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Irene Pivetti e la telenovela delle mascherine farlocche …

Telenovela Irene Pivetti Mascherine 2° parte … 29 aprile  

Ed ecco che alla fine ci siamo arrivati! La Signora Irene Pivetti è indagata! 

La faccenda è partita del sequestro di 15 milioni di mascherine farlocche destinate alla Protezione civile. 

Dopo il maxi sequestro alla Malpensa, la Finanza ha sequestrato in varie città, novemila mascherine importate dalla Cina da una società che fa capo, ma guada un pò, alla ex presidente della Camera. Il reato ipotizzato è frode nell’esercizio del commercio. La Pivetti, amministratore unico della ‘’Only Italia logistics’’, è indagata perché ha importato e fatto circolare mascherine non a norma sostenendo lo fossero. 

Ricordiamo chi è la Signora Pivetti? Per farla breve diremo che nel ‘94 – in forza alla Lega – è stata Presidente della Camera. Abbandonata poi la carriera politica si è data alla TV, e poi è scesa nel mondo dell’imprenditoria, puntando molto sul commercio tra Italia e Cina. Dove, grazie alla sua ‘’alta referenza istituzionale’’, è riuscita a stabilire numerose relazioni. Grazie a queste ‘’relazioni’’ ha pensato bene di fare quattrini sfruttando la pandemia in atto. 

La ‘’Signora’’ Pivetti infatti ha ottenuto un contratto con la Protezione civile. Non sappiamo ancora con ‘’CHI’’ ha stipulato ‘sto contratto, ma, prima o poi salterà fuori il genio. Il contratto era per importare dalla Cina 15 milioni di mascherine Ffp2 per un totale di 30 milioni di euro, che lo Stato , udite udite … avrebbe pagato per il 60% addirittura in anticipo e il 40% alla consegna!

Eccola qui la Signora Pivetti. Ex Presidente della Camera, ex politica, ex presentatrice TV e adesso ”imprenditrice” …

Mica male come forma di pagamento vero? Gli altri fornitori dello Stato si vedono pagare a ‘’morte babbo’’ lei invece addirittura con un più che congruo ‘’anticipo’’. Mah … i misteri della burocrazia! Pensare che ci sono aziende che falliscono perchè lo Stato non le paga … la Pivetti invece … Ma sappiamo tutti com’è no? Con gli ”amici degli amici” se si può … per la serie: ”Una mano lava l’altra” …

Ma torniamo a noi ed al fatto che chi ha stipulato ‘sto contratto doveva essere, come minimo un caro amico della Pivetti, visto che una percentuale di questa partita di mascherine farlocche, pagate comunque dallo Stato (che tanto per capirci i soldi li prende dalle nostre tasse) per uso e consumo della Protezione Civile, avrebbe potuto anche essere commercializzata dalla società della Pivetti in canali privati. Manco era in esclusiva ‘sta fornitura! Ma pensa tu! Io Stato ti anticipo dei soldi per delle mascherine che devi dare a me Stato ma nel contempo ti permetto pure di venderle per i fatti tuoi! No comment … -( 

Tra questi ‘’canali privati’’ c’erano anche alcune farmacie del Savonese, che però rivendevano le mascherine con ricarichi fino al 250%. Tutti filatropi eh? Grrrrr …

Da questi casi è scattata una denuncia e la Finanza ha risalito la filiera fino alla Malpensa, dove si trovavano le mascherine per le quali è stata contestata la mancanza, tra l’altro, della certificazione richiesta.

Ma come avrà fatto una società piccola come la Only Logistics, che ha appena 70 mila euro come ultimo fatturato, ad aggiudicarsi una fornitura da 30 milioni di euro dallo Stato Italiano? Mah … 

Parte delle risposte si possono trovare ricostruendo la galassia dell’ex leghista. La ‘’Irene Pivetti Corporation’’ è un gruppo fatto di fondazioni, cooperative, onlus, società internazionali, scatole vuote che promette e ‘’vende’’ consulenza e relazioni. Ma di affari veri e propri se ne vedono pochi. Tra l’altro c’è già in corso un principio di fallimento . Quello della Società ‘’Only Italia’’ che è una rete di business proiettata verso la Cina, una Rete nazionale di distribuzione e promozione sul grande mercato cinese’’. Però il sito Only-Italia.it, registrato da una società di Parma che fa capo a una onlus gestita dalla Pivetti, è inaccessibile. E, pur essendoci continui richiami al nostro Paese, la sede delle due principali società, diciamo le holding, sono fuori dai confini nazionali. Una, la Only Italia Club, sta a San Marino. L’altra, Only Italia Tech Trade, in Polonia. La piccola repubblica di San Marino garantisce una buona efficienza burocratica, un sistema bancario ‘’protetto’’ e sopratutto … riservatezza! 

Dati economici consolidati la Finanza non né ha trovati e il fatturato della Logistics che fa consulenza nella distribuzione di merci è come quello di un parrucchiere: 72mila euro all’anno. 

Sarebbe questa l’imprenditoria italiana tanto amata dalla Lega? Non ci voglio credere … ma ho paura che sia la triste realtà. Quando dicono che bisogna ”alleggerire la burocrazia” siamo ovviamente tutti d’accordo ma non certamente in questa maniera!

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Telenovela Iene Pivetti Mascherine 1° parte … 26 aprile

Ai primi di aprile nel Savonese vengono denunciati i proprietari di alcune farmacie, che vendevano mascherine di protezione con ricarichi del 200-250%. 

La procura di Savona affida le indagini alla guardia di finanza, che inizia a risalire la filiera di questa fornitura. Gli uomini delle Fiamme gialle arrivano ad un hangar commerciale del terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa, dove sono custodite appunto migliaia di mascherine Fpp2 un modello di protezione medio-alta ma non sufficiente per gli ospedali. 

La Finanza scopre che le mascherine sono state importate dalla Cina dalla Only logistics Italia srl, società di cui è amministratrice unica Irene Pivetti (l’ex Presidente della Camera della Lega Nord nel 1994). Finita la carriera politica, la Signora Pivetti ha iniziato a fare l’imprenditrice, stabilendo tra l’altro una solida di rete di relazioni con l’estremo oriente. Nei giorni più tragici del Covid-19 le mascherine di protezione sono pressoché introvabili. La Protezione civile, per ragioni di estrema urgenza, firma con la società di Pivetti (gli ex contatti politici aiutano… e quando si ha fretta manco si fanno i bandi di gara) un contratto per la fornitura di 15 milioni di mascherine, al prezzo di 30 milioni di euro! Una buona parte di queste mascherine però sono state sequestrate a Malpensa in quanto non sono quelle che avrebbero dovuto essere. Per 30 milioni di euro la Protezione Civile pretende, giustamente, il massimo della protezione. 

Dimmi con CHI vai e ti dirò CHI sei …

La Pivetti si giustifica dicendo che sono cambiate le regole durante la partita, ”prima” le mascherine andavano bene ”dopo” non più.  30 milioni di euro per delle mascherine che in ospedale non servono, ci sarebbe dovuta arrivare anche la Pivetti che non sarebbero andate bene no? Ma poi … se le compri per la protezione Civile, come mai finiscono nelle farmacie del savonese? Ma quanto fa schifo il cercar di far quattrini, sulla pelle altrui, sia da parte della Pivetti che delle farmacie? Tutti dicono che questa ”prova” ci farà diventare migliori! Ma … siamo proprio sicuri? Mah …

Alla prossima

Elena

Fonte: Corriere della Sera 

Mascherine salvavita introvabili …

Pensierino del mattino: ”Le mascherine quanto ci costano e … quanto ci costeranno”?

Attualmente, non so in Italia, ma in Francia le ‘’mascherine chirurgiche’’ sono introvabili.
Prima di questa situazione nelle farmacie erano vendute a: 50 centesimi al pezzo.
Noi ad esempio, ne abbiamo un paio ciascuno, grazie al fatto che una mia amica ne aveva fatto una scorta ‘’prima’’ che anche qui in Francia diventassero merce rara. Allora, a metà marzo, aveva acquistato 20 mascherine per 10 euro. I prezzi da allora sono ovviamente lievitati in maniera vergognosa, ma si sa il prezzo lo fa la domanda.

Ma torniamo alle nostre mascherine, quelle più economiche, attualmente sono in vendita al prezzo di 1,50 – 2 euro al pezzo. (°) e, nella stragrande maggioranza dei casi, sono mono-uso.
Quindi dopo averle usate 8 ore andrebbero gettate via.
Oggi che siamo ancora tutti in quarantena e usciamo di casa per brevi periodi, le mascherine possono essere riutilizzate anche per qualche giorno.
Ma se si tornasse ad una “quasi normalità” con uscite di casa più lunghe, dovremmo sostituirle regolarmente.
Questo avrà, visti i prezzi odierni, un costo aggiuntivo non da poco.
Per esempio, una famiglia di 4 persone, dovrebbe farsi una scorta minima di un centinaio di mascherine al mese. In tal caso il costo si aggirerebbe, bene che vada, sui 200 euro.
Parliamo di fase 2 ma saremo almeno in grado di mettere in vendita le mascherine ad un prezzo ‘’politico’’? Ma poi ci sarà gente con mascherine estremamente performanti ed altri con mascherine delle ”OO”? Vi sembra giusto?
Molti si auspicano che, dopo questa ”brutta esperienza”, noi ”sapiens sapiens” si diventi ‘’migliori’’ .
Mah … anche solo a giudicare dall’aumento vergognoso dei prezzi delle mascherine ‘’salvavita’’ e dei disinfettanti … non si direbbe …

Alla prossima

Elena

(°) Fonte: Internet

Ma … e costruire ”ventilatori” ?

Pensierino del mattino : ”Eppure, le soluzioni ci sarebbero. Noialtri, uomini e donne ”sapiens sapiens”, abbiamo tre auto per famiglia, in compenso abbiamo, più o meno, un respiratore ogni 20.000 persone.

Visto che i virus mutano alla velocità delle luce e che fatichiamo a ”stargli dietro” con i vaccini, non basterebbe avere abbastanza respiratori per curare noi vecchietti che siamo ”notoriamente” delle ”baracche”?

C’è da chiedersi se abbia ha senso il tenerci in ”vita’‘ in questo modo,  facendo nel contempo, crollare l’economia. Mah …

Se un ”virus” mutato è in grado di metterci in ginocchio che senso ha spendere tonnellate di quattrini per costruire aerei/armi sempre più micidiali? Non potremmo costruire dei respiratori? Degli attrezzi per la ventilazione forzata?  Ognuno se ne tiene uno in casa et voilà! Non sarà mica una follia costruire respiratori no?  E nemmeno una follia istruire del personale in grado di farli funzionare. Cribbio siamo il paese della Ferrari! 

Invece non abbiamo manco le mascherine. Chissà se impareremo qualche cosa da ‘sto casino?  Mah …

Alla prossima

Elena

Come mai in Lombardia e in Piemonte ci sono così tante vittime?

Sono molti coloro che si domandano  come mai in Lombardia e in Piemonte ci siano così tante vittime. Quali saranno le cause? 

Mah … va a sapere, anche se, tutto sommato, i motivi potrebbero essere tanti e diversi. 

Per esempio: 

  1. Sono zone con una concentrazione di popolazione più alta di altre
  2. La presenza di molte infezioni non diagnosticate per tempo
  3. Diagnosi sbagliate e quindi il ‘’conteggio dei deceduti’’  lo è altrettanto. Magari diciamo che il decesso è avvenuto per coronavirus ma magari il motivo è un altro, 
  4. Magari in alcune regioni lo stato della pandemia è più avanzato aspetto ad altre
  5. Alcuni parlano di ‘’fattori ambientali’’ temperature e umidità
  6. magari le zone inquinate sono più colpite delle altre? 
  7. Le persone anziane, grazie ad una sanità gratuita e tutto sommato buona, sono tante e sono le più ‘’vulnerabili’’ 
  8. ‘Sto virus muta alla velocità della luce e noi non gli stiamo dietro.

Alla fin dei fini non sappiamo una cippa, quindi l’unica cosa che dobbiamo fare è #stareacasa per evitare di intasare gli ospedali.

Detto questo. Per riprendere, prima o poi a vivere in maniera decente, le cose che potremmo fare non è che siano poi tantissime.  Potrebbero essere:  

  1. Trovare il vaccino
  2. Se il vaccino non si trova dovremo andare in giro vestiti come i palombari e stare a due metri di distanza uno dall’altro
  3. Fare il bagno nel disinfettante
  4. Negli ingressi di casa dovremo installare accrocchi di disinfezione avanzati
  5. Forse il più semplice di tutti, alla fin dei fini, sarebbe quello di fare in modo che negli ospedali ci siano tanti respiratori quanti sono gli abitanti. 

Non mi viene in mente niente altro. E a voi? 

Alla prossima

Elena 

Coronavirus – l’industria italiana si mobilita …

Causa Coronavirus, servono nell’immediato mascherine, abbigliamento protettivo e respiratori. Ed ecco che, nell’obiettivo di diventare autosufficienti il prima possibile, moltissime industrie italiane si sono date da fare.

Armani, Prada, Gucci, Miroglio hanno riconvertito la loro produzione e adesso confezionano camici e protezioni per il personale medico in quantità industriali.
Bulgari, leader della cosmesi produce centinaia di migliaia di flaconi di gel disinfettante.
Questi sono solo i ‘’nomi famosi’’ ma sono ormai centinaia le aziende piccole e grandi che si riconvertono alla velocità della luce nel produrre mascherine e materiale sanitario.
Persino la Lamborghini adesso stampa mascherine e visiere.
Anche i laboratori sartoriali delle carceri, collaborano e stanno producendo mascherine in tessuto per coprire sia il fabbisogno interno dei reclusi che per darle agli ospedali loro vicini.
Per quanto riguarda i respiratori a faccenda è un pò più complicata.
La Siare Engineering è l’unica azienda italiana produttrice di ventilatori polmonari con base a Crespellano, nel bolognese. Il governo le ha commissionato la produzione di 500 ventilatori al mese per quattro mesi. Sono state quindi interrotte tutte le consegne all’estero per destinare i respiratori al solo mercato italiano. Un impegno considerevole per un’azienda con 35 dipendenti che sono stati affiancati, per l’occasione, da 25 tecnici specializzati dell’Esercito.
Intanto altre 5 aziende nel Sud Italia che producono componenti meccaniche ed elettromeccaniche per il mercato civile e militare, della difesa e del settore navale, si sono offerte per aiutare la Siare nella produzione.
L’aiuto verrà anche da Ferrari e Fiat Chrysler che hanno messo disposizione i loro impianti per supportare anche la produzione di componentistica e l’assemblaggio dei respiratori Siare, mettendo a disposizione anche gli impianti e l’esperienza dei loro tecnici sia di Ferrari che di Marelli.
Tanto lavoro in più anche a Medolla (Modena) dove l’italiana Eurosets quadruplica la produzione di ossigenatori polmonari extracorporei.
Si tratta dell’unica azienda nel nostro Paese a fabbricare questi apparecchi in grado di riprodurre il lavoro degli alveoli e generare artificialmente lo scambio anidride carbonica-ossigeno, mettendo a riposo completo i polmoni, quando neppure i ventilatori bastano più. Sono passati da 300 ossigenatori/mese a 1.200.

Cribbiolina! Mai vista tanta solidarietà. Questi sono momenti difficilissimi ma anche momenti in cui dobbiamo sentirci ’fieri’’ di noi, delle nostre capacità, dell’abnegazione del nostro personale medico e della nostra imprenditoria.

Dobbiamo ringraziare anche le forze dell’ordine,  ringraziare chi continua ad esporsi per assicurarci da mangiare … di chi raccoglie la nostra immondizia …

E’ vero che abbiamo tante ‘’pecche’’ e tanti ‘’guai’’ ma … se ci mettiamo tutti assieme, nella giusta direzione! Siamo eccezionali!

Dai ce la faremo!

Alla prossima

Elena

#stiamoacasa#

Coronavirus … e gli anziani da soli …

Buongiorno a tutti quelli che leggono,

Sono ritornata dall’Italia, come molti di voi sanno, in Francia giovedì scorso – 12 marzo – e da allora sono tappata in casa.

Mia madre è stata operata all’anca ed ero stata con lei il giorno dell’intervento. Il giorno dopo però, già venivano ampliate le misure di sicurezza connesse al coronavirus e non ho più potuto farle assistenza come avrei desiderato. Attualmente si trova in una struttura per la riabilitazione vicino a Torino.

Data la ”quarantena”, nessuno può andarla a trovare, ecco quindi che le notizie che ho si limitano a quello che mi dice al telefono.

E qui iniziano i problemi. Mia madre ha 88 anni ed è refrattaria, nel vero senso della parola, per tutto ciò che è connesso alla nuova tecnologia. Voglio dire è una donna intelligente, aveva un negozio di elettrodomestici che si gestiva da sola senza problemi ma … la tecnologia le piace poco.

Quindi le telefonate diventano fonte di nervosismo ma anche di ironia. Quando le telefono il 90% delle volte non risponde. Dato che conosco gli orari della ‘’ginnastica’’ a cui viene sottoposta, ovviamente la chiamo quando dovrebbe esser tranquillamente in camera. Macchè! Su 10 mie chiamate risponde, se va bene, una volta.
Normalmente, quando finalmente risponde, sfiora il telefonino rosso, chiudendo così la conversazione e si ricomincia da capo.
Poi tenta di richiamarmi lei e quindi chiama parenti, nipoti … tranne la sottoscritta.
Quando finalmente, dopo vari tentativi riusciamo finalmente a sentici mi sgrida dicendo: ‘’Finalmente! Era ora che rispondessi! Che strazio ‘sti telefoni! Ma com’è che non rispondi mai’’?

Che cosa posso dire? Mi viene da ridere. Non faccio polemiche, perché tanto sarebbe tempo perso e le chiedo: ‘’Mamma come stai’’? La risposta che segue è: ‘’Stanca da morire! Qui non mi lasciano in pace un momento! Mi fanno fare la ciclette tutte le mattine, poi le scale avanti e indietro e solo con le stampelle, nemmeno con il deambulatore. Ho male alla gamba e voglio stare tranquilla! Ma cribbio sono appena stata operata, ho 88 anni e ho bisogno di dormire non di fare gli allenamenti per la Maratona”!
Che cosa posso rispondere io a chilometri di distanza? Non posso nemmeno andare ad assicurarmi per capire se le cose stiano effettivamente come me le descrive lei. Primo a causa del ”coprifuoco coronoavirus” , secondo per il fatto che vivo in Francia.

Provo allora, per cambiare discorso,  a chiederle che cosa le portano da mangiare e qui nuovamente le risposte sono inquietanti. Mia madre è minuta di costituzione e mangia come un uccellino quindi non sono le quantità a preoccuparla quanto le cose in se, infatti la sua risposta è: ‘’L’infermiera addetta alla mensa domanda la sera prima che cosa voglio mangiare il giorno dopo e mi fa scegliere tra i piatti previsti, ma se chiedo una minestra mi portano la pasta! Per di più fredda! Cosa me lo chiedono a fare allora? Senza contare poi il fatto che i pasti arrivano nelle ore più strane’’!

Ora io come faccio a controllare se quel che mi dice risponde a verità o è molto dovuto alla sua ‘’personale interpretazione’’? Mah …

Per consolarla e minimizzare la cosa le spiego che la situazione ‘’fuori’’ è un pò particolare e che quindi i pasti, arrivando da una ditta esterna convenzionata, subiscono dei ritardi.

La cosa che la fa innervosire poi è che in camera ha una televisione, ma non la può vedere in quanto la sua compagna di stanza, sono camere a due letti, è straniera e non vuole sentire la tv in italiano perché la disturba.

Quindi mia madre non sa nulla di quello che accade fuori. Non è ancora riuscita ad organizzarsi per avere un quotidiano la mattina. Perché ogni volta che passa l’addetto lei fa rieducazione e quindi non lo incontra mai.

Ieri pomeriggio si è rifiutata di fare ‘’ginnastica’’ ed ha detto al fisioterapista che voleva riposarsi. In tarda mattinata la chiamerò e vedremo com’è la situazione.

Si vive un pò alla giornata e gli anziani sono proprio soli in questo periodo.

Prego il Signore che non si ammali e che continui ad avere la grinta di sempre, ma mi fa tanta, tanta tenerezza.

Un abbraccio a tutti

Elena

Coronavirus e l’informazione fornita a noi ‘’popollo’’ …

Da un mese ormai ogni volta che si accende una televisione, una radio, un pc, si viene immersi da informazioni inquietanti sul coronavirus!

Quarto Potere …

Tutti i giorni una notizia peggiore dell’altra. 

E i contagi che aumentano, e i morti pure, e l’economia che crolla, e le scuole che chiudono mettendo in ginocchio famiglie intere, e le fabbriche che chiudono mettendo in ginocchio l’economia, e i ristoranti che si vedono annullare prenotazioni su cui ‘’contavano’’ parecchio, e gli Hotel che si vedono disertare, e le sale cinematografiche vuote, e le manifestazioni che ‘’saltano’’ a data da destinarsi, e i supermercati che rimangano vuoti, e i paesi sigillati, e le regioni del Nord considerate alla stregua di ‘’untori’’, a tutto ciò si è aggiunto, ciliegina sulla torta,  lo sciame sismico in corso nel mar Tirreno! E che caspita! 

Poi c’è da aggiungere che noialtri, che in tutto siamo il fanalino di coda dell’Europa, per quanto riguarda i contagi invece,  siamo i ”primi” dopo la Cina!

Non è che la faccenda ci entusiasmi proprio no? Non è che il fatto di esser finalmente ”primi” in questo frangente ci riempia di orgoglio! Sarà vero il fatto che, come dice il nostro Governo, gli altri Paese se ne ”freghino” e non facciano i controlli come si deve?  Onestamente … pensate proprio che noi si sia così ”sicuri” dell’efficienza del ”sistema Italia”? Bè … fatevi una domanda e datevi una risposta.

Non parliamo poi dei venditori di ‘’mascherine’’ che sono riusciti ad approfittare di questa situazione per far ‘’quattrini’’ aumentandone il prezzo del duemila per cento! Che ‘’animi nobili’’ vero?  Grrrrr …

Ovviamente queste notizie non è che proprio instillino negli animi gioia e letizia! Quindi il cittadino medio si preoccupa e, direi,  sia una reazione normale … o no? 

Il bello è che, se ti dimostri preoccupato, trovi sempre quello che  ti riprende con sufficienza dicendo: ‘’Ma non farla tanto difficile, in fondo è solo una influenza no? Di che ti preoccupi? E poi … muoiono solo i vecchi con patologie pregresse’’! 

Quindi? Quindi devo essere contenta? Visto che ‘’muoiono’’ solo i vecchi l’INPS tirerà finalmente un sospiro di sollievo vista la sua precaria condizione economica.

Comunque, se tu Paese, vuoi che non mi ‘’preocupi’’,  smettila di darmi informazioni in modo drammatico. Se effettivamente il coronavirus altro non è se non una ”influenza” di che cosa ci stiamo preoccupando? E’ tanto contagiosa e hai paura che ti invadano le strutture sanitarie? Allora comunica alla gente che si ammala di stare a casa a letto e di curarsi come farebbe con una normale influenza e di mettersi in contatto con l’ospedale solo se si è vecchi e in condizioni di salute precarie.

Invece Cribbio!  Ogni mattina sembra un bollettino di guerra, e poi non vuoi che mi preoccupi?

Certo che sono preoccupata. E anche tanto! 

Bertrand Russel

Fa pensare questa frase di Bertrand Russel : L’isterismo delle masse non è un fenomeno che si manifesti soltanto negli esseri umani, ma può essere osservato in qualsiasi specie gregaria. Un branco di elefanti, alla vista di un aeroplano, fu preso da un folle terrore collettivo.  Ogni singolo elefante era terrorizzato e il suo terrore si comunicava agli altri, creando una vasta moltiplicazione del panico.  Tuttavia, dal momento che tra loro non si trovavano GIORNALISTI, il panico si spense quando l’aereo sparì allontanandosi nel cielo. 

Ecco … ci siamo capiti vero? 

Alla prossima

Elena