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Luce e gas, slitta a luglio 2019 la fine delle tariffe ”tutelate”.

Oggi per molti consumatori il prezzo dell’energia viene fissato periodicamente dall’Autorità per l’energia, che stabilisce le condizioni tra il produttore e il cliente finale.
Le tariffe del Servizio di maggior Tutela vengono applicate a tutti quei clienti che non sono nel mercato libero. Hanno diritto ad entrare nel servizio di tutela i clienti domestici e le piccole attività con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 10 milioni di euro.
I prezzi delle tariffe tutelate dell’energia elettrica sono stabiliti dall’Autorità e vengono aggiornati trimestralmente. Il prezzo dell’energia applicato, la principale componente della bolletta che cambia da un fornitore all’altro, deve coprire le spese per l’acquisto dell’energia elettrica. L’ente che si occupa di acquistare l’energia per il Servizio di Maggior Tutela è l’Acquirente Unico e come tutti gli altri operatori del settore, è tenuto a seguire gli andamenti della borsa elettrica e del mercato dell’energia all’ingrosso.
Il prezzo dell’energia quindi cambia continuamente ed è sempre aumentato ad eccezione del trend opposto avuto negli anni tra il 2009 ed il 2012. I motivi della sua diminuzione sono riconducibli alla crisi economica. Negli ultimi anni è invece rimasto stabile o leggermente in discesa. L’andamento del prezzo dell’energia per il mercato tutelato, relativo ad una famiglia media, è rappresentato nel grafico insieme all’inflazione.
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La domanda è: ”ma con il libero mercato” il consumatore usufruirà effettivamente di prezzi più bassi?
Il compratore si prenderà davvero la briga di controllare tutti i prezzi sul mercato e di comprare dal fornitore che fa i prezzi più bassi e di applicare quindi una tariffa più conveniente al consumatore?
Un gran lavoro a suo carico … riuscirà a guadagnare facendo, nel contempo, risparmiare il consumatore? Mah …

Noi siamo sempre un tantino perplessi davanti a tutta questa ”buona volontà” … sarà che di imprenditori ”filantropi”  ne conosciamo pochi? Sarà che ci hanno abituati male?

Alla prossima

Elena

LA BANCA DEL SEME NORVEGESE …

Una banca del ”seme” un po’ speciale …

Nell’isola norvegese di Spitsbergen, situata a circa 1.300 chilometri dal Polo Nord, esiste una ”banca del seme” molto speciale! In una caverna scavata nella roccia e a 130 metri sul livello del mare,  sono conservati circa 770.000 differenti tipi di semi! Semi che arrivano da tutto il mondo: dall’Irlanda, dagli USA,  dal Canada, dalla Svizzera, dalla Colombia, dal Messico, dalla Siria …

Questa ”banca” è stata costruita nel 2008 e la località è stata scelta in quanto considerata sicura rispetto ad eventuali movimenti tettonici. La miniera locale di carbone provvede l’energia necessaria per mantenere la temperatura a -18 gradi celsius. In caso di malfunzionamento ci vorrebbero comunque parecchie settimane prima che la temperatura arrivi a -3 C mettendo il crisi la sicurezza dei semi stoccati.

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Come mai una ”banca simile”? La risposta ”ufficiale” è che si conservano i semi per motivi di sicurezza. Nel caso di una guerra atomica almeno i sopravvissuti potrebbero contare su semi ”sani”, che potrebbero garantire la sopravvivenza ai sopravvissuti.

La risposta ”vera” purtroppo è che con tutte le manipolazioni genetiche (OGM) fatte dalle multinazionali i semi sono diventati dei veri e propri ”terni al lotto”!  Essendo stati ormai rilasciati in ”natura” da tempo … hanno iniziato a far danni, compromettendo anche quelli naturali, che ormai non sono più affidabili. Gli OGM o sono completamente  ‘sterili” , quindi inutilizzabili da parte dei contadini per la semina seguente, o non garantiscono il prodotto originale. Potrebbero addirittura essere nocivi  per la nostra salute.

Fino a poco tempo fa, i contadini di tutto il mondo, dedicavano una parte del prodotto raccolto alla semina. Punto! Erano ”semi normali e sani”  e la raccolta era assicurata! Questo avveniva perché il ”seme/prodotto” si era evoluto in maniera naturale, ed erano stati necessari migliaia di anni di incroci naturali per ottenere qualche cosa che fosse buono per la nostra salute.

In laboratorio  hanno semplicemente ”forzato” la natura! Hanno prodotto artificialmente semenze resistenti ai pesticidi, o producendo, bene che vada, piante magari con lo stelo più corto e robusto … capaci quindi di sopportare meglio il peso dei frutti, che poi si sono rivelati però di scarso contenuto nutritivo, oppure piante resistenti al freddo ma che non sopravvivono a temperature più elevate, o resistenti alla siccità ma che alle prime piogge marciscono. Insomma hanno combinato un sacco di guai e noi ne faremo le spese.

Già oggi ci lamentiamo che i nostri figli non mangiano verdura, ma perché dovrebbero piacere loro dei cibi che hanno tutti lo stesso sapore? Quand’è l’ultima volta che avete mangiato delle zucchine che avevano il sapore di quelle che vi preparava vostra nonna? E’ vero che oggi, volendo, possiamo mangiare pomodori 365 giorni l’anno … ma … sono buoni? Oppure ci accontentiamo?

Comunque per farla breve e sapori a parte … oggi i contadini sono obbligati  ad acquistare i semi dalle multinazionali che hanno la tecnologia per produrli. Ergo si è creata  una nuova sudditanza, quella alimentare  (oltre a quella già terribile del petrolio) ma si è anche venuto a creare un pericoloso appiattimento della produzione. La ”santa”  biodiversità garantita da tante piccole imprese familiari, è stata sostituita dall’omologazione delle Multinazionali.

Ecco perché in Norvegia si sono inventati la ”banca del seme”! Tra l’altro lo stoccaggio dei semi è esente da costi.  Tutti i costi operativi sono a carico dalla ”Global Crop Diversity Trust. Il fondo è alimentato da diversi governi e da associazioni benefiche come ad esempio la Fondazione Bill e Malinda Gates, che dopo aver investito un sacco di soldi nella ricerca delle Multinazionali proprio sulle semenze … forse hanno realizzato l’enorme errore fatto e provano a ”metterci una pezza”!

Meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

 

Elena

 

 

fonte: http://www.amusingplanet.com/2013/10/preparing-for-apocalypse-svalbard.html

 

MEGLIO LE GRANDI MULTINAZIONALI O I PICCOLI PRODUTTORI?

Oggi è il mio compleanno … 59 anni. Mamma mia … mi sembrano tantissimi. Piano piano, anno dopo anno, sto andando nella direzione destinata a tutti. Lasciamo perdere ”quale”.
Pensare che quando ero ragazzina, chiamavo ”semifreddi” i miei genitori che avevano appena 40 anni. Cribbio come cambiano i ”punti di vista”!
Ma oggi la considerazione che mi gira per la testa è a proposito delle ”multinazionali”.
Tutti sappiamo che Le ”multinazionali” sono quelle enormi imprese/società che operano in diversi paesi, le più grandi sono dislocate un po’ dappertutto, arrivano a produrre/vendere i loro prodotti ovunque nel mondo. Sono potentissime … sono ”di fatto’ delle entità sovranazionali che influenzano in maniera ”pesante” sia l’ economia che la politica.
Prendiamone una a caso: La MONSANTO. Un’azienda multinazionale di biotecnologie che produce OgM (organismi geneticamente modificati). Con la scusa di creare sementi ”forti”, capaci di sopravvivere a situazioni climatiche estreme come siccità … calore … freddo… di fatto è diventata il ”colosso” che produce i semi, e se tu, povero cristo di contadino, vuoi i semi per seminarli e poi avere un raccolto che ti permetta di sopravvivere, li devi acquistare da lei che possiede la tecnologia per produrli.
Gli OgM, anche se non esattamente sterili, non si riproducono come i semi di ”una volta”. Quei semi che, tanto per intenderci, per secoli il contadino ha lasciato da parte per la semina successiva. NO! Gli OgM sono dei ”terni al lotto”! Non garantiscono più la produzione alla quale il contadino è abituato e si aspetta. Una volta iniziato a seminare OgM si è costretti a ricomprarli nuovi ogni anno. Ma … vi sembra giusto?
Ha senso per della gente che vive del proprio raccolto … esser costretta ad acquistare sementi da qualcuno che ne ha il monopolio? E che quindi ne controlla il prezzo? Dov’è finirà l’autonomia alimentare ? Stiamo forse creando una nuova ”sudditanza” oltre a quella del petrolio?
Mah …
Le multinazionali come la Monsanto stanno diventando, assieme ai detentori di energie fossili, i nuovi imperatori del mondo. Dettano legge e fanno ”cartelli’ di prezzi per alimenti e materie prime.

Ora … pensiamo davvero che sia positivo permettere a qualcuno di diventare così grande e potente?

Proviamo a domandarci se è meglio ”grande e concentrato” oppure ”piccolo e ben collegato”?
Facciamo l’esempio del computer.
Quando sono nati i primi calcolatori erano dei ”bestioni” immensi che lavoravano da soli … ma alla fine il ”vincente” si è dimostrato essere il PC ! Il ”Personal Computer” … cioè il piccolo collegato con tanti altri piccoli come lui. Tutti assieme generano una potenza enorme … ma ben distribuita tra tutti quanti.

Proviamo ora a chiederci se sono meglio dei piccoli produttori alimentari ben collegati tra loro, in grado di salvaguardare la preziosissima ”biodiversità” … oppure dei potentissimi Highlander che producano artificialmente sementi e costringano tutti ad acquistare da loro …

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Meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

Elena