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Draghi … l’ultimo treno …

Diceva Draghi nel lontano 2007 …
E’ necessario un ‘’PATTO DI FERRO’’ – Una scuola più efficiente, in grado di fornire agli italiani di domani una più agevole collocazione sul mercato internazionale del lavoro; una giustizia civile trasparente con tempi certi; servizi pubblici competitivi e meno onerosi. Ecco le ‘’mete raggiungibili’’ che possiamo e dobbiamo raggiungere.
Raggiungibili a patto di stringere un patto di ferro tra tutte le componenti della società civile.
Per la scuola serve un ‘’forte cambiamento’’, che coinvolga docenti, il cui reclutamento, la distribuzione geografica e i percorsi di carriera sono governati da meccanismi che mescolano precarietà e inamovibilità.
Eppure la scuola è fondamentale in quanto: la ‘’povertà di conoscenze è l’anticamera della povertà economica.
Ma anche la lentezza della giustizia civile è un grave problema. Le manchevolezze della nostra giustizia civile sono segnalate da studi internazionali, testimoniate dal disagio dei cittadini e delle imprese. Nella durata dei processi il confronto internazionale è impietoso.
Un esempio fra tutti: i procedimenti di lavoro nel primo grado di giudizio durano da noi in media oltre 2 anni, 1 anno in Francia, meno di 6 mesi in Germania.
Tempi lunghi dunque che non dipendono tanto da una carenza relativa di risorse, quanto da difetti nell’organizzazione e nel sistema degli incentivi. Un problema che al Sud appare ancora più grave, poiché nel Mezzogiorno la durata media di un processo civile ordinario di primo grado si triplica, passando dai 500 giorni necessari a Torino ai 1.500 di Messina.
Quanto sopra era stato riportato da l’Unita nel giugno del 2007.

Onestamente a uno così si potrebbe dare la fiducia si o no? Che cos’è che avrebbe ”meno” di Conte Draghi?

Noi italiani abbiamo avuto 67 governi in 75 anni. Evidentemente a ”noi” piacciono i cambiamenti, viceversa non si spiegherebbe.
Comunque, visto che i nostri ultimi ‘’eletti” non ‘’combinavano nulla’’ e litigavano in continuazione, Mattarella, dopo aver tentato un ConteIII con l’esploratore Fico, ci ha proposto Draghi, che, ‘’attenzione’’ … è la nostra ultima spiaggia! Se perdiamo anche questa saran cavoli amari.

Noi dobbiamo presentare, entro il 30 aprile, se non vogliamo perdere i quattrini che abbiamo ottenuto grazie a Gualtieri, il Piano nazionale di Ripresa, che però, nella versione più recente, quella di gennaio pare sia ancora incompleto.
Malelingue dicono che, più che un ”piano organico”, si direbbe un elenco di ‘’pii desideri’’ di ben 167 pagine! Ma … non si capisce bene come, quando e, soprattutto, con ‘’chi’’ , sti pii desideri li si potrebbe far diventare realtà costruttiva.
Il Piano in oggetto deve essere rivisto/perfezionato dal ‘’nuovo Governo che sta, speriamo, formandosi.

Eppure non sarà facile per Draghi avere una maggioranza che gli permetta di lavorare serenamente.
C’è un bell’articolo di Mattia Feltri che è illuminante su quanto i grillini ‘’amino’’ Draghi. E tutti sappiamo che con il M5S bisogna fare i conti perchè, nonostante abbiano perso per strada 30 deputati e 20 senatori, dalle elezioni del 2018, il loro numero è sempre determinante per garantire una maggioranza.

Nel 2014 Grillo chiedeva che Draghi fosse processato per aver portato soldi alle banche europee.
L’anno dopo lo accusava di togliere quattrini al welfare per la stessa cosa.
Nel 2017, Elio Lannutti, quello che crede che il mondo sia governato dagli ebrei, dai rettiliani e da Lucifero, diceva che Draghi è uno che taglieggia le imprese per foraggiare i banchieri.
Nel 2015 lo ‘’statista’’ Luigi Di Maio aveva invitato Draghi a: ‘’facce Tarzan’’! Poi, dall’alto della ‘’sua’’ preparazione economica, aveva sostenuto che Draghi usasse il suo bazooka per dopare un sistema finito. (Di Maio sa tutto!)
Nel 2014 il M5S definiva Draghi: ‘’una Mary Poppins suonata che tira fuori solo ‘’vecchie ricette’’, facendo supporre di averne loro di decisamente migliori.
Sostenevano anche che Draghi desse risposte: ‘’surreali e da maestrina e che la sua gestione della BCE fosse da cieco incapace’’.
Secondo voi adesso ”cosa faranno”? Amarlo non lo amano, anche perchè forse manco capiscono quello che dice.

Comunque Draghi, come promesso a Mattarella, sta cercandosi una maggioranza e non sarà una cosa semplice.

L'ultimo treno e poi ... ''ciccia''!

L’ultimo treno e poi … ”ciccia”!

Per quanto Draghi goda dell’affetto e della stima di tutti e si è visto che al Quirinale con il Presidente della Repubblica praticamente era tutto un ‘caro Mario’ e un ‘caro Sergio’.
Il problema vero per noi è che lui, Draghi, è davvero l’ultima spiaggia, perché poi, restano solo le elezioni. Tra l’altro dato che noi votiamo sempre alla ”oiseau du chien”, e che la legge elettorale è sempre la stessa, bene che vada non cambierà una cippa, male che vada avremo al governo la destra anti europeista.

Il problema per Draghi è che:

– un conto è avere un governo tecnico, rispetto al quale lui potrà selezionare, individuare e proporre i ministri in base a un preciso mandato del Capo dello Stato, e in questo caso non dovrebbe praticamente rendere conto a nessuno degli attuali leader politici;

– un altro conto è invece un governo politico. In questo caso dovrebbe rispondere a cento situazioni politiche diverse e tutti sappiamo che, discutere con ”alcuni dei nostri Parlamentari”, è come giocare a scacchi con un piccione.

Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.

Alla prossima

Elena

La Sanità in Calabria … la gestisce la ”Ndrangheta

Nel commissariamento più lungo e inutile della storia, nessuno è innocente. Non i commissariati che hanno causato il disastro. Non i commissari che l’hanno aggravato. Il presidente reggente che urla ‘’la Calabria ai calabresi’’! Tace però il fatto che furono i calabresi a provocare il commissariamento.
Con le 11 aziende sanitarie, i 20 mini-ospedali con meno di cento posti letto, la dozzina di presìdi sanitari a rischio crollo, i reparti con rapporti medici/pazienti 20/1 (nemmeno nelle terapie intensive tedesche). E con gli oltre 2 miliardi di debiti, peraltro senza contabilità scritta. ‘’Ci hanno detto che la contabilità la fanno per tradizione omerica’’!
Questo quanto raccontò Tremonti dopo un consiglio dei ministri.
Prima con il rampante governatore destrorso Scopelliti (finito in carcere) e poi con militari, prefetti e manager mandati da Roma, il commissariamento avrebbe dovuto riportare i conti a posto. Tagliando ospedali (diciotto chiusi), posti letto (-60%) e personale (3800 dipendenti in meno). Operazioni per le quali non servono premi Nobel. Più difficile è farla funzionare, la sanità.
Dei tre nuovi ospedali promessi da Scopelliti con un tafazziano project financing, in cui i privati mettevano 134 milioni e ne incassavano 382, non restano che i rendiconti.
Se tutto va bene, se ne riparla nel 2023. Nel frattempo, mancano 1100 posti letto. Il 12% delle famiglie calabresi denuncia problemi economici per ragioni sanitarie, il doppio della media nazionale. L’aspettativa di vita in salute è 15 anni più bassa che in Trentino. Il punteggio dei livelli essenziali di assistenza, che misurano posti letto e liste di attesa, è 139. La sufficienza è 160, raggiunta solo un anno negli ultimi dieci.
Un calabrese su cinque si cura in altre regioni. ‘’Anche per un’unghia incarnita andiamo a Milano’’, sospirava un assessore in una riunione al ministero. Un esodo che costa 300 milioni l’anno, 148 euro pro capite. Il che spiega perché, a dispetto dei tagli, i conti non tornano. Il deficit del 2019 è 221 milioni, superiore a quello che determinò il commissariamento.
È il paradosso della sanità calabrese: taglia i servizi, non gli sprechi. «Approccio clientelare patologico», scrive l’ex commissario Massimo Scura nel libro Sanità malata (Pellegrini). La sanità in Calabria sposta 150mila voti su 1 milione (il primo partito, il Pd, ne prende 118mila), muove tre quarti della spesa pubblica e rappresenta il 10% del Pil. Dai tempi del leggendario Francesco Macrì, ras dell’ospedale di Taurianova soprannominato Ciccio Mazzetta perché si vantava di aver «sistemato» più gente di tutti nella regione, trasversalismo politico, interessi privati, lobbismo sindacale e criminalità si confondono.
Altrimenti non si spiegherebbero le fatture pagate anche cinque volte, perché non registrate. I bilanci dell’azienda sanitaria di Reggio Calabria mai presentati dal 2013. I pagamenti ritardati dieci anni e gonfiati per venti volte da sanzioni, interessi, spese legali. I documenti notificati a indirizzi di posta elettronica certificata di cui nessuno ha le password. Gli uffici legali delle aziende sanitarie che non si oppongono al 90% delle cause civili. I decreti ingiuntivi protocollati da uffici privi di personale da cinque anni. I contratti per acquistare i macchinari delle Tac chiusi quattro anni in cassaforte. Le cliniche e i laboratori privati convenzionati che lavorano il quadruplo degli ospedali pubblici. Il 53% del personale dell’azienda sanitaria di Reggio con diritto di limitazione o esclusione dai turni. I 136 milioni di danni erariali segnalati solo negli ultimi tre anni dalla Finanza. Le due aziende sanitarie sciolte per infiltrazioni mafiose. I medici stipendiati in carcere dopo la condanna all’ergastolo per ‘ndrangheta.
Il resto è cronaca, dal valzer di commissari all’ostilità, ‘’perché non abbiamo bisogno di missionari africani’’, a Gino Strada. Che dieci anni fa aprì un ambulatorio di Emergency dove si curano italiani e immigrati. Medicina di territorio, con un bus per chi non ha l’auto.

(Articolo di Giuseppe Salvaggiulo- La Stampa)

Che dire? Grazie ’Ndrangheta! D’altronde … perchè quindi stupirsi se chi studia e diventa ‘’valore aggiunto’’ emigra!

Alla prossima

Elena

I ”No Qualcosa” in piazza il 10 Ottobre …

I ”contro qualchecosa” …

Per la cronaca ieri, sabato 10 ottobre, in piazza c’erano: gli antieuropeisti di Vox Italia, quelli contro il G5, gli anti-vaccinisti, i seguaci di Antonio Pappalardo (quello che ha fondato un partito perchè glielo ha ordinato un alieno), quelli contro l’Ordine Mondiale, quelli contro il Bilderberg, Probabilmente c’erano anche dei terrapiattisti e qualche ”No Qualchecosa” generico. Non mancano mai.

il generale pappalardo e il popolo dei no mask-2
Antonio Pappalardo ha fondato un partito perché glielo ha ordinato un alieno!
Leggete qui la sua storia, è interessante.
https://cosamipassaperlatesta.myblog.it/2020/06/05/antonio-pappalardo-strano-personaggio-e-i-gilet-arancioni/

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Il fatto che vi sia stato il sostegno di Enrico Montesano e dalla Rosita Celentano dà forse maggior ”spessore” alla manifestazione? Mah …

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Ecco! Che dire? Ma non c’è niente da dire. Tranne il fatto che costoro votano.

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Questo poi riesce a sputare su tutto a 360°. Naturalmente è solo travestito da prete e, dato che non siamo a Carnevale, non potrebbe nemmeno farlo.

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Questa invece è la triste realtà, che ci piaccia o no, è con questo che dobbiamo lottare. Nascondere la testa sotto la sabbia, fingendo che non esista, serve proprio a poco.

Che dire? Ognuno ha il diritto di dire la sua, per carità, e poi, ieri era o no la ”Giornata Mondiale della Salute Mentale”? Quindi …

Alla prossima

Elena

Francia -lavoro a tempo indeterminato costa meno al datore di lavoro.

Ieri ho portato Giada dal veterinario per fare il richiamo del vaccino. Avevo appuntamento al Group Strano, normalmente quando la chiamo, massimo mezz’ora torna a casa. Iniziavo a disperarmi quando, alle 15,05 eccola che entra trionfante dalla porta principale di casa.
Il trasportino era già pronto e l’ho infilata dentro alla veloce.
Odia sia andare in auto che dal veterinario.

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Comunque … è andato tutto bene. A parte un pò di congiuntivite, abbastanza normale in estate, sta bene.
Il veterinario è, indovinate un pò? Italiano. E’ arrivato da poco nella clinica.
E’ un toscano simpatico. Ovviamente ci siamo messi a parlare e mi ha spiegato che in Italia non trovava lavoro a tempo indeterminato, ma solo cliniche veterinarie in cui era assunto con partita Iva e a ”progetto”.
Qui invece lo hanno assunto a tempo indeterminato, ovviamente è più sereno. Quando si ha un lavoro ‘’sicuro’’ si guarda alla vita con più ottimismo e si possono fare appunto ‘’progetti di vita’’.
Ora la domanda è: ‘’Come mai qui in Francia la gente viene normalmente assunta a tempo indeterminato e non al contrario? Semplice! A tempo indeterminato li pagano di meno.

Se un’Azienda, in Francia, assume a tempo ‘’determinato’’ significa che ha un carico di lavoro maggiore in un periodo ‘’determinato’’ appunto. Questa assunzione però gli costa di più dell’altra.
Da noi invece è il contrario. Le persone assunte a tempo determinato, o tutti quei contratti a termine e/o progetto, costano di meno all’azienda. Ergo va da se che, con questo sistema, il ‘’precario’’ sia penalizzato il doppio: sia come salario che come tutele.
Come mai? Copiare da altri paesi le cose buone no eh? In compenso fanno un can can senza senso per ridurre il numero dei parlamentari! Miglioreranno forse le cose se sono di meno? Naaaaa …

Alla prossima

Elena

Referendum riduzione parlamentari – Come voti?

A proposito del Referendum per la riduzione dei parlamentari, vorrei provare ad andare oltre alle becere frasi: ”Sono dei mangiapane a tradimento, non servono a nulla, meno sono meglio è”, etc …
Vorrei invece fare qualche semplice considerazione per provare a far pensare i favorevoli al SI.
Per prima cosa vorrei ricordare sommessamente che sono favorevoli al si Lega e Fratelli d’Italia. Io una domandina me la farei no? Tipo: ”Lega e Fratelli d’Italia amano la ”democrazia” o preferirebbero una ”democrazia addomesticata”?
Se non esiste una legge elettorale che compensi la riduzione del numero dei parlamentari la democrazia ce la giochiamo! ‘Perchè’ vi chiederete voi? Semplice! Per prima cosa noi dobbiamo renderci conto che noi NON votiamo i nostri rappresentanti ma ci subiamo dei nominati dai partiti.
Ergo, facendola semplice, il partito che vince avrà pochi yes-man da controllare e costoro faranno esclusivamente gli interessi di CHI li ha messi su quegli scranni e NON certamente gli interessi dei cittadini, che, bene che vada, votano il partito e non certo un individuo che conoscono e rispettano sul proprio territorio.
Ecco che cosa noialtri dovremmo pretendere. Di eleggere qualcuno che abita nella nostra città e che conosciamo e stimiamo per un sacco di motivi. Non importa il partito a cui appartiene, se è una persona degna ed onesta e capace il ”triage” lo facciamo noi! Con questo sistema il parlamentare scelto da noi andà in parlamento e dovrà rispondere ai suoi elettori, cioè a noialtri!
Invece … non dimentichiamo che il partito che vuol inserire l’obbligo di mandato (manco Mussolini aveva osato tanto) è quello di Grillo/Casaleggio! Come mai? Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Una volta su quegli scranni devono fare quel che gli dice il partito”! I cittadini, di cui loro si professano ‘rappresentanti’ non contano una emerita cippa invece!
Ma poi … non se ne esce. Ricordiamoci anche che la legge elettorale la si cambia con una legge ordinaria, quindi la possono cambiare quando e come vogliono! Magari … sarà poi la Corte Costituzionale, dopo insistenze di anni da pare di qualche sfegatato cocciuto, che dirà che non vale una cippa e che è anti-costituzionale, ma ormai …
Comunque, come al solito, è tutta ”aria fritta” ‘sta diatrib. Mò votiamo la riduzione dei parlamentari, loro fanno finta di cambiare la legge elettorale ed il prossimo partito che vince la cambia di nuovo. Quindi? Ma quanto siamo ”polli” da 1 a 10? Mah …
Andrebbe bene anche un collegio uninominale con un sistema maggioritario a doppio turno ma fatelo fare a noi il ”triage” sul territorio no? Saremo mica tutti dei deficienti no? Grrrrr …
Morale della favola: ”Io voto NO”! Voi fate un pò quel che volete.

Alla prossima

Elena

Azione, il nuovo partito di Calenda. Ma …

Pensierino del mattino …
Il partito di Calenda, ‘’Azione’’, sarà con i suoi aderenti in 150 piazze italiane da venerdì a domenica.
Nata da pochissimo ha già 15 mila iscritti e queste piazze dovrebbero esser un modo per incrementare le iscrizioni.
La parola d’ordine di Calenda è: ‘’Non ci può essere un cambiamento dello Stato se non ci sarà un cambiamento nel modo in cui i cittadini si relazionano alla politica. Prima di tutto smettendo di affidarci, come criceti su una ruota, a politici “eco” che ripetono solo i problemi, senza spiegare come risolverli’’. E poi aggiunge: ‘’Entra in Azione per dimostrare che l’Italia è più forte di chi la vuole debole’’.
Come non essere d’accordo? Ma … ci sono dei ma.
Sono stata a suo tempo una degli amministratori del PV e non vi sto a dire le discussioni per trovare, tra noi simpatizzanti, un minimo di condivisione. Credo la stessa cosa stia succedendo per le Sardine.
Pur di non perdere di vista l’obiettivo primario del PVT, che era all’epoca quello di monitorare e di indignarci per quel che combinava lo gnomolaccatodibiaccamarroneintesta, ho lasciato, anche perché ero in minoranza, che si fondasse una strana associazione, voluta da gente che apparteneva ai sindacati. Non mi candidai lasciando ad ‘’altri attivisti’’ le cariche di Presidente, Vice Presidente, amministratori, etc. Credevo che, finalmente diventati dei ‘’personaggi importanti’’, si focalizzassero sui problemi seri, invece? Invece io attivista della primissima ora fui all’epoca, su pressione dei nuovi ‘’eletti’’, estromessa dalla pagina fb con la scusa che ero troppo ‘’invadente’’. E niente … siamo così.
In ogni nuovo partito/movimento che nasce c’è sempre qualche cosa che ‘’divide’’. Anche perché i movimenti sono talmente trasversali che dentro i loro contenitori c’è di tutto di più e, trovare una quadra, è difficilissimo.
Quel che dice Calenda è giusto, dobbiamo smettere di subire la politica ed alitare sul collo a chi di dovere, ma è necessario fondare un partito per farlo? Un altro partito? Ancora?
Le sardine in fondo si ripromettono di fare politica attiva senza peraltro fondare un partito ma cercando di creare ‘’massa informata’’ che vota!
Un Popolo informato otterrà migliori risultati rispetto ad un ‘’popollo’’ che segue come un criceto slogan populisti che mirano al mero consenso di chi li lancia.
Bisogna diventare popolo informato che non delega ad occhi chiusi ma che pretende esponenti politici degni di tale nome. Il popolo informato deve scendere in piazza, organizzato e corretto senza vandalizzare nulla, ma con immensi numeri se vuole far pressione! E comunque, fermo restando il fatto che il suffragio debba essere universale NON devono esser universali le candidature. Abbiamo bisogno di persone capaci e preparate che agiscano per la collettività e non ‘’pro domo’’ loro.
Questo se ci pensate bene è il motivo per cui, tutto sommato, ci piace Conte. Ci sembra finalmente uno preparato. Conte ha cultura, è paziente, cerca di mediare, non fa ‘’politica’’ mirante al consenso ma sta cercando di capire come risolvere i problemi, chiamando all’appello, negli Stati Generali, i rappresentanti del tessuto economico del Paese tutto.
Quando ha accettato ‘sto ‘’posto di lavoro’’ non si sarebbe mai immaginato di dover gestire la più grande pandemia mondiale e la più grande crisi economica dal ’29! Eppure non ha ha buttato la spugna.
Ma … sapete perché Conte ci sembra il ‘’sale sulla terra’’? Un pò perché ha uno ‘’spin doctor come Casalino, (sul quale stendo un velo pietoso dal punto di vista umano) ma soprattutto perché Conte è circondato dal ‘’nulla’’!
Noialtri, con il nostro disinteresse di popolo abbiamo permesso che su quegli scranni ci andassero degli emeriti cretini. Degli incapaci che hanno trovato un buon sistema per campare. Un tempo si entrava in banca e ci si sistemava oggi entrano in politica.
Mi fa rabbia il pensare che oggigiorno la Lega, nelle intenzioni di voto, risulti esser il primo partito italiano mentre a ‘’sinistra’’ sorgono come funghi partitini che raccoglieranno percentuali da prefisso telefonico assolutamente inutili per risolvere i guai che ci attanagliano.
I ‘’distinguo’’ sono il nostro forte, in fondo siamo un popolo di artisti, ma a furia di ‘’distinguo’’ si perde d’occhio l’obiettivo fondamentale e ci si perde come al solito in mille rivoli inconcludenti. Se invece di fondar partiti la sinistra si mettesse assieme, dimostrando di esser capace di mediare e trovare una quadra forse le cose migliorerebbero ma … soprattutto arriverebbe al 28,5%.

Alla prossima

Elena

Dio esiste? Ci crediamo tutti vero? Oppure no?

Io non lo so se Dio esiste.  Come faccio a saperlo io, misero granello di sabbia, misero sputo sulla terra? Ma ciò non toglie che, da sempre, vorrei che un ”Supremo” esistesse.  E non sono certo l’unica. Da quando l’uomo ha iniziato a ”pensare” ‘sto dilemma lo assale. Non possiamo accettare di essere alla stessa stregua degli animali. La cosa ci disturba parecchio ed questo forse il motivo per cui abbiamo creato Dio?  Oppure è Dio che ha creato ”noi” a sua immagine e somiglianza?

Su quest’ultima ipotesi fosse quella vera, bisogna ammettere che non è stato molto ”preveggente”. Tutto sommato infatti non ha fatto un gran che. Fin da bambina mi sono chiesta perchè mai non ci avesse fatto con le ali. Pensate a quanti problemi avremmo risolto. A quanto meno ”inquinamento” avremmo creato sul pianeta. Se ci avesse fatti a ”sua immagine e somiglianza” perchè lui vola e noi no? Mah …

Ma torniamo a ”cose serie” … noi vorremmo tutti che Dio esista perchè non è possibile che non esiste un mondo, una giustizia e una verità migliore delle nostre. Meglio di quell’Ambaradam fallimentare che noialtri abbiamo messo su.

Quella giustizia e quella verità che noi continuiamo a cercare sapendo che non la raggiungeremo mai.

Troppo spesso il dubbio dell’esistenza di Dio prevale sulla speranza ma, nonostante ciò, qualche volta avviene il contrario. Quindi per un attimo, a volte, ho la certezza che Dio esista! E quel momento è pace totale.

Questo ”sali e scendi” , questo credere e non credere … è qualche cosa che mi disturba, ma mi consola il fatto che niente è eterno. E che è meglio vivere alla giornata senza scaldarsi troppo le meningi.  Per fortuna, grazie a ”Dio”, o grazie al ”Caso” , o grazie all ”ordine delle cose” si muore.

La morte … che cos’è? Si tornerà a ”prima del big bang”? All’inizio del tutto? In un univeso parallelo e contrario che non riusciamo nemmen ad immaginare? Oppure vagheremo come corpuscoli senza nè arte nè parte, senza memoria e senza dolore,  in giro per il ”nulla”?  Mah … va a sapere …

Alla prossima

 

Elena

Regolarizzazioni: sono arrivati ad un compromesso ‘’strano’’…

… ma sarò io che non capisco.

Leggo sui giornali che l’accordo raggiunto sulla sanatoria riguarderà braccianti, colf e badanti, anche italiani.
I dem dicono che: ‘’Qui non si tratta di bandierine ma di diritti’’ e che l’impianto, resta sostanzialmente invariato con l’obiettivo comune di far emergere il lavoro in nero e che verranno dati ‘’permessi di soggiorno temporaneo’’ ai lavoratori stranieri.
Quindi gli stranieri (neri) potrebbero essere usati per la raccolta, regolarizzati a tempo, ma poi, finita la raccolta, ciccia! Di nuovo tutti per strada? E… che cosa avete concluso se questo è il risultato dei vostri colloqui? Mah …
I 5 stelle non volevano la regolarizzazione dei migranti, misura voluta dal PD, Leu e Italia Viva, perché in questo caso, secondo loro, i caporali non sarebbero stati puniti.
Il M5S, dopo tanto parlare e limare di qui e di là, alla fine pare abbia accettato la ‘’sanatoria’’ ma ha preteso che, sul testo scritto,  ci fosse la precisazione ulteriore delle norme per ‘’escludere dalla sanatoria’’ i datori di lavoro condannati per caporalato o reati come lo sfruttamento della prostituzione e l’immigrazione clandestina’’! Tutti contenti? Belle parole? Come sono bravi loro?
Ora … io sono solo una mamma casalinga scema ma mi viene spontanea la domanda: ‘’Ma veramente quelli del M5S credono che i ‘’caporali’’ e gli sfruttatori della prostituzione avessero in mente di chieder la ‘’sanatoria’’ , alla modica somma di 400/500 euro pro capite, per il loro schiavi’’?
Ma veramente ci credete? Non so nemmeno se lo faranno le famiglie che hanno una badante cilena che guarda la nonna in carrozzella, figuriamoci i ‘’caporali’’ al soldo della mafia. Mah …

Vito Crimi, per prendere ‘sta decisione epocale ha aspettato che Luigi Di Maio gli desse il benestare. Grazie a loro due, i capolari, che non vedevano l’ora di farlo, non potranno regolarizzare schiavi e prostitute.

Comunque … dopo tanto discutere, il compromesso raggiunto all’interno della maggioranza prevede che il datore di lavoro possa far emergere le situazioni non regolari con la garanzia dell’immunità penale. Una possibilità di sanatoria con il pagamento forfettario all’Inps di un contributo di 400/500 euro dalla quale vengono esclusi i datori di lavoro condannati (anche in via non definitiva) negli ultimi cinque anni per reati quali caporalato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reclutamento di persone da destinare alla prostituzione.

Tutti contenti? Mah … non saprei cosa dire.  Dal mio misero punto di vista, regolarizzare i migranti solo per il periodo della raccolta,  mi sembra una schifezza. Perché finita la raccolta torneranno ad esser prede della malavita organizzata. Figli di un Dio minore condannati alla disperazione. Ma costa tanto dare loro un permesso di soggiorno indefinito e lasciarli cercare un lavoro decente? Ma qual’è il problema? Se poi, quando hanno un permesso che permetta loro di star dalla parte della ragione, dovessero sbagliare, allora si che dovreste rispedirli a casa loro. Ma cribbio dategli una possilbità!

Alla prossima

Elena

Fonte: sole24ore

Coronavirus e … l’approccio tedesco al problema.

Pensierino del mattino …

I tedeschi usciranno da ‘sto casino con le ossa meno rotte di noialtri. 

Come mai? 

Bè … se come sembra,  l’età media dei contagiati in Germania è compresa tra i 30 e 60 anni, significa che i controlli e le relative cure vengono fatti solo in questa fascia di età.

‘’Come mai’’? Chiederete voi? Semplice! E’ la fascia di età produttiva.

Quelli più avanti negli anni, inutile curarli, tanto muoiono comunque;  se non di coronavirus, di una qualche altra patologia. Quelli con meno di 30 anni, inutile curarli, tanto sono giovani e forti e quindi guariranno da soli. 

Quindi concentriamo le forze e gli sforzi sanitari sulla fascia produttiva. 

Evitando, in questo modo, di spendere cifre folli, che metteranno sicuramente in ginocchio il paese, e di non mandare in crisi il sistema sanitario.

Quando si ripartirà (ammesso e non concesso che si riparta) la Germania avrà, proprio per questo suo approccio alla situazione,  le ossa meno rotte di noialtri, degli spagnoli e dei francesi, che tutto sommato hanno, come noi,  ancora un pò di ritegno morale.

D’altronde … la mentalità tedesca, in questo caso, è molto più vicina a quella inglese ed americana.

Questa è una rara foto di Toro Seduto. Spesso mi chiedo: ”Ma … se avessero vinto gli indiani, il mondo sarebbe migliore”?

Se vogliamo fare l’Europa, dobbiamo forse noi avvicinarci alla loro mentalità  o … sarebbero loro a dover avvicinarci alla nostra?

Mah … che domande eh? 

Alla prossima

 

Elena

Progetti di sviluppo ‘’italici’’ che finiscono nel ‘’nulla’’ … 

Stamattina leggevo un articolo di Jacopo Gilberto che riporto in parte.

Parla del solare termodinamico che, in Italia purtroppo, chiude definitivamente senza esser in pratica mai nemmeno nato. 

L’associazione di categoria, Anest – Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica, si scioglie e con lei se ne vanno in fumo ben 14 progetti avviati con investimenti privati.

Eppure … la maggioranza di noi italiani si professa ‘’ecologista’’, insiste sulle ‘’energie rinnovabili’’ , quindi dovremmo, in tutti i modi e su tutti i livelli facilitare tali innovazioni no? Macchè! Abbiamo speso e persi nel nulla investimenti privati pari a 300 milioni di euro e li abbiamo spesi per NON costruire 14 grandi centrali solari termiche a concentrazione, quelle che nel resto del mondo producono elettricità concentrando con specchi l’energia del sole.

Le Centrali Solari Termiche sono un’invenzione italiana, utilizzano una tecnologia italiana, ma, in compenso, gli impianti realizzati in Italia sono …  zero!

Il settore industriale del solare termodinamico (quindi non inquinante) in Italia è già morto senza essere riuscito nemmeno a costruire una centrale! Ucciso in fasce da politici assetati di consenso, da comitati nimby (Non in my back yard) del no-a-tutto, da funzionari pubblici miranti alla ”mazzetta”, da norme contraddittorie e tardive, da piani energetici, climatici e ambientali pieni di verbi al ”condizionale” !

All’estero: Usa, Spagna, Nordafrica, Cina, Golfo Persico le centrali termiche a concentrazione piacciono e si costruiscono.

Concentrare i raggi del sole  – Il solare termodinamico a concentrazione è diverso dai comuni pannelli fotovoltaici, nei quali il silicio che viene battuto dal sole emette un flusso di corrente elettrica. Il solare a concentrazione si basa sugli specchi che riflettono e concentrano il calore del sole per far bollire l’acqua con il cui vapore far girare la turbina del generatore. È un’invenzione antichissima nata nel 212 prima di Cristo quando la città siciliana di Siracusa era assediata dal console romano Marco Claudio Marcello; dalle mura di Ortigia lo scienziato Archimede puntò specchi contro le unità del blocco navale, concentrandovi il sole e incendiandole. Si chiamarono specchi ustori.

Un primato italiano andato all’estero  – Presa in mano dagli scienziati italiani in tempi più moderni, la tecnologia del solare a concentrazione è diventata un’esperienza di punta dell’Enea, tanto che il fisico Carlo Rubbia ne fece una bandiera dell’innovazione italiana.  Centri di ricerca si erano impegnati; aziende italiane avevano sviluppato le tecnologie per industrializzare specchi e tubi ricevitori. Risultato? Rubbia ha sbattuto la porta indignato ed è andato a realizzare le centrali termodinamiche in Spagna.

La  Cina che, come al solito, pensa in grande e intende aggiungere 5mila megawatt nei prossimi cinque anni. La Francia medita a impianti di taglia piccola. Vi lavorano il Marocco e il Sudafrica. Ma anche l’Australia, il Messico, l’India, l’Egitto che ha annunciato 1,2 GWe, e la Spagna, che è già forte (hanno almeno 40 centrali da 50 MWe e le più forti società di ingegneria!), il Dubai, ma al solare termodinamico guarda anche l’Oman, per esempio con un progetto cui sta pensando l’italiana Salini Impregilo nella dissalazione con un impianto ibrido fotovoltaico e termodinamico.

La Sardegna del no  – La stessa Italia dove gli specchi ustori furono inventati NON vuole questa fonte di energia pulita perché gli specchi — asseriscono i comitati nimby — ‘’devasteranno il nostro territorio’’ e perché ‘’non è questo il modello di sviluppo che vogliamo’’. (Ma … quale sviluppo vogliono esattamente? La decrescita felice? Chi ha convinto costoro che la decrescita sarà ”felice”?)

Ma andiamo avanti … dei 14 progetti mai completati sui quali sono stati investiti per nulla 300 milioni, la maggior parte erano stati avviati in Sardegna,  ebbene … Non uno ha raggiunto la fase costruttiva. A tutt’oggi sono riusciti ad arrivare solo all’autorizzazione due impianti in Sicilia — ad Aidone e a Gela — per un totale di 53,5 megawatt. Ma … com’è la situazione ad oggi? Vediamo …

Gela …  – l’impianto solare di Gela (Caltanissetta) è un campo ben coltivato a ortaggi fra la strada ferrata per Butera e la provinciale 83. Il progetto era stato proposto dalla Reflex, azienda veneta la cui tecnologia degli specchi per la concentrazione del calore del sole piace all’estero.

Già nel 2011, ai tempi ormai remotissimi del Governo Berlusconi, fu avviato il primo studio di impatto ambientale con un progetto dell’archistar Italo Rota. Progetto splendido, in teoria sarebbero bastati appena 2 anni per realizzarlo. Potenza prevista e produzione di energia elettrica 12,5 megawatt elettrici, ottenuti coprendo di specchi 350mila metri quadri su un’area complessiva di 500mila metri quadri con un investimento di 88 milioni di euro, dei quali opere civili, strutture e impianti sviluppati e spesi nella zona sono 44 milioni. Nei 2 anni di lavoro previsti dal progetto sarebbero stati creati almeno 150 posti di lavoro diretti e indiretti e poi la centrale per la sua operatività avrebbe impiegato 30 operai su 3 turni per i 25-30 anni di esercizio.

Era il 2011. Di nulla in nulla, sono scivolati nella memoria remota i Governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte1 e ora c’è il Governo Conte 2. Ma per il progetto di Gela gli anni sono passati nel niente sottovuoto; sono stati firmati e controfirmati alcuni ettometri di carta protocollata e di sentenze del Tar, ma sul terreno non è stato piantato nemmeno un paletto.

Qui Villasor: la sassaia incolta  – Ciò che sarebbe dovuto essere da anni l’impianto solare di Villasor (Cagliari) è ancora una sassaia incolta alle spalle dell’azienda sperimentale regionale dell’Agris. Il progetto dell’Energogreen (gruppo Fintel) è sfumato. Qui nel Medio Campidano il progetto da 50MWe era appoggiato dall’agricoltore proprietario del terreno, ma venne osteggiato da enti pubblici regionali e da aziende agricole confinanti. Il progetto non è mai arrivato a realizzazione nonostante quintali di carte e di pareri tecnici e legali profusi dalla società proponente.

A Cossoine (Sassari) un progetto simile è stato definito ‘’un’autentica bomba ecologico-ambientale’’! Un incredibile attentato in cui ogni giorno il sole si sarebbe specchiato riempiendo di soldi le tasche di chi voleva catturare i suoi raggi! 

Qui Gonnos: fra i ventilatori eolici – su un terreno ancora incolto a Gonnosfanàdiga (Cagliari) in direzione di Gùspini è dove l’Energogreen ha dilapidato milioni per tentare di realizzare una centrale da 50 megawatt. La Regione Sardegna ha detto che a Gonnosfanàdiga non si dovrà costruire una centrale di specchi perché danneggerà le pecore del famoso pecorino (il cui latte viene venduto per fare il ‘’pecorino romano’’ – perchè vigliacco se sono capaci di fare il ‘’pecorino sardo’’ ; oppure viene rovesciato per protesta sull’asfalto) e perché renderà meno biologiche le colture biologiche. 

(Una nota a margine: la Regione Sardegna che ha detto no alla centrale a specchi di Gonnosfanàdiga ha appena detto sì al gasdotto per alimentare l’isola. Che dire?)

Che cosa manca?  – Il settore muore perché manca da anni l’annunciato decreto denominato Fer2, cioè il sistema di incentivazione di queste tecnologie sperimentali. Intanto il Governo esulta per il piano integrato energia e clima (Pniec) per ridurre del 55% le emissioni di CO2 dell’Italia entro dieci anni.

Emigrazione industriale  – Vi avevano investito denaro e competenze decine di aziende come (qualche nome a titolo di esempio) l’Enel, la Techint, la Maire Tecnimont, l’Eni. Racconta Gianluigi Angelantoni, imprenditore e presidente della morta associazione Anest: ‘’Noi avevamo costituito la società Archimede Solar Energy, che oggi senza più progetti è rimasta con un solo dipendente, che è l’amministratrice delegata Federica Angelantoni, mia figlia, con l’incarico di definire un trasloco forzato in Cina’’.

Rossella Maroni – parlamentare LeU dice: ‘’Si parla molto di green deal, ma non può essere solo una dichiarazione di intenti. Così come il contrasto alla crisi climatica ha bisogno di azioni concrete, accelerazione della transizione energetica in primis. Invece nel nostro Paese si parla molto ma di azioni se ne vedono ben poche. Siamo ancora in attesa del decreto che dovrebbe incentivare le rinnovabili più innovative, mentre la versione definitiva del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima è per diversi aspetti peggiore rispetto alla bozza precedente’’.

A queste idee innovative che finiscono nel ”nulla” se ne devono aggiunger tante altre. Ad esempio si deve aggiungere il progetto fallito del ‘’fotovoltaico’’ nel territorio di Trino Vercellese.

Trino è il ‘’paese simbolo’’ del nucleare italiano.  Aveva  infatti una centrale che, al suo avvio nel ’64, era la più potente del mondo, ma che è morta a causa di un ‘’libero referendum di popolo’’. 

Trino con la Agatos Energia si voleva convertire al fotovoltaico, avviando la realizzazione di un maxi-parco da 70 megawatt. L’investimento da 250 milioni era stato annunciato dalla Agatos Energia, che aveva acquistato dall’Enel per 1,5 milioni di euro un terreno di 164 ettari nell’area di Leri Cavour, a poca distanza dall’impianto nucleare Enrico Fermi, in via di smantellamento dal lontano 1990. Il parco fotovoltaico avrebbe dovuto utilizzare moduli Suntech e sarebbe dovuta entrare  in funzione “entro la fine del 2013”, dando lavoro a 200-250 persone nella fase di realizzazione e a 15 stabilmente durante l’esercizio. L’energia prodotta avrebbe dovuto essere immessa nella rete nazionale sfruttando le connessioni già esistenti nell’area di Leri, dove avrebbero anche dovuti esser realizzati, nella casa del conte Cavour, un centro di ricerca sulle agro-energie e un sala multimediale didattica sull’energia. E anche di questo … non si è fatto ‘’nulla’’!

Un altro esempio recente, sotto gli occhi di tutti, è quello della TAV. Un progetto di trasporto ferroviario che avrebbe inizialmente dovuto unire Kiev a Lisbona, che si è trasformato in un ben più modesto: Torino-Lione, sostituendo comunque i camion sulle autostrade che inquinano, ma … pian piano, tra blocchi No Tav … contestazioni  … reticenze … ideologie ”pro domo sua” …  anche questo progetto  è destinato a morire.

Che dire? Sono tante le cose che non vanno. Si direbbe che noi ‘’popollo’’,  più che ragionare con la testa, lo si faccia con la pancia! Ci si faccia ‘’strumentalizzare’’ da ‘’chi’’ queste innovazioni NON le voglia.  Si direbbe che la burocrazia sia incapace e corrotta,  si direbbe anche che la politica viva solo di ‘’consenso’’ ! Un ‘’consenso’’ fine a se stesso ma che non le serva per il bene del Paese ma solo per rimanere arroccati su poltrone di potere.

Alcuni industriali per bene, che esistono e che sono quelli che fanno andare avanti il paese,  i soldi ce li buttano anche dentro progetti a lungo respiro;  ma … invece di esser aiutati vengono boicottati.

Facciamoci delle domande … e diamoci delle risposte, che non siano ‘’intestinali’’ come sempre però! 

Alla prossima

Elena