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Film – Il Sorpasso

Ieri, assieme alla mia amica Terry, siamo andate al Vox a vedere la pellicola restaurata del film di Dino Risi, ‘’Il Sorpasso’’ (Le Fanfaron). Pellicola in italiano con sottotitoli in francese.

locandina del film

E’ un film del 1962 e già dai primissimi fotogrammi, in bianco e nero,  mi sono sentita proiettare nel passato.  Nel mondo dei miei genitori … degli abiti di mia madre e delle ironiche aggressività verbali di mio padre.
Ma vediamo di raccontare un pò la trama per chi non la conosce.
Dunque … siamo negli anni del ‘’boom’’ economico a Roma in un giorno di ferragosto.
Bruno Cortona un personaggio fanfarone che vive di espedienti (Vittorio Gassman) gira sulla sua spider come un’anima in pena cercando un telefono nella città deserta.
Il telefono lo troverà a casa dello studente Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant) che è rimasto a casa a studiare per un esame di ‘’diritto’’.
Bruno convince Roberto ad unirsi a lui per cercare un ristorante dove andare a mangiare.
Guida come un pazzo, non rispetta nessun segnale, faranno chilometri prima di trovare finalmente un posto dove mangiare. Ovviamente paga sempre Roberto …
Andranno a trovare gli zii di Roberto, dove Bruno, in men che non si dica, si troverà perfettamente a suo agio. Finiranno poi, nel loro girovagare, nella casa della ex moglie di Bruno dove quest’ultimo proverà pateticamente a confrontarsi con la figlia Lilli, di 15 anni (Catherine Spaak) che esce assieme ad un uomo facoltoso ma che potrebbe essere suo nonno, Bibi (Claudio Gora). Bruno dopo aver storto un pò il naso e fingere di fare il genitore abdica alla ‘’saggia’’ scelta della figlia, la quale, lungi dall’odiarlo, lo trova persino simpatico.
Roberto, un ragazzo per bene, mite ed educato subisce, senza esser capace di liberarsene, l’irruenza e l’ironica aggressività verbale di Bruno. A lungo andare però i modi di Bruno, così diversi da quelli a cui è abituato, lo conquistano ed arriva a ringraziarlo per avergli fatto passare i due giorni più belli della sua vita.
Proprio quando Roberto è convinto di aver trovato un amico, in un sorpasso più azzardato degli altri, l’auto sbanda e finisce fuori strada; Bruno si salva mentre Roberto rimane ucciso sul colpo.
L’ultima inquadratura mostra Bruno che guarda l’auto rotolare sulla scogliera e se ne intuisce il rimorso.
Dino Risi ha prodotto un ‘’capolavoro’’. Il sorpasso ha avuto un grande successo ovunque, compresi gli USA con il titolo di ‘’The Easy Life’’.
Le situazioni in cui si trovano coinvolti, i dialoghi ora amari ora sbruffoni … non stimolano ’’riflessione’’ nei due protagonisti. Sia il romano spaccone sia il timido studente non sembrano accorgersi più di tanto della realtà a volte ridicola a volte mostruosa che li circonda. Ne fanno parte loro stessi, sono concentrati solo sul viaggio … un viaggio che li porta lontano da ogni situazione, da ogni riflessione seria su quanto stanno vedendo, su quello di cui fanno esperienza.
E’ un’Italia che è in piena attività … dove ci sono personaggi che cercano di afferrare il futuro in qualche modo. Chi con lo studio e l’impegno chi, come Bruno, con l’arrangiarsi come capita giorno per giorno.
Nell’arco degli anni film come questi sono andati scomparendo, film che erano in grado, pur sembrando ‘’leggeri’’ di farci ‘’pensare’’ .
Sono stati sostituiti per troppo tempo dai cosiddetti film ‘’panettone’’. Pellicole squallide con l’unico fine di fare quattrini … ma che di stimoli al pensiero ne hanno dati ben pochi, se non proprio nessuno.
Il cinema di oggi sta migliorando, pur con ridotti mezzi economici, giovani registi cercano di trasmettere qualche cosa che non sia confinato a ‘’tette e culi’’ come, ad esempio,  i film di Lino Banfi ed Edwige Fennek.
Tra l’altro … Lino Banfi, è stato messo dal Governo DiMaio/Salvini nella Commissione dell’Unesco, mi piacerebbe sapere che genere di ‘’valore aggiunto’’ potrà portare costui. Mah …
Tornando ‘’Al sorpasso’’ come sempre ringrazio Jerome Reber per le felici scelte, il Cinema Vox per trasmettere le pellicole in Italiano e il CIP – Club Italianiste de Provence per il ciclo dei film in lingua.
Alla prossima

Elena

Luigi Di Maio e: ”come ti creo il lavoro” …

Dunque … se ho capito bene, la soluzione per la disoccupazione, secondo il  M5S  sarebbe questa: mò devono assumere i famosi 10mila navigator, il cui lavoro sarà quello di ‘’cercare lavoro’’ per chi non ce l’ha.

Semplice no? Assumo uno, gli faccio ”formazione digitale” e costui ti troverà un lavoro.  Stendiamo un velo pietoso sul fatto che, negli attuali centri per l’impiego, spesso manchino i pc e non ci sia nemmeno la linea Internet, ma queste sono ”quisquilie” …  ‘sti navigator sembra che abbiano la ‘’bacchetta magica’’. 

Andiamo avanti … i navigator comunque, un ‘’posto’’ di lavoro, anche se a tempo determinato ,lo avranno. Ah … dimenticavo …  li prendono facendoli assumere da una controllata (Anpal Servizi)  senza concorso ovviamente! Quindi? Avanti gli ‘’amici degli amici’’?  No comment  … ma questo governo è a ”prescindere onesto’’ quindi perché farsi delle domande? I requisiti necessari  dei navigator non si conoscono ancora bene … ma anche lì bisogna ‘’fidarsi’’.  

Poi i grillini sperano nel fatto che ci siano degli statali che non ne possano più di lavorare e che vogliano approfittare della quota 100 per andare in pensione, anche se ovviamente la pensione sarà più bassa di quella che prenderebbero se aspettassero l’età prevista della Fornero,  e calcolano che costoro siano almeno 70mila.

Quindi, se se ne andranno via 70 mila, automaticamente, secondo Di Maio,  si assumeranno 70mila giovani al loro posto! (Ma … le assunzioni nella pubblica amministrazione non erano bloccate?)

Questi 70mila andranno ad aggiungersi ai 140 mila ”nuovi assunti” promessi dalla legge di bilancio e a questi si sommeranno i 10mila navigator.  

Quindi … 140 mila promessi, più 70mila giovani che sostituiscono quelli che se ne andranno in pensione anticipata, più 10mila navigator abbiamo una somma di 220mila persone. 

Quindi per farla breve, abbattono la disoccupazione assumendo personale statale che ovviamente paghiamo noialtri. Speriamo che almeno siano ‘’efficienti’’ …

Mah … secondo me, alla fin dei fini,  ‘’creare lavoro’’ in questo modo non è che sia poi tanto diverso dall’assumere guardie forestali no? 

Alla prossima

Elena 

Pensierini del mattino su Obbligo di Mandato e ulteriore perdita di democrazia … 

La crisi economica porta anche alla perdita di democrazia? Si direbbe di si … L’obbligo di mandato non è altro che un passo in più verso una dittatura. Il primo passo è stata la triste legge elettorale che ci perseguita.

Com’è che grillini e Lega, che si sono venduti come i  paladini del popolo,  non la cambiano ‘sta legge elettorale mò che ne avrebbero i mezzi e i numeri? Fatevi una domanda e datevi una risposta! Nessuno affronta più l’argomento e vedrete che, se saranno costretti a farlo in seguito magari ad un ‘’pressione della rete’’, come al solito il tutto si risolverà in ‘’tanto fumo e poco arrosto’’! Ci impapocchieranno qualche cosa … raccontandoci un sacco di stupidaggini condite con qualche slogan tanto per tenerci buoni. 

 A proposito di ‘’slogan’’ … mò è il ritrovato tandem ‘’DiBattista/DiMaio”, peraltro da una Stazione sciistica decisamente ‘’vip’’ e quindi non certo alla portata di tutti, a lanciare l’altro ‘’must’’ del loro populismo e cioè il taglio agli stipendi dei parlamentari.

Ecco gli astri nascenti della politica italiana … i prossimi chi saranno? Cip e Ciop ?

Il miracolato Di Maio e il non proprio pezzente Di Battista – figli entrambi di genitori che le tasse le pagano a ‘’modo loro’’ – non sanno più cosa fare per rendere ‘’felice’’ ed ingraziarsi il proprio ’’popolo’’, soprattutto in vista delle prossime elezioni europee.   

Sentendosi giustamente in colpa: uno, per lo stipendio che prende senza meritarselo, l’altro, per lo stipendio che prenderà, sempre senza meritarselo … promettono che questi stipendi verranno ridotti nel nome del ‘’popolo sovrano’’! 

Già ne restituiscono una parte i grillini, il che li rende più simpatici alla massa vero? Dove poi vadano ‘sti soldi non è proprio chiaro, ma l’importante è il ‘’gesto’’. 

Personalmente vorrei invece che ne prendessero anche di più di soldi, se solo sapessero fare qualche cosa di positivo per far ripartire il paese. Ma costoro, purtroppo, sono dei miracolati, inesperti ed incompetenti,  conditi con una grande dosa di prosopopea, che a noi servono proprio pochino. 

Infatti, nonostante quello che ci raccontano… la manovra l’ha fatta più Bruxelles di loro. A noi ‘’vendono’’ il fatto di essere dei ‘’duri’’ ma in realtà sono dei ‘’carciofi’’! 

Ma tornando agli stipendi dei Parlamentari … d’altronde … con gente che ha nel proprio ‘’pseudo-statuto’’ l’obbligo di mandato a che cosa servirebbero parlamentari e parlamento?

A niente! Non servirebbero ad una cippa visto che l’obbligo di mandato annullerebbe la discussione e sarebbero obbligati a votare come dice il ‘’capo’’! Altro che diminuire gli stipendi , in quest’ottica non solo gli stipendi andrebbero aboliti ma pure il Parlamento in toto.

Cribbio!  Lo ‘’gnomolaccatodibiaccamarroneintesta, in quanto a parlamento di ‘’nominati’’ era un principiante confronto a costoro.

Ma intanto noi ‘’popollo’’ non ci facciamo domande e felici applaudiamo per il ‘’taglio’’ annunciato senza renderci nemmeno conto di che cosa ci stanno combinando. 

Vediamo un pò di spiegare per i distratti che cos’è l’obbligo di mandato.

L’Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita:

‘’Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni SENZA vincolo di mandato’’.

Questo articolo della Costituzione fu scritto e concepito per garantire la massima libertà di espressione ai membri del Parlamento italiano eletti sia alla Camera che al Senato della Repubblica. 

Questo ovviamente funziona però nel caso di una ‘’democrazia rappresentativa’’, quella prevista dalla nostra Costituzione, dove cioè a noi ‘’popollo’’ è consentito di votare una persona che ci rappresenti. Ma questa legge elettorale ci permette di farlo? Macché!

Vi ricordate la famosa proposta di legge elettorale auspicata da Bersani, l’unico con delle meningi funzionanti? E cioè che i collegi avrebbero dovuto essere uninominali e a doppio turno?  Il che significava, tradotto in soldoni,  che io elettore ero nelle condizioni di votare uno nel mio collegio che conoscevo perché si era distinto in qualche modo e che lo delegavo a rappresentarmi! Invece? Per carità … nessuno la vuole ‘sta legge. Troppo pericolosa eh? Bisognerebbe esser capaci di fare qualche cosa vero? 

Invece com’è la nostra ‘’pseudo-democrazia’’ oggi? Oggi la nostra, che lo si abbia capito o no, è una ‘’democrazia referendaria’’ e cioè noialtri si vota un capo-popolo e/o un partito che a sua volta nomina degli yes-man che rappresentano ovviamente il ‘’capo-popolo’’ o il partito e noialtri per loro siamo l’ultimo problema. 

Quindi noialtri pirla non abbiamo più nessuno che ci rappresenti se non un capoccia con una grande visibilità mediatica, oppure una sorta di ‘’massa informe’’ a sempre più vaga. Una sorta di ‘’blob’’ in cui ognuno di noi mette quello che ci vuole vedere,  speranze comprese.

Nel caso di una ‘’democrazia rappresentativa’’ i deputati/senatori eletti dovevano rendere conto ai propri elettori, nel caso non lo avessero fatto, alle elezioni successive ne avrebbero pagato lo scotto. Oggi? Fatevi una domanda e datevi una risposta … noialtri non sappiamo più nemmeno chi c’è in parlamento! 

Almeno, pretendiamo che, ‘’chi’ arriva su quali scranni DEBBA essere una persona che PORTI ’’valore aggiunto’’ grazie alle sue conoscenze, al suo impegno ed alle sue comprovate capacità! Invece? Invece oggi chi è che arriva su quegli scranni? Sono troppi i ‘’miracolati’’ senza né arte né parte che si siedono in Parlamento … e che cosa faranno costoro per noialtri di grazia! Una emerita cippa! Non certo perché sono ‘’cattivi’’ ma semplicemente perché: primo,  non ne sono all’altezza, secondo sono degli ‘’yes-man’’ che devono baciare la terra dove cammina CHI su quegli scranni li ha messi. 

Non mi stancherò mai di dire che  il suffragio DEVE essere e rimanere universale ma le candidature NO … e che la legge elettorale deve restituire a noi elettori il diritto di votare un individuo che ci rappresenti!   Quindi collegi uninominali a doppio turno! 

Ma torniamo al vincolo di mandato e facciamo un esempio becero tanto per rendere le cose ancora più chiare: ‘’Facciamo finta che tu sia un parlamentare e il partito in cui sei stato eletto, dall’oggi al domani, emetta un provvedimento che autorizza la Polizia di Stato a torturare gli arrestati!  Tu parlamentare non sei d’accordo e voti contro’’! Ma … se hai l’obbligo di mandato, voti quello che ti dicono e stai zitto!  Capito adesso? Ecco perché i grillini che non sono d’accordo vengono sbattuti fuori. Li vogliono allineati e coperti! E … parliamoci chiaro … più sono scemi, meglio è! 

Queste sono alcune piccole ‘’cosette’’ che sembrano ‘’quisquilie’’ nel tran tran di tutti i giorni, come ad esempio l’obbligo di mandato e la legge elettorale … ‘’nascondono’’ invece le basi della democrazia. E noi le stiamo perdendo tutte a poco a poco …  facciamo attenzione, please! 

Le multinazionali ringraziano comunque. Molto meglio aver a che fare con ”pochi” che governano la baracca piuttosto che con ”molti” che ragionano autonomamente … non credete? 

Alla prossima

Elena 

Gialloverdi: la situazione economica si deteriora sempre più velocemente …

Andiamo sempre peggio …

Cosa sta succedendo?  Lo SPREAD, (°) con ‘sto governo Gialloverde, aumenta in maniera esponenziale. Come mai?
I rendimenti e lo spread dei nostri titoli di Stato sono parecchio saliti da maggio in poi in quanto chi normalmente investe nei nostri BoT (°°)  BTp (°°°) ha smesso di farlo.
Perché ? Vi chiederete voi , visto che i ‘’rendimenti’’ aumentano? Semplice! Costoro ormai ritengono che il prezzo di BOT e BTP, non sia più compatibile con il ‘’rischio’’ politico del Paese.
Cioè, l’investitore si domanda: ‘’’ E’ vero che investo in qualche cosa che mi dà un ritorno in interessi alto … ma investo anche in uno Stato ‘’poco sicuro’’ che potrebbe andare in default da un momento all’altro e rischio di perdere tutto … mi conviene? Naaaa … ‘’!
Quindi gli investitori esteri hanno ‘’disertato’’ in massa l’acquisto dei nostri Buoni del Tesoro e non hanno quindi rifinanziato il nostro debito.
Ma pure gli investitori italiani non è che si fidino tanto.
Eppure i ‘’gialloverdi’’ in chi confidano? Confidano nel piccolo risparmio di noi italiani. E cioè, per farla breve, nella liquidazione di vostro nonno o di vostro padre, messa in banca e investita per far fruttare un pò ‘sti soldi derivanti dal lavoro di una vita intera! Ma vostro nonno e vostro padre si fidano di comprare BOT e BTP italiani? Manco per le ‘’OO’’! Che genere di ‘’sicurezza’’ dà ‘sto Governo? Nessuna! E quindi? E quindi investono in altro … cose che magari rendono meno ma sono meno pericolose. Sareste felici se la vostra banca investisse i vostri risparmi in cose rischiosissime? NO vero? … ecco, appunto.
Per questo motivo i cittadini italiani non hanno voluto rispondere all’appello del ‘’duo Salvini/Di Maio’’ , che sperano invece in un maggior contributo da parte degli italiani e del loro ‘’risparmio privato’’, che sostengono essere ‘’senza eguali al mondo’’ per rifinanziare il debito pubblico che contano di aumentare!

Governo Giallo-verde: Salvini (fascista della lega), Conte una marionetta, Di Maio – da disoccupato, mantenuto dai genitori – a Ministro dello Sviluppo Economico. E poi ci chiediamo perchè non ispirino fiducia? … mah …

Avete capito i marpioni? Vogliono far debito per mantenere le promesse fatte in campagna elettorale! Ma non hanno i soldi e quindi o li chiedono all’Europa o li chiedono a noialtri! Anche perché per loro, ovvero gente che non ha mai lavorato i soldi ‘’piovono dal cielo’’ no? Prima glieli davano i genitori … mò glieli deve dare l’Europa oppure il ‘’POPOLO’’!
Tirando le somme ciò che si è visto finora è che gli investitori istituzionali e la BCE (Banca Centrale Europea) hanno aumentato si la loro esposizione in Buoni del Tesoro, compensando in parte la fuga dei fondi esteri e la freddezza dei risparmiatori italiani ma non abbastanza da impedire l’ aumento dello spread.
Avete capito adesso? Ci arrivate? Quando questo governo dice che noi non abbiamo problemi per ripagare il debito … parlano dei nostri risparmi!
Quindi chi ha quattro soldi, li dovrebbe, secondo loro, buttare nel debito che contano di fare per far ripartire il Paese ”a modo loro”, il che significa senza fare investimenti ma dando a ‘’pioggia’’ un pò di quattrini!

Meditate gente … meditate …

Alla prossima

Elena

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(°) SPREAD = uno degli indicatori più usati per valutare la crisi italiana è lo “spread con i bund tedeschi”, lo spread è la differenza o “allargamento” (spread in inglese) di rendimento tra i titoli di Stato (come i btp) italiani e quelli tedeschi (“bund”). E cioè: meno l’Italia è credibile, più alti sono gli interessi che deve pagare per avere prestiti e più aumenta lo spread con i titoli tedeschi, giudicati invece molto affidabili.
Pagare alti interessi può infine avere come conseguenza l’impossibilità di ridurre i debiti, il che farebbe di nuovo crollare l’affidabilità del paese, in una spirale sempre più inarrestabile.

(°°) BOT o (Buono Ordinario del Tesoro) è un titolo di credito emesso dallo Stato con lo scopo di finanziare il debito pubblico nel breve periodo. Essi hanno una durata inferiore ai 12 mesi (3, 6 oppure 12 mesi) e, alla scadenza, permettono all’investitore di ottenere una somma pari al valore nominale del titolo che si possiede).

(°°°) BTP o (Buoni del Tesoro Poliennali) è anch’esso un titolo di credito, con la differenza però che viene utilizzato dallo Stato per pagare il debito pubblico nel medio-lungo periodo. I BTP infatti hanno una durata che può andare dai 3 ai 30 anni (3, 5, 7 10, 15 e 30 anni).

Telenovela TAV …

Salvini: ‘’L’opera si farà!

Di Maio: ‘’Ma … veramente … bisognerebbe ancora valutare …’’

Appendino: ‘’Incontrerò le promotrici della manifestazione Si Tav  per sapere cosa pensano in proposito … 

?????????

L’unico che sembra avere le idee chiare, mi spiace dirlo, è Salvini. Gli altri mi ricordano tanto ‘’re tentenna’’. 

I ‘’grillini’’ han cavalcato, tra le tante, anche le manifestazioni dei No Tav, soprattutto al fine di ampliare il loro bacino elettorale. Per tale motivo quindi sono vincolati nelle loro risposte, se non vogliono dar l’impressione di tradire la fiducia che il popolo ha dato loro.

Dato però che di ‘’idee proprie’’ non ne hanno, ma tastano il polso del ‘’popolo’’, tramite algoritmi in rete gestiti dalla Casaleggio&Associati, aspettano gli input dalla Casaleggio appunto per ‘’rispondere’’ a loro volta ai cittadini. Quindi, per forza di cose, stanno sul ‘’vago’’ fino a ‘’nuovi ordini’’. 

E’ il famoso ‘’governo del popolo’’ concepito da Gianroberto Casaleggio. Che era un personaggio  ‘’strano’’ ma se non altro era un ‘’visionario’’. Suo figlio è altrettanto ‘’visionario’’ o preferisce, più semplicemente, fare quattrini? Non dimentichiamo che i parlamentari grillini, per ‘’mantenere’’ la piattaforma Rousseau, che è quella che monitora e risponde alle necessità del ‘’popolo’’ e che pare abbia parecchia pubblicità’, debbano dare al Casaleggio junior  300 euro/mese.  Casaleggio padre voleva monitorare i ‘’desiderata’’del popolo e voleva una politica che rispondesse a questi ‘’desiderata’’! 

Magnifica cosa in se, pure San Francesco cercava di dare tutto quello che aveva. Ma che cosa chiede il popolo? Il popolo chiede di: 

– Avere un buon lavoro, sicuro e tutelato e che gli permetta di fare piani per il futuro,  

– avere dei soldi da spendere, 

– avere una buona sanità, 

– avere delle buone scuole’’! 

Ma dai? Ma ci volevano gli ‘’algoritmi’’ per capirlo? Mah … comunque il succo del discorso non è tanto di rispondere a queste istanze ma essere all’altezza di realizzarle e garantirle nella realtà! E ‘sti qui secondo me, sanno rispondere molto bene ‘’virtualmente’’ … ma nella ”realtà” non sono affatto all’altezza delle situazione! Ma NON è colpa del popolo se sono lì. Il voto deve essere giustamente ”universale” ma sono le candidature che NON devono essere universali! Chi sta seduto su quegli scranni DEVE dimostrare di essere capace di fare qualche cosa! Grrrrr …

Ma non divaghiamo e torniamo al nostro TAV (°) … sono passati ormai trent’anni dal progetto iniziale e ’sto TAV  sembra la tela di Penelope, il che tradotto in ‘’soldoni’’ , significa che il resto dell’Europa, per quanto riguarda opere pubbliche finanziate dalla comunità a favore del nostro Paese, ci veda ormai come la peste! 

Il progetto risale agli anni ’90 e avrebbe dovuto, in teoria, unire l’oceano Atlantico con l’ultimo avamposto prima della Federazione Russa (Kiev-Lisbona). Ma il grande progetto concepito all’epoca di una linea ferroviaria che collegasse il Portogallo con l’Ucraina tra crisi economica e contestazioni ininterrotte dei No Tav è praticamente finito.  Il famoso Corridoio 5 (Kiev-Lisbona) è stato abbandonato e il nuovo tracciato è diventato  “Corridoio mediterraneo”, con un nuovo via dalla piccola Algeciras, in Andalusia, al posto di Lisbona, che, vista la crisi economica ha dato forfait.  E sempre per via delle ‘’calende greche’’ dell’opera pure l’Ucraina si è sfilata, e l’ultima tappa certa potrebbe diventare la più piccola e sconosciuta Miskolc. 

corridoi_ferroviari

Morale … ‘sto sontuoso progetto di viabilità europea, stabilito nelle conferenze di Creta e Helsinki a metà degli anni Novanta, quando cioè le cose sembravano andare bene per tutti, grazie soprattutto alle contestazioni dei No Tav, ha perso i pezzi e oggi quel corridoio, è ormai erroneamente chiamato solo Torino -Lione, tant’è che la gente  pensa che il tratto sia  solo quello. 

Eppure … chi continua a credere al  ‘’sogno di unire’’ i paesi europei non demorde e si batte affinché questa opera venga fatta. 

Fare qualche cosa è positivo. Chiudersi nei propri giardini e dire NO a tutto è negativo.  

Si direbbe però che, nonostante tutta la buona volontà da parte di ‘’qualcuno’’ di ‘’unire’’ i paesi,  la maggioranza dei cittadini voglia restare nei propri giardini e qualsiasi tentativo di ‘’allargamento’’ viene visto malissimo! Ma si … chiudiamoci a riccio … è il modo migliore per creare economia no? Facciamo figli e andiamo a lavorare le ‘’facili’’ terre di montagna che lo stato ci vuol donare.  E che ci vuole a fare il contadino?  

Isoliamoci dal resto del mondo ‘’cattivo’’ … in fondo, come diceva il duce: ‘’Abbiamo tre mari. Abbiamo tanto pesce che a chi lo vuole lo possiamo regalar’’! 🙁 

Alla prossima

Elena 

 

(°) T.A.V. è l’acronimo di Treno ad Alta Velocità, che indica una linea ferroviaria cosiddetta  AV/AC (alta velocità/alta capacità) su cui i treni raggiungono  velocità molto elevate, riducendo drasticamente i tempi di viaggio. E’ un tentativo di rendere il treno competitivo con l’aereo collegando grandi città in tempi brevi, da centro a centro e in modo molto più ecologico, poiché il treno consuma molto meno dell’aereo a parità di passeggeri trasportati.

La UE ha identificato dieci Corridoi multimodali, solo quattro dei quali interessano l’Italia:

Corridoio 1: Berlino – Palermo (in cui è compreso il ponte sullo stretto di Messina)

Corridoio 5: Lisbona – Kiev (Ucraina)

Corridoio 7: Bari – Varna (Bulgaria)

Corridoio dei Due Mari: Rotterdam – Genova.

Quello di cui si parla a proposito di TAV / NO TAV è il corridoio 5 che nel tratto Torino – Lione attraversa la Val di Susa.

Torino 10 novembre 2018 – Andiamo oltre …

Quanto segue lo avevo pubblicato il 1° luglio 2011 sul mio ‘’vecchio’’ blog … quello che mi hanno ‘’rubato’’ tanto per intenderci. Per fortuna lo avevo messo anche come nota su fb e quindi l’ho recuperato. 

Lo ripubblico un pò perché sono davvero tanto felice per la bellissima manifestazione di oggi in Piazza Castello a Torino, dove tutti quelli che vogliono ‘’andare avanti’’ si sono finalmente manifestati fisicamente e un pò anche per dare una risposta a chi si sente in qualche modo vicino ai No Tav, anche se vorrei ricordare loro che il mondo va avanti e che non si torna indietro nemmeno per prendere la rincorsa.

‘Sto tunnel serve anche per unirla ‘sta Europa … è infantile continuare a dire NO a tutto! Infantile ed inutile.

Prima di tutto guardate questa fotografia: 

Credo questa fotografia possa essere considerata l’emblema di quello che il Movimento No Tav ,  forse anche a sua insaputa, ha scatenato dentro molti di noi.

Turi rappresenta la ”natura” … il voler tornare ”indietro”… perché il futuro che ci si prospetta ci fa paura, in quanto non sappiamo come gestirlo.

Turi è l’ eroe ”umano” che si contrappone ad una globalizzazione che ci rende ”inumani”!

Rappresenta quella sorta di ”pellerossa” che sopravvive, nascosto dentro ognuno di noi … nel nostro DNA …

E’ questa disperata necessità di ”pulizia”, di trasparenza,  che identifichiamo ormai, giusto o sbagliato che sia,  nel ”tornare indietro”.

Non siamo in grado di vedere un futuro in un mondo che va sempre ”avanti” , che si ”consuma”,  che finirà con l’ implodere su se stesso.

Siamo delle ”ben misere creature”! I giovani , però, hanno capito che andando avanti a produrre… consumare… bruciare…  distruggere … senza guardare alle conseguenza su GEA , l’unico pianeta di cui disponiamo … non è, forse,  la via giusta.

I giovani sono come delle anguille che si ”dibattono” per trovare la via di salvezza … il mondo è loro … troveranno una soluzione, la stanno ”disperatamente” cercando .

Alla prossima

Elena

Ora mi permetto di aggiungere che questa soluzione non la si può cercare salendo sul carro del vincitore, la si cerca preparandosi e studiando seriamente. Non la si cerca improvvisandosi ”Ministro”. Magari un Ministro ”diretto” da una agenzia di strategie digitali … le idee e la voglia di cambiare devono scaturire da un impegno costante e serio. Insomma caro Di Maio tu non ti puoi permettere di insegnare a Draghi strategie economiche … non sei credibile! 

Segue nota del 2011-  ”Turi”… Salvatore Vaccaro, l’uomo-simbolo delle proteste pacifiste. Siciliano d’origine, ex operaio Fiat, Turi Vaccaro è stato fermato stamattina dalla polizia a Chiomonte mentre tentava di opporsi al bulldozer impiegato per abbattere le barricate erette dai No Tav  E’ stato operaio alla Fiat, accompagnatore di monaci buddisti, protagonista di azioni clamorose come quella che l’ha portato in un carcere olandese per aver provocato danni per migliaia di euro a un aereo militare in una base Nato (con un martello acquistato a Assisi, però). Turi Vaccaro ha 52 anni e i pacifisti, o quelli che amano farsi chiamare così, italiani e europei lo conoscono bene: barba lunga, sguardo ispirato, sandali (o meglio ancora piedi scalzi, ogni volta che si può), canzoni e poesie, e l’abitudine di dormire all’aperto anche d’inverno. Ora Turi, origini siciliane e Torino come città d’adozione, scrive una nuova pagina della sua biografia, e fa lo sciopero della fame insieme ai no Tav che presidiano Chiomonte. E’ allenato, è tosto e di sicuro non mollerà. Ed è l’uomo-simbolo, uno dei tanti, di un movimento che ha saputo comunicare molto al di sopra delle sue possibilità. C’è da scommettere che sarà proprio lui il volto più gettonato dalle telecamere nella nuova fase della storia.

IL FILMATO: COME TIENANMEN

“Sono pronto – ha detto ieri – ad andare avanti fino a fine mese. E spero di non essere il solo: il digiuno, massimo strumento della nonviolenza, è aperto a tutti e ognuno può digiunare come meglio crede in coscienza. E’ la miglior risposta a coloro che dicono che il nostro movimento è in mano a fasce violente. Io farò anche il digiuno della parola eccetto che in assemblea”. La sua storia, lui la racconta così: immigrato a Torino con mamma Michelina e papà Vincenzo, si iscrive a Filosofia, coltiva “la sua vena poetica” e intanto entra alla Fiat come operaio motorista. Ma presto si accorge “che il suo lavoro doveva servire ad assemblare componenti di un sistema di trasporto militare” e “preferisce il licenziamento alla complicità nella predisposizione di strumenti di morte.

Nel 1981, va Comiso incontrando l’amicizia dei tanti pacifisti arrivati nella cittadina siciliana per opporsi alla costruzione della base dei missili nucleari”. Aiuta il monaco buddista Morishita a edificare la “Pagoda della Pace”, un edificio di culto di tutto rispetto che ancora svetta su una collina, poi si dedica al “cruisewatching” in Sicilia, cioè alla scoperta alla denuncia dei convogli di missili americani, e inizia, con una condanna a 4 mesi, le sue esperienze carcerarie. Nel 1986, inizia un giro d’Europa per studiare e apprendere le tattiche dei diversi movimenti pacifisti e incontra Emmie Ekper, olandese, che diventerà la sua compagna e la madre di sua figlia. E decide che David Henry Thoreau e san Francesco d’Assisi saranno i suoi modelli. Il 27 ottobre del 2005 riesce a eludere la sorveglianza in una base militare olandese e prima che lo fermino distrugge a martellate due F16. Processato, passa sei mesi in carcere, ma fa in tempo a tornarci nel 2009, questa volta in Italia, per essere entrato illegalmente nella base del Dal Molin, in provincia di Vicenza. Ora ci riprova a Chiomonte, con lo strumento caro a Gandhi e, in tempi più recenti, a Marco Pannella. E corre il serio rischio di diventare più famoso di Alberto Perino.

Fonte: https://www.facebook.com/notes/elena-saita/turi-/10150240024859133/

Ponte Morandi di Genova …

… Situazione al 25 settembre 2018.

Sono passati 40 giorni dal crollo del ponte e il Decreto Legge per la sua ricostruzione non c’è ancora. 

Ponte Morandi ”prima”

 

… ”dopo”

Non hanno ancora deciso:

  1. – chi  ricostruirà il ponte, 
  2. – chi sarà il Commissario Delegato alla ricostruzione,
  3. – quali saranno i suoi poteri. 

Per meglio dire, l’avevano presa si la decisione sull’azienda che avrebbe dovuto ricostruire il ponte e cioè una start-up di Fincantieri. Decisione presa da Toninelli su, pare, pressioni di Di Maio, peccato che la start-up in oggetto NON possieda la qualifica per poter ricostruire un ponte, quindi … ciccia!

Chi in ‘’teoria’’ dovrebbe ricostruire il ponte è l’Aspi (Autostrade per l’Italia) essendone ancora la concessionaria, ma il Governo non vuole sia lei a ricostruire. E’ addirittura in atto l’iter per toglierle la concessione in oggetto.  Quindi la situazione è questa: il Governo vuole i soldi da Aspi ma non vuole che sia lei a ricostruire. Sarà dura …

A ‘sto paciocco si deve aggiungere il fatto che il Governo vuole costruire SENZA ‘’gara di appalto’’  ma il codice degli appalti nel nostro Paese obbliga invece a farla ‘sta gara. Questo ovviamente innescherà un contenzioso che andrà avanti per una ‘’vita’’. Possono permetterselo gli sfollati di Genova e la città stessa? Mah … direi proprio di no.

Certo che … se invece di aspettare che vecchi ponti o viadotti cadano, oltre al monitoraggio costante obbligatorio, ma che comunque spesso si rivela insufficiente, li si ricostruisse in zone attigue,  più sicuri, antisismici e più belli,   usando magari, dove possibile, quelli esistenti per il traffico ‘’leggero’’ e quelli nuovi per quello ‘’pesante’’,  forse sarebbe meglio  no? Ma poi … pensate a quanto lavoro verrebbe fuori facendo continuamente qualche cosa di nuovo, di intelligente, di utile e di bello!  Dovremmo smettere di fare sempre di tutte le erbe un fascio e cercare di capire che non è sempre tutto sullo stesso piano. 

Un conto è costruire cattedrali nel deserto o alberghi sulle spiagge … un conto è invece garantire la sicurezza delle vie di comunicazione rispettando l’estetica del paesaggio … invece di dire di NO, per esempio,  anche alla Gronda!

Non siamo capaci di capire che ‘’cementificazione’’ non ha lo stesso valore ovunque. 

Noi non siamo capaci di fare due più due … se per boicottare le Multinazionali Farmaceutiche l’idea migliore che abbiamo avuto è quella di NON vaccinarci … bè … la dice lunga sulla nostra capacità di ragionamento.

Noi vogliamo la ‘’decrescita felice’’ … Non esiste la decrescita ‘’felice’’ la decrescita può solo essere ‘’infelice’’! 

🙁 

Alla prossima

Elena 

Il caos attuale in Libia! Proviamo a fare il …

punto della situazione …

In Libia non c’è sicurezza! E la sensazione di ”sicurezza” è quella che fa marciare il mondo intero! Se ci si sente ”sicuri e tutelati” tutto funziona!  Si ha voglia di fare, di organizzare, di pianificare e si guarda al futuro con ottimismo. Se invece ci si sente ”insicuri” ci si chiude nei propri giardini e si attendono gli ”eventi”, che di solito in queste condizioni sono ”violenti” ed esagerati! Ma vediamo un pò che cosa sta succedendo adesso in Libia …

iu

Dalla scomparsa di Gheddafi, nel 2011, centinaia di ‘’milizie’’ sparse chiedono il potere. In questa situazione ‘’stabilizzare’’ il Paese non è certo un’impresa facile. La Libia avrebbe bisogno di un esercito ben addestrato serio e capace di ostacolare ‘ste milizia che, ad ogni piè sospinto cercano di andare, a loro volta, al potere. 

Come fare ad andare ad elezioni ‘’libere’’’ come spinge Macron in una situazione simile? Fayez Serraj, il premier del Governo di accordo nazionale, uscito dagli accordi di Shikrat  nel dicembre del 2015,  e sostenuto dalla Comunità internazionale, è ora alle prese contro una nuova rivolta a Tripoli. Non è certo la prima ma si direbbe la più grave, visto che sono già morte 200 persone. 

Le varie milizie non danno certo retta a Serraj ma bensì ai capi tribù a cui appartengono. Non dimentichiamo poi che in Cirenaica il business delle armi e della tratta di schiavi sono gestiti assieme da gang criminali e da milizie.

Senza un esercito nazionale ben armato, che risponda solo al Governo, che sia compatto e capace di bloccare costoro,  chiunque abbia a disposizione una milizia può reclamare potere. E, nel caso al ‘’potere’’ non ci arrivi,  farà di tutto, compreso ricorrere alle armi per far andare a ramengo il processo di stabilizzazione di ‘sto disgraziato paese. Cosa che sta accadendo in questi giorni a Tripoli, grazie a quella che chiamano: Settima Milizia!

Il caos creato da ‘sta Settima Milizia è il più grave dall’estate del 2014. Serraj  è andato al potere nel 2015,  quando una coalizione di milizie islamiche  chiamata ”alba Libica”  conquistò Tripoli insediandoci  un Governo ombra di tendenze islamiste, spaccando  di fatto il Paese in due. 

Se finora Serraj è riuscito più o meno a domare le rivolte (le armi molto probabilmente gliele forniamo un pò tutti per tenere a bada ‘ste milizia)  è innegabile che la sua autorità non è che sia poi chissà che. Tra l’altro Serraj non è che dispone poi di un esercito compatto ma bensì di gruppuscoli di milizie che fanno alleanze oggi e le disfano domani. Quindi sono ”affidabili” una cippa!  E che comunque rispondono agli interessi dei loro capi tribù più che a quelli del Governo. Non è un caso che in diverse città della Cirenaica i redditizi business del contrabbando di armi e della tratta di esseri umani siano gestiti congiuntamente da gang criminali e da milizie.

A lanciare l’ultima offensiva contro Serraj è stata la ‘’Settima Brigata’’, una milizia di stanza nelle città di Tarhuna, a sud della capitale. La ragione ufficiale della sua rivolta contro le formazioni fedeli a Serraj sarebbe quella di porre fine al potere delle “milizie corrotte”  (slogan per far digerire interessi propri al popollo che tanto non capisce una cippa) e riportare l’ordine nella capitale”. Ovviamente ogni milizia vuole portare il ‘’suo’’ di ordine. 

Per cercare di evitare uno scontro ancora più aperto  Serraj si è appellato alla potente milizia di Misurata, il cui appoggio al Governo di accordo nazionale non è che sia poi così solido.

La milizia di Misurata infatti respinge le interferenze straniere contro la sovranità della Libia e non aveva partecipato all’incontro tanto voluto da Macron per portare la ‘’pace’’ in Libia.

Macron era riuscito si a far sedere allo stesso tavolo: Serraj, il generale Kalifa Haftar, suo rivale e signore incontrastato della Cirenaica, il presidente del Consiglio di Stato, Khaled al-Mishri, esponente di punta dei Fratelli musulmani, anche lui nemico di Haftar, e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguilah Salah Issa. Questo però non significava far sedere allo stesso tavolo ”tutte” le diverse ‘’anime’’ della Libia. L’intesa che si voleva raggiungere era ambiziosa. Si trattava di unificare le istituzioni, tra cui la Banca Centrale, indire elezioni già in dicembre, formare un esercito nazionale. Ma il fatto che non fosse stata nemmeno firmata dai presenti  la diceva lunga su ‘sto “successo” . Diciamo che si era trattato di una ‘’pia dichiarazione di intenti’’ in attesa di vedere poi come sarebbero finite le cose … e le cose sono quelle di oggi! (200 morti) 

Costoro sono seduti sui più grandi giacimenti di petrolio al mondo … potrebbero innescare il più grande processo di riconversione di affrancamento dalle energie fossili e invece? Invece litigano come cani e gatti …

Macron, dal canto suo,  insiste per elezioni a dicembre!  Ma … in ‘sto casino che cosa potrebbe succedere?  In Libia al momento non c’è un capo riconosciuto … non c’è un esercito … la giustizia non funziona … le Istituzioni sono andata e ‘’pallino’’ … chi assicura ‘’libere’’ elezioni? E ammesso e non concesso che ci sia un ‘’vincitore’’ … la prossima ‘’milizia’’ di un altra tribù o clan lo farebbe ‘’saltare’’ nel giro di pochissimo tempo!

Ovviamente l’Italia in Libia ha moltissimi interessi, vedi ENI, e molto probabilmente l’ENI stessa paga, sottobanco, qualche milizia per tenere la situazione sotto controllo e non farsi rubare tutto.  Ora la domanda è: ”Ma … il Governo attuale, quello ”giallo verde” tanto per intenderci,  ha sevizi segreti e militari sufficienti per controllare la situazione? Oppure la parte del ”leone” la lasciamo fare ai francesi? Secondo me il duo Salvini/Di Maio non sa nemmeno da che parte girarsi. L’unico che ha esternato qualche cosa è il Ministro degli Interni Salvini – anche perché Conte è come non averlo noialtri – e come ministro degli Interni, roba che non c’entra nulla con la situazione estera, ha detto che non manderà l’esercito, che tanto non serve a niente.  Mah … Noi non è che siamo poi tanto meglio dei libici in quanto ad ”anarchia” istituzionale …

Eppure … bisogna assolutamente aiutare ‘sta gente a mettersi a posto. Viceversa gli abitanti cercheranno un futuro ‘’altrove’’ … indovinate dove?

Alla prossima

Elena 

 

 

Reddito di Cittadinanza, Tax Flat, Riforma Pensioni … e mò?

… che fine hanno fatto? Ma soprattutto: ‘’Che fine faranno’’? 

Per garantire simili promesse l’economia dovrebbe crescere come quella cinese, perché l’economia per crescere ha bisogno di ‘’fiducia’’, serietà e stabilità. 

Ma … chi investe in una nuova attività quando non si sa nemmeno dove si sta andando a finire? Quindi  … i potenziali imprenditori, ammesso e non concesso che vogliano rischiare di investire in Italia mettono i ’remi in barca’’ e aspettano tempi migliori.

Il guaio è che a furia di aspettare ‘’tempi migliori’’ tutto si stia fermando… e,  a parte gli indiani che sono abituati a trattare in situazioni anche peggiori, nessun altro viene ad investire da noi. 

A meno che non ci si riferisca a quell’ imprenditoria ”locale” … che troppo spesso  è solo un tentacolo della malavita organizzata di cui abbiamo un’ infinità di esempi, ma lì si sa è un qualche cosa di ‘’mordi e fuggi’’ che tradotto significa: prendi i soldi e scappa. Questa imprenditoria non serve a nessuno tranne che a se stessa ed ai propri accoliti. E’ una selezione imprenditoriale che ”affossa” un paese invece di farlo crescere.  

Il ”meglio” sul mercato? Cribbio come siamo ”mal messi”! 🙁

Ma torniamo a noialtri … che siamo un Paese dove quando una multinazionale straniera fa un accordo con un Governo, il Governo successivo fa saltare il banco … fosse anche solo per dimostrare che ”quelli di prima” hanno sbagliato! Poi,  dopo aver fatto un pò di ‘’ammuina’’,  tutto tornerà come prima. Ma intanto il consenso tra gli elettori distratti aumenta, ed è proprio su quello che conta il Governo attuale, al consenso continuo. Stiamo parlando di Ilva naturalmente. 

Ma torniamo a noi e vediamo un pò di capire come siamo piazzati  tra, le ‘’promesse’’ fatteci dai geni al Governo e la ‘’cruda realtà’’!

Dunque … per evitare l’aumento dell’IVA ci servirebbero 12,4 miliardi, per finanziare le spese obbligatorie e far marciare l’am ba ra dam dello Stato ce ne servono 3,5, per evitare che gli interessi sul debito – 4 miliardi e la minore crescita – circa 2,5 –  gonfino ulteriormente il deficit servono quindi minimo 22,4 miliardi. 

A meno di non caricare tutto il conto sull’indebitamento netto portandolo al 2% invece che lasciandolo all 0,8% previsto.   

Ma pare che questa soluzione non sia quella pensata da Tria, che in Parlamento ha detto di aver già preso accordi con Bruxelles per cercare una strada non troppo pesante per un’economia che purtroppo è in frenata. Insomma l’obiettivo dichiarato di Tria è quello di non peggiorare l’indebitamento fissato per quest’anno in circa 11 miliardi. 

Ma in questa situazione non proprio ‘’florida’’ il Governo si trova alle prese con le promesse fatte di:  Tax Flat,  reddito di cittadinanza, riforma pensioni. Senza contare la ripresa promessa della spesa sanitaria, che,  secondo il contratto di governo dovrebbe ricominciare a salire.

Ma non basta … perchè servono anche i soldi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, visto che quelli appena firmati scadono già il 31 dicembre. Quindi?  Quindi avremmo bisogno di ulteriore danaro per gli statali, dove li prendiamo ‘sti soldi? La ministra della Pubblica Amministrazione, l’avvocato Giulia Bongiorno,  ha promesso ai sindacati di spingere  in questa direzione! D’altronde … promettere costa poco e si fa bella figura ma … con i soldi di chi esattamente le faranno ‘ste cose?  Qui tra un pò non ci saranno nemmeno più i soldi per pagare le ferie come previsto da contratto! 

Morale della favola? Primo:  ‘’promettere NON costa una CIPPA’’! 

Secondo: ‘’Il popolo è un pò troppo ‘’pollo’’ e continua a credere alle favole! 

Ecco perché ho coniato il termine ‘’popollo’’ al posto di ‘’popolo’’ … ci sta proprio bene! 

Alla prossima

Elena

  

Fonte: dati presi dal Sole24ore

L’ ILVA e la ”gestione ricatto” …

… l’unica che sappiamo fare purtroppo. Il caso ILVA è ovviamente uno dei tanti casi ‘’difficili’’ del nostro paese.

Da una parte si lotta con quelli che non vogliono l’inquinamento che provoca e che vorrebbero smantellare tutto e vivere di ‘’turismo’’, come quel ‘’genio’’ di Grillo per esempio.

Peccato che per fare una cosa simile, specie con le tempistiche italiche avremmo bisogno di almeno 30 anni, minimo, e nel frattempo i 14,000 che lavorano grazie  all’ILVA dove mangerebbero? Mah … gli diamo il reddito di cittadinanza?

Ma la domanda giusta sarebbe: ‘’Perchè non hanno risolto il problema inquinamento ‘prima’ di venderla a degli stranieri”? 

Adesso facciamo i ‘’difficili’’ … tutti si interessano a questa questione … ma il fatto di perdere la più grande acciaieria d’Europa non ci disturbava ‘’prima’’?  

Possibile che noialtri, che ci fregiavamo del possedere la più grande acciaieria europea, non siamo stati in grado di mettere in sicurezza le polveri derivanti dalla lavorazione, che sono le maggiori cause per la salute di chi abita in zona?  Ma … non sarebbero bastati dei capannoni chiusi? Certo che sarebbero bastati! E allora? Perchè non li abbiamo fatti? Erano ‘’brutti’’? Deturpavano l’ambiente? 

Dei capannoni che trattengono le polveri quando c’è vento sarebbero stati sufficienti. Ma manco quello …

Adesso che il gruppo indiano Arcelor ha acquistato l’Ilva,  che noi non eravamo in grado di gestire in maniera ‘’civile’’ , ma che inquinavamo e morivamo tutti di cancro … mò  vogliamo che Arcelor, che perde 30 milioni di euro al mese, perchè l’Ilva non lavora a massimo regime per via del commissariamento ambientale … mò gli chiediamo ulteriori ‘’sforzi’’ per il risanamento dell’ambiente e maggiori ‘’tutele’’ per i nostri lavoratori. Che faccia di ‘’tolla’’! 

Giusto gli ‘’indiani’’ ci danno retta … secondo me gli facciamo ‘’pena’’ …  pensate ad un gruppo del Nord dove ci manderebbe … così per dire. 

Dunque … ricapitolando, non siamo stati capaci di gestire una cippa … abbiamo perso il ‘’treno’’ anche dell’acciaio … non abbiamo praticamente più niente di ‘’grande industria’’, eravamo nella situazione del: ‘’O lavoriamo e moriamo di cancro  … oppure non moriamo di cancro ma di fame’’. Adesso che gli indiani hanno acquistato, vincendo una gara,  noi pretendiamo che: ‘’Non licenzino nessuno … anzi che assumano e che bonifichino, altrimenti gli facciamo ‘’saltare l’accordo di acquisto’’. 

Se voi foste i proprietari di Arcelor cosa fareste?  La nostra lungimiranza in politica industriale ed economica si direbbe più simile al ‘’ricatto’’  che alla ‘’gestione moderna’’. 

Vabbè che gli acquirenti sono ‘’indiani’’ … quindi un accordo, ‘’magari finto’’ lo si troverà per far contenti capra e cavolo almeno sulla ‘’carta’’, poi … si ‘’vedrà’’. 

A cosa serve a noialtri la ‘’sovranità nazionale’’? A cosa? Ad andare a Pontida vestiti come Robin Hood e con le corna in testa?  Oppure ad andare nelle piazze a fare i ‘’vaffaday’’ bevendo pintoni di vino rosso? 

Mah … 

Alla prossima

Elena 

 

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