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Gialloverdi: la situazione economica si deteriora sempre più velocemente …

Andiamo sempre peggio …

Cosa sta succedendo?  Lo SPREAD, (°) con ‘sto governo Gialloverde, aumenta in maniera esponenziale. Come mai?
I rendimenti e lo spread dei nostri titoli di Stato sono parecchio saliti da maggio in poi in quanto chi normalmente investe nei nostri BoT (°°)  BTp (°°°) ha smesso di farlo.
Perché ? Vi chiederete voi , visto che i ‘’rendimenti’’ aumentano? Semplice! Costoro ormai ritengono che il prezzo di BOT e BTP, non sia più compatibile con il ‘’rischio’’ politico del Paese.
Cioè, l’investitore si domanda: ‘’’ E’ vero che investo in qualche cosa che mi dà un ritorno in interessi alto … ma investo anche in uno Stato ‘’poco sicuro’’ che potrebbe andare in default da un momento all’altro e rischio di perdere tutto … mi conviene? Naaaa … ‘’!
Quindi gli investitori esteri hanno ‘’disertato’’ in massa l’acquisto dei nostri Buoni del Tesoro e non hanno quindi rifinanziato il nostro debito.
Ma pure gli investitori italiani non è che si fidino tanto.
Eppure i ‘’gialloverdi’’ in chi confidano? Confidano nel piccolo risparmio di noi italiani. E cioè, per farla breve, nella liquidazione di vostro nonno o di vostro padre, messa in banca e investita per far fruttare un pò ‘sti soldi derivanti dal lavoro di una vita intera! Ma vostro nonno e vostro padre si fidano di comprare BOT e BTP italiani? Manco per le ‘’OO’’! Che genere di ‘’sicurezza’’ dà ‘sto Governo? Nessuna! E quindi? E quindi investono in altro … cose che magari rendono meno ma sono meno pericolose. Sareste felici se la vostra banca investisse i vostri risparmi in cose rischiosissime? NO vero? … ecco, appunto.
Per questo motivo i cittadini italiani non hanno voluto rispondere all’appello del ‘’duo Salvini/Di Maio’’ , che sperano invece in un maggior contributo da parte degli italiani e del loro ‘’risparmio privato’’, che sostengono essere ‘’senza eguali al mondo’’ per rifinanziare il debito pubblico che contano di aumentare!

Governo Giallo-verde: Salvini (fascista della lega), Conte una marionetta, Di Maio – da disoccupato, mantenuto dai genitori – a Ministro dello Sviluppo Economico. E poi ci chiediamo perchè non ispirino fiducia? … mah …

Avete capito i marpioni? Vogliono far debito per mantenere le promesse fatte in campagna elettorale! Ma non hanno i soldi e quindi o li chiedono all’Europa o li chiedono a noialtri! Anche perché per loro, ovvero gente che non ha mai lavorato i soldi ‘’piovono dal cielo’’ no? Prima glieli davano i genitori … mò glieli deve dare l’Europa oppure il ‘’POPOLO’’!
Tirando le somme ciò che si è visto finora è che gli investitori istituzionali e la BCE (Banca Centrale Europea) hanno aumentato si la loro esposizione in Buoni del Tesoro, compensando in parte la fuga dei fondi esteri e la freddezza dei risparmiatori italiani ma non abbastanza da impedire l’ aumento dello spread.
Avete capito adesso? Ci arrivate? Quando questo governo dice che noi non abbiamo problemi per ripagare il debito … parlano dei nostri risparmi!
Quindi chi ha quattro soldi, li dovrebbe, secondo loro, buttare nel debito che contano di fare per far ripartire il Paese ”a modo loro”, il che significa senza fare investimenti ma dando a ‘’pioggia’’ un pò di quattrini!

Meditate gente … meditate …

Alla prossima

Elena

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(°) SPREAD = uno degli indicatori più usati per valutare la crisi italiana è lo “spread con i bund tedeschi”, lo spread è la differenza o “allargamento” (spread in inglese) di rendimento tra i titoli di Stato (come i btp) italiani e quelli tedeschi (“bund”). E cioè: meno l’Italia è credibile, più alti sono gli interessi che deve pagare per avere prestiti e più aumenta lo spread con i titoli tedeschi, giudicati invece molto affidabili.
Pagare alti interessi può infine avere come conseguenza l’impossibilità di ridurre i debiti, il che farebbe di nuovo crollare l’affidabilità del paese, in una spirale sempre più inarrestabile.

(°°) BOT o (Buono Ordinario del Tesoro) è un titolo di credito emesso dallo Stato con lo scopo di finanziare il debito pubblico nel breve periodo. Essi hanno una durata inferiore ai 12 mesi (3, 6 oppure 12 mesi) e, alla scadenza, permettono all’investitore di ottenere una somma pari al valore nominale del titolo che si possiede).

(°°°) BTP o (Buoni del Tesoro Poliennali) è anch’esso un titolo di credito, con la differenza però che viene utilizzato dallo Stato per pagare il debito pubblico nel medio-lungo periodo. I BTP infatti hanno una durata che può andare dai 3 ai 30 anni (3, 5, 7 10, 15 e 30 anni).

Telenovela TAV …

Salvini: ‘’L’opera si farà!

Di Maio: ‘’Ma … veramente … bisognerebbe ancora valutare …’’

Appendino: ‘’Incontrerò le promotrici della manifestazione Si Tav  per sapere cosa pensano in proposito … 

?????????

L’unico che sembra avere le idee chiare, mi spiace dirlo, è Salvini. Gli altri mi ricordano tanto ‘’re tentenna’’. 

I ‘’grillini’’ han cavalcato, tra le tante, anche le manifestazioni dei No Tav, soprattutto al fine di ampliare il loro bacino elettorale. Per tale motivo quindi sono vincolati nelle loro risposte, se non vogliono dar l’impressione di tradire la fiducia che il popolo ha dato loro.

Dato però che di ‘’idee proprie’’ non ne hanno, ma tastano il polso del ‘’popolo’’, tramite algoritmi in rete gestiti dalla Casaleggio&Associati, aspettano gli input dalla Casaleggio appunto per ‘’rispondere’’ a loro volta ai cittadini. Quindi, per forza di cose, stanno sul ‘’vago’’ fino a ‘’nuovi ordini’’. 

E’ il famoso ‘’governo del popolo’’ concepito da Gianroberto Casaleggio. Che era un personaggio  ‘’strano’’ ma se non altro era un ‘’visionario’’. Suo figlio è altrettanto ‘’visionario’’ o preferisce, più semplicemente, fare quattrini? Non dimentichiamo che i parlamentari grillini, per ‘’mantenere’’ la piattaforma Rousseau, che è quella che monitora e risponde alle necessità del ‘’popolo’’ e che pare abbia parecchia pubblicità’, debbano dare al Casaleggio junior  300 euro/mese.  Casaleggio padre voleva monitorare i ‘’desiderata’’del popolo e voleva una politica che rispondesse a questi ‘’desiderata’’! 

Magnifica cosa in se, pure San Francesco cercava di dare tutto quello che aveva. Ma che cosa chiede il popolo? Il popolo chiede di: 

– Avere un buon lavoro, sicuro e tutelato e che gli permetta di fare piani per il futuro,  

– avere dei soldi da spendere, 

– avere una buona sanità, 

– avere delle buone scuole’’! 

Ma dai? Ma ci volevano gli ‘’algoritmi’’ per capirlo? Mah … comunque il succo del discorso non è tanto di rispondere a queste istanze ma essere all’altezza di realizzarle e garantirle nella realtà! E ‘sti qui secondo me, sanno rispondere molto bene ‘’virtualmente’’ … ma nella ”realtà” non sono affatto all’altezza delle situazione! Ma NON è colpa del popolo se sono lì. Il voto deve essere giustamente ”universale” ma sono le candidature che NON devono essere universali! Chi sta seduto su quegli scranni DEVE dimostrare di essere capace di fare qualche cosa! Grrrrr …

Ma non divaghiamo e torniamo al nostro TAV (°) … sono passati ormai trent’anni dal progetto iniziale e ’sto TAV  sembra la tela di Penelope, il che tradotto in ‘’soldoni’’ , significa che il resto dell’Europa, per quanto riguarda opere pubbliche finanziate dalla comunità a favore del nostro Paese, ci veda ormai come la peste! 

Il progetto risale agli anni ’90 e avrebbe dovuto, in teoria, unire l’oceano Atlantico con l’ultimo avamposto prima della Federazione Russa (Kiev-Lisbona). Ma il grande progetto concepito all’epoca di una linea ferroviaria che collegasse il Portogallo con l’Ucraina tra crisi economica e contestazioni ininterrotte dei No Tav è praticamente finito.  Il famoso Corridoio 5 (Kiev-Lisbona) è stato abbandonato e il nuovo tracciato è diventato  “Corridoio mediterraneo”, con un nuovo via dalla piccola Algeciras, in Andalusia, al posto di Lisbona, che, vista la crisi economica ha dato forfait.  E sempre per via delle ‘’calende greche’’ dell’opera pure l’Ucraina si è sfilata, e l’ultima tappa certa potrebbe diventare la più piccola e sconosciuta Miskolc. 

corridoi_ferroviari

Morale … ‘sto sontuoso progetto di viabilità europea, stabilito nelle conferenze di Creta e Helsinki a metà degli anni Novanta, quando cioè le cose sembravano andare bene per tutti, grazie soprattutto alle contestazioni dei No Tav, ha perso i pezzi e oggi quel corridoio, è ormai erroneamente chiamato solo Torino -Lione, tant’è che la gente  pensa che il tratto sia  solo quello. 

Eppure … chi continua a credere al  ‘’sogno di unire’’ i paesi europei non demorde e si batte affinché questa opera venga fatta. 

Fare qualche cosa è positivo. Chiudersi nei propri giardini e dire NO a tutto è negativo.  

Si direbbe però che, nonostante tutta la buona volontà da parte di ‘’qualcuno’’ di ‘’unire’’ i paesi,  la maggioranza dei cittadini voglia restare nei propri giardini e qualsiasi tentativo di ‘’allargamento’’ viene visto malissimo! Ma si … chiudiamoci a riccio … è il modo migliore per creare economia no? Facciamo figli e andiamo a lavorare le ‘’facili’’ terre di montagna che lo stato ci vuol donare.  E che ci vuole a fare il contadino?  

Isoliamoci dal resto del mondo ‘’cattivo’’ … in fondo, come diceva il duce: ‘’Abbiamo tre mari. Abbiamo tanto pesce che a chi lo vuole lo possiamo regalar’’! 🙁 

Alla prossima

Elena 

 

(°) T.A.V. è l’acronimo di Treno ad Alta Velocità, che indica una linea ferroviaria cosiddetta  AV/AC (alta velocità/alta capacità) su cui i treni raggiungono  velocità molto elevate, riducendo drasticamente i tempi di viaggio. E’ un tentativo di rendere il treno competitivo con l’aereo collegando grandi città in tempi brevi, da centro a centro e in modo molto più ecologico, poiché il treno consuma molto meno dell’aereo a parità di passeggeri trasportati.

La UE ha identificato dieci Corridoi multimodali, solo quattro dei quali interessano l’Italia:

Corridoio 1: Berlino – Palermo (in cui è compreso il ponte sullo stretto di Messina)

Corridoio 5: Lisbona – Kiev (Ucraina)

Corridoio 7: Bari – Varna (Bulgaria)

Corridoio dei Due Mari: Rotterdam – Genova.

Quello di cui si parla a proposito di TAV / NO TAV è il corridoio 5 che nel tratto Torino – Lione attraversa la Val di Susa.

Torino 10 novembre 2018 – Andiamo oltre …

Quanto segue lo avevo pubblicato il 1° luglio 2011 sul mio ‘’vecchio’’ blog … quello che mi hanno ‘’rubato’’ tanto per intenderci. Per fortuna lo avevo messo anche come nota su fb e quindi l’ho recuperato. 

Lo ripubblico un pò perché sono davvero tanto felice per la bellissima manifestazione di oggi in Piazza Castello a Torino, dove tutti quelli che vogliono ‘’andare avanti’’ si sono finalmente manifestati fisicamente e un pò anche per dare una risposta a chi si sente in qualche modo vicino ai No Tav, anche se vorrei ricordare loro che il mondo va avanti e che non si torna indietro nemmeno per prendere la rincorsa.

‘Sto tunnel serve anche per unirla ‘sta Europa … è infantile continuare a dire NO a tutto! Infantile ed inutile.

Prima di tutto guardate questa fotografia: 

Credo questa fotografia possa essere considerata l’emblema di quello che il Movimento No Tav ,  forse anche a sua insaputa, ha scatenato dentro molti di noi.

Turi rappresenta la ”natura” … il voler tornare ”indietro”… perché il futuro che ci si prospetta ci fa paura, in quanto non sappiamo come gestirlo.

Turi è l’ eroe ”umano” che si contrappone ad una globalizzazione che ci rende ”inumani”!

Rappresenta quella sorta di ”pellerossa” che sopravvive, nascosto dentro ognuno di noi … nel nostro DNA …

E’ questa disperata necessità di ”pulizia”, di trasparenza,  che identifichiamo ormai, giusto o sbagliato che sia,  nel ”tornare indietro”.

Non siamo in grado di vedere un futuro in un mondo che va sempre ”avanti” , che si ”consuma”,  che finirà con l’ implodere su se stesso.

Siamo delle ”ben misere creature”! I giovani , però, hanno capito che andando avanti a produrre… consumare… bruciare…  distruggere … senza guardare alle conseguenza su GEA , l’unico pianeta di cui disponiamo … non è, forse,  la via giusta.

I giovani sono come delle anguille che si ”dibattono” per trovare la via di salvezza … il mondo è loro … troveranno una soluzione, la stanno ”disperatamente” cercando .

Alla prossima

Elena

Ora mi permetto di aggiungere che questa soluzione non la si può cercare salendo sul carro del vincitore, la si cerca preparandosi e studiando seriamente. Non la si cerca improvvisandosi ”Ministro”. Magari un Ministro ”diretto” da una agenzia di strategie digitali … le idee e la voglia di cambiare devono scaturire da un impegno costante e serio. Insomma caro Di Maio tu non ti puoi permettere di insegnare a Draghi strategie economiche … non sei credibile! 

Segue nota del 2011-  ”Turi”… Salvatore Vaccaro, l’uomo-simbolo delle proteste pacifiste. Siciliano d’origine, ex operaio Fiat, Turi Vaccaro è stato fermato stamattina dalla polizia a Chiomonte mentre tentava di opporsi al bulldozer impiegato per abbattere le barricate erette dai No Tav  E’ stato operaio alla Fiat, accompagnatore di monaci buddisti, protagonista di azioni clamorose come quella che l’ha portato in un carcere olandese per aver provocato danni per migliaia di euro a un aereo militare in una base Nato (con un martello acquistato a Assisi, però). Turi Vaccaro ha 52 anni e i pacifisti, o quelli che amano farsi chiamare così, italiani e europei lo conoscono bene: barba lunga, sguardo ispirato, sandali (o meglio ancora piedi scalzi, ogni volta che si può), canzoni e poesie, e l’abitudine di dormire all’aperto anche d’inverno. Ora Turi, origini siciliane e Torino come città d’adozione, scrive una nuova pagina della sua biografia, e fa lo sciopero della fame insieme ai no Tav che presidiano Chiomonte. E’ allenato, è tosto e di sicuro non mollerà. Ed è l’uomo-simbolo, uno dei tanti, di un movimento che ha saputo comunicare molto al di sopra delle sue possibilità. C’è da scommettere che sarà proprio lui il volto più gettonato dalle telecamere nella nuova fase della storia.

IL FILMATO: COME TIENANMEN

“Sono pronto – ha detto ieri – ad andare avanti fino a fine mese. E spero di non essere il solo: il digiuno, massimo strumento della nonviolenza, è aperto a tutti e ognuno può digiunare come meglio crede in coscienza. E’ la miglior risposta a coloro che dicono che il nostro movimento è in mano a fasce violente. Io farò anche il digiuno della parola eccetto che in assemblea”. La sua storia, lui la racconta così: immigrato a Torino con mamma Michelina e papà Vincenzo, si iscrive a Filosofia, coltiva “la sua vena poetica” e intanto entra alla Fiat come operaio motorista. Ma presto si accorge “che il suo lavoro doveva servire ad assemblare componenti di un sistema di trasporto militare” e “preferisce il licenziamento alla complicità nella predisposizione di strumenti di morte.

Nel 1981, va Comiso incontrando l’amicizia dei tanti pacifisti arrivati nella cittadina siciliana per opporsi alla costruzione della base dei missili nucleari”. Aiuta il monaco buddista Morishita a edificare la “Pagoda della Pace”, un edificio di culto di tutto rispetto che ancora svetta su una collina, poi si dedica al “cruisewatching” in Sicilia, cioè alla scoperta alla denuncia dei convogli di missili americani, e inizia, con una condanna a 4 mesi, le sue esperienze carcerarie. Nel 1986, inizia un giro d’Europa per studiare e apprendere le tattiche dei diversi movimenti pacifisti e incontra Emmie Ekper, olandese, che diventerà la sua compagna e la madre di sua figlia. E decide che David Henry Thoreau e san Francesco d’Assisi saranno i suoi modelli. Il 27 ottobre del 2005 riesce a eludere la sorveglianza in una base militare olandese e prima che lo fermino distrugge a martellate due F16. Processato, passa sei mesi in carcere, ma fa in tempo a tornarci nel 2009, questa volta in Italia, per essere entrato illegalmente nella base del Dal Molin, in provincia di Vicenza. Ora ci riprova a Chiomonte, con lo strumento caro a Gandhi e, in tempi più recenti, a Marco Pannella. E corre il serio rischio di diventare più famoso di Alberto Perino.

Fonte: https://www.facebook.com/notes/elena-saita/turi-/10150240024859133/

Ponte Morandi di Genova …

… Situazione al 25 settembre 2018.

Sono passati 40 giorni dal crollo del ponte e il Decreto Legge per la sua ricostruzione non c’è ancora. 

Ponte Morandi ”prima”

 

… ”dopo”

Non hanno ancora deciso:

  1. – chi  ricostruirà il ponte, 
  2. – chi sarà il Commissario Delegato alla ricostruzione,
  3. – quali saranno i suoi poteri. 

Per meglio dire, l’avevano presa si la decisione sull’azienda che avrebbe dovuto ricostruire il ponte e cioè una start-up di Fincantieri. Decisione presa da Toninelli su, pare, pressioni di Di Maio, peccato che la start-up in oggetto NON possieda la qualifica per poter ricostruire un ponte, quindi … ciccia!

Chi in ‘’teoria’’ dovrebbe ricostruire il ponte è l’Aspi (Autostrade per l’Italia) essendone ancora la concessionaria, ma il Governo non vuole sia lei a ricostruire. E’ addirittura in atto l’iter per toglierle la concessione in oggetto.  Quindi la situazione è questa: il Governo vuole i soldi da Aspi ma non vuole che sia lei a ricostruire. Sarà dura …

A ‘sto paciocco si deve aggiungere il fatto che il Governo vuole costruire SENZA ‘’gara di appalto’’  ma il codice degli appalti nel nostro Paese obbliga invece a farla ‘sta gara. Questo ovviamente innescherà un contenzioso che andrà avanti per una ‘’vita’’. Possono permetterselo gli sfollati di Genova e la città stessa? Mah … direi proprio di no.

Certo che … se invece di aspettare che vecchi ponti o viadotti cadano, oltre al monitoraggio costante obbligatorio, ma che comunque spesso si rivela insufficiente, li si ricostruisse in zone attigue,  più sicuri, antisismici e più belli,   usando magari, dove possibile, quelli esistenti per il traffico ‘’leggero’’ e quelli nuovi per quello ‘’pesante’’,  forse sarebbe meglio  no? Ma poi … pensate a quanto lavoro verrebbe fuori facendo continuamente qualche cosa di nuovo, di intelligente, di utile e di bello!  Dovremmo smettere di fare sempre di tutte le erbe un fascio e cercare di capire che non è sempre tutto sullo stesso piano. 

Un conto è costruire cattedrali nel deserto o alberghi sulle spiagge … un conto è invece garantire la sicurezza delle vie di comunicazione rispettando l’estetica del paesaggio … invece di dire di NO, per esempio,  anche alla Gronda!

Non siamo capaci di capire che ‘’cementificazione’’ non ha lo stesso valore ovunque. 

Noi non siamo capaci di fare due più due … se per boicottare le Multinazionali Farmaceutiche l’idea migliore che abbiamo avuto è quella di NON vaccinarci … bè … la dice lunga sulla nostra capacità di ragionamento.

Noi vogliamo la ‘’decrescita felice’’ … Non esiste la decrescita ‘’felice’’ la decrescita può solo essere ‘’infelice’’! 

🙁 

Alla prossima

Elena 

Il caos attuale in Libia! Proviamo a fare il …

punto della situazione …

In Libia non c’è sicurezza! E la sensazione di ”sicurezza” è quella che fa marciare il mondo intero! Se ci si sente ”sicuri e tutelati” tutto funziona!  Si ha voglia di fare, di organizzare, di pianificare e si guarda al futuro con ottimismo. Se invece ci si sente ”insicuri” ci si chiude nei propri giardini e si attendono gli ”eventi”, che di solito in queste condizioni sono ”violenti” ed esagerati! Ma vediamo un pò che cosa sta succedendo adesso in Libia …

iu

Dalla scomparsa di Gheddafi, nel 2011, centinaia di ‘’milizie’’ sparse chiedono il potere. In questa situazione ‘’stabilizzare’’ il Paese non è certo un’impresa facile. La Libia avrebbe bisogno di un esercito ben addestrato serio e capace di ostacolare ‘ste milizia che, ad ogni piè sospinto cercano di andare, a loro volta, al potere. 

Come fare ad andare ad elezioni ‘’libere’’’ come spinge Macron in una situazione simile? Fayez Serraj, il premier del Governo di accordo nazionale, uscito dagli accordi di Shikrat  nel dicembre del 2015,  e sostenuto dalla Comunità internazionale, è ora alle prese contro una nuova rivolta a Tripoli. Non è certo la prima ma si direbbe la più grave, visto che sono già morte 200 persone. 

Le varie milizie non danno certo retta a Serraj ma bensì ai capi tribù a cui appartengono. Non dimentichiamo poi che in Cirenaica il business delle armi e della tratta di schiavi sono gestiti assieme da gang criminali e da milizie.

Senza un esercito nazionale ben armato, che risponda solo al Governo, che sia compatto e capace di bloccare costoro,  chiunque abbia a disposizione una milizia può reclamare potere. E, nel caso al ‘’potere’’ non ci arrivi,  farà di tutto, compreso ricorrere alle armi per far andare a ramengo il processo di stabilizzazione di ‘sto disgraziato paese. Cosa che sta accadendo in questi giorni a Tripoli, grazie a quella che chiamano: Settima Milizia!

Il caos creato da ‘sta Settima Milizia è il più grave dall’estate del 2014. Serraj  è andato al potere nel 2015,  quando una coalizione di milizie islamiche  chiamata ”alba Libica”  conquistò Tripoli insediandoci  un Governo ombra di tendenze islamiste, spaccando  di fatto il Paese in due. 

Se finora Serraj è riuscito più o meno a domare le rivolte (le armi molto probabilmente gliele forniamo un pò tutti per tenere a bada ‘ste milizia)  è innegabile che la sua autorità non è che sia poi chissà che. Tra l’altro Serraj non è che dispone poi di un esercito compatto ma bensì di gruppuscoli di milizie che fanno alleanze oggi e le disfano domani. Quindi sono ”affidabili” una cippa!  E che comunque rispondono agli interessi dei loro capi tribù più che a quelli del Governo. Non è un caso che in diverse città della Cirenaica i redditizi business del contrabbando di armi e della tratta di esseri umani siano gestiti congiuntamente da gang criminali e da milizie.

A lanciare l’ultima offensiva contro Serraj è stata la ‘’Settima Brigata’’, una milizia di stanza nelle città di Tarhuna, a sud della capitale. La ragione ufficiale della sua rivolta contro le formazioni fedeli a Serraj sarebbe quella di porre fine al potere delle “milizie corrotte”  (slogan per far digerire interessi propri al popollo che tanto non capisce una cippa) e riportare l’ordine nella capitale”. Ovviamente ogni milizia vuole portare il ‘’suo’’ di ordine. 

Per cercare di evitare uno scontro ancora più aperto  Serraj si è appellato alla potente milizia di Misurata, il cui appoggio al Governo di accordo nazionale non è che sia poi così solido.

La milizia di Misurata infatti respinge le interferenze straniere contro la sovranità della Libia e non aveva partecipato all’incontro tanto voluto da Macron per portare la ‘’pace’’ in Libia.

Macron era riuscito si a far sedere allo stesso tavolo: Serraj, il generale Kalifa Haftar, suo rivale e signore incontrastato della Cirenaica, il presidente del Consiglio di Stato, Khaled al-Mishri, esponente di punta dei Fratelli musulmani, anche lui nemico di Haftar, e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguilah Salah Issa. Questo però non significava far sedere allo stesso tavolo ”tutte” le diverse ‘’anime’’ della Libia. L’intesa che si voleva raggiungere era ambiziosa. Si trattava di unificare le istituzioni, tra cui la Banca Centrale, indire elezioni già in dicembre, formare un esercito nazionale. Ma il fatto che non fosse stata nemmeno firmata dai presenti  la diceva lunga su ‘sto “successo” . Diciamo che si era trattato di una ‘’pia dichiarazione di intenti’’ in attesa di vedere poi come sarebbero finite le cose … e le cose sono quelle di oggi! (200 morti) 

Costoro sono seduti sui più grandi giacimenti di petrolio al mondo … potrebbero innescare il più grande processo di riconversione di affrancamento dalle energie fossili e invece? Invece litigano come cani e gatti …

Macron, dal canto suo,  insiste per elezioni a dicembre!  Ma … in ‘sto casino che cosa potrebbe succedere?  In Libia al momento non c’è un capo riconosciuto … non c’è un esercito … la giustizia non funziona … le Istituzioni sono andata e ‘’pallino’’ … chi assicura ‘’libere’’ elezioni? E ammesso e non concesso che ci sia un ‘’vincitore’’ … la prossima ‘’milizia’’ di un altra tribù o clan lo farebbe ‘’saltare’’ nel giro di pochissimo tempo!

Ovviamente l’Italia in Libia ha moltissimi interessi, vedi ENI, e molto probabilmente l’ENI stessa paga, sottobanco, qualche milizia per tenere la situazione sotto controllo e non farsi rubare tutto.  Ora la domanda è: ”Ma … il Governo attuale, quello ”giallo verde” tanto per intenderci,  ha sevizi segreti e militari sufficienti per controllare la situazione? Oppure la parte del ”leone” la lasciamo fare ai francesi? Secondo me il duo Salvini/Di Maio non sa nemmeno da che parte girarsi. L’unico che ha esternato qualche cosa è il Ministro degli Interni Salvini – anche perché Conte è come non averlo noialtri – e come ministro degli Interni, roba che non c’entra nulla con la situazione estera, ha detto che non manderà l’esercito, che tanto non serve a niente.  Mah … Noi non è che siamo poi tanto meglio dei libici in quanto ad ”anarchia” istituzionale …

Eppure … bisogna assolutamente aiutare ‘sta gente a mettersi a posto. Viceversa gli abitanti cercheranno un futuro ‘’altrove’’ … indovinate dove?

Alla prossima

Elena 

 

 

Reddito di Cittadinanza, Tax Flat, Riforma Pensioni … e mò?

… che fine hanno fatto? Ma soprattutto: ‘’Che fine faranno’’? 

Per garantire simili promesse l’economia dovrebbe crescere come quella cinese, perché l’economia per crescere ha bisogno di ‘’fiducia’’, serietà e stabilità. 

Ma … chi investe in una nuova attività quando non si sa nemmeno dove si sta andando a finire? Quindi  … i potenziali imprenditori, ammesso e non concesso che vogliano rischiare di investire in Italia mettono i ’remi in barca’’ e aspettano tempi migliori.

Il guaio è che a furia di aspettare ‘’tempi migliori’’ tutto si stia fermando… e,  a parte gli indiani che sono abituati a trattare in situazioni anche peggiori, nessun altro viene ad investire da noi. 

A meno che non ci si riferisca a quell’ imprenditoria ”locale” … che troppo spesso  è solo un tentacolo della malavita organizzata di cui abbiamo un’ infinità di esempi, ma lì si sa è un qualche cosa di ‘’mordi e fuggi’’ che tradotto significa: prendi i soldi e scappa. Questa imprenditoria non serve a nessuno tranne che a se stessa ed ai propri accoliti. E’ una selezione imprenditoriale che ”affossa” un paese invece di farlo crescere.  

Il ”meglio” sul mercato? Cribbio come siamo ”mal messi”! 🙁

Ma torniamo a noialtri … che siamo un Paese dove quando una multinazionale straniera fa un accordo con un Governo, il Governo successivo fa saltare il banco … fosse anche solo per dimostrare che ”quelli di prima” hanno sbagliato! Poi,  dopo aver fatto un pò di ‘’ammuina’’,  tutto tornerà come prima. Ma intanto il consenso tra gli elettori distratti aumenta, ed è proprio su quello che conta il Governo attuale, al consenso continuo. Stiamo parlando di Ilva naturalmente. 

Ma torniamo a noi e vediamo un pò di capire come siamo piazzati  tra, le ‘’promesse’’ fatteci dai geni al Governo e la ‘’cruda realtà’’!

Dunque … per evitare l’aumento dell’IVA ci servirebbero 12,4 miliardi, per finanziare le spese obbligatorie e far marciare l’am ba ra dam dello Stato ce ne servono 3,5, per evitare che gli interessi sul debito – 4 miliardi e la minore crescita – circa 2,5 –  gonfino ulteriormente il deficit servono quindi minimo 22,4 miliardi. 

A meno di non caricare tutto il conto sull’indebitamento netto portandolo al 2% invece che lasciandolo all 0,8% previsto.   

Ma pare che questa soluzione non sia quella pensata da Tria, che in Parlamento ha detto di aver già preso accordi con Bruxelles per cercare una strada non troppo pesante per un’economia che purtroppo è in frenata. Insomma l’obiettivo dichiarato di Tria è quello di non peggiorare l’indebitamento fissato per quest’anno in circa 11 miliardi. 

Ma in questa situazione non proprio ‘’florida’’ il Governo si trova alle prese con le promesse fatte di:  Tax Flat,  reddito di cittadinanza, riforma pensioni. Senza contare la ripresa promessa della spesa sanitaria, che,  secondo il contratto di governo dovrebbe ricominciare a salire.

Ma non basta … perchè servono anche i soldi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, visto che quelli appena firmati scadono già il 31 dicembre. Quindi?  Quindi avremmo bisogno di ulteriore danaro per gli statali, dove li prendiamo ‘sti soldi? La ministra della Pubblica Amministrazione, l’avvocato Giulia Bongiorno,  ha promesso ai sindacati di spingere  in questa direzione! D’altronde … promettere costa poco e si fa bella figura ma … con i soldi di chi esattamente le faranno ‘ste cose?  Qui tra un pò non ci saranno nemmeno più i soldi per pagare le ferie come previsto da contratto! 

Morale della favola? Primo:  ‘’promettere NON costa una CIPPA’’! 

Secondo: ‘’Il popolo è un pò troppo ‘’pollo’’ e continua a credere alle favole! 

Ecco perché ho coniato il termine ‘’popollo’’ al posto di ‘’popolo’’ … ci sta proprio bene! 

Alla prossima

Elena

  

Fonte: dati presi dal Sole24ore

L’ ILVA e la ”gestione ricatto” …

… l’unica che sappiamo fare purtroppo. Il caso ILVA è ovviamente uno dei tanti casi ‘’difficili’’ del nostro paese.

Da una parte si lotta con quelli che non vogliono l’inquinamento che provoca e che vorrebbero smantellare tutto e vivere di ‘’turismo’’, come quel ‘’genio’’ di Grillo per esempio.

Peccato che per fare una cosa simile, specie con le tempistiche italiche avremmo bisogno di almeno 30 anni, minimo, e nel frattempo i 14,000 che lavorano grazie  all’ILVA dove mangerebbero? Mah … gli diamo il reddito di cittadinanza?

Ma la domanda giusta sarebbe: ‘’Perchè non hanno risolto il problema inquinamento ‘prima’ di venderla a degli stranieri”? 

Adesso facciamo i ‘’difficili’’ … tutti si interessano a questa questione … ma il fatto di perdere la più grande acciaieria d’Europa non ci disturbava ‘’prima’’?  

Possibile che noialtri, che ci fregiavamo del possedere la più grande acciaieria europea, non siamo stati in grado di mettere in sicurezza le polveri derivanti dalla lavorazione, che sono le maggiori cause per la salute di chi abita in zona?  Ma … non sarebbero bastati dei capannoni chiusi? Certo che sarebbero bastati! E allora? Perchè non li abbiamo fatti? Erano ‘’brutti’’? Deturpavano l’ambiente? 

Dei capannoni che trattengono le polveri quando c’è vento sarebbero stati sufficienti. Ma manco quello …

Adesso che il gruppo indiano Arcelor ha acquistato l’Ilva,  che noi non eravamo in grado di gestire in maniera ‘’civile’’ , ma che inquinavamo e morivamo tutti di cancro … mò  vogliamo che Arcelor, che perde 30 milioni di euro al mese, perchè l’Ilva non lavora a massimo regime per via del commissariamento ambientale … mò gli chiediamo ulteriori ‘’sforzi’’ per il risanamento dell’ambiente e maggiori ‘’tutele’’ per i nostri lavoratori. Che faccia di ‘’tolla’’! 

Giusto gli ‘’indiani’’ ci danno retta … secondo me gli facciamo ‘’pena’’ …  pensate ad un gruppo del Nord dove ci manderebbe … così per dire. 

Dunque … ricapitolando, non siamo stati capaci di gestire una cippa … abbiamo perso il ‘’treno’’ anche dell’acciaio … non abbiamo praticamente più niente di ‘’grande industria’’, eravamo nella situazione del: ‘’O lavoriamo e moriamo di cancro  … oppure non moriamo di cancro ma di fame’’. Adesso che gli indiani hanno acquistato, vincendo una gara,  noi pretendiamo che: ‘’Non licenzino nessuno … anzi che assumano e che bonifichino, altrimenti gli facciamo ‘’saltare l’accordo di acquisto’’. 

Se voi foste i proprietari di Arcelor cosa fareste?  La nostra lungimiranza in politica industriale ed economica si direbbe più simile al ‘’ricatto’’  che alla ‘’gestione moderna’’. 

Vabbè che gli acquirenti sono ‘’indiani’’ … quindi un accordo, ‘’magari finto’’ lo si troverà per far contenti capra e cavolo almeno sulla ‘’carta’’, poi … si ‘’vedrà’’. 

A cosa serve a noialtri la ‘’sovranità nazionale’’? A cosa? Ad andare a Pontida vestiti come Robin Hood e con le corna in testa?  Oppure ad andare nelle piazze a fare i ‘’vaffaday’’ bevendo pintoni di vino rosso? 

Mah … 

Alla prossima

Elena 

 

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Immigrazione e pensioni …

Buon giorno Mondo … pensierino del mattino … 

In Italia i lavori rimasti, per milioni di motivi e non ultimo quello della ‘’selezione dell’imprenditoria’’ fatta dalla malavita organizzata, sono quelli con pochissimo know how. Gli unici lavori che per ora non mancano sono quelli della colf, della badante, del giardiniere, del ‘’lavavetri’’ per negozi ed appartamenti. 

La consegna delle pizze a domicilio non dovrebbe nemmeno essere considerata un ‘’lavoro’’ da stabilizzare ma solo un momentaneo ripiego da parte degli studenti universitari per migliorare la propria situazione economica. Come i ragazzi inglesi che lavorano come baristi nei Pub durante il periodo universitario. 

Puntare sulla ‘’regolamentazione’’ di simili attività è pari a ‘’buttare la spugna’’ in termini di creazione di lavoro. 

Comunque tornando ai nostri figli e lasciando perdere chi consegna pasti caldi a gente pigra che non ha nemmeno voglia di cucinare, non ambiscono certo a mestieri di ‘’cura’’ e puntano piuttosto ad un lavoro d’ufficio, che oggi, altro non è se non un triste ”call centre”.  

I giovani che hanno una ‘’buona laurea’’ vanno invece all’estero a cercar lavoro, semplicemente perché lì lo trovano. Da noi ragazzi con una buona scolarizzazione rischiano di essere sfruttati e sottopagati, per il semplice motivo che le nostre  aziende arrancano, sono più piccole e quindi possono ‘’offrire’’ molto di meno in termini di salario e carriera, rispetto ad aziende straniere. Oggi chi ha una laurea,  un master e un dottorato di ricerca in economia non rimane certo in Italia. Un paese dove persino le banche arrancano e dove la ‘’meritocrazia’’, ammesso che venga riconosciuta, è sicuramente ‘’mal pagata’’!

Quindi cosa serve per fare andare avanti la ‘’baracca’’? Serve qualcuno che paghi i contributi e che questo denaro possa essere utilizzato anche per le pensioni. 

La vita si è allungata e se va bene per chi diventa anziano felicemente non va bene per le casse dell’Inps, visto che di bambini,  per ovvi motivi,  non se ne fanno più. Quindi Boeri ha ragione quando dice che l’immigrazione serve. Queste persone fanno il lavoro che a noialtri non piace fare e, se vengono assunti regolarmente,  ‘’aiutano’’ tutti quanti. 

Non dimentichiamo che in Italia le persone con meno di 14 anni sono solo il 14% del totale e che gli stranieri sono solo il 9% (dati 2015) quindi dov’è tutta ‘sta invasione? 

L’invasione è creata a ‘’tavolino’’ da partiti xenofobi che sono lungimiranti quanto una ‘’cavalletta’’. 

I media ormai privi di finanziamenti pubblici che davano loro dignità e autonomia vivono di pubblicità,  per questo motivo hanno bisogno di ‘’audience’’ quindi fanno da gran cassa mediatica a notizie populiste che girano in rete e che sono frutto della propaganda elettorale di gente come Salvini e Di Maio. 

Quindi? Quindi stiamo lentamente scavandoci una fossa con le nostre proprie mani … 

Alla prossima

Elena 

.-.-.-.-

Cose che non ci sono e cose che ci sono:

  1. Non c’è alcuna emergenza numerica di arrivi di migranti 
  2. Non c’è alcun aumento della criminalità 
  3. Non c’è alcuna prova contro le ONG
  4. Ci sono i trattamenti disumani in Libia e i 300 morti degli ultimi giorni
  5. Avere stranieri integrati non solo è civilmente sacrosanto ma economicamente conveniente.

Finalmente l’Europa parla di noi … porta avanti le nostre istanze … 

Ma quando? Ma dove? Ma che film hanno visto ‘sti due?

Il duo Salvini/Di Maio, tramite quel ‘’festival di competente autonomia’’ di nome Conte,  si dice è felicissimo di aver portato a casa un accordo che altro non si potrebbe definire se non ‘’ridicolo’’ .

Il duo della ”meritocrazia”. Uno mantenuto 12 anni a giurisprudenza dai genitori senza laurearsi, l’altro iscritto a Scienze Storiche senza laurearsi. Più che di ”meritocrazia” per i due in oggetto si dovrebbe parlare di ”miracolati”!

Infatti è un accordo che vede l’accoglienza degli immigrati su base ‘’volontaria’’! ‘’VOLONTARIA’’ … ma avran capito cosa significhi il termine ‘’volontario’’ si o no? Secondo me lo hanno capito eccome, il fatto è che quando si rivolgono a noialtri credono di rivolgersi sempre ad una massa di beoti ignoranti , quindi girano la frittata per farci ‘’digerire’’ qualsiasi cosa.  Sono peggio dello ‘’gnomolaccatodibiaccamarroneintesta’’,  quello che quando parlava del ‘’popolo italiano’’ faceva sempre riferimento alla ‘’casalinga di Voghera’’, tanto per chiarire in maniera dispregiativa, l’inutilità/incapacità/ignoranza dell’elettorato. 

La tanto decantata ‘’Vittoria’’ per ora altro non è se non quello dell’accoglienza basata sulla ‘’volontarietà’’ e che i centri di smistamento restino nei Paesi di primo sbarco. Quindi? Di che cosa dovremmo esser contenti? E’ peggio di prima … Mah … 

Ma veramente Lega e M5S pensano che in Europa noialtri ci si possa permettere di andare a ‘’fare la voce grossa’’? Ma poveri illusi … persino la Merkel è educata e diplomatica, e dire che i tedeschi hanno una voce in capitolo che noialtri ce la sogniamo!

Noialtri abbiamo eletto due individui che ci rappresentano benissimo, due ’’bambini capricciosi’’ che pestando i piedi e facendo i cafoni credono di ottenere chissà che cosa dagli altri Stati membri della Comunità.

I due ‘’monelli’’ passano la ‘vita’’ ad aggredire l’Europa … l’ultimo intervento in ordine di tempo è quello del Ministro degli  Interni Salvini, che giovedì, di fronte alla condanna dell’Italia da parte della corte europea dei diritti umani per la confisca di terreni dove, secondo le autorità, si era costruito abusivamente, ha attaccato: ‘’La Corte di Strasburgo condanna l’Italia e difende gli eco-mostri?  Ennesima prova del fatto che certe istituzioni dovrebbero essere chiuse’’. (°)

Il fatto che noialtri non si sia capaci di gestire problemi legati al nostro territorio in maniera autonoma e che si sia costretti a far ricorso alla Corte dei Diritti dell’Uomo la dice lunga sulla nostra efficienza. 

Salvini e Di Maio comunque non fanno altro che ‘’calcare la mano’’ sull’Europa …aggredirla buttando ‘’sassi’’ a destra e a manca e poi nascondere la mano. Tra l’altro questo atteggiamento non si direbbe tanto mirante a risolvere questioni politiche ma sia solo una strategia mediatica per aumentare la propria personale visibilità,  la ‘’supremazia’’ tra i due. E quindi vai con ‘’annunci’’ che se fossero fatti da bambini meriterebbero, come reazione, solo dei ceffoni! 

Ecco che Salvini dice che la Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando ‘’gentiluomini’’ ma spesso e volentieri solo galeotti! Il che ovviamente è risultato in una ‘’mezza crisi diplomatica’’.  

Poi ecco il ”genio” Salvini uscire con un’altra ‘’chicca’’, stavolta sul limite del denaro ’’contante’’ voluta da tutti in Europa, per contrastare sia il ’’nero’’ che la ‘’malavita organizzata’’: ‘’Fosse per me non ci sarebbero limiti di spesa al contante’’!  Ma ‘ste uscite le fa per attirarsi le simpatie di ‘’chi’’ esattamente? Non certo degli altri Paesi europei che sanno benissimo che noi abbiamo dato i ‘’natali’’ ad associazioni come:  ‘’Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita’’! 

Poi fa la ‘’guerra dei censimenti’’ chiedendo il monitoraggio dell’etnia ROM. 

Ecco quindi che Di Maio (sembra di essere a scuola tra liceali)  fa la ‘’controproposta’’. Dato che devono avergli spiegato che la Costituzione italiana non prevede il censimento per ‘’etnie’’, chiede allora il ‘’censimento dei ‘’raccomandati’’ della Pubblica Amministrazione compresi quelli della Rai’’ e poi, sempre Di Maio, ha il coraggio di dire che il governo del cambiamento deve ristabilire un po’ di meritocrazia! Mamma mia da che pulpito! Era un disoccupato senza né arte né parte, mantenuto 12 anni a giurisprudenza dai genitori, senza peraltro dare esami e laurearsi … e mò è nell’ordine:  Ministro del lavoro, Ministro dello Sviluppo Economico nonché Vice Primo Ministro!  Alla faccia della ‘’meritocrazia’’! Lui più che ‘’raccomandato’’ è proprio un ‘’miracolato’’! 

Ma torniamo al Salvini che butta un’altra pietra, quella sulla ‘’sanatoria fiscale’’. E dice: ‘’Bisogna chiudere da subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse». Un’ipotesi che interesserebbe il 94% dei crediti fiscali,  in pratica l’86,4% dei ricorsi incardinati nei vari gradi della giustizia tributaria alla fine del 2017. Ovviamente queste ‘’boutade’’ attirano le simpatie in patria ma non sono certo ben viste in Europa. 

Poi eccolo che ‘’rompe di nuovo le scatole’’ sul tema dei vaccini e,  dall’alto della sua laurea MAI conseguita (come l’amico Di Maio) in Scienze Storiche,  dice che dieci vaccini obbligatori sono inutili, dannosi e pericolosi’’!  

Di Maio non sapendo come farsi notare esce con: ‘’Lo Stato deve intervenire  e fornire gratuitamente una connessione ad Internet di almeno mezz’ora al giorno a chi non può ancora permettersela’’.  E, come se non bastasse, attacca la riforma del copyright che, secondo lui, invece di mettere regole ai guadagni assurdi a scapito di altri nel far-west della rete, rappresenterebbe invece un grave pericolo che arriva direttamente dall’Ue e che potrebbe mettere il bavaglio alla rete. D’altronde da gente che vive del ‘’blog di Grillo’’ e di una Agenzia di Strategie Digitali che cosa ci si può aspettare? Una regolamentazione della ‘’rete’’? Macché! Quindi avanti con il ‘’far-west’’ e i guadagni esentasse dei pionieri. 

Poi ‘’ciliegina sulla torta’’ ecco che paventa di sovvenzionare il cavallo di battaglia del ‘’Reddito di cittadinanza’’ con fondi europei!  

Infatti il 21 giugno il giovane leader del M5S, al termine del Consiglio dei ministri degli Affari sociali a Lussemburgo ha chiesto una accelerazione sul reddito di cittadinanza attraverso l’utilizzo dei fondi Europei per i centri per l’impiego. 

Immaginatevi come possono aver reagito gli altri paesi. Tutti sanno che siamo pieni di debiti ma che in campagna elettorale i due hanno promesso mari e monti e mò i soldi per finanziare le promesse le vogliono dall’Europa? Ecco infatti che dall’Unione Europea arriva la frenata della ‘’Commissaria al welfare’’  che ribadisce che il Fse (Fondo sociale europeo) NON può essere utilizzato per sostituire la spesa nazionale, né per misure ordinarie o per politiche ‘’passive’’.

D’altronde,  né Lega né M5S hanno mai voluto né vogliono l’Europa, quindi che cosa stanno facendo? Stanno facendo la ‘’voce grossa’’, chiedendo tutto quello che passa loro per la testa,  tanto … male che vada ci butteranno fuori, quindi potranno dare la colpa all’Europa dicendo: ‘’Vedete? Noi avremmo voluto un’Europa diversa ma loro non vogliono … ’’. 

Il ‘’nemico’’ da combattere è diventato l’Europa. Costoro non hanno un piano per il futuro … costoro combattono ‘’nemici’’ … come i bambini sono solo in grado di giocare a fare la ‘’guerra’’. 

Intanto … Trump prova a spaccare l’Europa in tutte le maniere, mò inizia a proporre alla Francia accordi ‘’separati’’ …

Alla prossima

Elena 

-.-.-.-.-.-.-

(°) La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che le autorità italiane non avrebbero dovuto procedere con la confisca di numerosi terreni per costruzione abusiva senza una precedente condanna dei responsabili (assenti nei casi esaminati per varie ragioni, tra cui la prescrizione): la sentenza riguarda Punta Perotti (Bari), Golfo Aranci (Olbia), Testa di Cane e Fiumarella di Pellaro (Reggio Calabria).

Naturalmente Salvini ha colto la ‘’palla al balzo’’ ed ha attaccato la Corte Europea dicendo che ‘’difende gli ‘’eco-mostri’’. Ovviamente lo ha fatto per farsi ‘’bello’’ insultando l’Istituzione Europea.  Quello che mi lascia perplessa non è la sentenza in se ma il fatto che il Ministro degli Interni,  non si chieda nemmeno per un attimo come mai noialtri non si sia capaci né di costruire case in maniera decente da soli né di distruggerle in caso di errori,  ma di aver bisogno di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo! Tutti sappiamo che la giustizia non può fare altro che applicare la legge. Cerchiamo di applicarla noi e non rompiamo le palle al resto del mondo per poi lamentarci delle decisioni altrui!  Noi costruiamo dove non dobbiamo, non siamo capaci di gestire il territorio se non con delle ‘’mazzette’’ a destra e a manca, poi passiamo la patata bollente, dopo anni ad anni di contenziosi alla Corte Europea e poi ne critichiamo la sentenza? Ma che pena … 

Tasse e regole alla ”Rete” … finalmente!

Come è strano il mondo … 

tutti ci rendiamo conto che di lavoro ce n’è poco,  tutti ci rendiamo conto che nel ”calderone delle tasse” mancano quindi i soldi di chi il lavoro non lo ha, ma ci rendiamo anche conto che mancano i soldi di aziende come Google, Amazon, Fb, Twitter, YouTube, Apple e via discorrendo. Costoro non pagano le tasse dove fanno reddito ma solo dove scelgono di pagarle! E non ci vuole molto a capire che scelgono di farlo dove è loro più conveniente no? Quindi ricapitolando,  guadagnano in tutto il mondo, ma pagano le tasse solo in un posto, un tantino ingiusto non trovate? 

Costoro guadagnano come Stati interi … ma in proporzione pagano come uno che ha la ”pensione sociale” … vi sembra giusto? 🙁

Eppure … a mettersi di traverso per farli finalmente pagare sono incredibilmente tanti.

Prima di tutto gli stessi proprietari delle aziende in oggetto, ma anche e soprattutto tutti quelli che, grazie alla ‘’rete’’, hanno fatto la loro fortuna. Vediamo un pò di chiarire che cosa stanno cercando di fare per far tornare in circolo, a beneficio di tutti, denari provenienti da una giusta tassazione.

Oggi sappiamo che chi opera in ‘’rete’’ gode di una libertà illimitata ma che soprattutto non paga tasse dove fa reddito ma solo dove decide di mettere la sede fiscale.  Questa mancanza di regole deriva dal fatto che sono aziende ‘’nuovissime’ che, nel giro di pochissimo tempo, sono diventate delle vere e proprie fontane di denaro, per chi li ha inventate ovviamente, perché di lavoro effettivo non è che ne diano poi tanto in proporzione alle loro dimensioni e a quello che guadagnano. Costoro penalizzano tra l’altro tutte le aziende legate al ‘’vecchio sistema’’. Per esempio oggi tutti compriamo su ‘’Amazon’’,  il che significa che non solo negozi tradizionali, ma anche i grandi magazzini sono  penalizzati da questo nuovo sistema di ‘’acquisti’’. 

Se pensiamo che un tempo il ‘’vecchio negozio’’ dava da mangiare ad una famiglia di magari 5 persone, oggi i supermercati danno da ‘’mangiare’’ a molti meno. Nel negozio ci lavoravano padre, madre, figli … nel supermercato ci lavora invece magari solo un membro di una famiglia, ad Amazon ancora di meno. Al di la di questo fatto, la cosa che infastidisce di più, non è solo la mancanza progressiva di lavoro per noialtri, è che costoro non pagano proprio le tasse che dovrebbero invece pagare.

Oggi si vogliono finalmente dare delle regole. Sia sulla diffusione di contenuti online sia delle tasse alle vendite dei giganti dell’e-commerce.  Dopo anni di’ ’bengodi’’  e dei ‘’pionieri del tech’’, i regolatori internazionali stanno fissando qualche paletto in più nel far west dell’industria tecnologica globale. Non si parla solo della maxi-sanzioni comminate dalla Commissione europea a Google (2,4 miliardi di euro) o del suo pressing a Mark Zuckeberg e Facebook, ma di norme rette su un doppio presupposto: uniformare le leggi delle imprese della new economy a quelle delle aziende “normali” o creare parametri inediti, calibrati su modelli di business che sfuggono alle vecchie logiche commerciali. Ormai le aziende del mondo digitale sono entrate in una fase di maturità che fa cadere la scusa della ‘’l’eccezionalità’’ rivendicata quando si trattava di respirare sotto al peso schiacciante della old economy. Quindi devono operare ed essere tassate con regole simili a chi concentra il suo business nel mondo offline, sempre che esista ancora questa distinzione …

Lunedì 2 luglio l’Europarlamento, riunito in plenaria a Strasburgo, voterà la direttiva proposta dalla Commissione Europea nel 2016 per la creazione di un ‘’Digital single market’’.  Il mercato unico digitale in Europa. Il testo è appena uscito dal vaglio della Commissione giuridica dell’ Eurocamera con due modifiche di peso sul fronte dei diritti d’autore. A scatenare le polemiche sono soprattutto gli articoli 11 e 13 del testo. L’articolo 11 prevede l’implementazione di quella che è stata ribattezzata subito ‘’link tax’’, la tassa sui link. La regola imporrebbe a colossi aziendali come Google o Facebook di pagare gli editori ogni volta che linkano un articolo sulle proprie piattaforme. Come?

Rendendo obbligatoria la richiesta di una licenza per pubblicare i cosiddetti  ‘’snippet’’: le anticipazioni dell’articolo dove si possono leggere titolo e prime righe, utilizzati per catturare i navigatori prima di rimandare al contenuto originale. Un “ritaglio” che finisce, spesso, per sostituirsi alla fruizione integrale dei contenuti, soprattutto quando i lettori si trovano di fronte alla necessità di pagare. L’articolo 13 tocca da vicino gli utenti, perché richiede a piattaforme di largo utilizzo come YouTube o Instagram di installare dei filtri (upload filter) che che impediscano ai navigatori di caricare materiale protetto da copyright. Fino ad oggi, social network e aziende tech non erano tenute a vigilare sulla violazione dei diritti d’autore sulle proprie piattaforme. Né, a quanto pare, sono intenzionate a farlo .

Secondo il Financial Times, Google avrebbe già scritto alle aziende beneficiarie della Google digital news initiative (un programma che offre finanziamenti alle iniziative editoriali più innovative) di fare pressing sugli europarlamentari perché blocchino le modifiche alla direttiva. La Commissione è sempre riuscita a tenere testa al lobbying del colosso californiano, ma l’Europarlamento potrebbe essere più vulnerabile alle sue ingerenze. Oltretutto l’argomento della ‘’tassa sui link’’,  tocca anche le corde degli attivisti per il diritto alla Rete libera, rappresentati all’ Eurocamera da una schiera abbastanza trasversale di forze politiche. Incluso il Movimento cinque stelle. Il vicepremier Luigi Di Maio si è schierato apertamente contro la direttiva, accusata di ‘’mettere il bavaglio alla Rete’’.  Se il testo dovesse restare come è stato presentato, ha aggiunto il Ministro dell’Economia, nonché ministro dello Sviluppo Economico, nonché Vice Primo Ministro, nonché  precedentemente disoccupato Luigi Di Maio, il governo ‘’sarebbe pronto a non recepirla’’ e a non accogliere le sue linee guida nel diritto italiano! 

L’Europa, che è quella che più di tutti si rende conto della realtà delle cose, non dimentichiamo che i ‘’diritti’’ sono nati in Europa, che il Welfare è nato in Europa, che la sanità pubblica è nata in Europa, che insomma, noialtri siamo i più evoluti del pianeta,  si è intestata alcune delle battaglie più dirompenti contro lo strapotere, o l’assenza di regole, delle aziende tecnologiche. 

L ’Europa ha segnato una  svolta con i 99 articoli del GDPR (General Data Protection Regulation) un regolamento generale sulla protezione dei dati entrato in vigore nel 2016 e divenuto applicativo dallo scorso 25 maggio. Tra i punti caldi del testo ci sono l’obbligo di richiedere il consenso in maniera chiara e comprensibile (articolo 7), la portabilità dei dati (articolo 20), la notifica di violazione di dati entro 72 ore (articolo 33), la designazione di un ‘’responsabile protezione dati’’ che faccia da vigilante sul rispetto delle regole (articolo 37). Le violazioni sono sanzionate con multe che possono arrivare fino a massimi di 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuale (quando è superiore a 20 milioni di euro). Le misure hanno fatto scattare, a tempo di record, i primi ricorsi:  nel giorno stesso di debutto del GDPR un’associazione no-profit  ha sporto quattro reclami accusando di ‘’consenso forzato’’ Google, Facebook e aziende affiliate come Whatsapp e Instagram.

Un secondo pilastro normativo, e fiscale, dovrebbe arrivare con un progetto tanto pubblicizzato quanto indefinito: la cosiddetta web tax, la tassa sul web. Lo sbocco finale della legge (tecnicamente una direttiva: un atto che va recepito dai singoli paesi e impone di raggiungere un target) è di consentire agli Stati membri di tassare i profitti generati sulla propria giurisdizione, a prescindere dalla collocazione fisica dell’azienda. La Commissione europea ha avanzato lo scorso 21 marzo due diverse proposte: una proposta ad interim per tassare al 3% i ricavi delle aziende digitali che fatturano almeno 50 milioni nel perimetro dell’Unione Europea; una proposta di lungo termine, successiva, per tassare gli utili generati in Europa da aziende digitali che raggiungono nel corso di un anno almeno 7 milioni di ricavi l’anno in un dato paese, 100mila ‘’utenti’’’ o 3mila contratti di business. L’argomento ha già provocato diverse spaccature su scala europea, complicando le speranze del commissario Pierre Moscovici di portare a casa l’approvazione di Europarlamento e Consiglio in tempi accettabili.

Se pur con fatica qualche cosa di ‘’muove’’ … e non solo contro i ‘’migranti’’, che paiono essere l’unico problema mondiale, come se  lavoro e tasse fossero invece cose di poca importanza.  I novelli imperatori della ‘’rete’’ fanno sparire miliardi di tasse dal circuito, soldi che finiscono in una sorta di ‘’buco nero’’ inutile alla collettività, mentre sarebbe un bene che questo denaro, grazie a giuste tasse,  tornasse in circolazione a beneficio di tutti quanti. 

Siamo in pochi, oggi come oggi a lavorare … in compenso tra quei pochi c’è gente come Zukerberg, che  guadagna da solo come uno Stato, quindi è giusto che gente come lui paghi le tasse in proporzione.  

Si chiama ‘’ridistribuzione del reddito’’ Signori … e deve essere fatta al più presto se non vogliamo che il mondo sia diviso in:  quattro gatti da una parte che vivono come nababbi ed una marea di individui dall’altra che fatica ad arrivare a fine mese e a cui vengano offerti solo mestieri degradanti, mal pagati e che paiono più una schiavitù piuttosto che un lavoro dignitoso. 

Caro Di Maio, capisco che Lei alla ‘’rete’’ ci sia ‘’affezionato’’ e che grazie alla rete sia stato ‘’miracolato’’ … ma si rassegni è necessario che a questa rete, tanto utile per prendere ‘’pesci’’, vengano messi seri ‘’paletti’’ e soprattutto è necessario far pagare a chi con essa guadagna fior di quattrini altrettante tasse. Altrimenti … dove vuoLe trovarli i denari per il ‘’reddito di cittadinanza’’? Tassando noialtri poveri cristi? Naaaa …

Alla prossima

Elena