloniale italiano si limitava quindi alle colonie dell’Eritrea e della Somalia, povere, tra l’altro, di risorse naturali.

Giovanni Giolitti, (°) liberale e Presidente del Consiglio, vuol far diventare l’Italia una potenza coloniale. Il suo obiettivo è la Libia, un deserto rimasto dal 1835 sotto il controllo ottomano. La guerra viene dichiarata il 29 settembre 1911 e il 3 ottobre, dopo un violento bombardamento navale, inizia l’invasione con lo sbarco dei primi marinai a Tripoli.

Nel corso della guerra, l’impero turco si trovò svantaggiato non potendo rifornire il suo piccolo contingente in Libia se non attraverso il Mediterraneo.
La flotta turca non era in grado di competere con la Regia Marina Italiana, e gli Ottomani non riuscirono a inviare rinforzi alle province africane.
Durante la guerra inoltre si registrarono numerosi progressi tecnologici tra cui, in particolare, l’impiego dei primi aerei. Ben  nove apparecchi vennero usati.  Il 23 ottobre 1911, un pilota italiano sorvolò le linee turche in missione di ricognizione, e il 1º novembre dello stesso anno l’aviatore Giulio Gavotti lanciò,  ‘’a mano’’ , la prima bomba aerea – grande come un’arancia – sulle truppe turche di stanza in Libia.  Quando gli Italiani occupano una Tripoli sfinita dai bombardamenti dovettero ancora fare i conti con la resistenza dei libici. Le popolazioni arabe della Cirenaica non si rassegnarono e proseguirono azioni di guerriglia contro gli italiani. Le guarnigioni turche in Tripolitania si arresero e furono rimpatriate in parte da Tripoli ed in parte attraverso la Tunisia. Invece le guarnigioni della Cirenaica continuarono la guerriglia anche contro i decreti del governo centrale.

A causa dello scoppio della Prima guerra mondiale che obbligò l’Italia a ridurre notevolmente la presenza militare in Africa, vennero fatte negli anni successivi alla guerra, operazioni di ripristino della sovranità italiana che si conclusero solo nel 1934, con l’unione di Cirenaica e Tripolitania.

Mussolini era interessato alla conquista dell’Africa orientale ed i motivi che lo spingevano a riprendere la politica coloniale erano, prima di tutto, per tentar di risolvere la crisi economica, poi di dare all’Italia il ruolo di grande potenza e permettere di svolgere a noialtri la nostra ’’missione civilizzatrice’’! (Ohhh Signur!)

Nonostante l’opposizione della Società delle Nazioni e delle grandi potenze, l’Italia iniziò la conquista militare in Etiopia e, nel maggio de1936, occupò Addis Abeba (grazie al gas iprite) .  Il 9 maggio Vittorio Emanuele III venne proclamato imperatore d’Etiopia e Mussolini proclamava ufficialmente l'”Impero italiano’’!
L’Italia iniziò ad inviare coloni nei nuovi possessi. In questo momento (1937-1940) l’Impero coloniale italiano contava oltre 15 milioni di abitanti autoctoni e circa 220.000 Italiani.

L’Italia, nei pochi anni che ebbe a propria disposizione un Impero, il che significa alla fin dei fini dal 1936 al 1941, vi costruì buoni porti, reti stradale, ospedali, acquedotti, scuole, e inoltre incrementò le costruzioni urbane, favorendo l’inizio dell’industrializzazione.

Ma non è che siamo degli ‘’stinchi di santi’’. Non dimentichiamo di aver usato gas nervini contro tribù nemmeno organizzate militarmente.
Non dimentichiamo ad esempio che nel 1937, durante una cerimonia per festeggiare la nascita del principe di Napoli – Vittorio Emanuele di Savoia – nel palazzo del viceré ad Addis Abeba, ci fu un attentato rivendicato da un gruppo nazionalista etiope, e che il viceré Rodolfo Graziani fece uccidere per rappresaglia più di 5.000 etiopi!

Comunque, per farla breve, gli esiti della seconda guerra mondiale fece perdere all’Italia il suo piccolo ‘’Impero coloniale’’. Un impero durato talmente poco che non ha fatto in tempo a creare degli interessi particolari da parte dei colonizzati nei confronti dei colonizzatori.

E’ una sintesi a grandissime linee … ma magari a qualcuno potrebbe anche interessare.

Alla prossima
Elena

 

 

(°) Giovanni Giolitti un Piemontese nato a Mondovì il 27 ottobre 1842 morto a Cavour il 17 luglio 1929 – presidente del Consiglio dei Ministri – laureato in Giurisprudenza all’università degli Studi di Torno a soli 19 anni, grazie a una speciale deroga del rettore che gli consentì di compiere gli ultimi tre anni in uno solo – ex magistrato entrato in politica: ecco una sua frase: ‘’ … le leggi devono tener conto anche dei difetti e delle manchevolezze di un paese… Il sarto che ha da vestire un gobbo, se non tiene conto della gobba, non riesce’’.
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(*) Francesco Crispi dopo l’Unificazione dell’Italia fu quattro volte presidente del Consiglio: dal 1887 al 1891 e dal 1893 al 1896.

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Sintesi della sintesi: Il colonialismo italiano ebbe inizio nel 1882 con l’acquisizione del porto di Assab in Eritrea e, alla sua massima espansione, i possedimenti coloniali italiani comprendevano quattro territori in Africa: Libia, Somalia, Etiopia ed Eritrea. Poi il Dodecaneso, l’Albania, e una piccola concessione cinese nella città di Tientsin.
Il 9 maggio 1936 venne proclamato da Mussolini l’Impero coloniale, destinato a cadere in seguito ai risultati della II guerra mondiale.
Nel dopoguerra solamente la Somalia rimase sotto amministrazione fiduciaria fino al 1960.

Per quale motivo la nostra classe politica non funziona?

Ho l’impressione che i motivi siano sotto gli occhi di tutti, ma che si cerchi sempre, vigliaccamente,  di minimizzare.

Vediamo un po’ che cosa succede nel nostro Paese:

Medici che timbrano il cartellino in ospedale e poi vanno a giocare a tennis.
Impiegati statali che timbrano per colleghi che sono a casa a dormire od impegnati magari ad accompagnare i figli a scuola e poi a prendere un ”sacrosanto” cappuccino.
Gente che butta nell’indifferenziata la carta, la plastica, il vetro e il metallo, perché fare il ”triage” si fa troppa fatica. Se poi ci si abbassa a buttare i cartoni negli appositi contenitori, invece di farli a pezzi, li si incastra interi, in maniera tale da riempire il cassonetto in un attimo!
Gente che getta mozziconi accesi dai finestrini delle auto in corsa, mozziconi che innescano spesso degli incendi devastanti.
Medici che fanno certificati falsi per fregare le assicurazioni.
Garagisti che fregano le assicurazioni con le quali hanno contratti di collaborazione.
Gente che millanta il ”colpo di frusta” quando in realtà non ha un ”fico secco”!
Invalidi che stanno benissimo, ma che percepiscono denaro dal sistema previdenziale, grazie a malattie inesistenti certificate da medici compiacenti.
E questa è solo la punta dell’iceberg  tra il popolo ”minuto”, poi ci sono, man mano che si sale nella scala del potere, abusi in proporzione.

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Questo ”Signore” che timbra il cartellino in mutande è un italiano che vota …

Poi ci stupiamo se i politici si comportano male!
Ma ‘sti politici non arrivano mica da Marte! Sono semplicemente la nostra estensione.
Da qui il vecchio detto: ”Ogni popolo ha il Governo che si merita”!

Alla prossima
Elena

Donald Trump – 45mo Presidente USA! Ma ”paladino” di ”chi”?

La mattina, mentre prendo il mio tazzone di latte e caffè, penso alle cose da fare durante la giornata …  alle cose che succedono nel mondo.  Come non pensare quindi al neo-eletto Presidente americano?

Stamattina facevo queste considerazioni: La crisi economica attanaglia il mondo, la gente è scontenta, il lavoro è ormai ”merce rara”, non si vede la luce alla fine del tunnel e quindi, il popolo americano, anche se non è poi tanto ”mal messo” rispetto ad altri , è comunque stanco di non essere più al ”top” e, di conseguenza,  vota anche lui  per il ”cambiamento”. 

Vota per tornare ad essere la ”creme de la creme”!  Vota per Trump che ha promesso di far tornare l’America ”grande di nuovo”!
Insomma Trump è l’uomo che farà la ”rivoluzione” a vantaggio di chi lo ha votato,e, tirando le fila del discorso, grazie alla legge elettorale americana, anche se Hillary Clinton ha preso più voti di Trump, Trump è stato eletto 45mo  Presidente degli Stati Uniti d’America!

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Ma … gli americani, hanno votato contro ”l’establishment cattivo” ed hanno eletto il loro ”paladino” affinché faccia la rivoluzione”?
In questo caso avrebbero sbagliato clamorosamente ”paladino”!  Sarebbe stato meglio, contro l’establishment cattivo, votare Bernie Sanders non trovate?
Ho la brutta impressione che  abbiano davvero cercato l’uomo ”forte” … il ”duro” capace di ”prendere a calci” chi non rientra nei canoni dell’americano DOC!  Quello che : ”prima” ci sono gli americani … poi gli ”altri”!  Quello che pensa : ”Si stava meglio quando c’erano gli schiavi”!

Che dire? Se questo è il motivo,  gli americani non sono affatto ”grandi” ma sono anzi, un ben ”triste popolo”!
Alla prossima

 

Elena

 

Il ”futuro e la speranza” annegano nel Mediterraneo …

Gli uomini … le donne … i bambini che trovano sepoltura nel Mar Mediterraneo non sono altro che esseri umani fuggiti da guerre e da carestie.

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Per quelli che riescono ad arrivare ”vivi” la nostra risposta, bene che vada, è quella di chiuderli nei CIE.

Persone fuggite dalla Libia, Siria, dalla Costa d’Avorio, Somalia, Sudan, Tunisia, Egitto, Eritrea, Etiopia, Mali, Ghana, Burkina Faso, Nigeria, vengono stipati come merce in “centri di accoglienza” in attesa che le Commissioni Territoriali valutino le ”singole storie”!
Esseri umani in attesa che la ”burocrazia” dica loro se hanno il “permesso” di immaginare una vita o se invece verranno respinti, condannandoli di fatto, ad una vita nella clandestinità e quindi prede facili della malavita organizzata.

Io che ho avuto la fortuna di essere nata in Europa … mi domando … ma come è possibile NON accogliere gente che fugge per cercare un futuro? Ma perchè chiuderli come bestiame nei centri di ”accoglienza” che di accogliente NON hanno proprio nulla? Ma se stessero ”così bene” a casa loro verrebbero forse qui, per essere trattati magari come gli ”schiavi” di Rosarno?

Possiamo mettere confini agli esseri umani oggi come oggi?

Oltre alle guerre che imperversano ovunque … tutti sappiamo che il clima sta cambiando e che diventa sempre più ”esasperato” a causa dell’inquinamento.

E’ inevitabile chiedersi se ad esempio, nel Corno d’Africa dove non piove da più di un anno, la causa sia dovuta all’inquinamento delle ”industrie locali” ? Visto che NON ne hanno di industrie sarà difficile che inquinino … non vi pare?

La triste realtà è che NOI stiamo CONSUMANDO anche ”quella parte” di pianeta … ma la faccenda NON ci riguarda!

Le ”ricadute” climatiche, provocate da noialtri le ”pagano” LORO! NOI inquiniamo e LORO ne pagano le conseguenze!

Ci fa pena vedere nei telegiornali, i bambini magri che non hanno nulla da mangiare, ma poi, quando vengono qui – sempre che non diventino prima  cibo per squali –  li chiudiamo nei CIE! … che stiano lì e che si arrangino”!

Bisogna continuare a far pressione affinché l’Europa intera si faccia carico di questa situazione. Anche perché ai ”cinesi” che costoro muoiano o meno, non importa un ”fico secco”!

Alla prossima …

Elena

 

L’Europa ci chiede di tagliare gli ulivi del Salento …

Merci e prodotti, viaggiano ai giorni d’oggi, ovunque.  Abbiamo ormai sulle nostre tavole tutti i tipi di frutta e di verdura 365 giorni l’anno.

Una volta le albicocche in Italia maturavano, dal Sud al Nord, tra giugno, luglio e agosto.  Venivano raccolte ‘mature’ , portate ai mercato rionali, e raggiungevano le nostre tavole al culmine della loro bontà.

Adesso invece vengono raccolte acerbe … magari in Cile, e quando raggiungono i nostri supermercati, magari hanno anche un bell’aspetto, ma hanno lo stesso sapore delle zucchine crude!

Non mi stupisco del fatto che ai bimbi di oggi non piaccia la frutta, perché dovrebbe piacer loro? Non sa di nulla!

Ma a parte queste considerazioni sul sapore dei prodotti, non dobbiamo dimenticare che questo ‘via-vai’ in giro per il mondo, provoca anche dei problemi. E non da poco!

L’elenco di guai in proposito è enorme.

– Per ingrandire, ad esempio, la dimensione delle nostre ottime ‘castagne’,  abbiamo importato dalla Cina piantine di castagni cinesi, dai frutti praticamente insapori, ma enormi.

Risultato? Abbiamo importato con le piantine anche il ‘cinipide galligeno” che ha messo in ginocchio la produzione italiana delle castagne. Il cinipide si nutre di germogli ed impedisce alle castagne di nascere!

Se questo fosse successo un centinaio di anni fa, ci sarebbe stata la ‘carestia’! Un tempo la castagna era infatti l’alimento base specie per chi viveva in paesi montani.

– Come dimenticare poi il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) e la farfalla delle palme (paysandisia archon)? Entrambi importate da terre lontane ed entrambe rivelatesi delle ”pesti” per le nostre palme? Queste due creature nel loro stato larvale divorano le piante e non ci sono praticamente cure certe.

FarfallaignotarearPaysandisia archon

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Il problema è che abbiamo importato con le piante, gli insetti dannosi ma non i loro ”nemici naturali”. Infatti questi ‘mostri’ qui da noi non hanno insetti antagonisti che li tengono a bada e di conseguenza compiono delle stragi.

E’ notizia di pochi giorni fa che la Francia ha proibito di importare un lungo elenco di piante provenienti dall’Italia.

Infatti proprio in Italia, specialmente nel Salento (in Puglia) e nella provincia di Lecce si sono verificati casi di Xylella fastidiosa.

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Germi di Xilella fastidiosa al microscopio 

Già il fatto che si chiami ”fastidiosa” la dice lunga … La Xylella  è un microrganismo dannoso (batterio gram negativo) per le coltivazioni agricole e provoca la malattia di Pierce nella vite, il cancro negli agrumi e il disseccamento degli ulivi. Innesca anche altre malattie nelle piante da frutta e la bruciatura delle foglie negli oleandri .

ulivi-malati-salentoUlivi attaccati dalla Xylella nel Salento

La Comunità Europea, per limitare il danno,  ha chiesto alla Puglia il taglio drastico di tutte le piante di ulivo infettate dal batterio Xylella fastidiosa.

Possiamo dar torto ai francesi per aver deciso di non importare più piante dall’Italia?  Non direi proprio, in fondo cercano solo di difendersi. Anche loro hanno già un sacco di guai con il punteruolo rosso e con la farfalla killer delle palme … non vogliono certo importare un microrganismo che metta in ginocchio anche la produzione del vino di cui vanno fieri.

Comunque,  ricapitolando:

  • il Cinipide Galligeno arriva, come suggerisce il nome, dalla Cina,
  • Il punteruolo rosso è originario dell’Asia Sud orientale e della Melanesia,
  • la Paysandisia archon arriva dal Sud America …

Viene, a questo punto, spontaneo chiedersi: ”Ma da dove cavolo arriva ‘sta Xylella”? E’ stata ‘importata’ da chi? Come è entrata nel nostro territorio e perché? Oppure … è una mutazione genetica causata da cosa?

Gli scambi di merci tra paesi, cosa che ormai avviene a livello mondiale … saranno anche fantastici … ma … siamo sicuri che non stiano facendo anche un sacco di guai?

Alla prossima

Elena

 

http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/04/07/news/xylella-111361886/

http://www.agricoltura.regione.lazio.it/binary/prtl_sfr/tbl_misure/XF_OPUSCOLO_.pdf