Cronaca del viaggio in Canada …

Quando si è presentata l’occasione di questo viaggio alla Sasel, l’associazione di cui facciamo parte, abbiamo colto, come si suol dire, la palla al balzo e ci siamo iscritti. Ecco qui la, più o meno, cronaca del nostro viaggio.

1° Mercoledì’ 3 ottobre 2018 

Sveglia alle 4 di mattina …  tutto ok. Ritrovo nella piazza di St. Aygulf alle 5.00. Il bus è arrivato all’aeroporto puntuale e alle 8 abbiamo scoperto che un coppia del nostro gruppo non aveva il visto a posto.

Fortunatamente tramite Ipad hanno richiesto il visto che è arrivato alla velocità della luce! Tutto ok.

Ora siamo in sala di imbarco al gate b41 in attesa di salire su un volo Air Canada. 

Arrivati a Montreal dopo un viaggio piacevole abbiamo preso la corrispondenza per Toronto, arrivati a Toronto siano saliti  su di un bus e siamo partiti immediatamente per Le cascate del Niagara. 

Qui si vedono entrambe le cascate, quella a sinistra è il ”velo della sposa” negli USA, l’altra a ferro di cavallo in Canada.

Siamo stanchissimi … a Niagara Falls abbiamo fatto una passeggiata, o per meglio dire, ci siamo ”rabastati”  lungo la costa ed ammirato le cascate.  Cena in un ristorante con vista all’ultimo piano.  Cena triste … un pò per la zuppa di pomodoro che odio, un pò per il fatto che per noi sono le due di notte … e che siamo in piedi e svegli da circa 23 ore. Siamo come degli ”zombie” e,  davanti alla bellezza delle cascate illuminate,  abbiamo sorriso in modo ebete, senza grande entusiasmo.

Ah … tra l’altro, dimenticavo di dire che ad Andrea (che nonostante il nome è una donna) hanno perso la valigia! 

  Giovedì 4 ottobre

Il nostro orologio interno ci ha svegliati alla nostra ‘’solita ora’’ peccato che qui fossero le 3,30 di notte. Non riuscendo a connettere il cellulare con il WIFI dell’hotel sono andata a rompere le scatole al portiere di notte. Che è un indiano (dell’India)  simpaticissimo con parenti un pò dappertutto nel mondo, Italia compresa. Comunque … chiacchierata a parte, non è riuscito a capire come mai non  funzionasse la connessione, anche perché il mio computer è connesso perfettamente!  Mah … misteri della tecnica che non domino, io perché sono idiota e lui perché non sa l’italiano e quindi non ha idea di come regolarsi con il mio cellulare che ‘’parla’’ in italiano. L’idea di cambiare la lingua non ci è passato nemmeno per l’anticamera del cervello.

Tornata in camera sono tornata a dormire.

Colazione … poi in attesa che arrivasse tutto il nostro gruppo per salire sul bus, ho fatto da traduttrice tra l’impiegato del desk che parla solo inglese (qui in Ontario si direbbero tutti loyalisti)  ed un’ospite che parla solo francese  e poi via per la piccola crociera alla Cascate. 

Eravamo i primi a salire sul battello che ci avrebbe portati sotto le cascate, sia quelle americane, il velo della sposa, sia quelle canadesi, a ferro di cavallo. Che dire? Una bellissima esperienza.  Un rumore impossibile e, nonostante l’impermeabile che ci hanno fornito quando siamo saliti, mi sono ridotta un ‘’cencio’’! Ovviamente sono stata nel punto in cui potevo bagnarmi di più, ho scattato foto e fatto riprese di questa montagna d’acqua che ti cade addosso! Adrenalina pura! 

Le sole foto troppo vicine non rendono, ma ho fatto dei video che metterò su YouTube.

Usciti dal battello siamo andati a fare una passeggiata lungo il Queen Victoria Park che costeggia tutta la zona e ho visto la statua di Tesla. Ho chiesto alla nostra guida come mai e la risposta è stata :’ ‘’Non ne ho la minima idea’’!

Eccolo qui il grande Tesla, il geniale inventore tristemente boicottato dai più all’epoca. Chissà, se avessero usato i ”suoi” di sistemi energetici, forse il mondo sarebbe più pulito …

Ok … ecco che cosa ho trovato in rete in proposito. 

‘’In Queen Victoria Park there resides a figure of one of the greatest scientific minds, watching over the waters which were so important to one of his greatest achievements. While electrical achievements are more often attributed to Ben Franklin and Thomas Edison, Tesla was the man behind alternating current, which allowed electricity to actually become a practical tool of humanity. One of his larger projects took place at Niagara, though more on the American side of the border. Said to be inspired by the power of Niagara Falls he saw in a photo, he yearned to harness the power the pounding water represented. Eventually this inspiration led to his invention and cooperation in construction of the first AC hydroelectric power plant. The monument shows Tesla standing with a cane atop on of his AC motors. The sculpture, sponsored by the St. George Serbian Orthodox Church of Niagara, is the winning design of Les Drysdale, from Hamilton, Ontario’’.

Non faccio nemmeno lo sforzo di tradurre, non ne ho voglia.

Pranzo in un self service dove abbiamo mangiato benissimo! I self service permettono di scegliere quel che preferisci a differenza delle cene prestabilite nei vari hotel che ricordano un pò troppo i pasti nelle case di riposo. 

Visitato la città di Niagara on the Lake, bella cittadina di impronta prettamente inglese, con case in stile vittoriano e georgiano perfettamente conservate. Le due strade principali sono ovviamente piene di negozi in cui comprare di tutto di più. Noi non abbiamo comprato niente, anche perché o è tutto made in Cina, oppure se sono prodotti ‘’locali’’ costano un occhio della testa. 

Prenzato a Burlington.

Risaliti sul bus, abbiamo sonnecchiato un pò.  Tornati a Toronto abbiamo fatto 12 chilometri a piedi ammirando grattacieli nella zona finanziaria, che, tutto sommato, sono più o meno uguali a quelli americani. La nostra guida si chiama Roland ed è un loialista che adora la Regina Elisabetta II e ama la monarchia. Strano, visto che aveva detto di essere nato in Quebec, ma qui siamo ancora in Ontario dove praticamente tutti parlano solo inglese.  Sul un bus a parte noi due, sono tutti francesi ed i francesi, si sa, non è che amino troppo le monarchie in genere, quindi i battibecchi tra lui ed i passeggeri sono ‘’costanti’’, anche perché la guida osanna i britannici a scapito dei francesi, a questo aggiungete il fatto che in Ontario si parla solo inglese, cosa che i francesi si rifiutano di imparare … 

Cena in Toronto nella parte vecchia della città  e poi finalmente alle nove siamo arrivati in un Best Western nella periferia e siamo letteralmente ‘’svenuti’’!

  Venerdì 5 ottobre

Oggi colazione alle sette e poi partenza per Gananoque,  la regione delle 1000 isole, costeggiando il fiume San Lorenzo. I prati verdi perfettamente tagliati ricordano l’Irlanda. Non ci sono confini tra una casa e l’altra, ognuno taglia la propria erba. La terra è ricchissima e ci sono fiori a profusione ovunque.  Oche selvatiche in quantità industriali, anche perché in questo periodo si radunano per la migrazione invernale.

Pranzo e poi imbarco per una piccola crociera sul San Lorenzo. Migliaia di isole di differenti dimensioni ospitano ognuna una casa. Piccola o grande che sia case simili sono il festival della pace. Ci sono quelle piccolissime per i pescatori oppure delle vere e proprie ville per chi si trasferisce con tutta la famiglia per l’estate. Il fiume fa da confine tra USA e Canada e la popolazione è tutta perfettamente bilingue. 

Su ciascuna delle isole c’è una casa, grande o piccola che sia, ognuna di queste case è, per ovvi motivi, il festival della pace. Secondo me sarebbe il posto ideale per uno scrittore.

Partiti in direzione di Ottawa la capitale, siamo arrivati verso sera, andati in hotel e poi a cena in un ristorante vicino.

Ora nanna …

  Sabato 6 ottobre

Svegliati alle sei! Stiamo migliorando … ci stiamo abituando al jet-leg anche se verso le cinque il nostro sonno diventa più leggero. Oggi giornata ‘’comoda’’ in quanto la colazione è alle otto e la partenza, prevista per il tour di Ottawa, è alle nove! Ci viene il dubbio che questi viaggi organizzati per persone ‘’anziane’’ con orari rigidi e passeggiate chilometriche …  servano ad ‘’eliminare’’ la categoria.  La nostro guida, che ha un senso dell’umorismo un pò strano, ha ribadito più volte che non accetta ritardi. Per corroborare il concetto ci ha raccontato che, in un suo precedente gruppo un signore non si era presentato alla partenza del bus in orario.  Dopo avergli telefonato e bussato sono entrati con un passe-partout direttamente in camera sua, dove … hanno scoperto che era morto! Ecco quella è l’unica scusa che accetta in caso di ritardi. Ci siamo guardati tra noi un pò intimoriti … 

Ore 9,30 entriamo nel Museo di Storia di Ottawa. Già il museo come edificio è interessante di per se.  Hanno lasciato ampia libertà all’architetto che ha creato un museo tutto curve che asseconda le rive ondeggianti del fiume Outaouais (da cui deriva il nome della città).

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L’altro motivo per cui non ci sono angoli ma solo curve è dovuto al fatto che, nella cultura autoctona, negli angoli si nascondono gli spiriti cattivi,  quindi … niente angoli! Avete mai visto un Tipi con gli angoli?

 

Comunque il museo si articola su quattro livelli e illustra la storia del Canada dai primi insediamenti primitivi fino ai giorni nostri.

Una sala immensa ospita la più grande collezione di Totem del mondo. Milioni di manufatti appartenenti alle popolazioni che nelle varie epoche hanno occupato il territorio.  Dagli attrezzi per la caccia e la pesca all’abbigliamento, dai tessuti al vasellame, dalle abitazioni alle cure mediche praticate dagli sciamani. Di che restare incantati. 

Un autoctono ”Inuit” … praticamente estinti. Noi ci disperiamo per l’estinzione, ad esempio,  del lupo artico … della nostra ”estinzione” invece non ce ne importa un fico secco. Avete mai incontrato, per esempio, un Watusso africano? Macché! Non ne esistono più, sono stati tutti uccisi!

Visita al mercato Byward che risale al 1840. Per loro è antico, d’altronde ognuno ha il proprio metro di paragone.

All’epoca i cacciatori di pelli, quello era il lavoro principale, stavano mesi e mesi in mezzo ai boschi,  da soli e la loro vita era scandita dal,  cacciare, uccidere,  scuoiare, essiccare le pelli. Quando il numero di pelli era sufficiente raggiungevano Byward e vendevano e/o scambiavano il loro bottino.  Ovviamente profittavano della ‘’civiltà’’ del paese per potersi fare un bagno caldo, mangiare qualche cosa i decente in una locanda e… passare un’oretta in ‘’dolce compagnia’’ ecco quindi che,  dove c’era inizialmente solo un posto di commercio per le ‘’pelli’’ sono sorte locande, negozi di vario genere,  banche e … bordelli.  Oggi il mercato consiste in negozi in cui vengono venduti prodotti tipici locali, scialli, cappelli, guanti, ponchos, sciroppo d’acero, etc …

Partenza poi per Montreal passando attraverso una splendida campagna verdissima e boscosa. Dato che la temperatura si è abbassata moltissimo i colori iniziano ad essere quelli autunnali di cui tutto il Nord America è famoso. Le foglie degli aceri sono rosso fuoco. 

Arrivati in Hotel … riposino e alle sette di riparte per il centro città dove abbiamo cenato al ‘’Prince e la Dame’’ e mangiato la ‘’smoked meat’’ tipica del luogo. 

  Domenica 7 ottobre

Visitato il mercato Jean Talon, un enorme mercato alimentare e di fiori con bancarelle arrangiate alla ‘’francese’’ un tripudio di colori e di cura. 

Un giro nella città di Montreal dove abbiamo ammirato il Parlamento con la camera dei deputati e del senato che sono in realtà tre edifici impressionanti neo gotici in una collinetta dentro la città. 

Una parte del Parlamento … sono tre edifici su un piazzale verde immenso. Il corpo centrale è il  parlamento vero e proprio, a destra c’è il Senato e a sinistra la Camera dei Deputati. Gli edifici sono di stile francese e inglese. Il corpo centrale è un miscuglio dei due. Sono molto attenti ai ”simboli esterni”, credo che sia un pò derivante dal contatto con la popolazione locale e un pò derivi dai retaggi mentali tramandati tramite le leggende dalle vecchie generazioni.

Montreal sorge su un’isola naturale in mezzo al fiume Sal Lorenzo. Abbiamo poi visto l’isola San’Elena che abbonda di ‘’marmotte’’. Eh si ‘’marmotte’’ che si sono riprodotte un pò troppo.  Per tenere a bada la popolazione di marmotte hanno pensato bene di immettere una coppia di volpi, che, non avendo nemici naturali, si sono riprodotte a loro volta in maniera esagerata. Per di più le volpi trovano più facile catturare e mangiare i salmoni piuttosto che le marmotte;  quindi ora l’isola oltre ad avere un sacco di marmotte ha anche un sacco di volpi! Quando si dice che l’uomo fa solo ‘’disastri’’ ci sarà pure un motivo no?

Siamo poi andati al parco olimpico dove abbiamo visitato le splendide costruzioni erette in occasione delle olimpiadi. Fatto un giro  nel quartiere latino ed in quello cinese.

Stadio olimpionico di Montreal

Pranzo nella vecchia Montreal. Dopo di che partenza per Trois Riviere, dove siamo arrivati sul tardi, un piccolo giro di orientamento sul porto, dove andando alle toelette metà di noi si sono persi. Alcuni sono usciti dalla porta sulla banchina, altri, me compresa, sono usciti dalla porta al piano superiore da dove d’altronde eravamo entrati. Niente di grave … ci siamo ritrovati. 

Siamo poi ripartiti in direzione di Shawingan per andare alla ‘’Capanna dello zucchero’’, dove abbiamo mangiato le specialità locali, ascoltata la musica e scoperto i diversi sistemi di come raccolgono lo sciroppo d’acero e di come lo preparano per la vendita.  Sono rimasta allibita nell’apprendere che una pianta di 100 anni può dare fino a 30 litri di materia prima al giorno.

Incredibile! Ho scoperto anche un nuovo strumento musicale,  una sorta di ‘’tamburello’’ con cui battono il tempo, consistente in una sorta di pinza in legno terminante con due cucchiai.  Insomma una cosa simpaticissima, anche noi battevamo il ‘’tempo’’ assieme ai musicisti.  

Poi … in hotel per la ‘’nanna’’! 

6° Lunedì 8 ottobre 

Partiti da Shawingan la mattina alle 8,00 in direzione dello Zoo St. Felicien che, ovviamente,  ai francesi ricorda molto il formaggio.

I francesi sono abituati a mangiare formaggio ad ogni pasto e qui non ne trovano durante i pasti e la cosa li destabilizza notevolmente.  Non perché non si produca in Canada, ma semplicemente perché non hanno l’abitudine di mangiarlo come i francesi ad ogni pasto. E comunque mangiamo già fin troppo. Quando torneremo bisognerà mettersi a ‘’dieta ferrea’’. 

Abbiamo raggiunto San Felicien che si trova nella Regione Lac Saint Jean. La regione è un enorme pianura fiancheggiata da colline boscose i cui colori sono ormai quelli dell’autunno pieno e sembra di essere immersi nella tavolozza di un pittore. Uno spettacolo per gli occhi. Peccato che il tempo sia grigio e quindi le fotografie non rendono bene. Pazienza gli occhi si ricorderanno …

Durante il percorso ci siamo fermati ad un lago dove alcuni di noi hanno fatto un giro in idrovolante sorvolando la zona circostante. Uno spettacolo vederli decollare ed atterrare. Nel nostro gruppo ci sono due ex piloti dell’Air France e, seduti comodamente sulle tipiche sedie di legno, con davanti lo spettacolo del lago,  ci hanno spiegato in che cosa consiste il volo dell’idrovolante.

Siamo poi ripartiti in direzione dello zoo.

E’ fatto benissimo, gli animali vegetariani ed onnivori sono liberi in spazi immensi. Gli unici chiusi in recinti, che però sono immensi, sono i puma, le linci e gli orsi polari. 

Inutile dire che per me che adoro gli animali è stata un’esperienza fantastica. Avrei voluto stare ore ad ammirare un orso polare bianco che sembrava mi guardasse negli occhi. Quando vedo un animale di quella bellezza, imponenza, forza … chiuso in un recinto … quando penso che grazie all’inquinamento gli stiamo togliendo la possibilità di vivere in maniera decente, o per lo meno nel modo che lui e madre natura avevano concordato … mi viene un nodo in gola e mi sento un mostro. Comunque mi hanno rassicurato che l’orso in questione non è solo, ha una femmina e durante la nostra visita lei era dal ginecologo, visto che pare aspetti un orsetto! 

Ma parliamo d’altro altrimenti mi intristisco troppo. Gli altri animali sembravano perfettamente a loro agio in un habitat che è loro perfettamente congeniale. Gli alci percorrono il territorio insieme ai bisonti e alle capre di montagna e … udite udite agli orsi bruni!

Ebbene si gli orsi bruni sono onnivori e quindi se trovano da mangiare a sufficienza non attaccano erbivori di grossa taglia, e qui per loro il cibo non manca . Ah … dimenticavo c’è anche una famiglia di lupi e anche loro sono in un territorio recintato per precauzione. Sono enormi … li avrei detti più piccoli. 

Finito il giro sono ormai le sei di sera, raggiungiamo l’hotel e, sorpresa, mangiamo anche in Hotel questa sera. Quindi finalmente abbiamo persino il tempo di fare una doccia prima di cenare. 

Nanna … e a domani! 

  Martedì 10 ottobre

Stamattina dopo colazione siamo partiti alla volta di Ste. Rose du Nord fiancheggiando con il bus il fiordo di Saguenay, l’unico fiordo navigabile nell’America del Nord. Un paesaggio splendido. Ci siamo fermati a Saint Rose du Nord dove abbiamo fatto qualche foto al villaggio e al fiordo. Ripartiti poi per Tadoussac un piccolo porto nel fiordo. Pranzato a Tadoussac e poi nel pomeriggio siamo partiti per la crociera nel fiordo per vedere le balene nel parco marino di Saguenay_Saint Laurent. 

Quella ”cosa enorme” in cui sfocia il Saguenay non è mare è solo il fiume San Lorenzo!  E pensare che noi che ce la ”tiriamo” perché abbiamo il Po. Mah …

Onestamente mi ero convinta che, visto che ci avevano detto che la stagione delle balene è a maggio, non le avremmo viste. Invece … 

La barca che ci ha portati era attrezzata da ponti coperti e protetti con grandi vetrate , ma io non me la sono sentita di stare dentro e ho preferito gelare fuori scrutando il mare, o meglio scrutando le acque del Saguenay che sfociano nel fiume San Lorenzo che a sua volta finisce in oceano. Certo che dopo aver visto un fiume come il San Lorenzo chiamare fiume il Po mi fa un pò ridere! Qui i fiumi come il Po li chiamano ruscelli. 

Una volta al largo ho iniziato a vedere delle increspature ed erano … foche grigie! Già il fatto di vedere le foche mi rendeva felice come una Pasqua. Ho continuato a scrutare il mare e ad un certo punto ecco apparire le colonne di vapore tipiche della respirazione delle balene. 

Una meraviglia, ci saranno state almeno una decina di balene nel fiordo. Abbiamo visto delle balenottere azzurre,  grandi e piccole, ed una megattera! Cosa volere di più toccavo il cielo con un dito! Non sono riuscita a fare un gran che di foto, perché erano lontane ed il mio telefono più di tanto non è che fa dei capolavori. Comunque il mio telefono fa sempre meglio di quel che potrei fare io con una macchina professionale.  

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qui si intravede il vapore della respirazione …

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un pezzetto di coda mentre si immerge …

Ritornati a terra a saliti sul bus, ho realizzato che avevo le mani intirizzite e faticavo a muoverle. Ci sono 6 gradi, e in barca il vento ha peggiorato la situazione. 

Adesso siamo in hotel a Saint Simeon, al calduccio per un pò.  Stasera andremo a mangiare in un ristorante poco lontano, il che significa a piedi. Non vale nemmeno la pena di cambiarsi, meglio gli scarponcini caldi di oggi e la giacca a vento. 

8° Mercoledì 11 ottobre

La giornata di oggi prevede:

  • Saint Simeon – Riviere du Loup su traghetto
  • Riviere du Loup – Levis
  • Levis – Quebec di nuovo sul traghetto.

Stamattina in bus abbiamo percorso la regione del Saint Simeon un panorama mozzafiato, con dei colori magnifici. Purtroppo il tempo è uggioso e la pioggerella e la nebbia non aiutano a fare delle foto. Pazienza, è tutto talmente grande, colorato ed immenso che è un piacere accarezzare questo panorama man mano che il viaggio procede.

Andati nel Porto di Persil, ammirata la Baia des Rochers dove non sono rare le foche grigie, che però non abbiamo visto.

Siamo andati nel luogo dove hanno svolto l’ultimo G8. 

Tornati a Saint Simeon abbiamo pranzato e poi preso il traghetto per la costa opposta del San Lorenzo, la costa dei lupi. 

Qui il ‘’ferry-boat’’ lo chiamano ‘’traversier’’ … non usano mai parole inglesi nel Quebec. Sono persino esagerati,  ma ci tengono ad essere una enclave indipendente dall’Inghilterra anche se non so se poi amino veramente i francesi o se l’attaccamento che dimostrano alla Francia sia solo un modo per mantenere la lingua e non usare l’inglese.  Tra l’alto dimenticavo di dire che la nostra guida, non appena siamo entrati in Quebec ha cambiato immediatamente opinione politica rigettando in toto la monarchia e la regina, che da sovrana incontrastata è diventata un palla al piede economica, lei e tutta la sua famiglia! Ma ancora … chi sono io per giudicare? 

Siamo poi andati a Saint Roch des Aulnaies dove abbiamo visitato una casa ‘’Signorile’’ borghese del 1700. La nostra guida, era una giovane ragazza in costume dell’epoca che, interpretando il ruolo della donna di servizio della casa, ci ha illustrato come si svolgeva la vita nella casa. Lo ha fatto con un misto di velata ironia e di grande rispetto. Se ho capito bene lei stessa è una discendente della famiglia fondatrice della città. 

Nella tenuta c’era anche un mulino ad acqua. Il mulino è tuttora in funzione anche se ormai utilizza sistemi più moderni.

Il vecchio mulino è stato restaurato e  i turisti possono ammirare questa immensa ruota di legno che generava la forza necessaria per muovere le pesanti macine. Estremamente interessante. Non avevo idea di come fosse organizzato un mulino ad acqua. 

Siamo poi risaliti sul bus che ci ha portati su un piccolo traghetto che ha attraccato alla città di Quebec, trasferta in Hotel, cena e … nanna.

Tanto per cambiare siamo ‘’cotti’’ … 

9° Giovedì 12 ottobre

Colazione in hotel partiti poi alla volta della città di Quebec, fondata da Samuel de Champlain, che si affaccia sul lago San Lorenzo. 

Tempo orribile, piove a dirotto ed è tutto grigio, purtroppo non vediamo un gran che e le foto non rendono nulla, ma poteva andare peggio e nevicare, quindi non lamentiamoci.

Una guida ci accompagna, sotto un diluvio senza senso e raffiche di vento che rovesciano gli ombrelli,  nella parte vecchia della città. Ci ha parlato della sua fondazione e delle varie battaglie avvenute tra inglesi e francesi per il possesso della stessa.   Come sapete gli inglesi hanno vinto, e il Canada è una monarchia parlamentare con a capo la Regina Elisabetta … ma qui, in Quebec,  tutti parlano francese! 

La città è bellissima, il castello, solo di nome, perché in realtà è sempre stato un Hotel, troneggia sulle alture che costeggiano il Fiume San Lorenzo, ma onestamente, noi bagnati fino al midollo dopo un pò iniziamo a dare segni di sconforto e la guida accorcia il giro previsto. E’ proprio impossibile stare fuori. Ci infiliamo un pò nei negozi, più per stare al caldo che per fare acquisti. 

Partiamo poi per le cascate di Montmorency. Battezzate così dal fondatore Champlain in onore del Vice-re della Nouvelle France, il duca di Montmorency appunto. 

Pranzo al Manoir Montomercy un ristorante che si affaccia sulle cascate omonime. Ma tanto con la foschia e la pioggia fosse anche stato lontano sarebbe stata la stessa cosa, non vediamo niente.

Dopo pranzo abbiamo proseguito sulla passerella in legno che si collega al ponte sospeso sul salto delle cascate.  Ha smesso di piovere ma il vento continua ad essere forte. Facciamo un pò di foto sulla cascata a poi torniamo veloci al caldo al Manoir Montmercy. Avremmo voluto scendere utilizzando una scalinata a zig zag che affianca le cascate ma il brutto tempo lo ha impedito. Siamo quindi scesi utilizzando la teleferica. 

Abbiamo proseguito per l’isola di Orleans che ha ancora abitazioni del XVIII e del  XIX secolo perfettamente conservate.  (Noi ne abbiamo di più ovviamente ma ognuno ha il suo metro di paragone) Abbiamo  visitato uno stabilimento che produce vari tipi di Sidro e prodotti locali tipici, compreso il burro di mela. Non male … 

Tornati a Quebec essendo in anticipo per la cena siamo andati a vedere i due ponti che, nel punto più stretto del fiume uniscono le due rive. La guida ci ha raccontato che durante la costruzione del primo ponte in ferro la parte centrale è crollata. Molti degli amerindi o autoctoni che ci lavoravano sono morti nel crollo. Gli amerindi venivano e vengono tuttora utilizzati nelle costruzioni di ponti o grattacieli, perché non soffrono di vertigini.  

Siamo poi tornati nella parte vecchia della città dove abbiamo cenato nel più vecchio ristorante del porto, anche lui fondato da Champlain … finalmente abbiamo mangiato del salmone! Poi tornati in hotel e … nanna! 

10° Venerdì 13 ottobre

Oggi il tempo è migliore, siamo partiti dall’hotel alle 8,30 ci siamo diretti verso i cosiddetti ‘’grandi spazi’’, come se fino ad ora non ne avessimo visti. Siamo andati alla Pourvoierie una rinomata regione di villeggiatura tra laghi e boschi.  

Arrivati al lago bianco siamo scesi dal bus e ci siamo incamminati verso il lago dove siamo saliti in quattro ‘’rabaska’’ e remando noi stessi siamo andati a vedere le dighe ed i nidi dei castori! Che meraviglia!

I Rabaska sono le imbarcazioni tipiche utilizzate dagli autoctoni e dai cacciatori di pellicce della zona. Sono canoe da 10/12 posti che scivolano sull’acqua senza troppa fatica. I posti sono tutti doppi tranne il primo a prua che dà il tempo e direzione e l’ultimo a poppa che timona. 

Naturalmente mi sono organizzata per essere la prima a prua.  Mi sembrava di essere un pellerossa e non avrei voluto più tornare indietro. Scivolare su uno specchio d’acqua liscio come l’olio,  in silenzio con tutto attorno una vegetazione dalla fiammeggiante livrea autunnale. 

Arrivati alla diga stando comodamente seduti dentro le nostre ‘’rabaska’’ abbiamo apprezzato il lavoro senza tregua dei castori che effettivamente modificano l’habitat circostante. 

Tornati di malavoglia all’accampamento abbiamo mangiato sotto una tenda nel bosco, circondati da scoiattoli curiosi. 

Il pranzo consisteva in insalata condita con sciroppo di lamponi e di uno spezzatino di cacciagione composto da vari tipi di carne: castoro, daino, lepre … buono, ma un tantino ‘’impegnativo’’. 

Dopo aver assistito ad una spiegazione sul funzionamento delle trappole odierne, che pare non torturino più gli animali co n trappole crudeli, ma le trappole oggi un uso uccidono le prede immediatamente.  

Ci hanno resi edotti di che cosa significa la vita del cacciatore di pelli oggi. Un lavoro infame, duro e difficile per guadagnare, alla fine, dopo una fatica immane,  6 dollari a capo. Il calo dell’uso delle pellicce come indumento ha ridimensionato notevolmente il mondo dei cacciatori di pelle. Chi fa questo mestiere oggi lo fa solo per hobby e  non certo per raggranellare del denaro che gli permetta poi di fare una vita ‘’borghese’’. All’interno della capanna qualcuno aveva chiesto del wifi … la guida impassibile ci ha mostrato un paio di scacciaspiriti indiani appesi al soffitto ed ha risposto che l’unico wifi disponibile era quello! 

Dopo aver chiacchierato ancora un pò attorno al grande fuoco acceso fuori dalla capanna abbiamo poi proseguito a piedi fino ai nostri ‘’Lodge’’ in mezzo al bosco.

Durante il percorso la nostra guida ci ha fatto vedere come accendere un fuoco con la corteccia delle betulle e la pietra focaia. Lo guardavo con interesse, curiosità e poca fiducia, eppure al primo colpo di coltello sulla pietra focaia la corteccia ha subito preso fuoco. Incredibile!  Ci ha poi mostrato come raccogliere la linfa degli alberi per produrre lo sciroppo.  Mentre parlava ho visto con la coda dell’occhio una pernice di un albero poco lontano. Non credevo ai miei occhi. Naturalmente non mi ricordavo il nome in francese per cui ho cercato di attirare l’attenzione della guida. Per paura di far volare l’animale mi sono spostata nel gruppo in velocità pestando il piede di un Signore vicino a me. Povero! Mi spiace. Ma alla fine la pernice l’hanno vista tutti e ho anche scoperto che il nome in francese è ‘’perdrix’’.  

Ora siamo nei nostri Lodge che sono dei piccoli chalet in pietra e legno con una grande sala comune equipaggiata con un grande camino al pian terreno e quattro camere da letto al primo piano, tutte le camere affacciano sul lago!  Una meraviglia …

Alle 18,00 ci troviamo tutti e 38 al Lodge nr. 109 per l’aperitivo … adesso passo e chiudo. 

11° Sabato 14 ottobre

Lasciato il lago bianco la mattina. Ho ancora visto le ‘’rabaska’’ e ci sarei tornata proprio volentieri.  Arrivati a Montreal, giro in bus sulla montagna, che in effetti è poi solo una collinetta, ma che quando nevica, e qui di neve ne scende in quantità industriali, la usano per fare dello slittino. Nel parco migliaia di scoiattoli vengono a cercare cibo avvicinandosi senza paura. 

Pranzato a Montreal e poi aeroporto, arrivati la mattina a Nizza. Siamo tutti raffreddati e stanchissimi per il fuso orario ma contenti della bella esperienza. A St. Aygulf Barthè e Janine, i nostri due cari amici e angeli custodi,  ci stavano aspettando e ci hanno accompagnati a casa.

Ecco finita la cronaca del nostro viaggio. 

Non dimenticherò mai la simpatia della nostra guida, Roland, un sergente di polizia in pensione che arrotonda la propria pensione accompagnando gruppi turistici, anche se sostiene di farlo solo per persone di lingua francese, nonostante sia perfettamente bilingue. Ma si sa il Quebec adora i francesi … o forse li ha idealizzati … chissà!

Non dimenticherò mai la gentilezza di Rodrigue, il nostro autista, che quando arrivavamo scendeva veloce per aiutare chi aveva qualche difficoltà a scendere dagli alti scalini. 

Il Canada è un bellissimo Paese, una natura mozzafiato, spazi immensi, acqua in quantità industriale, la loro energia è quasi tutta ormai legata all’idroelettrico. La centrale nucleare è stata chiusa e cercano di affrancarsi dai combustibili fossili, compreso il pericolosissimo fracking. 

Sono, in genere, molto attenti alla natura, anche se poi si lamentano di Brigitte Bardot, che, secondo loro, ha fatto un battage mediatico affinché la caccia ai cuccioli delle foche venisse abolita, causando danni irreparabili all’ecosistema ittico.

Abolendo questo tipo di caccia,  sempre secondo loro,  le foche si sono moltiplicate a dismisura e mangiano tutto il pesce disponibile. Sarà. Ma non ne sono affatto convinta. La caccia alla foca, come d’altronde la caccia a tutti gli altri animali da pelliccia è finita per il semplice fatto he non c’è più ‘’domanda’’! Chi metterebbe oggi una pelliccia senza sentirsi un mostro? Dare la colpa a Brigitte Bardot per una cosa simile mi pare un pò azzardato … ma comunque … ognuno ha le proprie idee.

Il Canada è un paese multietnico e, passetto per passetto, la popolazione si fonde, si mescola, amerindi compresi.

Gli ‘’autoctoni’’ o ‘’amerindi’’ o ‘’pellerossa’’ come li chiamavamo noi (sono chiamati pellerossa in quanto la prima tribù che è entrata in contatto con gli esploratori europei usava dipingersi il corpo di ocra rossa)  sono ormai pochissimi e confinati nelle riserve. 

Ora le ‘’versioni’’ in mio possesso sono completamente agli antipodi, ma non posso certo giudicare con così poche informazioni. 

Ho incontrato, seduta sulla panchina di in un centro commerciale, una signora con caratteristiche somatiche ‘’Inuit’’. Abbiamo chiacchierato un pò. Mi ha raccontato che, per vedere un pò di gente,  lei prende il bus, fa tanti chilometri, e viene a sedersi sulle panchine del centro commerciale, in questo modo, vede passare tanti turisti e le sembra di allargare la propria visione del mondo. Mi ha anche fatto capire che farli vivere nelle ‘’riserve’’ è un pò come se li si volesse tenere nascosti. D’altronde … il loro ‘’modo di vivere’’ è talmente diverso dal nostro che … è meglio tenerli nascosti! 

Nelle riserve hanno una sorta di ‘’reddito’’ che permette loro di mangiare, vivono in casette con servizi e riscaldamento ma, devono stare tra loro. Nel momento in cui escono dalla riserva ed entrano in contatto stabile con la vita degli altri cittadini e quindi si cercano un lavoro fuori dalla riserva, queste agevolazioni finiscono. 

La nostra guida invece sostiene che gli amerindi sono ben felici di vivere mantenuti dalla collettività e che non vogliono mescolarsi con i caucasici.

Due campane differenti … ma chi sono io per giudicare? 

Un’altra cosa che ho trovato interessante è stato il racconto che la nostra guida ci ha fatto sulle trattative tra bianchi e amerindi per lo scambio delle merci.

Dunque agli indiani servivano oggetti in ferro e fucili che ovviamente costavano parecchio. Le collane con le perline e gli specchi non sono durati poi tanto tempo,  ingenui va bene, ma stupidi no!  E comunque … si sa che è la domanda che fa il prezzo, quindi le trattative andavano per le lunghe.

I bianchi per ‘’annebbiare’’ un pò le idee degli amerindi accompagnavano queste trattative con grandi bevute di alcool. Gli amerindi non erano abituati a questa bevanda e si ubriacavano immediatamente.

D’altro canto gli ‘’amerindi’’ accompagnavano le stesse trattative fumando il ‘’calumet della pace’’ che altro non era se non mariuana. 

Immaginatevi in che condizioni venivano fatte quelle trattative! 

Per avere un fucile era necessarie una pila di pelli della stessa altezza del fucile, quindi proprio tante, troppe …  ecco che gli indiani avevano trovato il modo di aumentarne l’altezza aggiungendo tra uno strato e l’altro dei rami di pino.  D’altronde … i bianchi spesso davano loro dei ‘’calderoni’’  per cucinare bucati … oppure dei fucili che non funzionavano un gran che.

L’ultima cosa che vorrei menzionare è la profonda antipatia che gli abitanti del Quebec hanno nei confronti degli inglesi. Li detestano, ma proprio tanto. Sulle targhe delle auto circolanti nel Quebec c’è scritto: ‘’Je me souviens’’ …  ci tengono a precisare che ‘’loro’’ non sono di origine ‘’inglese’’ bensì ‘’francese’’. Tra l’altro, ogni volta che si entrava in un ristorante o un negozio di souvenir, sapendo che eravamo una comitiva di turisti francesi, venivamo accolti con: ‘’bienvenue cousine/cousen’’! Non avevo il coraggio di dir loro che ero italiana, sembrava brutto…  

Alla prossima

Elena 

 

p.s.:  questo testo è un ”work in progress” quando avrò tempo, metterò delle foto.

 

Giallo-verdi … venditori di cosa?

I giallo-verdi non hanno un piano ‘’organico’’ per il paese. Non sarebbero nemmeno capaci di immaginarlo molto probabilmente.

Ecco il Governo ”giallo-verde”. D’altronde … partendo da un ortottero, questo è il massimo che potevano avere no? 🙁

Costoro vanno semplicemente ‘’a vento’’ …

Ho la triste impressione che il loro concetto di ’’democrazia diretta’’ sia quella di ‘’stare ad ascoltare’’ le necessità della ‘’rete’’ e dare ad ‘’essa’’ delle risposte. La gente si lamenta, e a ragione,  che non c’è lavoro? Loro si organizzano per ”creare lavoro”? Macché! Loro in compenso si inventano il ‘’reddito di cittadinanza’’ per farci contenti!

Quel che ci ”vendono” come ”reddito di cittadinanza” altro non è se non un ”placebo” … un palliativo misero.  Ma,  grazie ad un gran battage mediatico,  ce lo vendono come la migliore delle soluzioni!  E ci ricamano attorno come se avessero inventato l’acqua calda, come se fosse l’unica soluzione di ‘’sinistra’’ per vincere la povertà, come la sola ed unica manovra a favore del popolo! Gente ma quanto siamo ”boccaloni”?

Se poi però … si tirano le somme, tutti ci rendiamo conto che ‘sto pseudo reddito di cittadinanza, è niente di più che il REI che c’era prima. Anzi forse con qualche cosa in meno.  

I loro ‘’guru’’ (Casaleggio/Grillo) giustificano la mancanza di lavoro come un fatto impossibile da risolvere, il loro fantascientifico ragionamento è:  ‘’ormai i robot ci tolgono il lavoro quindi noi facciamo lavorare i robot e stiamo a casa con uno stipendio che ci permetta di comprare quello che i robot producono’’. Ingegnoso no? Noi non facciamo più una cippa … noi dobbiamo solo avere dei soldi per consumare! Che squallore di esistenza!

Comunque … come fanno per darci ‘sti soldi? Semplice! Li chiedono all’Europa! Che ovviamente ci guarda come se fossimo matti e, siamo onesti, hanno pure ragione.

I venditori di ”sogni” … della realtà a costoro non importa nulla. Tastano il polso della rete tramite gli algoritmi e rispondono secondo le richieste che emergono. In questo modo ottengono consenso e … basta. Non c’è niente altro dietro! Questo è un governo ”virtuale”! Sovranità? Ma per favore … questi vogliono solo consenso di popolo e poi i soldi li chiedono all’Europa. 🙁

Sempre tornando alle necessità del popolo … cosa vuole il popolo? Non vuole più pagare tasse assurde. E loro cosa fanno? Cambiano il sistema di tassazione? Macché! Lo rendono più snello e più giusto? Macché! Combattono l’evasione? Macché!  Combattono l’elusione? Macché! Si inventano una cosa con un nome ‘’altisonante’’ come ‘’Flat Tax’’ e,  pur vendendocela come ‘’universale’’ ma applicandola soltanto a ”pochi intimi”, ce la fanno digerire come un qualche cosa di ‘’fantastico’’! Tanto … per quello che capiamo noialtri …  a noi bastano le ‘’belle parole’’ no? 

Tutto ‘sto am ba ra dam mediatico attorno alla flat tax, per ampliare di 10.000 euro quanto già fatto dal Governo precedente. Anche prima chi aveva un reddito che non superava i 50mila euro pagava il 15%, ma quelli di prima mica erano dei comunicatori per eccellenza come questi qui.  Tra l’altro quelli di ”prima” tanto odiati, avevano fatto anche questa manovra ma senza aumentare il debito, anzi continuando a diminuirlo. Ma a noi che importa?  … noialtri, si sa, si da ragione all’ultimo che grida forte. Tanto … non sappiamo mai una cippa! La nostra informazione si limita è quella di Grillo in rete o, proprio se siamo degli intellettuali, al Fatto Quotidiano di Travaglio! 

Mò che hanno varato ‘sto def e si sono resi conto che sono in molti a chiedersi: ‘’Ma … dove sono gli investimenti per la crescita’’? Ecco che saltano fuori dicendo: ‘’Questo è il programma che prevede i più grandi investimenti per la crescita’’! 

Ma … dove? Ma con quali soldi? Ma cosa avete previsto di fare? Al massimo andrete di nuovo a chiedere dei soldi in prestito per rifare il ponte di Genova dove la gente andrà a socializzare! Come sostiene quel genio di ”ex carabiniere” Ministro delle Infrastrutture … Toninelli!

Mamma mia, poveri noi!  Siamo passati dal ‘’venditore di padelle’’ Berlusconi … ai ‘’venditori di sogni’’ gialloverdi! 

Alla prossima

Elena 

FLAT TAX …

Pure qui il ‘’nome’’ è fondamentale! Non è affatto vero che si tratti di ‘’flat tax’’ in quanto, per potersi chiamare così, avrebbe dovuto essere estesa a tutti. E cioè ad imprese e famiglie. Invece? Ciccia! Ma il nome fa ”bello e non impegna”!
Come d’altronde non è affatto vero che si chiami Reddito di Cittadinanza quella cosa che ci ”vendono” i grillini, ma si tratti di un semplice sussidio di disoccupazione.
Ma sappiamo tutti però che per ‘’vendere’’ dei prodotti ci vogliono dei nomi accattivanti vero? E quindi … ecco che i pesci abboccano!

Questa agenzia ha ”venduto” il M5S all’elettorato italiano come se si trattasse di un prodotto e non di un partito. Grazie ad una serie di algoritmi monitora costantemente i ”desiderata” del popolo e li traduce in messaggi propagandistici, che spamma ovunque,  al fine di ottenere/mantenere il consenso.


Comunque … torniamo a ‘sta pseudo ‘’flat tax’’ del governo giallo-verde! Significa che per professionisti, artigiani e commercianti con ricavi e compensi fino a 65mila euro si vedranno applicare un’imposta sostitutiva di Irpef, addizionali, Irap e Iva del 15%!
Per ottenere questo abbiamo aumentato il debito italiano che pesa su tutti quanti e che è un ulteriore fardello alla nostra già misera crescita! Ci siamo? Bene …
Mò quanti di voi sanno che il governo precedente prevedeva la stessa aliquota per chi aveva ricavi fino a 50mila euro?
Quindi ricapitolando, il governo precedente, aveva assicurato questa percentuale di tassazione fino a 50mila euro senza sforare il debito.
Tirando le somme … il Governo giallo-verde è un campione di propaganda e vende benissimo quello che fa facendoci digerire un debito da paura e spacciandocelo come il sale sulla terra … l’aiuto ai poveri!
Alla fin dei fini invece hanno semplicemente aumentato la platea che il PD aveva già previsto.
l problema del PD è che non è capace di ‘’vendere’’ come fanno costoro grazie alla regia della Casaleggio&Associati e alla ‘’Bestia’’! Punto! Ma forse … è più serio e fa le cose meglio di ‘sti qui!

Alla prossima

 

Elena
.-.-.-.-.-

A questo link troverete un articolo che parla del sistema propagandistico, soprannominato ”La Bestia”, analogo a quello della Casaleggio&Associati del M5S,  della Lega di Matteo Salvini,


http://www.lastampa.it/…/la-bestia-lalgoritmo-c…/pagina.html

Reddito di cittadinanza …

… o per meglio dire: Sussidio di disoccupazione. Ma si sa, la Casaleggio&Associati è specializzata nel ‘’vendere’’,  quindi tutti sanno che nel marketing le ‘’parole utilizzate’’ hanno il loro peso. Ecco perciò che la voce ‘’sussidio di disoccupazione’’ è diventata nella Bibbia Grillina: ‘’Reddito di cittadinanza’’ che significa ovviamente ben altra cosa, ma tant’è …

Comunque, a grandi linee,  funzionerà così:  

Lo Stato darà,  a me disoccupato, il sussidio di disoccupazione, circa 730 euro.  Nel frattempo mi farà tre offerte di lavoro e dovrò accettarne almeno una, in caso contrario, il sussidio mi sarà tolto. 

Ora … a parte il fatto che se sono in grado di offrirmi tre lavori non capisco per quale motivo mi dovrebbero dare un sussidio … mah …

Inizio ad avere il sospetto che il lavoro che mi sarà offerto non sarà poi tanto ‘’eclatante’’ e in linea con quanto mi sarei auspicato.

Consiglierei di prepararci tutti  psicologicamente a raccogliere pomodori sotto il sole o a pulire i ‘’servizi igienici’’ alle stazioni ferroviarie.

D’altronde se gli immigrati ci ”rubano il lavoro” come sostiene Salvini … noi non vediamo l’ora di sostituirli vero?

Di Maio lo farebbe ‘sto lavoro? Mah …

Di Maio ha preferito farsi mantenere dai genitori a legge per 12 anni senza dare esami e poi … ha incontrato Beppe Grillo. Ma noialtri non abbiamo ‘ste fortune, quindi …

Che sia ben chiaro il pulire i servizi igienici non è affatto poco dignitoso anzi! 

Ma non so per quale strano motivo … ho il dubbio che a molti non piaccia.  

Alla prossima

Elena 

Ponte Morandi di Genova …

… Situazione al 25 settembre 2018.

Sono passati 40 giorni dal crollo del ponte e il Decreto Legge per la sua ricostruzione non c’è ancora. 

Ponte Morandi ”prima”

 

… ”dopo”

Non hanno ancora deciso:

  1. – chi  ricostruirà il ponte, 
  2. – chi sarà il Commissario Delegato alla ricostruzione,
  3. – quali saranno i suoi poteri. 

Per meglio dire, l’avevano presa si la decisione sull’azienda che avrebbe dovuto ricostruire il ponte e cioè una start-up di Fincantieri. Decisione presa da Toninelli su, pare, pressioni di Di Maio, peccato che la start-up in oggetto NON possieda la qualifica per poter ricostruire un ponte, quindi … ciccia!

Chi in ‘’teoria’’ dovrebbe ricostruire il ponte è l’Aspi (Autostrade per l’Italia) essendone ancora la concessionaria, ma il Governo non vuole sia lei a ricostruire. E’ addirittura in atto l’iter per toglierle la concessione in oggetto.  Quindi la situazione è questa: il Governo vuole i soldi da Aspi ma non vuole che sia lei a ricostruire. Sarà dura …

A ‘sto paciocco si deve aggiungere il fatto che il Governo vuole costruire SENZA ‘’gara di appalto’’  ma il codice degli appalti nel nostro Paese obbliga invece a farla ‘sta gara. Questo ovviamente innescherà un contenzioso che andrà avanti per una ‘’vita’’. Possono permetterselo gli sfollati di Genova e la città stessa? Mah … direi proprio di no.

Certo che … se invece di aspettare che vecchi ponti o viadotti cadano, oltre al monitoraggio costante obbligatorio, ma che comunque spesso si rivela insufficiente, li si ricostruisse in zone attigue,  più sicuri, antisismici e più belli,   usando magari, dove possibile, quelli esistenti per il traffico ‘’leggero’’ e quelli nuovi per quello ‘’pesante’’,  forse sarebbe meglio  no? Ma poi … pensate a quanto lavoro verrebbe fuori facendo continuamente qualche cosa di nuovo, di intelligente, di utile e di bello!  Dovremmo smettere di fare sempre di tutte le erbe un fascio e cercare di capire che non è sempre tutto sullo stesso piano. 

Un conto è costruire cattedrali nel deserto o alberghi sulle spiagge … un conto è invece garantire la sicurezza delle vie di comunicazione rispettando l’estetica del paesaggio … invece di dire di NO, per esempio,  anche alla Gronda!

Non siamo capaci di capire che ‘’cementificazione’’ non ha lo stesso valore ovunque. 

Noi non siamo capaci di fare due più due … se per boicottare le Multinazionali Farmaceutiche l’idea migliore che abbiamo avuto è quella di NON vaccinarci … bè … la dice lunga sulla nostra capacità di ragionamento.

Noi vogliamo la ‘’decrescita felice’’ … Non esiste la decrescita ‘’felice’’ la decrescita può solo essere ‘’infelice’’! 

🙁 

Alla prossima

Elena 

Olmo se ne è andato …

Non ho mai visto in carne ed ossa quel cane se non nelle foto pubblicate da una mia amica su fb. Ma l’idea che mi ero fatta di lui era quella di un giocherellone affettuoso e bellissimo, amato e che, a sua volta, amava gli umani con cui condivideva l’esistenza.

E’ mancato ieri e ho, come tanti seguito la triste storia sul FB.  Primi sintomi di malessere ed inappetenza, poi la diagnosi di un versamento nel cervello … poi la cura che ha tolto per un pò pressione e dolore e lui, come tutti i cani, appena si è sentito meglio si è alzato ed ha rincuorato i suoi proprietari terrorizzati dalla paura di perderlo.

Poi di nuovo la milza con dei problemi … altro versamento di sangue seguito dall’intervento chirurgico per asportarla e poi … il cuore, sottoposto a troppi sforzi … ha ceduto. 

Ho pianto per Olmo!  So bene che cosa si prova in momenti simili. Pezzi di cuore che se ne vanno.

Lo so, sembra ridicolo parlare di ‘’pezzi di cuore’’ che se ne vanno assieme ai nostri amici animali, con tutti gli umani, piccoli o meno, che soffrono e muoiono a questo mondo.

Ma … è più forte di me … 

Capire la sofferenza che si prova, quando un amico a quattro zampe se ne va, lo può solo fare chi ha scelto di dividere con loro la propria esistenza.

Il cane non è un gatto a cui si offre un tetto , del cibo e dell’affetto … il cane è un membro della famiglia a tutti gli effetti.

Ti capisce e ti consola quando non stai bene, ti è vicino quando ‘’sente’’ che hai dei guai, ti guarda negli occhi e, anche se non può parlare, è in grado di comunicarti quello che, spesso,  le persone non sono capaci di fare pur parlandoti per ore.

Il cane è davvero un ‘’pezzo di cuore’’ e quel pezzo di cuore se ne va assieme a lui. Non posso non piangere e non immedesimarmi … ho provato un dolore immenso quando il mio Black se ne è andato, e ancora oggi, nonostante avessimo deciso di non prenderne mai più … la casa mi sembra ‘’vuota’’.  

Eppure … ho un marito che risposerei, due figli meravigliosi, due nipotini che adoro … un gatto simpaticissimo, un coniglio ma … la casa senza Black mi pare sempre ‘’vuota’’. Mi mancano quegli occhi scuri e intelligenti che affondavano nei miei quando ero in ‘’crisi’’, mi manca la sua presenza costante attorno a me … era la mia ombra.

Cara amica che hai perso il tuo Olmo …coraggio … vedrai …  il tempo è galantuomo e lenisce tutte le ferite, anche le più profonde, ti rimarrà una cicatrice nel cuore con sopra scritto il suo nome.

Alla prossima

Elena 

Di Maio – reddito di cittadinanza – alchimie …

Alchimie pensionistiche … quota 100 … mandare in pensione ‘’prima’’ … ma non sarebbe meglio concentrarsi sul creare lavoro reale per i giovani?

Abbiamo periferie fatiscenti … ponti che cadono … dovremmo ricostruire in maniera eco-compatibile … ristrutturare i nostri antichi borghi … far risaltare il ‘’bello’’ e buttare giù i palazzoni degli anni ’60 …  affrancarci dall’energia fossile e invece? 

Invece ‘sti geni si sono inventati il ‘’reddito di cittadinanza’’ che altro non è se non un sussidio di disoccupazione! 

Ma torniamo al ‘’genio’’ Luigi Di Maio per il quale,  in fondo,  il lavoro c’è eccome! Perché dico che secondo lui il lavoro c’è? Semplice …  non hanno forse intenzione di offrire a ciascun inattivo almeno tre lavori? 

Vediamo un pò come funziona ‘sto reddito di cittadinanza … 

Luigi Di Maio nelle comunicazioni al Senato aveva spiegato i passaggi che consentiranno a tutti gli italiani di avere non meno di 780 euro al mese. 

iu 20.46.18

Questo è l’uomo che ci rappresenta al ”meglio” … 🙁

Ha spiegato inoltre come il reddito di cittadinanza NON sia una “misura assistenziale” bensì una “misura economica”. Non sia un “sussidio” ma un “volano”. Che belle parole …  ma guardiamo un pò la realtà dei fatti.   

Di Maio ricorda che il reddito di cittadinanza serve a creare lavoro e ad accompagnare il lavoratore, offrendogli un sostegno al reddito, in cambio dell’ IMPEGNO ad ACCETTARE almeno una delle TRE proposte di lavoro che lo stato gli troverà!

Quindi lo stato ti dà un sussidio mensile ma ti offre anche tre lavori e tu devi prenderne almeno uno dei tre. Viceversa ti tolgono il reddito di cittadinanza. 

A parte il fatto che se lo Stato è in grado di offrire addirittura tre lavori ad ogni disoccupato c’è da chiedersi a cosa serva il reddito di cittadinanza. Ma questi sono ‘’misteri’’ della Casaleggio&Associati per raccogliere consenso elettorale.

Torniamo al reddito di cittadinanza … la domanda è:  ‘’Ma … le coperture per ‘sto reddito in attesa che salti fuori un sicuro posto di lavoro dove le prendiamo? 

Non c’è bisogno di coperture spiega  Di Maio, in quanto almeno un milione di persone inattive saranno spinte a cercare lavoro aumentando così il tasso di partecipazione alla forza lavoro, in questo modo saranno considerate dalle statistiche forza lavoro disponibile, così aumenterà il pil potenziale e di conseguenza si attiveranno risorse per 19 miliardi di euro,  che sono addirittura superiori di due miliardi al costo previsto. 

In pratica funziona in questo modo, spendi 17 miliardi che non hai, chiami gli inattivi “disoccupati”, poi chiami il sussidio “volano” e infine ti avanzano pure un paio di miliardi. 

Ma … come faranno a venirgli delle idee così intelligenti? In che mani siamo finiti? E perchè la gente gli crede? Ma non si rende conto che tutto ciò è solo ‘’aria fritta’’? 

Ma l’economia si fa con la realtà o con l’aria fritta … quando sostengo che il M5S è tanto ‘’fumo’’ e poco ‘’arrosto’’ mi capite adesso?

Mah … 

Alla prossima

Elena 

 

 

 

.-.-.-.-.

fonte un articolo della redazione Foglio. 

 

Il caos attuale in Libia! Proviamo a fare il …

punto della situazione …

In Libia non c’è sicurezza! E la sensazione di ”sicurezza” è quella che fa marciare il mondo intero! Se ci si sente ”sicuri e tutelati” tutto funziona!  Si ha voglia di fare, di organizzare, di pianificare e si guarda al futuro con ottimismo. Se invece ci si sente ”insicuri” ci si chiude nei propri giardini e si attendono gli ”eventi”, che di solito in queste condizioni sono ”violenti” ed esagerati! Ma vediamo un pò che cosa sta succedendo adesso in Libia …

iu

Dalla scomparsa di Gheddafi, nel 2011, centinaia di ‘’milizie’’ sparse chiedono il potere. In questa situazione ‘’stabilizzare’’ il Paese non è certo un’impresa facile. La Libia avrebbe bisogno di un esercito ben addestrato serio e capace di ostacolare ‘ste milizia che, ad ogni piè sospinto cercano di andare, a loro volta, al potere. 

Come fare ad andare ad elezioni ‘’libere’’’ come spinge Macron in una situazione simile? Fayez Serraj, il premier del Governo di accordo nazionale, uscito dagli accordi di Shikrat  nel dicembre del 2015,  e sostenuto dalla Comunità internazionale, è ora alle prese contro una nuova rivolta a Tripoli. Non è certo la prima ma si direbbe la più grave, visto che sono già morte 200 persone. 

Le varie milizie non danno certo retta a Serraj ma bensì ai capi tribù a cui appartengono. Non dimentichiamo poi che in Cirenaica il business delle armi e della tratta di schiavi sono gestiti assieme da gang criminali e da milizie.

Senza un esercito nazionale ben armato, che risponda solo al Governo, che sia compatto e capace di bloccare costoro,  chiunque abbia a disposizione una milizia può reclamare potere. E, nel caso al ‘’potere’’ non ci arrivi,  farà di tutto, compreso ricorrere alle armi per far andare a ramengo il processo di stabilizzazione di ‘sto disgraziato paese. Cosa che sta accadendo in questi giorni a Tripoli, grazie a quella che chiamano: Settima Milizia!

Il caos creato da ‘sta Settima Milizia è il più grave dall’estate del 2014. Serraj  è andato al potere nel 2015,  quando una coalizione di milizie islamiche  chiamata ”alba Libica”  conquistò Tripoli insediandoci  un Governo ombra di tendenze islamiste, spaccando  di fatto il Paese in due. 

Se finora Serraj è riuscito più o meno a domare le rivolte (le armi molto probabilmente gliele forniamo un pò tutti per tenere a bada ‘ste milizia)  è innegabile che la sua autorità non è che sia poi chissà che. Tra l’altro Serraj non è che dispone poi di un esercito compatto ma bensì di gruppuscoli di milizie che fanno alleanze oggi e le disfano domani. Quindi sono ”affidabili” una cippa!  E che comunque rispondono agli interessi dei loro capi tribù più che a quelli del Governo. Non è un caso che in diverse città della Cirenaica i redditizi business del contrabbando di armi e della tratta di esseri umani siano gestiti congiuntamente da gang criminali e da milizie.

A lanciare l’ultima offensiva contro Serraj è stata la ‘’Settima Brigata’’, una milizia di stanza nelle città di Tarhuna, a sud della capitale. La ragione ufficiale della sua rivolta contro le formazioni fedeli a Serraj sarebbe quella di porre fine al potere delle “milizie corrotte”  (slogan per far digerire interessi propri al popollo che tanto non capisce una cippa) e riportare l’ordine nella capitale”. Ovviamente ogni milizia vuole portare il ‘’suo’’ di ordine. 

Per cercare di evitare uno scontro ancora più aperto  Serraj si è appellato alla potente milizia di Misurata, il cui appoggio al Governo di accordo nazionale non è che sia poi così solido.

La milizia di Misurata infatti respinge le interferenze straniere contro la sovranità della Libia e non aveva partecipato all’incontro tanto voluto da Macron per portare la ‘’pace’’ in Libia.

Macron era riuscito si a far sedere allo stesso tavolo: Serraj, il generale Kalifa Haftar, suo rivale e signore incontrastato della Cirenaica, il presidente del Consiglio di Stato, Khaled al-Mishri, esponente di punta dei Fratelli musulmani, anche lui nemico di Haftar, e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguilah Salah Issa. Questo però non significava far sedere allo stesso tavolo ”tutte” le diverse ‘’anime’’ della Libia. L’intesa che si voleva raggiungere era ambiziosa. Si trattava di unificare le istituzioni, tra cui la Banca Centrale, indire elezioni già in dicembre, formare un esercito nazionale. Ma il fatto che non fosse stata nemmeno firmata dai presenti  la diceva lunga su ‘sto “successo” . Diciamo che si era trattato di una ‘’pia dichiarazione di intenti’’ in attesa di vedere poi come sarebbero finite le cose … e le cose sono quelle di oggi! (200 morti) 

Costoro sono seduti sui più grandi giacimenti di petrolio al mondo … potrebbero innescare il più grande processo di riconversione di affrancamento dalle energie fossili e invece? Invece litigano come cani e gatti …

Macron, dal canto suo,  insiste per elezioni a dicembre!  Ma … in ‘sto casino che cosa potrebbe succedere?  In Libia al momento non c’è un capo riconosciuto … non c’è un esercito … la giustizia non funziona … le Istituzioni sono andata e ‘’pallino’’ … chi assicura ‘’libere’’ elezioni? E ammesso e non concesso che ci sia un ‘’vincitore’’ … la prossima ‘’milizia’’ di un altra tribù o clan lo farebbe ‘’saltare’’ nel giro di pochissimo tempo!

Ovviamente l’Italia in Libia ha moltissimi interessi, vedi ENI, e molto probabilmente l’ENI stessa paga, sottobanco, qualche milizia per tenere la situazione sotto controllo e non farsi rubare tutto.  Ora la domanda è: ”Ma … il Governo attuale, quello ”giallo verde” tanto per intenderci,  ha sevizi segreti e militari sufficienti per controllare la situazione? Oppure la parte del ”leone” la lasciamo fare ai francesi? Secondo me il duo Salvini/Di Maio non sa nemmeno da che parte girarsi. L’unico che ha esternato qualche cosa è il Ministro degli Interni Salvini – anche perché Conte è come non averlo noialtri – e come ministro degli Interni, roba che non c’entra nulla con la situazione estera, ha detto che non manderà l’esercito, che tanto non serve a niente.  Mah … Noi non è che siamo poi tanto meglio dei libici in quanto ad ”anarchia” istituzionale …

Eppure … bisogna assolutamente aiutare ‘sta gente a mettersi a posto. Viceversa gli abitanti cercheranno un futuro ‘’altrove’’ … indovinate dove?

Alla prossima

Elena 

 

 

2018 – Corsica/Sardegna a vela

Tutto è nato durante la festa di compleanno di Gaia, la nostra nipotina. I compleanni dei bambini li si festeggia al ‘’Convento’’ di Trino Vercellese. Non perché noialtri si sia ‘’nobili’’ ma per il semplice fatto che i proprietari del ‘’Convento di Trino’’ sono i nostri consuoceri. Le feste di compleanno poi, sono un modo piacevole per riunire tutta la famiglia.

Parlando del più e del meno ‘’P’’, vi risparmio il grado di parentela,  ci dice: ‘’Quest’anno abbiamo affittato una barca a vela assieme ad amici per andare in Corsica e alla Maddalena. In barca c’è ancora una cabina libera … vi andrebbe di venire? 

Antonio ed io ci siamo guardati … e in coro abbiamo risposto: ‘’Si’’! 

Tempo fa, ma proprio taaaanto tempo fa, per alcune estati avevamo affittato una barca a vela e non c’era vacanza più bella al mondo. Antonio è uno skipper, nel senso che ha fatto i corsi, ha dato l’esame ed ha preso la patente nautica oltre le 12 miglia per imbarcazioni.  Anche io avevo fatto il corso di vela senza peraltro nemmeno tentare di dare l’esame. Mi va benissimo fare il mozzo;  stare al timone mi aggiunge solo ‘’ansia’’ ad ansia che è già intrinseca nel mio carattere.  Se dovessi mai portare una barca io, sarebbe uno stress assurdo, per me, e per quelli che mi stanno vicini.  Sono soprannominata da mio marito: ‘’il picchio attaccato ai c…….i’’! Vedete un pò di arrivarci da soli. 

Comunque ricordo con piacere quelle vacanze … immersi nella natura, dormire nelle rade, con attorno solo mare, cielo e sole.  Le coste, viste dalla parte del mare poi, hanno un fascino particolare. 

Una mattina di tanti anni fa,  mentre eravamo ormeggiati in una rada vicino all’isola di Kwar,  mio figlio ed io stavamo facendo colazione quando abbiamo visto una cosa insolita.

Una donna che, camminando su una spiaggia fatta di sassi, ne raccoglieva alcuni,  li metteva in un sacchetto e, dopo averlo legato lo ha buttato in mare. Mio figlio ed io non ci abbiamo pensato per un attimo, ci siamo tuffati in acqua, abbiamo nuotato fino a riva ed abbiamo ripescato il sacchetto che … conteneva due gattini con gli occhi ancora chiusi! Li abbiamo presi, portati a bordo e salvati da morte sicura!  Ma … questa è un’altra storia ed ora devo raccontare questo di questo viaggio.

La cosa che accomuna ogni giorno che Dio ci manda su di una barca è una nuova avventura. Già solo gli attracchi nei porti, o fare carburante, sono attività di per sé, che possono portare grandi soddisfazioni o grandi arrabbiature … dipende … 🙂 

Sabato 25 agosto

Ma comunque … ecco che, per farla corta, sabato 25 settembre il volo da Nizza ci ha portati in Corsica.

Il resto dell’equipaggi,  tra cui il nostro Capitano ‘’P’’, sua moglie ‘’J’’ loro figlio ‘’D’’ e gli amici ‘’Den’’, (scrivo così per distinguerlo dall’altro ‘’D’’; e poi visto che pubblico in rete,  non voglio mettere nomi) ‘’M’’  e ‘’G’’ sono arrivati poco dopo. La nostra barca ci aspettava ormeggiata tranquilla e pacifica. Un Dufour Grand Large 520, spazioso e marino al tempo stesso … una meraviglia! Caricate tutte le nostre masserizie ci siamo installati per la notte, non avendo ancora completata la cambusa siamo andati al mangiare qualche cosa al ristorante.

Domenica 26 agosto

Dopo aver fatto la spesa, siamo partiti senza intoppi. Il tempo però è proprio brutto. Onde lunghe,  mare abbastanza grosso e vento completamente contrario di prua ci hanno costretti ad ammainare le vele, ‘’J’’ e ‘’M’’ a causa di beccheggio e rollio hanno dato di stomaco.  Mi sono ripromessa di non guardarle, viceversa molto probabilmente le avrei imitate visto che anche io mio di stomaco non è che fosse proprio al settimo cielo.  Comunque … adrenalina e vento hanno tenuto a bada la situazione. La sera il nostro capitano ha chiesto via radio un attracco nel porto di Propriano.   A parte che non rispondevano mai dalla Capitaneria,  visto che le chiamate erano tantissime in quanto erano altrettanto tantissime  le barche in cerca di riparo, alla fine per fortuna ci hanno risposto ed assegnato un attracco,  e il nostro capitano ci ha portati sani e salvi al sicuro. 

Non è una cosa semplice tenere a bada una barca di 15 metri e mezzo nel caos delle onde, del vento e delle altre barche, ci vuole calma e sangue freddo, cosa che ‘’P’’ per fortuna ha a disposizione. 

In ogni caso, con il senno di poi, e nonostante il mare non proprio favorevole,  è stata una splendida giornata ugualmente. In fondo il mare è così … a volte va tutto bene a volte no. Ma in ogni caso l’avventura è assicurata. 

In tutto questo ‘’Den’’ pescava.  Ah …  tra l’altro dimenticavo di dire che ‘’Den’’ e ‘’M’’ sono una coppia americana di Manhattan e lui di mestiere fa l’attore caratterista. E’ una sagoma! Sempre allego e positivo con un sorriso smagliante,  ma in quanto a positività e voglia di vivere è un principiante rispetto a sua moglie  ‘’M’’ .

Lunedì 27 agosto

Nonostante la musica nella discoteca vicina, che dicono sia durata tantissimo, personalmente ho dormito come una pietra. Il vento in faccia preso il  giorno prima mi aveva ‘’cotta’’ e quando avevo messo la testa sul cuscino più che addormentarmi … ero svenuta!

La mattina siamo partiti alla volta di Bonifacio.  Mare meno peggio del giorno prima ma il vento continua ostinatamente ad essere di prua. Abbiamo alzato le vele comunque e siamo arrivati in una caletta stupenda dove abbiamo fatto il bagno. Credo si chiami Lavezzi. Pranzato in rada … fatto un sonnellino ed il pomeriggio siamo ripartiti. (Quando si dice ‘’sonnellino’’ in barca significa che si dorme con un occhio aperto …)  

Durante la navigazione siamo stati costretti ad ammainare le vele in quanto inutile con un vento completamente ‘’contrario’’. Tra l’altro, con il mare un pò increspato e il vento di prua non è ‘’igienico’’ veleggiare a vista seguendo il vento da quelle parti.  La zona è infatti  infestata da secche traditrici che non si vedono assolutamente.  Come se non bastasse  non sono tutte segnalate con boe,  e quindi bisogna consultare il gps in continuazione. Ma … se si veleggia cercando il vento non si ha tempo di guardare il gps …

La sera siamo arrivati a Bonifacio. Un porto così bello non lo avevo mai visto. Sembra di entrare in un fiordo norvegese tanto è profondo. Uno spettacolo davvero. Coste bianche a strapiombo sul mare, composte da strati sovrapposti di sabbia bianca pressata …  ed in alto troneggia la fortezza. 

Cena in porto con un dentice immenso per tutti e otto … ce lo siamo proprio meritato! 

Durante la navigazione Den stava scendendo sottocoperta, quando uno scossone improvviso gli ha fatto perdere l’equilibrio  e, non aspettandosi un colpo simile, è caduto dalla scaletta facendosi malissimo. 

Devo dire però che,  nonostante la botta, nonostante l’età, è stato a modo suo un eroe. Non si è mai lamentato e ha cercato di tenersi nonostante il braccio sinistro sia stato praticamente inutilizzabile per alcuni giorni e ha continuato a pescare imperterrito. 

Martedì 28 agosto

Partiti da Bonifacio abbiamo gironzolando un pò per calette meravigliose. ‘’Den’’ pescava a poppa …  ad un certo punto un rumore sordo come un colpo di fucile ha fatto trasalire tutti quanti! Cos’era? Un gommone era passato sopra la lenza ed ha srotolato tutto il mulinello! Per fortuna ‘’Den’’ aveva la canna saldamente tra le mani e non l’ha persa ma il filo di nylon è passato a pochi centimetri dalla faccia di Antonio! Anche lì ci è andata bene … nessuno si è fatto male. Chissà che cosa avranno detto i proprietari del gommone quando la loro elica si sarà inchiodata? Mah …  hai voglia a srotolare … 

Verso sera siamo arrivati alla Maddalena. Appena entrati in porto una musica piacevole ci ha sommersi e … sapete chi era l’artista in piazza? Suor Cristina! Ve la ricordate la suora che cantava? Ebbene era in piazza e cantava su un palco assieme ad un gruppo di musicisti. Le ho fatto alcune foto che metto qui per chi legge. 

Mercoledì 29 agosto

Siamo andati a gironzolare in zona e abbiamo trovato delle calette fantastiche per fare il bagno. Acqua tiepida, verde, blu, azzurra, sembrava di essere immersi in un acquario tropicale. Che meraviglia. All’ora di pranzo, mentre eravamo attraccati nella rada di uno di questi paradisi, si è avvicinato uno zodiac il cui pilota ci ha chiesto se volevamo delle pizze!  Figurati se gli dicevamo di no! Ed ecco che 15 minuti dopo ci consegnavano, via mare, otto pizze calde e già tagliate. ‘’M’’ aspettava che le portassero anche il gelato … ma ‘’ciccia’’! 🙂  

In rada c’era un battello pizzeria che sfornava pizze a tutto spiano per tutte le barche ormeggiate … non male come idea. Ottima iniziativa visto il numero delle barche che ordinavano. ’Sto zodiac andava avanti e indietro senza tregua e trasmetteva le comande via radio man mano. Dopo ave mangiato, tra l’altro la pizza era ottima, abbiamo fatto il bagno. L’acqua era verde e trasparente. Migliaia di pesci venivano a vedere che cosa facevamo … io e ‘’D’’ avremmo voluto andare sulle rocce tonde che affioravano poco lontano ma i ricci di mare ci hanno scoraggiati. Cerchiamo di evitare di farci del male inutile. In barca ci si fanno già un sacco di lividi solo muovendosi normalmente! 

Riposino e poi via per tornare alla Maddalena a nanna. 

Giovedì 30 agosto

Lasciata la Maddalena in direzione Bonifacio. Naturalmente il vento non ci ama, il vigliacco è cambiato completamente e ce lo ritroviamo di nuovo a piena prua!  Siamo andati ad ormeggiarci per trovare un pò di tranquillità,  in una baia dell’isola di Cavallo, dove c’era in rada un mostro di yacht con sopra un elicottero. C’è gente che ha il gommone come tender … lui invece come tender ha un motoscafo cabinato e, per sicurezza, un elicottero! Non si sa mai … dovesse aver fretta … 

Comunque, visto che la baia è bellissima,  che è protetta dal vento, ovviamente le barche erano parecchie e lo Yacht mostro, schifato dalla presenza di cosi tanti ‘’moscerini’’,  se ne è andato!  lasciandoci tutti in balia delle sue onde gigantesche.  

In rada, tra il vento di prua e la sabba sul fondo l’ancora arava e abbiamo dovuto ripetere l’ancoraggio più volte, alla fine il capitano ha buttato giù 50 metri di catena per riuscire a stare fermi. Mangiato in rada, fatto un riposino e poi siamo ripartiti.

Pieghiamo tanto e viaggiare con la falchetta in acqua non è che sia proprio una delle mie massime aspirazioni. Inoltre abbiamo tempi contingentati perché dobbiamo tornare ad Ajaccio domani e quindi oggi dobbiamo assolutamente portarci almeno a metà strada, il che significa Bonifacio. Procediamo bordeggiando ma ci mettiamo una vita … ad un certo punto una galloccia della randa ha mollato e abbiamo dovuto ammainare le vele. Inutile insistere a far bordi, procedendo a zig zag  non saremmo mai arrivati a Bonifacio in serata, cosa che invece siamo riusciti a fare. 

Che bello entrare in un porto protetto ed accogliente … dove acqua e vento ti sono ‘’amici’’. E’ un pò come arrivare ad un rifugio in montagna dopo una faticosa camminata … la sensazione è simile. 

Venerdì 31 agosto

Sveglia alle 7,00. Oggi si deve assolutamente tornare ad Ajaccio in una sola tirata. Naturalmente il cielo è coperto, il mare è grosso ed il vento, tanto per cambiare è di bolina di nuovo. Grrrr … ‘’J’’ e ‘’M’’ non se la sentono di ‘’ballare’’ di nuovo e preferiscono prendere il bus che da Bonifacio le porta ad Ajaccio. Ci ritroveremo là nel pomeriggio. 

Usciti dal fiordo ci siamo infilati gli impermeabili perché il vento e le onde ci annaffiavano non male. Avevo sale fin dentro le orecchie.  Dopo quasi 8 ore di scossoni eccoci finalmente a destinazione.

Fatto il pieno … da spararsi tanto ci è costato caro … ad un certo punto ci siamo guardati e ridendo abbiamo detto: ‘’E metterci un pò d’acqua al posto del diesel no’’? … Ahahahahah … Quello prima di noi aveva fatto il pieno e il distributore segnava ancora l’importo: 2.700 e rotti euro! Roba da matti! Il nostro ‘’pieno’’ per fortuna è stato molto, ma moooolto più ragionevole!

Attraccato, messo in sicurezza, fatto valigie, svuotato cambuse, pulito un pò dappertutto, caricato l’auto del Capitano. Antonio ed io,  ‘’D’’ e ‘’J’’ siamo andati al Mercure un hotel praticamente sul porto, già prenotato dal nostro organizzatissimo Skipper,  ad aspettare gli altri che sono rimasti per il check out . 

L’ ‘’ultima cena’’ al ristorante del porto … e poi nanna! ‘’G’’ non era dei nostri in quanto aveva un volo la mattina prestissimo quindi è andato a nanna prima. 

Sabato 1 settembre

Una notte passata senza ‘’ondeggiare’’ e con un bagno che stava ‘’fermo’’ è una strana sensazione ma, tutto sommato, piacevole. ‘’P’’ si era offerto di accompagnarci all’aeroporto, ma, essendo mattinieri di natura, abbiamo fatto colazione presto dopo di che, abbiamo preferito prendere un taxi per non disturbarlo troppo. ‘’P’’ ha già fatto di tutto di più per tutta la ciurma. Inoltre … gli addii sono sempre una cosa triste … 

Alle ore 10 ci imbarcavano su un aereo a elica, della Air Corsica per Nizza e alle 11,20 eravamo a Nizza. Ci siamo persi un pò prima di ritrovare il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Avete presente Monica Vitti ed Alberto Sordi quando discutevano a sangue trascinandosi dietro le valigie? Ecco … uguali!  Alla fine, allungando un pochino la strada e discutendo tanto,  abbiamo trovato il nostro parcheggio e la nostra auto. Confortante visione, era là che ci aspettava fiduciosa.  Alle due del pomeriggio eravamo a casa nostra. 

E’ stata una gran bella vacanza. Di solito è difficile convivere in barca con degli estranei. Anche se conoscevamo bene sia ‘’P’’ che ‘’J’’ che ‘’D’’, un conto è vedersi e chiacchierare di tanto in tanto, un conto è condividere lo spazio limitato di un battello.  Eppure … non abbiamo avuto problemi di sorta con nessuno. ’’Den’’, ‘’M’’, e ‘’J’’ , come tutti gli americani che conosco, sono persone solari e positive, ‘’D’’ poi è un bambino fantastico:  sveglio, educato, attento, osservatore, intelligente … sarà uno splendido marinaio e quindi la gioia di suo padre. ’’G’’, il braccio destro del nostro skipper, è una persona cordiale e simpatica, insomma ci siamo trovati benissimo. Noi, nonostante l’età non proprio ‘’verde’’ , siamo riusciti comunque a dare una mano e non esser di troppo impiccio.

Una splendida vacanza che ci ha fatto tornare indietro di quasi 35 anni! Grazie ancora Capitano! 

Alla prossima

Elena  

 

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qui di seguito il link del video del viaggio. Non è un gran che ma rende l’idea.https://www.youtube.com/watch?v=PmA8Q69XOig&t=37s

 

 

Tempi bui per Trump … 

Ma pure noi siamo tanto ‘’mal messi’’ …

Cos’è che succede negli USA? Succede che l’ex avvocato personale di Trump si è dichiarato colpevole per aver violato le leggi sui finanziamenti elettorali e di averlo fatto su istruzioni ricevute dall’allora candidato aspirante alla Casa Bianca Donald Trump!

Cosa aveva fatto costui di tanto terribile? Aveva pagato due pornostar per comprare il loro silenzio in merito alle relazioni extraconiugali delle quali lo accusavano. 

A questo bisogna aggiungere che una giuria della Virginia ha condannato per truffa ed evasione fiscale l’ex manager della campagna di Trump Paul Manafort.

In sintesi  …Trump andava a mignotte nonostante fosse sposato e non voleva che si sapesse.  A questo aggiungiamo che uno dei suoi collaboratori non pagava le tasse. 

L’opinione pubblica americana su ‘ste cose si scandalizzerà ancora oppure anche loro sono diventati ‘’terzo mondo’’ per quanto riguarda etica?

 A noialtri notizie del genere fanno sorridere … noi siamo stati anestetizzati per quanto riguarda etica. Berlusconi – alias lo ‘’gnomolaccatodibiaccamarroneintesta’’ ha sdoganato di tutto di più!  

Altro che due sole mignotte …  Berlusconi manteneva un’intero palazzo di mignotte, e il suo contabile correva tutti i mesi a consegnare le ‘’buste’’ alle fanciulle che partecipavano alle sue ‘’serate eleganti’’ !  Berlusconi andava a letto con le minorenni, e tutto il parlamento italiano gli era asservito, tant’è che votavano in massa sostenendo che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Commovente vero? 

Per quanto riguarda poi non pagare le tasse … bè stendiamo un velo pietoso, visto che B. aveva messo il suo commercialista al Ministero delle Finanze!

Non dimentichiamo che il commercialista di Berlusconi, Giulio Tremonti , è stato: 

  • Ministro delle finanze nel Governo Berlusconi I – 1994-1995
  • Ministro dell’economia e delle finanze nel Governo Berlusconi II – 2001-2004
  • Ministro dell’economia e delle finanze nel Governo Berlusconi III – 2005-2006
  • Ministro dell’economia e delle finanze nel Governo Berlusconi IV – 2008-2011 

Leggere aiuta a crescere, a ragionare e a prendere decisioni. Non facciamoci lavare le meningi dal primo che grida più forte … 🙁

 A cosa servono i commercialisti? A pagare meno tasse possibile ovviamente … ma per chi? Ma … visto che era il commercialista di Berlusconi, facciamoci una domanda e diamoci una risposta? Non ci vuole molto a capire ‘’chi’’ pagava di meno no? (Adesso allo sviluppo economico abbiamo l’ ex disoccupato Luigi Di Maio – noi qualche cosa di ”normale” proprio non ce la facciamo a farla eh? Dal commercialista al disoccupato?) Che dire? mah …

Eppure … tutti i mali di ‘sto paese sono del PD! … il popollo italico mica se ne accorge dei guai combinati da Forza Italia e sapete perchè? Perchè il M5S per ‘’arrivare’’ al potere doveva prendere i voti al PD e quindi? Quindi giù a lavare le meningi contro il PD!  Tutti sappiamo che una bugia detta tante volte diventa realtà …tutti sappiamo che la Casaleggio&Associati ha un contraerea difficile da zittire …  ed ecco che noialtri ci siamo cascati! Proprio come pesci presi nella rete”!

Eh si … perché se fossimo più furbi non saremmo in questa situazione, che sia ben chiaro!  Esigeremmo al Governo gente seria, corretta e preparata! Invece?Invece seguiamo i pifferai … non essendo noi in grado di capire cosa sia bene e cosa sia male.  

Come la maggioranza corse a votare Berlusconi, l’uomo ricco ed affermato che si è fatto da ‘’se’’! (Da ‘’se’’ un par di ciufoli) ora tutti hanno votato un’armata brancaleone che, vorrebbe fare, ma non sa da che parte girarsi e ‘’temporeggia’’ su tutto. Governare un Paese non è come giocare con la Playstation …

Secondo voi noi abbiamo tanto tempo prima di finire come la Grecia? Naaaa … ma ormai non c’è più nulla da fare. Il Prossimo Governo lo farà direttamente la Troika!

Ah … sapete a ”chi” giova tutto questo? Alle Multinazionali! A quegli Highlanders che dettano legge e che hanno più denaro dei singoli stati …  più i Governi sono gestiti da ”deficienti” più sono facilmente ”manovrabili” … meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

Elena