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A me il M5S non va giù … non c’è niente da fare …

Nemmeno volendo riescono ad essermi simpatici.

la sottoscritta durante una delle tante passate manifestazioni.

la sottoscritta durante una delle tante passate manifestazioni.

Questa mattina vorrei fare un ‘’ringraziamento’’ particolare al M5S ed al suo illuminato elettorato!

Nel 2013 avevate avuto la possibilità di Governare con Bersani ma, sappiamo tutti come sia andata a finire no? Lo avete, con vostra grande gioia, sbeffeggiato in una vergognosa ‘’diretta streaming’’ gestita dalla ”mite” Signora Taverna”.

Voi ‘’duri e puri’’, voi che dovevate ‘’aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno’’, non vi sareste mai e poi mai sporcate le mani con uno come Bersani, considerato stupidamente da voialtri, alla stessa stregua, se non peggio, dello ‘’gnomolaccatodibiaccamarroneintesta’’!

Eppure, voi, geni delle lampada, di accrocco in accrocco … di ‘’vaffa in vaffa’’ di … compromesso in compromesso avete ingoiato di tutto di più!

E oggi finalmente, potete coronare la vostra insulsa politica, una politica fatta di slogan, di populismo e niente altro! Una politica che non indugio ad etichettare come: ”Tanto fumo e poco arrosto”! Oggi, nonostante il vostro Guru Grillo, la vostra ‘’portaerei’’ Casaleggio&Associati, il vostro lacrimante Casalino … avete riportato a galla Forza Italia e ci governerete assieme!

E lo farete coprendo la vostra incapacità con frasi come: ‘’senso del dovere’’ e ‘’per il bene del popolo’’! Cribbio! Vi è venuta la stessa dialettica di Andreotti!

Complimenti, siete proprio degli ‘’Statisti’’! E … non date la colpa a Renzi di quel che è successo! Se aveste governato ‘’allora’’ con Bersani, Renzi manco esisterebbe!

E adesso che mi sono sfogata mi sento meglio!

Alla prossima

Elena

Draghi … l’ultimo treno …

Diceva Draghi nel lontano 2007 …
E’ necessario un ‘’PATTO DI FERRO’’ – Una scuola più efficiente, in grado di fornire agli italiani di domani una più agevole collocazione sul mercato internazionale del lavoro; una giustizia civile trasparente con tempi certi; servizi pubblici competitivi e meno onerosi. Ecco le ‘’mete raggiungibili’’ che possiamo e dobbiamo raggiungere.
Raggiungibili a patto di stringere un patto di ferro tra tutte le componenti della società civile.
Per la scuola serve un ‘’forte cambiamento’’, che coinvolga docenti, il cui reclutamento, la distribuzione geografica e i percorsi di carriera sono governati da meccanismi che mescolano precarietà e inamovibilità.
Eppure la scuola è fondamentale in quanto: la ‘’povertà di conoscenze è l’anticamera della povertà economica.
Ma anche la lentezza della giustizia civile è un grave problema. Le manchevolezze della nostra giustizia civile sono segnalate da studi internazionali, testimoniate dal disagio dei cittadini e delle imprese. Nella durata dei processi il confronto internazionale è impietoso.
Un esempio fra tutti: i procedimenti di lavoro nel primo grado di giudizio durano da noi in media oltre 2 anni, 1 anno in Francia, meno di 6 mesi in Germania.
Tempi lunghi dunque che non dipendono tanto da una carenza relativa di risorse, quanto da difetti nell’organizzazione e nel sistema degli incentivi. Un problema che al Sud appare ancora più grave, poiché nel Mezzogiorno la durata media di un processo civile ordinario di primo grado si triplica, passando dai 500 giorni necessari a Torino ai 1.500 di Messina.
Quanto sopra era stato riportato da l’Unita nel giugno del 2007.

Onestamente a uno così si potrebbe dare la fiducia si o no? Che cos’è che avrebbe ”meno” di Conte Draghi?

Noi italiani abbiamo avuto 67 governi in 75 anni. Evidentemente a ”noi” piacciono i cambiamenti, viceversa non si spiegherebbe.
Comunque, visto che i nostri ultimi ‘’eletti” non ‘’combinavano nulla’’ e litigavano in continuazione, Mattarella, dopo aver tentato un ConteIII con l’esploratore Fico, ci ha proposto Draghi, che, ‘’attenzione’’ … è la nostra ultima spiaggia! Se perdiamo anche questa saran cavoli amari.

Noi dobbiamo presentare, entro il 30 aprile, se non vogliamo perdere i quattrini che abbiamo ottenuto grazie a Gualtieri, il Piano nazionale di Ripresa, che però, nella versione più recente, quella di gennaio pare sia ancora incompleto.
Malelingue dicono che, più che un ”piano organico”, si direbbe un elenco di ‘’pii desideri’’ di ben 167 pagine! Ma … non si capisce bene come, quando e, soprattutto, con ‘’chi’’ , sti pii desideri li si potrebbe far diventare realtà costruttiva.
Il Piano in oggetto deve essere rivisto/perfezionato dal ‘’nuovo Governo che sta, speriamo, formandosi.

Eppure non sarà facile per Draghi avere una maggioranza che gli permetta di lavorare serenamente.
C’è un bell’articolo di Mattia Feltri che è illuminante su quanto i grillini ‘’amino’’ Draghi. E tutti sappiamo che con il M5S bisogna fare i conti perchè, nonostante abbiano perso per strada 30 deputati e 20 senatori, dalle elezioni del 2018, il loro numero è sempre determinante per garantire una maggioranza.

Nel 2014 Grillo chiedeva che Draghi fosse processato per aver portato soldi alle banche europee.
L’anno dopo lo accusava di togliere quattrini al welfare per la stessa cosa.
Nel 2017, Elio Lannutti, quello che crede che il mondo sia governato dagli ebrei, dai rettiliani e da Lucifero, diceva che Draghi è uno che taglieggia le imprese per foraggiare i banchieri.
Nel 2015 lo ‘’statista’’ Luigi Di Maio aveva invitato Draghi a: ‘’facce Tarzan’’! Poi, dall’alto della ‘’sua’’ preparazione economica, aveva sostenuto che Draghi usasse il suo bazooka per dopare un sistema finito. (Di Maio sa tutto!)
Nel 2014 il M5S definiva Draghi: ‘’una Mary Poppins suonata che tira fuori solo ‘’vecchie ricette’’, facendo supporre di averne loro di decisamente migliori.
Sostenevano anche che Draghi desse risposte: ‘’surreali e da maestrina e che la sua gestione della BCE fosse da cieco incapace’’.
Secondo voi adesso ”cosa faranno”? Amarlo non lo amano, anche perchè forse manco capiscono quello che dice.

Comunque Draghi, come promesso a Mattarella, sta cercandosi una maggioranza e non sarà una cosa semplice.

L'ultimo treno e poi ... ''ciccia''!

L’ultimo treno e poi … ”ciccia”!

Per quanto Draghi goda dell’affetto e della stima di tutti e si è visto che al Quirinale con il Presidente della Repubblica praticamente era tutto un ‘caro Mario’ e un ‘caro Sergio’.
Il problema vero per noi è che lui, Draghi, è davvero l’ultima spiaggia, perché poi, restano solo le elezioni. Tra l’altro dato che noi votiamo sempre alla ”oiseau du chien”, e che la legge elettorale è sempre la stessa, bene che vada non cambierà una cippa, male che vada avremo al governo la destra anti europeista.

Il problema per Draghi è che:

– un conto è avere un governo tecnico, rispetto al quale lui potrà selezionare, individuare e proporre i ministri in base a un preciso mandato del Capo dello Stato, e in questo caso non dovrebbe praticamente rendere conto a nessuno degli attuali leader politici;

– un altro conto è invece un governo politico. In questo caso dovrebbe rispondere a cento situazioni politiche diverse e tutti sappiamo che, discutere con ”alcuni dei nostri Parlamentari”, è come giocare a scacchi con un piccione.

Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.

Alla prossima

Elena

Un tavolo risolutivo quello con a capo Fico? Naaaa …

Ma che cosa potranno mai risolvere costoro? Questa è una ”finta” per far vedere che ci provano, ma non c’è trippa per gatti. Le cose vengono decise, chiaramente, altrove. Ammesso e non concesso che vengano decise.

Questi sono i delegati dei partiti ancora seduti al tavolo di discussione per trovare un’accordo e decidere che cosa farne di ‘sto Paese:

– M5s: Davide Crippa ed Ettore Licheri,
– PD: Graziano Delrio e Andrea Marcucci,
– Italia Viva: Maria Elena Boschi e Davide Faraone,
– Liberi e Uguali: Federico Fornaro e Loredana De Petris,
– Europeisti – Maie – Centro Democratico: Raffaele Fantetti e Maurizio Buccarella,
– Gruppo Per le Autonomie del Senato: Albet Laniece e Gianclaudio Bressa,
– Cd-Maie: Bruno Tabacci ed Antonio Tasso.

In teoria dovrebbero parlare di contenuti e non di poltrone ma … chissà che cosa sta succedendo davvero? Prima di tutto costoro hanno dei paletti, imposti dai loro rispettivi, capo partito, quindi? Quindi non è che abbiano chissà quale margine decisionale per una discussione efficace. Se davvero avessero voluto discutere ci sarebbero andati i ‘’capoccia’’, invece …
Comunque ‘sto incontro, in più, non produrrà alcun documento scritto. In quanto, come sostiene Fico, quello che potrebbe sembrare un programma di Governo sarebbe compito del Presidente incaricato, quindi, ciccia!
I renziani, ovviamente, sono rimasti di ‘’sasso’’ quando hanno avuto ‘sta notizia. Loro contavano su un qualche cosa di ‘’scritto’’, altrimenti che cosa hanno chiesto a fare ‘sto tavolo?
La cosa comica è che pare che ieri, verso le 13,00 fossero tutti affamati e volessero un tramezzino. I commessi della Camera si sono rifiutati di portare loro i tramezzini dicendo che, in base alle norme anti Covid, non si potessero fare ‘’buffet’’. Quindi ‘’ciccia’’! Non hanno nemmeno mangiato.
Più che discutere, pare che i presenti, secondo il Corriere della Sera, abbiano passato il tempo a telefonare ai loro boss, rispettivamente: Crimi, Franceschini e Renzi.
Pare che la trattativa non sia avanzata di un centimetro. Secondo Meli, del Corriere della Sera, è tutto fermo e sostiene che Pd e 5 stelle non mollino Conte, mentre Renzi vuole mandarlo via e metterci qualcun altro.
Il tavolo si è chiuso ieri alle 21,00 con un nulla di fatto. Stamattina alle 9 si ricomincia e parleranno di Giustizia.
Puoi capire!
Bonafede vuole levare, e fa bene, la prescrizione, mentre Renzi non vuole!
Qui il discorso sarebbe lunghissimo, ovvio che ‘’solo’’ togliere, cosa giusta, la prescrizione non è sufficiente per riformare la giustizia, ma è sempre meglio di un pugno in un occhio. La prescrizione è una ‘’brutta bestia’’, ce ne rendiamo tutti conto del che cosa succede quando Berlusconi deve andare in tribunale no? Che cosa fa? Si fa ricoverare in ospedale per ‘’controlli’’ o ‘’malesseri’’ … intanto la prescrizione corre … e lui la fa franca come Andreotti.

L’unica cosa che si avrà di ‘sto incontro, forse, è un verbale. Ma … a noi? Che cosa hanno risolto?

Povero Paese …

Alla prossima

Elena

Renzi ha ragione, è antipatico come in dito in un occhio, ma …

Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere!
Questo è quello che ho trovato in rete, sui progetti che Conte aveva chiesto di mettere, nero su bianco, ai suoi Ministri per inserire nel Recovery Plan. I progetti che gli sono arrivati sono stati 557 e qui di seguito ci sono i più ‘’intelligenti’’.
Dopo che li avrete letti vi renderete conto del motivo per cui Renzi abbia le ‘’carte facili’’ per aver consenso.
Cominciamo con l’idea del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che propone di rifare il piazzale di marmo della Farnesina con una parte dei 209 miliardi del Next Generation Eu destinati all’Italia, Poi c’è la Pisano che lancia l’idea di una Amazon all’italiana, Provenzano invece vuole un “acquario green” a Taranto – costo 50 milioni di euro.
Poi si leggono richieste per l’Ammodernamento degli impianti per la molitura delle olive. Costo: 1,2 miliardi. “Turismo delle radici” per gli italo-discendenti che vogliano scoprire le origini dei propri avi. Costo: 22,4 milioni.
Il governo ha raccolto l’elenco dei 557 progetti per il Recovery Fund in un unico documento intitolato: Amministrazione proponente, costo, durata e obiettivo/motivazione.
Una lista, ancora provvisoria, che da sola vale oltre 670 miliardi: più del triplo dei 209 miliardi che l’Italia potrà ottenere da Bruxelles.
Le proposte arrivano da ministeri, società partecipate e agenzie pubbliche. Ci sono scuola, sanità, i voucher per la connessione, diverse misure per lo smart working e i pagamenti elettronici, la detassazione sul lavoro e la Tav. Ma anche un vasto numero di voci “varie ed eventuali”, che denotano ancora l’assenza di una strategia di fondo del governo. Me che tutto sommato non si può nemmeno colpevolizzare visto che deve districarsi tra queste ‘’priorità’’!
L’impressione è che lo spirito in pompa magna degli Stati Generali abbia lasciato ormai il passo al «catalogo della spesa» temuto da Gentiloni.
Si va dai progetti più grandi, come “Italia cashless” (10 miliardi). A quelli spaziali, con la “Costellazione satellitare” per l’osservazione della Terra (1,1 miliardi) e i piccoli satelliti per il «monitoraggio dello spazio extra-atmosferico».
Dal rafforzamento delle previsioni meteorologiche, al voto elettronico per gli italiani all’estero. Fino ai progetti più piccoli e locali. Come il rifacimento di singoli istituti penitenziari di Roma, Torino e Benevento e della nuova diga del porto di Genova.
Approfittando dell’arrivo delle ingenti somme europee, tutti vogliono improvvisamente digitalizzarsi, diventare “resilienti” e convertirsi al verde, dal Demanio ai Vigili del Fuoco. Il ministero della Difesa chiede 79,8 milioni per la mobilità green all’interno delle caserme. E il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a quanto pare, vorrebbe pure usare i soldi europei per rimettere un po’ a nuovo i suoi uffici. (Il bimbo ama il bello).
Dalla Farnesina ancora arriva la richiesta di 13 milioni per «la creazione di un sistema domotico per la gestione coordinata di tutti gli impianti del palazzo», in modo «da raggiungere la cosiddetta building automation e avere un edificio intelligente». Visto che lui è scemo che almeno l’ufficio sia intelligente! Mi pare giusto no?
E ancora 300mila euro per «dotare di wifi – in aggiunta alle sale riunioni già cablate – circa 60 stanze assegnate ai vertici dell’amministrazione centrale». E pure 14 milioni per il «rifacimento della pavimentazione in marmo del piazzale esterno del palazzo della Farnesina, sede del Maeci, incorporando nella pavimentazione dei generatori piezoelettrici, in grado di trasformare l’energia cinetica dovuta al passaggio di persone e veicoli in energia elettrica».
Il ministero della Giustizia, invece, vorrebbe mettere su una task force per attuare le riforme della giustizia. Alfonso Bonafede chiede 1,6 miliardi di euro per il progetto Monitor, che è un acronimo e sta per Monitoraggio-innovazione-task force-organizzazione-ricerca «per la ripresa e la resilienza della giustizia».
Da solo il ministero dello Sviluppo economico di Stefano Patuanelli sfora i 120 miliardi in progetti di ogni tipo. Dal “Safety 5G” da 19,5 miliardi ai 2 miliardi per portare il 5G in cento città italiane, fino a un futuristico «sistema dinamico per il monitoraggio e la pianificazione ambientale urbana ad altissima risoluzione spazio-temporale».
L’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro (Anpal) di Mimmo Parisi propone un “Piano per le nuove competenze” da 11,2 miliardi con il potenziamento dei centri per l’impiego, in modo che diventino «interessanti per tutti i lavoratori e non solo per le categorie di svantaggio». E altri 4,2 miliardi per un progetto di “Empowerment femminile”.
Nel documento poi c’è tanto idrogeno, nel tentativo di agganciare il patto franco-tedesco dell’oro verde. Il Mise vorrebbe creare una “H2 Valley” in Sardegna (20 milioni) e una “Hydrogen Valley” dall’Alto Adige fino a Bologna. Dai Trasporti chiedono 300mila per i treni e 3 milioni per lo sviluppo della mobilità a idrogeno.
Spopolano i Big Data e il digitale. Ci sono progetti per la digitalizzazione dell’Archivio nazionale stato civile e delle liste elettorali. L’Avvocatura dello Stato vorrebbe realizzare pure un progetto di «giustizia predittiva», utilizzando l’intelligenza artificiale per la «predisposizione degli atti difensivi e pareri legali e per la predizione del possibile esito della causa sulla base dei risultati delle precedenti difese».
Il ministro della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone propone un piano di “comunicazione e sentiment analysis” per misurare il grado di soddisfazione dei cittadini nei confronti degli uffici pubblici (500mila euro). Dal ministero dell’Innovazione di Paola Pisano arriva l’idea di una piattaforma Amazon all’italiana da 2 miliardi per «sviluppare piattaforme di e-commerce locali su tutto il territorio italiano per il mantenimento della realtà imprenditoriale e tradizionale italiana».
Il Ponte sullo Stretto, no. Ma la Salerno-Reggio Calabria, sì: 550mila euro per «ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza tra Roma e Reggio Calabria». E poi ci sono i costi del costo dello stesso Recovery Plan: Replus (Recovery Plan Unitary System) sarà il sistema informativo da 7 milioni per monitorare i programmi di investimento del piano, mentre altri 3 milioni serviranno a valutare l’impatto di genere del piano.
Entro il 15 ottobre dovevano essere inviate le prime bozze del piano a Bruxelles. Bisognerà scegliere tra i progetti e trovare una strategia d’insieme. Significa che si dovranno depennare parecchie di quelle 557 voci per rientrare nei paletti precisi in arrivo da Bruxelles. Il ministro Di Maio forse avrà dovuto rinunciare ad ammodernare l’impianto elettrico della Farnesina con i soldi della ricostruzione post-Covid. E forse potrebbe saltare pure qualche acquario o costellazione.
Per prendere spunto, basta allungare l’occhio Oltralpe. La Francia ha presentato il suo piano di investimenti “France Relance” da 100 miliardi, di cui 40 finanziati dall’Europa, con un mese di anticipo. Le misure previste sono in tutto 70 misure, non 557, divise in tre macro aree (Come le tre di Obama nel 2009): 30 miliardi di euro per la transizione ecologica, 35 miliardi per competitività delle imprese e 35 miliardi di euro destinati a promuovere l’occupazione e la formazione dei giovani.

Ma che cosa ho fatto?

Ma che cosa ho fatto?

Perché Conte ha chiesto tutta ‘sta roba ai suoi Ministri? Perché Conte di mestiere fa l’avvocato e quindi è un mediatore. Conte è un Signore, gentile, sobrio ed educato ma che non ha la minima visione globale di quello che sarebbe necessario fare per riorganizzare e far ripartire il paese. Quindi che cosa ha fatto? Ha chiesto ai suoi Ministri che cosa avrebbero voluto fare con quei quattrini. Le risposte le avete viste. D’altronde quelli sono i Ministri che abbiamo e quindi. Se spremi una rapa non è che esca del Barolo.
Una volta avuta la ‘’lista della spesa’’ in mano Conte avrebbe voluto rivolgersi ai ‘’tecnici’’ affinché mettessero a punto, in qualche modo, ‘sta lista e trovassero qualche cosa di utile e fattibile in tempi umani.
E lì ‘’apriti cielo’’ Renzi è saltato su tutte le furie. E, tutto sommato, come dargli torto?
Siamo in molti a dire che Renzi ha ragione. Il guaio è che la ragione di Renzi si infrange contro la realtà di una maggioranza enorme di parlamentari che la pensano diversamente per stupidità, incompetenza ed interessi di varia natura.
Renzi dica con quale maggioranza parlamentare intende attuare il ‘’suo’’ programma e chieda alle forze politiche se sono d’accordo per sostenerlo, se no che vada da Grillo e da Giggino a convincerli di diventare intelligenti e competenti e responsabili.
E comunque, il fatto che un partito mai presentatosi alle politiche, come Italia Viva appunto, e di conseguenzza mai votato da noialtri, sia l’ago della bilancia per deteminare il futuro del nostro Governo, la dice lunga sulla rappresentanza che ci ritoviamo. Mah …
Intanto l’Italia va a rotoli … senza contare il CoVid che ci uccide. Buona giornata eh …
Alla prossima

Elena

Referendum riduzione parlamentari – Come voti?

A proposito del Referendum per la riduzione dei parlamentari, vorrei provare ad andare oltre alle becere frasi: ”Sono dei mangiapane a tradimento, non servono a nulla, meno sono meglio è”, etc …
Vorrei invece fare qualche semplice considerazione per provare a far pensare i favorevoli al SI.
Per prima cosa vorrei ricordare sommessamente che sono favorevoli al si Lega e Fratelli d’Italia. Io una domandina me la farei no? Tipo: ”Lega e Fratelli d’Italia amano la ”democrazia” o preferirebbero una ”democrazia addomesticata”?
Se non esiste una legge elettorale che compensi la riduzione del numero dei parlamentari la democrazia ce la giochiamo! ‘Perchè’ vi chiederete voi? Semplice! Per prima cosa noi dobbiamo renderci conto che noi NON votiamo i nostri rappresentanti ma ci subiamo dei nominati dai partiti.
Ergo, facendola semplice, il partito che vince avrà pochi yes-man da controllare e costoro faranno esclusivamente gli interessi di CHI li ha messi su quegli scranni e NON certamente gli interessi dei cittadini, che, bene che vada, votano il partito e non certo un individuo che conoscono e rispettano sul proprio territorio.
Ecco che cosa noialtri dovremmo pretendere. Di eleggere qualcuno che abita nella nostra città e che conosciamo e stimiamo per un sacco di motivi. Non importa il partito a cui appartiene, se è una persona degna ed onesta e capace il ”triage” lo facciamo noi! Con questo sistema il parlamentare scelto da noi andà in parlamento e dovrà rispondere ai suoi elettori, cioè a noialtri!
Invece … non dimentichiamo che il partito che vuol inserire l’obbligo di mandato (manco Mussolini aveva osato tanto) è quello di Grillo/Casaleggio! Come mai? Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Una volta su quegli scranni devono fare quel che gli dice il partito”! I cittadini, di cui loro si professano ‘rappresentanti’ non contano una emerita cippa invece!
Ma poi … non se ne esce. Ricordiamoci anche che la legge elettorale la si cambia con una legge ordinaria, quindi la possono cambiare quando e come vogliono! Magari … sarà poi la Corte Costituzionale, dopo insistenze di anni da pare di qualche sfegatato cocciuto, che dirà che non vale una cippa e che è anti-costituzionale, ma ormai …
Comunque, come al solito, è tutta ”aria fritta” ‘sta diatrib. Mò votiamo la riduzione dei parlamentari, loro fanno finta di cambiare la legge elettorale ed il prossimo partito che vince la cambia di nuovo. Quindi? Ma quanto siamo ”polli” da 1 a 10? Mah …
Andrebbe bene anche un collegio uninominale con un sistema maggioritario a doppio turno ma fatelo fare a noi il ”triage” sul territorio no? Saremo mica tutti dei deficienti no? Grrrrr …
Morale della favola: ”Io voto NO”! Voi fate un pò quel che volete.

Alla prossima

Elena

La Raggi si ricandida! Ma … e l’obbligo del ”non più di due mandati”?

La Raggi si ricandida sindaca a Roma.
Ma … e la norma del non più di due mandati? Quella che imponeva che, chi era già stato eletto, a livello nazionale o locale, non avrebbe più potuto candidarsi per la terza volta che fine ha fatto?
Allora aveva ragione Di Maio quando, per aggirare la norma, si era inventato il ‘’mandato ZERO’’
Il genio della lampada sosteneva infatti che il primo mandato non contasse. In fondo aveva pur ragione. Il primo mandato serviva a capirci qualche cosa di dove erano finiti e che cosa avrebbero dovuto fare. Noi ”popollo”li abbiamo pagati un intero mandato affinché imparassero qualche cosa!
D’altronde, se ‘sta norma rimanesse in vigore, alle prossime elezioni personaggi del calibro appunto dell’attuale Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del Capo Politico del M5S Vito Crimi, della Vicepresidente del Senato Paola Taverna, non potrebbero più candidasi e … che cosa farebbero? Li buttiamo sul lastrico?
Giggino tornerebbe a vendere bibite allo Stadio?, Crimi tornerebbe a fare l’impiegato al Catasto? E la Taverna? Tornerebbe a fare l’impiegata in un poliambulatorio per analisi cliniche?
Naaaaa … tranquilli che ‘sta norma la toglieranno.
D’altronde il ‘’mandato zero’’ in fondo non conta. Dovevano pure imparare qualche cosa no? Costoro sono gli studenti più cari che esistano!
Di Maio poi è proprio cocciuto, prima è stato mantenuto a giurisprudenza dalla sua famiglia per 12 anni, senza peraltro riuscire a laurearsi, adesso invece lo manteniamo noi. Mò sta facendo corsi intensivi di geografia, visto che ora lo manteniamo con la carica, nientepopodimeno, di Ministro degli Esteri. Prima lo abbiamo mantenuto stipendiandolo come Vice presidente del Consiglio – assieme a quell’altro matto di Salvini – e Ministro dello Sviluppo Economico.
Diamo loro un sacco di soldi al mese affinché imparino qualche cosa. Vero è che ce ne restituiscono una parte, che recuperano poi con dei piè di lista sfrontati.

Certo che Conte, in mezzo a costoro, fa un figurone …

Come ‘’voliamo basso’’ … che peccato.

Alla prossima

Elena

Legge elettorale italiana. Ma … più astrusa no?

A volte mi chiedo: ‘’Ma siamo noi cittadini, ignoranti come delle scarpe, o veramente le leggi elettorali sono arzigogolate e complicate? Ma perché mai deve esser tutto così macchinoso?
Se queste sono le leggi elettorali, che tutto sommato trattano solo un problema di rappresentanza, non oso pensare a che cosa possano essere le leggi che dovrebbero permettere, alla ‘’macchina stato’’, di correre in maniera fluida ed efficiente.

Ma cerchiamo di fare un pò di chiarezza sulla legge elettorale visto che nuovamente ne stanno parlando i nostri ‘’eroi’’ al Governo.

Vediamo prima di tutto quali sono i sistemi elettorali in Europa:

Francia – maggioritario a doppio turno
La forma di governo è semi-presidenziale. Il popolo elegge direttamente l’assemblea nazionale ed il presidente della Repubblica.

Regno Unito – maggioritario a turno unico
Il parlamento è composto dalla Corona e dalla Camera dei Comuni e dalla Camera del Lords.

Spagna – proporzionale a liste bloccate
Al parlamento spagnolo spetta l’esercizio della potestà legislativa. E’ formato da due Camere: il congresso dei deputati e il Senato.

Germania – sistema misto
Il Bundestag (detta la Dieta federale) è il parlamento nazionale della repubblica federale tedesca.

Svizzera – sistema proporzionale
Il consiglio nazionale è eletto secondo il sistema proporzionale. Ogni partito ha diritto ad un numero di seggi proporzionale alla sua forza numerica.

Polonia – proporzionale con soglia
Il potere legislativo è esercitata sia dal governo che dalle due camere del parlamento, Sejm e Senato.

Grecia – proporzionale ‘’rinforzato’’
Il parlamento ellenico è un’istituzione monocamerale costituita da 300 deputati eletti a suffragio universale.

Italia: Rosatellum – misto a separazione completa in ciascuno dei due rami del Parlamento, il 37% dei seggi assembleari è attribuito con un sistema maggioritario uninominale a turno unico, mentre il 61% degli scranni viene ripartito fra le liste concorrenti mediante un meccanismo proporzionale corretto con diverse clausole di sbarramento.

Adesso vediamo un pò quale è stata la ‘’Storia alla legislazione elettorale italiana’’, così tanto per cercare di chiarirci un pò le idee, cosa non facile.

1861 – Sistema maggioritario uninominale a doppio turno. In ogni collegio elettorale accedevano al ballottaggio i due candidati che al primo turno avevo ottenuto più voti. (e fin qui mi sembra una cosa semplice e compensibile)

1919 – Sistema proporzionale puro. Era basato su 54 circoscrizioni ciascun collegio eleggeva da 5 a 20 deputati. (e fin qui mi sembra una cosa semplice e compensibile)

1946 – Legge proporzionale classica. Per l’elezione della camera il territorio era diviso in 32 circoscrizioni plurinominali con un numero di seggi variabile a seconda della popolazione; ogni elettore aveva a disposizione massimo *4 voti di preferenza. Il sistema elettorale per il Senato conteneva dei correttivi in senso maggioritario pur mantenendosi largamente proporzionale.
* Voto espresso da un elettore per un candidato all’interno di una lista elettorale.

1993 – Con il Mattarellum (detto anche Minotauro) si introduce un sistema elettorale ibrido:
– maggioritario uninominale a turno unico per i 3/4 dei seggi del Senato ed i 3/4 dei seggi della Camera:
– ripescaggio proporzionale dei più votati fa i candidati non eletti per l’assegnazione del rimantenente 25% dei seggi del Senato;
– proporzionale con liste bloccate e soglia di sbarramento al 4% per il rimanente 25% dei seggi della Camera.

2005 Il ‘’Porcellum’’ legge Calderoli
sistema proporzionale corretto con un cospicuo premio di maggioranza – attribuito su base regionale al Senato e diverse clausole di accesso; la formulazione originaria della normativa non consentiva il voto di preferenza. Nel 2013 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di parte della legge, in riferimento al premio di maggioranza e all’eccessiva lunghezza delle liste bloccate.

2015 l’Italicum – La legge, mai usata, prevede un meccanismo proporzionale con sbarramento al 3%.  Con il ballottaggio tra le due liste che prendono più voti ed un premio di maggioranza per la forza politica che raggiunge il 40% . La lista vincitrice avrebbe infatti avuto diritto ad almeno 340 deputati, pari al 54% degli scranni della Camera, qualora avesse conseguito una percentuale non inferiore al 40% dei consensi in ambito nazionale. il numero dei seggi assegnati a ciascun partito sarebbe stato determinato sulla base dei suffragi ottenuti sul territorio nazionale.

2017 – La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il turno di ballottaggio, lasciando il **premio di maggioranza per la lista che dovesse ottenere il 40% al 1° (e quindi unico) uno. Il sistema elettorale per la Camera diventa un sistema proporzionale a correzione maggioritaria.

** indica l’incremento del numero di seggi spettanti alla lista o alla coalizione elettorale vincente.

2017 – entra in vigore il Rosatellum – un sistema elettorale misto a separazione completa in ciascuno dei due rami del Parlamento, il 37% dei seggi assembleari è attribuito con un sistema maggioritario uninominale a turno unico, mentre il 61% degli scranni viene ripartito fra le liste concorrenti mediante un meccanismo proporzionale corretto con diverse clausole di sbarramento. Le candidature per quest’ultima componente sono presentate nell’ambito di collegi plurinominali a ognuno dei quali spetta un numero prefissato di seggi; l’elettore non dispone del voto di preferenza né del voto disgiunto.
La Costituzione stabilisce altresì che dodici deputati e sei senatori debbano essere prescelti dai cittadini italiani residenti all’estero.

A cosa serve la Corte Costituzionale?
Verifica se: gli atti legislativi sono ‘’costituzionali’’. Le leggi vengono dichiarate ‘’incostituzionali’’ perché non rispettano le norme contenute nella Costituzione.
E’ composta da 15 giudici nominati da:
1/3 dal Presidente della Repubblica
1/3 dal Parlamento
1/3 Magistrature

Viene spontanea la domanda: ‘’Ma … la legge elettorale è fatta in modo tale da far governare chi vince o è fatta in modo tale che vincano tutti e nessuno governi? Mah …

Alla prossima

Elena

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Fonte: Facoltà di Scienze Politiche Niccolò Cusano e Wikipedia

Perchè l’Olanda si e … l’Italia no?

Pensierino del mattino:
E dopo tanto ‘’can can’’ hanno trovato una ‘’quadra’’ con la Fiat e le danno il danaro di cui ha bisogno.  Il M5S si rifiutava di dare quattrini ad un’Azienda che ha gran parte della produzione negli USA, ha la sede fiscale a Londra e quella legale in Olanda!

In effetti da un lato fa un pò strano ”aiutare” un’azienda simile che in Italia ormai non ha più chissà che cosa. Ma … nonostante tutto, possiamo davvero permetterci di ‘’perdere’’ definitivamente la Fiat? Naaaaa … ecco quindi che verrà ”auiutata” come quelli che sono rimasti in Italia.
Fermo restando il fatto che, per darci una parvenza di credibilità, si è preteso da Fiat che i fondi, 6,3 miliardi, erogati da Intesa Sanpaolo e parzialmente garantiti da Sace, saranno usati ”esclusivamente” in Italia per attività produttive e industriali di FCA Italy e ripagati con gli interessi entro 3 anni.
D’altronde dovremmo anche chiederci il motivo per cui Aziende come la Fiat, e tantissime altre, se ne vanno a mettere le sedi, legali e fiscali all’estero. O No?
Perché mai il nostro sistema è così ‘’penalizzante’’? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta. Nessuno al mondo ci obbliga a perseverare con il nostro sistema invece di imitare quello olandese … o no?
Come mai in Europa emergono così grandi differenze tra i Paesi che usano più di altri la leva fiscale per attirare le multinazionali?
Quindi, visto che altri Paesi riescono, nell’ambito della stessa Europa ad adottare sistemi più ‘’attiranti’’ per le imprese,  i casi sono solo due: ‘’O siamo scemi … o siamo scemi’’!

Alla prossima

 

Elena

9 maggio – ricordiamo due bruttissime pagine della storia italiana …

Il 9 maggio del 1978, a Roma, veniva ritrovato, nel portabagagli di una Renault 4, in via Caetani il corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse.
Via Caetani aveva un riferimento ‘’simbolico’’, visto che si trovava all’epoca, a ‘’metà strada’’ dalla sede della Democrazia Cristiana (DC) e da quella del Partito Comunista Italiano (PCI). Leggendo più avanti, capirete il motivo del termine ‘’simbolico’’.
Non dimentichiamo che l’avventura politica di Aldo Moro terminò il 16 marzo 1978 quando, all’incrocio tra via Fani e via Stresi, fu sequestrato dalle Brigate Rosse.
E non dimentichiamo soprattutto che era il giorno della presentazione di un Governo che avrebbe visto governare assieme la Democrazia Cristiana ed il partito comunista!
La scelta di Berlinguer, fondamentalmente legata alla politica di eurocomunismo, era un esempio di politica reale che non riscontrò però i favori dell’area di sinistra del suo partito. Come vedete anche allora si litigava nella sinistra, ed il tanto osannato Berlinguer oggi, era purtoppo trattato ‘’male’’ dai suoi stessi compagni.
Invece l’appoggio al compromesso voluto da Berlinguer trovò una sponda nell’area della sinistra della DC che aveva come riferimento il presidente del partito Aldo Moro e il segretario Benigno Zaccagnini.
Ma attenzione, questa ‘’simpatia’’ non ebbe mai l’avallo dall’ala destra della DC, rappresentata da Giulio Andreotti! Come vedete anche il centro litigava pure allora. Non è cambiato molto vero?
Ma torniamo a l 9 maggio del ’78, dove, in una Italia che ancora non conosceva Internet, alle 9.25 la notizia dell’agguato fece irruzione nelle case degli italiani grazie ad un’edizione straordinaria del GR2.  Pochi minuti dopo, alle 10.00, i brigatisti rivendicano la strage con queste parole:

«Giovedì 16 marzo, un nucleo armato delle Brigate rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati corpi speciali, è stata completamente annientata. Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano. Ogni tappa che ha scandito la controrivoluzione imperialista di cui la Dc è stata artefice nel nostro Paese – dalle politiche sanguinarie degli anni Cinquanta alla svolta del centrosinistra fino ai giorni nostri con l’accordo a sei – ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l’esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste.»
(Brigate Rosse, primo comunicato.)

Perché i brigatisti hanno scelto via Fani? Perché non hanno prelevato il Presidente allo Stadio dei Marmi, dove andava a passeggiare tutte le mattine accompagnato solo dal caposcorta? Perché tanto sangue? Perché rischiare? Perché mandare un ‘’messaggio simile’’?

Sono molti i misteri che, tanto per cambiare, avvolgono questa brutta pagina della storia Italiana.

Due belle persone, serie ed impegnate, ma … non piacevano a qualcuno, davano fastidio, e quindi, li hanno eliminati! 🙁

Ma attenzione, il 9 maggio del 1978 non si limita a questo orrore ce ne è un altro, altrettanto orribile!

Il 9 maggio a Cinisi, una piccola cittadina vicina a Palermo, veniva ucciso, su ordine del mafioso Gaetano Badalamenti, Peppino Impastato, un giornalista ed attivista politico di sinistra.
Il giornalista siciliano, che si era candidato alle elezioni comunali con Democrazia proletaria, fu ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio e il suo cadavere fu fatto saltare con del tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, così da far sembrare che si trattasse di un fallito attentato suicida.
I mezzi d’informazione dell’epoca, le forze dell’ordine e la magistratura parlarono di un’azione terroristica in cui l’attentatore stesso era rimasto ucciso.
Sarebbe ‘’morta’’ così la faccenda visto che i giudici, non avendo rilevato nulla in proposito, chiesero l’archiviazione definitiva del caso.
Ma non avevano fatto i conti con la determinazione della madre di Peppino, Felicia, e del fratello Giovanni, determinazione che fece emergere la matrice mafiosa dell’omicidio, riconosciuta nel maggio del 1984 anche dall’ufficio istruzione del tribunale di Palermo.
Nel giugno del 1996 il mafioso Gaetano Badalamenti, zio di Peppino, fu indicato come il mandante dell’omicidio insieme al suo braccio destro Vito Palazzolo, e l’inchiesta fu formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 fu emesso un ordine di arresto per Badalamenti, detenuto negli Stati Uniti.
Il 5 marzo 2001 la corte d’assise di Palermo condannò Vito Palazzolo a 30 anni di carcere per l’omicidio di Giuseppe Impastato. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti fu condannato all’ergastolo per essere il mandante di quell’omicidio. Palazzolo e Badalamenti sono morti in carcere.

Che dire? Non dimentichiamo che all’epoca dei fatti la DC faceva ‘’cappotto’’ a Palermo.
‘’Cappotto’’ in Sicilia lo hanno fatto solo la: DC, Forza Italia e M5S.
Si direbbe proprio che tra politica, mafia, potere … ci siano dei collegamenti e che vadano a volte d’accordo a volte no …

Alla prossima

Elena

Il M5S non è ”responsabile” dei nostri guai … ma non sarà nemmeno in grado di …

… risolvere i guai che abbiamo, semplicemente perché è il ”risultato” dei nostri problemi atavici. La loro – quella dei grillini –  è una ”visione fumettistica” del futuro, non sono preparati per affrontare la ”dura” realtà. Sono capacissimi di muoversi nel mondo virtuale della ”comunicazione” ma lì finisce tutto! (Beninteso in quel mondo si muovono benissimo anche Salvini e Renzi)

Ma torniamo al M5S, costoro non conoscono nulla di ”politica industriale” , sono nati e si muovono nel mondo della ”comunicazione”! Che è sì importante, ma … per vivere di ”comunicazione”  ci vuole qualcuno che faccia qualche cosa di reale e di tangibile,  E qui  … casca l’asino!

Il centro siderurgico della ex Ilva è il più importante d’Europa ed ha ha un ruolo fondamentale nella seconda industria manifatturiera d’Europa, cioè noialtri. 

C’era un ‘’patto’’ tra il governo italiano e Arcelor Mittal che metteva nero su bianco uno ‘’scambio’’.

Il gruppo multinazionale s’impegnava al risanamento ambientale e al rilancio del polo dell’acciaio. In cambio, aveva chiesto e ottenuto di non temere conseguenze penali, per reati ambientali provocati dagli interventi di risanamento e dalle gestioni precedenti che, ricordiamolo, erano quelle dei Riva e dell’azionista pubblico a cui ha fatto capo per lungo tempo l’Ilva. (Statalizzare è una gran bella cosa ma bisognerebbe anche saper ”gestire”)

Non era un privilegio illegittimo per Arcelor  … lo ”scudo” era una garanzia prevista dall’ordinamento italiano fin dal 2015, quando era stato dato ai commissari.

Tra persone affidabili per sancire un accordo basta una stretta di mano. Nel caso specifico è stata approvata perfino una norma di legge. Quella norma di legge, circa un mese fa, è stata ANNULLATA dalla maggioranza parlamentare – PD compreso, viceversa sarebbe caduto il Governo appena installato.

Cioè, parlandoci chiaro, il nostro Governo ha ‘’cambiato le carte in tavola’’ durante la partita e non il Signor Mittal. Il nostro Governo però ha fornito,  con questa ‘’stupidissima azione’’, alla Arcelor Mittal una ‘’leva’’ potente per potersene andare senza doverci pagare un centesimo di risarcimento! Quindi,  anche se abbiamo come primo ministro un ”avvocato”, sia pure avulso dalla politica, resteremo, tanto per cambiare,  in braghe di tela! 

Ora le domande che sorgono spontanee sono: 

  • ‘’Come potevano i nostri ‘’geni della lampada’’ non sapere che in Europa c’è una crisi drammatica di sovra-capacità produttiva dell’acciaio? 
  • Come potevano non sapere che ArcelorMittal perde a Taranto la bellezza di 2 milioni al giorno? (Stessa cifra dell’Alitalia, tanto per capirci e che paghiamo noialtri, sempre tanto per capirci)
  • Come potevano non sapere che la magistratura tarantina è costretta, per legge,  a bloccare ed indagare se ci sono delle denunce? 

Macché!  Il ‘’duro-puro-e-pirla Luigi Di Maio” ha tolto lo scudo per ottenere ‘’consenso’’ trai suoi incoscienti compagni e tra i suoi, ancora più incoscienti, elettori. 

Quindi? Quindi ‘’ciccia’’! 

Tanto per cambiare, per questi danni ‘’irreparabili’’, indovinate un pò ‘’chi’’  pagherà le conseguenze?  Fatevi una domanda e datevi una risposta! Se non ci riuscite vi aiuto: ‘’Pagheranno i soliti pirla che pagano le tasse in questo paese’’! 

Avete voluto il ‘’drastico cambiamento in politica’’? Eccovi accontentati! 

Tutti felicemente disoccupati e con 600 cantieri fermi! I grillini continuano a ‘’sbandierare’’ che li vogliono fa ripartire ma … quando esattamente? 

L’Alitalia non si sa che fine farà … la Ex Ilva nemmeno … la Tav non riparte … la Whirlpool smantella … la Fiat se ne è andata … La ‘’malavita organizzata’’ sentitamente ‘’ringrazia’’! Sarà ‘’lei’’ a dar lavoro a questo popolo di disperati!

Ora capite perché in Sicilia il M5S ha fatto ‘’cappotto’’? Mica perché sono disonesti … oh no! Non sono affatto disonesti, sono solo degli ignoranti e i mafiosi se li ”mangiano in insalata”!

Alla prossima

Elena 

Fonte: Sole24ore

Al link sotto indicato c’è la lettera di un ‘’candidato’’ grillino che non sa nemmeno scrivere in italiano, ma che si candida convinto, senza ombra di dubbio,  di aver i numeri per cambiare il Paese:  https://selezione5stelle.com/noi-amiamo-luigi-di-maio-perche-e-uno-di-noi/