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Magistrati ignoranti? Andiamo bene …

Pensierino del mattino,
Stamattina leggevo un articolo da ‘’Il riformista’’ che denunciava una tristissima situazione.
Il concorso per i 310 posti di magistrato ordinario, bandito nel 2019 e slittato per due anni a causa del Covid sono stati catastrofici.
I risultati delle prove scritte hanno messo in evidenza che solo 220 candidati su 3.797 sono risultati idonei a sostenere gli orali in programma il prossimo 27 giugno.
Bocciati dunque oltre 3.500 aspiranti magistrati protagonisti di strafalcioni di diritto e pure di italiano nonostante la laurea in giurisprudenza.
Si sono rilevati in costoro deficit di ragionamento, povertà linguistica, discorsi preconfezionati, scarsa originalità, scarsa consequenzialità, errori marchiani di concetto di diritto e … pure di grammatica!
Quindi a passare la prova scritta è stato solo il 5,7% dei candidati il che significa che resteranno scoperti almeno 90 dei 310 posti in lizza per entrare in magistratura, già carente, secondo una stima del CSM di oltre 1.000 Pubblici Ministeri.
Si disquisisce, giustamente, sulla riforma della Giustizia che tende, subdolamente, ad asservire i magistrati al potere esecutivo ma … quanti sono i cittadini italiani a rendersi conto che i tre poteri devono essere svincolati ed autonomi tra loro per garantire una corretta democrazia? Pochissimi …
E si direbbe che pure gli aspiranti magistrati siano carenti in ragionmento e che non possiedano il livello adeguato al posto che dovranno ricoprire. Quindi? Quale saranno le conseguenze di ‘sto declino?
Le carenze conoscitive sono allarmanti. Quali sono le cause? Una scuola che è collassata a livello informativo? Università che si alimentano attraverso finti risultati positivi?
Se tanto mi da tanto … e se questo ”andazzo” continua non avremo solo ‘’magistrati’’ ignoranti ma anche medici, anestesisti, ingegneri, veterinari, elettricisti e via discorrendo, con tutte le conseguene del caso.
Calcoli del cemento sbagliati, quindi ponti che crollano … anestesie sbagliate, quindi pazienti che muoiono e avanti con i carri!

Sentenze come quella di Ralf Dahrendorf: ”La democrazia non può esistere senza cittadini e senza un dibattito informato” avranno il peso di un sassolino nel mare, perchè noialtri, di finzione in finzione, avremo solo dei deficienti in circolazione.

Contenti? Mah …

Alla prossima

Elena

Tassisti UBER e tassisti tradizionali, due ”mondi” in conflitto!

Noi si vuole distruggere la lobby delle armi … del petrolio … della finanza … delle multinazionali … in compenso non ci passa nemmeno per la testa il ”rivedere” la lobby dei tassisti.

Perché? Ma perché ”sentiamo a pancia” che sono dei poveri cristi come noialtri e non ce la sentiamo di tartassarli! E’ come tartassare chi ha i ”banchi sul mercato”! Siamo onesti, con quello che combinano le multinazionali, come facciamo a prendercela con chi ”si arrangia”?

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Eppure a favore di UBER ci sono un sacco di cose.

Uber per esempio aumenta enormemente la dimensione del mercato dei trasporti a pagamento. E non lo fa riducendo il compenso del guidatore, ma riducendo i tempi morti. L’inefficienza vera è data dal tempo che un tassista passa a girarsi i pollici aspettando delle chiamate. Più questo tempo viene ridotto dalla tecnologia, più ci guadagnano sia il guidatore che il passeggero.

Questa espansione del mercato aumenta l’occupazione – nella sola città di Chicago ci sono 30mila nuovi guidatori Uber, a vantaggio ovviamente di chi più fatica a trovare lavoro, ad esempio le persone di colore  e le donne. Un terzo dei guidatori Uber sono infatti donne, spesso mamme  che, grazie a questo lavoro, possono coordinare gli orari in funzione delle necessità dei loro figli.

Inoltre una guidatrice intervistata ha detto di sentirsi più protetta perché fa salire solo clienti che sono ”preventivamente identificati” – devono infatti registrare la loro carta di credito, come avviene in tutti gli Hotel americani. Se negli USA non gli dai prima il numero della carta di credito, devi pagare tutto in anticipo.

Da noi si è diffidenti a dare il numero della carta di credito anche al ristorante, figuriamoci ad un tassista!

E comunque negli USA Uber ha avuto successo anche perché Obama,  aveva incaricato un esperto di regolamentazione,  Cass Sunstein,  di eliminare con un unico atto, tutte le regole inutili e tutte quelle il cui unico scopo mirava a proteggere una piccola casta.

Tutto questo può sembrare ”positivo”!  In fondo in questo modo molti potrebbero trovare lavoro e guadagnare dai 1000 ai 1500 euro al mese. Sarebbe un ”toccasana” per tutti i nostri giovani disoccupati, che sono proprio tanti.

Ma … cosa ne facciamo dei ”vecchi tassisti”? Non è che dall’oggi al domani possiamo dar loro un ”calcio” e dire: ”Ciao la tecnologia ti ha sostituito, non servi più”!”

Per essere onesti questo è quello che è stato detto ad operai e negozianti … categorie sempre più ”striminzite” nel ”ricco occidente”.

Per i tassisti,  c’è un altro enorme problema! Le licenze i tassisti italiani le pagano!

Per aprire l’attività di tassista è necessario essere provvisti di una licenza, di un’auto e di un tassametro. Il numero di licenze sono stabilite dal Comune in misura fissa. In teoria (e qui viene il bello) si dovrebbe accedere alle licenze attraverso un ”concorso” ma, in realtà,  sono al centro di una continua compravendita!

Vi sembra normale? Ma lasciamo perdere …

Per ogni Comune esiste un vero e proprio ”mercato di compravendita” delle licenze. In base al Comune queste licenze hanno delle quotazioni più o meno fisse. Per una licenza a Milano o a Roma sono necessari tra i 150.000 euro e i 170.000 euro. Per una licenza a Firenze si arriva a 300.000 e in città del nord est  circa 200.000. A Napoli qualcosa in meno ma stiamo sempre sopra i 100.000.

In genere un tassista, attraverso un mutuo, acquista licenza e auto, e in 15 anni rientra dell’investimento restituendo tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese. Ma le licenze, sono diventate per molti tassisti una forma di TFR. Infatti, generalmente, un tassista quando decide di andare in pensione, vende la sua licenza.

Quindi ricapitolando, ci sarebbe un concorso da sostenere … ma tutti fanno orecchie da mercante e ”comprano” invece le licenze da altri.

Ma … nessuno controlla mai niente in ‘sto Paese?

Comunque detto questo, è ovvio che chi paga 100.000 euro per acquistare una licenza o ”ereditarla” dal papà … non è contento che appaia un ragazzino di 20 anni con la sua vetturetta pulita ed il suo telefonino e gli porti via il lavoro.

Eppure Uber creerebbe lavoro per i giovani … ma ai tassisti chi rimborsa il costo di una licenza ”comprata” senza fare il previsto concorso?

Meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

 

Elena

 

 

http://www.taxi.it/normativa/8-decreto-bersani-legge-4-ago-2006-n248