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L’uomo … le migrazioni … il clima …

L’uomo emigra da sempre e lo per un sacco di motivi: Fame, guerre, carestie, lavoro, etc …

Il fatto è che quando era un ‘’cacciatore raccoglitore’’ il problema non esisteva, visto che il pianeta era enorme e gli uomini erano ‘’quattro gatti’’. 

Oggi però le cose sono diverse.

Se oggi la migrazione è di tipo prettamente economico e/o a causa di guerre, tra un pò di anni, magari anche solo nel 2050, sarà dovuto quasi esclusivamente ai drastici cambiamenti climatici.

Se le acque continueranno ad alzarsi, causa l’aumento delle  temperature ed il conseguente scioglimento dei ghiacci, il film ’’Waterworld’’ non sarà più ‘’fantascienza’’ ma la dura realtà.

Paesi come il Vietnam del Sud finirebbero sott’acqua, assieme a 20milioni di persone. Shangai, la capitale economica della Cina farebbe la stessa fine. In India Mumbai verrebbe inondata e in Tailandia il 10% della terra abitabile sparirebbe sott’acqua. 

Disegno realizzato dal grafico digitale Jay Simons – dove si ipotizza l’Italia del futuro.

La Gran Bretagna finirebbe sommersa, nella zona Sud, dove c’è Londra, mentre la Pianura Padana sparirebbe, Venezia per prima. 

 

Stiamo parlando di più di 50 milioni di persone – i nostri nipoti tanto per intenderci –  che, entro il 2050, non sapranno dove andare.

Se le cose non cambieranno drasticamente e alla veloce, questo numero salirà a 190 milioni entro fine secolo.

Ecco … dove finirà tutta ‘sta gente? Fatevi una domanda e datevi una risposta. Da non sottovalutare come risposta quella di guerre fratricide per poter sopravvivere su terreni sempre più risicati. 

Questi non sono certo dati miei ma di  Scott Kulp, autore del ‘’paper Climate Central’’ .

Ora, mi rivolgo a tutti quelli che criticano e sfottono Greta Thunberg, chiedendo loro per favore di realizzare che le scelte che dobbiamo fare tutti quanti, oggi,  sono quelle di evitare a tutti i costi di contribuire all’innalzamento della temperatura. 

E, per prima cosa, affrancandoci il prima possibile dai combustibili fossili in tutti i modi possibili, senza stare a fare piagnistei sul dove smaltiremo poi i pannelli solari e le eventuali batterie. 

Una cosa per volta signori, prima togliamoci le castagne dal fuoco! 

Alla prossima

Elena 

Ieri …panico totale.

Ieri, torno dalla lezione del mattino e, quando arrivo a casa, scopro che il cane non c’è più. E’ scomparso.

Antonio non sa dove sia e non ricorda quand’è l’ultima volta che lo ha visto.
Iniziamo a cercarlo in tutta casa, poi in giardino, poi nei garage. Niente … di Luke non c’è traccia.
Presi da un panico sempre più crescente, saltiamo ognuno nelle rispettive auto ed iniziamo a percorrere le strade che normalmente facciamo con lui.
Vado su tutte le spiagge che conosco e domando a tutti. Antonio da parte sua cerca in Paese.
Dopo un’ora e più di ricerche, torno a casa e vedo l’auto di mio marito, speranzosa lo guardo ma lui scuote la testa.
Non avevo più lacrime da versare. Luke non ha nemmeno sei mesi, è l’ultimo cane che avremo nella nostra vita e lo sappiamo entrambi.
Ma poi … Luke pur se non potrà mai sostituire nel nostro cuore Black, è un amore, è pieno di vita, è buono, è intelligente, gioca con tutti… insomma eravamo proprio depressi.

In classe con tutti noi … 🙂

Mi maledivo per non aver messo l’indirizzo di casa al suo collarino e nel contempo, mi consolavo del fatto che Luke abbia sia il tatuaggio nell’interno dell’orecchio, sia il microchip.
Antonio intanto era andato verso la piscina che è chiusa in questa stagione, la apre e controlla che non ci siano ‘’cadaveri’’ … mi metto a piangere ancora di più.
Poi ad un certo punto apre la porta della cucina d’estate, inutilizzata dall’anno scorso, ed ecco che Luke salta fuori come un grillo felice e contento!
Non so chi di noi tre sia il più ‘’pirla’’ ma non importa, Luke era chiuso lì dentro e adesso è con noi sano e salvo.
Tutto è bene quel che finisce bene!

Alla prossima

Elena

Pensierino del mattino: La destra che avanza e la sinistra che stenta, come mai?

Mi domando per quale motivo la ‘’destra’’ stia facendo la ‘’parte del leone’’ un pò dappertutto.

Secondo il mio misero parere è semplicemente perché abbiamo paura. 

Quando si ha paura ci si affida a ‘’qualcuno’’ che ci appare forte, che prende decisioni per noi, che ci ispira fiducia che ci tranquillizza e rinunciamo, altrettanto tranquillamente,  a libertà, a democrazia,  a giustizia, solo per stare con quelli ‘’forti’’ che promettono di  proteggerci. 

Quelli ‘’forti’’ promettono di  proteggerci eliminando quelli che, nel sentir comune, ci ‘’disturbano’’, siano essi individuati di volta in volta nell’ Europa, nella concorrenza economica o nei poveri migranti disperati.  Deleghiamo i ‘’forti’’ per risolvere in maniera semplicistica, e quindi inutile, i nostri problemi. L’importante è stare dalla parte del ‘’vincente’’ di quello che ha promesso di ‘’proteggerci’’ e di farci star bene. 

La paura che abbiamo è atavica e risiede in un semplice fatto. Nel fatto che, al di là dell’economia che stenta, noi oggi sul pianeta Terra,  siamo quasi 8 miliardi di persone!  Quindi sappiamo benissimo che, se le cose non cambiano drasticamente, e non abbiamo idea di cosa fare per farle cambiare,  non ci sarà più da mangiare per tutti. Altro che mancanza di lavoro. 

Quindi … quindi ecco che torna l’atavico istinto di conservazione, quello che mettiamo saggiamente da parte quando attaccato all’osso c’è abbastanza ciccia per tutti e che, per sfamarsi, è sufficiente aspettare il proprio turno. 

Quando sappiamo che la ciccia scarseggia e che: o mangio io o mangi tu … allora la democrazia va a farsi benedire e tornano gli istinti primordiali. 

Ecco che cos’è la destra che avanza. Potremmo chiamarla una sorta di ‘’involuzione della specie’’ ? 

La democrazia funziona quando le società crescono economicamente ed intellettualmente, quando i cittadini sono in grado di vedere un futuro positivo, viceversa si rinuncia volentieri alla libertà per aggrapparsi al dittatorello di turno. 

Ma attenzione scegliere la ‘’destra’’ non è detto che ‘’risolva’’ il problema di base … anzi, la storia ci insegna che lo peggiora e anche tanto.

Mò parliamo di ‘’sinistra’’, della ‘’nostra’’ sinistra che, se non la smette di fare i ‘’distinguo’’ al suo interno, non riuscirà mai a convincere l’elettore a rivotarla. 

Noi elettori di ‘’sinistra’’ ci siamo anche un pò fiaccati i maroni di continuare ad assistere a beghe tra le varie correnti del PD.

Se Renzi vede nel PD esistente il ‘’male assoluto’’ e che solo ‘’lui’’ è il portatore della ‘’luce’’ … che si fondi il ‘’suo’’ partito, magari con Calenda come braccio destro,  e lasci ad altri la gestione e la linea politica di quello che rimane. Se è così bravo ad attirare consensi ma perché non lo fa con un partito suo? Sono più che sicura che avrebbe un ottimo risultato. 

Ha forse paura di fare la fine di Liberi ed Uguali? O di ‘’Potere al popolo’’? Non credo.  Comunque  un partito Renziano, sarebbe sempre meglio di questo ”tira e molla” che sta facendo disamorare anche l’elettore di sinistra più convinto.

Renzi, al di là dei suoi fedelissimi, non ha conquistato tutta la base, viceversa il PD non sarebbe in queste condizioni. Quindi non dovrebbe pretendere di diventare il ‘’capo di tutti’’ quando, evidentemente, le sue idee NON sono quelle di tutti … o no? Purtroppo un leader deve anche sapere ‘’unire’’ e non è una dote scontata a prescindere. 

Il mio PD era quello di Bersani … quello a cui gli ortotteri hanno sbattuto la porta in faccia, per aprirla poi ad uno come Salvini, il che la dice lunga su costoro. In questo PD non mi riconosco  più, anche se ‘’a pelle’’ so bene che solo una sinistra forte potrebbe portarci fuori dal baratro in cui ci siamo infilati a piedi giunti a furia di dare ascolto alle ‘’sirene’’. 

In ogni caso, beghe interne a parte, la sinistra tutta deve andare UNITA alle europee se non vogliamo trovarci l’Europa piena di euroscettici e di sovranisti! Gente che rallenterebbe ulteriormente e forse anche drammaticamente quello che deve essere un processo ‘’naturale’’ di unificazione dell’Europa. 

Incrociamo le dita e speriamo in bene …

Alla prossima

Elena 

Salvini e la ”macchina della disperazione” …

L’avere annullati i permessi umanitari, fa si che gli immigrati che li possedevano e che magari andavano a scuola e stavano imparando l’italiano per inserirsi nel mondo del lavoro, ora non sappiano più né dove andare né cosa fare.

Il chiudere dall’oggi al domani centri di soggiorno per smistare ‘sti disperati in posti peggiori sparsi sulla penisola dove non hanno più nessun riferimento, non aiuta certo l’integrazione.

Senza un permesso di soggiorno regolare NON possono lavorare né essere assunti, anche a breve termine, da nessuno. Visto che Salvini ha annullato i ‘’permessi umanitari’’ se qualcuno li assume e non sono ‘’regolari’’ paga multe salate e/o va in galera. 

Ora …dal momento che li sbattono fuori dalle strutture in cui vivevano fino ad oggi … non sapendo dove andare a posare le loro ossa, andranno ad aumentare il numero dei disperati che dormono alle stazioni o sotto i ponti.

Ovviamente costoro saranno prede perfette per, se va bene, il caporalato, se va male, della malavita organizzata che li userà come galoppini per la droga.

Ovviamente aumenteranno la paura e l’insicurezza nel cittadino medio che, non si fa domande, in quanto già troppo impegnato a sopravvivere.

Il risultato sarà comunque che Salvini potrà continuare a dire: ‘’Vedete che razza di delinquenti che sono? Non vogliono lavorare’’? E noi ‘’popollo’’ gli daremo ragione. Siamo troppo impegnati a sopravvivere  per occuparci anche dei ”guai” altrui. 

Matteo Salvini … inquietante individuo.

Salvini … che squallido meccanismo perfetto per aumentare la ‘’disperazione’’ che hai messo a punto … complimenti! 

Alla prossima

Elena

 

L’Inghilterra e la Brexit – ovvero un parto podalico …

la grande Inghilterra trova ”duro” uscire a testa alta dall’Europa. Ben gli sta!

I sostenitori della Brexit, dopo aver mollato la ‘’patata bollente’’ della gestione dell’uscita dall’Unione alla May, che manco la voleva ‘sta uscita, parlo di quei due infidi personaggi che rispondono al nome di Boris Johnson e Nigel Farage, mò i  due fanno gli schizzinosi per i risultati a cui Lei è arrivata,  tanto che è stata costretta a rinviare il voto, sapendo che non avrebbe avuto la maggioranza.

Eccoli qui gli inutili Nigel Farage e Boris Johnson …

Tra l’altro è stato il ‘’popolo’’ inglese a sancire la volontà di uscire dall’Europa con un referendum,  ed ovviamente lo ha fatto in base alla ‘’pancia’’ e non certo alla ‘’testa’’! Onestamente … che ne sa il ‘’popolo’’ di che cosa significhi, nel dettaglio, la gestione di una cosa simile? Cari ‘’pirla’’ pensavate forse che uscire dall’Europa sarebbe stata una cosa semplice e indolore? Ma certo che non lo è! 

Possibile tra l’altro che la gente non ci ‘’arrivi’’ a capire che l’Europa è l’unico modo che esiste per ‘’contare’’ qualche cosa nello scacchiere mondiale?

Abbiamo bisogno di un’Europa unita, forte e sovrana per mettere un pò di ‘’tasselli in ordine’’ su ‘sto pianeta!

Non dobbiamo dimenticare che: diritti, democrazia, welfare, sanità sono nati in Europa e quindi siamo gli unici ad avere la sensibilità per attuare un mondo migliore.

Russia e Cina non sanno che cosa significhino termini come: ‘’diritti’ e ’’democrazia’’, gli arabi poi … vade retro Satana, quelli vivono ancora nel medio-evo e per gli USA contano solo i soldi. Provate ad essere un disoccupato negli USA e ad aver bisogno di cure mediche … ciccia! Potete morire! Anche quel poco che era riuscito ad ottenere Obama, mediando con le unghie e con i denti, nonostante fosse in minoranza,  Trump lo ha cancellato.

Divisi non saremo mai niente, ma in compenso saremo alla mercé di nazioni che primeggiano solo in quanto detentori di armi e/o danaro … meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

Elena 

 

“Sicilian Ghost Story” Cinema Vox di Frejus

Ieri, domenica, 25 novembre, siamo andati al Cinema Vox per assistere alla proiezione di: ‘’Sicilian Ghost Story’’ un film di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia.

Luna in un momento di disperazione cerca di annegarsi …

Non conoscevo nulla sulla trama ma … quale stupore quando ho realizzato trattarsi della storia del povero Giuseppe Di Matteo, il figlio del ‘’pentito’’ Santino Di Matteo, un bambino che è stato rapito, tenuto prigioniero, ucciso e sciolto nell’acido da Giovanni Brusca!
Ora per chi non conoscesse la storia ”vera” provo a sintetizzarla qui velocemente:
Santino Di Matteo, padre di Giuseppe, faceva parte del clan mafioso dei ‘’Corleonesi’’ di Totò Riina. Dopo l’arresto di Riina (detto ù curtu) nel gennaio del 1993, fu uno dei primi ad abbandonare il ‘’clan’’ e collaborare con la giustizia. Un testimone importante e ”pericoloso” nel processo dell’attentato di Via D’Amelio in cui persero la vita il Magistrato Paolo Borsellino ed i poliziotti della scorta.
Giovanni Brusca, soprannominato in lingua siciliana ‘’ù verru’’ e cioè, ’’porco’’, era a capo del mandamento di ‘’San Giuseppe Jato’’, affiliato anche lui al clan di Riina, e, per impedire a Santino di Matteo di ‘’parlare’’ nell’ambito del processo, gli rapì il figlio, lo tenne prigioniero per quasi tre anni (779 giorni) poi lo strangolò e ne gettò il corpo nell’acido per farlo scomparire.
Due parole veloci su Giovanni Brusca, tanto per ‘’inquadrare il personaggio’’. Questo ‘’Signore’’ ha ammazzato e/o fatto ammazzare, su sua stessa ammissione, circa 150 persone, tra cui il piccolo Giuseppe e una donna in cinta. Ha partecipato all’uccisione del Giudice Rocco Chinnici, e, nella strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone sua moglie ed i poliziotti della scorta, fu lui ad azionare a distanza,  il telecomando che fece esplodere il tratto di autostrada.
Ma torniamo al film, che è stata una vera e propria sorpresa.
Per una volta, un fatto squallido e crudele di ‘’Cosa Nostra’’ (o Mafia) ci viene presentato attraverso gli occhi ‘’puliti’’ e sognatori di due giovanissimi.
Luna e Giuseppe si piacciono, Luna è innamorata come solo a 13 anni si può amare … sogni e realtà si fondono assieme in un meraviglioso struggimento. La natura che li circonda fa parte delle loro paure e delle loro speranze.
Quando improvvisamente Giuseppe scompare, nessuno in paese, pare stupirsi della cosa. Solo Luna, e la sua ‘’amica del cuore’’ cercano disperatamente di attivarsi per ritrovarlo.

Questa foto ritrae il ”vero” Giuseppe di Matteo, rapito e ucciso da Giovanni Brusca.

Nessuno, commissariato compreso, cerca Giuseppe seriamente e questo nonostante Luna sia andata piangendo in commissariato a dire di aver identificato un uomo  … ‘’faccia di porco’’ e la sua auto … ma nessuno ‘’alza un dito’’!
Nessun aiuto per Luna, nemmeno da parte di sua madre, donna ’’neutra’’e completamente anaffettiva.
Ecco la Sicilia! Omertà, paura e silenzio assoluto. Facciamoci i fatti nostri, è troppo pericoloso immischiarsi in cose che non ci riguardano! Meglio girare la testa dall’altra parte.
Eppure … proprio questo è il motivo per cui non si riesce ad eliminare la malavita organizzata nel nostro paese. ‘’Cosa Nostra’’, come tutte le altre associazioni mafiose non possono essere eliminate perché esiste una ”connivenza malata” tra malavita organizzata e cittadini … tra malavita organizzata ed istituzioni. Triste ma è così … questo ci obbliga a rimanere nel medioevo … come d’altronde lo sono le tribù arabe.
Ma torniamo al film altrimenti mi deprimo troppo …
Luna cerca, senza riuscirci, Giuseppe, e per 779 giorni spera e vive come in una sorta di ‘’limbo’’ … tentando anche di annegarsi. In qualche modo è in contatto con lo ‘’spirito’’ di Giuseppe e, quando percepisce che per lui è finita, ingerisce il veleno per i topi. Lo ‘’spirito’’ di Giuseppe avverte l’amica del cuore di Luna che si precipita a casa sua salvandola.

Luna, disperata, esprime la sua angoscia disegnando sulle pareti di camera sua …

Immagini, riprese, scene, natura, in questo bellissimo film compongono un caleidoscopio di sensazioni che proiettano lo spettatore vicino alle angosce di Luna, che riprenderà a vivere, grazie a nuovi amici e al semplice fatto che la ‘’vita’’, orrore compreso, continua.
Il messaggio, nonostante la tragedia, l’angoscia, lo squallore, la disperazione, la crudeltà e l’ignoranza … è quello di una ‘’nuova generazione’’ non più disposta ad abbassare la testa davanti a degli ignoranti che continuano ad ostinarsi a vivere nel Medio-Evo.

Anche questa volta dobbiamo ringraziare il geniale Jerome Reber per l’ottima scelta e ovviamente si ringrazia il CIP, (Club Italianiste de Provence) ed il Cinema VOX di Frejus.

Alla prossima

Elena

FORTUNATA – film di Sergio Castellitto

Ieri al cinema Vox di Frejus, nell’ambito della rassegna del ‘’cinema italiano’’ gestita da Jerome Reber e dal Club Italianiste de Provence, c’è stata la proiezione del film ‘’Fortunata’’ diretto da Sergio Castellitto e scritto da Margaret Mazzantini, sua moglie.

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Il film è ambientato principalmente a Tor Pignattara nella periferia di Roma, mentre alcune altre scene sono state girate in Liguria.
Credo di dover dare, a beneficio degli spettatori francesi, qualche notizia su Tor Pignattara, che è un quartiere un pò … ‘’speciale’’ di Roma.
Dunque vediamo un pò … prima di tutto bisogna dire che Tor Pignattara è una specie di ‘casbah'”.
E’ infatti uno dei quartieri più multietnici della capitale e soffre di un degrado notevole. La convivenza obbligata tra i pochi italiani rimasti e la variegata popolazione extracomunitaria si fa ogni giorno più difficile. Un recente reportage televisivo di Rainews24 ha raccolto informazioni destabilizzanti, come ad esempio il fatto che gli extracomunitari lascino ad essiccare sui balconi pesci e carne di manzo, infischiandosene delle più elementari norme igieniche. Ed è proprio l’igiene molto spesso al centro dei problema. Dice un intervistato: “Un giorno sono dovuto entrare nell’appartamento dei signori che vivono al piano di sopra perché c’era una infiltrazione d’acqua in casa mia … non le dico la sporcizia che ho trovato. Vivono ammassati, non è colpa loro ma di chi affitta le case e che non controlla”.
Il ‘’business’’ infatti ruota proprio attorno al mercato immobiliare: i vecchi residenti del quartiere pur di andarsene svendono le proprie case e chi le compra lo fa con l’obiettivo di ammassarci dentro il più alto numero di extracomunitari così da massimizzare i profitti.
Ovvio che in un posto simile droga, prostituzione e malavita organizzata la facciano da padroni. Ed altrettanto ovvio che ‘’alzare la testa’’ in posti simili non sia facile.
Fatta questa premessa … parliamo ora del film:
La protagonista, interpretata da una brava Jasmine Trinca, si chiama ‘’Fortunata’’ ma di fortuna nella sua vita, questa creatura, ne ha avuta proprio poca.
Fortunata è la madre della piccola Barbara (Nicole Centanni ), si sta separando da un marito ‘’difficile’’ e sogna di aprire un negozio di parrucchiera.
Per questo ‘’sogno’’ lavora come ‘’parrucchiera a domicilio’’ sperando di raggranellare il denaro sufficiente per aprire ‘sto benedetto negozio che potrebbe renderla autosufficiente.
Siamo nel mese di agosto, non c’è scuola e Fortunata, dal momento che è orfana e non può quindi nemmeno contare su dei ’nonni’’ a cui affidare la bimba,  è costretta per lavorare a mandare la figlia in un asilo frequentato soprattutto da extracomunitari.
A condividere il sogno di ‘’aprire il negozio’’ c’è ‘’Er Chicano’’ (Alessandro Borghi) un amico di infanzia di Fortunata, ma anche un tossico disperato, costretto ad occuparsi della propria madre, una ex attrice di teatro malata di Alzheimer, che va controllata 24 su 24. ‘’Er Chicano’’ fa tatuaggi ed insieme a Fortunata coltiva la  speranza di aprire questo negozio, un sogno che potrebbe dare una svolta alla loro disperazione.
Fortunata usa il denaro che l’ex marito da per il mantenimento della bambina per pagare l’affitto. L’uomo che fa la guardia giurata (Edoardo Pesce) è un violento che la critica di come si occupa della bambina, che la umilia insultandola e che, forte del fatto di pagare la pigione, la violenta regolarmente, sostenendo di essere ancora lui il ‘’padrone di casa’’.
La bambina, a sua volta, vive con la madre un rapporto conflittuale, sia per la difficile separazione in atto, sia per il lavaggio del cervello che il padre le fa per metter in cattiva luce la mamma.
Questa conflittualità sfocia in un atteggiamento aggressivo da parte della bimba e le assistenti sociali obbligano la famiglia a sottoporre la bambina ad una terapia presso uno psicologo della ASL – Patrizio, interpretato da Stefano Accorsi.
Fortunata inizialmente vive male questa ‘’imposizione’’ … le sedute dallo psicologo portano via tempo prezioso al suo misero lavoro di parrucchiera. Senza lavoro il sogno del negozio diventa sempre più lontano.
Ma … tra Fortunata e lo psicologo nasce una simpatia che si trasforma presto in un rapporto più ‘’impegnativo’’ e che fa sperare a Fortunata di aver trovato finalmente una persona con cui condividere una ‘’vita migliore’’.
Sicura di questo ‘’rapporto’’, chiede denaro in prestito ad una usuraia cinese ed apre il negozio. Nel frattempo accetta di passare un weekend assieme allo psicologo a Genova durante un fine settimana in cui la bimba avrebbe dovuto stare con il padre. All’ultimo momento il padre non si presenta e lei, piena di rimorsi, lascia la bambina all’amico di infanzia ‘’Er Chicano’’.
Purtroppo la bimba sfugge alla custodia di quest’ultimo, sale su una scala, cade e viene ricoverata con una commozione celebrale.
La madre, avvertita dell’incidente, torna immediatamente a Roma e va all’ospedale. Il padre chiede l’affidamento unico della bambina facendo passare Fortunata come ‘’madre indegna’’.
Distrutta dal dolore … cerca aiuto e conforto presso Patrizio che però, a lei chiede soprattutto ‘’sesso’’, senza darle un sostegno reale. Nel frattempo ‘’Er Chicano’’, rinuncia a combattere con la madre malata e la spinge nel fiume facendola annegare.
Le cose precipitano … Fortunata va in commissariato a cercare l’amico e prova a giustificarlo, sostenendo che ha semplicemente aiutato la madre ad ‘’andarsene’’; che in fondo si è trattato solo di un gesto d’amore! Patrizio è esterrefatto dagli eventi e accusa Fortunata di essere pazza e di non rispettare le regole basilari dell’esistenza, come ad esempio quella di non ‘’uccidere’’!
Fortunata, al limite della disperazione, gli confessa di aver, lei stessa da bambina, lasciato morire annegato il padre che, in preda alla droga era caduto privo di sensi sul bagnasciuga … e le onde lo avevano portato in mare aperto.
Nei giorni seguenti Patrizio riesca a far ricoverare ‘’Er Chicano’’ in una struttura per malati mentali evitandogli, almeno in questo modo, il carcere.
Non ho capito se Patrizio ha guadagnato al lotto, giocando i numeri datigli proprio da Er Chicano, ma in ogni caso non ne parla a Fortunata e la lascia sola. Nemmeno lui vuole ‘’impegnarsi’’ in un rapporto più concreto con una donna tanto provata dalla vita e quindi, nonostante faccia lo psicologo, sente di non avere gli strumenti per vivere con una come lei.
Fortunata restituisce le chiavi del negozio all’usuraia cinese, non avendo ormai né i soldi per ripagare il debito, nè la forza per lottare.
A salvare questa situazione miserabile sarà sua figlia che, rifiutandosi di stare con padre, preferisce tornare dalla mamma. Fortunata quindi, assieme alla sua bambina, continuerà a vivere e sperare.

E’ un film davvero ‘’duro’’. Fortunata non voleva stare con un uomo che la umiliava e la picchiava, si era sposata ‘’giovanissima’’ immaginandosi chissà che cosa, ma fin troppo in fretta i suoi ‘’sogni’’ si erano spezzati. Il problema è che gestire una separazione tra persone ‘’incivili’’ e ignoranti diventa complicatissimo per tutti.
I film del neo-realismo italiano degli anni ’60, confrontati a questo, sembrano film di Walt Disney. Allora c’era un mondo ‘’povero’’ ma era un mondo ‘’pulito’’, che nonostante la mancanza di cibo aveva dei valori di riferimento, una sensibilità umana e soprattutto una ‘’speranza’’ di riscatto.
Oggi la realtà è ben peggiore. Nelle città, anche nei quartieri degradati, non si muore di fame … ma … non si ha più nulla.
Questo film mi ha fatto venire in mente quei quartieri malfamati di New York, quartieri prede dei clan dello spaccio, dove violenza e sopruso la fanno da padroni. Dove collaborazione ed aiuto sono sempre più rari, dove ognuno vive nel ‘’proprio orticello’’, dove l’aiuto che trovi è quello di ‘’un border line’’ come ‘’Er Chicano’’, buono come il ‘’pane’’, ma talmente fuori di testa da diventare pericoloso.
Abbiamo finalmente anche noi raggiunto lo standard di vita della ‘’Grande America’’ … tra un pò, se andiamo avanti così, la polizia inizierà a sparare ad altezza uomo, anche a Tor Pignattara.

Alla prossima
Elena

Terremoto – si è creata una nuova faglia …

 I giornali riportano le notizie sul  recente terremoto e parlano di ”nuova faglia”.
Che cosa significa ”nuova faglia”? Non sapendo un gran che in proposito sono andata a cercare in rete, ed ecco cosa ho scoperto. 

Quake_epicenters_1963-98Questi i siti considerati ”sismici” come possiamo notare non è che l’Italia sia proprio ben messa! 🙁 

Un portavoce dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) conferma quanto le violente scosse di ieri alle 19.10 di 5.4 della scala Richter e quella ancora più forte delle 21.18 di 5.9/6 siano ”figlie” del tragico sisma del 24 agosto (6 gradi della scala Richter).
Da allora si erano registrate ventimila repliche in un’area di soli quaranta chilometri, 15 delle quali di magnitudo tra 4 e 5 e 250 tra 3 e 4. Finché non è arrivato lo scossone di ieri uguale nell’intensità a quello che si era manifestato un’ora dopo il sisma più grave. L’epicentro della prima era tre chilometri da Castel Sant’Angelo sul Nera e a dieci chilometri a sud di Norcia, sul confine tra Marche e Umbria, e la seconda poco più a Nord, si sono originate entrambe a 8-9 chilometri di profondità (ipocentro), la stessa di agosto.

terremoto-oggi-26-ottobre-2016-3.4Epicentro dell’ultimo terremoto registrato 26.10.2016

In seguito al terremoto di agosto la zona aveva subito un abbassamento verso il Tirreno di ben venti centimetri mentre l’Appennino si ”allargava” sui due versanti, quello tirrenico e quello adriatico.

Proprio a causa dello sprofondamento, misurato dai satelliti dell’agenzia spaziale italiana Asi, dalla faglia principale si creava un sistema di faglie che si diramavano nel sottosuolo influenzandosi a vicenda e mantenendo il persistere delle repliche di diversa intensità. In questo modo si duplicava la situazione del sisma dell’Aquila quando nei sette mesi seguenti i pennini dei sismometri sobbalzavano per 64 mila volte!
Naturalmente lo scenario di base che continua a muovere la terra rimane lo stesso e cioè la placca africana che spinge verso quella euroasiatica. (Inutile fare ‘sto ponte che tanto l’Africa si attacca alla Calabria da solo!)

Secondo i sismologi quest’ultimo terremoto non va affatto sottovalutato perché avviene proprio al limite del margine settentrionale del sistema di faglie creatosi nella zona già colpita in passato.
Non si tratta della stessa prima faglia agostana ma di qualcosa di nuovo … capace di testimoniare quanta energia sia ancora nascosta nel sottosuolo e che ha bisogno, sfortunatamente, di trovare via d’uscita scatenando nuove fratture. Purtroppo il volume della crosta terrestre che si era fratturato in quei giorni era ampio e non si poteva escludere che si aprissero altre nuove faglie come quella di ieri. Anzi ora si è aperta una nuova zona di fratture più a nord che potrebbe innescare ulteriori movimenti.

Insomma, per farla breve,  il ripetersi costante di sciami sismici e terremoti induce i geologi a pensare che, in seguito alla spinta lenta ed inesorabile della placca africana verso l’Europa,  si sia creata lungo la dorsale appenninica una nuova ”faglia” cioè una frattura/spaccatura della crosta terrestre, spaccatura soggetta ad ulteriori terremoti.

Morale della favola … noi siamo delle ”formiche” alla mercè del Pianeta che, volenti o nolenti, fa esattamente quello che vuole!

Alla prossima

 

Elena

 

Boeing malese inabissato – non sarebbe un incidente ma …

… un tentativo di suicidio da parte del pilota?
Secondo Peter Foley,  dell’Australian Transport Safety Bureau, direttore del programma di ricerca operativa del volo MH370, il Boeing non sarebbe caduto per un’avaria, ma sarebbe stato deliberatamente pilotato in mare.
Osservando i relitti finora recuperati pare che il Boeing 777 fosse sotto il controllo di un pilota quando si è inabissato nell’oceano, questo è quanto è stato detto ieri sera al programma ”60 Minutes” del canale 9 della Tv australiana.
Foley ha spiegato che l’erosione riscontrata lungo il bordo di due pezzi d’ala, recuperati in mare, indica un atterraggio controllato nell’oceano. Un tale scenario è in netto contrasto con la teoria degli investigatori, secondo cui il jet ”non” era sotto il controllo del pilota nella tragica fine del suo viaggio. La tesi di Foley quindi è che il pilota abbia fatto cadere deliberatamente l’aereo!

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Questa è una notizia a dir poco ”agghiacciante” ! Il che significa che il pilota ha deciso di sua iniziativa di compiere ‘sto disastro! Per quale motivo?
Sarà stato ”malato” anche lui? Come il suo collega tedesco Andreas Lubitz che si era schiantato volontariamente sulle Alpi francesi? Ve lo ricordate l’incidente dell’ Airbus della GermanWings che ha causato la morte delle150 persone a bordo!  Tutti morti senza colpa, semplicemente perché il ”pilota” aveva paura di diventare cieco.
Certo che questo è un mondo davvero ”malato” in tutti i sensi. Non siamo più capaci di creare lavoro e per ottenere i ”pochi posti” di lavoro esistenti, la ”società” da noi creata, obbliga tutti ad essere sempre più ”competitivi” … sempre più ”nevrotici” … o semplicemente sempre più ”pazzi”!
Non sono forse dei ”pazzi” quelli che si fanno saltare in aria o che sgozzano preti nel nome dell’ISISI?
Costoro non sanno probabilmente nemmeno cosa sia l’Isis, né dove né come effettivamente ”operi” … ma trovano ”semplice ed entusiasmante” aderire alla ”grande causa islamica” piuttosto di ammettere che la loro vita vale meno di un soldo bucato!
Brutti tempi si profilano all’orizzonte … brutti tempi.
Cari ”politicanti”,  una volta si diceva che fosse necessario ”creare lavoro” a tutti i costi, fosse anche solo il fare una buca in terra e poi riempirla nuovamente … l’importante era ”lavorare”.
Oggi pare si sia dimenticato questo ”precetto” e si preferisca mettere le persone in competizione furibonda tra loro per il pochissimo lavoro esistente.
La ”competizione furibonda” porta gli individui ad un impegno immenso, impegno che, ad un certo punto,  è impossibile da reggere, e le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti!
Dobbiamo imparare a trovare un equilibrio tra persone, lavoro e pianeta.  L’unico equilibrio che finora  siamo capaci di immaginare,  si è sempre tradotto in guerre! Chissà se questa volta riusciremo a fare di meglio? Mah …

Alla prossima

Elena

 

 

http://www.news.com.au/travel/travel-updates/incidents/evidence-mounting-mh370-was-glided-into-ocean/news-story/c6f7979a3b410c4a3ecda50cd94e6c11

 

La mobilità del lavoro dopo Brexit: che cosa rischiamo noi e …

… che cosa rischiano gli inglesi?
Gli effetti di Brexit sulla libera circolazione dei lavoratori sono ipotizzabili in base a due scenari che potrebbero aprirsi da qui a due anni:

1° – Se ci fosse un accordo-ponte oppure no
ll Regno Unito potrebbe stipulare un accordo simile a quello che riguarda la Norvegia: tale intesa permetterebbe di far parte dello Spazio economico europeo con Svizzera, Liechteinstein e Islanda, e con pochi cambiamenti rispetto a oggi. Ma la Gran Bretagna potrebbe anche decidere di andare avanti senza intese e puntare a un accordo unicamente doganale. In quest’ultimo caso, che segnerebbe l’out da tutto il sistema della libera circolazione delle persone, gli effetti, per certi aspetti disastrosi, interesserebbero, da una parte, i cittadini degli altri Stati membri della Ue che cercano lavoro in Gran Bretagna, dall’altra, anche i britannici verso gli altri Paesi dell’Unione

2° – Cercare lavoro in Uk non sarà più un diritto
In assenza di accordo, i cittadini degli Stati membri saranno privati dei vantaggi insiti nel sistema della libera circolazione dei lavoratori che ha portato all’eliminazione dei permessi di lavoro, con le autorità nazionali tenute a chiedere unicamente la sussistenza del permesso di soggiorno. Che vuol dire, in sostanza, cancellazione del diritto a cercare lavoro sul suolo britannico, soggiornarvi liberamente per motivi lavorativi e usufruire di un’uguaglianza con i lavoratori britannici. Londra potrebbe decidere, inoltre, di fissare quote per i cittadini dei 27 Stati membri

3° – Maggiore contraccolpo per le attività più semplici
La conseguenza più grave potrebbe riguardare chi cerca un lavoro per il quale non è richiesta una particolare qualifica. Saranno così le attività lavorative più semplici a subire il maggiore contraccolpo. Strada più in discesa per i lavoratori più qualificati che, in ogni caso, perderanno tutti i vantaggi della cittadinanza europea. In questo caso, infatti, c’è anche in gioco l’interesse del Paese ad avere lavoratori altamente qualificati, ma tutto passerà attraverso un sistema di visti

4° – Via i diritti di circolazione e soggiorno
La Brexit spazzerà via anche i diritti consolidati nella direttiva 2004/38/Ce sul diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Un danno non solo per i tanti cittadini italiani e di altri Stati membri in entrata nel Regno Unito, ma anche per i britannici che perderanno la cittadinanza europea. Un effetto duplicemente negativo sia per chi lavora o cerca lavoro in un altro Stato membro, sia per chi cerca impiego nelle istituzioni dell’Unione. Nessun dubbio che da domani in poi i concorsi per lavorare nelle istituzioni dell’Unione, per i quali è richiesta la cittadinanza di uno Stato membro, saranno preclusi ai britannici. Un effetto negativo, ma che potrebbe essere positivo e con maggiori spazi per i cittadini di altri Stati, inclusi gli italiani

5° Società, addio all’equiparazione
Anche le società saranno colpite dalla Brexit. Il Regno Unito non sarà più tenuto a equiparare le società costituite conformemente alla legislazione di uno Stato membro con sede sociale all’interno dell’Unione alle persone fisiche con cittadinanza di uno degli Stati membri. Si avranno effetti sulle società di capitali costituite ai sensi della legge di un Paese Ue e la cui sede o principale centro d’affari si trova nell’Unione. Il Regno Unito non sarà più obbligato ad applicare la direttiva 2005/56 sulle fusioni transfrontaliere delle società di capitale.

6° Ostacoli per i professionisti
I liberi professionisti del Regno Unito non avranno più il diritto alla libera prestazione dei servizi e il diritto di stabilimento, con svantaggi in particolare tra le professioni regolamentate. Effetti negativi, inoltre, potranno esserci nel campo della professione forense per il venir meno della direttiva 98/05 che facilita l’esercizio permanente della professioni di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica.

Ma tanto al popolo che importa tutto questo? Non ha la minima idea delle conseguenze della decisione Brexit!  Al popolo basta far rotolare teste … senza pensare che i risvolti negativi sarà proprio il ”popolo” a pagarli più cari! Come fecero esattamente i ”sanculotti” durante la rivoluzione francese.

Eppure, Winston Churchill nel 1948, alla fine della seconda guerra mondiale così diceva:

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Io ci sono vissuta in Inghilterra … a Oxford.
Una meravigliosa città cosmopolita che accettava tutti … in cui tutti si sentivano a ”casa”.  Ho conosciuto gente che arrivava da tutto il mondo … ed è stata una bellissima esperienza … che tristezza …

Alla prossima

Elena 

fonte: Sole24ore