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L’ ILVA e la ”gestione ricatto” …

… l’unica che sappiamo fare purtroppo. Il caso ILVA è ovviamente uno dei tanti casi ‘’difficili’’ del nostro paese.

Da una parte si lotta con quelli che non vogliono l’inquinamento che provoca e che vorrebbero smantellare tutto e vivere di ‘’turismo’’, come quel ‘’genio’’ di Grillo per esempio.

Peccato che per fare una cosa simile, specie con le tempistiche italiche avremmo bisogno di almeno 30 anni, minimo, e nel frattempo i 14,000 che lavorano grazie  all’ILVA dove mangerebbero? Mah … gli diamo il reddito di cittadinanza?

Ma la domanda giusta sarebbe: ‘’Perchè non hanno risolto il problema inquinamento ‘prima’ di venderla a degli stranieri”? 

Adesso facciamo i ‘’difficili’’ … tutti si interessano a questa questione … ma il fatto di perdere la più grande acciaieria d’Europa non ci disturbava ‘’prima’’?  

Possibile che noialtri, che ci fregiavamo del possedere la più grande acciaieria europea, non siamo stati in grado di mettere in sicurezza le polveri derivanti dalla lavorazione, che sono le maggiori cause per la salute di chi abita in zona?  Ma … non sarebbero bastati dei capannoni chiusi? Certo che sarebbero bastati! E allora? Perchè non li abbiamo fatti? Erano ‘’brutti’’? Deturpavano l’ambiente? 

Dei capannoni che trattengono le polveri quando c’è vento sarebbero stati sufficienti. Ma manco quello …

Adesso che il gruppo indiano Arcelor ha acquistato l’Ilva,  che noi non eravamo in grado di gestire in maniera ‘’civile’’ , ma che inquinavamo e morivamo tutti di cancro … mò  vogliamo che Arcelor, che perde 30 milioni di euro al mese, perchè l’Ilva non lavora a massimo regime per via del commissariamento ambientale … mò gli chiediamo ulteriori ‘’sforzi’’ per il risanamento dell’ambiente e maggiori ‘’tutele’’ per i nostri lavoratori. Che faccia di ‘’tolla’’! 

Giusto gli ‘’indiani’’ ci danno retta … secondo me gli facciamo ‘’pena’’ …  pensate ad un gruppo del Nord dove ci manderebbe … così per dire. 

Dunque … ricapitolando, non siamo stati capaci di gestire una cippa … abbiamo perso il ‘’treno’’ anche dell’acciaio … non abbiamo praticamente più niente di ‘’grande industria’’, eravamo nella situazione del: ‘’O lavoriamo e moriamo di cancro  … oppure non moriamo di cancro ma di fame’’. Adesso che gli indiani hanno acquistato, vincendo una gara,  noi pretendiamo che: ‘’Non licenzino nessuno … anzi che assumano e che bonifichino, altrimenti gli facciamo ‘’saltare l’accordo di acquisto’’. 

Se voi foste i proprietari di Arcelor cosa fareste?  La nostra lungimiranza in politica industriale ed economica si direbbe più simile al ‘’ricatto’’  che alla ‘’gestione moderna’’. 

Vabbè che gli acquirenti sono ‘’indiani’’ … quindi un accordo, ‘’magari finto’’ lo si troverà per far contenti capra e cavolo almeno sulla ‘’carta’’, poi … si ‘’vedrà’’. 

A cosa serve a noialtri la ‘’sovranità nazionale’’? A cosa? Ad andare a Pontida vestiti come Robin Hood e con le corna in testa?  Oppure ad andare nelle piazze a fare i ‘’vaffaday’’ bevendo pintoni di vino rosso? 

Mah … 

Alla prossima

Elena 

 

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Riforme Costituzionali e … ”Facite ammuina” !

”Facite ammuina” e … le ”riforme costituzionali” …

”Facite Ammuina” in dialetto napoletano significa letteralmente: ”fate confusione” !

A proposito di questa frase, molti sostengono si tratti di un ”falso storico”. Un falso spacciato erroneamente per un comando contenuto nel Regolamento da impiegare a bordo dei ”Legni e dei Bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie”.

Secondo alcuni storici invece questa frase trae origine da un fatto realmente accaduto dopo la nascita della Regia Marina Italiana.

433px-Facite_ammuinadocumento ”pescato” in rete … sarà vero? Mah …  

Un ufficiale napoletano, un certo Federico Cafiero, passato ai piemontesi già durante l’invasione del Regno delle Due Sicilie, (°) fu sorpreso, durante un’ispezione, a dormire pacificamente a bordo insieme al suo equipaggio. Per questo motivo fu messo agli arresti da un ammiraglio piemontese per indisciplina!

Scontata la pena l’ufficiale fu rimesso al comando della sua nave dove pensò bene, per evitare altre noie con i ”pignoli” ammiragli piemontesi, di istruire il proprio equipaggio a “fare ammuina”!

Fare ammuina, consisteva nel produrre il maggior rumore e confusione possibile, ogni volta che si fosse presentato un ufficiale superiore. Questo rumore serviva, prima cosa, ad essere avvertito nel caso stesse dormendo e contemporaneamente a dimostrare l’operosità dell’equipaggio.
Gli ordini erano di questo tipo: tutti quelli in cambusa salgano sul ponte … tutti quelli sul ponte scendano in cambusa … tutti quelli a poppa vadano a prua, e tutti quelli a prua vadano a poppa, il tutto gridando ordini e vociferando! Fatto questo, si ricominciava daccapo! Tutto ‘sto tramestio dava l’impressione che ci fosse a bordo un’enorme attività, anche se ovviamente in realtà non stessero facendo proprio nulla, se non perdere tempo.

Questo ordine di ”facite ammuina” mi richiama alla mente un po’ le ”riforme” che il nostro Paese ha messo in cantiere.
Sempre di più mi paiono soltanto ”tanta confusione” … tanto ”fumo negli occhi” … per far vedere al resto dell’Europa che ”stiamo finalmente facendo qualche cosa” … mentre in realtà ”che” cosa effettivamente si stia facendo e quali saranno i risultati lo sanno in pochi.

Non si possono fare delle riforme costituzionali alla ”carlona” tanto per far vedere che ”si sta facendo qualche cosa” … non possiamo ”fare ammuina” in questo caso … non possiamo!

Alla prossima

Elena

 

 

(°) Il Regno delle Due Sicilie, sotto i Borboni, fu uno Stato sovrano dell’ Europa meridionale esistito tra dicembre 1816 e il febbraio 1861 nascita dell’Unità d’Italia.