Archivi tag: cultura

Bisogna fare l’Europa …è indispensabile. 

Sono convinta che indietro non si possa e non si debba tornare …

l’Italia è stata unificata nel 1861 dai piemontesi,  ma purtroppo ancora oggi  sulle piattaforme social, mi ritrovo a leggere di ‘’italiani’’ che non si considerano tali e che accusano i piemontesi di esser stati terribili.

In effetti , la convivenza, specie inizialmente fu molto ma molto difficile. Forse non tutti sanno che, per esempio, la Bela Rosin, moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, fu terrorizzata quando assieme al Re andò a Napoli in un viaggio pseudo-ufficiale.  Per una torinese, tranquilla e silenziosa tutto il rumore e le grida dei napoletani, che accoglievano con gioia ma a modo loro il re,  era motivo di panico. Lo Stesso re si ritrovò a malmenare alcuni cittadini urlanti che si avvicinavano al suo cavallo con troppo entusiasmo, scambiando i saluti gridati per aggressioni! 

Vittorio Emanuele II e La ”Bela Rosin” – contessa di Mirafiori (moglie morganatica)

Uno dei motivi per cui sorgevano spessissimo malintesi era semplicemente dovuto al fatto che non si capivano! Parlavano lingue diverse. I Piemontesi parlavano solo dialetto piemontese o francese,  (Cavour fu mandato a Firenze per imparare l’italiano) quindi il dialetto napoletano per loro era ostrogoto. Ovviamente le classi abbienti parlavano francese e latino, ma il popolo si limitava al dialetto locale.  

Quindi, nonostante l’Italia fosse unita, lingua e cultura erano diversissimi e stare assieme non era facile.

Gli italiani hanno iniziato a capirsi durante la grande guerra, quella del ’15/’18. I soldati infatti, provenienti da ogni parte d’Italia furono costretti a vivere assieme nelle trincee e quindi a parlare tra loro. Ovvio che la lingua veicolare fosse,  per forza di cose, l’italiano. Un siracusano ed un padovano ad esempio non avevano speranza di capirsi, se non a segni, in quanto all’epoca il dialetto la faceva da padrone in ogni regione.

Ma… piano, piano, frequentandoci e conoscendoci abbiamo smesso di vivere esclusivamente nei nostri ‘’giardinetti’’ e abbiamo imparato a considerarci italiani. Almeno la maggior parte di noi. 

Quindi per farla breve, possiamo affermare che l’Italia vera sia stata fatta quando abbiamo iniziato a conoscerci e muoverci liberamente sul suo territorio.

Eccomi al punto. La stessa cosa bisogna farla con l’Europa. 

Ovviamente non con una guerra, ci mancherebbe, ma all’ottimo Erasmus bisognerebbe aggiungere qualche cosa di più.

L’Ersamus è un’ottima idea, ma si limita alla scuola,  alle classi più abbienti e ad un tempo relativamente breve. Questo non basta, sarebbe bene per esempio, ritornare al servizio obbligatorio militare e/o civile e fare in modo che i giovani, tutti indistintamente, uomini e donne, abbiano la possibilità di vivere in un altro paese e conoscere abitudini diverse. 

Se per esempio un tedesco o una tedesca fossero costretti a fare il servizio Militare/civile a Palermo ed una messinese o un napoletano fossero costretti a farlo a Bonn o a Deuville … ecco che questo sarebbe un ulteriore passo avanti per fare ‘sta benedetta Europa.

Facciamo viaggiare in tutta Europa senza problemi denaro e merci … e le persone no? Perchè?

Solo frequentandoci e mescolandoci  avremmo la possibilità di formarci una cultura omogenea che non ci renderà più l’ ‘’altro’’ cosi ‘’alieno’’ e  ‘’diverso’’ …smetteremo anche di covare ‘’sospetti’’ nei confronti altrui …  cosa ne dite? 

Alla prossima

Elena 

Malavita organizzata … la ‘’palla al piede’’ del Paese Italia

Con l’avvicinarsi della ricorrenza della strage di Capaci, viene da fare un pò il ‘’punto della situazione’’. Come siamo messi?

Bè … non è che, nonostante tutto il tam tam e l’informazione fatta si sia risolto il problema.
Nel nostro Paese la malavita organizzata ha molti nomi: ‘’Mafia, ’Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita’’ .  Sotto questi ‘’ombrelli associativi’’ molti personaggi agiscono e fanno ‘’economia’’!

parlare e condannare … il sistema clientelare-mafioso deve essere ghettizzato! Se personaggi in ”odor di mafia” vengono considerati in maniera ”positiva” non ne usciremo mai!

Non si limitano all’economia tipica della malavita: prostituzione, droga, pizzo … ma cercano ‘’denaro’’ dove lo trovano, quindi,  entrano nel tessuto economico del paese.
Il fatto è che il concetto di economia declinato dalla filosofia ‘’malavitosa’’ è marcio!
Il loro è un sistema che ‘’funziona male’’ … perché in brevissimo tempo con il tipo di selezione utilizzato dalla malavita vengono premiati gli imprenditori ”marci”  e non quelli  ‘’capaci’’! Che è esattamente il contrario di quello che invece servirebbe!
Le contabilità di queste ‘’azienducole’’ messe su dagli ‘’amici degli amici’’ sono taroccate!
Le attività economiche sono in generale di copertura … e, bene che vada, hanno miseri contenuti.
Prevalgono inoltre gli elementi finanziari sugli elementi imprenditoriali.
Se costoro dispongono di denaro lo investono in finanza.  Non sono all’altezza di fare imprenditoria seria, in quanto anche se le loro nuove generazioni sono ‘’scolarizzate’’ … sempre ‘’marci dentro’’ restano!
Insomma la mafia non è abbastanza lungimirante per guardare al ‘’futuro’’ ma quello che a Lei interessa è ‘’prendi i soldi e scappa’’!
Ovvio che questo sistema mette in ginocchio il Paese ed arricchisce solo i quattro gatti in combutta assieme.
Possiamo noi cittadini onesti continuare a permettere che costoro la facciano da padroni?
Pensiamo alla fatica che devono fare le industrie italiane visto che devono costantemente combattere con una ‘’economia che non tira’’ … con una burocrazia che uccide … con delle tassazioni gravose e su questo aggiungiamoci anche la concorrenza sleale da parte della malavita organizzata!

Se le nostre industrie cessano l’attività e/o delocalizzano … non sarà che qui è un ”tantino complicato” fare industria?
La mafia oggi non uccide come un tempo … ha semplicemente cambiato aspetto!
Non ci sono più i morti ammazzati per le strade … oggi a Palermo ci sono meno omicidi che a Milano … ma la mafia è ancora più pericolosa perché è diventata altro!
E’ diventata finanza … accaparramento degli appalti a scapito di imprese sane … traffico dei rifiuti pericolosi.
Ma la malavita da sola non potrebbe funzionare. Ha bisogno di ‘’qualcuno’’ nei centri di potere. Quali sono i centri di potere del Paese? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta. E con questo non bisogna semplificare tutto facendo di tutte le erbe un fascio … bisogna cercare attraverso quelle ”erbe” … tenere le buone ed estirpare la gramigna!
Ci sarà una ragione se i giovani di oggi percepiscono le associazioni antimafia come ‘’positive’’ mentre burocrazia e politica sono percepite come qualche cosa di, bene che vada, impotente, male che vada ‘’collusa’’?
Se è vero che l’aumentare della scolarizzazione ha fatto ‘’evolvere’’ la mafia,  dandole  una capacità di trasformazione grandissima diversificando le proprie attività e permettendole si infiltrarsi ovunque …  resta valido il fatto che la ‘’sua filosofia’’ sia sempre quella del ‘’prendi i soldi e scappa’’!
L’Italia NON ha bisogno di una economia simile, noi abbiamo bisogno di una  economia ‘’sana’’ che guardi al futuro! Siamo stufi di far vincere gli appalti a società che usano cemento depotenziato e facciano di conseguenza cadere i viadotti sulla autostrade.
Nessuno viene ad investire volentieri nel nostro Paese perché siamo poco ‘’affidabili’’ … se non adottiamo una cura drastica per questo ‘’cancro’’ che ci sta uccidendo … non andremo da nessuna parte.
La mafia non è stata vinta … la mafia ha semplicemente cambiato aspetto … si è ripulita ‘’fuori’’ ma ‘’dentro’’ continua ad essere una ‘’montagna di m ….’’ !

Alla prossima
Elena

Con la cultura si può mangiare!

Non solo si ”può” ma forse  è anche l’unico modo per sopravvivere in un mondo complicato.

In un mondo che cambia alla ”velocità della luce” saranno sempre più importanti l’esercizio del pensiero critico, l’attitudine a risolvere i problemi, la creatività, la disponibilità positiva nei confronti dell’innovazione, la capacità di comunicare in modo efficace, l’apertura alla collaborazione.
Tutto ciò si traduce in: cultura … conoscenza … competenze …
Significa quindi aumento del senso civico, della comprensione dell’importanza del rispetto delle regole e del nostro prossimo, dell’affermazione del diritto contro l’accettazione passiva di livelli di corruzione inaccettabili e dannosi per non parlare poi di intollerabili abusi e di pericolosi atteggiamenti nei confronti della criminalità organizzata.
Bisogna essere consapevoli che non si tratta solo di chiedere allo Stato di fare la sua parte ma si tratta di maturare noi tutti questa ”consapevolezza a livello collettivo”, individui ed imprese, giovani ed anziani, dipendenti e non.
Investire in ”cultura”, in “conoscenza”, è la risposta migliore che possiamo dare alle difficoltà di oggi e all’incertezza del futuro, consapevoli che finirà per ripagarci, con gli interessi.
Come scriveva Benjamin Franklin: ”il rendimento dell’investimento in conoscenza è più alto di quello di qualunque altro investimento”.

15085523_10207914278671075_1899055120691651778_n
Ora … noialtri ”italiani” fatichiamo a metter in pratica quanto sopra … pensiamo ora all’Africa! Mamma mia quanta strada abbiamo da fare a ‘sto mondo! Quanta!
.-.-.-.-
fonte: ”Il pregiudizio universale – Un catalogo d’autore di pregiudizi e luoghi comuni.