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Irene Pivetti e la telenovela delle mascherine farlocche …

Telenovela Irene Pivetti Mascherine 2° parte … 29 aprile  

Ed ecco che alla fine ci siamo arrivati! La Signora Irene Pivetti è indagata! 

La faccenda è partita del sequestro di 15 milioni di mascherine farlocche destinate alla Protezione civile. 

Dopo il maxi sequestro alla Malpensa, la Finanza ha sequestrato in varie città, novemila mascherine importate dalla Cina da una società che fa capo, ma guada un pò, alla ex presidente della Camera. Il reato ipotizzato è frode nell’esercizio del commercio. La Pivetti, amministratore unico della ‘’Only Italia logistics’’, è indagata perché ha importato e fatto circolare mascherine non a norma sostenendo lo fossero. 

Ricordiamo chi è la Signora Pivetti? Per farla breve diremo che nel ‘94 – in forza alla Lega – è stata Presidente della Camera. Abbandonata poi la carriera politica si è data alla TV, e poi è scesa nel mondo dell’imprenditoria, puntando molto sul commercio tra Italia e Cina. Dove, grazie alla sua ‘’alta referenza istituzionale’’, è riuscita a stabilire numerose relazioni. Grazie a queste ‘’relazioni’’ ha pensato bene di fare quattrini sfruttando la pandemia in atto. 

La ‘’Signora’’ Pivetti infatti ha ottenuto un contratto con la Protezione civile. Non sappiamo ancora con ‘’CHI’’ ha stipulato ‘sto contratto, ma, prima o poi salterà fuori il genio. Il contratto era per importare dalla Cina 15 milioni di mascherine Ffp2 per un totale di 30 milioni di euro, che lo Stato , udite udite … avrebbe pagato per il 60% addirittura in anticipo e il 40% alla consegna!

Eccola qui la Signora Pivetti. Ex Presidente della Camera, ex politica, ex presentatrice TV e adesso ”imprenditrice” …

Mica male come forma di pagamento vero? Gli altri fornitori dello Stato si vedono pagare a ‘’morte babbo’’ lei invece addirittura con un più che congruo ‘’anticipo’’. Mah … i misteri della burocrazia! Pensare che ci sono aziende che falliscono perchè lo Stato non le paga … la Pivetti invece … Ma sappiamo tutti com’è no? Con gli ”amici degli amici” se si può … per la serie: ”Una mano lava l’altra” …

Ma torniamo a noi ed al fatto che chi ha stipulato ‘sto contratto doveva essere, come minimo un caro amico della Pivetti, visto che una percentuale di questa partita di mascherine farlocche, pagate comunque dallo Stato (che tanto per capirci i soldi li prende dalle nostre tasse) per uso e consumo della Protezione Civile, avrebbe potuto anche essere commercializzata dalla società della Pivetti in canali privati. Manco era in esclusiva ‘sta fornitura! Ma pensa tu! Io Stato ti anticipo dei soldi per delle mascherine che devi dare a me Stato ma nel contempo ti permetto pure di venderle per i fatti tuoi! No comment … -( 

Tra questi ‘’canali privati’’ c’erano anche alcune farmacie del Savonese, che però rivendevano le mascherine con ricarichi fino al 250%. Tutti filatropi eh? Grrrrr …

Da questi casi è scattata una denuncia e la Finanza ha risalito la filiera fino alla Malpensa, dove si trovavano le mascherine per le quali è stata contestata la mancanza, tra l’altro, della certificazione richiesta.

Ma come avrà fatto una società piccola come la Only Logistics, che ha appena 70 mila euro come ultimo fatturato, ad aggiudicarsi una fornitura da 30 milioni di euro dallo Stato Italiano? Mah … 

Parte delle risposte si possono trovare ricostruendo la galassia dell’ex leghista. La ‘’Irene Pivetti Corporation’’ è un gruppo fatto di fondazioni, cooperative, onlus, società internazionali, scatole vuote che promette e ‘’vende’’ consulenza e relazioni. Ma di affari veri e propri se ne vedono pochi. Tra l’altro c’è già in corso un principio di fallimento . Quello della Società ‘’Only Italia’’ che è una rete di business proiettata verso la Cina, una Rete nazionale di distribuzione e promozione sul grande mercato cinese’’. Però il sito Only-Italia.it, registrato da una società di Parma che fa capo a una onlus gestita dalla Pivetti, è inaccessibile. E, pur essendoci continui richiami al nostro Paese, la sede delle due principali società, diciamo le holding, sono fuori dai confini nazionali. Una, la Only Italia Club, sta a San Marino. L’altra, Only Italia Tech Trade, in Polonia. La piccola repubblica di San Marino garantisce una buona efficienza burocratica, un sistema bancario ‘’protetto’’ e sopratutto … riservatezza! 

Dati economici consolidati la Finanza non né ha trovati e il fatturato della Logistics che fa consulenza nella distribuzione di merci è come quello di un parrucchiere: 72mila euro all’anno. 

Sarebbe questa l’imprenditoria italiana tanto amata dalla Lega? Non ci voglio credere … ma ho paura che sia la triste realtà. Quando dicono che bisogna ”alleggerire la burocrazia” siamo ovviamente tutti d’accordo ma non certamente in questa maniera!

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Telenovela Iene Pivetti Mascherine 1° parte … 26 aprile

Ai primi di aprile nel Savonese vengono denunciati i proprietari di alcune farmacie, che vendevano mascherine di protezione con ricarichi del 200-250%. 

La procura di Savona affida le indagini alla guardia di finanza, che inizia a risalire la filiera di questa fornitura. Gli uomini delle Fiamme gialle arrivano ad un hangar commerciale del terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa, dove sono custodite appunto migliaia di mascherine Fpp2 un modello di protezione medio-alta ma non sufficiente per gli ospedali. 

La Finanza scopre che le mascherine sono state importate dalla Cina dalla Only logistics Italia srl, società di cui è amministratrice unica Irene Pivetti (l’ex Presidente della Camera della Lega Nord nel 1994). Finita la carriera politica, la Signora Pivetti ha iniziato a fare l’imprenditrice, stabilendo tra l’altro una solida di rete di relazioni con l’estremo oriente. Nei giorni più tragici del Covid-19 le mascherine di protezione sono pressoché introvabili. La Protezione civile, per ragioni di estrema urgenza, firma con la società di Pivetti (gli ex contatti politici aiutano… e quando si ha fretta manco si fanno i bandi di gara) un contratto per la fornitura di 15 milioni di mascherine, al prezzo di 30 milioni di euro! Una buona parte di queste mascherine però sono state sequestrate a Malpensa in quanto non sono quelle che avrebbero dovuto essere. Per 30 milioni di euro la Protezione Civile pretende, giustamente, il massimo della protezione. 

Dimmi con CHI vai e ti dirò CHI sei …

La Pivetti si giustifica dicendo che sono cambiate le regole durante la partita, ”prima” le mascherine andavano bene ”dopo” non più.  30 milioni di euro per delle mascherine che in ospedale non servono, ci sarebbe dovuta arrivare anche la Pivetti che non sarebbero andate bene no? Ma poi … se le compri per la protezione Civile, come mai finiscono nelle farmacie del savonese? Ma quanto fa schifo il cercar di far quattrini, sulla pelle altrui, sia da parte della Pivetti che delle farmacie? Tutti dicono che questa ”prova” ci farà diventare migliori! Ma … siamo proprio sicuri? Mah …

Alla prossima

Elena

Fonte: Corriere della Sera 

Rai Radio Televisione italiana, dov’è finito il teatro?

Pensierino del mattino …

Dicono che sarà la ‘’cultura’’ a salvare il mondo. Come dar torto ad un’affermazione simile? Tutti ci rendiamo conto che la ‘’cultura’’ è la ‘’chiave di volta’’ che sorregge una società civile. Una società degna di tale nome. 

Una società giusta, che dia le stesse possibilità a tutti e che aiuti quelli che, per una ragione o per l’altra, rimangano indietro. 

Ora,  tutti sappiamo che la ‘’cultura’’ viene trasmessa in vari modi: dalla famiglia, dalla scuola, dall’informazione. 

Ultimamente secondo voi questi passaggi di informazione, tra una generazione e l’altra, sono migliorati? 

Nella famiglia, non saprei, visto che la vita sempre più frenetica richiede da parte dei genitori moderni dei tempi di comunicazione veloci e concentrati. Si parla con i figli in auto mentre li si porta a scuola o a fare sport. I bambini oggi non sono liberi in spazi loro, non riescono a stabilire regole comportamentali di gruppo da soli, ma tali regole sono sempre ‘’mediate’’ da adulti spesso sotto pressione per qualche motivo. 

La scuola ha perso molto del suo carisma e del suo rispetto.

Un tempo, parlo di quando ero piccola io, e cioè negli anni sessanta, se prendevo un brutto voto a scuola, come arrivavo a casa, prendevo anche un ceffone, se mi andava bene, se mi andava male mi mettevano in castigo per una settimana. Il che significava star chiusa in casa,  cosa drammatica per me, che ero un vulcano di energia.

Ma a nessuno, della mia famiglia sarebbe mai venuto in mente di andare a parlare alla mia maestra, santa donna che ancora ricordo con stima e affetto, per chiedere il motivo del ‘’brutto voto’’. Il suo giudizio era insindacabile! 

Oggi invece? Oggi, lo sappiamo, se i nostri pargoli prendono un brutto voto, genitori infuriati vanno dall’insegnante e lo prendono, bene che vada a male parole, male che vada arrivano a mettergli le ‘’mani addosso’’! 

Quindi che cosa fa l’insegnante per sopravvivere? Dà il 6 politico a tutti. In questo modo mantiene il suo posto da ‘’precario’’ e ‘’tira avanti’’. Notoriamente i direttori scolastici più che pretendere alti  livelli di istruzione preferiscono bassi livelli di ‘’scontro’’ con i genitori.

Detto questo che cosa rimane per passare ‘’cultura’’ alle nuove generazioni? Semplice, l’informazione. Ma non quella dei quotidiani che, per poterne fruire, bisognerebbe leggerli, ma la tv! Facile, immediata e che richiede poco ‘’sforzo mentale’’. 

Ma … e qui ‘’casca l’asino’’! Che cosa c’è alla tv oggi di facilmente fruibile per i giovani? A parte i cartoni animati per i piccolissimi,  per i più grandi e anche per gli adulti ci sono:  il Grande Fratello, una miriade di trasmissioni di cucina, serie televisive che trovano il tempo che trovano, film spezzati da infinite pubblicità. 

Ora mi domando, ma sarebbe tanto difficile alzare un pò il livello culturale delle trasmissioni? 

Perché mai il teatro è scomparso completamente dai palinsesti della RAI? 

Eppure … la mia generazione è cresciuta con le commedie di Govi, come dimenticare i ‘’maneggi per maritare una figlia, Pignaverde e Pignasecca, Sotto a chi tocca’’?   Come dimenticare il grande Pirandello o le commedie di Eduardo de Filippo? Ma Santa Polenta Svizzera, quella era cultura fruibile per tutti. 

Quanti possono permettersi di andare a Teatro? Mica tutti … Eppure noialtri ormai quando si va anche solo al cinema, preferiamo il film panettone piuttosto che, ad esempio,  Martin Eden di Pietro Marcello!  Perchè?

Facciamoci una domanda  e diamoci una risposta …

Da parte mia, penso che un popolo di deficienti sia più propenso a convincersi della necessità di acquistare cose inutili, di continuare a ‘’consumare’’ di comprarsi mille paia di scarpe quando di piedi ne ha sempre e solo due. 

Ma la cosa più grave è che un ‘’popolo di deficienti’’ nemmeno si accorge quando sta per perdere la democrazia e quando slitta paurosamente verso la dittatura. 

Alla prossima

Elena   

Asiatica e Coronavirus …

Pensierino del mattino:

l’”Asiatica”, la più mortale pandemia degli ultimi 100 anni aveva fatto qualche cosa come un milione, un milione e mezzo di morti. Ad oggi di coronavirus sono mancate meno di 100 mila persone nel mondo.

Tra l’altro l’Asiatica a casa mia l’abbiamo fatta tutti quanti. Io, nata nel giugno del ’55 ero proprio piccolina e mi dicono, avevo una febbre altissima.

Domanda: ‘’Come mai per l’asiatica se ne sono fregati tutti? Come mai noi oggi invece ci sentiamo in guerra? Noi reagiamo al problema ‘’coronavirus’’ guardando in faccia la ‘’realtà ’’ o reagendo al ‘’percepito’’ provocato, oltre che dal virus stesso, dalla infodemia che gli ruota attorno?

Teniamo anche presente che 1,5 milioni di individui rispetto alla popolazione di allora che era di circa 2 miliardi e mezzo … non era certo poco. Oggi siamo 8 Miliardi a calpestare Gea. E con questo non voglio minimizzare nulla ma sto solo facendomi delle domande.

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Alla prossima

Elena

Siamo liberi o schiavi ?  

… pensierino del mattino …‘

Ci hanno martellato le meningi talmente tanto, e per talmente tanto tempo, che non siamo più capaci di gestire le informazioni che ci piovono addosso. Informazioni che ci arrivano in maniera opprimente e continua a 360°!

Vero è che leggiamo mille cose, ma … quante riusciamo ad approfondirne? Mah …

Ma poi … è colpa nostra? Siamo noi che siamo diventati scemi all’improvviso o ci hanno fatti diventare scemi? 

Da quando la ‘’comunicazione’’ si è trasformata da:  pura informazione, pur se su ‘’linee’’ diverse, ad un ‘’mezzo per vendere’’, l’informazione ha iniziato a fare guai e perso la propria dignità.

I mezzi di comunicazione, tutti sappiamo, devono ‘’vendere’’ se vogliono sopravvivere! Ma qui casca l’asino, se qualcuno ‘’DEVE SOPRAVVIVERE’’ va da se che inizi ad esser meno LIBERO … o no? Se un tempo era sufficiente appoggiarsi ad una ‘’linea politica’’, magari anche spontaneamente condivisa,  oggi la questione è più complicata. Quel che rimane è che la ‘’libertà’’ la danno i mezzi economici. I giornali oggi non hanno più contributi pubblici quindi devono ‘’vivere’’ di acquisti cartacei e/o di abbonamenti in rete e/o di ‘’like’’ sempre in rete.  

Va da se quindi che l’informazione sia condizionata alla vendita di prodotti, merci, politica, idee, soluzioni, e noi ‘’assorbiamo’’ visceralmente tutto, senza esser più capaci di utilizzare il caro vecchio ‘’cum grano salis’’.

Più le informazioni sono eclatanti, drammatiche, reiterate, più si incrociano e si confondono tra loro in realtà e bugie, in  dicerie e conferme, in conferme e smentite, in ipotesi, in assiomi e teoremi .. e più ci piacciono. Il Grande Fratello dell’informazione! Ah… che bello! 

Informazioni queste che fanno presa più sulle nostre ‘’viscere’’ che sul nostro ‘’cervello’’ ormai atrofizzato.

Ma ribadisco, non è affatto colpa nostra. Ci hanno fatti diventare così! 

Ho una teoria tutta mia su quello che la pubblicità ha fatto, negli anni, alla nostra cognizione. La teoria è semplice e consiste nel fatto che: per essere un ‘’ottimo acquirente’’ devi, per forza di cose, essere anche un pò ‘’scemo’’! 

Volete un esempio che considero ‘’eclatante’’? Eccolo qui:  ‘’Vi ricordate l’epoca in cui a noi donne hanno fatto indossare, era un ‘’must’’ della moda femminile, delle scarpe con una punta senza senso? Scarpe che finivano con una punta alla ‘’Aladino’’ che si alzava persino e che nulla avevano a che fare con il piede femminile? Ebbene in giro c’erano solo scarpe simili. Per anni mi sono rifiutata di acquistarle e sono vissuta con le mie vecchie scarpe, o con calzature da ginnastica. 

Ma dico … noialtre mica facciamo la punta ai piedi con i temperini no? Quindi? Perché caspita ci fate comprare scarpe simili? Eppure … tutte le mie amiche le avevano! E non parlo di ‘’donne poco evolute’’ ma di medici, avvocati e commercialisti. 

Come mai? Semplice! Quella era la ‘’moda’’ e quindi bisognava adeguarsi! 

Trovo questo comportamento assurdo! Possibile che noialtri si sia diventati così ‘’semplici’’? 

Eppure … se il compratore perfetto non deve farsi troppe ‘’domande’’ ma limitarsi ad acquistare cosa è ‘’meglio per lui’’, va da se che il ‘’compratore in oggetto’’ abbia perso un pò della sua ‘’sacra autonomia mentale’’.

L’ha persa perché così vuole la società consumistica. 

La cosa che mi preoccupa è che un essere simile, come reagirà alla pioggia di informazioni, per esempio sul ‘’coronavirus’’?

Reagirà  usando il ‘’proprio cervello’’ o … sarà condizionato dalle ‘’informazioni’’ che gli vengono fornite? E le informazioni che gli vengono fornite da che ‘’parte stanno’’?

Ho la sensazione che in un mondo in cui l’ ’informazione democratica’’, quella alla portata di tutti … stia diventando invece una pericolosa fonte di indottrinamento.

Saremo noi capaci di sfruttare il nostro ‘’cum grano salis’’ e riconoscere le informazioni giuste? Mah … 

Alla prossima

Elena 

Whirpool – quali sono i motivi per cui se ne va dall’ Italia?

…Whirpool – quali sono i motivi per cui se ne va dall’ Italia?

Operai di Napoli in sciopero. In una zona di Camorra se la Whirpool se ne va il lavoro lo daranno i camorristi. Quali saranno quindi i ”risvolti” nella società civile? Fatevi una domanda e datevi una risposta!

Mah … secondo me non sono poi così difficili da capire. Ecco che cosa dice il Forex Tradind Italia:

– Lo stipendio medio in Polonia, è di 774,54 euro netti al mese (3.307,90 zlotly polacco),
– Lo stipendio medio in Italia è di 1.550 euro netti al mese.
Quindi?

Quindi, va da se che le Multinazionali vadano dove più fa loro comodo. Questo vale sia per la produzione, dove ovviamente sceglieranno un posto dove il costo del lavoro – quindi gli stipendi degli operai – è  più basso;  o per le ”tasse”, dove ovviamente sceglieranno un ”paradiso fiscale”.

A questo punto però sorge spontanea la domanda:

”Ma … gli ”Stati” che cosa fanno per evitare questi scempi”? Perché di ”scempi” si tratta! Quando una fabbrica chiude significa famiglie su lastrico!

Che cosa fa la ”politica” per mantenere i posti di lavoro? E qui c’è da pensare perchè le risposte tendono ad essere di due tipi e diametralmente opposte:

– La prima, sarebbe quella di chiudersi a riccio e di praticare l’autarchia;
– la seconda quella di unirsi ed uniformare i sistemi.

Cose difficilissime entrambe. Il fatto drammatico è che la politica ”dovrebbe” esser in grado di mettere ”regole ferree” impedendo, ad esempio alle Multinazionali di diventare degli Higlanders che dettano legge, ma non ne sono capaci!

Gli Stati ormai si ”inchinano” ai Novelli Imperatori … li coccolano e gli lasciano fare quel che vogliono. Eppure … nel passato … agli Imperatori ed ai re assoluti, gli si tagliava la testa! Ci sono state rivoluzioni per impedire che il ”potere” rimanesse nelle mani di pochi. Oggi  vengono messe  a ”capo” dei Governi,  delle marionette o colluse, o talmente idiote da poter esser facilmente manipolate. L’importante comunque è che costoro ”piacciano” alle Multinazionali o che per lo meno non le infastidiscano.

Povera misera ”politica” asservita all’economia in toto!

Alla prossima

Elena 

USA – TRUMP E L’EMPEACHMENT …

Trump, giovedì 7 novembre la Camera americana voterà per formalizzare le procedure di impeachment contro il presidente Donald Trump sull’Ucraina-gate.

La risoluzione che verrà approvata giovedì stabilirà le procedure per le udienze. Sarà il primo voto della Camera in seduta plenaria sull’indagine per l’impeachment da quando è iniziata un mese fa.

Nancy Pelosi,  terza carica dello Stato dice:  ‘’Stiamo prendendo questa misura per eliminare ogni dubbio sul fatto che l’amministrazione Trump possa trattenere dei documenti, bloccare la testimonianza di testimoni, ignorare mandati puntualmente autorizzati o continuare a ostruire il lavoro della Camera’’.

Trump ha condannato la decisione della Camera, definendo l’inchiesta sull’impeachment del tutto priva di fondamento e illegittima. Il voto dei democratici renderà più complessa la strategia della Casa Bianca che finora ha sempre resistito alle richieste dei deputati per la diffusione di documenti o per le testimonianze.

Vedremo … che cosa succederà. 

Ricordiamo che la Camera chiede chiarimenti in proposito al ‘’favore’’ chiesto al telefono da Trump al leader ucraino Voldymyr Zelensky: ‘’Devi farmi questo favore’’ …

Il favore consiste, per l’Ucraina, nel collaborare con il segretario alla Giustizia William Barr e con l’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani,  per investigare sulla società ucraina che ha nel board, Hunter Biden, figlio del candidato democratico John Biden, avversario  di Trump alle elezioni e cercare qualsiasi prova da utilizzare  contro di lui per fargli perdere consenso.

Per ben otto volte Trump chiede a Zelensky di indagare per corruzione la società dove lavora il figlio di Biden. Il tipico ‘’gioco sporco’’ fatto durante le elezioni per conquistare consensi. 

Trump lo aveva già fatto con Hillary Clinton tirando fuori le email rubate prima del voto del 2016, che si sono poi rivelate una ‘’bolla di fumo’’ ma che hanno fatto perdere alla Clinton moltissimi consensi.

Questa volta però il ‘’gioco’’ lo ha fatto da presidente degli Stati Uniti e non da privato cittadino. Per questo motivo i deputati democratici hanno deciso di avviare la procedura di messa in stato di accusa per abuso di potere e violazione della Costituzione.

Trump è un ‘’bambino viziato’’  e gli americani lo hanno messo a capo degli Stati Uniti d’America, incredibile!

‘’Chapeau’’ comunque alla democrazia … 

Ma poi  … un uomo della sua età che continua a tingersi i capelli rimasti in oro-arancione e che li tiene appicciati al cranio in giri complicati non vi genera un pò di preoccupato malessere? 

Costui non è nemmeno riuscito a scendere a patti con i propri capelli … immaginatevi con il resto del mondo … Mah. 

Alla prossima

Elena

Oggi, se un partito è democratico, si divide … :-(

E te pareva … pure Renzi se ne va.
Il PD è l’unico partito che dà ai suoi componenti ‘’visibilità’’ e fiducia che però, troppo spesso ahimè, vengono sfruttate o per scalarlo dall’interno, cosa tutto sommato normale, oppure se non ci riescono, per fondarsi poi il proprio partitino.

Il PD sta dando vita a partitini che saranno insignificanti. Se la forza è il ”numero” dubito che riusciranno ad averla in questo modo. Tutti che dicono ”uniti” e poi … Mah …

La visibilità nel PD è assicurata in quanto è l’unico partito democratico ancora esistente, gli altri sono tutti di ‘’proprietà di qualcuno’’! Sono tutti partiti legati alla ‘’persona’’ e quindi partiti padronali, che morto il padrone, sono destinati a morire anche loro. Guardate l’esempio di Forza Italia che è legato allo ‘’gnomolaccatodibiaccamarroneintesta’’ (Silvio Berlusconi) ormai ”vecchietto” eppure, lo tengono in piedi, viceversa il partito finisce nel nulla.
Ma il ‘’popollo’’ non capisce e continua a seguire il ‘’personaggio che buca lo schermo’’ più che cercar di capire i problemi ”veri”.
L’Italia va a rotoli ma invece di occuparsi del proprio Paese si occupano del proprio ‘’posto al sole’’. La ‘’politica’’ oggi che cos’è esattamente? Fondare un nuovo partito è forse una risposta ai problemi reali o si tratta solo di un balsamo per il proprio Ego?
Gramsci aveva ben ragione a dire che bisogna partecipare e non essere indifferenti … ma adesso che cosa resta al cittadino ‘’normale’’ che si interessa di politica?
Voglio quindi limitarmi a pensare che la ‘’scala’’ sia cambiata e che la politica italica sia solo più da considerare alla stregua di una rissa da condominio … quindi, dando retta sempre a Gramsci , voglio pensare che: ‘’Sono pessimista con l’intelligenza, ma ottimista per la volontà’’!
Ma gente … che tristezza!

Alla prossima

 

Elena

Affrancarci dai combustibili fossili. Quando? Ora!

Oggi fa un caldo torrido, non riesco nemmeno a lavorare un pò in giardino. Le rose sono veramente ”miserabili”, patiscono questo clima opprimente. Non posso fare a meno di pensare che ‘sto clima è proprio esagerato. Fa troppo caldo e qui, tra l’altro, non piove e l’aria è ”pesante”.

Secondo il libro di Greta Thunberg il nostro credito ambientale è finito quando abbiamo superato le 350 parti per milione di anidride carbonica nell’atmosfera. E questo è avvenuto nel 1987! Si avete capito bene … nel 1987!  Sono quindi ben 32 anni che viviamo a ‘’credito’’ nei confronti di Gea e che cosa abbiamo fatto per porvi rimedio? Niente di niente, a parte grandi discorsi e grandi promesse.

Abbiamo fatto così poco che oggi la concentrazione mensile media di anidride carbonica in atmosfera ha superato ormai 410 parti per milione. (Fonte Focus) 

Mai prima d’ora gli esseri umani hanno respirato un’aria così schifosa e piena di Co2.  Sull’ultima volta che si sono toccati valori simili, gli studiosi non sono proprio d’accordo, ma, a grandi linee, parlano di Pliocene – tra i 4,6 e i 2 milioni di anni fa, o Miocene – 14-10 milioni di anni fa –  quindi non c’eravamo né noi né i dinosauri. 

Che siamo al centro di una crisi climatica a ‘sto punto lo abbiamo capito tutti, ma porre rimedio a ‘sto disastro è un altro paio di maniche.  Lasciamo perdere Trump, che tanto è un incosciente. Cosa possiamo fare noi cittadini nel nostro piccolo? Mah …

Dovremmo smettere di mangiar carne, per esempio, visto che si genera più Co2 per produrre un chilo di carne che per un chilo di fagioli. Se smettiamo di mangiare carne magari gli allevamenti intensivi, tristi sotto tutti i punti di vista, non avrebbero più senso in essere. Chissà, magari si torna al maiale libero che vaga in un grande recinto vicino alla cascina e che mangia gli ”avanzi” di casa. Ma non avrebbe nemmeno senso in quel caso, visto che nessuno avrebbe il coraggio di uccidere uno che ormai è alla stregua di un cane da compagnia.

Potremmo tornare a vivere in campagna ed allevare polli e conigli. Prendendo energia da pannelli solari. Farci un orto e mangiare frutta e verdura di stagione.

Poi non dovremmo più usare automobili, aerei, navi … tutta roba che consuma combustibili fossili. 

Visto che siamo in una svolta epocale … perché non usare questa svolta per cambiare sistema economico? 

Per esempio cambiamo il concetto di ”ricchezza”, diciamo che un Paese è ricco solo se ha tanti alberi! E lì gli Arabi ce l’avrebbero nella giacca, come si suol dire. 

Piantiamo alberi ovunque! Sono gli alberi che mangiano l’anidride carbonica e ci restituiscono ossigeno!  Noialtri invece che piantarli gli diamo fuoco per fare i mobili dell’ikea, oppure per cercare petrolio! Ma siamo proprio cretini. 

Mò faccio un pò di ‘’voli pindarici’’.  Per esempio, le poche auto private dovrebbero essere assolutamente tutte elettriche; sulle autostrade dovrebbero esserci , perché no … trasporti elettrici collettivi e,  alle uscite, nei parcheggi prossimi ai caselli, stuoli di auto elettriche, da prendere in affitto per il tempo che ci serve.

Gli aerei dovrebbero essere a propulsione solare, le navi pure. Se volessimo potremmo fare un sacco di cose. 

Non sarebbe più semplice mettersi d’accordo per fare qualche cosa di utile, per salvare ”capra e cavoli” invece che minacciarci con nuove ‘’guerre nucleari’’? 

Mah …

Alla prossima

Elena 

Noialtri popolo … la politica … la rete …

Spesso mi faccio delle domande, a cui non so dare risposte. Troppo spesso mi rendo conto di quanto poco so, di quanto poco tempo mi resta per conoscere e di quanto tempo ho sprecato quando ero ragazzina. Ma, come giustamente diceva mia nonna: ”inutile piangere sul latte versato”.

Eppure come non porsi delle domande tipo: ”Noi ‘’popolo’’ dobbiamo essere informati nel dettaglio o ci bastano gli slogan”? Quando ci rifilano uno slogan, siamo capaci di ”leggere che cosa c’è dietro”?

E’ solo colpa nostra se non ”capiamo”, perché non abbiamo studiato abbastanza,  oppure lo fanno apposta a parlarci in questo modo? Ma poi … chi ci parla così, è al corrente dei ”risvolti” complicati che l’applicazione semplicistica dello slogan che ci propina potrebbe provocare?

Insomma chi si rivolge a noi, tramite la rete, creando spesso dei ”casus belli” , grazie a ”slogan” e frasi fatte a tavolino, ha rispetto di noialtri o gli serve solo il nostro consenso/voto?

E’ meglio un popolo con una cultura tale da permettergli di ragionare in proprio o è sufficiente un popolo che creda a chi gli racconta la fiaba migliore? 

I giornali, che devono vendere,  fanno da ‘’gran cassa’’ a quanto in ‘’rete’’ fa scalpore ma … chi decide che cosa in rete ‘’fa scalpore’’? 

La televisione da ‘’mostro sacro’’ qual era l’abbiamo fatta diventare una sorta di Grande Fratello, sdoganando malcostume e ignoranza. 

La politica, grazie alla rete, è diventata parte integrante del dibattito pubblico, dove ognuno racconta quel che vuole e da ‘’mostro sacro’’ qual era è diventata una sorta di Grande Fratello sdoganando di tutto di più. 

Una volta ci si confrontava al ‘’bar’’ e lì tutto rimaneva … adesso è un ‘’dominio pubblico’’ tanto che nemmeno il Presidente della Repubblica ha un attimo di ‘’tempo bianco’’ per pensare con calma. 

Ma tutto ciò è ‘’voluto’’ da ‘’qualcuno’’ oppure siamo proprio noi ‘’popolo’’ che diamo importanza alle ‘’cose sbagliate’’? Mah …

Pensare che un tempo ero fermamente convinta che la ‘’rete’’ fosse il ‘’salto’’ di cui avevamo disperatamente bisogno. Il ‘’mezzo’’ che avrebbe permesso a noi cittadini di tutte le fedi politiche di intervenire in ‘’prima battuta’’, di organizzarci liberamente per far ‘’pressione a chi di dovere’’. Adesso, che la ‘’politica’’ si è impossessata della ”rete”  penso che serva solo più a prendere ‘’pesci’’.

Detto questo, conosco giovani, i miei figli per primi, che sono positivi e che pensano e progettano per un futuro migliore, quindi mi consolo e penso che tutto sommato, la mia pessimistica visione sia dettata più che tutto dal confronto con l’epoca in cui sono vissuta – anni 70/80 – dura e non facile come tutti pensano, ma con ”prospettive” differenti da quelle attuali,  e dalla mia età, che non mi permette più di ”cambiare nulla” ma di subire quello che mi circonda, che, quasi mai mi piace.

Quando sono nata eravamo 2 miliardi e mezzo … oggi siamo quasi 8 miliardi ed il Pianeta ci sopporta tanto quanto io sopporto Salvini e/o Di Maio!

Mah … 

Alla prossima

 

Elena

Ferragosto 2019 – Governo giallo-verde in cascata …

Pensierino del mattino sulla promessa di Conte: ‘’Sarà un anno ‘bellissimo’’! 

Ve lo ricordate no? Ecco … invece la situazione non è proprio come aveva promesso/previsto Conte ma anzi, senza contromisure ‘’pesanti’’  l’anno prossimo l’aliquota ordinaria IVA, oggi del 22% salirà al 25,2%, e quella ridotta al 10% passerà al 13 per cento.  Inutile spiegare che l’aumento dell’IVA colpisce tutti indistintamente e che, grazie a questo aumento le famiglie italiane, secondo uno studio del sole24ore avranno un aumento di 500 euro medi l’anno. (calcolato su una spesa mensile di circa 1.200 euro/mese)

Il “valore” degli aumenti Iva messi in programma dal governo Conte non ha precedenti: 23,1 miliardi per il solo 2020 (mentre sono 28,8 i miliardi che incombono dal 2021).

Perché ci sono gli aumenti ‘’automatici’’ dell’IVA? 

L’eredità delle cosiddette ”clausole di salvaguardia” risale all’estate del 2011, quando la crisi dei conti pubblici – unita all’impennata dello spread – aveva spinto il governo Berlusconi a varare la manovra correttiva di luglio (Dl 98) e poi il “decreto di Ferragosto” (Dl 138) ed a proporre all’Europa le cosiddette ‘’clausole di salvaguardia’’ , che per chiarire significano: ‘’Se non raggiungo certi risultati (tipo: maggiori entrate, taglio della spesa pubblica, aumento del PIL) automaticamente alcune imposte aumenteranno’’! Ovviamente questo era una rassicurazione per i mercati e per Bruxelles, che ci accusano,  a ragione,  di spendere soldi che non abbiamo, ma anche, ovviamente, un segnale di debolezza da parte nostra.

Quindi questi aumenti automatici partono dal Governo Berlusconi che, nel “decreto di ferragosto” di otto anni fa (firmato dalla sua coalizione che comprendeva la LEGA NORD) menziona per la prima volta la possibile ”rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa”, quale alternativa al taglio lineare delle  agevolazioni fiscali,  con l’obiettivo di recuperare 4 miliardi nel 2012 e 20 miliardi a regime dal 2013. Intanto, però, si sancisce già un primo rincaro ufficiale dell’Iva: il 17 settembre 2011 l’aliquota ordinaria passa dal 20 al 21 per cento.

Il governo dei tecnici di Mario Monti, subentratogli nel novembre 2011, riesce via via a disinnescare le clausole piazzate dall’esecutivo Berlusconi, ma non a eliminarle data la drammatica situazione economica.  Dopo gli interventi “Salva Italia” e “Spending review-bis”,  la legge di Stabilità 2013 dispone che dal 1° luglio l’aliquota Iva del 21% sia rimodulata nella misura del 22 per cento, se non arrivano risparmi per almeno 6,5 miliardi con il riordino della spesa e la sforbiciata ai bonus fiscali.

Il nuovo passaggio dal 21 al 22% è segnato: viene solo posticipato di qualche mese dal successivo governo Letta (Dl 76/2013) e scatta il 1° ottobre del 2013. Ma si apre un secondo capitolo. Perché Enrico Letta, perso l’appoggio dell’ex Cavaliere, si trova a dover innescare un’altra “tagliola” con la legge di Stabilità 2014: senza maggiori entrate o risparmi, dal 2015 ci sarà il taglio delle tax expenditures e «variazioni delle aliquote di imposta» per garantire 3 miliardi per il 2015, 7 miliardi per il 2016 e 10 miliardi a partire dal 2017.

Arriva quindi i Governo Renzi e sotto la spada di Damocle va a sedersi Matteo Renzi, che in due anni – anche grazie alla flessibilità europea – sterilizza le clausole per il 2015 e 2016 e le riduce per gli anni seguenti. Comprese quelle (aggiuntive) che lui stesso ha piazzato nella legge di Stabilità 2015, a copertura dei suoi provvedimenti (cioè 12,8 miliardi sul 2016, 19,2 sul 2017 e 22 miliardi dal 2018). Le clausole cominciano a sommarsi. E aleggia il pericolo che l’Iva possa salire ancora, non solo nell’aliquota più alta.

Dopo l’ultima manovra di Renzi (legge di Bilancio 2017), che azzera il peso dei 15,3 miliardi per l’anno in corso, il nuovo premier Paolo Gentiloni eredita un fardello da 19,5 miliardi per il 2018, sempre coperto dall’aumento automatico dell’Iva e delle accise.

Gentiloni avvia una prima ripulitura con la manovra di primavera (Dl 50/2017), che neutralizza 3,8 miliardi e porta il conto a 15,7 miliardi. Il successivo decreto fiscale (Dl 148/2017) e la legge di Bilancio 2018 sterilizzano poi gli eventuali rincari Iva del 2018, ricorrendo all’aumento del deficit per il 70% dei 15,7 miliardi necessari. E riducono anche di 6,4 miliardi l’ipoteca del 2019, che passa a 12,4 miliardi.
Il conto da pagare viene quindi sforbiciato da Gentiloni, ma resta nel complesso sostanzioso: 31,5 miliardi. Di cui 12,4 da reperire nel 2019, e altri 19,1 che pesano sul 2020 (pena l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti). Sulla carta resta questa previsione: in assenza di interventi, l’aliquota Iva del 10% salirà al 11,5% nel 2019 e al 13% nel 2020; quella del 22%, invece, passerà al 24,2% nel 2019 e al 24,9% nel 2020, per assestarsi al 25% nel 2021.

E siamo all’esecutivo giallo-verde, guidato da Giuseppe Conte. Che neutralizza i rincari previsti per il 2019, ma per il 2020 mette un carico dello 0,3% sull’aliquota ordinaria (che così arriva al 25,2%, poi destinata a diventare 26,5% dall’anno successivo) e conferma il 13% di quella ridotta. Ecco spiegato il peso di una clausola così rilevante: 23,1 miliardi per il 2020 e 28,8 miliardi dal 2021.

Alla luce di quanto sopra ci arriviamo tutti a capire che promettere flat tax e Reddito di Cittadinanza erano, data l’italica situazione, due misure irrealizzabili e che l’unica soluzione che hanno costoro è quella di abbandonare il governo per lasciare i guai e le colpe agli altri e poi rivincere  nuovamente criticando gli altri e l’UE … 

Mah … il dramma è che a noi, non interessano i ‘’fatti’’,  ma solo i ‘’personaggi che ‘bucano lo schermo’ promettendo mari e monti! Quello che ci serve invece è un Governo serio, magari fatto da personaggi che non ‘’buchino lo schermo’’, ma che abbiano un cervello funzionante, in grado di capire gli effetti a ungo termine di quel che i ‘’tecnici’’ propongono per ‘’tamponare i buchi ’. 

Un Governo che, passettino dopo passettino, ci porti ad avere fiducia e che ci permetta di avere una visione positiva e magari di tornare ad investire nel nostro paese. Sarebbe chiedere troppo?

Le bacchette magiche non esistono, esiste il lavoro a testa bassa, nella giusta direzione, tutti assieme, con un occhio al sociale e l’altro alla realtà dei mercati. 

Ce la faremo? Speriamo … 

Alla prossima

Elena 

I dati economici e le leggi sono tratte da un articolo del Sole24ore