Barcellona – La Sacra Famiglia

Approfittando del fatto che i nostri amici americani Gary e Joan sono in vacanza a San Feliu de Guixol sulla Costa Brava siamo andati a trovarli e, con loro, abbiamo deciso di fare una gita di un giorno a Barcellona.

Cosa andare a vedere a Barcellona con tempi contingentati? Ma la Sagrada Familia naturalmente! Prenotata la visita in ‘’Santa Rete’’ il mercoledì, siamo andati a visitarla il giovedì.

L’immediata reazione di fronte a questa costruzione è stata di  ‘’perplessità’’. Conoscevo, grazie alle innumerevoli immagini viste, la facciata più antica, ma il resto mi sembrava un pò ”strano”.  La facciata costruita durante la vita di Gaudì, quella più ‘’vecchia’’,  mi ha sempre ricordato i giochi che i bambini fanno con la sabbia o con la terra bagnata … quelle torri aguzze che vengono realizzate  lasciando colare, dall’alto tra le dita, il fango … e quello che viene fuori è un qualche cosa di molto simile alle grotte con stalattiti e stalagmiti.
Le parti ‘’nuove’’ della Chiesa invece non rispettano questo criterio e sono più vicine al lavoro dell’uomo che non a quello della ‘’natura’’. Mi sembrava strano vedere tutti quegli ”stili” diversi, anche se bisogna ammettere che tutti danno l’impressione di innalzarsi verso il cielo.
Man mano che giravamo attorno, dentro e fuori la Chiesa, ho iniziato a mettere un pò di ordine tra le mie sensazioni.

Prima di tutto bisogna inquadrare il monumento dal punto di vista storico per evitare giudizi troppo affrettati.

Conosciamo quest’opera come il ‘’capolavoro’’ del visionario Antoni Gaudì. In realtà,  il primo ad occuparsene fu l’architetto Francisco de Paula del Villar y Lozano, il cui progetto prevedeva una chiesa molto più piccola di quella che è ancora in costruzione oggi. Il denaro per costruirla arrivava esclusivamente grazie a ‘’donazioni’’ , non dimentichiamo che gli spagnoli erano, specie all’epoca,  devotissimi. Ad un certo punto però tra il Lozano e i ‘’filantropi’’ donatori ci furono delle incomprensioni,  quindi l’opera fu affidata a Gaudì, allora un giovane architetto di soli trent’anni.
Quando Gaudì ricevette una grossa somma da un filantropo, decise di costruire qualche cosa di veramente importante e dal 1914 fino alla sua morte si dedicò anima e corpo alla chiesa. Era talmente entusiasta di questo incarico che arrivò a costruirsi persino una casetta nel cantiere, per vivere sul posto e poter controllare i lavori. Ma … Il 7 giugno del 1926, mentre attraversava la strada, fu investito da un tram e morì. I cittadini di Barcellona perdevano così il loro architetto preferito … le autorità, in segno di rispetto,  decisero di seppellire Gaudì nella cripta sotterranea nonostante la chiesa non fosse ancora terminata.
Probabilmente … data la morte prematura, ed il sistema di lavorare di Gaudì che, più che pianificare minuziosamente tutto … provava con dei modellini in gesso man mano quello che era la fattibilità della sua ‘’visione’’, non esistevano quindi piani predefiniti per il completamento, se non quelli della pianta complessiva in generale.
Comunque dopo la sua morte nessuno ci rimise le mani sopra in maniera sostanziosa e, per parecchio tempo la chiesa rimase abbandonata. Nel 1936 poi scoppiò la guerra civile spagnola e tutti i lavori, che tra l’altro procedevano a rilento a causa di mancanza di fondi, si fermarono completamente. Alla guerra civile seguì il colpo di stato del generale Franco, l’uomo che giudicava i politici dei “disprezzabili ed inutili fantocci” e che aveva ovviamente l’appoggio del ”popollo”!  Il colpo di Stato abolì la repubblica e venne instaurata la dittatura franchista che durò fino al 1975. I lavori della Sagrada Famiglia ripresero solo nel 1950, ma si rivelarono lenti e a singhiozzo.

La Sagrada Familia si compone di cinque navate principali e tre trasversali che formano una croce latina. Le cinque navate principali hanno una lunghezza di 90 metri mentre le trasversali misurano 60 metri.

I soggetti delle tre facciate sono:

La Facciata della Natività – che è l’unica realizzata quando Gaudí era ancora in vita, fu costruita tra il 1894 e il 1930  e celebra la nascita di Gesù. Si tratta del lato della Sagrada Familia orientato a nord-est, quello che per più tempo è stato oggetto dell’ammirazione dei turisti e che normalmente conosciamo attraverso le fotografie. Le sculture originali sono opera di Carles Mani, Llorenç e Joan Matamala con contributi di Jaume Busquets, Joaquim Ros i Bofarull ed Etsuro Sotoo. Le decorazioni che adornano questo lato della basilica evocano la vita in tutti i suoi aspetti, anche quelli più quotidiani e popolari.  Ci sono per esempio strumenti da lavoro e animali domestici. Il centro dell’attenzione è La Porta di Gesù, sovrastata dall’Albero della Vita e accolta tra quelle dedicate alla Speranza (sinistra) e la Fede (destra), che insieme alla Carità (rappresentata dal portale centrale) indicano le tre virtù teologali.

La Facciata della Passione – si trova sul lato ovest della Basilica ed è opera di Josep Maria Subirachs, che vi lavorò dal 1987. Il suo stile è fatto di linee rette e geometriche, statue enormi che rappresentano l’ultima cena, la preghiera nell’orto del Getsemani, il tradimento di Giuda, la fustigazione del Cristo e la crocifissione.
Vicino alla statua del ‘’bacio di Giuda’’ è presente anche il quadrato del ‘’gioco del 15’’ le cui combinazioni matematiche portano sempre a 33 che è l’età in cui il Cristo morì.
Gary il nostro amico me lo ha fatto notare, al che gli ho risposto che tutto sommato, per essere un palestinese non era poi male vivere fino a 33 anni!
Comunque … nonostante la modernità e le dimensioni delle statue anche questa facciata si integra benissimo con il progetto di Gaudí.

La facciata della Gloria non è stata ancora completata.

sagrada-familia-2026

Una volta terminata, secondo il progetto di Gaudì la costruzione avrà 18 torri alte tra 90 e 170 metri. Queste torri sono dedicate agli apostoli, agli evangelisti, a Maria ed a Gesù Cristo. Si prevede che la costruzione della Sagrada Familia, interamente finanziata con le donazioni ed i proventi dei biglietti di entrata, terminerà nell’anno 2026, a cent’anni dalla morte di Gaudì.

Aggirandosi nell’interno si rimane colpiti dall’immensità dell’opera. La classica architettura del Gotico Flambojant del ‘400 è viva ma è ”rivista” in una versione più moderna … estremamente equilibrata ed elegante,  tipica degli stili liberty e art Nouveau.
Nell’interno ci si sente un pò come in un bosco di sequoie nello Yosemite Park e un pò come nel tempio di Karnak in Egitto,  un felice connubio tra l’imponenza della natura e la sacralità del misticismo … e si resta a ”bocca aperta”!  Colonne gigantesche simili ad alberi immensi si stagliano in altezza facendoci sentire delle formiche. La luce, tantissima, varia a seconda delle ore. I colori delle vetrate sono organizzati in modo da emettere una luce differente a seconda delle ore in cui i raggi luminosi le colpiscono, più freddi all’alba … quasi infuocati al tramonto.

Qualche volta, grazie alla nostra tenacia, visione e genialità, riusciamo a fare delle meraviglie che passano alla storia evidenziando in questo modo la nostra parte ‘’migliore’’ … purtroppo troppo spesso, l’impegno che mettiamo è in cose sbagliate.

Comunque … consiglio vivamente una visita a questo capolavoro che, se non capita nulla e se tutto va bene, dovrebbe essere terminata nel 2026.

Alla prossima

Elena

 

segue video:

Barcellona – La Sacra Famigliaultima modifica: 2018-03-31T18:06:35+02:00da elenasaita
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