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Lavoro che non c’è … come fare?

Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, (Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro) lancia l’allarme sul decreto dignità:  ‘’Misure come il divieto di prorogare il contratto a termine oltre i 24 mesi o l’imposizione di pause temporali tra i contratti rischiano da un lato di favorire il lavoro nero, e dall’altro una condizione di precarietà, per un numero sempre maggiore di lavoratori’’. 

Guardiamoci in faccia e proviamo ad essere onesti almeno una volta.

Il datore di lavoro dà lavoro ‘’se’’ ha lavoro da dare. Per dare lavoro in maniera regolare è necessario che ‘’venda’’ quello che produce, sia che produca qualche cosa di tangibile oppure dei ‘’servizi’’.  Deve trovare un buon equilibrio tra pagare stipendi e tasse e il suo guadagno personale. Da quando in qua dovrebbe essere obbligato ad essere un ‘’filantropo’’? 

Il mondo del lavoro è sempre più difficile e sono stati tantissimi i ‘’rampolli’’ che hanno ereditato la ‘’fabbrichetta’’ dai genitori che si erano fatti il ‘’mazzo’’ nei tempi del boom economico. 

Allora, bisogna ammetterlo era più facile, se si lavorava come dei matti a testa bassa, i risultati arrivavano, oggi è più complicato, quindi i ‘’rampolli ereditieri’’ hanno preferito vendere la ‘’boita di famiglia’’  magari a degli stranieri che hanno svuotato e delocalizzato. I rampolli non hanno nessuna voglia di farsi il mazzo in un mondo complicato, con regole astruse, con una giustizia che, bene che vada, ammesso che si vinca un contenzioso, ci vogliono 10 anni per aver ”giustizia” e poi non si recupera niente in termini economici.  Neppure le aziende serie straniere vengono ad investire da noi, a meno che non abbiano un ‘’recupero crediti’’ che bypassi la giustizia. Probabilmente i cinesi sono organizzati anche per ‘’quello’’. 

Comunque … i rampolli, pian pianino hanno venduto e hanno investito in borsa il ‘’ricavato’’ il che ha permesso loro ed ai loro figli di vivere benissimo. Ma a ”noi” poveri comuni mortali … che cosa è rimasto? 

Se quei pochi rimasti arrancano tra mille difficoltà, se nessuno vuole comprare quel che producono come fanno a dare lavoro stabile? Ma queste persone vanno ”strangolate” o vanno osannate ed aiutate per la ”stamina”  che dimostrano?

Noi stiamo perdendo tra una ‘’melina assurda’’ e un’indifferenza ignorante l’ultima più grande acciaieria d’Europa. Una fabbrica che dà lavoro ad una marea di gente. Come mai? Perché non siamo capaci di gestire il particolato inquinante? Ma è mai possibile? Siamo nel 2018!

Comunque, ILVA a parte, tanto perderemo anche quella … il lavoro non c’è! Punto! Perché? Perché il mondo è complicato e noialtri non siamo competitivi, non siamo stati capaci di adattarci … stiamo perdendo ‘’pezzi’’ da una vita … contiamo sempre di meno … la ‘’grande imprenditoria’’ o è stata selezionata dalla ‘’malavita organizzata’’… quella con la visione del ‘’mordi e fuggi’’ o se ne è andata. 

Ma adesso, invece di guardare in faccia la realtà che cosa facciamo? O mettiamo regole strangolatore ad una imprenditoria già strangolata di suo … oppure diamo la colpa ad altri … ora è il momento degli ‘’immigrati’’ che ci tolgono il lavoro! Ma quale lavoro ci tolgono esattamente caro Salvini? La colf? La badante? Il raccoglitore di pomodori? Il lavavetri? 

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I nostri figli se hanno un master o un dottorato di ricerca vanno all’estero dove il lavoro lo trovano e dove sono ben pagati. E’ assolutamente ‘’normale’’. 

Qui che cosa potrebbero fare? Lavorare nei call-Center  o consegnare pasti caldi in bicicletta a chi non ha nemmeno più voglia di cucinare? 

Caro Luigi Di Maio … la tua prosopopea è direttamente proporzionale alla tua totale incapacità/inadeguatezza al posto che occupi, nel contempo sei l’esempio lampante della situazione italiana, che premia i ‘’furbetti’’ che a parole risolvono i problemi mondiali. Non sei nemmeno stato capace di votare regole per ridimensionare le multinazionali che operano su Internet … tu sei dove sei grazie alla ‘’rete’’ … quindi facciamole ‘’ponti d’oro vero’’? C’è sempre qualcuno che approfitta di qualche cosa e tu non sei certo diverso dagli altri, anzi! 

Alla prossima

Elena