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Per quale motivo il M5s continua a parlare di ”Reddito di cittadinanza”?

Eppure … sanno anche loro che questo termine è solo per confondere le idee … ma d’altronde … la ”rete” serve a cosa se non a prender ”pesci”?
Proviamo a vedere dopo la lunga fase del Vaffa come sta evolvendo la proposta politica del Movimento 5 Stelle che si candida a guidare l’Italia.

In tema di disuguaglianze ad esempio i grillini sostengono da tempo la necessità di introdurre nella legislazione italiana il reddito di cittadinanza.
Nella letteratura economica, in realtà, esistono due differenti tipologie di basic income:

– il reddito di cittadinanza propriamente detto che ha carattere universalistico ed è incondizionato,
– il reddito minimo che al contrario è selettivo e condizionato a determinati comportamenti da parte dei beneficiari.

I 5 Stelle NON hanno finora tenuto fede a questa bipartizione e nella comunicazione hanno ‘’volutamente mischiato’’ le due ipotesi. È evidente però che se il reddito di cittadinanza dovesse davvero essere diretto a tutti, proprio tutti, sarebbero necessario quantificare in 300 miliardi di euro la copertura necessaria per erogare un assegno di 400 euro mensili. Dove trovarli? Mah … eppure c’è una massa di elettorato grillino che è convinta che costoro abbian la bacchetta magica. Quindi chi ci crede o è, diciamo un ”semplice”, oppure è ”colluso”. Non ci sono vie di mezzo!
In ogni caso i grillini sono via via slittati in una duplice direzione, hanno scelto di fatto il ‘’reddito minimo’’ chiamandolo però ‘’di cittadinanza’’ e, mentre in una prima fase avevano parlato di una misura diretta a combattere la disoccupazione giovanile, successivamente la proposta è stata presentata come diretta a contrastare la povertà.
I testi finora presentati in Parlamento dai 5 Stelle parlano di ‘’povertà relativa’’ e quindi di un reddito minimo che dovrebbe interessare,  seguendo la classificazione Istat,  oltre 8 milioni di individui e 2,7 milioni di famiglie.
Prendendo alla lettera, invece, le dichiarazioni di Grillo nel mirino ci sarebbe la povertà assoluta e di conseguenza la platea si restringerebbe a 4,6 milioni di persone, come da lui stesso precisato.
A differenti platee corrisponde una ‘’spalmatura’’ diversa e soprattutto una diversa consistenza dell’assegno erogato: nella proposta Grillo, che parla di un costo per lo Stato di 17 miliardi di euro (o 20 a seconda delle versioni date di volta in volta dal M5S) , si arriva all’incirca a un assegno di 300-360 euro al mese.
Mentre l’ipotesi parlamentare – prima firmataria Nunzia Catalfo – prevede di erogare il sussidio alle ‘’famiglie’’ e NON agli ‘’individui’’ e modula la somma: si può arrivare a un massimo di 780 euro per chi non percepisce alcun reddito, per gli altri si dovrà invece ”sottrarre” da 780 quanto già percepito.
Più l’intervento si concentra, più si può pensare di ottenere risultati tangibili; più si allarga il reddito erogato, più finisce per assomigliare a un ‘’bonus’’!
Ma vi rendete conto, tutto ‘sto am ba ra dam per arrivare ai tanto vituperati bonus di Renzi?
Pesa comunque su questi progetti – ma la cosa non riguarda evidentemente solo le proposte grilline – l’assenza di un casellario unico delle prestazioni sociali, senza il quale l’implementazione di misure così complesse si presenta aleatoria per il rischio di dare a chi già riceve.

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Morale della favola? Questo tipo di comunicazione è ”populismo” becero!  Costoro sono in costante ‘’campagna elettorale’’ e raccontano quello che alla ‘’gente piace sentire’’! Come ha fatto quel genio di Trump d’altronde.

Verrebbe da pensare che questo tipo di comunicazione sia fatta da ignoranti per gli ignoranti, e che tra loro si capiscano benissimo. D’altronde … quanta gente c’è che crede che la Madonna di Civitavecchia pianga lacrime vere?
Comunque la comunicazione ”becera” è fatta per arrivare al ‘’potere’’ ! E poi? Cosa ne faranno ‘sti geni quando arriveranno a mettercele le mani sopra al potere da soli? Perchè ricordiamocelo … vogliano andarci da soli al potere! Loro sono ”superiori”, loro sono ”bravi”,  loro sono ”onesti”,  loro sono ”i migliori”, loro non vogliono ”sporcarsi” con nessun altro! Da soli o niente!
Quindi … o si è ‘’con loro’’ o si è ‘’contro di loro’’!
Stiamo tornando all’epoca del fascio! Se avevi la tessera del partito, lavoravi … se no, ciccia!

Alla prossima

Elena

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tratto da:

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Dario Di Vico Nel Paese dei disuguali. Noi i cinesi e la giustizia sociale Egea, 2017 – 154 pagine, 16 eu

… a proposito del Reddito di Cittadinanza …

Stamattina meditavo sul reddito di cittadinanza …
In fondo, pensandoci … si direbbe pure una bella iniziativa no?
Che cosa fare d’altronde per alleviare i problemi economici delle persone vittime di un sistema economico che vede ormai lavorare solo più i cinesi?
Partiti politici come il M5S, per risolvere la questione ‘’penuria di lavoro’’ , propongono come soluzione il reddito di cittadinanza, altri partiti il ‘’salario minimo garantito’’.

il reddito di cittadinanza proposto dal m5s …

Con ‘’reddito di cittadinanza’’ si identifica un sistema che fornisce un salario indipendentemente dalla situazione economica di chi lo riceve.
In pratica si avrebbe diritto al ‘’reddito di cittadinanza’’ in quanto ‘’cittadini’’ del Paese, indipendentemente dal fatto che si abbia o meno un lavoro.
Ovviamente questo è un ‘’trucchetto verbale’’ per accalappiare più voti possibili, ed è impossibile sul piano pratico.

Comunque un ‘’reddito minimo garantito’’ a chi non è in grado di mantenersi dignitosamente viene paventato anche da altri partiti, PD compreso.
A me ‘sto fatto mette malinconia. Secondo la mia misera opinione significa che abbiamo buttato definitivamente la spugna per quanto riguarda ”creare lavoro”.
Eppure … il lavoro, fino a prova contraria, dà dignità e libertà all’individuo! o no?

E’ strano come tutti siano disposti a difendere a spada tratta la ‘’bella Costituzione Italiana’’, ma che troppi siano dispostissimi ad ignorare completamente l’articolo nr. 1 di questa ‘’Bella Costituzione’’ vale a dire : ‘’L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul LAVORO! La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’’.

E quindi? Quindi ‘’ciccia’’! Il lavoro non c’è … per cui io ‘’Stato’’, grazie alle tasse sulla collettività, ti mantengo a casa a far nulla!

Ma d’altronde … se ‘’piattaforme’’’ come FB, nonostante le dimensioni enormi, sono in grado di fornire lavoro a meno persone di quanto facesse la FIAT nei tempi d’oro, la dice lunga su quello che è il problema ‘’lavoro’’ nel mondo.

Nei paesi occidentali, molto probabilmente, rimarrà solo più un’economia di ‘’nicchia’’. Per esempio, noi italiani, continueremo a Maranello a produrre bellissime Ferrari ed esportarle soprattutto negli Emirati Uniti. Le cose per la Ferrari infatti vanno benissimo, nel 2016 è stato dato un maxi-premio di cinquemila euro a ciascun dipendente! Non male vero?
Ma … quanti sono i dipendenti della Ferrari? Secondo quanto trovato in rete si direbbe che i dipendenti varino tra le 2.600 e 2.800 persone. Un pò poche per un Paese con circa 66 milioni di abitanti non vi pare?
D’altronde … la produzione delle Ferrari è legata al numero di miliardari esistenti al mondo … va da se che non siano necessarie masse di operai come ai ‘’vecchi tempi’’.

Nel passato la chiusura delle miniere aveva messo in ginocchio centinaia di famiglie ma il lavoro era stato recuperato grazie ad una industrializzazione crescente. Industria che non necessariamente costringeva all’emigrazione, ma che si sviluppava in loco. Anche l’utilizzo dei trattori a motore nel passato avevano messo in crisi i braccianti agricoli, i quali avevano trovato lavoro come operai nelle fabbriche di automobili.
Oggi si fa sempre più fatica anche solo ad immaginare ”come” creare milioni di posti di lavoro. Si direbbe che oggi a lavorare rimangano solo i cinesi.
Oggi la moda la fanno i cinesi altro che i ‘’fashion blogger’’! Vorresti dei pantaloni a vita alta e tagliati bene? Niente da fare! Ti becchi quello che producono e commercializzano i cinesi e zitto. A meno che … tu non appartenga a quella rarissima categoria in grado di pagare fior di quattrini.

Dalla Cina arrivano navi cargo piene di container, a loro volta pieni di merci che invadono mercati e magazzini.
Vuoi il tappetino nuovo della cucina? Ecco fatto un bel tappetino verde mela! Non era proprio quello che cercavi ma decidi che va bene e ti organizzi di conseguenza, tanto in giro è tutto verde mela.
L’anno dopo il tappetino si rovina e tu ne cerchi un altro dello stesso colore per sostituirlo, visto che nel frattempo hai comprato anche i cuscini delle sedie verde mela, ma aimè, l’anno dopo i tappetini ‘’verde mela’’ non esistono più e li trovi solo ‘’lilla’’!
Quindi … o ti becchi quello ‘’lilla’’ che a casa tua ci sta come i ‘’cavoli a merenda’’ … oppure cambi tutto! Cuscini compresi!

L’unica consolazione è che i proprietari delle aziende cinesi che fanno i tappetini ‘’lilla’’ sono anche quelli che comprano le Ferrari.

Per farla breve … scordiamoci il lavoro per tutti, in quanto rimarrà solo per pochi ‘’fortunati’’ , siano essi umani o robot , e che tassandoli, ci manterranno con ‘sta specie di tanto strombazzato ’’reddito di cittadinanza’’.

Per quanto tempo i ‘’fortunati’ in questione pagheranno quanto stabilito senza batter ciglio? Quando inizieranno costoro a dire che in fondo i ‘’mantenuti nullafacenti’’ potrebbero anche mangiare solo una volta al giorno … tanto per quel che fanno, non hanno certo bisogno di energie!

Alla prossima

Elena

M5S e … il ”reddito di cittadinanza” …

Il movimento 5 Stelle sbandiera ovunque il suo  ”reddito di cittadinanza”  però quando vengono loro chieste delucidazione sulle eventuali coperture … salta fuori che in realtà si sta parlando di  “sussidio di disoccupazione“! Ma cribbio … c’è una bella differenza …

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Proviamo un po’ a cercare di districare ‘sta matassa … che la confusione è grande. Allora … cercando in rete ecco che cosa ho trovato:

  • il salario minimo è una garanzia di reddito per lavoratori. Serve a ridurre il rischio di sfruttamento subito dal lavoratore.
  • il reddito di cittadinanza è una remunerazione per tutti, lavoratori e non, ricchi e poveri. In pratica è: ”visto che sei sulla faccia della terra io Stato ti dò un tot a prescindere’!
  • il reddito minimo garantito è uno strumento per indigenti e non lavoratori. Serve a dare un aiuto a chi non lavora e non ha niente .
  • il sussidio di disoccupazione è uno strumento per ex-lavoratori. Serve a sostenere il tenore di vita di chi ha perso il lavoro …

Parlare di quanto sopra come se fossero la stessa cosa … serve solo a far confusione e noi di confusione nella testa ne abbiamo già una ”cosa che va bene” .

Dunque vediamo di capire che cosa sono ‘ste cose e che cosa significano:

Il salario minimo – Dall’inizio della crisi economica e finanziaria nel 2008 la situazione nei mercati del lavoro in Europa è peggiorata progressivamente: dopo aver toccato un minimo storico del 7,2% nel febbraio del 2008, il tasso di disoccupazione è salito fino all’11,7%. Tutelare quella che sta diventando  sempre più una élite (i lavoratori) con una garanzia di salario minimo non impatterebbe sui bilanci pubblici in modo diretto in quanto lo Stato non concede un bel niente, semplicemente impone ai datori di lavoro di garantire dei livelli salariali minimi. Il divario di condizioni fra i lavoratori giovani e quelli più anziani è consistente. Inoltre i lavoratori più giovani, visto che hanno contratti meno tutelati ed occupano spesso posizioni temporanee sono più facili da licenziare. L’introduzione di un salario minimo interverrebbe in questa direzione, ma potrebbe anche aumentare le difficoltà di trovare lavoro per i giovani (o peggio incentivare il lavoro in nero). Viene proposta da alcune parti politiche (quelle di ispirazione liberista) la ricetta di allentare le normative a tutela del posto di lavoro e la rimozione delle rigidità nelle retribuzioni: lo scopo è di accrescere la flessibilità salariale per facilitare l’accesso al mercato di nuovi lavoratori, in particolare di lavoratori più giovani.

Questo significherebbe alla fin dei fini ”la rimozione di diritti acquisiti”!  Questo ovviamente è ingiusto per chi si trova dal lato di chi pensa di averli acquisiti e si scoccia che gli vengano sottratti. Ma se la torta continua a  ridursi … O riduci le dimensioni delle fette … o qualcuno rimane con il piatto vuoto …

Reddito di cittadinanza – E’ certamente la riforma più costosa ed ambiziosa. Secondo la proposta lanciata in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle andrebbe  garantito un reddito di cittadinanza da 1000€ al mese ad ogni cittadino maggiorenne, indipendentemente dal suo reddito, cognome o patrimonio, ma verrebbe erogato secondo il principio della sola cittadinanza. Il difetto è il costo enorme che avrebbe: come garantire 1.000 euro al mese ad una cinquantina di milioni di cittadini? Altro che riduzione delle Auto blu e delle pensioni …

Reddito minimo garantito – Una forma di sussidio di sussistenza più gestibile, in termini di costi per lo Stato, è quella del reddito minimo garantito: una provvista economica da riconoscere a coloro che NON hanno un patrimonio e NON hanno un reddito da lavoro. Questa soluzione offre al cittadino l’opportunità di contrattare condizioni più dignitose con i datori di lavoro … ma contemporaneamente costituisce però un incentivo a non cercarlo un lavoro … ma ad arrangiarsi con ”lavoretti in nero” per arrotondare. Finanziare questo tipo di intervento da parte dello Stato dovrebbe essere più accessibile, soprattutto se entrasse nel ”calderone” di quanto già erogato oggi per indennità varie: invalidità, pensioni sociali minime,  accompagnamento.

Sussidio di disoccupazione – Per una “rimessa in funzione” del mercato del lavoro una delle priorità dovrebbero essere politiche attive per aiutare i disoccupati a trovare un lavoro.  La cassa integrazione di oggi più che una tutela mantiene il lavoratore legato ad una posizione inattiva per anni, senza lasciargli la libertà di rimettersi realmente in gioco.  Sostituire la cassa integrazione con un sussidio di disoccupazione abbinato a piani di formazione per il reinserimento al lavoro sarebbe una riforma gestibile anche in  tempi di  ”vacche magre” come questi.

Cribbio siamo o no una Repubblica democratica fondata sul lavoro? 

Quindi ok al sussidio di disoccupazione, ben venga!

Ma per favore … non chiamatelo più ”reddito di cittadinanza”! Chiamarlo in questo modo  è solo l’ennesimo ”slogan” diretto alla pancia della gente, per ottenere voti e andare al ”cadreghino” da soli! 

Meditiamo gente meditiamo …

alla prossima

 

Elena

 

 

il sussidio come esiste oggi: http://www.sussidiodisoccupazione.com