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Imprenditori italiani del tessile uccisi a Dhaka …

Nell’ ingiustificabile attentato a Dhaka in Bangladesh, che tutti assolutamente condanniamo, sono morti in modo atroce, anche degli imprenditori italiani.
Molti  piangono con simpatia i nostri connazionali, ma, tastando il ”polso della rete”, se così si può dire, si percepisce che alcuni storcano il naso e si chiedano: ”Ma perché producevano in Bangladesh”? Perché non facevano lavorare gli italiani?
La risposta è semplice, qui costa troppo tutto!
Assumere regolarmente … pagare i contributi … pagare le ferie … tenere gente in organico anche se è malata … gli stipendi sono soggetti a contratto …  in Bangladesh invece non hanno diritti e  costano una ”cippa”!
Quindi che cosa fanno gli imprenditori? Delocalizzano! Si chiama ”globalizzazione”.

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Lo fanno tutti quelli che possono, dalle multinazionali alle piccole imprese. Tutti sfruttano … chi più chi meno.
Come eliminare questo sistema mah … si direbbe una battaglia contro i ciclopi.
Eppure se ci pensiamo un attimo magari si potrebbe trovare una soluzione.
Invece di comperare, ad esempio,  40 magliette orrende fatte in Bangladesh, che pendono da tutte le parti, compriamone una bella fatta bene  in Italia,  con un buon tessuto e che duri per parecchi anni.

Sento già la fibrillazione  che precede: ”Ma … una maglia del genere, costa un sacco di soldi”!
E allora? E’ vero che costa ma ne compriamo una da 100 euro invece di 10 da 10 euro …
Con un margine di guadagno più alto forse i produttori potrebbero far lavorare gli italiani qui, invece che gli indiani.
La cosa da fare però è di poi curare la maglia da 100 euro!  Una maglia di quel prezzo va lavata con attenzione, stesa con altrettanta attenzione,  poi stirata con attenzione e poi cucita o ripresa nel caso si scucisse o si smagliasse.
Ma … oggi abbiamo voglia e tempo di curare così i capi di abbigliamento  o preferiamo comprare delle ciofeche, usarle e poi buttarle al primo cenno di logorio? Una volta le scarpe si facevano risuolare … oggi si buttano, tanto durano niente, bene che vada le fanno i cinesi.
Conosco ragazze che viaggiano con pantaloni senza orlo, preferiscono invece di cucire un orlo, farlo ”mangiare” dai talloni delle scarpe contro il pavimento. Se hanno una maglia scucita la buttano via …

meditiamo gente … meditiamo …

 Alla prossima

 

Elena

 

 

Il nostro è un ”mondo dicotomizzato” …o ”bislacco”?

La società OPA (Open Platform for Architecture) che ha sedi sia in Olanda che in Grecia,  ha disegnato una casa decisamente particolare, costruita in cemento armato a strapiombo su una parete rocciosa,  il tetto è costituito da una piscina.La luce del cielo entra in casa filtrata dalla piscina che oltre a rinfrescare la temperatura crea un effetto rilassante.

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Il progetto è stato messo su Internet e si è subito trovato il ”cliente” che vuole realizzarlo. La ”casetta” sarà di 1.600 metri quadri e sorgerà su una parete rocciosa a strapiombo sul mare in Libano.Quanto costa? Ma … se domandiamo il prezzo … significa che non possiamo permettercela!

Noialtri qui stiamo a discutere del ”reddito di cittadinanza” , un obolo dato a tutti per tenerci ”tranquilli”, visto che la digitalizzazione continuerà a togliere posti di lavoro, intanto ci sono in giro per il pianeta,  dei ”singoli” cittadini che possono permettersi delle casette come questa, che ovviamente sarà solo una casa per le vacanze”! Ma questo sarebbe ancora il meno: quel che trovo drammatico è che mentre ci sono persone con denaro per ”far delle guerre” nel vero senso della parola c’è una marea di gente che vive in posti come questi!

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Ci sono campi profughi in Africa dove tensioni e combattimenti lungo le rotte di approvvigionamento ostacolano il trasporto di aiuti alimentari, aiuti che poi si traducono in due tazze di lenticchie, un bicchiere d’olio e mezzo chilo di sorgo! Alla faccia degli OGM che sfamano il mondo! Gli OGM sfamano solo chi PAGA. (chiedere conferma alle multinazionali che li producono)

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La guerra civile in Siria, il cui intervento esterno di alcuni paesi per eliminare il ”tiranno” Assad,  non ha fatto altro che rafforzarne il regime ed alimentare un flusso ininterrotto di umanità in fuga dalla fame e dalla violenza.  Il tragico fenomeno dei migranti sta mettendo in crisi, ogni giorno di più, l’Unione Europea spingendola verso un collasso politico.  Nei Paesi immediatamente coinvolti dalle ondate migratorie le tensioni crescono sempre di più. Quella che si tende a sottovalutare è la più grave crisi umanitaria del Pianeta,  una crisi non solo drammatica, ma estremamente pericolosa. Mentre alcuni Paesi chiudono i confini con esercito e fili spinati … i paesi nel Mar Mediterraneo sono i più ”esposti” ad ondate di disperati, che su barconi fatiscenti, nelle mani della malavita organizzata, cercano un futuro.

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Il bellissimo Mediterraneo è diventato una tomba per centinaia di uomini, donne bambini. Abbiamo tutti davanti agli occhi le scene strazianti dei corpi annegati che giornalmente i telegiornali trasmettono ed ai quali cominciamo ad assuefarci. Eppure come impedire a dei disperati che fuggono da guerre, fame, carestie, di cercare una vita migliore? L’unico modo sarebbe quello di aiutarli ”a casa loro” come ormai molti in Europa stanno spingendo a fare.

Ma … che cosa si intende esattamente per ”aiutare a casa loro”? Il Piano Marshall in Europa ha funzionato perché si usciva dalla II guerra mondiale e si aveva tutti una gran voglia di stare ”zitti e buoni” e fare quel che ci dicevano, in Italia la DC faceva da ”garante”.  Non dimentichiamo che il termine ”democrazia” nei Paesi più disperati (e non solo) è una sorta di termine ”ornamentale” , mentre la realtà è lontana anni luce. Sarà ”duro” combattere con chi detiene il potere sul posto. Chi in Africa è garante dell’ordine necessario per un ”Piano Marshall africano”? Personaggi come Boko Haram?

Non sarà un’impresa facile …  ma è ora che anche il Sud del Mondo inizi a camminare con le proprie gambe in modo civile e democratico ed è anche ora che non ci siano più  dei ”singoli individui” che possiedono il PIL di nazioni intere!

Ce la faremo a vincere questa sfida? La risposta mi sa che è una sola:  Dobbiamo!

Alla prossima

Elena

Come mai giovani cresciuti in Europa rimpinguano le file dei terroristi islamici?

Morti e feriti negli attentati di Parigi. Siamo tutti inorriditi … ma iniziamo anche a dividerci sulle azioni future da intraprendere.

Cosa intende esattamente Hollande quando dice: ”Prenderemo provvedimenti sia in Patria che all’estero … quando parla di rafforzamento nella vigilanza”.

Che cosa significa ”prendere provvedimenti all’estero? Bombardare? Siamo nel 2015 e non riusciamo ancora a risolvere i problemi del pianeta in cui viviamo senza prenderci a ”mazzate”?

Che cosa significa poi rafforzamento nella vigilanza? Saremo passati tutti al setaccio ogni volta che usciamo di casa e ci infiliamo in un supermercato?

Perché non ci chiediamo invece come mai sia così facile al giorno d’oggi per i terroristi dell’Isis trovare dei seguaci anche tra le schiere di ragazzi nati e cresciuti nella vecchia e democratica Europa?

Eppure sappiamo benissimo che la disoccupazione tra i giovani ha raggiunto proporzioni inquietanti … quanti sono i giovani senza né arte né parte che cercano di immaginarsi un futuro?

Quanti sono i giovani che si sentono sicuri di avere le forze necessarie per combattere con la stessa o meglio con ”maggiore energia” di quella che possiede un loro coetaneo cinese?

Non dimentichiamo che il loro coetaneo cinese sta vivendo in questi anni quello che in Europa si viveva nel ”dopo guerra” … quando tutto sembrava possibile e a portata di mano. Quando c’era un’effettiva speranza per migliorare la propria condizione sociale.

Oggi che ”speranze” hanno i giovani? In che cosa dovrebbero credere? Quanto è facile per loro trovare un lavoro?

Eppure dovremmo renderci tutti perfettamente conto di quanto sia facile, quando si è disperati,  cadere negli artigli di chi ti promette che combattendo per la ”giusta causa” avrai la gloria che ti permetterà la pace eterna nei cieli. O, male che vada,  la sensazione di combattere contro un sistema che ti ha deluso, tradito e non ti garantisce sicurezze per il futuro?

Non sarebbe meglio, invece che dichiarare guerra all’Islam, dare un lavoro dignitoso ai nostri giovani? Siamo sicuri che se avessero un futuro a portata di mano, seguirebbero le ”sirene” islamiche?11221399_10207117902082498_172702672308775895_nEppure di gente ricchissima a questo mondo ce n’è tanta … non sarebbe ora di ridistribuire un po’ di questa ricchezza? Impedire a costoro di continuare a far quattrini giocando in borsa ma fare invece qualche cosa di ”reale” che dia la possibilità alla gente di LAVORARE! Quante sarebbero le ”periferie” delle nostre città da rivedere? Buttar giù vecchi palazzi fatiscenti e costruire in maniera ecologica? Fare ”polmoni” verdi nelle città? Quante le scuole da mettere a norma? Quanti gli acquedotti che ”fanno acqua da tutte le parti” tranne che da quella giusta?

Non sarebbe forse meglio che la società si fondasse su valori come ”cultura e conoscenza” invece che su ”Ferrari e Rolex”?

Mah …

 

Alla prossima

 

 

Elena

 

 

Il ”futuro e la speranza” annegano nel Mediterraneo …

Gli uomini … le donne … i bambini che trovano sepoltura nel Mar Mediterraneo non sono altro che esseri umani fuggiti da guerre e da carestie.

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Per quelli che riescono ad arrivare ”vivi” la nostra risposta, bene che vada, è quella di chiuderli nei CIE.

Persone fuggite dalla Libia, Siria, dalla Costa d’Avorio, Somalia, Sudan, Tunisia, Egitto, Eritrea, Etiopia, Mali, Ghana, Burkina Faso, Nigeria, vengono stipati come merce in “centri di accoglienza” in attesa che le Commissioni Territoriali valutino le ”singole storie”!
Esseri umani in attesa che la ”burocrazia” dica loro se hanno il “permesso” di immaginare una vita o se invece verranno respinti, condannandoli di fatto, ad una vita nella clandestinità e quindi prede facili della malavita organizzata.

Io che ho avuto la fortuna di essere nata in Europa … mi domando … ma come è possibile NON accogliere gente che fugge per cercare un futuro? Ma perchè chiuderli come bestiame nei centri di ”accoglienza” che di accogliente NON hanno proprio nulla? Ma se stessero ”così bene” a casa loro verrebbero forse qui, per essere trattati magari come gli ”schiavi” di Rosarno?

Possiamo mettere confini agli esseri umani oggi come oggi?

Oltre alle guerre che imperversano ovunque … tutti sappiamo che il clima sta cambiando e che diventa sempre più ”esasperato” a causa dell’inquinamento.

E’ inevitabile chiedersi se ad esempio, nel Corno d’Africa dove non piove da più di un anno, la causa sia dovuta all’inquinamento delle ”industrie locali” ? Visto che NON ne hanno di industrie sarà difficile che inquinino … non vi pare?

La triste realtà è che NOI stiamo CONSUMANDO anche ”quella parte” di pianeta … ma la faccenda NON ci riguarda!

Le ”ricadute” climatiche, provocate da noialtri le ”pagano” LORO! NOI inquiniamo e LORO ne pagano le conseguenze!

Ci fa pena vedere nei telegiornali, i bambini magri che non hanno nulla da mangiare, ma poi, quando vengono qui – sempre che non diventino prima  cibo per squali –  li chiudiamo nei CIE! … che stiano lì e che si arrangino”!

Bisogna continuare a far pressione affinché l’Europa intera si faccia carico di questa situazione. Anche perché ai ”cinesi” che costoro muoiano o meno, non importa un ”fico secco”!

Alla prossima …

Elena