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Telenovela Governo italico …

Buon giorno mondo – considerazioni sulla ”telenovela Governo italico” …

Il PD ha messo come dogma irremovibile tra i cinque punti dell’eventuale accordo con il M5S,  il fatto che, se formeranno un Governo assieme, il M5S deve riconoscere in pieno la democrazia rappresentativa.

Mò come faranno i grillini ad accettarlo visto che per anni hanno blaterato di ‘’democrazia diretta in rete’’? 

Come faranno ad accettarlo visto che il Casaleggio profetizzava addirittura la scomparsa del Parlamento e che tanto, prima o poi, avrebbe governato il ‘’popolo’’ tramite referendum?
Con Salvini andavano d’accordo in quanto Salvini di ”democrazia parlamentare rappresentativa”, se ne fa un baffo, visto che tende a decidere ”da solo” in nome del ”popolo”! Quindi …
Gli altri punti sono condivisibili:
– Europa innanzi tutto, e nonostante i grillini in Europa facciano parte del Gruppo del sovrasta Nigel Farage – il che la dice lunga – hanno votato a favore della Ursula Von Der Leyen.
– sviluppo sostenibile. Qui ci siamo …
– ridistribuzione del reddito. E pure qui dovremmo esserci.
Zingaretti però ha anche chiesto ‘’discontinuità’’ con il precedente Governo, il che significa no ad un Conte bis e no ai ministri attualmente in carica …
Vedremo …

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Telenovela Governo Italico … segue …

Eh bè … certo che senza Conte dalla ”loro parte”, si sentono un pò ‘’persi’’. E poi Grillo lo ha imposto per ‘’placare’’ la base elettorale dei 5stelle, che è in fermento contro l’accordo con il PD. (Lega si PD no …) 

E poi l’imposizione/slogan/populista della ‘’riduzione dei parlamentari’’, che se fatta alla ‘’oiseau de chien’’ – come vogliono fare loro – serve solo ad esautorare ulteriormente il senso del Parlamento, che rimarrebbe alla fin dei fini, con ‘sta legge elettorale che ci ritroviamo, non rappresentativo del tutto. Ma tanto a loro cosa gliene frega? Loro vogliono la democrazia diretta in rete! Ergo il Parlamento lo si potrebbe pure chiudere del tutto, tanto … decide il popolo.
Ricordiamoci che al ‘’popolo’’ quando venne chiesto: ‘’Preferite Gesù o Barabba’’ ? Non ebbe dubbi di sorta.
E comunque non sarà Mattarella ma bensì sarà quel ‘’caos’’ di rete a decidere il da farsi. Costoro le decisioni vere le pendono tramite gli algoritmi della Casaleggio&Associati. Tastano il polso e rispondono di conseguenza.
Si direbbe che non abbiano idee proprie, se non un marasma di confusi ‘’desiderata’’ e che rispondano in base alla ”pancia del popollo’’!
Sapete una cosa? Ormai potremmo solo sperare in Huawei che sta lanciando sul mercato il ‘’chip di intelligenza artificiale’’ più potente al mondo!
Mah …

Alla prossima

Elena

 

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Qui si prova a spiegare del perché il PD vuole mettere dei ”paletti” … il che non significa che non siano d’accordo, ma che le cose vanno fatte per bene e non alla ”oiseau de chien”! Ovvio che il solo slogan è più comprensibile ai più … ma uno slogan serve solo per ottenere consenso e non a risolvere il problema. Quindi sforziamoci di capirle le cose e non limitiamoci a ”fidarci” del ”pirla” di turno quando dice: ”Mi auguro che si chiariscano le idee sul taglio dei parlamentari”! Dovrebbe essere ”Lui” (Di Maio) a chiarirsele e non viceversa!

Il taglio dei parlamentari rimane in testa all’agenda politica, sopravanzando anche il tema della manovra economica che pure ha scadenze più incalzanti. Il dimezzamento della rappresentanza di Camera e Senato ha tenuto banco anche nel primo incontro tra M5S e PD; ma nonostante la riforma (che è costituzionale) abbia già ottenuto 3 dei 4 voti parlamentari necessari il rimpicciolimento del parlamento non sarà cosa immediata. Come da più parti è stato fatto notare il taglio dovrà essere accompagnato anche da una riforma della legge elettorale, altrimenti rischia di avere effetti deformanti sul voto. In particolare sarebbero fortemente penalizzati i partiti più piccoli mentre quello di maggioranza relativa potrebbe ottenere un numero di seggi molto superiore alla sua effettiva forza. Proviamo a capire perché.

Il punto di partenza
L’attuale legge elettorale italiana (il cosiddetto «Rosatellum») prevede di assegnare sia a Montecitorio che a Palazzo Madama il 37% dei seggi con un meccanismo maggioritario e il 61% con il proporzionale. Con uno sbarramento del 3% minimo di voti necessari a un partito per varcare la porta delle Camere. La riforma su cui spinge il M5S diminuisce i deputati a 400 e i senatori a 200, tagliando complessivamente 345 seggi. Se questo assetto divenisse legge sarebbe necessario innanzitutto ridisegnare tutti i collegi elettorali con due effetti immediati: da un lato calerebbero i costi della politica (e questo è il primo obiettivo dei promotori) ma dall’altro ogni eletto diverebbe la «voce» di un numero di cittadini di gran lunga superiore dell’attuale. Ogni deputato rappresenterebbe oltre 151-.000 cittadini, contro i 96.000 attuali: la proporzione più alta d’Europa.

Cittadini più distanti
Il 28 marzo scorso durante un’audizione alla Camera Gabriele Natalizia, ricercatore dell’Università la Sapienza ha messo in luce un primo effetto di questo cambiamento: «Come conseguenza della maggiore distanza tra cittadini ed eletti presso le due Camere, il Parlamento potrebbe essere gradualmente percepito come un’istituzione ‘distante’ dalle esigenze, dalle aspirazioni e dai problemi che emergono dai territori. La sua percezione di simbolo, ma anche di luogo, della rappresentanza e della coesione nazionale si potrebbe, dunque, affievolire». In secondo luogo rimarrebbe vivo il cosiddetto «bicameralismo perfetto», l’iter che costringe una legge ad essere approvata nella medesima versione da entrambi i rami del parlamento e che è una delle cause del malfunzionamento della politica italiana.

Una regione, un partito
Ma gli effetti maggiori si avrebbero sulla rappresentanza politica. Il mix di meccanismo maggioritario e proporzionale e il minor numero di seggi a disposizione favorisce i partiti più grandi a danno dei minori, specie al Senato. Secondo i calcoli di Federico Fornaro, parlamentare di Leu e considerato un «mago» di questi numeri la soglia per entrare in Senato in Piemonte e in Veneto non sarebbe più del 3% ma dell’11, in Friuli del 25, in Abruzzo e Sardegna del 33; in molti casi dunque una intera regione finirebbe per essere rappresentata a Roma da un solo partito. In generale Lega, M5S e Pd farebbero la parte del leone e chi dei tre dovesse prevalere «schiaccerebbe» gli altri due su posizioni minoritarie. In pratica l’intero sistema elettorale prenderebbe una svolta fortemente maggioritaria.

E per eleggere il capo dello Stato?
Alfonso Celotto, docente di diritto costituzionale, ha fatto notare un’altra conseguenza forse non voluta del taglio dei parlamentari. In una dichiarazione all’agenzia Agi ha sottolineato che in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica il peso dei parlamentari diminuirebbe a favore invece dei delegati delle regioni. (fonte: Corriere della Sera)

Il Governo dei dilettanti o … degli incapaci?

Pensierino del mattino: ‘’Che dire di ‘sto Governo? Mah’’ …

Salvini voleva l’internazionale sovranista e l’alleanza populista invece è riuscito a rinsaldare l’alleanza franco-tedesca.

Voleva fare il ‘’duro populista’’ con l’immigrazione obbligando in tal modo ”altri” in Europa a prendersi dei migranti e il risultato è stato proprio che i suoi alleati ‘’sovranisti’’ europei gli abbiano chiuso le porte in faccia!  

Senza contare che, sempre i suoi ‘’amici sovranisti’’ sono quelli del ‘’rigore sui conti pubblici’’, del pareggio di bilancio e del taglio del debito pubblico! E quindi? Salvini … ma ci ‘’sei o ci fai’’?
Non parliamo poi della Libia, dove c’è in atto una ‘’guerra civile’’ e dove il nostro Governo non sa che ‘’pesci prendere’’, con il risultato che hanno insospettivo Serraj, fatto imbestialire Haftar, messo sul ‘’chi vive’’ Trump, messo in evidenza l’abilità politica di Macron e lasciato perplesso Putin. Insomma dei veri ‘’dilettanti allo sbaraglio’’!

Non parliamo poi del caso Iran uno dei nostri più importanti partner commerciali … ha forse il nostro Paese espresso un’opinione? Macché! Non sanno, pure lì che ‘’pesci prendere’’.

Eccoli qui gli statisti italici … uno fa parte di un partito che ha rubato agli italiani 49 milioni di euro e che restituirà in 80 anni! L’altro è stato preso all’ultimo momento dal mondo universitario e catapultato a fare il ”primo ministro fantoccio, il terzo … bè che dire del terzo? ”Prima” vendeva coca cola allo stadio del Napoli. Punto!

Salvini poi, nonostante il ‘’paciocco’’ del ‘’Russia-Gate’’ si è dato da fare per rinsaldare i rapporti con Trump, dandogli ragione su tutto. Ha promesso la fedeltà all’alleanza atlantica … è d’accordo con le decisioni USA sul’Iran … ai dazi alla Cina … e pure sulle ‘’sanzioni’’ alla Russia! Nonostante vada in giro con le felpe con su scritto: ‘’basta sanzioni alla Russia’’. Ovviamente a Putin la cosa da un pò ‘’fastidio’’. Insomma, costoro si muovono nello scacchiere internazionale o, come dei deficienti patentati, oppure come se avessero a che fare con gente che non legge nemmeno un giornale!

Ecco il ”genio nazionale” con la felpa pro Russia. Per la cronaca è assieme a Savoini, quello che dice di non conoscere …

 

Mah …

Alla prossima

 

Elena

Riduzione numero parlamentari – M5S e Lega

Pochi o tanti cosa cambia per noialtri? Non sarebbe meglio che sapessero fare qualche cosa? Non sarebbe meglio che noi cittadini pretendessimo che costoro portassero effettivamente del ‘’valore aggiunto reale’’? 

Comunque il Senato ha dato l’ok per la riforma costituzionale che riduce il numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200, difficilmente la Camera voterà in modo diverso. Guarda caso, anche Mussolini, per combinazione,  ridusse a 400 il numero dei seggi alla Camera. 

Se questa riforma venisse approvata l’Italia avrebbe un deputato ogni 151 mila abitanti. Nel Regno Unito c’è un deputato ogni 101 mila cittadini, nei Paesi Bassi uno ogni 114 mila, in Francia e in Germania circa uno ogni 116 mila e in Spagna uno ogni 133 mila.

Ma, per quanto riguarda noi ‘’popolo’’, abituati a fare i ‘’conti della serva’’, questa riduzione va benissimo, visto che la leggiamo solo come ‘’Bocche in meno da sfamare’’. 

Ma davvero cambia qualche cosa? Con quale legge elettorale verranno eletti costoro? Se è vero che sono ‘’bocche da sfamare’’ in meno è anche vero che, se non cambia la legge elettorale, costoro meno sono e più  sono ”controllabili”, ovviamente non certo da noi ”popollo” però!

Infatti, pochi o tanti che siano faranno quello che vogliono quelli che su quegli scranni li hanno messi e non certo l’interesse di noi cittadini che, al massimo ormai, votiamo i partiti. 

Per l’effettiva entrata in vigore dovremo aspettare il voto della Camera che, presumibilmente arriverà a settembre dopodiché dovranno passare 3 mesi prima della promulgazione.

La legge per ora non è stata approvata con la maggioranza dei due terzi dei parlamentari e quindi, in teoria, si potrebbe e ‘’dovrebbe’’ ricorrere al referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione, come è successo con la ‘’riforma Renzi’’. Solo che difficilmente qualcuno chiederà la consultazione popolare.  Noi ‘’popolo’’, in questo caso, vedremmo la consultazione referendaria come un voler  ‘’salvaguardare il cadeghino’’ del potere e quindi ‘’ciccia’’, sarebbe quindi un ‘’suicidio politico’’.

M5S e Lega,  fantastici ‘’comunicatori’’ , grazie alla ‘’Casaleggio&Associati’’ e alla ‘’Bestia’’ hanno ‘’blindato’’ l’opinione pubblica a loro favore e tutti i discorsi che potrebbe far l’opposizione ‘’contro’’ questa riduzione non verrebbero capiti.

E poi vuoi mettere l’effetto ‘’mediatico’’? Riduciamo il numero di persone da ‘’mantenere’’ e il ‘’popollo’’ è felice e batte le mani!    … se l’ottica è questa,  allora eliminiamo il Parlamento del tutto! Una dittatura e via! Decide uno solo!  Non perdiamo tempo e spendiamo molto di meno!  Tanto a noi ”popolo” basta spendere meno no? Mah … 

Ecco quindi che sta andando in ‘’porto’’ la tanto agognata ‘’modifica della Costituzione’’ che, per gli attuali deputati e senatori è un ‘’regalo’’ nel vero senso della parola, visto che garantisce la vita a questa legislatura. 

Significa cioè che non si andrà a elezioni anticipate a breve. Anche perché il 20 luglio si chiude la ‘’finestra elettorale’’ che avrebbe consentito di votare a settembre, prima cioè dell’apertura della sessione di bilancio. Ed era questo l’unico vero timore di Luigi Di Maio e del suo Movimento che perde elettori alla velocità della luce a favore della Lega, ma,  tutto sommato,  la cosa va benissimo anche a Salvini visto che il ‘’Russia-gate’’ sta eliminando un pò del ‘’consenso’’ che potrebbe penalizzarlo nel caso di eventuali prossime elezioni.  

La domanda che rimane a noi cittadini è: ‘’Ma costoro, a parte gli show propagandistici per mantenere in vita il Governo,  che cosa stanno facendo per l’economia del Paese?

E poi … la legge elettorale ‘’prima’’ faceva schifo a tutti ma ora,  che hanno la maggioranza e potrebbero cambiarla, la lasciano così com’è? Come mai? 

Tanto … che importa a noi ‘’popollo’’ delle ‘’cose importanti’’?  Noi inseguiamo slogan e pagliacciate … ed ecco quindi la riduzione dei parlamentari e la pagliacciata dei porti bloccati … 

Dai … forza italiani … se andiamo avanti così siamo pronti per la Dittatura! Contenti?

Alla prossima

Elena 

Ve li ricordate i ”Pigs”? I paesi definiti ”maiali” d’Europa?

Vi ricordate quando Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna venivano chiamati ‘’PIGS’’ e cioè ‘’maiali’’?
Il proverbio dice: ‘’Mal comune mezzo gaudio’’ … la crisi era europea, eravamo in tanti sulla ‘’stessa barca’’ … oggi invece di quei Paesi guardati con diffidenza sui mercati e costretti a finanziare il proprio debito pubblico a tassi ‘’da strozzini’’ ne resta solo uno indovinate un pò qual’è ‘sto paese? Non ci arrivate? Ma siamo noialtri!
Oggi noi siamo costretti a pagare tassi d’interesse più alti rispetto a un anno e mezzo fa per indebitarci, mentre tutti gli altri pagano meno.
Facciamo un esempio: ‘’Il Portogallo aveva tassi decennali in linea con quelli italiani a gennaio 2018 (1,89% Lisbona contro 1,97% Roma). Oggi i loro sono scesi a 0,81%, mentre i nostri sono saliti a 2,67%. Come mai?
Tra Italia e Portogallo lo spread è di 186 punti base. Quello tra Italia e Spagna è quasi a 200.
Questo ha un impatto diretto sui nostri conti pubblici: se l’Italia potesse emettere titoli di Stato pagando i tassi portoghesi e non quelli italiani, risparmierebbe – secondo i calcoli effettuati dall’ufficio studi di Intesa Sanpaolo qualche giorno fa – 6,4 miliardi il primo anno, 11,9 il secondo e così via per arrivare a un risparmio annuo di 31,8 miliardi dal settimo anno in poi.
E questa differenza enorme è a parità di politica monetaria della Bce, che è uguale per tutti!
Com’è che gli ‘’altri’’ si sono ‘’ripresi’’ e noi no? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta.
Noialtri continuiamo ad immaginare soluzioni alla Padre Pio e diamo retta a chi ci promette soluzioni miracolose.
Il debito è legato oltre che alla ‘’realtà’’ anche alla nostra ‘’immagine’’. I governi precedenti almeno davano l’impressione a tutti di volerlo ridurre invece ‘sto Governo continua ad aumentarlo e se ne vanta pure. 46479800_10213135757084772_1310761295036809216_n Noialtri, pur essendo la terza potenza economica europea siamo l’unico Paese dove, insieme alla Grecia, il costo del debito è più elevato della crescita economica. Cioè per farla semplice, sarebbe un pò come se uno guadagnasse 1000 euro al mese ma avesse debiti per 2000 euro al mese! Ovvio che la faccenda sarebbe un tantino complicata no?
Anche la Grecia ha ancora un debito alto, ma mentre i greci cercano di ridurlo, noi continuano ad aumentarlo. La realtà è che il prossimo Governo sarà di nuovo ‘’lacrime e sangue’’ … non ci piacerà e torneremo di nuovo in questa ‘’spirale’’ senza senso.
Abbiamo dei problemi … ma tanti! Altro che ‘’sovranità’’! Noi abbiamo bisogno di una ‘’mamma’’ che ci prenda per mano e che ci dica passo passo quel che possiamo o non possiamo fare.

Alla prossima

 

Elena

Secondo voi … come o ”dove” sta andando l’Italia?

Sarà che, nonostante l’infiltrazione la gamba continua a farmi male, non riesco proprio ad essere ottimista nei confronti della politica che sta facendo il mio paese. 

Vivo in Francia e, onestamente,  i problemi francesi confronto ai nostri fanno ridere. Se i francesi vivessero in Italia altro che ‘’Gilet gialli’’! 

Dunque, come siamo messi noialtri? Siamo messi che Bruxelles ci ha nuovamente bocciati in quanto non solo non siamo riusciti a ridurre il disavanzo nel 2018/2019 ma abbiamo messo in piedi una serie di provvedimenti che, invece di ridurlo lo hanno aumentato a dismisura, vedi Reddito di Cittadinanza e Quota 100. E non ci sono ancora né la flat tax né le fantastiche misure per la famiglia annunciate dal governo dei ‘’bruchigialloverdi’’! 

Da quando sono al Governo, un anno praticamente,  non sono ancora riusciti a far sbloccare i cantieri. Tutto è fermo perché devono fare le ‘’analisi costi/benefici’’ che, tra l’altro, fanno fare agli ‘’amici degli amici’’ per avere le risposte che vogliono sentire, vedi Tav. Ma anche, secondo me, per capire di che caspita stanno parlando. Portate pazienza ma uno come Toninelli, che manco i carabinieri hanno voluto, e che l’unica esperienza di lavoro è stata quella di fare l’impiegato in una Agenzia di Assicurazioni … che cosa ne può sapere dei ‘’costi/benefici di un lavoro come la Tav? Ma lasciamo perdere tanto è inutile. Meglio onesti-scemi piuttosto che ladri? Pretendere uno onesto e preparato pare sia un binomio impossibile nel Bel Paese. D’altronde … Toninelli è uno che ha fondato i primi meet-up in qualche modo bisognava pur premiarlo no?  E che cosa gli facciamo fare a questo signore che faceva i banchetti per il M5S? Ma il Ministro delle infrastrutture pubbliche e dei Trasporti no? No comment.

Mi dà l’impressione che costoro pensino che i soldi caschino dal cielo, come il lavoro d’altronde. Il loro ragionamento è semplicissimo: ‘’Non c’è economia che cresce? Pazienza, io Stato ti mantengo perché tu non puoi stare indietro. Bellissimo concetto ma … non sarebbe meglio dargli del lavoro?  Abbiamo strade che fanno schifo!  E … provare ad aggiustarle no? Sarebbe lavoro! Abbiamo condutture sotterranee che perdono acqua da tutte le parti … e provare ad aggiustarle no? Si creerebbe lavoro e si salverebbe un bene che è più prezioso mille volte del petrolio! Abbiamo i trasporti pubblici in perdita perché la gente non paga il biglietto. Rimettete il bigliettaio sui tram e sui bus, vedrete che ci saranno meno furti e tutti pagheranno il biglietto e prenderemo due piccioni con una fava! Diamo lavoro ai bigliettai e i trasporti pubblici non saranno più in deficit. Invece? 

Invece non solo io Stato non sono in grado di darti un pò di lavoro ma l’unica idea che ho avuto per crearne è stata quella del: ‘’Ti mando in pensione prima, così i giovani entrano a sostituirti’’!

Che bella ‘’pensata’’ semplice semplice … e che c’è vo? Ma pare abbiano sottovalutato il fatto che i datori di lavoro, che faticavano a pagare i propri lavoratori in quanto il lavoro ‘’girava male’’, sono oggi ben felici di aver gente in meno, senza aver il rimorso di doverli licenziare, ma non si sognano neppure di assumere dei giovani, che non hanno esperienza e che costano una fortuna in contributi.  Gente che serve ce ne sarebbe eccome, ma costa in tasse una fortuna! E quindi? Quindi,  ammesso e non concesso che li prendano a lavorare preferiscono farlo con ‘’contratti atipici’’ o addirittura in nero. Ecco perché anche il reddito di cittadinanza sarà una ‘’stupidaggine’’ senza senso. 

Facciamo un esempio comprensibile a tutti: ‘’Tu sei una mamma con bambini e non lavori, in ore ‘’buche’’ vai a fare dei lavori domestici in casa altrui e sei pagata in nero. Chiedi il reddito di cittadinanza, te lo danno perché la tua situazione economico-familiare rientra nei parametri. Secondo voi … questa Signora, vorrebbe essere assunta a ‘’tempo pieno’’ da qualche parte? Fatevi una domanda e datevi una risposta. 

Ma torniamo ai nostri debiti. Dunque l’Italia ha un debito pubblico che si aggira sui 2.358 miliardi con una spesa per interessi annua pari a 65,6 miliardi di euro (questo è un dato del 2017 che ho preso dal sole24ore). 

Molti diranno: ‘’Ma con chi lo abbiamo ‘sto debito’’ ? Lo abbiamo con tutti quelli che regolarmente comprano i nostri buoni del tesoro, che mettiamo in vendita regolarmente tutti i mesi per aver denaro per tirare avanti la ‘’baraccaStato’’, il che significa i costi legati all’istruzione, alla sanità, alla sicurezza, alla manutenzione delle strade, all’illuminazione pubblica, allo stipendio degli statali … etc…etc… Quindi sti debiti li abbiamo con tutto il mondo’’! I nostri buoni sono ‘’appetibili’’ perché sono abbastanza ‘’rischiosi’’ e quindi rendono parecchio. Ad un certo punto però il rischio sarà così alto che smetteranno di comprarli e noi andremo sul lastrico. Fine! Et voilà! 

Avete capito il concetto? No? Proviamo a fare un esempio ancora più semplice.  Tu sei un padre di famiglia con moglie e tre figli. Abitate in un condominio e guadagni 2.000 euro al mese. Tua moglie ne spende 2.500 tutti i mesi e non lavora. Come fai? O cambi moglie oppure inizi a chiedere in prestito dei soldi ai tuoi vicini di casa che te li presteranno chiedendoti però degli interessi, perché anche loro hanno i loro guai e non possono permettersi di regalarteli ‘sti soldi.  Per un pò vai avanti ma poi la faccenda diventa pesante e allora prometti a costoro che pagherai degli interessi più alti, pur che te li prestino.  La cosa va avanti ancora ma tu ti rendi conto che diventa sempre più difficile trovare ogni mese tutti quei soldi e che non basterà la tua intera vita per ripagarli, allora prometti ai tuoi vicini di casa che se tu dovessi morire il debito continueranno a pagarlo i tuoi figli, e questo in una spirale senza fine. Tra l’altro a causa dei debiti non puoi permetterti di far studiare i tuoi figli e di cambiare quindi la loro posizione sociale Non sarebbe stato meglio ‘’tirare per un pò la cinghia’’ magari mangiare pane e cipolle ma non avere debiti così angoscianti?

Ecco l’Italia è nelle stesse condizioni: Ogni residente in Italia ha un debito pari a 38mila euro circa, cifra che non risparmia neonati e pensionati. Che però sono coinvolti in modo molto differente rispetto a questa montagna di debito da finanziare periodicamente sui mercati dei capitali. l’Ufficio Studi del Sole 24 Ore ha elaborato i dati della Banca d’Italia e dell’Istat dal 1946, anno di fondazione della Repubblica italiana, per descrivere con numeri e proporzioni la diseguale distribuzione del debito pubblico tra i residenti in Italia. Il risultato? Per esempio, che per ogni euro di interessi da pagare per debito generato da parte dell’ottantenne di oggi, il 56enne ne deve pagare 10; cifra che sale a 100 per il 15enne, mentre per chi è nato nel 2017 la proporzione sale a mille.

Avete delle soluzioni? Stampiamo moneta come fanno in Venezuela? Dove l’inflazione, secondo le stime dell’Assemblea Nazionale, raggiungerà e forse supererà il 6.000%! O … torniamo al baratto? Mah …

Io sono solo una mamma casalinga, non ho risposte … ho solo domande. La situazione mi preoccupa per i miei nipotini,  non vedo vie d’uscite e vorrei che al Governo ci fossero persone di comprovata capacità in grado di farci uscire dal guado! Abbiamo speranze con i ‘’giallo-verdi’’? Mah … Non so perché ma qualche cosa mi dice di non fidami troppo. 

Il nostro governo brucogialloverde felicemente se ne frega e continua a fare debiti senza pensare di creare lavoro. Avete presente gli elastici? Li si tira … li si tira … li si tira … ma ad un certo punto si rompono! E allora? 

Allora state pure sicuri che il nostro prossimo governo o sarà fatto da tecnici alla Monti o, se va male, da un ‘’Generale’’! Entrambe le soluzioni sono inquietanti. 

Tra l’altro alle europee (°) votate per gente con la testa sul collo e non per quei matti estremisti della destra che tendono a cercar delle guerre e ad abbandonare la democrazia e nemmeno per quei matti estremisti della sinistra che immaginano un mondo impossibile e che, anche per loro, il concetto democrazia’’ è un pò vago. 

Alla prossima

Elena 

(°) https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_del_Socialismo_Europeo

Partiti in Europa … quali sono e chi c’è dentro?

Il Sovranismo in Italia? 

Ma stiamo scherzando? Noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci prenda per mano e che ci conduca sani e salvi in un porto sicuro altro che ”sovranismo”!

Calenda avrà anche ragione nel dire che dobbiamo smetterla di piangerci addosso,  ma cribbio siamo un paese delle ‘’OO’’! Provate ad aprire un giornale qualunque e ditemi se non vi viene voglia di piangere? 

I nostri politici e non solo i politici, come arrivano in un posto di ‘’potere’’ iniziano ad usarlo ai fini personali! Chi si fa corrompere, chi corrompe, chi aiuta gli ‘’amici degli amici’’, chi abusa del proprio potere, chi fa dossieraggio contro qualcun altro, chi fa affari con la ‘’malavita organizzata’’, assessori che lucrano sulle mense dei poveri, deputati che non lavorano un gran che e che sono costantemente in campagna elettorale. Dovremmo essere in grado, anche a livello normativo, di scindere il ”fisiologico” dal ”patologico” ma noi non ne siamo capaci!

Torniamo ai ”politici” … quando ci ‘’va di lusso’’ e non rubano – poi anche lì c’è da vedere se è tutto ‘’oro quel che luce’’ – si fanno pagare delle diarie da nababbi, affittano alloggi nel centro di Roma, che costano a noialtri una fortuna, e ci dormono due notti, visto che iniziano a lavorare il martedì pomeriggio e tornano a ‘’casetta loro’’ il giovedì pomeriggio! I ‘’meno pericolosi’’ sono dei cretini che parlano ripetendo ‘’grandi concetti’’ ma senza arrivare mai al ‘’sodo’’. ’Sto sblocca cantieri quand’è che lo sbloccano? Continuano forse a fare ‘’analisi costi e benefici’’ sperando di poter capire di che cosa stanno parlando?  Sostituire i ‘’corrotti’’ con gli ‘’incapaci’’ è un passo avanti d’accordo ma … siamo sicuri che ci porterà lontano? Ma soprattutto … in quanto tempo?

Non so più in che cosa sperare. Eppure, quando ascolto i vari ‘’politici’’ parlare mi sento più vicina a gente come Cottarelli, Calenda, Zingaretti, Monti … piuttosto che a gente come Salvini e Di Maio … che cosa ci posso fare?

Questa ”malata pulsione del sovranismo” che permea tutto, Ma ”sovranisti” con gente simile? Ma per fare che cosa? Cresciamo meno di tutti … ci sarà pure un motivo no? Non è che possiamo sempre dare la colpa agli ‘’altri’’! Troppo comodo non vi pare? Dare sempre la ‘’colpa agli altri’’ è da immaturi, sembra di avere dei liceali polemici al Governo. Ma veramente vi preoccupereste se ci fosse un governo europeo che imponesse regole comuni un pò per tutti? Siamo proprio sicuri di essere capaci di organizzarci noialtri? Mah … Contro l’Europa ci sono quelli che vivono benissimo nelle ‘’zone grigie’’ … e sono propri quelli che NON vogliono ingerenze esterne. Se qualcuno dovesse controllare più da vicino magari si accorgerebbe di ‘’schifezze’’ che da anni riusciamo a ‘’nascondere’’. Noi facciamo i ‘’puristi’’ con leggi durissime che nessuno però applica e che cercano tutti di fregare!  E quindi? Tutti sappiamo che in altri Paesi i politici, d’accordo con il fisco, hanno margini di manovra per concludere appalti vantaggiosi per il proprio paese. Esiste una normativa alla luce del sole che prevede persino passaggi di denaro. Il fisco lo sa e da il proprio benestare! Punto!  Da noi? Noi no! Per carità … noi abbiamo norme severissime, che però nessuno rispetta e si fa tutto ”sotto-banco”! Ebbene il ”sotto-banco” è quello che piace tantissimo alla malavita organizzata! Molto meglio il pragmatismo sassone, piuttosto della nostra ipocrisia cattolica!

Inoltre negli altri paesi i politici devono essere un ‘’esempio’’ di correttezza, c’è gente che si è dimessa per aver messo la mano sul ginocchio di una giornalista durante un cena in cui si era ‘’alzato un pò il gomito’’ … da noi invece? Da noi si comprano persino casa a loro insaputa! Ma dai … su … che pena. 

Ma torniamo alle nostre elezioni! 

Domenica 26 maggio ci sono le prossime elezioni europee … quanti di noi sanno quanti partiti ci sono in Europa e come sono organizzati?

Facciamo un pò di chiarezza? Visto che parlano parlano ma nessuno ci spiega mai una ‘’cippa’’! Ci vogliono far fare i referendum su tutto ma vigliacco se ci spiegano qualche cosa! Grrr … 

Dunque, prima di tutto si vota tracciando sulla scheda, con la matita copiativa che vi verrà consegnata al seggio, un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. Si possono inoltre esprimere fino a tre preferenze per candidati della stessa lista. Nel caso si esprimano tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso pena l’annullamento. E già qui non si capisce una cippa, se sono tre le preferenze per forza di cose due saranno dello stesso sesso no? Ma il burocratese è quello che è … tiriamo innanzi! 

La legge elettorale delle elezioni europee nel nostro paese è un proporzionale puro.

Una volta che sono stati eletti, tutti i deputati devono scegliere in quale gruppo politico entrare a far parte al Parlamento Europeo. Non iscriversi a nessun raggruppamento farebbe venire meno numerosi vantaggi.

Per poter essere riconosciuto ogni gruppo politico deve essere formato da un minimo di 25 deputati provenienti da almeno 7 paesi diversi. Una scelta questa per evitare un eccessivo frazionamento del Parlamento Europeo. 

Durante questa legislatura ormai agli sgoccioli sono stati nove i gruppi che si sono formati. Alcuni di essi sono storici come i Popolari oppure i Socialisti, mentre altri sono di nuova formazione come il l’ENF.

I nove gruppi al momento presenti in Europa – situazione al gennaio 2019 tratto da Money.

  1. EPP (Partito Popolare Europeo): gruppo di centrodestra, fortemente europeista e che si basa sul cristianesimo democratico e il conservatorismo liberale.
  2. S&D/PSE (Partito Socialista Europeo): gruppo di centrosinistra anch’esso marcatamente europeista, che si fonda sui valori della socialdemocrazia e del progressismo. Bersani ci aveva provato a mettere tutta la sinistra italiana assieme ma non ci è riuscito. 🙁
  3. ALDE (Liberali e Democratici per l’Europa): gruppo centrista ed europeista, di estrazione liberale e moderata.
  4. VERDI: altro storico gruppo che, oltre all’ambientalismo, punta molto anche sul regionalismo.
  5. ECR (Conservatori e Riformisti Europei): euroscettici e anti-federalisti, sono un gruppo di centrodestra fortemente conservatore.
  6. GUE (Sinistra Unitaria Europea): gruppo di sinistra anche questo euroscettico, che si basa sull’eurocomunismo e l’eco-socialismo.
  7. EFDD (Gruppo Europa della Libertà e Democrazia Diretta): gruppo di destra, euroscettico e dichiaratamente populista.
  8. ENF (Europa delle Nazioni e delle Libertà): gruppo di estrema destra, euroscettico e promotore del conservatorismo nazionale.
  9. NI (Non iscritti): gruppo in cui convergono tutti quei deputati che non sanno dove ‘’posare le loro ossa’’ un po’ l’equivalente del Gruppo Misto nel Parlamento italiano.

Visto che quest’anno in Europa approderà pure Casa Pound (VERGOGNA!) va da se che starà con i più destri, populisti e sovranisti di tutti. 🙁 

Dove si collocano i nostri partiti? 

  1. Lega: attualmente fa parte di ENF con il carroccio che è una delle forze principali insieme alla Le Pen in Francia; per avere più peso, Salvini però spera di poter riunire sotto un unico gruppo tutta la destra fondendosi così con ECR ed EFDD.
  2. Movimento 5 Stelle: nella scorsa legislatura i grillini si sono iscritti a EFDD, salvo poi provare a smarcarsi passando con ALDE senza però successo; al momento hanno annunciato che è loro intenzione formare un nuovo gruppo in Europa unendo così altre forze euroscettiche che però non vogliono apertamente schierarsi a destra o a sinistra. Lo sappiamo tutti che loro non sono né di destra né di sinistra … ma mi raccomando non dite loro che sono di ”centro” se no si offendono. La verità è che non sanno nemmeno loro che cosa sono. Lì dentro c’è di tutto! C’è lo scontento, e cribbio se ce ne sono di scontenti! La furbata del M5S è proprio quella di aver raccolto lo scontento. Ma mò dovrebbero anche dimostrare di saper fare qualche cosa …
  3. Partito Democratico: la collocazione storica è quella dei Socialisti . Bersani aveva provato ad ”unire” la sinistra italiana per le elezioni europee ma anche li ”ciccia” non ci è riuscito.
  4. Forza Italia: non ci sono dubbi sul posizionamento nel Partito Popolare Europeo.
  5. Fratelli d’Italia: se la Meloni insieme a Fitto dovessero farcela a superare la soglia di sbarramento, hanno già annunciato la loro adesione a ECR.
  6. Sinistra: la collocazione è quella del GUE, ma anche qui l’ostacolo del 4% è impegnativo.
  7. Più Europa: i radicali si sono sempre schierati con ALDE.

pd elezioni europee

Personalmente voterò per il PD quindi con il gruppo del S&D (ex PSE). Votate quel che vi pare ma, per favore,  votate  perché l’Europa è ‘’casa nostra’’. 

Alla prossima

Elena  

 

 

 

Fonte: https://www.today.it/politica/candidati-elezioni-europee-2019.html

L’Italia è entrata in ‘’recessione’’ e non solo ‘’tecnica’’ …

… si direbbe anche ”reale” e ”mentale”!

Tutti gli studi segnalano una crescita per quest’anno prossima allo zero. Lo conferma il crollo della produzione industriale, il calo dell’export, la diminuzione degli ordini e il blocco dei cantieri, Tav in primis ovviamente.

Per allungare il brodo e perdere ulteriore tempo, l’ex carabiniere Danilo Toninelli, continua a far fare analisi costi benefici con commissioni di ‘’amici’’ in maniera tale che il risultato delle analisi sia quello che ‘’vogliono loro’’. Viva la trasparenza e la democrazia! 

E’ un pò come se ad una commissione composta da ‘’vegani’’ venisse chiesto il parere sull’inserimento della carne di manzo nelle mense scolastiche. 

D’altronde … come fanno i grillini a rinunciare al bacino elettorale dei No Tav? Non possono permetterselo no? Quindi continuano a ‘’fare melina’’.  Tanto … non abbiamo mica bisogno di lavoro in ‘sto Paese vero? 50.000 posti di lavoro in più o in meno … cosa cambia? Se il Piemonte rimane ‘’isolato’’ sempre di più … dove il problema? I No tav non vogliono ‘sta ferrovia, i No Tav, votano M5S, ergo … 

Ad aggravare la situazione italiana mancano le misure per arginare questo ‘’trend’’  in caduta perché, sia ben chiaro, né il reddito di cittadinanza né la quota 100, possono esser considerate misure di crescita.  

Anche se ‘’loro’’ sostengono che queste misure debbano considerarsi fondamentali ‘’investimenti per la crescita’’.  Ma d’altronde … se nelle analisi costi/benefici, ad esempio sul/sulla TAV, considerano il mancato incasso delle accise sulla benzina e dei pagamenti autostradali come un ammanco di entrate … che cosa pretendere? Ovvio che il reddito di cittadinanza, quindi welfare a spese della collettività,  diventa per gli ‘’ortotteri’’ investimento per la crescita no?  

Non detassiamo le piccole e medie imprese, non alleggeriamo loro la ‘’burocrazia’’ , non aiutiamole a convertirsi in qualche cosa di diverso,  per aiutarle in modo che possano continuare a ‘’vivere’’ ed essere più competitive sul mercato e dare di conseguenza più lavoro … macché … costoro invece distribuiscono denaro a pioggia ed assumono a tempo determinato dipendenti pubblici, come i ‘’navigator’’. Tanto valeva che avessero continuato ad assumere guardie forestali no? Mah … 

Da una parte fingono di volersi affrancare dai combustibili fossili per salvare il pianeta,  dall’altra preferiscono il trasporto su gomma anziché su rotaie … ma tant’è! Inutile discutere. 

Il duo Salvini/DiMaio però non può far vedere al loro elettorato che siamo in caduta libera, specie in vista di elezioni. Quindi continuano a dire che ‘’tutto va bene madama la marchesa’’! Specie in prossimità di nuove elezione come quelle di domenica in Sardegna, quelle a marzo in Basilicata e il quelle del 26 maggio in Piemonte, e ancor più importanti in Europa. Quindi continuano a far finta che tutto sia sotto controllo e di non dover fare ‘’manovre correttive’’ al bilancio. 

Sperano di posticipare la realtà fino al ‘’dopo elezioni europee’’. A settembre però devono far saltare fuori 40 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva!

E’ proprio inutile farsi belli con la tax-flat per ‘’pochi intimi’’ se poi aumenti l’Iva su tutto e per tutti no?  

Senza contare che devono far saltare fuori anche i 19 miliardi per sostenere il reddito di cittadinanza, che non è ancora partito e che già costa una fortuna,  e la quota 100.

Dove li prenderanno ‘sti soldi? Alla sanità? Alla scuola? Alla Giustizia? A noialtri cittadini? Fatevi una domanda e datevi una risposta ma comunque …  rassegnatevi! 

Non solo costoro non hanno la bacchetta magica come hanno cercato di farci credere, sono anche poco, ma proprio poco preparati ad affrontare la realtà. 

Tria, il Rag. Filini italiano,  in tutto questo è tra l’incudine ed il martello, i bambini capricciosi, hanno promesso di tutto di più e mò Tria deve fare quadrare i conti … ma vuoi mettere essere Ministro delle Finanze? Se Parigi valeva allora bene una ‘’messa’’ figuriamoci se far la figura del pirla in Europa oggi crea dei problemi! 

Siamo nelle mani di ‘’bambini capricciosi’’ … pensate un pò che fortuna che abbiamo.

Alla prossima

Elena  

Italia: Pizza, Mafia, ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita …

Pensierino del mattino … 

Nel nostro Paese chi ha una piccola attività è strangolato da una tassazione che gli porta via quasi tutto quello che guadagna. Non solamente questo, è anche soggetto, vivaiddio, ad una serie di normative burocratiche astruse e complicate alle quali si deve scrupolosamente attenere se non vuole rischiare di beccarsi multe salatissime.

Tralasciamo il fatto che quei quattro gatti che detengono il 50% della ricchezza del pianeta (Multinazionali-Highlanders) non paghino le tasse in proporzione dove fanno reddito, ma solo dove decidono di pagarle, normalmente nei paradisi fiscali dove ci mettono le loro sedi,  e che questi soldi scompaiono in un ”buco nero” che serve solo a rimpinguare le ”loro tasche” ma alla ”collettività” non servono ad una cippa; e che lo Stato per tirare avanti la ”baracca” ha bisogno di soldi e quindi indovinate un pò a ”chi” li chiederà ‘sti soldi? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta! Quindi i ”poveri cristi” sono sempre più tartassati …

Comunque non può certo il Paese Italia imporre a ”costoro” di pagare tasse, in quanto troppo solo è ”debole”, Ci vorrebbe almeno l’Europa Unita per poterlo fare. Ma questo è un altro discorso e non c’entra con quello di cui stiamo parlando adesso.

Torniamo a nostri poveri cristi che non solo sono sempre più strangolati dalle tasse, cosa che in periodo di ”recessione” economica, si fa ancora più pesante del normale.

Chi possiede una piccola attività dovrebbe essere aiutato perché comunque fornisce lavoro e tutti sappiamo quanto, in questo paese, ci sia  bisogno di lavorare. 

Invece non solo non vengono alleggeriti da una pressione fiscale troppo pesante  … devono anche fare concorrenza a quel ”particolare orribile sistema Italia’’ che altro non è se non:  Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita. 

Quindi le piccole e medie imprese, non solo hanno la concorrenza, sleale delle multinazionali, ma anche quella  delle malavita organizzata.

Ovviamente le attività che ‘’nascono’’ grazie al denaro della ‘’malavita organizzata’’ possono permettersi prezzi al dettaglio estremamente convenienti rispetto ad uno che invece l’attività se la mette su, a fatica, chiedendo un prestito in banca no? 

Ma vi rendete conto che lo Stato ha sconfitto le Brigate Rosse e non riesce a fare una ‘’cippa’’ contro la malavita organizzata? Ne arresta un pò, li mette dentro e quelli fuori ricominciano come prima, se non peggio.  Come mai? 

La prima  cosa che mi viene in mente è: ’’quanti si fanno di ‘’coca’’ al giorno d’oggi alimentando un mercato che ‘’proprio tanto edificante non è’’?  Non dimentichiamo che una dose pare costi ormai come una stecca di sigarette, quindi tutto sommato, alla portata di molti. Come mai? Che la platea dei consumatori sia diventata talmente grande da abbassare il prezzo a questo punto? Ma possibile? Ormai quando vedo gente iper-attiva penso che si facciano, viceversa non è possibile che sembrino dei ‘’topi-ragno’’ costantemente in movimento!  

Ma al di là del fatto che ci sia ormai una marea di persone disposte a rimetterci la propria salute per alimentare questo mercato di ‘’morte’’, perché sia ben chiaro, anche se la cocaina ha fidelizzato, a differenza dell’eroina, il cliente, finisce che a furia di farsi, in un modo o nell’altro,  ci si lasci le penne! 

E poi  … tutti sappiamo che la malavita organizzata grazie a questo ‘’vizietto’’ si fa quantità industriali di denaro che ha bisogno di ”ripulire” … e dove li ripulisce ‘sti soldi marci? Dappertutto …

Ora … dato che la malavita organizzata si infila ovunque e fa prezzi più bassi anche agli imprenditori per smaltire, per esempio, residui di lavorazioni inquinanti, va da se che lo ‘’smaltimento’’ sarà fatto alla ‘’carlona’’ no? A discapito di tutta la popolazione. Che si lamenta, sbraita e fa cortei, dicendo NO INCENERITORI che inquinano, dimenticando che anche alla ‘’malavita organizzata’’ gli inceneritori danno un fastidio enorme, e non li vogliono e li vedono come dei concorrenti! 

Cribbio se dovessero esiste inceneritori sul territorio in cui non si brucia il ‘’tal quale’’ non solo avremmo energia, ma ci eviteremmo anche quei ‘’roghi pestilenziali incontrollati alla diossina’’ che sono sempre più frequenti e deleteri per la salute pubblica. E … indovinate un pò ‘’chi’’ li fa ‘sti roghi?

E comunque se ci fossero gli Inceneritori come farebbero i camorristi a fare affari con l’immondizia? Ciccia” ! Quindi il ‘’popolo No Inceneritore’’ non fa altro che un favore a questi maledetti, che li appoggia in ‘’tutti i modi’’ possibili. 

Se l’imprenditore deve conferire in discarica materiali di scarto pericolosi  per l’ambiente,  la malavita organizzata va a nozze. Si presenta dall’imprenditore come un’azienda qualunque specializzata e, rilasciandogli certificati che gli assicurano lo smaltimento nel rispetto delle leggi vigenti, scaricandolo da tutte le responsabilità,  lo fa ad un pezzo irrisorio … è ovvio che l’imprenditore, scaricato di ogni problema, sceglie chi gli fa il prezzo più basso … o no? 

Ora … a ‘’chi’’ dare la colpa di questo sistema? All’imprenditore che cerca di risparmiare o al ‘’sistema’’ che non è capace di eliminare questa concorrenza sleale? 

Se poi la malavita organizzata è anche quella che ‘’pilota’’ le gare di sub-appalto … perché stupirsi se le opere verranno fatte con il cemento depotenziato? Se i sub-appalti per la manutenzione sono pilotati a loro volta dalla malavita organizzata perché stupirsi se i ponti cadono? 

A ‘sto mondo è già complicato vivere facendosi una concorrenza ‘’leale’’ se la concorrenza è ‘’sleale’’ vedete un pò voi … che speranza hanno le persone ‘’oneste’’ che si danno da fare? 

Quindi per farla breve … l’immigrazione è l’ultimo dei nostri problemi … inutile attaccarsi a slogan cretini! Non facciamo la figura di ”pirla” … per favore .. 

Alla prossima

Elena 

P.S.: per chi si scaglierà contro quanto ho scritto pensando che voglia difendere i genitori di Renzi, sappia che non ci ho nemmeno pensato, anche perché se le accuse fattegli son vere, si tratta di un ‘’sistema’’ delinquenziale e non si tratta solo di fare un pò di ”fisiologico nero’’. Inoltre … alle primarie voterò molto probabilmente Zingaretti, se invece la ‘’sinistra’’ dovesse continuare con i suoi ‘’distinguo’’ voterò per Pizzarotti, i Verdi o la Bonino. In ogni caso per chi l’Europa la vuole.   

CARIGE … e polemiche …

Da noialtri qualsiasi questione diventa una ‘’telenovela’’! 

A proposito del ”caso Carige” il nostro novello Ministro Di Maio si scatena sui social: ‘’La nazionalizzeremo … la faremo pagare ai banchieri corrotti … ridaremo i soldi ai cittadini … faremo l’elenco pubblico dei debitori … a noi non ci fregano … etc … etc …  

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La realtà,  proclami a parte, è che Tria, Ministro delle Finanze,  veda come ultima opzione quella di un’eventuale ricapitalizzazione pubblica e, ammesso e non concesso che si arrivi a farla, questa sarebbe solo a ‘’tempo determinato’’ e cioè una volta ripianata la situazione si tornerebbe al privato, con buona pace per Di Maio che mi ricorda sempre più gli imbonitori di Forcella che ti vogliono rifilare i Rolex taroccati.

Tria si auspica una soluzione di ‘’mercato’’ che, tradotto, significa una ricapitalizzazione finanziata da investitori privati.

A parte i proclami del Vice Primo Ministro … la realtà è che i commissari di Carige stanno lavorando al piano industriale che presenteranno nelle prossime settimane per convincere gli investitori – a partire dal primo azionista, Malacalza – a sostenere l’aumento di capitale con un’ operazione di mercato. Oltre al nodo della cessione dei crediti problematici, che sarebbero poi quei crediti che la gente e/o le aziende chiedono e che poi, magari perché perdono il lavoro e/o le commesse non sono più in grado di restituire,  la banca è anche in cerca di un acquirente. Ci sono già stati contatti con una decina di potenziali compratori, tra cui le italiane UniCredit e Banco Bpm e la francese Bnp Paribas.

E poi … sarebbe bene che il Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Economico, dall’alto della sua esperienza di venditore di bibite allo stadio, non se la ‘’tirasse poi tanto’’ visto che la soluzione che hanno trovato per Carige l’hanno letteralmente ”fotocopiata” da quanto fatto dal Governo precedente! Mentre scrivo non posso fare a meno di chiedermi come un Di Maio, un individuo senza né arte né  parte sia arrivato ad essere il Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Economico della Repubblica italiana … secondo me, nemmeno Darwin avrebbe una risposta.

Comunque … Di Maio si metta il cuore in pace, lasci lavorare i commissari e la smetta di farsi propaganda. Di Don Chisciotte ne abbiamo un sacco in ‘sto Paese. Avremmo bisogno di qualcuno che sappia fare qualche cosa!

Sarebbe chiedere troppo? Mah … 

Alla prossima

 

Elena

Dicotomia tra il ”Governo Giallo-verde” e la realtà del mondo.

Milena Gabanelli/Fabio Savelli: Si fa presto a dire ”fermiamo tutto e rifacciamo i conti”, ma anche i ripensamenti hanno un costo: il tira e molla sulle opere in corso ha dato il colpo di grazia ad un intero settore. Nel giugno 2018, s’insedia il nuovo governo e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, decide di stoppare i finanziamenti a tutte le grandi opere già in corso o programmate: dal tunnel del Brennero (appalti per un valore di 5,9 miliardi), alla pedemontana veneta (2,3 miliardi), dall’alta velocità Brescia-Padova (7,7miliardi), al Terzo Valico tra Genova e Milano (6,6 miliardi), oltre alla Torino-Lione. Il ministro vuole rivedere il rapporto costo-benefici. Dopo sei mesi di conti, il 17 dicembre, ha scoperto che con il Terzo Valico (opera urgente, con cantieri aperti da anni) è meglio andare avanti. Le altre opere, a parte la discussa Torino-Lione, dove in ballo ci sono i finanziamenti europei, ad oggi sono ancora bloccate. Nel frattempo le imprese di costruzioni, che stavano già sul lastrico, sono a rischio fallimento.

Le imprese in pre-fallimento – Da luglio a dicembre hanno fatto richiesta di concordato Astaldi, Grandi Lavori Fincosit di Roma, la Tecnis di Catania e, da ultimo, la più grande cooperativa italiana, la Cmc di Ravenna. Per Condotte è andata peggio: è finita in amministrazione straordinaria per evitare la liquidazione degli asset. Operai, manovali, carpentieri, ingegneri, geometri: zero. Al lavoro non c’è più nessuno, perché nessuno viene più pagato. Quindici delle prime 20 imprese sono in stato pre-fallimentare o in forte stress finanziario perché le entrate previste sono bloccate, mentre le uscite nei confronti dei fornitori che continuano ad accumularsi stanno costringendo molti piccoli imprenditori a chiudere.

Anas con l’acqua alla gola- Parliamo di aziende il cui destino dipende da quanto «strette» sono le relazioni politiche, quasi tutte con guai giudiziari, indebolite dai tempi ingiustificabili della burocrazia e dalle modalità delle gare, dove spesso vince chi fa il prezzo più basso, obbligando poi le imprese in sub-appalto a tirarsi il collo. L’esito complessivo è che nessuno rispetta le scadenze, i rimpalli di responsabilità finiscono nei tribunali in contenziosi senza fine con enormi richieste di risarcimento alle stazioni appaltanti pubbliche. La più grande, Anas, che proprio a causa dei ritardi ha cancellato solo nel 2018 circa 600 milioni di euro di lavori, deve ora affrontare le rivalse economiche delle imprese, che a loro volta sono esposte con banche e fornitori. Alla fine le richieste vengono soddisfatte al 10-15% con ritardi mostruosi che uccidono le aziende dell’indotto. Mentre il fondo rischi da contenzioso di Anas di circa 9 miliardi serve a gestire i contraccolpi giudiziari, i costi di ri-cantierizzazione da parte di altri contractor sono quantificabili in un 20% secco in più del prezzo pattuito. Il corollario è quello del crollo dei bandi di gara pubblici (meno 67% nell’ultimo anno e mezzo), per cui oggi Anas si trova priva di autonomia finanziaria e rischia di uscire dal perimetro di Ferrovie dello Stato. La sua sopravvivenza è appesa agli iter lunghissimi dei finanziamenti pubblici che partono dai consigli dei ministri e transitano mesi nelle commissioni parlamentari

Il peso della burocrazia – Alla difficoltà di realizzare progetti approvati (300 sono le opere incompiute), si aggiungono i 21 miliardi bloccati sulle grandi opere in corso, e il fatto che negli ultimi 3 anni oltre 10 miliardi di investimenti in infrastrutture, messi nero su bianco, non sono partiti. Tutto questo trascina inquantificabili costi occulti e il risultato è che le grosse imprese del settore stanno andando fuori mercato, 418mila potenziali posti di lavoro sono saltati, mentre 120 mila aziende sono fallite. L’agenzia di rating Standard&Poor’s l’ha appena definito «l’anno nero delle costruzioni». La causa principale è nel mostro a cinque teste della burocrazia, e qualcuno punta il dito sul nuovo codice degli appalti che ha introdotto ulteriori controlli sulle imprese sottoponendole al visto preventivo dell’autorità anti-corruzione. La patente di legalità però è inevitabile perché le infiltrazioni malavitose sono talmente ramificate da toccare decine di sub-fornitori. Sarebbe invece il caso di accendere un faro sul ruolo del Cipe. Il comitato interministeriale per la programmazione economica alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi, che dovrebbe fungere da distributore delle risorse, viene interpellato per ogni modifica progettuale anche quando il costo dell’opera resta immutato. Ogni passaggio «costa» 6-8 mesi.

Mancano i soldi? – Il governo ha trovato in cassa 150 miliardi disponibili già stanziati, di cui è stato speso meno del 4%. Soldi immediatamente utilizzabili grazie ad un accordo con la Banca europea degli investimenti. Ci sono 60 miliardi destinati al Fondo Investimenti e sviluppo infrastrutturale; 27 miliardi del Fondo sviluppo e coesione; 15 miliardi di fondi strutturali europei; 9,3 miliardi di investimenti a carico di Ferrovie dello Stato che controlla l’altra grande stazione appaltante del Paese, Rfi, Rete ferroviaria italiana; 8 miliardi di misure per il rilancio degli enti territoriali; 8 miliardi per il terremoto; 6,6 miliardi nel contratto di programma dell’Anas. Ma il governo ha preferito fermare tutto, e attingere da lì i fondi per la riforma delle pensioni, il reddito di cittadinanza, la flat tax per le partite Iva.

Sacrificati gli investimenti – Nel negoziato con la Commissione Ue sono stati proprio gli investimenti ad essere sacrificati. L’impostazione complessiva prevede ancora 15 miliardi nei prossimi tre anni per le grandi opere, ma al 2019 è stato sottratto un miliardo per destinarlo come copertura di altre misure, togliendo solo a Ferrovie dello Stato circa 600 milioni. I costruttori per stare a galla hanno iniziato la corsa disperata a vincere maxi commesse all’estero, per arricchire i portafogli-lavori e godere di maggiore credibilità verso le banche, il mercato, le agenzie di rating.

Spesso propositi di lungo termine che finiscono per appesantire i conti (già in rosso) quando c’è da anticipare il costo di alcune opere. Alla fine il rischio è quello di spianare la strada all’ingresso in Italia dei grandi general contractor europei e cinesi che hanno le spalle finanziarie più larghe per assorbire cambi di programma e ripensamenti, con la conseguenza però di creare minore occupazione. Dalla francese Vinci (40 miliardi di fatturato) al colosso China State Construction Engineering. Basti pensare che la nostra più grande impresa di costruzioni, la Salini Impregilo ha un fatturato di SOLI 6,3 miliardi (dato 2016).

Personalmente ho l’impressione che a furia di eleggere gente che sa pochissimo, che non possiede esperienze di sorta ma che si ”vende” bene promettendo mari e monti noialtri si concluda sempre di meno.   Ripeto, mentre il suffragio deve rimanere universale le candidature politiche NON devono essere ”universali” ma chi raggiunge quegli scranni deve essere in grado, senza SE e senza MA di portare ”valore aggiunto” per la collettività. Avere insomma una cultura sufficiente per possedere una visione a tutto tondo e a lungo termine …  Tutto il resto è ”aria fritta” !

Alla luce di quanto sopra, pensate che il  Governo Giallo-verde si stia muovendo nella giusta direzione?  O stia semplicemente gettandoci fumo negli occhi, ad esempio, gonfiando l’inesistente problema immigrati, per distogliere l’attenzione dal vero problema del paese? E cioè l’assenza di LAVORO?  A voi l’ardua sentenza …

Alla prossima

Elena

 

Fonte: Dataroom di Milena Gabanelli e Fabio Savelli su Corriere della Sera: