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Ma noi … parliamo dei problemi veri o cincischiamo su quelli ”falsi”?

Un tempo, che noi cittadini fossimo scocciati e delusi dalla nostra politica inconcludente, lo sapevano in pochi.
Lo sapeva il panettiere, lo sapeva il proprietario del banco sul mercato dove si andava a prendere frutta e verdura, lo sapeva il garagista dove si andava a far controllare l’auto. Adesso, grazie ad Internet e alle nostre esternazioni sulle piattaforme virtuali, lo sanno tutti!
Ma … è forse cambiato qualche cosa? Naaaa … tutti a cincischiare, giornalisti, politici, noi ”popollo” sul problema, fasullo, del momento.
Ad esempio ora di parla solo di Green Pass, sul quale è saltata fuori una diatriba degna dei talebani.
Il problema serio, quello vero che ci perseguita, saebbe quello di ‘sto virus delle ‘’OO’’ che, se lasciato libero di riprodursi eccessivamente, muta alla velocità della luce e noialtri si rischia di essere daccapo a 12 e magari, perché no, anche di estinguerci.
Il che, a pensarci bene, forse non sarebbe nemmeno il guaio peggiore.
Comunque, noi concentriamo forse sul problema vero tutti i nostri sforzi? Macché! Ci si concentra sull’obbligo del Green Pass.
Chi lo vuole … chi no … chi lo vorrebbe diverso … chi trova sia una privazione alla libertà dell’individuo … il poveretto che non vuole vaccinarsi è obbligato a fare tamponi in continuazione se vuole andare in giro … e quindi vorrebbe che fosse lo Stato (cioè NOI) a pagare ‘sti tamponi.
Onde evitare equivoci e male-interpretazionichi, resta fermo il fatto che: ”chi non può fare la vaccinazione per motivi di salute ha diritto al green pass e a tamponi gratuiti”.
Detto questo, per gli altri, quelli che NON vogliono fare il vaccino per futili motivi, verrebbe voglia di dire: ‘’Non ti vuoi vaccinare? Liberissimo di farlo ma, se ti ammali, paghi di tasca tua. Punto’’! Dov’è il problema?
Così si garantirebbe la ‘’sacra libertà’’ dell’individuo no? Tanto loro mica si ammalano. Questa del Covid è tutta una ”palla” messa su dalle Multinazionali Farmaeutiche per fare quattrini. Quindi che cosa temere?
State tranquilli che, quando si tratta di pagare un qualche cosa che si potrebbe avere gratuitamente, sarebbero in molti a cambiare idea.
A noialtri è sul portafoglio che bisogna colpirci, viceversa capiamo poco.
Alla prossima

Elena

TIM – tanto fumo e poco arrosto?

Stavolta devo proprio sfogarmi! E che caspita!
Tim spende un sacco di quattrini in pubblicità con i ballerini, le ballerine, Mina che canta, le hanno anche fatto il cartone animato. Sulla pagina FB c’è pure Lino Banfi, quello che rappresenta l’Italia all’Unesco! No comment!

Mina  cartone che canta ...

Mina versione ”cartone animato” …

In compenso, per quanto riguarda efficienza, avrei qualche dubbio in proposito. Superficialmente, sembrano efficienti ed organizzati, in realtà …
Mò vi racconto il mio problema. Vivo in Francia ma prossimamente mi trasferirò in Italia in un paesino vicino a Torino.
Ho bisogno della linea telefonica quindi ne ho fatto richiesta. Fin qui tutto bene, in rete un nuovo allaccio lo si può fare anche tramite ”Angie”, l’assistente virtuale, che si sbriga, ad un certo punto, a passarti un essere umano per l’iter burocratico. Quindi, compili dei moduli in rete, dai copia dei tuoi documenti, (altro che la privacy dei no vax) metti la firma digitale, dai l’ban della banca per gli accrediti e, dulcis in fundo, fissi l’appuntamento con un loro tecnico per l’allaccio.
E qui viene il bello. Mi hanno proposto, per l’appuntamento diversi orari. Ho optato, d’accordo con l’architetto che segue i lavori, la fascia oraria tra le 8,30 e le 10,30.
Ero felice di aver risolto il problema in rete e in maniera veloce.
Figuratevi quindi come ci sono rimasta quando, alle 11,00, l’architetto mi invia il messaggio: ‘’Qui non si è visto nessun tecnico adesso me ne vado’’.
Mi è spiaciuto tantissimo per lui, che è dovuto rimanere ad aspettare per niente e quindi ha perso un sacco di tempo che, spero non ci metta in conto.
Ho quindi cercato nuovamente di contattare la TIM per aver delucidazioni in merito.
Contattare la TIM dall’estero è praticamente impossibile! Un conto è un nuovo allaccio ma un ”problema” beh, quello è più complicato da gestire.
Vivendo in Francia non ho accesso al numero 187. Anzi se lo digito qui entro in contatto con i Vigili del fuoco francesi che hanno lo stesso numero della nostra TelecomTim.
Quindi faccio i numeri +390285951  e/o +390636881 che, a loro volta, ti passano il servizio 187. Te lo passano, peccato che poi ti risponda una vocina registrata che ti dice di richiamare dal numero a cui hanno appena mandato un messaggio.
??? Ma io chiamo dal fisso di casa quindi di messaggi non ne ricevo. Quindi? Daccapo a 12.
Tra le possibilità di contatto con TIM c’è anche WhatsApp, mi armo quindi di numero e scrivo un messaggio spiegando loro la rava e la fava e mandandogli tutti gli screen shot delle loro risposte e copia del contratto.
E … chi ti risponde? Angie! L’assistente virtuale che, come un pappagallo, dopo che gli hai spiegato tutto, ti manda l’elenchino con i 7 numeri che devi digitare per risolvere il problema! Peccato che nell’elenchino NON sia previsto il numero del ‘’tecnico fantasma’’!
Comunque per buona volontà provo a rispondere con un numero e la risposta di Angie è: ‘’Come posso aiutarti’’? E’ come battere la testa contro i muri di gomma!
In verità dopo un pò è arrivato un essere umano in carne ed ossa in linea, che però alla fine, ha confermato che il tecnico non aveva chiuso la pratica. Quindi non sapeva se il tecnico fosse andato oppure no.
Il fatto che il tecnico non si fosse visto avrei potuto dirglielo pure io, evitandogli di fare una stressante ricerca.
Insomma la TIM dà quantità industriali di quattrini a Gubitosi ma vigliacco se assume un pò di gente in grado di districare i problemi.
Siamo in un mondo in cui gli ‘’anelli deboli’’ sono quelli che hanno più responsabilità e vengono bistrattati da noi ‘’popollo’’ ma vi sembra normale? Una piramide di responsibilità al contrario.
Noi utenti, indispettiti dalle cose che non funzionano, ci sfoghiamo con quei poveretti che rispondono al telefono. I quali sono davvero le ultime ruote del carro e non sanno a che santo votarsi.
Alla fine della fiera comunque, sono finalmente riuscita a parlare con una gentilissima signora di un call Centre, che ha cercato di tirare le fila del mio caso e che, realizzando che il tecnico NON si era presentato, ha inoltrato una ‘’segnalazione di mancato appuntamento’’.
Alla mia domanda: ‘’Come mai non si è visto il tecnico e come mai non ha avvisato, visto che aveva il numero dell’architetto’’? La risposta è stata: ‘’Mah … a volte hanno troppi appuntamenti nella stessa fascia oraria e non riescono ad accontentare tutti’’.
E quindi? In teoria il tecnico avrebbe dovuto avvisare l’architetto per avvertirlo e concordare un altro appuntamento. Invece …
Eppure qualche cosa mi dice che non può esser colpa del tecnico. Proviamoci a metterci nei suoi panni. Costui non prende gli appuntamenti personalmente, ma glieli affibbiano, magari tramite un ‘’sistema intelligente’’.
Se gliene danno troppi e tutti nello stesso orario sarà un tantino indispettito ‘sto tecnico? Si o no? Quindi, secondo voi, avrà voglia/tempo di telefonare al potenziale cliente dicendo che non può presentarsi all’ora prevista? Secondo me ‘sto poveretto è arrabbiato con il mondo intero, altro che telefonare al cliente!
Morale della favola, il telefono, per ora, ce l’ho solo sulla carta.
Io vorrei parlare con Gubitosi … cribbio come mi piacerebbe … ‘sti geni della lampada, vigliacco se provano a parlare con quelli che lavorano davvero! Macché!

Alla prossima

Elena

Riforma Giustizia all’italiana …

Riforma Giustizia e M5S …
Costoro stanno usando la Riforma della Giustizia come una ”bandierina” della quale potersi fregiare. Ma si può, onestamente, forse parlare di ”Riforma”?
Al massimo Conte porterà a casa la non applicazione della ‘’improcedibilità’’ sui reati di mafia e terrorismo, cosa della quale si parla ormai da tempo.
Anche perché non sono riusciti a ‘’partorire’’ niente altro ‘sti geni della lampada. E parlo di tutti quanti eh. Ma i tempi stringono e Draghi ne ha le ‘’OO’’ piene di ‘sta gente, che parla … parla … parla … ma non arriva nemmeno ad immaginare una riforma della Giustizia degna da tale nome. Al massimo si impuntano sulla prescrizione! Più facile, non impegna e ci arrivano più o meno tutti a capire come funziona.
Vigliacco se legiferano per accorciare il brodo dei processi! Macché! E pensare che basterebbe poco. Una cosa che si potrebbe fare ad esempio sarebbe fare in modo che, quando un giudice, si deve assentare da un processo per forza di cose, magari perché è caduto dalle scale e si è rotto una gamba ed è in trazione all’ospedale, ebbene sapete che cosa accade al suo processo? Riparte da zero!
Vi sembra normale? No vero?
Beh … succede proprio così. Ci vorrebbe poco a fare una legge che obblighi il nuovo giudice a leggersi tutte la carte, a studiarsi la situazione e ad andare avanti partendo da dove aveva lasciato l’altro giudice. Macché! Non ci arrivano! Poi dicono che i processi sono lunghi …
Ma questo NON è colpa di Draghi! Lui non è un parlamentare, non è lui che legifera!
A furia di eleggere dei deficienti che si occupano solo delle loro poltroncine, facendo finta di lavorare per noi ‘’popollo’’, questi sono i risultati. Quando dico che il suffragio DEVE essere universale ma le candidatue NO! Capite dove voglio andare a parare?
Conte porterà a casa quello che gli lasceranno portare e, molto probabilmente, riuscirà ad essere il ‘’capo’’ dei grillini.
Perché uno vale uno è vero ma … se sei un avvocato di Vulturara Appula e ti sai muovere bene, beh … vali molto più di uno.

Grrrrr …

Alla prossima

Elena

Riforma Giustizia … all’italiana.

Riforma Giustizia …
‘’Improcedibilità’’, significa che, se entro tot giorni non sono riusciti a provare che tu sei colpevole o innocente di un reato, automaticamente scatta la ‘’improcedibilità’’ e quindi te ne torni a casa tua tranquillo e con la fedina penale pulita.
I ‘’colletti bianchi’’ non hanno ancora finito di ‘’brindare’’ dalla gioia.
E’ un pò come se tu andassi in ospedale malato ma, se dopo alcuni giorni, stabiliti per legge, i medici non riuscissero a curarti, tu diventi automaticamente ‘’incurabile’’ e quindi te ne torni a casa e muori sereno senza rompere tanto le ‘’OO’’!
Interessante no?
Il Parlamento, che ci siano o non ci siano i ‘’Draghi’’ e le ‘’Cartabia’’, mantiene i suoi poteri e, nella misura in cui ne è capace, li esercita.
Ora … in che misura ne è ‘’capace’’? Com’è che non è venuto in mente niente di meglio, per riformare la giustizia, che non ridurre i tempi della prescrizione?
Il dramma è che Draghi deve portare a casa ‘sti quattrini, e li può portare solo se si fa la ‘’riforma della giustizia’’ … ma secondo voi, quando in Europa capiranno e digeriranno in che cosa consiste ‘sta riforma … saranno contenti?
Naaaa …

Alla prossima

Elena

Tokyo: Oggi 23 luglio 2021 iniziano le olimpiadi ma …

Le Olimpiadi del 2020 che si disputano nel 2021.

Oggi iniziano le olimpiadi di Tokyo, che avrebbero dovuto disputarsi nel 2020, ma che, causa CoVid sono state rimandate al 2021. Già ‘sto fatto dello slittamento è una ‘’cosa strana’’ di per sé ma andiamo avanti con le ‘’stranezze’’.

E’ la prima volta che gli atleti hanno paura di esser trovati ‘’positivi prima’’ delle loro prestazioni e non ”dopo”. Ovviamente stiamo parlando di positività al CoVid e non ad eventuali sostanze dopanti assunte dagli atleti per migliorare le loro prestazioni.

Poi ch’è la mancanza di pubblico. Il che significa che nei negozi nessuno comprerà, che nei ristoranti nessuno mangerà, che negli hotel nessuno dormirà con tutte le ovvie e nefaste ricadute economiche.

La ”ciliegina sulla torta” sarà una temperatura che si aggira in una forbice tra i 33° e i 38° gradi celsius.

Ce le ricorderemo sicuramente queste olimpiadi. Forse sono l’inizio di una ‘’nuova era’’, quella chiamata ”antropocene che, ad occhio e croce, non si direbbe particolarmente entusiasmante.

Alla prossima

Elena

Riforma giustizia …

Una riforma o un compromesso al ribasso tanto per giustificare il Governo Draghi nei confronti dell’Europa e al solo fine di ottenere i quattrini per il New Generation?
Nei paesi cosiddetti ’’civili’’ la prescrizione si ferma nel momento in cui il Procuratore o chi per esso ha individuato un colpevole ed inizia quindi il processo. A questo punto il processo NON si può ‘’estinguere’’ per il solo fatto che dura troppo. Come non si potrebbe quindi estinguere il ‘’reato’’, che vigliaccamente rimane, ma a ‘sto punto si processerebbe ‘’chi’’? Un’obbrobrio giuridico …
Il compromesso che si è trovato con la Cartabia è che si sospendono i termini della prescrizione nel momento in cui c’è una sentenza di 1° grado.
Bene! Ma la cosa che ‘’disturba’’ noialtri giustamente sono le tempistiche dei nostri processi. Quelli che chiamiamo processi ‘’eterni’’ ma … onestamente, vi pare forse che Bonafede o la Cartabia, questo problema lo abbiano affrontato? Naaaa …
La Cartabia ha demandato al Parlamento di legiferare in modo tale da accelerare, snellire, velocizzare tutto l’am ba ra dam che fa si che i nostri processi vadano alle calende greche.
E secondo voi, saran capaci di farlo? Se non lo hanno fatto per anni, mò per miracolo, sapranno farlo? Non ci credo nemmeno se li vedo. I Grillini avevano aggirato il problema bloccando del tutto la prescrizione, visto che vigliacco se c’è qualcuno capace anche solo di immaginare un modo organico per accelerare la nostra giustizia.
E’ un pò come se uno venisse ricoverato in ospedale perché malato, ma che se, entro diciamo 5 giorni, i medici non riuscissero a curarlo, il tapino venisse rispedito a casa e non potesse più esser ricoverato per lo stesso motivo. Sarebbe una follia no? Ecco questa è la riforma della giustizia che hanno appena fatto.
Quindi, per farla breve, il risolvere il problema atavico della nostra lentezza giudiziaria, uccidendo il processo con la prescrizione è uno squallido sistema che, con la giustizia non ha nulla a che vedere.
Ma … fatemi capire, io Procuratore mi faccio un mazzo tanto, indago, trovo un presunto colpevole e tu avvocato, con mille cavilli e porcherie, giustificati dalle leggi di procedura in vigore, allunghi il brodo in modo tale che il processo a costui vada in prescrizione, come d’altronde ha fatto quel genio di Berlusconi, che grazie allo stuolo di avvocati ben pagati è praticamente sempre riuscito a farla franca, vi sembra una riforma corretta? Ma per favore su …

Alla prossima

Elena

Le api sono sempre di meno …

Pensierino del mattino …

Le api sono sempre di meno. Noi tutti sappiamo che gli insetti impollinatori sono fondamentali per la nostra sopravvivenza, eppure questi animali sono sempre di meno e quindi fanno sempre di meno il loro fondamentale mestiere che è poi quello di impollinare, andando di fiore in fiore e quindi di permettere alle piante di riprodursi e a noi, grazie a questa loro attività, di sopravvivere.

Queste piccole cretaure sono legate a noi a doppio filo. Senza di loro noi ci estingueremo.

Queste piccole cretaure sono legate a noi a doppio filo. Senza di loro noi ci estingueremo.

Come mai sono sempre di meno questi insetti? Beh … anche questo lo sappiamo tutti.
Sono anni che multinazionali come Bayer e Syngenta utilizzano pesticidi per tenere sotto controllo gli insetti che infestano le produzioni agricole, ma tutti sappiamo anche che questi prodotti, nonostante le rassicurazioni e le pressioni mediatiche esercitate dai giganti farmaceutici, sono dannose anche per le nostre amiche api.
Le coltivazioni estensive sono costrette ad utilizzare pesticidi, viceversa la loro manovalanza dovrebbe essere immensa. Solo i contadini di un tempo, conoscevano ed esercitavano un controllo locale e naturale sulle loro produzioni. Come ad esempio favorivano la presenza di coccinelle e di uccelli che si nutrivano di insetti nocivi. Ma oggi? Oggi non abbiamo nemmeno più le rondini invece.
Oggi le produzioni agricole sono immense distese pelate dove un singolo individuo, seduto dentro un trattore mastodontico, con aria condizionata e musica, getta nel terreno, nell’ordine: fertilizzante, seme, pesticida. Che cosa volete che costui abbia a che fare con l’equilibrio della natura? Che cosa volete che a costui importi di quello che effettivamente succede sotto di lui? Lui vuole solo un buon raccolto a fine stagione. Non importa se per produrlo muoiono milioni di insetti impollinatori.

Proteggiamole. Alziamo la voce ...

Proteggiamole. Alziamo la voce …

Ma … alla lunga, questo ‘’sistema’’ siamo sicuri sia quello ‘’vincente’’?
Naaaa …
Forse sarebbe preferibile ritornare ad una dimensione più umana e ridotta della produzione agricola. Per non perdere quel ‘’contatto’’ meraviglioso e fondamentale tra noi e la natura che ci circonda e che ci permette di vivere in equilibrio con essa.

Alla prossima

Elena

Ho conosciuto una ragazza pachistana …

Ho frequentato, per imparare l’inglese, sia l’Abingdon College che il College of Further Education of Oxford, cosa che mi ha permesso di superare gli esami di: Intermediate, First, Advanced e finalmente, il Proficiency.

Oxford College of Further Education

Diciamo che leggo in inglese capisco tutto, posso tradurre in italiano ma, la mia produzione scritta inglese lascia molto a desiderare e, se ascolto un ‘’inglese’’ con un accento ‘’fuori dal comune’’, come ad esempio un londinese che parla cockney, beh … non ci capisco assolutamente nulla.
Ma non è questo il discorso che volevo fare, volevo metter l’accento sul fatto che, per forza di cose, i miei compagni di scuola non erano inglesi ma stranieri.
Ho fatto delle belle amicizie con persone che arrivavano da tutto il mondo: Colombiani, giordani, argentini, cinesi, tedeschi, russi, pakistani ed indiani.
Questi ultimi, specialmente, erano, per forza di cose, parecchio numerosi.
Ricordo di un gruppetto di lavoro, in cui c’ero io, una francese, un iraniano, un cinese ed una ragazza pakistana.
A furia di stare assieme abbiamo iniziato a conoscerci meglio e quindi dopo un pò, abbiamo iniziato a ficcare il naso ognuno nella vita dell’altro. Devo dire che la ragazza pachistana era cordiale, gentile, attenta e sposata con un suo cugino, molto più grande di lei.
Era venuto fuori che lei era al corrente che avrebbe dovuto sposarlo già da quando era bambina, perché così avevano deciso in famiglia.
Alla nostra ‘’maleducata’’ domanda: ‘’Ma tu gli vuoi bene? Sei innamorata di lui’’? Lei ci aveva guardato con una espressione indecifrabile ed aveva risposto con un: ‘’Sono gentile con lui e gli ubbidisco’’.
Ecco qua … questa è la situazione. Ovviamente la mentalità di un individuo dipende dal paese in cui vivi e cresci, dalle tue esperienze e dal tuo vissuto.
Se si cresce in un paese con usi e costumi diversi dai tuoi, le possibilità di cambiamento aumentano ma se, come avviene di solto, non si conosce altra ‘’realtà’’, eventuali evoluzioni e/o cambiamenti di abitudini sono molto rallentate.
Tutto questo ovviamente per allacciarmi alla recente triste sparizione di Saman, la ragazza cresciuta in Italia, quindi con una visione della propria esistenza simile a quella delle ragazze italiane. Saman si è ritrovata a sbattere contro il ‘’muro reazionario’’ della propria famiglia che, incapace di farle cambiare idea, ha decretato per lei la punizione suprema.

Povera creatura …

Alla prossima

Elena

Vincono gli appalti ma …

Avevano finito di lavorare nel cantiere di Parma i cinque lavoratori morti il 3 giugno, in un incidente lungo l’autostrada A21.
Si chiamavano Simone Abeni, 40 anni, Bruno Bracchi di 67 e Maurizio Signoroni di 55, insieme ad altri due colleghi marocchini di 40 e 51 anni, di cui non si conosce nemmeno il nome.
I cinque operai stavano lavorando in un cantiere che l’Università degli Studi aveva appaltato all’impresa edile ”Mapen di Brescia” e, nel tardo pomeriggio, stavano facendo ritorno a casa. Ad un certo punto il loro Doblò si è schiantatoa forte velocità contro un tir incolonnato e fermo in corsia.

I cinque operai risiedevano tra le province di Brescia e Bergamo: Bracchi e Signoroni ad Adro, Abeni in una frazione di Corte Franca dove ha sede anche l’impresa che dava loro lavoro, i due operai stranieri a Castrezzato e a Covo.

Unico testimone un agricoltore che stava lavorando in un campo che costeggia quel tratto di autostrada. Ecco che cosa ha detto: “C’era un camion fermo con le quattro frecce accese. Ho visto il Doblò arrivare a tutta velocità e ho pensato: Ma cosa fa, non si ferma? Poi si è sentito un forte boato”.

Sull’asfalto non ci sono neppure i segni della frenata, quindi si direbbe il conducente non si sia nemmeno accorto del camion fermo.

Tra le diverse ipotesi la più accreditata è che il conducente possa aver avuto un malore, oppure che si sia addormentato alla guida. E’ stata disposta per lui l’autopsia.

Tra Parma e Brescia ci sono circa 117 km quindi tra andata e ritorno si parla di 234 km. Per chi di loro abitava ad Adro i Km erano ancora di più. Un ‘’colpo di sonno’’ dovuto alla stanchezza potrebbe essere un buon motivo no?

Dopo esserti alzato alle 4 o alle 5 di mattina, devi andare a prendere i colleghi, poi, dopo aver lavorato tutto il giorno, devi ancora riaccompagnarli a casa, facendo ancora altri km prima di poter essere finalmente a casa tua, dove mangi un boccone veloce e vai a dormire, visto che il giorno dopo ti aspetta nuovamente lo stesso incubo.

Ma è vita questa? Ma è così che si lavora oggi? Se vuoi vincere l’appalto devi tenere i costi bassi, e quindi una pensione in zona sarebbe stata un ‘’costo’’ troppo alto’’ vero?

Quindi ecco che, dopo essersi ‘’spremuti come limoni’’ sono morti per un ‘’colpo di sonno’’.

Che dire? Si potrebbe dire che è assurdo morire per ‘’tenere i costi bassi’’ e vincere gli appalti in questo modo. Dove vogliamo andare di questo passo?

Alla prossima

Elena

Pattini a rotelle ”vecchio stile” …

Visto che belli questi pattini? Li ho comprati da Decathlon tempo fa.

Perché? Perché da ragazza ero un campione qui sopra e quando li ho visti, a 4 ruote come quando ero giovane, (sono del ’55) mi sono commossa ed ho pensato: ‘’Devo assolutamente rimettermi a pattinare’’! Mi sono seduta, li ho indossati e, davanti agli occhi preoccupati di mio marito, ho fatto qualche timido ‘’giretto’’, acquisendo quasi subito sicurezza. Sicurezza anche dovuta alla pavimentazione del supermercato.
Per farvi capire il mio rapporto con i pattini, all’epoca, vi posso dire che mi muovevo, indossandoli, come se avessi un normale paio di scarpe.
Per darvi un esempio della dimestichezza basterebbe dire che scendevo le scale saltellando con i pattini nei piedi, ed abitavo al 6° piano!
Andavo a fare la spesa con i pattini ai piedi, portavo il cane a spasso, prendevo il bus, ci sono andata persino a scuola.
A parte l’odio celato dei condomini nei mei confronti, devo dire che mi sopportavano, tutto sommato, con simpatia. Ero giovane, carina, simpatica, mi volevano tutti bene nella casa.

Ebbene questi, in foto, li ho comprati da quasi due anni e da allora, sono finita due volte in sedia a rotelle, per via delle mie ernie discali, sono stata ingessata alla caviglia, una caviglia frantumata grazie a 7 anni di pallacanestro e ad altrettanti di atletica leggera, sono stata operata al polso sinistro per una frattura al radio, all’ulna ed al piramidale e che, se devo essere onesta, ‘sto polso non è a posto nemmeno ora.
In tutto ciò, pensate che non ho ancora messo nei piedi, a parte il giro di prova da Decathlon, ‘sti pattini nemmeno una volta!

Non oso pensare a cosa potrebbe succedere se lo facessi!

Alla prossima

Elena