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Ex Ilva – Arcelor Mittal – cos’è un Altoforno? Perché siamo sempre in ”braghe di tela”?

Ovviamente, essendo una ‘’mamma casalinga’’,  non ne ho la minima idea ma la cosa mi ‘’intriga’’ e sono andata a cercare in ‘’Santa Rete’’ che, oltre a servire a ”prender pesci” ha anche il suo ”lato positivo.

Ecco, tanto per cominciare, il disegno schematico di un altoforno, ho scelto quello che mi sembrava il ‘’meno complicato’’ ma pure così … non è che sia tanto semplice da capire, ma andiamo avanti e cerchiamo di semplificare.

1. flusso di aria calda dalle stufe Cowper 2. zona di fusione 3. zona di riduzione dell’ossido ferroso 4. zona di riduzione dell’ossido ferrico 5. zona di pre-riscaldamento 6. ingresso di minerali grezzi, fondente e coke 7. gas esausti 8. colonna contenente minerale grezzo, fondente e coke 9. rimozione delle scorie 10. fuoriuscita del metallo fuso 11. fuoriuscita dei gas di scarico

L’altoforno è un tipo di impianto utilizzato nell’industria siderurgica per produrre della ghisa partendo dal minerale ferroso; l’altoforno produce ghisa grigia, ovvero una lega di ferro e carbonio, attraverso un processo in cui si brucia il  carbon coke. La produzione di un moderno altoforno può essere compresa tra le 2.000 e le 8.000 tonnellate al giorno.

L’altoforno deve il nome alle sue dimensioni. Può infatti raggiungere un’altezza di 80 metri  – più di 100 m considerando anche il sovrastante sistema di caricamento – ed un diametro  di circa 12 metri.

Oltre all’acciaio che cosa produce un’altoforno?  

L’altoforno ha come scopo la produzione della ghisa madre che viene a sua volta, con un processo ulteriore, trasformato in acciaio.

Produce anche due sottoprodotti: il gas povero, o gas d’altoforno, e le loppe, o scorie d’altoforno. 

Si tratta di un gas combustibile e di un materiale entrambi relativamente poveri, ma le grandissime quantità prodotte inducono al loro recupero e utilizzo.

Proprio le ‘’loppe’’ sono responsabili dell’inquinamento mortale di cui soffre la popolazione che vive nella zona di Taranto. 

Che cos’è il gas povero? 

Il gas d’altoforno viene prodotto in quantità variabili tra i 2500 e 3500 Nmc (normal metro cubo) per ogni tonnellata di ghisa madre.  In passato questo gas veniva disperso nell’aria, ma oggi si preferisce raccoglierlo sia per motivi ecologici,  che per riutilizzarlo in appositi sistemi ‘’recuperatori’’ , risparmiando denaro e riutilizzandolo per il riscaldamento dei forni.

Che cosa sono le loppe? 

Le ‘’Loppe’’  sono avanzi di lavorazione della ghisa e sono costituite da silice, calce, allumina, magnesia, anidride fosforica, ossido di ferro, ecc. Le loppe vengono prodotte nella quantità di 0,3 t per ogni tonnellata di ghisa prodotta. All’uscita dell’altoforno le loppe vengono trasformate in granuli investendole con un forte getto di acqua, stoccate e, successivamente, inviate nelle fabbriche di cemento dove, mescolate e macinate a opportune quantità di gesso formano il cosiddetto cemento d’altoforno o cemento Portland. 

Durata di una fonderia a ciclo integrale 

La durata del ciclo integrale è di circa 20 anni. L’ultimo impianto funzionante in Italia è quello di Taranto, costruito negli anni sessanta.  Oggi non vengono più realizzati altoforni a causa del passaggio da ”ciclo integrale” a ”ciclo rottame”, che usa forni elettrici, inquina di meno ed è più ‘’economico’’. 

Storia recente dell’acciaieria di  ‘’Taranto’’ 

ArcelorMittal Italia S.p.A. è dal novembre 2018 la filiale italiana della società franco-lussemburghese Arcelor-Mittal, che si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell’acciaio.

Il più importante stabilimento italiano è situato a Taranto in Puglia e dà lavoro a circa 15.000 persone, 20.000 considerando l’indotto.  

Taranto costituisce il maggior complesso industriale per la lavorazione dell’acciaio in Europa. Questa industria ha subito numerosi passaggi di proprietà nel corso degli anni. Rinata sulle ceneri dell’Italsider come ILVA S.p.A. In amministrazione straordinaria  dal 2015.  Nel gennaio 2016 viene bandita una gara per vendere l’ILVA: a seguito della controversa gara di affidamento in cui si scontrano diverse considerazioni relative piano industriale, riqualificazione ambientale e offerta economica,  il 1º novembre 2018 ILVA entra ufficialmente a far parte del colosso franco-lussemburghese Arcelor-Mittal, di cui è proprietario l’indiano Mittal,  con partecipazioni di Intesa San Paolo ed inizialmente anche di Marcegaglia.  

Nel gennaio 2019 la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo accoglie i ricorsi presentati nel 2013 e 2015 da 180 cittadini che vivono nei pressi dello stabilimento di Taranto e condanna l’Italia per non aver tutelato il diritto alla salute dei cittadini. 

Il 5 novembre 2019 Arcelor Mittal, in seguito all’abolizione, da parte del Governo Conte II, del cosiddetto ‘’scudo penale’’ – legge che prevedeva l’immunità penale per i nuovi affittuari/proprietari mentre facevano i lavori di ‘’messa a norma’’ degli impianti (per evitare l’inquinamento da polveri sottili) –  comunica l’intenzione di recedere dal contratto di cessione, procedendo alla restituzione dell’ex Ilva, in amministrazione straordinaria, entro 30 giorni. L’Amministratore delegato Arcelor-Mittal,  in data 14 Novembre 2019, ha comunicato la chiusura di tutti gli impianti, che si concluderà entro il 15 gennaio 2020.

E mò?

Cosa succede se si spegne un forno? 

Il problema principale di questa operazione, è rappresentato dal rischio di un deterioramento tecnologico dei materiali che compongono gli impianti. Ogni volta che un altoforno viene fermato i mattoni refrattari che rivestono l’interno della struttura, subiscono uno shock termico che deteriora la qualità del mattone refrattario e che pregiudica, nelle settimane successive, l’eventuale ripartenza e la produzione stessa dell’acciaio.  

Alla luce di quanto sopra e al di là della polemica sullo ‘’scudo penale’’ , Taranto, mi par di aver capito,  è ancora una fonderia a ‘’ciclo integrale’’! Ma … se abbiamo letto sopra che il ciclo integrale dura 20 anni … quindi? Quindi era comunque un’azienda destinata a morire, visto che era stata fatta negli anni sessanta e non ”riconvertita” da ”integrale” a ”rottame”.

Ricapitoliamo … l’indiano se la prende, la vuole riconvertire, vuole bonificare la zona ma NON vuole finire in galera né che gli fermino i forni durante ‘sto lavoro, e noi che cosa facciamo? Gli rimettiamo lo ‘’scudo penale’’! Ma … perché? 

E’ un pò come se in un incidente automobilistico, provocato da dei deficienti ubriachi, la gente arrivata sul posto a curiosare,  picchiasse per rabbia, invece che i ‘’deficienti ubriachi’’,  i vigili del fuoco che stanno togliendo la gente incastrata dalle lamiere! 

Era più che ora che questo stabilimento venisse, bonificato e finalmente ‘’riconvertito’’ da ‘’Integrale’’ a ‘’rottame’’ no? 

La domanda che sorge spontanea è: ‘’Perché NON è mai stato fatto’’? 

Ora … la nostra ‘’geniale politica’’, che ricorda molto il comportamento dei liceali immaturi, si sta passando, come al solito, di mano la ‘’palla’’ dando la colpa ad uno e all’altro.  

Avremmo avuto bisogno, già molti anni fa, di una politica industriale se non ‘’intelligente’’ almeno ‘’normale’’  … eppure … nessuno ha mosso un dito. E’ un pò come la faccenda del MOSE a Venezia … tutti che ‘’cascano dal pero’’! 

Ora che a Taranto il ‘’latte è versato’’ … la nostra ‘’politica’’ scarica la colpa all’indiano Mittal.

Ma che pena che facciamo … che pena! 

Alla prossima

Elena 

 

Fonti: 

https://italia.arcelormittal.com/it/who-we-are/our-operations, Wikipedia 

GEA – INQUINAMENTO – CLIMA – CONSUMO –

Pensierino del mattino sul clima …

I Paesi più ‘’poveri’’ e ‘’meno industrializzati’’ sono quelli che, ironia della sorte, pagano maggiormente i danni derivanti dall’inquinamento, prodotto da ‘’noialtri’’ cosiddetti ‘’paesi industrializzati’’. 

Sono talmente ‘’poveri’’ però che l’unica cosa che possono fare, non è dichiararci una guerra, cosa che ci meriteremmo, ma bensì emigrare. E qui ‘’casca l’asino’’ perché noi, inquinatori all’ennesima potenza’’, non li vogliamo a casa nostra!
Che stiano a morire di fame a casa loro!
Ecco un ipotetico scambio tra un disperato emigrante (A) e un cocciuto abitante di un paese industrializzato (B): (Potrei anche scrivere Salvini … ma non voglio infierire)

A: faccio il pastore ma nelle terre in cui vivo, non cade una goccia d’acqua da anni, le mie pecore sono tutte morte e la mia famiglia non ha da mangiare.

B: Fai il pastore di capre? Bè chi se ne frega! Cambia mestiere!

A: Ma … da noi a parte la pastorizia non c’è niente altro da fare. Se non piove l’erba non cresce e gli animali non hanno da mangiare

B: Arrangiati! Ma che sia ben chiaro … a casa tua!

E mi sono limitata a parlare di ”clima atmosferico” ma tutti sappiamo che nel mondo anche il ”clima politico” non è proprio dei ”migliori”! Ma quanto facciamo schifo da 1 a 10? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta!


Intanto, ridendo e scherzando, abbiamo già usato tutte le risorse che il Pianeta è in grado di produrre in un anno e stiamo vivendo a ‘’credito’’.
Abbiamo poco da ridere in quanto, prestissimo, ad emigrare saranno gli olandesi, che vivendo nei ‘’Paesi Bassi’’ – e se si chiamano così una ragione c’è – saranno i prossimi ‘’migranti’’ ambientali.
Venezia noialtri scordiamocela … le spiagge delle nostre coste pure … l’acqua di mare risalirà i nostri fiumi, impedendo l’irrigazione dei campi … tutto perché continuiamo ad usare ‘’combustibili fossili’’ che aumentano l’inquinamento e di conseguenza le temperature del Pianeta, che tra le altre cose, scioglie i ghiacci ed aumenta il livello dei mari.
Quanto tempo ci vorrà prima di riuscire a trasformare GEA come MARTE? Mah … se va avanti così … nemmeno poi così tanto …
Sapete una cosa? Meno male che si muore!

Alla prossima

Elena

fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10214717333103184&set=ms.c.eJxNyLERACAMA7GNuLztI2H~%3BxShBpSiRpm1TZrJ4c8qqf8JY8E~_2xVz6Hg4Y.bps.a.10214717333023182&type=3&theater

Telenovela TAV … l’uomo del ”Conte” ha detto SI!

Pensierino del mattino …

Non parleremo qui del ”mitico Corridoio 5″, quell’asse ferroviario ”Lisbona-Kiev” che avrebbe dovuto unire una fraterna Europa, dall’Atlantico alle steppe.  Non parleremo del  ”miracolo economico” prospettato grazie alle  ”grandi opere”  e dell’alta velocità e che invece ha perso ali e speranze man mano che l’economia regrediva, ma ci limiteremo a parlare di un miserabile tunnel che unisce Francia e Italia!

Per chi sostiene che il tunnel c’è già e che quindi non serve farne uno nuovo, vorrei ricordare che il tunnel esistente, quello del Frejus, risale al 1871,  un pò antiquato per i treni di oggi non credete?

Ma torniamo a noi … nel lontano 1990 si iniziò a parlare di nuovo tunnel ferroviario tra Italia e Francia e dopo ‘’soli 29 anni’’, il 25 luglio 2019, il Ministro Conte ha detto SI al Tav,  lo ha fatto visto che Bruxelles, per accelerare le cose, ha deciso di aumentare dal 40 al 55% il finanziamento complessivo dell’opera e di arrivare, per la tratta italiana,  al 50% !

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Visto che piangiamo miseria ad ogni più sospinto,  in quanto l’Europa non ci viene mai incontro dal punto di vista economico, bé sembrerebbe ”brutto” non accettare questa proposta no? Quindi ecco che Conte, messo lì, ironia della sorte, proprio dal M5S il partito che più di ogni altro ha cavalcato il movimento NOTAV a fini elettorali, ha detto di SI.

La lettera con l’ok del Governo italiano all’Alta Velocità è firmata dal dirigente della Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione ed i progetti internazionali del ministero delle Infrastrutture, ha il timbro della Segreteria di Palazzo Chigi ma …udite udite …  NON la firma di Danilo Toninelli, che, come tutti sanno, è contrario all’opera. D’altronde costui è anche contrario alla ‘’Gronda’’, quella che, se fatta a suo tempo, avrebbe alleggerito il Ponte Morandi, ma, come sappiamo i grillini non si erano opposti ferocemente alla sua costruzione. La Gronda la si dovrebbe comunque fare adesso per alleviare il traffico sul nuovo ponte che verrà costruito,  ma anche lì, con uno come Toninelli, sarà ‘’dura’’!

Ma tornando al TAV, Firma o non firma del Toninelli l’ok c’è stato, mò vediamo che cosa decideranno le Camere, visto che comunque l’ultima parola spetta a loro.

Sapete come andrà a finire? Considerato il ‘’bicameralismo perfetto’’ che ci attanaglia, andranno avanti alle ‘’calende greche’’, in maniera da far lievitare ulteriormente i costi dell’opera stessa, cambiando ogni volta ‘’qualche cosa’’ in modo che non ci sia mai un testo omogeneo tra Camera e Senato. E quindi continueranno a rimbalzarsi la ”palla” avanti ed indietro per anni, senza decidere nulla, tanto ”noi” paghiamo. 

In Europa bisognerebbe andare a discutere nelle ‘’sedi preposte’’, portando avanti le proprie ragioni, le proprie idee e delle soluzioni alternative specifiche … noialtri invece, non essendo all’altezza di discutere alla ‘’pari’’  preferiamo ‘’ricattare’’.  

Per il Tav, preferiamo bloccare i lavori, scardinare cancellate, incendiare le macchine escavatrici, tirare i bulloni in testa agli operai che lavorano a Chiomonte;  per la ‘’questione migranti’’ invece preferiamo lasciarli annegare … 

Discutere ‘’alla pari’’ nelle sedi preposte non fa per noi. Non se siamo capaci, molto meglio i ‘’ricatti’’ … tipici d’altronde del ‘’sistema mafioso’’ …

Tonando al Tav, la cosa che più mi lascia più perplessa è che i No Tav si professano tutti ‘’ecologisti’’ ma, stranamente, preferiscono e difendono a spada tratta il trasporto di cose e persone a mezzo ruote (quindi camion e automobili) oppure il trasporto persone ‘’via aerea’’ penalizzando la molto meno inquinante ferrovia. Visto i danni irreparabili dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento dai combustibili fossili …  vi sembra normale questa loro testardaggine?  Bè … fatevi una domanda a datevi una risposta.  

Alla prossima

Elena 

L’ ILVA e la ”gestione ricatto” …

… l’unica che sappiamo fare purtroppo. Il caso ILVA è ovviamente uno dei tanti casi ‘’difficili’’ del nostro paese.

Da una parte si lotta con quelli che non vogliono l’inquinamento che provoca e che vorrebbero smantellare tutto e vivere di ‘’turismo’’, come quel ‘’genio’’ di Grillo per esempio.

Peccato che per fare una cosa simile, specie con le tempistiche italiche avremmo bisogno di almeno 30 anni, minimo, e nel frattempo i 14,000 che lavorano grazie  all’ILVA dove mangerebbero? Mah … gli diamo il reddito di cittadinanza?

Ma la domanda giusta sarebbe: ‘’Perchè non hanno risolto il problema inquinamento ‘prima’ di venderla a degli stranieri”? 

Adesso facciamo i ‘’difficili’’ … tutti si interessano a questa questione … ma il fatto di perdere la più grande acciaieria d’Europa non ci disturbava ‘’prima’’?  

Possibile che noialtri, che ci fregiavamo del possedere la più grande acciaieria europea, non siamo stati in grado di mettere in sicurezza le polveri derivanti dalla lavorazione, che sono le maggiori cause per la salute di chi abita in zona?  Ma … non sarebbero bastati dei capannoni chiusi? Certo che sarebbero bastati! E allora? Perchè non li abbiamo fatti? Erano ‘’brutti’’? Deturpavano l’ambiente? 

Dei capannoni che trattengono le polveri quando c’è vento sarebbero stati sufficienti. Ma manco quello …

Adesso che il gruppo indiano Arcelor ha acquistato l’Ilva,  che noi non eravamo in grado di gestire in maniera ‘’civile’’ , ma che inquinavamo e morivamo tutti di cancro … mò  vogliamo che Arcelor, che perde 30 milioni di euro al mese, perchè l’Ilva non lavora a massimo regime per via del commissariamento ambientale … mò gli chiediamo ulteriori ‘’sforzi’’ per il risanamento dell’ambiente e maggiori ‘’tutele’’ per i nostri lavoratori. Che faccia di ‘’tolla’’! 

Giusto gli ‘’indiani’’ ci danno retta … secondo me gli facciamo ‘’pena’’ …  pensate ad un gruppo del Nord dove ci manderebbe … così per dire. 

Dunque … ricapitolando, non siamo stati capaci di gestire una cippa … abbiamo perso il ‘’treno’’ anche dell’acciaio … non abbiamo praticamente più niente di ‘’grande industria’’, eravamo nella situazione del: ‘’O lavoriamo e moriamo di cancro  … oppure non moriamo di cancro ma di fame’’. Adesso che gli indiani hanno acquistato, vincendo una gara,  noi pretendiamo che: ‘’Non licenzino nessuno … anzi che assumano e che bonifichino, altrimenti gli facciamo ‘’saltare l’accordo di acquisto’’. 

Se voi foste i proprietari di Arcelor cosa fareste?  La nostra lungimiranza in politica industriale ed economica si direbbe più simile al ‘’ricatto’’  che alla ‘’gestione moderna’’. 

Vabbè che gli acquirenti sono ‘’indiani’’ … quindi un accordo, ‘’magari finto’’ lo si troverà per far contenti capra e cavolo almeno sulla ‘’carta’’, poi … si ‘’vedrà’’. 

A cosa serve a noialtri la ‘’sovranità nazionale’’? A cosa? Ad andare a Pontida vestiti come Robin Hood e con le corna in testa?  Oppure ad andare nelle piazze a fare i ‘’vaffaday’’ bevendo pintoni di vino rosso? 

Mah … 

Alla prossima

Elena 

 

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ILVA … verrebbe da ”ridere” se non ci fosse invece da …

Giornata mondiale del Pianeta Terra …

A proposito della ”Giornata mondiale del Pianeta Terra” …

Se hai la disgrazia di essere una donna che vive nel sub-Sahara africano, alle sette di mattina hai già camminato al buio circa 8 chilometri. Hai camminato con una tanica di plastica attaccata con delle corde che ti segano le spalle, alla ricerca di acqua per la giornata.

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facile dire: ”stiano a casa loro” vero?

Nel continente africano solo il 63% della popolazione ha la possibilità di accedere all’acqua grazie ad un sistema idrico canalizzato. Negli ultimi 10 anni l’accesso è cresciuto solo del 14% , nonostante sia ovviamente una necessità prioritaria.

Alle donne e ai bambini è richiesto il lavoro di trovare l’acqua, quindi spendono metà della loro esistenza per percorrere chilometri a piedi e procurarla alla famiglia, spesso lo fanno presso pozzi in cui l’acqua non è nemmeno potabile, oppure sono costretti ad andare sempre più lontani, perché le falde acquifere si stanno rapidamente riducendo a causa del riscaldamento climatico.

Ovviamente il fatto di passare ore ed ore alla ricerca dell’ acqua fa si che i bambini non abbiano il tempo di andare a scuola,  né le donne il tempo di potersi  dedicare a piccole attività economiche che permetterebbero loro un minimo di ”libertà”, come ad esempio, grazie ad una semplice macchina per cucire,  confezionare abiti e venderli.

L’inquinamento aumenta il riscaldamento globale … ma siamo onesti … l’inquinamento non è certo quello di questa povera gente, diciamo piuttosto che ”loro” pagano ”molto caro”  il ”nostro disprezzo” per il pianeta.

Alla prossima

Elena