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9 maggio – ricordiamo due bruttissime pagine della storia italiana …

Il 9 maggio del 1978, a Roma, veniva ritrovato, nel portabagagli di una Renault 4, in via Caetani il corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse.
Via Caetani aveva un riferimento ‘’simbolico’’, visto che si trovava all’epoca, a ‘’metà strada’’ dalla sede della Democrazia Cristiana (DC) e da quella del Partito Comunista Italiano (PCI). Leggendo più avanti, capirete il motivo del termine ‘’simbolico’’.
Non dimentichiamo che l’avventura politica di Aldo Moro terminò il 16 marzo 1978 quando, all’incrocio tra via Fani e via Stresi, fu sequestrato dalle Brigate Rosse.
E non dimentichiamo soprattutto che era il giorno della presentazione di un Governo che avrebbe visto governare assieme la Democrazia Cristiana ed il partito comunista!
La scelta di Berlinguer, fondamentalmente legata alla politica di eurocomunismo, era un esempio di politica reale che non riscontrò però i favori dell’area di sinistra del suo partito. Come vedete anche allora si litigava nella sinistra, ed il tanto osannato Berlinguer oggi, era purtoppo trattato ‘’male’’ dai suoi stessi compagni.
Invece l’appoggio al compromesso voluto da Berlinguer trovò una sponda nell’area della sinistra della DC che aveva come riferimento il presidente del partito Aldo Moro e il segretario Benigno Zaccagnini.
Ma attenzione, questa ‘’simpatia’’ non ebbe mai l’avallo dall’ala destra della DC, rappresentata da Giulio Andreotti! Come vedete anche il centro litigava pure allora. Non è cambiato molto vero?
Ma torniamo a l 9 maggio del ’78, dove, in una Italia che ancora non conosceva Internet, alle 9.25 la notizia dell’agguato fece irruzione nelle case degli italiani grazie ad un’edizione straordinaria del GR2.  Pochi minuti dopo, alle 10.00, i brigatisti rivendicano la strage con queste parole:

«Giovedì 16 marzo, un nucleo armato delle Brigate rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati corpi speciali, è stata completamente annientata. Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano. Ogni tappa che ha scandito la controrivoluzione imperialista di cui la Dc è stata artefice nel nostro Paese – dalle politiche sanguinarie degli anni Cinquanta alla svolta del centrosinistra fino ai giorni nostri con l’accordo a sei – ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l’esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste.»
(Brigate Rosse, primo comunicato.)

Perché i brigatisti hanno scelto via Fani? Perché non hanno prelevato il Presidente allo Stadio dei Marmi, dove andava a passeggiare tutte le mattine accompagnato solo dal caposcorta? Perché tanto sangue? Perché rischiare? Perché mandare un ‘’messaggio simile’’?

Sono molti i misteri che, tanto per cambiare, avvolgono questa brutta pagina della storia Italiana.

Due belle persone, serie ed impegnate, ma … non piacevano a qualcuno, davano fastidio, e quindi, li hanno eliminati! 🙁

Ma attenzione, il 9 maggio del 1978 non si limita a questo orrore ce ne è un altro, altrettanto orribile!

Il 9 maggio a Cinisi, una piccola cittadina vicina a Palermo, veniva ucciso, su ordine del mafioso Gaetano Badalamenti, Peppino Impastato, un giornalista ed attivista politico di sinistra.
Il giornalista siciliano, che si era candidato alle elezioni comunali con Democrazia proletaria, fu ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio e il suo cadavere fu fatto saltare con del tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, così da far sembrare che si trattasse di un fallito attentato suicida.
I mezzi d’informazione dell’epoca, le forze dell’ordine e la magistratura parlarono di un’azione terroristica in cui l’attentatore stesso era rimasto ucciso.
Sarebbe ‘’morta’’ così la faccenda visto che i giudici, non avendo rilevato nulla in proposito, chiesero l’archiviazione definitiva del caso.
Ma non avevano fatto i conti con la determinazione della madre di Peppino, Felicia, e del fratello Giovanni, determinazione che fece emergere la matrice mafiosa dell’omicidio, riconosciuta nel maggio del 1984 anche dall’ufficio istruzione del tribunale di Palermo.
Nel giugno del 1996 il mafioso Gaetano Badalamenti, zio di Peppino, fu indicato come il mandante dell’omicidio insieme al suo braccio destro Vito Palazzolo, e l’inchiesta fu formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 fu emesso un ordine di arresto per Badalamenti, detenuto negli Stati Uniti.
Il 5 marzo 2001 la corte d’assise di Palermo condannò Vito Palazzolo a 30 anni di carcere per l’omicidio di Giuseppe Impastato. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti fu condannato all’ergastolo per essere il mandante di quell’omicidio. Palazzolo e Badalamenti sono morti in carcere.

Che dire? Non dimentichiamo che all’epoca dei fatti la DC faceva ‘’cappotto’’ a Palermo.
‘’Cappotto’’ in Sicilia lo hanno fatto solo la: DC, Forza Italia e M5S.
Si direbbe proprio che tra politica, mafia, potere … ci siano dei collegamenti e che vadano a volte d’accordo a volte no …

Alla prossima

Elena

Peppino Impastato … ucciso il 9 maggio 1978

Stamattina, 7 maggio,  ”spulciavo” tra le mie vecchie note di FB,  sperando di trovare i miei rendiconti delle udienze Thyssen a cui avevo assistito e che, ahimè,  sono ”scomparse” assieme ad un’altra marea di cose che avevo scritto sul vecchio blog. Qualche ”buontempone” (non per sembrare faziosa ma io ho un’idea abbastanza chiara sul ”buontempone”,  ma senza prove, è rimasta una ”mia idea”) mi aveva ”rubato” la mail a cui avevo associato: blog e canale YouTube, quindi … ”ciccia” tutto sparito! Ero talmente arrabbiata che dalla Francia dove abito, ero andata alla polizia postale di Imperia, dove, dopo aver diligentemente accolto la mia denuncia e compilato tutta la modulistica necessaria, il commissario mi aveva poi gentilmente detto: ”Signora, visto che la sua era una ”gmail” (USA)  sarebbe necessaria una rogatoria internazionale per poter indagare. Si figuri che quando le facciamo noi, polizia,  non ci danno nemmeno retta”!

Ergo?  Bisogna rassegnarsi … è la ”rete” bellezza! 🙁

Comunque … sulla Thyssen non ho trovato niente, in compenso ho trovato il rendiconto di un corteo, in memoria di Peppino Impastato a cui avevo partecipato a Cinisi,  nel maggio del 2011 e che avevo pubblicato, allora,  tra le mie note FB. Lo ripropongo qui, visto che tra un paio di giorni ricorderemo anche questo assassinio! Magari a qualcuno potrà interessare.

Guardate la data …in cui lo hanno iscritto all’albo.

Come sempre il corteo è partito da Terrasini davanti alla sede di Radio Aut  (la radio fondata da  Peppino,  il nome non aveva nulla a che vedere con l’inglese, era solo la prima parte di ”Autonomia operaia”).  La radio oggi, dopo varie vicissitudini e varie iniziative non è tuttora in funzione.  
Torniamo al corteo, che come sempre, è composto da ”entusiasti’  persone che fanno anche dei sacrifici economici pur di essere presenti per la commemorazione di Peppino Impastato. Questo ritrovarsi tutti assieme significa condividere qualche cosa di importante, qualche cosa che va ben ”oltre”  il ”fanatico ricordo” (come dice qualcuno)  dell’esaltazione di un mito. In realtà è l’esaltazione di quello che rappresenta il dissenso, il combattimento, il riconoscere i partigiani ”veri”!  Coloro che sono disposti a mettere in gioco la propria vita per le idee che portano avanti, devono essere considerati esempi da imitare! Visto che i partiti politici lo fanno ”pochino” cerchiamo di farlo NOI italiani! 
 
In personaggi come Peppino il loro entusiasmo NON li spinge ad immaginare risultati così nefasti per la propria ”salute”! Il loro credo è cieco… sono convinti di poter lottare e magari ”vincere” il sistema. Invece, purtroppo , il sistema li annienta!  Questo succedo solo in quanto sono lasciati soli! Mai più soli i combattenti, Mai più soli devono essere lasciati i ”PARTIGIANI DELLA DEMOCRAZIA”! 
Noi abbiamo il ”dovere morale” di sostenere coloro che lottano per mantenere l’Italia un paese democratico!  Quindi dobbiamo dare massimo sostegno a chi reagisce! Dobbiamo sostenere i  giornalisti che denunciano!  (merce rara ultimamente …).
Dobbiamo sostenere i nostri Magistrati! Andiamo ai processi … stiamo loro vicini! Combattere con armi spuntate serve a poco! Loro sono le nostre spade, noi dobbiamo essere le loro ‘’braccia’’! 
 
Torniamo ora al corteo che si è svolto con tutto l’entusiasmo possibile, con gli slogan di sempre: ”Peppino è vivo e lotta assieme a noi”!  ”le nostre idee non moriranno mai”! ”Fuori la mafia dallo stato”!  Canzoni come Bella Ciao e via discorrendo …  
Al ritrovo a Terrasini  quest’anno si è unito  un signore con un Mulo, parlando con i giornalisti presenti ho scoperto che questo signore è partito da Terrasini il 25 aprile a dorso di mulo ed è arrivato a Portella della Ginestra il 1° di maggio, per essere poi in corteo con noi oggi.
Il signore che  conduce l’animale, è sulla settantina  ed è la persona che ha ”raccolto”, materialmente,  i pezzi di Peppino dalle rotaie ,quel nefasto 9 Maggio del 1978 – in quanto era allora  il becchino  del Paese. Gli ho stretto la mano e mi è parso si stringere la mano ad un ”pezzo di storia”! 🙁

Questo Signore, ha materialmente raccolto i resti di Peppino Impastato …

Nel corteo si incontrano amici che arrivano da  tutta Italia, ed è sempre un piacere infinito abbracciarli e condividere con loro questa esperienza! Persone conosciute tramite FB,  che mi ostino a considerare uno strumento di una potenza incredibile… se solo riuscissimo ad utilizzarlo seguendo il nostro cervello e non solo la nostra ”pancia”  … aumenterebbe la sua potenza in modo esponenziale! 
Comunque,  l’unico episodio degno di nota particolare è quello che è successo allo spezzone del corteo in cui era presente il sindaco di Gela. Il corteo si snoda su di un percorso che attraversa la ferrovia e mentre camminavamo le sbarre del passaggio a livello segnalavano, abbassandosi, l’arrivo del treno! Una parte di noi è riuscita a passare mentre una parte, quella in cui c’era il sindaco,  è rimasta bloccata tra le due sbarre chiuse! Ovviamente con un certo affanno, una certa urgenza, e abbassandosi poco ”dignitosamente”  per passare sotto le transenne si sono messi tutti in salvo! Sindaco e scorta!  
Ho pensato che la sicurezza non fosse poi garantita al 100% in un contesto simile … ma tant’è…  Per fortuna, non è successo nulla. Lo spezzone in  ”testa” ha aspettato che passasse il treno ed il corteo, riunitosi per intero, ha raggiunto Cinisi!
Concentrati sotto il balcone di Casa Memoria, la casa di famiglia, Giovanni Impastato ha tenuto un commovente discorso, ha ringraziato tutti e ha ricordato che l’unione è fondamentale per risolvere i problemi! L’unione è fondamentale per trovare la soluzione delle cose… Mentre parlava non ho potuto fare a meno di pensare alla nostra meravigliosa Costituzione! Fatta da persone che appartenevano a diverse opinioni politiche MA che sono riuscite a fare una sintesi ed unirsi,  sono riuscite a fermarsi e ragionare,  a mettersi attorno ad un tavolo, con umiltà  e dar vita alla nostra bellissima e perfetta Costituzione Italiana!  Un documento fatto da uomini con opinioni DIVERSE  che  garantisce però l’uguaglianza di TUTTI  i cittadini. Uguaglianza è sinonimo di DEMOCRAZIA !
 
Da allora… abbiamo iniziato a parlarci sempre di meno … e oggi, nell’era della comunicazione ”globale” litighiamo globalmente! 

Mah …
 

alla prossima

Elena

.-.-.-.-

OGGI 9 MAGGIO RICORDIAMO PEPPINO IMPASTATO

La ”telenovela” Pino Maniaci … che pena!

Dopo i sindaci di Borgetto anche il sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo avrebbe pagato e assunto l’amante del direttore di Tele Jato per evitare servizi televisivi che potessero mettere in cattiva luce la reputazione dell’amministrazione comunale.

Il sindaco assumeva “in nero” l’amante per le pulizie al Comune e a versare indebitamente più volte somme di denaro per un ammontare mensile di 250 euro.

Maniaci avrebbe estorto soldi al sindaco a partire dal 2014.

iuEccolo qui Pino Maniaci,  mentre scatta delle foto al corteo che tutti gli anni ricorda Peppino Impastato.  Al mio canto: ”Abbiamo un sogno nel cuore … Berlusconi a San Vittore”  … lui rispondeva: ”Perché a San Vittore? All’Ucciardone lo vogliamo”! Bei tempi!  

Nel mese di novembre 2014 aveva inizio il monitoraggio delle utenze telefoniche in uso al direttore di Telejato. Come dimostrato dall’inchiesta, Maniaci era in grado di controllare con il potere mediatico dell’emittente Telejato l’amministrazione comunale di Partinico e non solo per ottenere tornaconti personali.

Dall’ascolto delle conversazioni registrate, emergeva che l’indagato intratteneva una relazione sentimentale con una donna molto più giovane di lui, impiegata a tempo determinato presso il comune di Partinico in qualità di lavoratore socialmente utile.

La metodica analisi delle conversazioni intercettate rilevava che Maniaci, facendo pressioni sul Sindaco del Comune di Partinico, Salvatore Lo Biundo e su Giovanni Provenzano, assessore con deleghe alla solidarietà sociale e sanità, avesse ottenuto l’assunzione della donna presso il Comune di Partinico, condizionando, altresì, la tipologia d’impiego e il luogo ove la donna dovesse svolgere la mansione lavorativa.

Nella mattinata del 5 novembre 2014, alle ore 09.59, Giuseppe Maniaci telefonava all’amante. La donna, stupita, informava l’indagato che era stata contattata dalla segreteria dell’assessore Giovanni Provenzano, detto Gian Livio, per essere convocata il successivo 12 novembre per sottoscrivere il contratto di assunzione per il servizio civico “..itti ha chiamato la segretaria, dice, mi fa chiamare l’assessore, il capo settore dice il giorno 12 devi venire qua al comune che mi hanno presa per il servizio civico.. “.

Nella conversazione, la donna spiegava che l’assunzione avrebbe previsto l’impiego presso la casa di riposo esternando il suo malcontento per tale sede. Ottenuta la promessa di un intervento da parte di Maniaci che garantiva di parlare con l’assessore Giovanni Provenzano per farla assumere con un altro impiego “.. Gian Livio (ndr. Giovanni Provenzano) glielo dico io dove ti deve mettere, va bene?..”, la donna prospettava le difficoltà che avrebbe dovuto affrontare a partire dal mese gennaio del 2015. Infatti, precisava che l’impiego al servizio civile, a partire dal mese di gennaio 2015, si sarebbe sovrapposto a quello presso i  “cantieri”. (ndr: forma di contratto a tempo determinato) Giuseppe Maniaci rassicurava l’interlocutrice asserendo che, grazie al suo intervento, sarebbe riuscita ad ottenere gli stipendi provenienti da entrambe le occupazioni “..no, tu devi prendere tutti e due… Prendi di là e di là pure…?! Combino io non tu! E tu devi seguire sempre quello che ti dico io..”.

Il giornalista non solo tranquillizzava la donna sul fatto che avrebbe firmato i due contratti e percepito i rispettivi salari, ma prometteva il suo intervento sull’assessore Provenzano al quale avrebbe imposto l’assunzione dell’interlocutrice presso la sede centrale del Comune “..tu devi andare a firmare che inizi il cantiere e te ne vai al municipio… Ora ci vado io, lo sto chiamando […] non “quella che deve fare ?”.., “quella che deve fare ?”….. “quella deve fare… […] quello che dico io…punto!!H”.

Ritornando al contratto di lavoro, Giuseppe Maniaci confessava che per sua imposizione il Sindaco del comune di Partinico, Salvatore Lo Biundo, aveva assunto la donna “..anzi meglio ancora… Vedi… Allora mi ha ascoltato il signor Sindaco […] va bene…si vede che Salvo (Lo Biundo Salvatore, Sindaco di Partinico) ha fatto il suo dovere…. ora…stamattina.. Nell’asserire ciò, il giornalista manifestava la volontà di incontrare subito il Sindaco Lo Biundo per farsi consegnare la somma di 50 euro “..devo vedere di vederlo perché gli devo fottere qualche altre 50 euro..”.

All’ulteriore richiesta della donna sulla sede in cui sarebbe stata impiegata, Pino Maniaci dice che avrebbe chiamato Giovanni Provenzano “..vedi ..vedi ci passa vi… Io non ci voglio andare là … mi fanno fare la schiava” ! Maniaci: ci penso io … ci sto chiamando..

Si appurerà, alla luce delle dichiarazioni rese dal Sindaco Salvatore Lo Biundo e dell’Assessore Gianlivio Provenzano, che non potendo in quanto la donna doveva essere assunta col contratto per i “cantieri”, il primo cittadino soccombeva alla pretesa del Maniaci di farla lavorare comunque, addirittura “in nero”, così come ammesso in seguito durante le conversazioni telefoniche intercettate, sia dal Maniaci che dall’amante; pienamente consapevole della illecita assunzione.

L’amante V ; M: GIUSEPPE MANIACI

  • V: pronto!
  • M: che è successo?
  • V: ascoltami….mi ha chiamato quello (intende  Giovanni Provenzano, ndr), mi fa …mi ha chiamato la segretaria. dice, mi fa chiamare l’assessore, il capo settore: dice il giorno 12 devi venire qua al comune, sarebbe là sopra, o qua sotto…non  ho capito comunque, che mi hanno presa per il servizio civico
  • M: eh, e qual è il tuo problema?
  • V: eh. Gian Livio (intende Giovanni Provenzano, ndr) mi vuole alla casa di riposo…
  • M: Gian Livio glielo dico io dove ti deve mettere, va bene? V; giorno 12 mi…giorno 12…..
  • M: gioia! Gioia! Amore, stai tranquilla… Gian Livio …te lo dico io dove ti deve mettere, va bene ?
  • V: si ma il giorno 12 mi hanno preso da tutte e due le cose, al cantiere e al civico… Mi amore tu…
  • Vi ora finisco al civico, per esempio? Ora stacco il giorno 12? Mi eh
  • Vi finisco i tre mesi.. E a gennaio attacco di nuovo
  • M: gioia, non devi essere contenta?.,. Invece di essere contenta ti senti affogata?
  • V: sono contenta, lo so
  • M: sempre al comune te la fai … stai tranquilla… Tu non vai da nessuna parte… Non ci vai
  • V: io non ci voglio andare la in mezzo a quello …perché lui lo sai come è con le mani…
  • M: non ci vai, amore, non ci vai gioia…va bene?
  • V: è stata una cosa inaspettata comunque perché io non me lo Immaginavo…. Il servizio civico che mi prendessero…
  • M: ascolta, tutto il bordello io l’ho fatto perché. Sai qual’è il problema loro? Quello che non hanno capito?…ora ci chiamo io a Gian Livio (intende Giovanni Provenzano, ndr)
  • V: lui mi vuole là a me!
  • M:  no, no, lascia perdere questo…stai tranquilla non è questo II problema…il problema è che così, anziché tirare fuori i piccioli loro, vieni pagata dal cantiere, hai capito? Quello che gli ho detto invece io
  • V: no.  lui mi paga vi! Due anni fa. quando io lavoravo alla casa di riposo con lui..
  • M: tu mi ascolti per ora a me che ho da fare? E dopo parliamo con più calma più tardi?
  • V: ah
  • M: il problema loro è che una volta che ti prendono al cantiere, quelli di loro non ne escono più ma escono solo quelli del cantiere, hai capito? Invece quello che sa lui, e lì è che gli conviene…
  • V: si ma a me mi conviene perché prendo più assai
  • M: no, tu devi prendere tutti e due… Prendi di là e di là pure…
  • V: lo so però io, ora dobbiamo vedere come combinarci….
  • M: eh. ah vi?! Combino io non tu! E tu devi seguire sempre quello che ti dico io
  • V: allora io il giorno 12 cosa devo fare? Ci devo andare? Mi vuole lui là..
  • M: tu devi andare a firmare che inizi il cantiere e te ne vai al municipio… Ora ci vado io, lo sto chiamando, va bene?
  • V: chiamaci e glielo dici, dice, quella che deve fare?… Io non ci vado alla casa di riposo
  • M: non “quella che deve fare ?”… “quella che deve fare ?”….. “quella deve fare…
  • V: appunto
  • M: quello che dico io…puntoi!l!
  • V: perchè… A me non piace…ci sono tutti i mali brutti…e mi (occupo)
  • M: gioia…per ora lascia perdere…. Oh dio santo… ehi, gioia, ho cristiani…questa è una minchiata …
  • V: quelli tirano già per me
  • M: me la sbrigo io
  • V: lo sai perché? Te lo dico io perché! Perché Gian Livio (intende Giovanni Provenzano, ndr), quando io lavoravo là, a me e a Carmela, sarebbe un’ altra ragazzina. ci aveva nel cuore
  • M: no! Ti voleva toccare il culo che è una cosa diversa
  • V: vabbè dai amunì,
  • M: va bene dai…mi deve fare…mi deve fare innervosire
  • V: no ascolta,… a Carmela V l’ha lasciata là alla casa dì riposo…
  • M: perfetto, va bene
  • V: e Carmela V altro giorno mi ha visto e mi ha detto ” io farò di tutto per portarti con me, valenti”., hai capito? ora è Carmela che gli dice all’amante qua
  • M: ehi senti! Tu fai quello che ti dico io e basta
  • V: vabbè fammi sapere più tardi.. Glielo dici il giorno 12 firma le cosa
  • M: va bene
  • V: va bene amunì
  • M: va bene?
  • V: va bene., non ci vado io
  • M: lutto apposto?
  • V: dì che cosa?
  • M: tutte le altre cose, a posto? tranquilla?
  • V: mi hanno chiamato dal Comune sta mattina
  • M: eh.
  • V: mi ha chiamato Daniela, la napoletana..
  • M: eh
  • V: quella
  • M:  ha detto quello ti ho detto io?
  • V: mi ha detto “lei… “…dice ” mi ha detto la signora Angela io telefoni per ora c’è il terminale guasto là “… dice “mi ha detto la signora Angela di riferirti che inizi lunedì ”.
  • M: va bene… anzi meglio ancora… vedi… allora mi ha ascoltato il signor Sindaco
  • V: perché per la disinfestazione… si gli ha chiamato me lo ha detto., la disinfestazione la fanno venerdì
  • M:va bene, ok, a posto
  • V:e là sopra non ci va nessuno quindi
  • M: va bene si vede che Salvo (Lo Biundo) ha fatto il suo dovere…, ora…stamattina…devo vedere di vederlo perché sii devo fottere qualche altre 5O euro, va bene?
  • V: vedi ..vedi…o ci passa Vi…. io non ci voglio andare là, mi fanno fare la schiava
  • M: amore… amore… non c’è peggio di quando tu mi tormenti e io ho cristiani
  • V: e poi quello mi chiama ogni minuto nella sua stanza
  • M: ci penso io li Ci sto chiamando…
  • V: va bene
  • M: ora, più tardi ti chiamo appena (ine.)
  • V: quelli del comune vogliono la risposta mia però
  • M: SI, la risposta è SI
  • V: va bene amunì ciao
  • M: e poi ci penso io …ciao
  • V: ciao

.-.-.-.-.

Dalla conversazione sopra riportata emergeva che Giuseppe Maniaci si stava adoperando per condizionare gli amministratori locali ad assumere l’amante al servizio civico e garantirle di percepire dal mese di gennaio 2015 anche la retribuzione per l’impiego ai cantieri.

Le due assunzioni, per stessa ammissione dell’indagato, si sarebbero ottenute pressando il Sindaco Lo Biundo e l’assessore Provenzano (la seconda assunzione risulterà poi imposta addirittura in “nero” al Comune di Partinico.

Come promesso, Giuseppe Maniaci alle successive ore 10.20, qualche minuto dopo avere terminato la telefonata con Valentina, contattava l’assessore Giovanni Provenzano. Nella conversazione il direttore di Telejato, riferendosi alle chiamate di assunzione effettuate nel corso della mattina, con tono impositivo e costrittivo, ordinava cripticamente che la donna sarebbe dovuta restare al comune “Ho bisogno che…quelle telefonate che si fanno stamattina per tutte quelle persone… Che sai tu… rimanga lì dov’è fino ad ora…continua lì dov’è fino ad ora!!”.

L’assessore Provenzano, compresa la delicatezza della situazione, dichiarava di non avere bene inteso e rimandava la discussione a quando sarebbe tornato in ufficio.

Terminata la conversazione, Giuseppe Maniaci telefonava alla donna, informata che la sua richiesta sull’impiego era stata soddisfatta. L’indagato teneva a precisare che era in grado di assoggettare alla sua volontà qualsiasi centro di potere “..da tutte le parti ti faccio pigliare…basta che non ti toccano.. ” e che non avrebbe mai potuto ottenere una risposta contraria, dimostrando così la capacità di condizionare le scelte dell‘amministrazione politica locale “..certo che ha detto “si”…(ndr. intende l’assessore Giovanni Provenzano) perché lo deve dire lui si???

Perché comanda lui?. Giuseppe Maniaci ribadiva all’interlocutrice che non avrebbe perso il lavoro ottenuto per i “cantieri” e sarebbe riuscita a percepire lo stipendio proveniente da entrambi i contratti di assunzione ” da tutte le parti ti faccio pigliare …basta che non ti toccano!!!!. I due interlocutori conteggiavano il denaro che la donna avrebbe ottenuto dai due contratti di lavoro. Al termine dei calcoli, l’amante diceva di essere un’energica lavoratrice.

Nel suddetto conteggio la donna annoverava anche la somma mensile di euro 250 corrisposta dal Sindaco Lo Biundo. Tale affermazione dimostrava che periodicamente il direttore di Telejato riscuotesse somme di denaro dal primo cittadino di Partinico per poi consegnarle all’amante. A quel punto, Giuseppe Maniaci le ricordava che solo grazie al suo intervento aveva ottenuto l’assunzione “..neanche soddisfazione mi vuoi dare. aah? Va bene va bene…non ti preoccupare. Si riporta lo stralcio integrale della conversazione d’interesse.

V: l’amante –   M: MANIACI Giuseppe

V: pronto!
M: eh allora, apposto li!!
V: oh..c’è da morire oh… Manco mi immaginavo che mi avrebbero pigliato
M: kuru (cuore mio, ndr) ma se abbiamo lavorato per queste cose, uioiaaaa
V: lo so… Io l’ho fatta già per due anni questa domandina
M: vabbè.. Abbiamo lavorato per queste cose, gioia…abbiamo lavorato per levarti da mezzo alla merda
V: ai cantieri mi hanno preso pure
M: tua madre ci vuole tenere in mezzo atta merda
V: al cantiere mi hanno preso pure
M: da tutte le parti ti faccio pigliare …basta che non ti toccano!!!!
V: a gennaio attacco il cantiere
M:  chi è?
V: a gennaio attacco pure il cantiere perché faccio ora novembre-dicembre e gennaio
…omissis…
M:  lo capisci?
V: a posto ha detto? (si riferisce a Giovanni Provenzano, ndr.)
M: come?
V: ha detto “si”?
M: certo che ha detto nsi”…perche lo deve dire lui si??? Perchè comanda luì?
V: allora, perché quelli del civico sono 220 euro
M: amore, tu ne prendi quelli e quelli …
V: ride
M: quelli, quelli, quelli e quelli
V: solo che quelli, quelli arrivano, quelli del servizio civico arrivano dopo un mese e mezzo, due mesi
M: allora, quelli, quelli, quelli, quelli, casa di riposo e quelli che prende la piccolina hai 2000 euro al mese se non vuoi campare così dimmelo tu…(inc.)
V: quali 2000 euro?… Allora mi pielìo…250 me li dà il Sindaco,
M: eh
V: ora 220 del civico
M: eh, più assai sono … Vipera quelli del civico contano e non contano
M: 300 e rotti sono dai …
V: come
M: 300 e rotti sono
V: ah, hanno aumentato?
M: SI
V: si? (rìde) hai visto? mille euro vengo a prendere al mese
M; quanto ?
V: l.000
M: perchè? –
V:  ca 500
M: fammi il conto tu
V: allora, 500
M: quasi 600 li prendi ..quasi 600 le prendi tra il cantiere e il municipio
V: a vìi che cazzo dici ?
M: eh, vabbè dai  eh
V:eh 500 ..
M: e 500 quanto fanno?
V: 500 di M: eh
V: di Martina e sono?
M: mettere.. 500 e 700 quanto fanno?
V: eh..(rìde)…l200
M: 1200.. pìù qualche 600 quanto fanno?
V: a pi mi fai confondere aspe …
M: no non ti confondere, come ti dico io è
V; aspetta
M: sono 1800 euro al mese che prendi… Neanche lo stipendiato dopo 30 anni di  lavoro
V: oh però aspe… Se io non lavorassi bene neanche mi prenderebbero, eh! Amore mio
M: …lavorare bene,..
V:  il culo me lo rompo io
V: sorride….loro ci perdono…..
M: neanche soddisfazione mi vuoi dare. aah? Va bene va bene…non ti preoccupare….. …omissis…
V: perché… Lo sai perchè… Quando io lavoravo alla casa di riposo, l’ assessore (sì riferisce a Giovanni Provenzano) per tenermi là … tutti prendevano 220 euro e a me arrivavano 353 euro… Lo sai che faceva figlio di puttana? Mi faceva fare…firmare pure di più…. (lasciava intendere rispetto a quello che realmente prendeva, ndr) sorride….
M: gioia
V: poi è andata a finire che con una palermitana
M: non dire queste cose per telefono puttana Eva troia, poi ne parliamo cuore mio …omissis…

.-.-.-.

Alle successive ore 10.46, come sancito Giuseppe Maniaci riceveva una telefonata di Giovanni Provenzano il quale gli chiedeva di recarsi al Comune per incontrarlo, verosimilmente per trattare la questione dell’assunzione dell’amante.

A tale richiesta Giuseppe Maniaci rispondeva che sarebbe subito arrivato. Poco più tardi, alle ore 12.25, Pino Maniaci telefonava alla donna. Nella conversazione il giornalista la informava di avere incontrato personalmente Giovanni Provenzano.

Quest’ultimo lo aveva rassicurato sul fatto che l’amante sarebbe rimasta a lavorare nel comune “..già ci ho parlato con Gianlivio lo sa che devi rimanere al comune..”. Giuseppe Maniaci riportava il discorso sul Sindaco Lo Biundo il quale aveva tentato dì opporsi al suo volere per il doppio impiego di Valentina, non sapendo come giustificare il pagamento di entrambi gli stipendi: contratto stipulato per il “servizio civico” e per “i cantieri”.

Il direttore di Telejato confessava non solo di avere imposto al primo cittadino il suo potere decisionale, ma di avere anche preteso la consegna di 50 euro “io ho già telefonato al Sindaco e gli ho detto “ti sei fatto i conti sbagliati” dice “ah così è?” “si così è, come ti dico io…anzi, dove sei?” dice “qua” , “sto venendo che mi devi dare 50 euro l!”… ci sono andato e mi ha dato 50 euro {…]poi appena sono arrivato ha davanti mi ha detto “allora che dobbiamo fare? doppio stipendio?”, ho detto “no, no… ” gli ho detto, “quale cazzo di doppio? triplo!” f…]lo capisci? mettiti il curuzzu (ndr. cuore) in partenza che i soldi li devi uscire lo stesso”… “va bene”, dice “come dici tu”…quindi basta chiuso, chiuso argomento…”.

La conversazione si concludeva con i due indagati che si davano appuntamento presso la stazione ferroviaria di Partinico, luogo designato per la consegna del denaro ricevuto dal Sindaco Lo Biundo e delle sigarette. Si riporta lo stralcio integrale della conversazione d’interesse.

M: MANIACI Giuseppe; V: l’amante

…omìssis…

M: che cosa ?
V: eh…c’è.. Una cosa che…
M: già ci ho parlato con Gianlivio, lo sa che devi rimanere al comune
V: c’è qualcosa che non mi quadra però
M: gioia…già a Gianlivio sono andato ad acchiappare…mi ha detto già era una cosa che si sapeva e me lo aveva detto pure…..
V: ah, io sono arrivata ma qua c’e’ uno parcheggiato con la macchina
M: eh, dove? Alla stazione?
V: alla stazione
…omìssis…
V: eh, che ti stavo dicendo? Ascoltami, ora te lo dico dì presenza perchè ora te lo dico perché è figlio di puttana lui (si riferisce a Provenzano)… Iddu..
M: iddu…
V: seeee
M: nouuu, gioia! No! Non c’era bisogno che me lo dicevi perché già me io aveva detto il Sindaco che l’amante restava al comune
V: lo so questo!
M: il problema era che quello (si riferisce al Sindaco) così i soldi non lì esce … capisci? Io ho già telefonato al Sindaco e gli ho detto “ti sei fatto i conti sbagliati” dice: “ah così è? ” “si così è, come ti dico io…anzi, dove sei? ” dice “qua “, “sto venendo che mi devi dare SO euro!! “… Ci sono andato e mi ha dato 50 euro
V: no perché in pratica m’ o zio Nicola con il Sindaco sono amici …
M: aspetta, te lo dico io non c’ è bisogno di parlare dì presenza, ne parliamo per telefono… Poi appena sono arrivato V ha davanti mi ha detto “allora che dobbiamo fare? Doppio stipendio?”. Ho detto “no. no… e li ho detto, “quale cazzo di doppio? Triplo!”
V: … ahahah
M: lo capisci? Mettiti il curuzzu (ndr. Cuore) in partenza che i soldi li devi uscire lo stesso”… “va bene”, dice “come dici tu”…quindi basta chiuso, chiuso argomento
V: ok
M: è stato lui stesso a telefonare per non tifare andare per tutta la settimana al comune….
V:  ma anche se.. Allora mi ascolti? Anche se, ammettiamo, lui non mi volesse pagare a me, più il Sindaco..
M:  eh …
V: io con con il Sindaco … Non può essere perché quando ero al civico io, io gli altri lavori li facevo, capito?
M: no forse non hai capito… Gioia!
V: perché il civico non paga subito, il civico mandano le mandate in banca, passano 15 giorni, un mese e mezzo, capito?
M: va be lo so, lo so, lo so
V: appunto, quindi io come faccio?
M: L’ importante che è sempre ad avanzare perché poi li prendi, li prendi tutti insieme
V: per forza
M: e ti vai a rinfrescare i cannar ossi, va bene?
V: l’ho capito quello che dici tu….
M: allora, sentimi, io ti sto lasciando le sigarette e i soldi e le scappo e volo
…omissis…
V: lo so lunedi mattina attacco
… omissis…
M: gioia, vieni verso di me… Ci vediamo macchina e macchina, abbasso il finestrino e ti do …
V: ma perché che fa, qua chi c’è?
M: muoviti dai … omìssis … dal minuto 06:29 alla fine della conversazione …

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II Sindaco Salvatore Lo Biundo, convocato dagli investigatori, confermava che le somme a Maniaci e finanche la prosecuzione del rapporto di lavoro (“in nero” per la pulizia degli uffici comunali, e non assumendola col secondo contratto a tempo determinato per “i cantieri”, perché la stessa non era in possesso dei requisiti di legge) con la donna, erano frutto della condotta minatoria di Maniaci, che nel seguito della lettura delle conversazioni intercettate, verrà meglio spiegata.

“Ho conosciuto e avuto rapporti con Giuseppe Maniaci titolare dell’emittente televisiva Telejato di Partinico. I rapporti con il predetto Maniaci raramente sono stati sereni in quanto, frequentemente, lo stesso con ì suoi servizi televisivi ha criticato aspramente e critica il mio operato di Sindaco di Partinico…

Voglio precisare che per effetto dì questi frequenti servizi televisivi mia moglie ha vissuto una grave fase depressiva, ragione per cui abbiamo deciso di non guardare più Telejato, fondamentalmente per mantenere la tranquillità in famiglia… Circa ì rapporti economici con Maniaci voglio dire che presso il comune di Partinico ha prestato attività lavorativa, per un periodo di circa tre mesi, per un servizio civico (ed. contratti di solidarietà) tale donna.

Dopo la scadenza del predetto contratto Maniaci ha insistito affinchè il Comune rinnovasse lo stesso vista la condizione di indigenza e di bisogno della donna, generati oltre che, dalla conflittualità col marito, soprattutto per la presenza di una figlia affetta da grave disabilità. A seguito dì questa richiesta ho spiegato a Maniaci l’impossibilità di rinnovare il contratto, in quanto è prevista una turnazione fra aventi diritto e, dinanzi alla mia opposizione, Maniaci mi ha detto che “dovevamo farla lavorare a tutti ì costi”.

L’unico modo in cui potevamo farla lavorare era quello di autotassarci (unitamente ad altri assessori tra cui certamente Gìanlìvio Provenzano) e fargli svolgere il servizio di pulizie come svolgeva in precedenza”.

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Fine di tutto l’am ba ra dam – intercettazioni comprese, trovato in rete …

Che dire? Alla luce di quanto sopra si direbbe che la storia è sempre la stessa. Magari a ”livelli” diversi … ma gira rigira … la solfa non cambia.

In questo caso è una ”donna” che ha bisogno di lavoro … e Pino Maniaci … gioca, tutte le sue carte … facendo ”leva” a ”chi di dovere” per obbligarli ad assumere la donna in questione, che è la sua amante.

Qui stiamo parlando di livelli bassi, molto bassi!  Richieste di 50 euro … di sigarette …  fa persin ”pena” leggere ‘sta roba!

Chissà se ‘sta signora ama Pino Maniaci? Ho visto il giornalista in questione più volte durante cortei a Palermo e a Cinisi … e non si può certo definire un ”adone”! Oppure questa Signora se si è solo aggrappata a ”qualcuno” che può darle una mano? Un ”qualcuno” che tra l’altro ‘milita’ da quella che è considerata da molti la  ”parte giusta”?

Pino Maniaci dal canto suo si sente ”potente” … l’uomo ”arrivato” che usa il ”suo potere giornalistico” … al solo fine di portarsi a letto una donna molto più giovane di lui!

Secondo me … chi ha assunto la donna lo ha fatto più a scopo umanitario, che in seguito alle ”presunte” minacce di Pino Maniaci!

E’ lo stesso Pino …  che ”vende” alla donna in questione il proprio presunto ”potere” … al solo scopo di farsi bello con lei … e portarsela a letto!

Che squallore … ma dove siamo arrivati?  Se l’economia non decolla … le pulsioni ”umane” ci trascineranno sempre più nel fango!

Alla prossima

Elena

 

OGGI 9 MAGGIO RICORDIAMO PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato, meglio noto come ‘Peppino’ nasce a Cinisi il 5 gennaio del 1948 – muore assassinato a Cinisi, durante la campagna elettorale che lo vedeva candidato in Democrazia Proletaria, il 9 maggio 1978.Schermata 2015-05-09 alle 08.03.09Di famiglia ”mafiosa” rigetta in toto il sistema malavitoso e passa la vita a denunciare le loro malefatte. A Cinisi vive a circa 100 passi dalla casa del mafioso  Gaetano Badalamenti, da Peppino spesso chiamato derisoriamente ”Tano Seduto”, durante le trasmissioni della libera ”Radio Aut” da lui fondata.

Il suo assassinio, da parte dei picciotti di Badalamenti, venne fatto passare come  un incidente, durante la preparazione di un attentato alla linea ferroviaria, provocato dallo stesso Peppino.

In ogni caso la sua morte passò quasi del tutto inosservata in quanto, proprio in quelle ore, veniva ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro.

La matrice mafiosa dell’assassinio viene portata in seguito alla luce grazie al lavoro e alla volontà del fratello  Giovanni e alla coraggiosa mamma Felicia!

Noi oggi ti ricordiamo e concordiamo con quanto hai insegnato: ”La mafia è una montagna di ”M….‘!  Nessuno lo deve dimenticare e tutti la devono combattere!

 

Alla prossima

 

Elena