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Strumenti di guerra finanziaria e … ‘’capricci liceali’’.

Dai siamo onesti, a noialtri ‘’popollo’’, quando ci parlano di ‘’QE’’ , ‘’PEPP’’, ‘’MES’’, ‘’RECOVERY FOUND’’, nella stragrande maggioranza cadiamo dalle nuvole. Ci perdiamo … la nostra mente vaga nel nulla.

Proviamo a fare uno sforzo, io per prima, e cerchiamo di capirci qualche cosa dai.

Che cos’è il ‘’Qe’’?
Il Quantitative Easing (Draghi) che spesso viene associato all’Eurozona, non è una nostra esclusività, le banche centrali di tutto il mondo possono utilizzarlo in caso di necessità. E’ un sistema che, per far fronte a emergenze economiche/finanziarie, ha creato un maxi programma di acquisti. Si tratta di una politica non convenzionale tramite la quale un istituto centrale acquista titoli, come ad esempio quelli governativi, con lo scopo di calmierarne il costo degli interessi. In questo modo fa risparmiare agli stati interessati e/o alle aziende emettitrici quantità industriali di interessi da pagare, liberando in questa maniera, risorse per investimenti e spesa pubblica, rendendo quindi più facile e meno costoso l’accesso al credito per gli stati e per le aziende.

Che cos’è il PEPP?
Mò cerchiamo di capire che cos’è ’sto ‘’Pepp’’ …
Dunque, Pepp, acronimo inglese di ‘’Pandemic Emergency Purchase Programme’’ il cui significato è quello di un programma di acquisto per l’emergenza pandemica, che continua ed affianca il QE che sta andando, pian piano a termine.
Il Pepp, è uno strumento ‘’temporaneo’’ di acquisto titoli che avrebbe dovuto terminare a fine anno, ma che è stato prorogato sino a giugno 2021, sperando che per quel periodo il CoVid19 sia ormai solo un brutto ricordo.
Si rivolge, anche lui, non solo ai titoli pubblici ma anche alle obbligazioni di aziende private facilitandone il finanziamento.
La Banca centrale europea ha aumentato recentemente di 600 miliardi il suo Pepp, (Lagarde) portando il totale a 1.350 miliardi. Mica ciuffoli!
Con questo nuovo programma di acquisto titoli, la Banca Centrale Europea ha cercato di garantire un flusso di danaro al sistema finanziario e a ogni singolo membro della zona euro.

Che cos’è il MES?
Un altro strumento economico/finanziario è il MES ( Meccanismo Europeo di Stabilità) attivo dal 2012 – che può concedere prestiti ai Paesi in difficoltà. IL MES viene finanziato dai singoli Stati membri con una ripartizione percentuale in base alla loro importanza economica. Il danaro prima veniva prestato in cambio di riforme specifiche, miranti ad eliminare o almeno a mitigare l’effetto dei ‘’punti deboli’’ dell’economia del Paese richiedente.
Prevedeva in particolare interventi in tre aree:
• Consolidamento fiscale, con tagli alla spesa pubblica per ridurre i costi della Pubblica amministrazione e migliorarne l’efficienza, e parallelamente aumentare le entrate attraverso privatizzazioni o riforme fiscali;
• Riforme strutturali, con l’adozione di misure di stimolo alla crescita, alla creazione di posti di lavoro e alla competitività;
• Riforme del settore finanziario, con misure destinate a rafforzare la vigilanza bancaria o, se necessario, a ricapitalizzare le banche.
Oggi come oggi, causa CoVid19, il danaro del MES verrebbe dato a tasso zero con restituzione tra 10 anni e SOLO per miglioramenti sulla Sanità, senza chieder nulla in cambio a chi è stato più colpito dalla pandemia. Nel caso Italia, il prestito a noi erogato sarebbe più alto di quello che l’Italia versa al fondo stesso. Quindi … vedete un pò voi, personalmente li prenderei eccome.

Recovery Found o Fondo di recupero
Inizialmente proposto ed elaborato dai francesi, il Recovery Fund è un fondo con il compito di emettere i ‘’Recovery Bond’’, con garanzia condivisa nel bilancio dell’Unione Europea.
Sugli eurobond e anche sul Recovery Fund i membri settentrionali dell’Unione si sono espressi contro qualsiasi forma di condivisione del debito mentre quelli meridionali si sono mostrati più aperti in tal senso visto anche lo stato dei loro conti pubblici.
Forse adesso hanno trovata una ‘’quadra’’ in una proposta recente che consiste nella ‘’condivisione del rischio comune’’ SOLO guardando al futuro, senza una condivisione del ‘’debito passato’’.
Questa proposta presentata dall’esecutivo comunitario è al momento soltanto una proposta visto che, per entrare in vigore, dovrà ricevere il via libera di tutti i 27 Paesi membri. Speriamo in bene …

Io credo di essermi chiarita un pò le idee …
Purtroppo, quando non si capisce al volo, quasi sempre si rinuncia a capire, trovando più comodo rifugiarsi nei ‘’vecchi cari luoghi comuni’’ e negli ‘’slogan semplificatori’’ forniti belli e pronti da qualche partito che si professa, ovviamente, vicino al ‘’popolo’’ e contro la ‘’crudele Europa’’. (La ‘’perfida Albione’’ se ne è già andata … purtroppo)
Il fatto è che però se noi ‘’popolo’’ non capiamo, non si risolverà mai nulla, non spingeremo mai nella giusta direzione. Se restiamo ancorati paurosamente ai vecchi schemi sorpassati non faremo altro che boicottarne i nuovi, e lo faremo in maniera ‘’bovina’’. (Con tutto il rispetto per la categoria).
Ovvio che, uno sputo sul palmo ed una stretta di mano, erano più facili da capire, ma oggi le cose sono più complicate, quindi sforziamoci di comprendere un pò di più la realtà che ci coinvolge.

In fondo ‘sta pandemia di Covid-19 ha fatto crollare diversi tabù, inclusi i principi ‘’rigoristi’’ della politica economica tedesca. Vogliamo approfittarne si o no? Vogliamo prendere ’sti soldi che ci vengono offerti a tassi irrisori o addirittura negativi o continuiamo a ‘’pettinare le bambole’’?

Vogliamo lasciare che bambini incoscienti ed immaturi facciano i capricci sulle ‘’virgole’’ e sui loro ‘’slogan cavalli di battaglia’’ o vogliamo predisporre un piano decente ed efficace per USARE FINALMENTE E BENE questo danaro di cui abbiamo un bisogno enorme per poter rialzare la testa? Prendere anche solo questo danaro per migliorare la Sanità e creare ‘’economia Green’’ sarebbe già un motivo sufficiente. Creare lavoro affrancandoci nel contempo dai combustibili fossili! Ma … cosa stiamo aspettando?
Alla prossima

Elena

Ma la vogliamo fare questa Europa si o no?

Pensierino del mattino …

Stiamo andando male e anche tanto! Tantissimo! Il coronavirus sta dando all’economia del nostro paese, e non solo, un ‘’colpo di grazia’’ veramente inquietante.
Eppure noialtri ‘’popolo’’ o forse sarebbe meglio dire ‘’popollo’’ continuiamo a vivere in una dimensione nazionale, nei nostri giardinetti. Dimensione questa che ha senso solo per rendere emozionanti le partite di calcio! Noi continuiamo a lamentarci dell’Europa come se l’Europa fosse qualcosa di ‘’diverso da noi stessi’’ , come se l’Europa non fosse in realtà quel malato che è, soltanto perché noi, cittadini europei, non siamo stati capaci di forgiarla diversamente.
Noialtri purtoppo non siamo nemmeno ancora capaci di vivere il nostro paese come un intero! Ancora oggi ci sono campanilismi e rivendicazioni tra le nostre stesse regioni, figuriamoci se abbiamo una visione ‘’europea’’.
Da ‘sto casino non ne usciremo mai da soli. Mai!

Cosa stiamo aspettando per fare l’Europa che vogliamo noi?

Quanti di voi hanno guardato su una cartina geografica rendendosi conto di quanto sia piccola l’Europa? Siamo dei microbi! L’unica maniera per schiodarsi da questa situazione sarebbe quella di ‘’unirci’’ veramente, crucchi compresi! Che se sono antipatici e troppo ‘’prussiani’’ da un lato … hanno anche dei lati positivi che a noi ad esempio mancano. Loro sono organizzati, noi no! Noi siamo ‘’artistici’’  … ad ognuno le proprie doti e tutti assieme saremmo perfetti! Ognuno apporterebbe le proprie capacità/valori.

Per quale motivo noi popolo non spingiamo per avere un’assemblea costituente europea? Come mai ci manca completamente questa ‘’visione’’? Eppure un tempo riuscivamo ad infiammarci per parole come:

“Noi siamo da secoli, calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi, Raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme, già l’ora suonò!”

La vogliamo fare questa Europa? Si o no? Dipende solo da noi!
Tutto il resto è ‘’aria fritta’’!

Alla prossima

 

Elena

Le ”due facce” dell’Olanda …

L’Olanda ha davvero due facce!  Da una parte la faccia del rigore, specie nei confronti di quelli che stanno peggio, dall’altra la faccia del ‘’paradiso fiscale’’.
Ad Amsterdam, in un solo palazzo hanno sede qualche cosa come 2.500 società!
Se fossero ‘’vere’’ , queste società, secondo voi potrebbero stare tutte nello stesso palazzo? Certo che no! Dove metterebbero il personale, le scrivanie e tutto l’Ambaradam necessario per lavorare.
Ma la realtà è che queste società sono quasi sempre e solo delle ‘’facciate’’, delle società sulla ‘’carta’’, delle ”scatole vuote” per evadere il fisco.
Ma dobbiamo continuare a farci prendere per il naso da costoro?
In Olanda hanno sede 15.000 società fantasma che smanettano cifre che sono pari a 2.5 volte il PIL italiano  e 6 volte quello olandese.
Circa 4.500 miliardi di Euro.
A questi numeri da capogiro va poi aggiunto tutto l’indotto che ruota attorno. Studi di commercialisti, notai, legali, banche, assicurazioni, insomma un tessuto economico che è stato creato ad hoc per queste società fantasma e per il regime da paradiso fiscale.
Ma per quale ”strano” motivo tutto questo le è permesso?

io mentre scrivo …

Secondo l’ultima analisi di Tax Justice Network, una rete di esperti fiscali che ogni anno redige una classifica delle maggiori giurisdizioni segrete nel mondo, i Paesi Bassi sottraggono almeno 10 miliardi di dollari di imposte all’anno agli altri partner dell’Unione europea.Vi sembra giusto?
Quindi proprio gli olandesi dovrebbero stare un pò zitti …  visto che, alla fin dei fini,  rubano imposte agli altri paesi.
Cosa aspetta l’Europa a fare una UNIONE FISCALE vera? Mah …
Se dobbiamo giocare tutti la stessa partita non sarebbe bene farlo ad ARMI UGUALI? Grrr …

Alla prossima

Elena

Gli Euro Bond, l’Europa Federale e la Zona di libero scambio …

Il finanziamento delle contromisure economiche alla pandemia, per la zona Europea dell’euro, deve essere bilanciato con quanto stanno facendo le altre macrozone economiche mondiali:  USA e Cina.
Visto che gli Stati Uniti investono duemila miliardi di dollari, l’Europa dell’euro dovrebbe investire più o meno la stessa cifra, che divisa per il numero degli abitanti significa che l’Italia, per rimanere competitiva, avrebbe bisogno di investire circa 150/200 miliardi di euro. Naturalmente il livello del debito attuale non lo permetterebbe e, soprattutto, i tassi di interesse da pagare sarebbero insostenibili.
Un’emissione di Bond o emessi dalla Bce, o meglio di bond speciali emessi dagli Stati a tasso simbolico e sottoscritti dalla BCE avrebbe un altro impatto.
Al di là delle modalità che sono da definire quello che blocca il solo parlare di questi tipi di intervento sembra essere il veto tedesco con l’affermazione che la Costituzione tedesca vieta al Parlamento di prendere impegni contrari ai principi della Costituzione stessa.
Dato che questo divieto esiste in tutte le Costituzioni di qualunque Paese ne deriva che, secondo la stretta “logica” tedesca, nessuna Europa si possa fare se non con la Costituzione tedesca, quindi è impossibile farla a meno che tutti gli altri Paesi non adottino la loro Costituzione!!!
Invece di mettere intorno ad un tavolo le migliori menti giuridiche d’Europa, e ce ne sono, e far preparare la Costituzione Europea, portandola poi davanti ad una vera Assemblea costituente per l’approvazione, il continuare a dire la nostra Costituzione non ce lo permette, se non si chiama “Imperialismo” non so come chiamarlo, a meno di non definirlo stupidità ed ipocrisia.
La Germania ha sottoscritto i Trattati Europei che prevedono, come direttive fondatrici, la libera circolazione delle Merci, dei Capitali e delle Persone.
Ad oggi per le merci si sono trovate regole comuni e si può affermare che, più o meno, circolano libere.
Per i Capitali la non uniformità dei sistemi fiscali rende la circolazione non ancora completa e comunque concorrenziata (esistono paradisi fiscali e leggi attira capitali da per tutto).
Per le persone si è realizzata una specie di libertà di circolazione “turistica”, quando si guarda agli aspetti dello Stato sociale e alla fiscalità ci si limita a trattati bilaterali tra Stati, non esistono diritti e doveri uniformi, non dico uguali. Come si possa circolare, lavorare, investire “liberamente”, in mezzo ad una selva di regole diverse qualcuno me lo dovrebbe spiegare.
Quando si sottoscrivono impegni cosi ampi che riguardano i cittadini il primo sforzo dovrebbe essere quello di uniformare le regole fondamentali dei diversi Paesi cioè le Costituzioni e perciò approvare la “Costituzione Europea”, se non lo facciamo vuol dire che abbiamo creato solo una “Zona di Libero Scambio Commerciale”.
Questo è il problema, noi parliamo di Europa Federale, ma la Germania, L’Olanda, la Finlandia ecc. vedono solo una Zona di Libero Scambio e non capiscono perché modificarla, a loro va bene così!
Antonio Carlucci

Telenovela Coronavirus …

Buongiorno Mondo!

Eccolo qui il ”mostro” coronavirus … c’è dappertutto ma da noi … di più! Noi siamo sempre più ”vittime” degli altri! Mò l’Europa deve chiudere un occhio sui nostri conti squinternati anche per colpa del coronavirus …

E meno male che dovremmo ridimensionare il problema. Ma li avete letti i giornali di oggi? Di che cosa si parla? Solo ed esclusivamente di coronavirus!
Qui in Francia, visto che sono appena tornata dall’Italia, mi guardano come se fossi una ‘’sopravvissuta’’. Chiedono come stanno i miei figli, i miei nipoti, mia madre, com’è la situazione e se possono aiutarmi in qualche modo.
D’altronde … loro le notizie le hanno dai giornali francesi che riprendono quelli italiani e, visto come ne parliamo noialtri, non è che possano poi farsi delle idee ‘’normali’’!
Qui il problema ‘’coronavirus’’ è esattamente lo stesso che da noi, ma, visto che si tratta di una sorta di ‘’influenza’’ non è che la facciano poi tanto lunga.
Coma mai noi siamo sempre così ‘’teatrali’’? A noi capitano sempre e solo ‘’catastrofi’’ inimmaginabili a cui lo ‘’Stato’’, questa Entità sovrannaturale, deve metter delle ‘’pezze’’! Siamo onesti, è il nostro ‘’carattere’’ che è un pò ‘’chiagni e fotti’’! Ma poi, noialtri nel ‘’caos’’ ci stiamo benissimo. Ci viviamo nel casino costante. Anzi, sembra che lo si faccia apposta e vivere nel casino costante. Meno le cose sono chiare e ben organizzata e più c’è spazio per profittarne. E questo vale per tutti, cittadini e Stato e a tutti i livelli.
Siamo più simili al Maghreb che alla Norvegia … questo è poco ma sicuro.
Lo Stato poi, in frangenti simili , non si capisce se prenda provvedimenti contro il problema reale del momento o se lo fa in funzione della nostra ‘’ansia’’! Ansia generata ed alimentata in maniera esponenziale dai media. E’ come un cane che si morde la coda. In tutto questo si perde il senso della realtà e prevale panico e confusione!
Ma … noialtri … siamo un popolo maturo con un apparato statale maturo o … viviamo nella confusione, come degli adolescenti sprovveduti , tirando a campare?
Mah …

Alla prossima

Elena

Prescrizione: lunga … corta … fine mai …

Garantisti e/o giustizialisti?

Oggi, 1° gennaio, scatta l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, grazie alla legge spazzacorotti, varata dal Governo ”giallo-verde” (M5S e Lega) ma con decorrenza differita ad oggi.

La riforma Orlando, in considerazione del sovraccarico di procedimenti che affligge il sistema penale italiano, riconosceva nella prescrizione ‘’un fatto funzionale” alla tutela della ragionevole durata del processo penale.

Noi cittadini siamo ovviamente stufi di vedere gente che, grazie ai propri avvocati (l’Italia ne possiede il numero più alto pro-capite rispetto al resto dell’Europa) che ”tirandola per le lunghe’’ fanno arrivare a prescrizione la causa ed i loro clienti la fanno franca. Ma … c’è anche l’altro lato della medaglia, speriamo che la ”spazzacorrotti” non diventi un ‘’fine processo mai’’. Una legge simile dovrebbe, come minimo, essere coadiuvata da assunzioni di personale. 

Già non siamo ‘’famosi’’ per la tempistica dei nostri processi … se la prescrizione si arresta del tutto … quanto dureranno? A vita? Ma vi sembra normale? 

Quindi per quale motivo discutere tanto della durata della prescrizione piuttosto del cercare invece di accelerare l’iter dei processi? Perché non assumere, ad esempio, personale nei Tribunali?

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A parità di organico, già carente di suo,  pretendiamo una giustizia più veloce? Mah …  Ma quali sono i ‘’tempi’’ della nostra giustizia? Non lo so e quindi sono andata su ‘’Santa Rete’’ a documentarmi, ed ecco che cosa ho trovato:

La giustizia civile in Italia – Un processo civile in Italia, che attraversi tutti e tre i gradi di giudizio (Tribunale, Appello e Cassazione) dura in media otto anni. Servono infatti 514 giorni, in media, per concludere il primo grado, quasi mille giorni  per il secondo e ben 1.442 giorni per il terzo. In totale, dunque, poco meno di tremila giorni (2.949), corrispondenti a otto anni. La media dei Paesi membri del Consiglio d’Europa è invece, udite udite,  di 233 giorni in primo grado, 244 giorni in secondo grado e 238 in ultima istanza. In totale, dunque, si arriva a poco meno di due anni (715). Quindi, ricapitolando, a noi servono per la giustizia civile 8 anni agli altri 2.

Ci sono pochi Paesi europei che fanno peggio di noi: Cipro, Grecia e Portogallo. L’Italia rimane quindi la lumaca europea per la lunghezza delle cause civili e commerciali.

Facciamo un esempio:  immaginate uno che vende camion e che il camion che ha venduto a rate, non gli venga più pagato. Il creditore vorrebbe recuperare il camion immediatamente, invece, grazie alle ‘’nostre tempistiche’’ il camion che non gli viene pagato gli verrà restituito, bene che vada, dopo 8 anni. Secondo voi un camion dopo 8 anni ha lo stesso valore? Vedete un pò voi. Tra l’altro questa ‘’inefficienza’’ favorisce una ‘’gestione recuperi crediti’’, se non ‘’malavitosa’’ almeno tanto ‘’aggressiva’’, o no?

La giustizia amministrativa in Italia  – La situazione è leggermente migliore per l’Italia se guardiamo ai dati sulla giustizia amministrativa, cioè quella branca del sistema giudiziario che si occupa della tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. In Italia un processo amministrativo “completo”, che ha due soli gradi (Tar e il Consiglio di Stato), dura in media 5 anni abbondanti: 925 giorni in primo grado e 986 in ultimo grado. In Svezia, ma anche in Ungheria, Estonia, Bulgaria, Slovenia e Polonia servono circa 100 giorni in media per risolvere un procedimento amministrativo (cioè che veda opposti cittadini ad autorità locali, regionali o nazionali) in primo grado, in Italia ne occorrono dieci volte tanto, ben 1.000 giorni, vale a dire quasi tre anni, contro i tre mesi dei Paesi citati. Quindi 3 anni per noi tre mesi per gli altri. 

La giustizia penale – Il settore più rapido della giustizia italiana è quello penale: qui un processo che attraversi tutti e tre i gradi di giudizio dura in media 3 anni e 9 mesi (310 giorni in primo grado,  876 in secondo e 191 in Cassazione)

Siamo comunque tra i peggiori nella Ue. Solo Cipro e Malta fanno peggio di noi.

La media dei Paesi membri del Consiglio d’Europa è infatti di 138 giorni in primo grado, 143 giorni in secondo grado e ancora 143 in ultima istanza. In totale, dunque, si arriva a poco più di un anno.

Quindi pur ammettendo, in ambito europeo,  differenti ‘’regole’’ nel somministrare la Giustizia, ci rendiamo conto che il problema non può limitarsi alla ‘’bandiera della prescrizione’’ ma dovrebbe essere affrontato in maniera più completa ed organica, magari anche assumendo personale, magistrati e giudici e facendo una completa revisione del codice di procedura civile, utilizzando finalmente anche le possibilità fornite dalle nuove tecnologie informatiche. Possibile mai che un’ ingiunzione debba essere fatta tramite consegna personale? Ovvio che chi non vuole farsi trovare troverà il modo di farlo no?

Se poi non siamo capaci di organizzarci … copiamo quello che fanno i paesi più civili no? Santo cielo che cosa ci vuole a ”copiare”? 

Invece … piuttosto di migliorare/accelerare l’iter dei processi cosa facciamo? Mettiamo una prescrizione infinita? Ma quanto siamo scemi da 1 a 10?

Ma si sa, quando il dito indica la luna, alcuni guardano solo il dito! 

La prescrizione usata solo come ‘’bandiera’’ elettorale, senza un pò di cervello …  a che cosa serve? Mah ..

 Alla prossima

Elena 

 

Fonti:  European Commission for the efficiency of justice o Cepej), V edizione del Justice Scoreboard della Commissione Europea

MES … si … MES … no …

Il MES, fa traballare il Governo Conte II.

Secondo me, per stare ”terra terra” il problema reale è che Di Maio è arrabbiatissimo con Conte. ”Ma come”? dice il giovane Ministro: ” Ti ho fatto entrare in politica io, fai il Primo Ministro grazie a me,  e tu mi contraddici? Ti affianchi a quei matti del PD con ‘sta faccenda del MES? Ma come ti permetti”?

Anche il suo ”amico/nemico” Salvini è contrario al MES ovviamente. Tutto quello che è Europa è da boicottare a prescindere! Ma torniamo al MES …

Il MES ovvero Meccanismo Europeo di Stabilità, di cui non capisco un’emerita cippa, e in cui non entrerò nel merito visto che faccio la moglie-mamma-casalinga, è stato istituito nel 2011 e mai entrato in funzione. 

Avrebbero voluto farlo decorrere dal 2015 ma la cosa non è andata in porto perché i tedeschi hanno dei dubbi su fatto che tale fondo sia compatibile o meno con il loro sistema costituzionale.

Adesso che cosa è successo? Qualcuno me lo sa spiegare in maniera ‘’semplice’’? 

Non esageriamo con le semplificazioni però … perché non è che tutti noialtri si sia all’altezza di dire la nostra in proposito e soprattutto con cognizione di causa. Visto che non  è che siamo tutti economisti no? Quindi nessuno ‘’slogan’’ please.

In rosso i paesi che avevano aderito al MES

Tra l’altro, non ho nemmeno tanta fiducia che personaggi come Salvini e Di Maio, posseggano le conoscenze per poter affermarne l’inutilità e/o il pericolo, a meno che ‘’qualcuno’’ abbia detto loro di ‘’boicottarlo’’. Oppure i nostri due eroi fanno i ”bastian contrari” per prendere voti e guadagnarsi delle simpatie? Eppure …  guardando la cartina, i Paesi che avevano aderito erano parecchi … poi cosa è successo? Mah

 

Alla prossima

 

Elena

 

 

Se volete informazioni su che cosa sia il MES, accomodatevi!

https://it.wikipedia.org/wiki/Meccanismo_europeo_di_stabilità

Ferragosto 2019 – Governo giallo-verde in cascata …

Pensierino del mattino sulla promessa di Conte: ‘’Sarà un anno ‘bellissimo’’! 

Ve lo ricordate no? Ecco … invece la situazione non è proprio come aveva promesso/previsto Conte ma anzi, senza contromisure ‘’pesanti’’  l’anno prossimo l’aliquota ordinaria IVA, oggi del 22% salirà al 25,2%, e quella ridotta al 10% passerà al 13 per cento.  Inutile spiegare che l’aumento dell’IVA colpisce tutti indistintamente e che, grazie a questo aumento le famiglie italiane, secondo uno studio del sole24ore avranno un aumento di 500 euro medi l’anno. (calcolato su una spesa mensile di circa 1.200 euro/mese)

Il “valore” degli aumenti Iva messi in programma dal governo Conte non ha precedenti: 23,1 miliardi per il solo 2020 (mentre sono 28,8 i miliardi che incombono dal 2021).

Perché ci sono gli aumenti ‘’automatici’’ dell’IVA? 

L’eredità delle cosiddette ”clausole di salvaguardia” risale all’estate del 2011, quando la crisi dei conti pubblici – unita all’impennata dello spread – aveva spinto il governo Berlusconi a varare la manovra correttiva di luglio (Dl 98) e poi il “decreto di Ferragosto” (Dl 138) ed a proporre all’Europa le cosiddette ‘’clausole di salvaguardia’’ , che per chiarire significano: ‘’Se non raggiungo certi risultati (tipo: maggiori entrate, taglio della spesa pubblica, aumento del PIL) automaticamente alcune imposte aumenteranno’’! Ovviamente questo era una rassicurazione per i mercati e per Bruxelles, che ci accusano,  a ragione,  di spendere soldi che non abbiamo, ma anche, ovviamente, un segnale di debolezza da parte nostra.

Quindi questi aumenti automatici partono dal Governo Berlusconi che, nel “decreto di ferragosto” di otto anni fa (firmato dalla sua coalizione che comprendeva la LEGA NORD) menziona per la prima volta la possibile ”rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa”, quale alternativa al taglio lineare delle  agevolazioni fiscali,  con l’obiettivo di recuperare 4 miliardi nel 2012 e 20 miliardi a regime dal 2013. Intanto, però, si sancisce già un primo rincaro ufficiale dell’Iva: il 17 settembre 2011 l’aliquota ordinaria passa dal 20 al 21 per cento.

Il governo dei tecnici di Mario Monti, subentratogli nel novembre 2011, riesce via via a disinnescare le clausole piazzate dall’esecutivo Berlusconi, ma non a eliminarle data la drammatica situazione economica.  Dopo gli interventi “Salva Italia” e “Spending review-bis”,  la legge di Stabilità 2013 dispone che dal 1° luglio l’aliquota Iva del 21% sia rimodulata nella misura del 22 per cento, se non arrivano risparmi per almeno 6,5 miliardi con il riordino della spesa e la sforbiciata ai bonus fiscali.

Il nuovo passaggio dal 21 al 22% è segnato: viene solo posticipato di qualche mese dal successivo governo Letta (Dl 76/2013) e scatta il 1° ottobre del 2013. Ma si apre un secondo capitolo. Perché Enrico Letta, perso l’appoggio dell’ex Cavaliere, si trova a dover innescare un’altra “tagliola” con la legge di Stabilità 2014: senza maggiori entrate o risparmi, dal 2015 ci sarà il taglio delle tax expenditures e «variazioni delle aliquote di imposta» per garantire 3 miliardi per il 2015, 7 miliardi per il 2016 e 10 miliardi a partire dal 2017.

Arriva quindi i Governo Renzi e sotto la spada di Damocle va a sedersi Matteo Renzi, che in due anni – anche grazie alla flessibilità europea – sterilizza le clausole per il 2015 e 2016 e le riduce per gli anni seguenti. Comprese quelle (aggiuntive) che lui stesso ha piazzato nella legge di Stabilità 2015, a copertura dei suoi provvedimenti (cioè 12,8 miliardi sul 2016, 19,2 sul 2017 e 22 miliardi dal 2018). Le clausole cominciano a sommarsi. E aleggia il pericolo che l’Iva possa salire ancora, non solo nell’aliquota più alta.

Dopo l’ultima manovra di Renzi (legge di Bilancio 2017), che azzera il peso dei 15,3 miliardi per l’anno in corso, il nuovo premier Paolo Gentiloni eredita un fardello da 19,5 miliardi per il 2018, sempre coperto dall’aumento automatico dell’Iva e delle accise.

Gentiloni avvia una prima ripulitura con la manovra di primavera (Dl 50/2017), che neutralizza 3,8 miliardi e porta il conto a 15,7 miliardi. Il successivo decreto fiscale (Dl 148/2017) e la legge di Bilancio 2018 sterilizzano poi gli eventuali rincari Iva del 2018, ricorrendo all’aumento del deficit per il 70% dei 15,7 miliardi necessari. E riducono anche di 6,4 miliardi l’ipoteca del 2019, che passa a 12,4 miliardi.
Il conto da pagare viene quindi sforbiciato da Gentiloni, ma resta nel complesso sostanzioso: 31,5 miliardi. Di cui 12,4 da reperire nel 2019, e altri 19,1 che pesano sul 2020 (pena l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti). Sulla carta resta questa previsione: in assenza di interventi, l’aliquota Iva del 10% salirà al 11,5% nel 2019 e al 13% nel 2020; quella del 22%, invece, passerà al 24,2% nel 2019 e al 24,9% nel 2020, per assestarsi al 25% nel 2021.

E siamo all’esecutivo giallo-verde, guidato da Giuseppe Conte. Che neutralizza i rincari previsti per il 2019, ma per il 2020 mette un carico dello 0,3% sull’aliquota ordinaria (che così arriva al 25,2%, poi destinata a diventare 26,5% dall’anno successivo) e conferma il 13% di quella ridotta. Ecco spiegato il peso di una clausola così rilevante: 23,1 miliardi per il 2020 e 28,8 miliardi dal 2021.

Alla luce di quanto sopra ci arriviamo tutti a capire che promettere flat tax e Reddito di Cittadinanza erano, data l’italica situazione, due misure irrealizzabili e che l’unica soluzione che hanno costoro è quella di abbandonare il governo per lasciare i guai e le colpe agli altri e poi rivincere  nuovamente criticando gli altri e l’UE … 

Mah … il dramma è che a noi, non interessano i ‘’fatti’’,  ma solo i ‘’personaggi che ‘bucano lo schermo’ promettendo mari e monti! Quello che ci serve invece è un Governo serio, magari fatto da personaggi che non ‘’buchino lo schermo’’, ma che abbiano un cervello funzionante, in grado di capire gli effetti a ungo termine di quel che i ‘’tecnici’’ propongono per ‘’tamponare i buchi ’. 

Un Governo che, passettino dopo passettino, ci porti ad avere fiducia e che ci permetta di avere una visione positiva e magari di tornare ad investire nel nostro paese. Sarebbe chiedere troppo?

Le bacchette magiche non esistono, esiste il lavoro a testa bassa, nella giusta direzione, tutti assieme, con un occhio al sociale e l’altro alla realtà dei mercati. 

Ce la faremo? Speriamo … 

Alla prossima

Elena 

I dati economici e le leggi sono tratte da un articolo del Sole24ore

Telenovela TAV … l’uomo del ”Conte” ha detto SI!

Pensierino del mattino …

Non parleremo qui del ”mitico Corridoio 5″, quell’asse ferroviario ”Lisbona-Kiev” che avrebbe dovuto unire una fraterna Europa, dall’Atlantico alle steppe.  Non parleremo del  ”miracolo economico” prospettato grazie alle  ”grandi opere”  e dell’alta velocità e che invece ha perso ali e speranze man mano che l’economia regrediva, ma ci limiteremo a parlare di un miserabile tunnel che unisce Francia e Italia!

Per chi sostiene che il tunnel c’è già e che quindi non serve farne uno nuovo, vorrei ricordare che il tunnel esistente, quello del Frejus, risale al 1871,  un pò antiquato per i treni di oggi non credete?

Ma torniamo a noi … nel lontano 1990 si iniziò a parlare di nuovo tunnel ferroviario tra Italia e Francia e dopo ‘’soli 29 anni’’, il 25 luglio 2019, il Ministro Conte ha detto SI al Tav,  lo ha fatto visto che Bruxelles, per accelerare le cose, ha deciso di aumentare dal 40 al 55% il finanziamento complessivo dell’opera e di arrivare, per la tratta italiana,  al 50% !

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Visto che piangiamo miseria ad ogni più sospinto,  in quanto l’Europa non ci viene mai incontro dal punto di vista economico, bé sembrerebbe ”brutto” non accettare questa proposta no? Quindi ecco che Conte, messo lì, ironia della sorte, proprio dal M5S il partito che più di ogni altro ha cavalcato il movimento NOTAV a fini elettorali, ha detto di SI.

La lettera con l’ok del Governo italiano all’Alta Velocità è firmata dal dirigente della Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione ed i progetti internazionali del ministero delle Infrastrutture, ha il timbro della Segreteria di Palazzo Chigi ma …udite udite …  NON la firma di Danilo Toninelli, che, come tutti sanno, è contrario all’opera. D’altronde costui è anche contrario alla ‘’Gronda’’, quella che, se fatta a suo tempo, avrebbe alleggerito il Ponte Morandi, ma, come sappiamo i grillini non si erano opposti ferocemente alla sua costruzione. La Gronda la si dovrebbe comunque fare adesso per alleviare il traffico sul nuovo ponte che verrà costruito,  ma anche lì, con uno come Toninelli, sarà ‘’dura’’!

Ma tornando al TAV, Firma o non firma del Toninelli l’ok c’è stato, mò vediamo che cosa decideranno le Camere, visto che comunque l’ultima parola spetta a loro.

Sapete come andrà a finire? Considerato il ‘’bicameralismo perfetto’’ che ci attanaglia, andranno avanti alle ‘’calende greche’’, in maniera da far lievitare ulteriormente i costi dell’opera stessa, cambiando ogni volta ‘’qualche cosa’’ in modo che non ci sia mai un testo omogeneo tra Camera e Senato. E quindi continueranno a rimbalzarsi la ”palla” avanti ed indietro per anni, senza decidere nulla, tanto ”noi” paghiamo. 

In Europa bisognerebbe andare a discutere nelle ‘’sedi preposte’’, portando avanti le proprie ragioni, le proprie idee e delle soluzioni alternative specifiche … noialtri invece, non essendo all’altezza di discutere alla ‘’pari’’  preferiamo ‘’ricattare’’.  

Per il Tav, preferiamo bloccare i lavori, scardinare cancellate, incendiare le macchine escavatrici, tirare i bulloni in testa agli operai che lavorano a Chiomonte;  per la ‘’questione migranti’’ invece preferiamo lasciarli annegare … 

Discutere ‘’alla pari’’ nelle sedi preposte non fa per noi. Non se siamo capaci, molto meglio i ‘’ricatti’’ … tipici d’altronde del ‘’sistema mafioso’’ …

Tonando al Tav, la cosa che più mi lascia più perplessa è che i No Tav si professano tutti ‘’ecologisti’’ ma, stranamente, preferiscono e difendono a spada tratta il trasporto di cose e persone a mezzo ruote (quindi camion e automobili) oppure il trasporto persone ‘’via aerea’’ penalizzando la molto meno inquinante ferrovia. Visto i danni irreparabili dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento dai combustibili fossili …  vi sembra normale questa loro testardaggine?  Bè … fatevi una domanda a datevi una risposta.  

Alla prossima

Elena 

Europa – Procedura di infrazione contro l’Italia …

E, come volevasi dimostrare, ecco in arrivo le ‘’rimostranze europee’’. D’altronde … lo conosciamo tutti il proverbio che dice: ‘’tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino’’ no? Ecco, adesso saranno ‘’cavoli amari’’!

Salvini, riferendosi alla situazione italiana nei confronti dell’Europa, continua a ripetere lo slogan propagandistico che fa tanto effetto: ‘’Un malato terminale non lo si cura togliendogli l’ossigeno’’. E siamo tutti d’accordo ma il ‘’toccante esempio ‘’medico’’ non calza affatto la realtà italica, in quanto omette volontariamente le magagne di un Paese che non è affatto vittima inconsapevole ed innocente come un ‘’malato terminale’’.

Difficile trovare gente disposta a ‘’dare’’ per anni ricevendo in cambio ‘’calci in bocca’’! Se si vuole discutere alla ‘’pari’’ lo si fa da ‘’adulti’’, dimostrando di impegnarsi nel tentativo di  ‘’risolvere i propri problemi’’, che non sono certo pochi. 

Facciamo un esempio di chi riceve molto ma dà poco in cambio: ‘’Luigi Di Maio è stato mantenuto dal proprio padre a legge per 12 anni senza peraltro dare esami e senza laurearsi’’. Bè … direte voi: ‘’Saranno ben fatti loro no’’? Perfettamente d’accordo, ma ammetterete che il rapporto ‘’padre/figlio’’ non sia da considerare ‘’alla pari’’. 

Un padre ama il proprio figlio ed è disposto a continuare ad investire su di lui, chiudendo gli occhi sulle sue mancanze, sulla sua indolenza, sulla sua incapacità di organizzarsi, sulla sua mancanza di determinazione. 

Ma gli altri Paesi Europei possono forse fare la stessa cosa con l’Italia? Dovrebbero forse farci da ”padri”? Mentre noialtri in più continuano a prenderli a ”calci in bocca” blaterando di ”sovranismo”?

Secondo gli economisti di Bruxelles, il rallentamento economico registrato nel 2018 spiega solo in minima parte l’aumento del debito pubblico negli ultimi anni. Nel 2004-2018, la crescita italiana è stata pari allo 0,1% annuo, rispetto ad una crescita media nel resto della zona euro dell’ 1,5%. Perché? Facciamoci una domanda e chiediamoci se questo Paese è veramente più simile al ‘’malato terminale’’ oppure a Di Maio? 

Alla prossima

Elena