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AAAAA … CERCASI MAGGIORANZA PER GOVERNARE PAESE

Ci vorrà un miracolo per dare un governo al Paese. Secondo me Mattarella vorrebbe partire per le Maldive e non tornare più, invece sta, suo malgrado,  con una margherita in mano, a cui toglie i petali uno ad uno,  dicendo: ‘’M5S o Lega … Lega o M5S’’? Comunque  … siamo seri, diciamo che potrebbe dare l’incarico a una personalità del centro-destra, visto che questo è lo schieramento con la base parlamentare più consistente. Con i suoi 265 seggi alla Camera e i suoi 137 seggi al Senato gliene servirebbero rispettivamente 51 e 21 per arrivare a 316 e 158, che sono le soglie di maggioranza nelle due camere. Ma … dove li trova ‘sti seggi? C’è poco da scegliere … i seggi mancanti possono venire o dal Pd o dal M5s o da tutti e due insieme. Non ce ne sono altri a disposizione. Pd e M5s dovranno decidere se partecipare direttamente (accordo organico) o indirettamente (appoggio esterno) a un governo di centro-destra. Lo faranno? Mah …

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Se l’incarico al centro-destra non porterà a nessun risultato, è presumibile che Mattarella incarichi una ”personalità” del M5S … Di Maio?  In questo caso la base di partenza però è minore: 227 seggi alla Camera e 112 al Senato. È possibile che in prima battuta il Movimento cerchi di formare un governo di minoranza, senza accordi formali con nessuno (come d’altronde pare voglia fare Salvini), puntando a cercare in parlamento i voti necessari per passare lo scoglio della fiducia. Governi di minoranza o governi della non sfiducia sono tornati di moda. Se non ce la fa (come probabile) e se a quel punto vorrà ancora puntare al governo, Di Maio avrà tre possibilità per cercare i voti che gli mancano. Si chiamano Pd, Forza Italia, Lega. Naturalmente la scelta non dipende solo dal M5s. Bisogna essere in DUE per un accordo. Di queste tre soluzioni l’unica che si può escludere a priori è un governo con Forza Italia, anche se i numeri ci sarebbero. Certo, se il M5S rinunciasse ad una legge sul conflitto di interesse … con annessa nuova regolamentazione del settore televisivo … lo gnomolaccatodibiaccamarroneintesta potrebbe anche arrivare a sponsorizzare un governo pentastellato. Ma, proprio per le ragioni di cui sopra è da escludere un’ ipotesi che veda insieme M5s, Forza Italia e Lega. I grillini sono ”strani” ma non completamente ”fusi”! E poi per carità …  Vade retro Satana!
Restano due opzioni per fare un governo: M5S-Pd o M5S-Lega. La seconda è quella comunemente etichettata come maggioranza populista. C’è chi sostiene che spetti proprio a M5S e Lega dare un governo al paese, in quanto vincitori di queste elezioni. L’argomento non è campato per aria … in fondo il popolo si è espresso … ha scelto … e quindi ha voluto la ”BICI” e mò ”PEDALI”! MA … questa opzione  si scontra però con altri argomenti. Mettiamo da parte per un momento la questione della disponibilità dei due partiti a stare insieme e soffermiamoci sulle reazioni che un governo M5S-Lega susciterebbe. I mercati e l’Unione non sono soggetti particolarmente apprezzati di questi tempi, ma pesano comunque.  Fino ad oggi sono rimasti alla finestra. Non sarà così se si materializzasse l’ipotesi di un governo populista in un paese con un debito pubblico superiore al 130% del Pil.
Quanto ai due protagonisti del possibile accordo, etichettati entrambi e a ragione come populisti … sono però molto diversi tra loro e rappresentano interessi territoriali ed obiettivi  diversi. Un governo con Di Maio premier (227 seggi alla Camera) e Salvini vice (125 seggi) è difficile da immaginare. D’altronde è altrettanto difficile ipotizzare un governo M5S-Pd, anche se su parecchi punti programmatici la distanza che li separa è minore di quanto appaia. Il fatto è che in questa fase per il Pd appoggiare un qualunque governo è rischioso. L’ex partito di Renzi ha bisogno di opposizione per curarsi le ferite. Che siano gli altri ad assumersi la responsabilità di governare. Questa è l’idea che circola. Ma fa a pugni con il senso di responsabilità. È il paradosso di un partito sconfitto, senza il quale i vincitori difficilmente riusciranno a fare un governo. A volte essere in posizione strategica non conviene affatto. In pratica se il PD accettasse, per senso di responsabilità, di fare un governo con il M5S, si troverebbe nella infelice condizione di togliere le castagne dal fuoco al M5S, eletto a furor di popolo, ma nello stesso tempo sarebbe il ”capro espiatorio” di tutti i guai che verrebbero comunque a galla, viste le promesse fatte dal M5S in campagna elettorale.
Esaurita la rassegna delle soluzioni per così dire convenzionali, occorre prendere in considerazione quelle non convenzionali…. e qui serve fantasia. Si parla di un governo di scopo affidato a una personalità super partes con la missione di fare una nuova legge elettorale per tornare al voto in tempi più o meno brevi.  Ma con quale legge non è dato a sapere.  Né è chiaro chi appoggerebbe questo governo. In teoria dovrebbero essere tutti e quattro i maggiori partiti. Ma la cosa è poco probabile.
Da ultimo resta la risorsa italica del trasformismo. C’è chi pensa che dopo un periodo di decantazione non sarà impossibile, per il centro-destra, trovare tra le fila dei pentastellati e dei democratici una pattuglia di transfughi disposti a salvare soprattutto se stessi, ma sempre sostenendo che l’obiettivo ultimo è il benessere della patria … costoro consentirebbero così la nascita di un governo. In fondo sarebbe contenta anche l’Europa. Sarebbe un governo stabile … ma non troppo, che non farà molto ma che non farà nemmeno molti danni.
In fondo Renzi e Gentiloni hanno tirato avanti così, sfruttando le risorse di un parlamento liquido. Forse il miracolo lo farà proprio lo spettro di nuove elezioni. Vi rendete conto in che situazione siamo?
In pratica chi ha perso è nella posizione del classico ‘’cornuto e mazziato’’ … se non si riuscisse a fare un governo la colpa sarebbe … udite udite, di chi ha perso! 🙁

Alla prossima

Elena

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fonte sole24ore con mie libere interpretazioni …