Governo giallo-verde e situazione italiana un anno dopo …

Dunque, costoro stanno assieme in quanto si somigliano. Magari la base elettorale non ci crede ma Di Maio è di destra, magari una ”destra” un pò più all’Almirante di quanto possa essere quella di Salvini, quindi una ”destra sociale” ma sempre di ”destra” si tratta, che sia ben chiaro.

Le loro promesse, condensate nel ”nasale” mantra di Conte con un: ”Sarà un anno bellissimo! Avremo una crescita dell’1,5%!  Abbiamo varato norme per sbloccare i cantieri e vedrete che roba … ”! Invece?

Invece se va bene, cosa difficile, cresceremo dello 0,1% se va male e ci sono tutti i presupposti affinché vada male, saremo in recessione piena con un debito che continuerà ad aumentare mettendoci alla mercé di chiunque! 

Per quelli che si chiedono cascando dal pero: ”Ma … debito con chi”? Debito con tutti coloro che non hanno nessuna voglia di accollarci i nostri guai e che soprattutto vogliono un ”ritorno” per aver comprato i nostri BOT togliendoci da guano in maniera costante.

Avete presente le famiglie che non riescono a sbarcare il lunario e che chiedono prestiti agli strozzini? Ecco … l’Italia, grazie a ‘sti qui è nella stessa situazione! 

Costoro più che politica fanno propaganda per poter essere ‘’soli al comando’’. Al comando di che cosa mi chiedo. Perché qui, se non facciamo attenzione finiremo peggio della Grecia! E,  data la nostra posizione strategica nel Mediterraneo,  siamo appetibili a molti …

Non attaccatevi per favore al fatto che anche la Germania cresce poco, che la crisi è generale … non è una scusa per continuare ad indebitarsi e guardarsi attorno senza sapere che ”pesci prendere”, oltre a quelli in rete che vi votano! Senza contare che la Germania ha margini di manovra che noialtri manco ci sogniamo!

Chi caspita volete che investa da noialtri con la nostra instabilità politica? Giusto degli ‘’strozzini’’ per comprare tutto l’appetibile. 

Avete letto il famoso DEF? Contano di ‘’fare cassa’’ con le cessioni immobiliari e con progetti ‘’faraonici’’ di privatizzazioni! Chi li comprerà gli ”immobili”? Con quali soldi si privatizzerà? Come la GAZPROM in Russia? 

Perché l’acqua ‘’bene pubblico’’ è una cosa bella da ‘’vendere’’ ma poi bisogna fare i ‘’conti della serva’’!  Anche se ‘sti conti li teniamo, vigliaccamente,  da parte e ‘’segreti’’ fino a dopo le elezioni europee! 

Grrrrr … li avete votati? Volevate la ‘’decrescita felice’’? Eccovela servita su un piatto d’argento!

Degli incapaci patentati al Governo … con Rocco Casalino che dirige i giochi e Di Maio che si fa fotografare mentre ‘’pomicia’’ con una nel parco per rassicurare la sua ‘’imamgine’’ di normalità! 

No comment! 

Alla prossima

Elena 

Leonardo da Vinci

Cosa sappiamo di Leonardo Da Vinci? Di sicuro che ha dipinto la ‘’Monna Lisa, detta anche la Gioconda’’ che oggi si trova al Louvre di Parigi, ma di lui, della sua vita, che cosa sappiamo? Proviamo un pò a fare un piccolo riassunto … non tanto parlando delle sue opere ma proprio della sua esistenza.

Il 15 aprile del 1452, ad Anchiano una piccola frazione del Comune di Vinci, vicina a Firenze, nasce Leonardo, figlio illegittimo di un ricco benestante, il notaio Ser Piero Da Vinci e di una povera contadina di Anchiano. Una donna troppo ‘’semplice’’ per poter essere ammessa nella nobile famiglia dei ‘’Vinci’’. Leonardo viene comunque ‘’riconosciuto’’ dal padre e trascorre la prima infanzia nella casa del ‘’nonno’’ paterno.  Più grande verrà affidato al padre che nel frattempo aveva sposato la nobile Albiera di Giovanni Amadori. Il bambino è ben accolto dalla coppia che non ha altri figli e i tre si trasferiscono a Firenze.

In famiglia si accorgono subito della sua intelligenza vivace e del suo talento per il disegno, tanto che il padre lo affida alle cure di Andrea del Verrocchio, il più importante maestro fiorentino del tempo.

Verrocchio è pittore, scultore, intagliatore, architetto e, soprattutto, gestisce la più grande e affermata bottega d’arte che si possa trovare a Firenze, dalla quale passano allievi famosi come Sandro Botticelli e Domenico Ghirlandaio. Per il giovane Leonardo da Vinci è una sorta di “paese della cuccagna”, dove la sua curiosità si sazia e si alimenta allo stesso tempo, dove può fare pratica delle tecniche più disparate, dove studia la geometria, la prospettiva e l’anatomia degli uomini e degli animali, dove sviluppa l’interesse per l’urbanistica e per il paesaggio, dove soprattutto può esercitarsi nella sua prima, vera e grande passione: il disegno.

Maestro Andrea è una guida severa e rigorosa ma capisce subito l’abilità del ragazzo, tanto che gli affida l’esecuzione di alcune figure nelle sue ‘’pale d’altare’’. È il caso del celebre dipinto  ”Il Battesimo di Cristo”  che oggi si trova agli Uffizi, dove sulla sinistra appare il bellissimo angelo di Leonardo, dai capelli biondi e vaporosi, dai lineamenti dolci e morbidi così diversi rispetto alle linee incise e profonde che disegnano i volti tratteggiati dal suo maestro, Andrea Verrocchio. 

Il battesimo del Cristo – Andrea Verrocchio e Leonardo Da Vinci giovane

La carriera di Leonardo da Vinci non si limita alla sola pittura.  Mentre dipinge, si dedica anche alla musica e costruisce da solo i suoi strumenti, osserva i fenomeni naturali, studia il comportamento degli animali, degli uccelli in modo particolare, immagina opere di canalizzazione dei corsi d’acqua, progetta fortificazioni e macchine belliche. Tutto attraverso il disegno, che per lui è lo strumento fondamentale per indagare sulla realtà ed il principale mezzo espressivo dei suoi pensieri. La curiosità, la ricerca, la necessità di sperimentazione lo portano ad essere incostanza nelle sue attività, quindi molte delle sue opere sono ‘’incompiute’’.

Leonardo Da Vinci

Nel 1482, invitato da Ludovico Sforza (duca di Milano) parte alla volta di Milano. All’arrivo stupisce la corte milanese suonando la sua ”Lira d’argento” (sorta di piccola arpa) ma al duca si presenta con una lettera in cui si dichiara pronto a progettare per lui:  ”armi, macchine belliche, opere architettoniche di ogni tipo, sistemi di irrigazione e di bonifica ma anche opere di scultura in marmo e in bronzo e, ovviamente, dipinti con qualsiasi soggetto”.

Ludovico gli offre per diciotto anni stima, affetto, stabilità economica e possibilità di cimentarsi in qualunque campo. Per la sua corte degli Sforza realizza ”architetture mobili” per feste e banchetti, disegna costumi, progetta opere di ingegneria civile e sistemi di fortificazione, lavora ad un grande monumento equestre.  È nel campo della pittura che però lascia il suo segno più evidente, dedicandosi ai ritratti, a grandi pale d’altare e soprattutto alla decorazione del refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie, dove si può ammirare: Il Cenacolo o l’Ultima Cena,  un grande dipinto murale che viene eseguito tra il 1495 e il 1497, su richiesta di Ludovico Sforza che già da alcuni anni si stava occupando di ristrutturare il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie.  L’opera, destinata ad abbellire il refettorio, rappresenta l’ episodio evangelico dell’ultima cena, il momento in cui Cristo celebra con i suoi discepoli la ”Comunione”  poco prima di essere ucciso.

L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci refettorio del Convento Santa Maria delle Grazie

Gli anni milanesi sono senz’altro i più felici per Leonardo da Vinci, quelli in cui la sua fama passa i confini della penisola italiana. A Milano,  senza pressioni di sorta, è libero di creare e disfare, osservare e riflettere. 

Leonardo scriveva da destra verso sinistra e per leggere i suoi manoscritti è necessario appoggiare uno specchio alla pagina. Si tratta probabilmente di un’abitudine adottata dall’artista sia per manifestare la sua abilità sia come un metodo per tenere le sue annotazioni a riparo da sguardi indiscreti. La sua scrittura è comunque fluida, sicura e priva di errori. Questa capacità è tipica di chi usa con disinvoltura sia la mano destra che quella sinistra.

Gli ultimi anni – La pace di Leonardo viene però spazzata via dalla truppe francesi di Luigi XII che rivendica il possesso del ducato di Milano,  in quanto nipote di Valentina Visconti. Ludovico Sforza, detto il Moro,  viene imprigionato e privato dei suoi possedimenti.  Leonardo da Vinci è costretto a fuggire da Milano.

Torna a Firenze nel 1503 e trova una città profondamente cambiata. I Medici non sono più al potere e a Firenze è stata instaurata la ‘’Repubblica’’.  La caduta della signoria dei Medici fu animata ed ispirata dal frate domenicano, Girolamo Savonarola, che accusava i Medici ed il Papa di troppo potere, di troppa ricchezza e di dubbia moralità.  La ”buona politica” del Savonarola finì con la sua condanna a morte. Fu impiccato e messo al rogo.  La sua condanna a morte fu voluta principalmente da Papa Alessandro VI,  vittima preferita delle prediche morali del Savonarola!  Il potere  a Firenze fu dato ad un certo Pier Soderini a cui venne dato il titolo di ‘’gonfaloniere’’.  Per maggiore chiarezza è bene spendere ”due parole” sul personaggio Papa Alessandro VI, nato con in nome catalano di Roderic Llançol de Borja e italianizzato in Rodrigo Borgia. Questo signore fu  papa della Chiesa cattolica dal 1492 sino alla sua morte. Fu uno dei papi rinascimentali più ”discussi” anche per aver riconosciuto la paternità di vari figli illegittimi, fra cui i famosi Cesare e Lucrezia Borgia, tanto che il suo cognome catalano, italianizzato in Borgia, ha assunto al giorno d’oggi il significato di lussuria e nepotismo. Cose queste che avevano caratterizzato il  suo pontificato.

Ma torniamo a Firenze e alla situazione che ha trovato Leonardo al suo ritorno. Il Gonfaloniere Pier Soderini affidò la decorazione della Sala del Maggior Consiglio a Palazzo Vecchio ai due migliori artisti del tempo:  Michelangelo Buonarroti e Leonardo Da Vinci.  Michelangelo realizza alcuni cartoni ma interrompe poi il lavoro per recarsi a Roma, dove lo attende niente di meno che la Cappella Sistina;  Leonardo esegue alcuni disegni e inizia il trasferimento degli stessi sulla parete. La sua voglia di sperimentare sempre lo spinge però a scegliere una tecnica un pò troppo azzardata e nel giro di poco tempo il dipinto letteralmente scompare.

Nel 1506 Leonardo torna di nuovo a Milano che è ormai nelle mani dei francesi.  Va ospite del governatore francese Charles d’Amboise, quindi trascorre un periodo a Roma alla corte del fiorentino Giovanni de Medici divenuto nel frattempo Papa Leone X.  Qui a Roma però il potere artistico era già nelle mani del giovane e bellissimo Raffaello Sanzio, quindi non c’era spazio per Leonardo.

Leonardo, assieme al papa,  parte nel 1516 per Bologna per incontrare il nuovo re di Francia Francesco I che, immediatamente, lo invita alla sua corte in Francia e gli mette a disposizione il castello di Cloux ad Amboise. Oggi si chiama Clos-Lucé.  Leonardo ha già 64 anni ma in Francia grazie a Francesco I,  è di nuovo libero di pensare, di sognare e di lavorare. Il Re oltre al castello gli mette a disposizione anche uno stipendio di 700 scudi d’oro e gli conferisce la carica di pittore di corte.  Leonardo a Cloux si dedica all’insegnamento dell’architettura, dell’urbanistica, e al disegno. 

Leonardo da Vinci non farà mai più ritorno in Italia. Muore il 2 maggio del 1519 all’età di 67 anni circondato dai suoi disegni e dai suo dipinti più cari. E’ sepolto a Cloux. 

Alla prossima

Elena

Diminuiscono le bollette di luce e gas …

… e il ‘’furbetto’’ Di Maio, subito cerca di farsi ‘’bello’’ con questa diminuzione.
Cerchiamo di capire bene che ‘’lui’’ in tutto questo non c’entra una ‘’cippa’’ ma che, semplicemente, usa la faccenda per farsi propaganda, visto che noialtri, sempre distratti come siamo, tendiamo a semplificare e dire: ‘’Visto che bravi quelli al Governo? Ci riducono le bollette’’!

Ecco che cosa dice il Ministro dell’Economia sull’argomento in questione in una nota ufficiale: ”Con la diminuzione del 8,5% delle tariffe dell’energia elettrica e del 9,9% di quelle del gas per il prossimo trimestre, decisa oggi dall’Arera, si raggiunge un importante risultato che permetterà alle famiglie di risparmiare nella spesa per le bollette. È un ”PROVVEDIMENTO ” che avrà effetti positivi sui cittadini, in particolare quelli più deboli, che potranno beneficiare nei prossimi mesi di un netto calo dell’importo delle bollette da pagare. IL GOVERNO è INFATTI IMPEGNATO insieme alle autorità del settore, a mettere in campo tutte le misure e i controlli necessari a tutelare i consumatori,  favorendo al contempo una politica di riduzione dei costi dell’energia elettrica e del gas. Nonostante si parli di aumenti in tutti i settori i costi dell’energia e del gas diminuiranno sensibilmente nel prossimo trimestre. Si tratta di un segnale importante per le famiglie italiane che incoraggia verso scelte di politica energetica che fanno bene all’ambiente e non danneggiano il portafogli degli italiani».

Spriamo solo non sia un ”pesce d’aprile” … 🙂

”Povvedimento di Governo”? Ma quanto ci crede ingenui costui? … vediamo un pò di ‘’capire’’ perché si riducono le bollette.
Il primo di aprile, in effetti, il metano scenderà del 9,9% e la corrente elettrica dell’ 8,5%, e non si tratta di un ‘’pesce di aprile’’. La cosa è dovuta all’andamento dei prezzi energetici internazionali, soprattutto a quelli del gas e non dalla discrezionalità del Governo in carica.
L’autorità dell’energia ‘’ARERA’’ (Autorità di Regolazione per l’Energia, Reti e Ambiente) non ha più discrezionalità nell’aggiornare le bollette, il meccanismo è ormai diventato un ‘’rigido algoritmo’’ che correla le bollette con gli andamenti dei mercati. (Sarebbe bene lo facessero pure con la benzina … ma questo è un altro discorso). Quindi, per ricapitolare, il prezzo della materia prima scende? Scendono le bollette! Il prezzo della materia prima sale? Salgono le bollette! Semplice no?
Da ottobre 2018 a marzo 2019 i prezzi all’ingrosso del gas sono scesi da 27,2 a 18,4 euro per mille chilowattora (-32%)(*) quelli dell’energia elettrica da 73,9 a 53,2 euro per mille chilowattora (-28%)

In passato la ‘’politica’’, con la scusa della ‘’tutela dei prezzi’’ , metteva spesso le mani sulle bollette. Ora, la parte ‘’tutelata’’ è sempre di meno in quanto i prezzi sono ormai ’’vincolati’’ per la maggior parte, al costo effettivo della materia prima.
E questo risultato non lo dobbiamo al Governo attualmente in carica, ma a quelli precedenti e agli accordi presi in Europa su tale argomento.
La cosiddetta “tutela” … non tutela affatto i consumatori, anzi li penalizza, li asservisce ai politici e alle logiche elettorali. Le pressioni dei politici e del Governo di turno penalizzano anche la concorrenza libera. La piena liberalizzazione del settore e la scomparsa della “tutela” rafforza i consumatori e toglie leve ai politici.
L’altro giorno il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo, ha approvato le nuove regole per creare un mercato europeo dell’elettricità più pulito, più competitivo ed in grado di affrontare più efficacemente le emergenze adottando in via definitiva quattro nuove legislazioni sul mercato elettrico, concordate informalmente con i ministri alla fine del 2018.
L’accordo sul regolamento del ‘’mercato interno dell’elettricità’’ è stato approvato con 544 voti favorevoli, 76 contrari e 40 astensioni. L’intesa sulla direttiva per “norme comuni per il mercato interno dell’elettricità” è stata approvata con 551 voti favorevoli, 72 contrari e 37 astensioni. (Non riesco a trovare in rete come ha votato il M5S,  se qualcuno lo trova mi farebbe piacere saperlo).
I consumatori trarranno notevoli vantaggi dalle nuove norme, poiché avranno accesso a contatori intelligenti e a prezzi dinamici.
Disporranno inoltre della possibilità di cambiare fornitore, senza costi, entro un periodo massimo di tre settimane (24 ore entro il 2026).
Gli Stati membri potranno regolamentare, temporaneamente e a specifiche condizioni, i prezzi per assistere e proteggere le famiglie povere o vulnerabili. Tuttavia, i sistemi di sicurezza sociale dovrebbero essere lo strumento principale per affrontare la povertà energetica.
Uno degli obiettivi principali delle nuove norme è consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile attraverso gli Stati dell’Unione Europea. In tal modo si vogliono sostenere gli sforzi per il conseguimento dell’obiettivo vincolante Ue, che fissa la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% del consumo finale lordo entro il 2030!

Ma … discorsi ‘’tecnici’’ a parte, dal 1° di aprile diminuiranno le bollette di luce e gas per noialtri e Di Maio non c’entra proprio niente in tutto questo. Questo ‘’risultato’’ lo si deve alla tanto ‘’vituperata Europa’’ che fa di tutto per toglierci dal Medio Evo in cui ci crogioliamo da sempre.

Alla prossima

Elena
(*) Dati presi in rete: pare che anche il metano si possa misurare in chilowattora e pare questa misura sia più precisa e tecnicamente corretta rispetto al volume in metri cubi.

.-.-.-.-.-

Fonti: https://www.notiziegeopolitiche.net/ue-il-parlamento-europeo-un-mercato-dellelettricita-piu-pulito-e-piu-favorevole-per-i-consumatori/, sole24ore, https://avvertenze.aduc.it/notizia/mercato+elettrico+nuove+norme+approvate+dal_135586.php

ORA LEGALE/ORA SOLARE …

Oggi,  27 marzo 2019, Al Parlamento Europeo,  hanno preso atto del fatto che la gente in Europa si è ”fiaccata” di cambiare l’ora … e quindi hanno rimandato la decisione definitiva al 2021.

Infatti non hanno deciso proprio nulla. Il parlamento europeo ha approvato la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale, MA, la decisione effettiva è stata rimandata al 2021. Questo è quanto ha stabilito la risoluzione legislativa licenziata oggi dai deputati con:

  • 410 voti a favore,
  • 192 contrari
  • 51 astensioni

in base alla quale il 2021 ”potrebbe” essere l’ultimo anno con un cambio stagionale dell’ora nell’Unione europea e gli Stati membri manterranno il diritto di decidere il proprio fuso orario.
Quindi la decisione è stata spostata dal 2019 al 2021 !!
Nel testo approvato oggi si precisa infatti che i Paesi dell’Ue che decidono di mantenere l’ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di ottobre 2021.

Abolito definitivamente questo passaggio? La decisione verrà presa nel 2021.

I deputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di porre fine al cambio stagionale dell’ora, ma hanno votato per rinviare la data dal 2019 al 2021.

Alla prossima

Elena

Donna Olimpia Maldaichini Doria-Pamphili …

Oggi vi voglio parlare di una donna disubbidiente, con un carattere forte che si differenziava molto dalle donne docili e di ‘’buon comando’’ della sua epoca.

Siamo a Roma nel XVII secolo  (1600) e la giovane Olimpia si rifiuta categoricamente di prendere i voti ed entrare in convento, come stabilito dal proprio padre.  

Olimpia Maldaichini, nasce a Viterbo il 26 maggio del 1591 ed è figlia del capitano Sforza Maldaichini, funzionario della Dogana Pontificia, e della Nobildonna Vittoria Gualtiero. 

Olimpia aveva due sorelle ed un fratello,  a quest’ultimo ovviamente,  era destinata tutta l’eredità paterna. 

All’epoca le donne contavano come il ‘’due di picche’’ e anche darle in sposa era considerato un ‘’costo’’, in quanto il padre avrebbe dovuto provvedere loro una cospicua dote;  quindi per evitare spese importanti, il capitano Maldaichini aveva deciso che  le tre sorelle si facessero monache. Anche al convento sarebbe dovuta andare una ‘’dote’’ ma in misura decisamente minore rispetto a quella necessaria per un matrimonio.

Donna Olimpia

Olimpia, a differenza delle sorelle, si rifiutò categoricamente di prendere i voti. 

Non sapendo che cosa fare per convincere questa figlia ribelle, il padre si rivolse ad un monaco, un sant’uomo conosciuto nella zona per la sua fede, la sua pacatezza, la sua bontà d’animo e la sua eloquenza … affinché la convincesse ad entrare in convento.

Lasciati soli a discutere la giovanetta, ad un certo punto,  si mise a gridare dicendo che il monaco tentava di violentarla! Venne fuori uno scandalo e lo stesso monaco, nonostante sostenesse che l’accusa della giovane fosse una menzogna,  fu sospeso a divinis.

A questo punto il padre non sapendo più cosa fare di questa creatura le permise di sposarsi.

Venne data in sposa ad un certo Paolo Nini un ricchissimo e vecchio borghese che la lasciò vedova dopo soli tre anni di matrimonio.

A questo punto Donna Olimpia era giovane, vedova, quindi libera e … ricchissima. Il padre tentò nuovamente di proporle il Convento ma ovviamente Olimpia non ne volle sentir parlare. 

donna-olimpia

Busto di Donna Olimpia, il velo significa lo stato di ”vedova”.

Come secondo marito Donna Olimpia, all’epoca 21enne, scelse di sposare nel 1612, Pamphilo Pamphili un nobile principe squattrinato appartenente alla nobile famiglia romana dei Principi Doria-Pamphili.  Andò ad abitare con lui nel bellissimo Palazzo che i Pamphili possedevano in Piazza Navona a Roma. 

Fu un matrimonio che accontentò entrambi: Olimpia si imparentava con una delle famiglie di maggior rilievo della nobiltà romana mentre l’uomo prendeva in moglie una donna giovane e ricca, risanando così le vuote cassaforti di famiglia. 

Il vecchio Pamphili aveva un fratello, Giovanni Battista Pamphili, che stava facendosi largo nella gerarchia della Chiesa ed Olimpia ebbe l’intelligenza, spinta sicuramente anche dall’ambizione, di favorirne in ogni modo l’ascesa, grazie anche al patrimonio che aveva ereditato dal defunto primo marito.

Grazie quindi alla sua nuova posizione ed ai mezzi economici di cui disponeva, Donna Olimpia, divenne un personaggio importante a Roma e spianò la strada al cognato Giovanni Battista Pamphili fino a quando diventò Papa ed assunse il nome di Innocenzo X. 

Giovanni Battista Pamphili divenuto Papa Innocenzo X

Ma qui iniziano i ‘’problemi’’ per Innocenzo X.  Olimpia Maldaichini fu una presenza costante, influente, fastidiosa, opprimente, sempre accanto al Papa, che non riusciva a scrollarsela di dosso, un pò perché le doveva riconoscenza, un pò evidentemente perché la donna non era certo disposta a rinunciare al proprio potere.

Per questo motivo Donna Olimpia venne soprannominata la ‘’papessa’’. Si diceva infatti nella società romana che,  se si voleva ottenere qualche cosa dal Papa, bisognava prima di tutto  entrare nelle ‘’grazie’’ di Donna Olimpia. 

Quando il marito Pamphilo Pamphili, morì nel 1639, Papa Innocenzo regalò a Donna Olimpia le terre appartenute all’ Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino, conferendole il titolo di Principessa di San Martino al Cimino. Sperando anche in tale maniera di allontanarla per un pò da Roma. 

Donna Olimpia si mise con impegno  a ristrutturare l’Abbazia e la chiesa, facendo costruire le due torri che si vedono ancora oggi.  Fece anche sopraelevare l’edificio che prima ospitava solo i monaci ed i pellegrini.  L’abbazia di San Martino era, nel passato,  l’ultima tappa dei pellegrini che si recavano a Roma, il salone che li ospitava al pian terreno poteva accogliere fino a 400 persone, immaginatevi quanto è grande. Fece intervenire grandi architetti per i lavori, compreso il Bernini e non badò a spese. 

L’abbazia di San Martino è un capolavoro cistercense tra i più belli in Italia e consiglio vivamente di andarlo a visitare, contiene inoltre una biblioteca di testi amanuensi unica al mondo, anche se purtroppo è, al momento, difficile da vedere, se non su prenotazione. 

Ma torniamo alla nostra Olimpia che, ormai sulla cinquantina, faceva la spola tra San Martino e Roma. La sua presenza ‘’ingombrante’’ a Roma, dava fastidio a molti. Non solo voleva mettere il ‘’becco dappertutto’’, tendeva anche ad impossessarsi di tutto. Denaro e potere erano il suo hobby preferito e non esitava a trasgredire la legge pur di potersi arricchire. 

Negli ultimi anni di vita di Innocenzo X, Olimpia vendette ‘’benefici ecclesiastici’’ e falsificò atti notarili, grazie anche alla complicità del vice-economo del Papa, un certo Francesco Canonici, che le malelingue sostengono fosse il suo amante.  

Il cardinale  Domenico Cecchini, economo in capo del Pontefice, che aveva scoperto le trame dei due, denunciò più volte la situazione. Alla fine intervenne direttamente il cardinale Fabio Chigi, Segretario dello Stato Pontificio, stanco insieme a tutta la Curia dello strapotere e degli illeciti della Maidalchini, che denunciò il Canonici e lo fece condannare a morte.

Combinazione il successore di Innocenzo X fu proprio il cardinale Fabio Chigi che, preso il nome di Alessandro VII, tra i suoi primissimi atti costrinse Donna Olimpia all’esilio.

Olimpia scappò da Roma e andò a rifugiarsi nel Palazzo ormai ristrutturato di San Martino, dedicandosi a lavori di abbellimento della città. 

La leggenda dice che le mura della città fossero state fatte a forma di bara, questo per ricordare a Donna Olimpia che, lì era e lì doveva rimanere.

Donna Olimpia morì di peste a San Martino al Cimino nel 1657 aveva 66 anni. 

Una donna avida di ricchezze e di potere che riuscì, in un’epoca in cui le donne erano dei graziosi oggetti, utilizzati per lo più come merci di scambio in contratti matrimoniali ai soli fini economici, ad imporre la propria volontà. 

Non dobbiamo dimenticare che nel seicento le donne aristocratiche o borghesi che fossero, avevano come unica prospettiva quella di diventare buone mogli e madri e, se non si sposavano venivano mandate in convento. Il matrimonio era il principale (e unico, escludendo il convento) obiettivo della donna. 

Quindi, potremmo dire che Donna Olimpia Maldaichini Doria Pamphili fosse una sorta di  ‘’femminista’’ del  ‘seicento,  magari non proprio una figura ”edificante” ma, di sicuro,  una figura che usciva dagli schemi dell’epoca. 

Alla prossima

Elena

Ieri …panico totale.

Ieri, torno dalla lezione del mattino e, quando arrivo a casa, scopro che il cane non c’è più. E’ scomparso.

Antonio non sa dove sia e non ricorda quand’è l’ultima volta che lo ha visto.
Iniziamo a cercarlo in tutta casa, poi in giardino, poi nei garage. Niente … di Luke non c’è traccia.
Presi da un panico sempre più crescente, saltiamo ognuno nelle rispettive auto ed iniziamo a percorrere le strade che normalmente facciamo con lui.
Vado su tutte le spiagge che conosco e domando a tutti. Antonio da parte sua cerca in Paese.
Dopo un’ora e più di ricerche, torno a casa e vedo l’auto di mio marito, speranzosa lo guardo ma lui scuote la testa.
Non avevo più lacrime da versare. Luke non ha nemmeno sei mesi, è l’ultimo cane che avremo nella nostra vita e lo sappiamo entrambi.
Ma poi … Luke pur se non potrà mai sostituire nel nostro cuore Black, è un amore, è pieno di vita, è buono, è intelligente, gioca con tutti… insomma eravamo proprio depressi.

In classe con tutti noi … 🙂

Mi maledivo per non aver messo l’indirizzo di casa al suo collarino e nel contempo, mi consolavo del fatto che Luke abbia sia il tatuaggio nell’interno dell’orecchio, sia il microchip.
Antonio intanto era andato verso la piscina che è chiusa in questa stagione, la apre e controlla che non ci siano ‘’cadaveri’’ … mi metto a piangere ancora di più.
Poi ad un certo punto apre la porta della cucina d’estate, inutilizzata dall’anno scorso, ed ecco che Luke salta fuori come un grillo felice e contento!
Non so chi di noi tre sia il più ‘’pirla’’ ma non importa, Luke era chiuso lì dentro e adesso è con noi sano e salvo.
Tutto è bene quel che finisce bene!

Alla prossima

Elena

E’ mancata Augusta Schiera Agostino …

E’ mancata Augusta Schiera Agostino.  La mamma dell’agente ucciso, assieme alla giovane moglie Ida, mentre chiudeva il cancello di casa.

Che la terra ti sia leggera cara e dolce mamma …

Augusta non si dava pace. “Io voglio sapere chi ha ucciso Nino e Ida”. Con suo marito Vincenzo girava l’Italia, parlava agli studenti, sfilava in corteo. Augusta Schiera era il simbolo dell’antimafia migliore, l’antimafia vera, quella che ha una sola missione: cercare la verità. Augusta se n’è andata questa mattina all’alba stroncata dal brutto male che l’aveva assalita negli ultimi tempi, ma anche questa volta non si era arresa. Aveva 80 anni, la forza di una ragazza, la determinazione di una madre che un giorno d’estate si era vista strappare il figlio e la nuora incinta.

Quel 5 agosto 1989 doveva essere un giorno di festa per la famiglia Agostino, per il compleanno di una delle figlie. Diventò presto un giorno di dolore. E non sappiamo ancora perché due uomini a bordo di una motocicletta iniziarono a sparare a Nino Agostino, uccidendolo assieme alla giovane moglie in dolce attesa.  Ufficialmente Nino era solo un poliziotto addetto alla squadra Volanti del commissariato San Lorenzo, in realtà andava a caccia di latitanti.  

La macchina del depistaggio era già in azione … e  le indagini presero la strada dei rancori di alcuni familiari di un’ex fidanzata di Nino. 

Augusta non ha mai smesso di denunciare che la verità sulla morte del figlio “è dentro lo Stato”. Si chiedeva, con la sua voce gentile ma determinata: “Dove sono finiti gli appunti di mio figlio, trafugati la notte del delitto?”. E ancora: “Chi, all’interno delle istituzioni, ha tenuto lontana per così tanto tempo la verità? Chi conosce la verità?”. Augusta non ha mai smesso di fare queste domande. Che adesso restano scolpite sulla sua tomba. E Vincenzo, che ha promesso di non tagliarsi la barba fino al giorno in cui conoscerà la verità, prosegue la battaglia di una vita.

Stiamo vicini a Papà Vincenzo. 

.-.-.-.-.

Per curiosità ecco qui un elenco ‘’parziale’’ di ‘’documenti’’ che spariscono in questo Paese:   

– Nel 1947 SCOMPARE uno dei memoriali di Salvatore Giuliano, quello in cui il ”bandito” indicava il nome dei mandanti dei delitti che servivano a bloccare il movimento dei lavoratori italiani;

– Nella vicenda Moro SCOMPARE il memoriale dello statista assassinato;

– Nel ”caso Calvi” SCOMPARE la borsa del banchiere;

– Nell’attentato in cui morirono Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie SPARISCE la valigetta con tutti i documenti che portava con sé – e la cassaforte di casa … fu trovata completamente vuota

– Nella Strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui morirono il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo  e gli uomini della scorta, SCOMPAIONO i dati sia dal computer portatile che da quello nell’ufficio dove lavorava Falcone e SCOMPARE anche la ”ram card” esterna che Falcone utilizzava per l’agenda elettronica;

– Nell’attentato di 22 anni fa, la domenica del 19 luglio del 1992 in cui moriva il giudice antimafia Paolo Borsellino e assieme a lui, perdevano la vita i ragazzi della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina …  l’inseparabile AGENDA ROSSA del giudice SCOMPARE!

– 5 Agosto 1989 – scompaiono gli appunti dell’Agente Nino Agostino, trafugati la stessa notte in cui è stato ucciso da ‘’ignoti’’ in motocicletta; 

– Metterei nell’elenco, come ciliegina sulla torta,  anche la DISTRUZIONE quindi SPARIZIONE delle intercettazioni telefoniche intercorse tra Mancino e Napolitano. La tempistica scelta per distruggere queste intercettazioni  è quantomeno ”inopportuna”  e,  per forza di cose , desta degli orribili sospetti …

Ma dov’è il problema per il PD nel fare ”accordi” con il M5S?

Pensierino del mattino … 

Non riesco a capire tutti ‘sti problemi che ha la ‘’sinistra’’ nel fare accordi con il M5S.

Si lo so che a Bersani hanno sbattuto la porta in faccia mentre l’hanno poi spalancata a Salvini. Lo so e mi viene un nervoso senza senso, visto che il ‘’mio PD’’ era quello di Bersani e che le cose, con un Governo Bersani, sarebbero andate di gran lunga meglio per il Paese … ma io sono vecchietta e non faccio testo. 

So anche che i grillini, per arrivare al Governo, hanno massacrato con metodo, grazie ai potenti mezzi della rete dispiegati alla grande, la sinistra italiana, che non è stata capace di reagire per tempo al bombardamento mediatico messo in atto dal M5S, dalla Casaleggio&Associati, dal FQ – il cui direttore vota M5S – e dai vari blog ‘’amici’’ . 

Purtroppo si sa che a noi ‘’popolo’’ , gli slogan ripetuti come dei mantra fanno effetto, e quindi ci siamo aggregati alla massa. 

Certo è che, dopo aver distrutto il ‘’nemico’’  si dovrebbe poi anche essere capaci di sostituirlo in maniera positiva;  ma qui ‘’casca l’asino’’! I risultati li abbiamo davanti agli occhi, l’Italia è in ‘’caduta libera.  Il che significa che tanto bravi costoro poi non lo sono  … o vogliamo convincerci del contrario a tutti i costi? Quanto dobbiamo ancora affondare prima di renderci conto della follia che abbiamo fatto?  

Il Gatto, la Volpe e il burattino … La versione odierna di Pinocchio!

Torniamo a grillini. Ammesso e non concesso che siano agli antipodi rispetto al PD,  non dimentichiamo che,  in ‘’teoria’’ , dovrebbero essere ancor più agli antipodi con la lega. Considerato tutto quello che blateravano per ottenere consenso, molti avrebbero giurato che M5S e Lega non avessero niente a che fare … e invece? 

Invece eccoli  lì …  ’’pappa e ciccia’’,  che pian pianino stanno distruggendo il Paese mentre il loro elettorato ‘’esulta’’! 

Ripeto, noi elettorato siamo ’’quel che siamo’’ purtroppo;  tutti sanno che la democrazia funziona meglio dove c’è un livello culturale maggiore … ma tant’è, dobbiamo prendere atto che questo è un periodo storico di ‘’decadenza’’ e come tale bisogna accettarne le conseguenze e, il livello culturale del paese, fa parte delle conseguenze negative, quindi rassegniamoci.

Detto questo, fermo restando che il suffragio debba assolutamente rimanere universale, non altrettanto ‘’universali’’ dovrebbero essere le candidature. Chi va a sedersi su quelli scranni deve dimostrare di portare valore aggiunto! Non voglio fare domande retoriche ma, che ‘’valore aggiunto’’ potrebbe mai portare all’Italia uno come Di Maio? E lui è solo il ‘’caso’’ che conosciamo meglio ma sono tanti, troppi a non saper fare una cippa in Parlamento. Noi cittadini dovremmo essere più ‘’selettivi’’ nell’eleggerli. Visto che però, grazie a leggi elettorali farlocche, noialtri non eleggiamo nessuno, ma si nominano tra loro, noi dovremmo almeno ‘’pretendere’’ che costoro abbiano i requisiti adatti. Il che significa alta scolarizzazione e/o comprovata esperienza. 

Ma torniamo ai nostri governanti ‘’giallo-verdi’’ e parliamo dei ‘’gialli’’ : 

– il M5S si è venduto, come una forza che molti hanno interpretato fosse ‘’sinistra’’, invece si direbbe si siano limitati a cavalcare tutto lo scontento che hanno trovato in giro per ottenerne il voto; 

– sono talmente delle nullità che, pur essendo arrivati al Governo da assoluti trionfatori, non dimentichiamo che avevano ottenuto il 32,6% dei consensi alle elezioni del 4 marzo e hanno conquistato 331 seggi in Parlamento, contro il 17% e i 181 seggi del Carroccio, eppure … dopo solo un anno risulta evidente che Salvini se li sia già mangiati in insalata!  

Per tirare le fila del discorso: se se li è mangiati in insalata Salvini, che non è che sia un ‘’genio’’ … anche il PD, nel caso fossero assieme al Governo,  dovrebbe riuscire ad annichilirli a sua volta no? Sono talmente  incapaci che fanno risultare ‘’statisti’’ tutti quelli che si avvicinano loro, vedi il caso appunto di Salvini, che continua a riscuotere simpatie tra noi ‘’popollo’’ che comunque, qualche problemino di comprendonio lo abbiamo.

Per farla breve, la sinistra DEVE trovare una ‘’quadra’’ al suo interno, smetterla con i ‘’distinguo’’ andare unita e al limite fare un accordo con ‘sti qui … tanto … sono talmente degli ‘’Zelig’’ che dove li indirizzi vanno. 

E poi … lo ammettono anche loro che sono in Parlamento per ‘’imparare’’ no? Bene! Allora diamogli dei ‘’maestri’’ che siano migliori di quelli della Lega, prima che il Paese vada completamente allo sfascio! 

Non per essere la solita pessimista ma le ultime ruote del carro europeo si chiamano: Cipro, Grecia e Italia! 

Meditiamo gente meditiamo …

Alla prossima

Elena 

M5S e … i ”misteri” della ”Piattaforma Rousseau”…

… ”misteri” o ”presa in giro? Consiglierei di leggere e di meditare …

Questo articolo non è mio, l’ho preso pari pari dalla rete. Ma evidenzia tutte le domande che già mi ero posta a suo tempo. Inoltre a tutto quello riportato qui sotto, sarebbe bene aggiungere che il controllo del voto, viene fatto da un notaio scelto dalla Casaleggio&Associati, che è la stessa a gestire la piattaforma. Quindi non ci vuole molto a capire che la ”trasparenza” sia assicurata per ”modo di dire”. Ma è mai possibile che nel nostro paese si sia così boccaloni? Vero è che la ”rete” serve a prendere ”pesci” ma così … si esagera … o no?

Ecco l’esperienza di una iscritta alla Piattaforma Rousseau alle ultime votazioni:

.-.-.-.-.

L’ISCRITTA: “HO VOTATO 4 VOLTE, ZERO CONTROLLI E NUMERI GONFIATI: ECCO COME FUNZIONA ROUSSEAU”. Ho votato anch’io lunedì. Per ben 4 volte! Tutte accettate, senza alcun controllo, né sms.” A dirlo è un’iscritta alla piattaforma Rousseau ben informata sugli aspetti tecnici di piattaforme complesse. Una dei 52.417 che due giorni fa hanno votato per decidere se concedere o meno l’autorizzazione a procedere per il ministro degli Interni Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona plurimo per il caso dello sbarco negato alla nave Diciotti. E, come diversi altri votanti, conferma tutti i dubbi e i sospetti sull’effettiva regolarità, trasparenza e credibilità dei risultati dichiarati dal Movimento 5 Stelle, che hanno visto la maggioranza (circa il 59%) schierarsi contro il via libera ai giudici. “Non si tratta, peraltro, di un caso isolato – chiarisce la donna – Le anomalie e i bug durante le consultazioni online su Rousseau sono la norma.”

Partiamo dall’inizio. Come si è avvicinata al Movimento 5 Stelle? Mi incuriosisce molto l’impatto delle nuove tecnologie sui processi democratici, li studio da molto tempo. Per cui è naturale che mi sia interessata al M5S e che ne segua le vicende. La democrazia elettronica è apparsa una cosa nuova in Italia, ma in realtà ha almeno trenta anni di letteratura e sperimentazione. Già anni fa ho cercato di analizzare più da vicino il funzionamento di questa macchina, e mi sono resa conto da subito di essere di fronte a un sistema deludente e permeabile.

Si riferisce a Rousseau? Sì certo, da più parti è stata evidenziata la sua inadeguatezza a gestire sistemi di voti ed interazione con numeri rilevanti di persone. Al primo tentativo sbagliato si sarebbe dovuto fare ammenda e impiegare un anno ed una squadra di ingegneri davvero bravi a mettere su una piattaforma a prova di errore e di critiche. Per ogni volta che non funziona, il danno alla credibilità delle procedure di partecipazione diretta mediata dalle tecnologie è enorme. In altre parole, Rousseau diventa la prova certificata che la eDemocracy non funziona, è soggetta a distorsioni pesanti, presenta bias tecnici, non rappresenta una forma di legittimazione dal basso dell’azione politica.

È ancora così? Certo, più che mai. E l’ultimo voto sulla Diciotti, che ha registrato – almeno così ci raccontano – il record di partecipanti, lo ha messo a nudo in modo imbarazzante.

Non è stata, dunque, una sorpresa per lei… Assolutamente no. Le dico solo una cosa che è un po’ passata inosservata, ma che, già di per sé rappresenta un problema democratico: ogni votante ha diritto a 2 preferenze. Nel senso che il sistema, di default, incomprensibilmente ti fa votare due volte. Non stiamo parlando di un errore ma di una modalità strutturale: una testa, due voti. Ciò significa, già solo così, che gli oltre 50mila votanti sbandierati da Di Maio sono potenzialmente la metà. In quale forma di democrazia questa cosa è possibile? Che senso ha esprimere due preferenze ad un quesito SI/NO?

Era già successo in passato? Sempre. Anche quando si è trattato di votare per il contratto di governo, nel maggio scorso, mi è stata data la possibilità di esprimere due preferenze. Un’anomalia evidentemente illogica, che falsa in modo palese il numero finale dei votanti e altera la credibilità stessa della consultazione.

Ma questa volta è accaduto anche di peggio… È accaduto che, dopo il secondo voto, mi è stata data la possibilità di votare ancora, e poi ancora, fino a quattro volte. Mi sono resa conto che stava succedendo qualcosa di grosso, quando il sistema è caduto.

Non è la sola ad aver denunciato i voti multipli. C’è chi è arrivato sino a 5 preferenze. Come se lo spiega? Me lo spiego tecnicamente perché, dovendo risolvere velocemente il problema del numero di accessi in contemporanea al sito, evidentemente non predisposto, hanno dovuto disabilitare altrettanto velocemente i controlli tecnici sugli accessi e sul voto stesso, probabilmente per ridurre le risorse server necessarie e quindi rimettere su la piattaforma. Ma questo ovviamente inficia la regolarità del voto. La verità è che i risultati del voto sulla Diciotti non sono verificabili e certificabili. Potenzialmente di quei 50mila partecipanti dichiarati, le persone fisiche effettive possono essere anche tre, quattro volte di meno. Facciamoci un po’ di domande. Perché a questa consultazione dovrebbe aver votato un numero di persone più alto che alla consultazione sul contratto, questione ovviamente di gran lunga più sostanziale per il M5S?

Eppure i 5 Stelle sostengono che sia tutto certificato da un notaio. Sin dal mattino presto il server ha avuto grossi problemi tecnici e si è inceppato a ripetizione per via dei troppi accessi in contemporanea. Il problema è stato risolto in tarda mattinata disabilitando il doppio check attraverso l’sms sul cellulare. Una soluzione che ha sciolto l’imbuto creato nell’accesso, al prezzo però di eliminare l’unica forma di verifica incrociata esistente.

Com’è possibile che una piattaforma come Rousseau non riesca a sopportare l’accesso di qualche migliaio di utenti? Questo è uno degli aspetti più oscuri. Non è la prima volta che accade: ad ogni votazione online si ripete, identico, lo stesso problema tecnico e si moltiplicano i casi di persone che non riescono ad accedere alla piattaforma. Eppure anche un bambino lo capirebbe. Se provo a far entrare dalla porta dieci elefanti, questi rimangono incastrati. A quel punto, o allargo la porta, oppure dico agli elefanti di entrare uno alla volta.

Magari dilatando l’arco di tempo nel quale è possibile votare… Esattamente. Qui non stiamo parlando di elezioni fisiche, con tutti i problemi che comportano. Nulla vieta di spalmare il voto in due giorni, anche – perché no – in orario notturno, permettendo alle persone di votare con maggiore facilità ed evitando ingorghi.

E perché non viene fatto? Questo dovreste chiederlo a loro. Delle due l’una: o non impari dagli errori oppure ti conviene che sia così. Quel che è certo è che Di Maio stesso non sembra minimamente consapevole di come funziona Rousseau e dei meccanismi che lo regolano. È lui stesso che fa coincidere il numero di votanti a una consultazione con il numero totale degli iscritti alla piattaforma. Con percentuali che, di volta in volta, si alzano e si abbassano in ragione delle preferenze espresse. Insomma, una incertezza sul numero degli iscritti e sui numeri in generale è un po’ grave per il capo politico di un movimento.

In conclusione, che idea si è fatta? Siamo di fronte a un sistema assolutamente opaco ed inaffidabile pagato grazie ad una forma indiretta di finanziamento pubblico, cioè da noi, che non ha il reale controllo sul voto online. Questa non è democrazia diretta, anzi non è proprio democrazia…(Articolo di Lorenzo Tosa del 20 febbraio 2019) 

.-.-.-.-.-.

Consiglierei di leggere e di meditare …

Alla prossima

Elena

Il Governo ”giallo-verde” fagocita la TV di Stato …

Telenovela Governo giallo-verde … Parliamo di ”fagocitare” la tv di Stato! 

É interessante vedere come i ‘’giallo-verdi’’ abbiano invaso tutta l’informazione che ci arriva. Non solo la fanno da ‘’padroni’’ in rete, ma pure in TV non li batte nessuno. 

interessante vedere quanto tempo i Giallo-Verdi pontifichino in TV senza contraddittorio alcuno …

Ecco che cosa mostrano le ultime rilevazioni dell’autorità garante per le comunicazioni (AGCOM), che cataloga le apparizioni di politici, istituzioni e altre figure d’interesse in statistiche diffuse al pubblico. Nello specifico, l’indicatore qui considerato è il “tempo di parola”, che conta quanto spazio viene lasciato a chi parla direttamente sul totale delle apparizioni in video.
Troviamo così che in media il 33% del tempo di parola è andato al governo Conte/DiMaio/Salvini e ai suoi membri, contro valori del solo 20% del Governo Renzi, simili o leggermente inferiori per i governi Letta e Monti. Nemmeno Berlusconi, che quanto a lavaggio delle meningi non stava male, nell’esecutivo del 2008 aveva osato quanto costoro!
Quindi, per farla breve, i giallo-verdi battono tutti e usano la TV di Stato per lavare le meningi a noi ‘’popollo’’!
Noi ovviamente, distratti come siamo, non ce ne accorgiamo.
Bello è che ci lamentiamo dei messaggi subliminali della pubblicità … queste invasioni invece ci stanno bene? Ma siamo sicuri di essere ‘’liberi’’ mentalmente? Qui ormai le ”voci” dissonanti sono sempre meno … e quindi le garanzie democratiche vanno a farsi benedire. La tanto decantata ”libertà” dell’informazione, il ”No bavaglio”  dove è andata a finire? Anche lì ”due pesi e due misure” vero? Se l’informazione la faccio ”io” allora vai giù pesante … e gli altri? Gli altri avevano solo da vincere le elezioni no? E che cavolo a noi ci ha eletto il ”popollo”!

Il bello è che nessuno alza un sopracciglio …  Mah …

Alla prossima

 

Elena