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Angela Merkel, Christine La Garde, Ursula Von der Leyen, le tre moschettiere.

Non a caso sono tre donne ( due tedesche, una francese) che controllano il Paese più importante, la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea.
Da loro passano le decisioni più strategiche dell’Unione.
(L’Italia ha il Presidente del Parlamento Europeo ed il Commissario all’Economia.)

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Se si aggiunge che Macron e Conte sono d’accordo sul finanziamento europeo per i programmi di rilancio economico strutturale dei Paesi dell’Unione e sulla revisione del trattato di Dublino ( come dichiarato da Ursula Von der Leyen) c’è speranza che le tre donne possano gestire le resistenze dei Paesi più piccoli e far fare all’Unione un primo passo avanti nella direzione di una “Federazione”.
Sulla capacità politica delle tre non ci sono dubbi, sulle loro idee sull’Europa futura ci sono tutti i dubbi che conosciamo, ma credo che il fatto che siano donne, messe li a rappresentare uno stacco netto con il passato sia, se non altro, un tentativo di superare le diffidenze e gli interessi egoistici delle varie nomenclature dei vari Paesi. Un “buttare l’obiettivo un poco più in là” e vedere cosa succede. Non dico togliere lo sguardo dal dito ed ammirare la Luna, ma dare un’occhiata un po più in là magari si.
Se non fosse cosi non si spiegherebbe l’improvviso cambiamento della Germania, nonostante la sentenza della Corte Suprema, verso l’assenso al “Debito Europeo” e ai piani europei di ripresa e ristrutturazione, cose queste chieste dall’Italia da più di un decennio.
Vedremo, ma visto che tutti si preoccupano di una stretta possibile, alla fine della crisi sanitaria, di un ritorno alle politiche del rientro del Debito, lasciatemi intravedere uno scenario opposto, in fondo qualcuno diceva che il Debito Pubblico non si rimborsa, lo o si rinnova o lo si ristruttura.

Antonio Carlucci
.-.-.-.-.-
E come non essere d’accordo! C’è bisogno di donne oggi per fare l’Europa!

Alla prossima

Elena

Vita su Venere? Ma va là …

Tutti entusiasti perché un gruppo internazionale di astronomi ha trovato tracce di fosfina su Venere. Una scoperta che potrebbe indicare la presenza di vita sul pianeta, visto che, sulla Terra, la produzione di fosfina è strettamente legata ai processi biologici, quindi ‘’vita’’!

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Noi popollo subito immaginiamo chissà che cosa … sarebbe così ‘’romantico’’ che potessimo andare a vivere su un altro pianeta, dopo aver distrutto quello in cui viviamo vero?
Bè scordiamocelo! L’atmosfera di Venere è costituita principalmente da anidride carbonica, che contribuisce a creare un effetto serra senza pari nel sistema solare. Su Venere ci sono 460° celsius.

L’effetto serra ‘’nostro’’ già ha fatto alzare la temperatura e tutti sappiamo che il caldo eccessivo contribuisce ai roghi che stanno distruggendo chilometri quadrati di vegetazione negli Usa e non solo.
Quindi … lasciamo perdere i sogni ‘’venusiani’’ e cerchiamo di curare il nostro di Pianeta! E Subito!

Alla prossima

Elena

Francia -lavoro a tempo indeterminato costa meno al datore di lavoro.

Ieri ho portato Giada dal veterinario per fare il richiamo del vaccino. Avevo appuntamento al Group Strano, normalmente quando la chiamo, massimo mezz’ora torna a casa. Iniziavo a disperarmi quando, alle 15,05 eccola che entra trionfante dalla porta principale di casa.
Il trasportino era già pronto e l’ho infilata dentro alla veloce.
Odia sia andare in auto che dal veterinario.

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Comunque … è andato tutto bene. A parte un pò di congiuntivite, abbastanza normale in estate, sta bene.
Il veterinario è, indovinate un pò? Italiano. E’ arrivato da poco nella clinica.
E’ un toscano simpatico. Ovviamente ci siamo messi a parlare e mi ha spiegato che in Italia non trovava lavoro a tempo indeterminato, ma solo cliniche veterinarie in cui era assunto con partita Iva e a ”progetto”.
Qui invece lo hanno assunto a tempo indeterminato, ovviamente è più sereno. Quando si ha un lavoro ‘’sicuro’’ si guarda alla vita con più ottimismo e si possono fare appunto ‘’progetti di vita’’.
Ora la domanda è: ‘’Come mai qui in Francia la gente viene normalmente assunta a tempo indeterminato e non al contrario? Semplice! A tempo indeterminato li pagano di meno.

Se un’Azienda, in Francia, assume a tempo ‘’determinato’’ significa che ha un carico di lavoro maggiore in un periodo ‘’determinato’’ appunto. Questa assunzione però gli costa di più dell’altra.
Da noi invece è il contrario. Le persone assunte a tempo determinato, o tutti quei contratti a termine e/o progetto, costano di meno all’azienda. Ergo va da se che, con questo sistema, il ‘’precario’’ sia penalizzato il doppio: sia come salario che come tutele.
Come mai? Copiare da altri paesi le cose buone no eh? In compenso fanno un can can senza senso per ridurre il numero dei parlamentari! Miglioreranno forse le cose se sono di meno? Naaaaa …

Alla prossima

Elena

Referendum riduzione parlamentari – Come voti?

A proposito del Referendum per la riduzione dei parlamentari, vorrei provare ad andare oltre alle becere frasi: ”Sono dei mangiapane a tradimento, non servono a nulla, meno sono meglio è”, etc …
Vorrei invece fare qualche semplice considerazione per provare a far pensare i favorevoli al SI.
Per prima cosa vorrei ricordare sommessamente che sono favorevoli al si Lega e Fratelli d’Italia. Io una domandina me la farei no? Tipo: ”Lega e Fratelli d’Italia amano la ”democrazia” o preferirebbero una ”democrazia addomesticata”?
Se non esiste una legge elettorale che compensi la riduzione del numero dei parlamentari la democrazia ce la giochiamo! ‘Perchè’ vi chiederete voi? Semplice! Per prima cosa noi dobbiamo renderci conto che noi NON votiamo i nostri rappresentanti ma ci subiamo dei nominati dai partiti.
Ergo, facendola semplice, il partito che vince avrà pochi yes-man da controllare e costoro faranno esclusivamente gli interessi di CHI li ha messi su quegli scranni e NON certamente gli interessi dei cittadini, che, bene che vada, votano il partito e non certo un individuo che conoscono e rispettano sul proprio territorio.
Ecco che cosa noialtri dovremmo pretendere. Di eleggere qualcuno che abita nella nostra città e che conosciamo e stimiamo per un sacco di motivi. Non importa il partito a cui appartiene, se è una persona degna ed onesta e capace il ”triage” lo facciamo noi! Con questo sistema il parlamentare scelto da noi andà in parlamento e dovrà rispondere ai suoi elettori, cioè a noialtri!
Invece … non dimentichiamo che il partito che vuol inserire l’obbligo di mandato (manco Mussolini aveva osato tanto) è quello di Grillo/Casaleggio! Come mai? Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Una volta su quegli scranni devono fare quel che gli dice il partito”! I cittadini, di cui loro si professano ‘rappresentanti’ non contano una emerita cippa invece!
Ma poi … non se ne esce. Ricordiamoci anche che la legge elettorale la si cambia con una legge ordinaria, quindi la possono cambiare quando e come vogliono! Magari … sarà poi la Corte Costituzionale, dopo insistenze di anni da pare di qualche sfegatato cocciuto, che dirà che non vale una cippa e che è anti-costituzionale, ma ormai …
Comunque, come al solito, è tutta ”aria fritta” ‘sta diatrib. Mò votiamo la riduzione dei parlamentari, loro fanno finta di cambiare la legge elettorale ed il prossimo partito che vince la cambia di nuovo. Quindi? Ma quanto siamo ”polli” da 1 a 10? Mah …
Andrebbe bene anche un collegio uninominale con un sistema maggioritario a doppio turno ma fatelo fare a noi il ”triage” sul territorio no? Saremo mica tutti dei deficienti no? Grrrrr …
Morale della favola: ”Io voto NO”! Voi fate un pò quel che volete.

Alla prossima

Elena

Il ”superbonus” al 110% dovrebbe rilanciare l’economia? Ma siamo matti?

I documentiche seguono li ho presi dal Sole24, che sarà anche di Confindustria, ma è comunque affidabile.
Giustamente il Governo si muove con l’intenzione di rilanciare l’economia e, per questo motivo, ”spinge” su bonus accattivanti affinchè i proprietari e/o le banche tirino fuori dei quattrini e facciano dei lavori di ammodernamento e coibentazione. Va da se che tali lavori possano diventare un ”volano” per far ripartire un pò di economia in ‘sto disgraziato Paese. Ma … voglio dire … non sipotrebbe fare le cose in maniera più semplice?
Alla luce dei fatti sono ben 36 i documenti che un privato deve presentare alla banca se vuole fare, ad esempio, il cappotto termico alla propria abitazione.
Sono 36 i documenti atti a scoraggiare il più accanito sostenitore dell’idea.
Per chi possiede una abitazione isolata, ed è intenzionato a beneficiare del superbonus al 110%, si impone una seria riflessione tra il detrarre le spese in cinque anni, oppure optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Nel caso optasse per la cessione del credito alla banca sarebbe bene che si affidasse a uno o più professionisti, pagandoli ovviamente, per le pratiche catastali e urbanistiche.

I requisiti soggettivi

Innanzitutto il proprietario dell’immobile dovrà fornire alla banca la documentazione attestante:

1) il titolo di detenzione/possesso dell’immobile. Quindi se:
– proprietario, nudo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso, abitazione o superficie ci si deve procurare il certificato rilasciato dai pubblici registri immobiliari:
– detentore (locatari, comodatari) dell’immobile va prodotto:
a) il contratto di locazione/comodato registrato;
b) la dichiarazione di consenso da parte del proprietario;
– familiare convivente del possessore/detentore bisogna consegnare:
a) il certificato dell’anagrafe (per convivenza);
b) il titolo di possesso (certificato immobiliare o contratto registrato);
c) sempre la dichiarazione di consenso da parte del proprietario;
– coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge:
a) la documentazione attestante l’assegnazione;
b) il titolo di possesso (certificato immobiliare);
c) la dichiarazione di consenso da parte del proprietario;
– convivente di fatto del possessore/detentore:
a) il certificato dell’anagrafe (per convivenza);
b) titolo di possesso (certificato immobiliare o contratto registrato);
c) la dichiarazione di consenso da parte del proprietario;
– futuro acquirente, con preliminare di vendita regolarmente registrato, immesso nel possesso dell’immobile: 
a) preliminare registrato da cui si evinca l’immissione in possesso (per esempio il contestuale comodato);
b) la dichiarazione del consenso da parte del proprietario.

Bisognerà inoltre produrre:

2) la dichiarazione sostitutiva d’atto notorio con la quale si dichiara che le spese sostenute/da sostenere per i lavori agevolabili sono/saranno a proprio carico, quindi con assenza di eventuali contributi;

3) la dichiarazione sostitutiva d’atto notorio con la quale si dichiara che l’immobile non è detenuto nell’ambito di attività di impresa o di attività professionale (non applicabile a sisma ed ecobonus);

4) per soggetti diversi dai proprietari e titolari di altri diritti reali di godimento, documentazione attestante il possesso di reddito nell’anno in cui si sostengono le spese agevolabili come contratto di lavoro, busta paga mensile, pensione, fatture emesse, redditi di natura finanziaria (interessi attivi, conto titoli, conto deposito);

5) un’altra dichiarazione sostitutiva d’atto notorio con la quale si impegna a ottenere e produrre a richiesta tutta la documentazione necessaria ai fini del trasferimento del credito di imposta come previsto dal decreto Rilancio;

6) il titolo abilitativo edilizio (se previsto) o l’autocertificazione inizio/fine lavori. Ad esempio, abilitazioni amministrative dalle quali si evince la tipologia dei lavori e la data di inizio dei lavori se previste dalla tipologia di intervento o, in assenza, autocertificazione che attesti la data di inizio e fine lavori.
La banca – nella fattispecie Unicredit prima a offrire un prodotto per i privati con rimborso di 102 euro dei 110 del bonus con Taeg del 2,79% per i privati le anticipazioni bancarie (contro il 6,57% per i condomini) – nel caso i documenti richiesti fossero ritenuti eccessivi potrà decidere di ottenere le informazioni sulla base di una semplice dichiarazione del cliente da documentare/validare successivamente.

Check list immobile
Entriamo ora invece nel merito dei documenti tecnici necessari per isolare termicamente l’abitazione e/o sostituire la caldaia del riscaldamento, i due principali interventi agevolati per rendere le nostre case efficienti da un punto di vista energetico, introdotti dal Decreto Rilancio.
Se quindi l’intervento in vista è un intervento di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25%, ecco:

I documenti iniziali

7) autodichiarazione del cliente che attesti se ha usufruito di bonus per interventi simili negli ultimi 10 anni, specificando dettaglio (il requisito in verità era presente nella bozza del decreto Requisiti del ministero dello Sviluppo economico poi è stato tolto);
8) visura catastale;
9) Ape stato iniziale;
10) analisi preventiva e fattibilità (salto 2 classi);
11) relazione tecnica ai sensi della legge 10/91;
12) dichiarazione di conformità edilizia e urbanistica;
13) pratica edilizia;
14) prospetti in dwg;
15) preventivi e/o computi metrici;
16) dati e trasmittanza serramenti sostituiti;
17) documentazione fotografica intervento;
18) certificazioni serramenti nuovi;
19) dati e certificati nuovi oscuranti;
20) schede tecniche materiali acquistati e dichiarazione di corretta posa;

L’avanzamento lavori dopo almeno il 30% degli stessi:

21) comunicazione inizio lavori;
22) preventivi e/o computi metrici;
23) fatture Sal e computi metrici quantità realizzate;
24) documentazione fotografica e Sal;
25) asseverazione modulo allegato 2 comma 13 dell’articolo;
26) scheda descrittiva dell’intervento;
27) ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda

A fine lavori

28) preventivi e/o computi metrici;
29) dichiarazione di fine lavori;
30) Ape stato finale;
31) fatture e computi metrici quantità realizzate;
32) documentazione fotografica a fine lavori;
33) asseverazione modulo allegato 1 comma 13 articolo 119 Dl 34/20
34) segnalazione Certificata di agibilità;
35) scheda descrittiva dell’intervento;
36) ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

Sono quindi 36 i documenti richiesti dalla banca da inizio a fine lavori per ricevere i soldi necessari per pagare gli stessi.
Ma alla fine di tutto, oltre ai benefici dei lavori a costo zero, ci sarà una ricompensa, un 2% che a fine lavori la banca verserà sul conto corrente intestato al privato che senza spese dovrà essere aperto con la stessa banca. Un 2% lordo a cui andranno tolti gli interessi per le anticipazioni di pagamento che la banca esegue per pagare professionisti e i lavori edili: dalle simulazioni effettuate resterà oltre l’1%.

Semplice no? Mi piacerebbe vedere in faccia colui che ho oganizzato tutto ‘sto casino! Questo sarebbe il Governo della ”semplificazione”? Mah … AUGURI!

Alla prossima

Elena

Referendum Riduzione Parlamentari … si o no?

Considerazione sul referendum relativo alla riduzione del numero dei parlamentari!

Al di là degli slogan cavalcati dai partiti, delle fasi qualunquistiche:’’Sono tutti inutili! Sono tutti ladri! Non servono a niente! Sono dei ‘mangiapane a tradimento’ … quel che noialtri dovremmo capire è che l’importanbte non sia legato al loro numero e al loro ”costo”.

Quel che dovrebbe contare è il fatto che ‘’chi’’ siede su quegli scranni dovrebbe esser capace di portare ”valore aggiunto” alla collettività! Personalmente li pagherei anche di più se fossero degni di ricoprire i ruoli in Parlamento. Dovremmo pretendere persone preparate.
Per quale notivo per gestire un’azienda si richiedono titoli di studio ed esperienza mentre, per gestire un paese, basta uno che vendeva bibite allo stadio? La preparazione potrebbe derivare, per esempio, dalle loro appurate procedenti esperienze e o impegni lavorativi o politici.
Partendo da questo presupposto si potrebbe concludere quindi che mentre il suffragio dovrebbe continuare ad essere universale, non altrettanto ‘universali’ dovrebbero essere le ”candidature” !
Noi non vogliamo stipendiare con le nostre tasse gente che vada a ”studiare” in Parlamento a spese nostre, come purtroppo si ridebbe stia succedendo un pò troppo spesso.
A parte questa premessa, riguardo alla riduzione dei parlamentari basterebbe pensare al pericolo che questo potrebbe rappresentare in futuro. Oggi noi abbiamo una legge elettorale proporzionale che, più o meno garantisce un pò di rappresentanza, (si fa per dire) ma domani potremmo avere un maggioritario ‘’fai da te’’.
Non dimentichiamo che le leggi elettorali possono esser cambiate senza chiedere niente al ‘’popolo’’ e cioè con leggi ordinarie. Quindi con un numero ridotto di parlamentari, magari nominati e non eletti, quindi strumento attivo del partito e non del popolo – la democrazia andrebbe a farsi benedire.
Detto questo bisogna però anche aggiungere che la ”democrazia” se la meritano i Paesi dove la cittadinanza è evoluta e colta … ma se ‘’noialtri’’ siamo come quelli nel video qui sotto, ce la meritiamo? Mah … va a sapere …

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Comunque per non incorrere in ”rogne” maggiori di quelle che già abbiamo, personalmente al referendum voterò NO!

Alla prossima

Elena 🙁

Il CoVid19 fa male ai futuri cittadini?

Se tutto va ‘’benino’’ ed i contagi rimarranno in limiti gestibili, le scuole riapriranno il 14 settembre.
Dal 5 marzo 2020, per oltre sei mesi le scuole hanno chiuso i battenti. Questa chiusura è stata in parte compensata dalla didattica a distanza che però, specie per un bambino delle elementari, non ha certo sostituito il rapporto diretto con l’insegnante.
La mancanza di questo contatto ha fatto si che: bambini in situazioni familiari buone, abbiano potuto usufruire dell’aiuto familiare … gli altri ‘’ciccia’’!
Noi oggi tutti parliamo del disastro economico provocato dal Coronavirus, dimenticando che il costo più grande lo pagheremo proprio con la perdita di apprendimento dei nostri figli e/o dei nostri nipoti.
In Italia sono stati eliminate le prove invalsi cosa questa che priva dello strumento per misurare il livello (calo compreso) di apprendimento degli studenti nel 2020, paragonandone i risultati con quelli delle generazioni precedenti.
Pare anche non ci sia intenzione di ‘’recuperare’’ i test a settembre, quindi, per conoscere la ‘’perdita di apprendimento’’ di quest’anno, dovremo aspettare fino a giugno 2021. (CoVid19 permettendo).
Nel frattempo, le analisi fatte in altri Paesi suggeriscono perdite di apprendimenti di circa un terzo per la lettura e della metà per matematica: per l’Onu una vera e propria ‘’catastrofe educativa’’.
Il costo economico di questa ‘’perdita’’ di istruzione rischia di essere molto, ma molto più elevato di quello economico/produttivo e con effetti negativi molto più estesi nel tempo.
Triste situazione vero?
Mettiamola sul ridere e diciamo che, se la situazione scolastica non ritorna alla normalità il prima possibile, finirà che personaggi come Di Maio e/o Toninelli verrano considerati dei geni e i ‘’test’’ per diventare Ministri saranno quelli della foto!

iu

Se la scuola va a scatafscio non abbiamo certo bisogno dei complotti di cui sono accusate ’’entità’’ come Bilderberg e/o Skull and Bones il cui obiettivo pare sia asservire e dominare il mondo.
Il popolo di deficienti si offrirà direttamente a costoro su di un piatto d’argento!

Alla prossima

Elena

I russi hanno già il vaccino per il CoVid19?

Vladimir Putin, l’uomo che, grazie ad un ‘’dubbio’’ referendum, ha modificato la Costituzione in modo tale da permettetegli di rimanere in carica fino al 2036, dice di aver il vaccino anti Covid e che il vaccino si chiama Sputnik V. Putin sostiene fieramente di averlo fatto testare anche su sua figlia.

Gli altri laboratori che lavorano sul vaccino in oggetto sono il centro Pfizer-BionTech assieme al governo americano, quello di Oxford – finanziato da molti paesi europei tra cui l’Italia che vi partecipa con l’azienda di Pomezia Irbm e quello cinese con il centro biologico CanSino. Quest’ultima tra l’altro sta sbandierando ai quattro venti che potrà produrre quanto prima 200 milioni di dosi di vaccino.

Ora … noi tutti dovremmo gioire di ‘sto fatto no?
Invece? Invece NON ci fidiamo per niente.
L’OMS è molto cauta e non si fida delle procedure un pò alla ‘’carlona’’ dei russi.
Mentre un tempo la ricerca scientifica in Russia era al top del top, da un pò toppi anni è andata perdendo ‘’smalto’’ soprattutto in seguito alle continue riduzioni dei fondi a sua disposizione.
Nonostante questo al centro federale di ricerca per l’epidemiologia e la microbiologia N. F. Gamaleya, sostengono di avere già ricevuto ordini per 1 miliardo di vaccini da 20 Stati.
Giustificano anche la loro velocità in quanto il vaccino non è stato sviluppato da zero ma bensì sulla base di un vaccino già esistente, il MERS (Middle East Respiratori sindrome) un altro coronavirus i cui focolai sono ancora presenti in Medio Oriente.
Il fatto è che pare che questo vaccino, da cui sono partiti i russi per mettere a punto lo Sputnik V sia ancora in fase sperimentazione e quindi non ci sarebbero proprio i motivi per trarre conclusioni sulla sua efficacia.
Morale? Morale noi ‘’popollo’’ aspettiamo che la concorrenza commerciale ci dica se il vaccino esiste oppure no!
E poi … ammesso e non concesso che arrivi e che sia sicuro, ci si metteranno i ‘’No Vax’’ a fare ulteriore confusione.

Che dire? Mah …

Alla prossima

Elena

La Raggi si ricandida! Ma … e l’obbligo del ”non più di due mandati”?

La Raggi si ricandida sindaca a Roma.
Ma … e la norma del non più di due mandati? Quella che imponeva che, chi era già stato eletto, a livello nazionale o locale, non avrebbe più potuto candidarsi per la terza volta che fine ha fatto?
Allora aveva ragione Di Maio quando, per aggirare la norma, si era inventato il ‘’mandato ZERO’’
Il genio della lampada sosteneva infatti che il primo mandato non contasse. In fondo aveva pur ragione. Il primo mandato serviva a capirci qualche cosa di dove erano finiti e che cosa avrebbero dovuto fare. Noi ”popollo”li abbiamo pagati un intero mandato affinché imparassero qualche cosa!
D’altronde, se ‘sta norma rimanesse in vigore, alle prossime elezioni personaggi del calibro appunto dell’attuale Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del Capo Politico del M5S Vito Crimi, della Vicepresidente del Senato Paola Taverna, non potrebbero più candidasi e … che cosa farebbero? Li buttiamo sul lastrico?
Giggino tornerebbe a vendere bibite allo Stadio?, Crimi tornerebbe a fare l’impiegato al Catasto? E la Taverna? Tornerebbe a fare l’impiegata in un poliambulatorio per analisi cliniche?
Naaaaa … tranquilli che ‘sta norma la toglieranno.
D’altronde il ‘’mandato zero’’ in fondo non conta. Dovevano pure imparare qualche cosa no? Costoro sono gli studenti più cari che esistano!
Di Maio poi è proprio cocciuto, prima è stato mantenuto a giurisprudenza dalla sua famiglia per 12 anni, senza peraltro riuscire a laurearsi, adesso invece lo manteniamo noi. Mò sta facendo corsi intensivi di geografia, visto che ora lo manteniamo con la carica, nientepopodimeno, di Ministro degli Esteri. Prima lo abbiamo mantenuto stipendiandolo come Vice presidente del Consiglio – assieme a quell’altro matto di Salvini – e Ministro dello Sviluppo Economico.
Diamo loro un sacco di soldi al mese affinché imparino qualche cosa. Vero è che ce ne restituiscono una parte, che recuperano poi con dei piè di lista sfrontati.

Certo che Conte, in mezzo a costoro, fa un figurone …

Come ‘’voliamo basso’’ … che peccato.

Alla prossima

Elena

Referendum ”Taglio Parlamentari”

Interessanti riflessioni in merito al referendum di settembre sulla Riforma Costituzionale – riduzione dei parlamentari – fatte da Mattia Feltri, Direttore dell’Huffigton Post Italia.

‘’… Non mi spaventa il taglio dei parlamentari: era previsto sia dal disegno di Berlusconi sia da quello di Renzi.
Mi spaventano i presupposti: i parlamentari sono troppi, inutili, più probabilmente dannosi, sono denaro buttato, alla lunga traditori della volontà popolare, sono casta pasciuta.
Niente altro. Non c’è una riforma sistemica, complessiva, nessuna idea per adeguare ai tempi il funzionamento della macchina legislativa.

iu

Questa era anche la riflessione del Partito democratico quand’era all’opposizione, e in aula per ben tre volte votò no. Poi è passato in maggioranza, ha cambiato riflessione e alla quarta volta ha votato sì. Capisco che, senza voltafaccia, il governo non sarebbe mai nato, ma in tanti ci aspettavamo correzioni che rendessero la riforma meno irosa e più armonica.
Ora però è successo qualcosa di mai visto uno dei partiti di maggioranza – il Pd – ha dichiarato ‘’pericolosa’’ la Costituzione che uscirà da un’eventuale, e probabilissima, conferma referendaria. Prima lo ha detto il padre spirituale Goffredo Bettini, poi il segretario Nicola Zingaretti, infine l’ex ministro Graziano Delrio.
La Costituzione, hanno spiegato, diventerà pericolosa per la tenuta democratica se non sarà approvata una legge elettorale proporzionale: con una maggioritaria (per esempio il Rosatellum, in vigore), chi vincesse le elezioni, in un Parlamento che passa da 945 a 600 membri, avrebbe una tale superiorità numerica da disporre di una maggioranza qualificata, e potrebbe modificare la Costituzione in autonomia. (In Autonomia!)
A me questa pare un’enormità sulla quale non riesco ad avere delucidazioni dai dirigenti del Pd. E sono delucidazioni dovute agli elettori.
Il Pd ci sta dicendo di avere contribuito ad approvare una riforma che non è pericolosa per la Costituzione se c’è il proporzionale ma lo è se c’è il maggioritario!
Dunque, per evitare di mettere in pericolo la Costituzione, chiede il ritorno al proporzionale. Però la legge elettorale è una legge ordinaria: significa che qualunque governo, di destra o di sinistra o ibrido, al prossimo giro potrà cambiarla e la Costituzione sarà di nuovo in pericolo. Cioè noi abbiamo una riforma costituzionale la cui pericolosità dipende dal solo passaggio di una legge ordinaria.
Non solo: siccome mancano i tempi, ed è impossibile approvare la legge proporzionale entro il referendum, il Pd conta almeno in un primo passaggio parlamentare per dimostrare le buone intenzioni. Insomma, è un pagherò. Il Pd chiede di votare una riforma pericolosa, la cui pericolosità sarà annullata da una legge elettorale che non c’è e semmai sarà approvata successivamente.
Non è un po’ troppo?
Non è un po’ troppo dire sì?
Non è un po’ troppo votare una riforma costituzionale, con l’eventualità che nel giro di qualche mese il governo cada e si debba andare a votare col Rosatellum, che per ammissione del Pd metterebbe a rischio la Costituzione e la tenuta della democrazia?
Non è un po’ troppo votare una riforma Costituzionale, anche se dovessero poi approvare il proporzionale, col rischio che una futura maggioranza reintroduca il maggioritario, rimettendo in pericolo la Costituzione e la tenuta della democrazia?

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Che si fa? Facciamo a fidarci? Mah … non lo trovate un pò inquietante? Perchè non ci spiegano mai bene le cose?
A noi ” popolo”, distratto in quanto dobbiamo ”tirare la carretta” per sopravvivere e non abbiamo tempo da perdere, arrivano solo slogan di una parte e dell’altra.

Alla prossima

Elena