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Michelangelo Buonarroti

Su richiesta espressa di un’allieva del corso di italiano, di cui non dirò il nome per evitarle rimostranze da parte degli altri, oggi parleremo di Michelangelo Buonarroti. Uno degli artisti  più famosi del Rinascimento italiano.

Michelangelo naque a Caprese – una piccola città vicina ad Arezzo –  il 6 marzo del 1475. Fu un grande pittore, scultore, architetto e, perfino poeta, anche se i suoi ‘’versi’’ sono stati tenuti nascosti per molto tempo. 

Suo padre era il Podestà delle cittadine di Caprese e Chiusi e sua madre, di famiglia borghese, si chiamava Francesca di Neri. 

Finito il ‘’mandato’’ di Podestà del padre,  la famiglia tornò a Firenze e Michelangelo fu affidato a balia alla moglie di uno scalpellino. 

Era abitudine di Michelangelo, quando ormai era diventato un famoso artista, dire, per giustificare la sua passione per la scultura, di aver ‘’bevuto latte misto a polvere di marmo’’ già dalla nascita. 

Appartenente ad una famiglia di medio-alta borghesia, Michelangelo Buonarroti, avrebbe, secondo suo padre, dovuto seguire la vocazione di ‘’famiglia’’, e cioè incarichi amministrativi e/o politici, ma Michelangelo adorava disegnare e per questo motivo gli fu permesso di  frequentare la scuola di Domenico Ghirlandaio col quale però non andò mai d’accordo. 

Aveva solo tredici anni quando il padre lo mise a ‘’bottega’’ dal Ghirlandaio, con un contratto di tre anni, per imparare a dipingere. Ma l’attività della bottega non corrispondeva al carattere di Michelangelo. Come tutti i ‘’garzoni’’ che si rispettano doveva iniziare dai lavori più ‘’umili’’ come quello di spazzare, mettere in ordine  e preparare i colori per i ‘’più grandi’’.  Michelangelo non arrivò ad onorare il contratto e abbandonò la bottega del Ghirlandaio, dopo un solo anno.

A quindici anni, mentre studia, con altri compagni, gli affreschi del Masaccio, nella Cappella Brancacci nella Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, si prende un pugno sul naso da Pietro Torrigiani, che tra l’altro era un suo amico.   Il giovane Buonarroti aveva preso la cattiva l’abitudine di sminuire le capacità degli altri pittori, il che non gli garantiva certo molte simpatie, ecco il motivo del ‘’pugno’’ sul naso. 

Come si vede nei suoi autoritratti, il pugno gli aveva rotto il ‘’setto nasale’’ rendendolo ancora meno attraente.

Giudizio Universale – particolare – Cappella Sistina Roma

Se avete occasione di osservare l’affresco del Giudizio Universale, dietro l’altare della Cappella Sistina, nella ‘’pelle’’ che pende dalla mani di San Bartolomeo, anche se informe, sono riconoscibili le sembianze dell’artista e quel naso rotto che ormai lo caratterizza. Il Torrigiani a causa di quel pugno fu esiliato. Vagò tra l’Inghilterra e la Spagna dove morì in prigione per aver sfregiato un Cristo, da lui stesso modellato.  II gesto fu interpretato come un’azione sacrilega e non come una protesta nei confronti dei ritardi di pagamento da parte del committente. Morale della favola? Torregiani, era un bravissimo artista ma … privo di ‘’appoggi politici’’. Michelangelo, altrettanto bravo, di appoggi politici ne aveva e anche parecchi, visto che Lorenzo il Magnifico lo aveva preso sotto la sua protezione e la sua ‘’fama’’, aumentava di giorno in giorno. 

Dopo una fitta nevicata avvenuta a Firenze,  Michelangelo viene chiamato a corte da Piero de Medici, figlio e successore di Lorenzo il Magnifico, morto da poco.  Piero gli chiede di fare una grande statua di neve. Michelangelo accetta la sfida e fa la statua di un Ercole enorme e bellissimo che tutta la cittadinanza fiorentina potè ammirare per un’intera settimana. 

Il Buonarroti però, oltre a prendere ‘’pubblicamente’’ in giro gli altri ‘’pittori’’ ne studiava con attenzione i lavori.  In particolare maestri come Filippo Lippi, Gentile da Fabriano, Verrocchio, Pollaiolo e Masaccio.  Michelangelo frequentava il ‘’giardino di casa Medici’’ – una sorta di ‘’scuola dell’arte’’ –  dove era conservata una grandissima collezione di oggetti preziosi:  quadri, tavole dipinte, libri antichi, statue, gioielli , vasellame –   e dove si riunivano uomini illustri del panorama italiano della fine del quattrocento, tra i quali Angelo Poliziano, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino. 

E’ proprio in questo ambiente che l’artista matura la sua idea della bellezza dell’arte: anche per lui come per gli altri artisti del Rinascimento, l’arte è l’imitazione della natura e che, attraverso lo studio di essa,  si arriva alla bellezza.

Nel 1496 lascia la città di Firenze e si trasferisce a Roma dove su commissione del cardinale  francese Jean Bilheres realizza, a soli 21 anni, la famosissima “Pietà”.

Pietà – Roma Cappella Sistina

Il gruppo scultoreo rappresenta la Madonna con in grembo il Cristo senza vita. Per Michelangelo Buonarroti la scultura era un’arte particolare, secondo la quale l’artista aveva il compito di ‘’liberare’’ dalla pietra, le figure che vi erano già imprigionate dentro. Per questo egli considerava la vera scultura quella ottenuta tramite il ‘’togliere”,  cioè di togliere dal blocco di pietra le parti di marmo inutili, e proprio per questo motivo si recava personalmente a Carrara per scegliere i blocchi di marmo che lo ‘’ispiravano’’.

Nel 1501, tornato a Firenze, gli viene commissionata una scultura rappresentante il “David”.  Per la sua realizzazione gli viene però dato un blocco di marmo che era già stato inizialmente tagliato e ridotto da Agostino di Duccio. Michelangelo non amava, come sappiamo,  questo lavoro già iniziato da ‘’altri’’ … ma fece buon viso a cattivo gioco e creò una meraviglia. 

David di Michelangelo – Firenze

L’opera rappresenta il giovane “David” contro il gigante Golia nell’attimo precedente il  lancio della pietra, sono evidenti nelle membra, nelle vene a fior di pelle la tensione e la calma concentrazione che precedono l’azione.  Il “David” fu collocato davanti Palazzo Vecchio, oggi il suo posto è occupato da una copia, mentre l’originale si trova all’Accademia di Belle Arti. 

La decisione della collocazione del David fu presa da una commissione di personaggi importanti della città,  artisti compresi. Tra questi artisti c’era anche Leonardo Da Vinci il quale votò per mettere la statua in una posizione poco visibile, anziché davanti al Palazzo,  la voleva relegare sotto una loggia nascosta. Il che dimostra quanto poco i ‘’due’’ artisti si amassero. 

Sempre a Firenze, per il matrimonio di Agnolo Doni, eseguì una tavola ‘’rotonda’’ rappresentante la “Sacra Famiglia”, conosciuta con il nome di “Tondo Doni”. Una tela davvero particolare per l’epoca. Le figure sono molto colorate, sono rappresentate come sculture e il movimento dei personaggi è ‘’vitale’’.  In primo piano, al centro, vi è la rappresentazione della Sacra famiglia, alle spalle della quale, al di la di un muretto si vede San Giovanni e, ancora dietro di lui, ad occupare lo sfondo,  figure di giovani nudi.

Curioso ricordare che, alla consegna dell’opera, il Doni si rifiutò di pagare la somma pattuita. Al che Michelangelo si riprese la tela e, senza tante discussioni, se ne andò. Il Doni lo rincorse dicendogli che avrebbe pagato quanto stabilito.  Michelangelo però gli disse che, se voleva la tela, ora avrebbe dovuto dargli il doppio di quanto stabilito inizialmente.  Era la prima volta che un ‘’artista’’ non si sottometteva al committente. Il nobile Doni nonostante la cosa lo infastidisse molto, pur di aver la tela, sborsò quanto richiesto. 

La Cappella Sistina si chiama così perché nel 1471, quando il ligure Francesco della Rovere, viene eletto al soglio pontificio, prende il nome di Sisto IV.  Costui è un uomo astuto, ambizioso e coltissimo, amante dei libri e dell’arte,  tanto che durante il suo pontificato Roma diventa il polo d’attrazione dei più importanti intellettuali dell’epoca. È lui infatti che arricchisce la biblioteca vaticana di preziosi classici e che la rende accessibile agli umanisti, è lui che crea il primo nucleo di quelli che saranno poi i musei capitolini ed è al suo nome che è legata la più grande impresa artistica del Rinascimento italiano, la Cappella Sistina appunto. 

Sisto IV muore nel 1484, certamente soddisfatto della sua impresa. Non passano però molti anni che un altro Della Rovere, Giuliano, sale al trono papale. Nel 1503 è infatti eletto papa Giulio II, nipote di Sisto, come lui ambizioso e come lui desideroso di lasciare nella storia un’impronta indelebile. 

Giulio II della Rovere, commissiona a Michelangelo, il suo complicatissimo monumento funebre, al quale l’artista si dedicò saltuariamente, tra un lavoro e l’altro, dal 1503 al 1545, cambiandone più volte i progetti.  

Nel frattempo la Cappella Sistina aveva avuto dei problemi di ‘’staticità’’.  Si erano aperte delle ‘’crepe’’ che il Bramante aveva aggiustato grazie ad un sistema di ‘’catene’’ che avevano messo si in sicurezza le pareti, ma che ne avevano rovinato gli affreschi pre-esistenti.  Quindi bisognava ridecorarla ed ecco che, questo lavoro,  viene affidato a Michelangelo. Una ‘’sfida’’ che quest’ultimo accetta di buon grado.

Nel  1508  l’artista firma il contratto; il lavoro venne completato il 31 ottobre del 1512. Quattro anni di lavoro continuo.  La decorazione della volta incontrò numerose difficoltà, tutte brillantemente superate dall’artista e dai suoi collaboratori. Per essere in grado di raggiungere il soffitto, Michelangelo necessitava di una struttura di supporto; la prima idea fu del Bamante, che volle costruire per lui una speciale impalcatura, sospesa in aria per mezzo di funi. Ma Michelangelo temeva che questa soluzione avrebbe lasciato dei buchi nel soffitto, una volta completato il lavoro, così costruì un’impalcatura da sé, una semplice piattaforma in legno su sostegni ricavati da fori nei muri posti nella parte alta vicino alle finestre. Questa impalcatura era organizzata in gradoni in modo da permettere un lavoro agevole in ogni parte della volta. Il primo strato di intonaco steso sulla volta cominciò ad ammuffire perché era troppo bagnato. Michelangelo dovette rimuoverlo e ricominciare da capo, ma provò una nuova miscela creata da uno dei suoi assistenti, Jicopo l’Indaco. Questa non solo resistette alla muffa,  ma entrò anche nella tradizione costruttiva italiana.

Schiavo Morente

Poco dopo la morte di Giulio II Michelangelo Buonarroti terminò le sculture dello “Schiavo ribelle”, dello ‘’schiavo morente’’ e del “Mosè”.  Queste statue erano in realtà parte del previsto monumento funebre del papa. Ma il progetto era troppo ambizioso ed impegnativo, gli eredi litigavano per il costo e, alla fine, venne deciso di farlo  molto più piccolo e, soprattutto, con l’aiuto di altri artisti. 

Schiavo Ribelle

Mosè – Roma Cappella Sistina

Michelangelo Buonarroti morì – ad 89 anni –  il 18 febbraio del 1564 a Roma nella sua casa presso il Foro di Traiano e la salma fu deposta ai SS. XII Apostoli. Il nipote, Lionardo Buonarroti, trafugò il corpo, lo nascose in un rotolo di panni e, caricatolo su un carretto insieme ad altre merci, lo portò a Firenze dove il maestro venne sepolto il 12 marzo 1564 nella chiesa di Santa Croce.

Ora parliamo un pò dell’ ‘’uomo’’ Michelangelo, per esempio: era sposato? Aveva figli?  Non si hanno notizie né di ‘’matrimoni’’ nè di ‘’eredi’’. Si è detto e ripetuto, benché prove certe non ve ne siano, che Michelangelo sia stato un omosessuale e probabilmente lo furono anche alcuni papi e alti prelati che protessero lui e le sue opere.  L’ esibizione, spesso allusiva e a volte volgare, del nudo maschile, non rimanda di per sé ad atteggiamenti omosessuali da parte dell’artista, altrimenti dovremmo dire che tutti gli artisti della Grecia classica lo fossero.

Le figure femminili ritratte da Michelangelo o sono troppo maschili, tanto da sembrare – diremmo oggi – dei transessuali, o sono idealizzate in una forma stereotipata, spesso da risultare madri molto più giovani del figlio morto, come ad esempio nella Pietà, o mogli molto più giovani dei loro mariti (come Maria nel Tondo Doni).

L’ostentazione degli attributi maschili, dalla muscolatura agli organi genitali,  appare indubbiamente una forma di imposizione a chi guarda, che si concilia male con i temi religiosi che gli venivano di solito commissionati.  

Una delle pochissime opere di Michelangelo a soggetto profano, gli venne commissionata dal cardinale Raffaele Riario, durante il primo soggiorno romano verso il 1496.  Il Riario era stato la vittima della ‘’truffa del Cupido Dormiente’’.  

Le cose erano andate così: Michelangelo crea il Cupido Dormiente in marmo e lo vende a qualcuno. Questo ‘’qualcuno’’ seppellisce sotto terra il Cupido per ‘’invecchiarlo’’ e poi lo vende al Cardinale a caro prezzo, spacciandolo per un antico reperto greco.

Il Cardinale acquista l’opera in buona fede, ma poi, scopre l’inganno e va su tutte le furie. Manda un suo agente a cercare a Firenze l’autore del pezzo contraffatto. Trova Michelangelo che, probabilmente ignaro della truffa, viene invitato a Roma a conoscere il cardinale. Il Riario gli commissiona una statua “all’antica”, un giovane Bacco. Bacco è il Dio del vino e della vendemmia, nonché del piacere dei sensi e del divertimento … 

L’artista si mette al lavoro, completando l’opera in appena un anno, dal 1496 al 1497. Il cardinale però, non ama affatto questo giovane ‘’Bacco’’ nudo e chiaramente ubriaco e ne rifiuta l’acquisto. 

Michelangelo avrebbe potuto benissimo ‘’vestire’’ il Bacco in questione, visto il ‘’personaggio’’ che lo commissionava.  Avrebbe potuto evitare delle ‘’allusioni’’ pesanti. Ma quella del ‘’nudo’’ era una sua fissazione maniacale. Inoltre, riteneva che il suo genio, riconosciuto e stimato dalla critica, non dovesse essere sottoposto ad alcun controllo, ad alcuna verifica e ad alcuna critica.

Quando qualcuno si azzardava a criticarlo, la sua reazione era immediata e sempre esagerata, anche perché sapeva di avere, nelle stanze vaticane, ampi consensi. 

L’egocentrismo di Michelangelo si rifletteva anche nella sua costante difficoltà ad avere relazioni sociali normali. Sono parecchi i nomi citati dai critici e alcuni persino dallo stesso Michelangelo tra i suoi possibili ‘’amanti’’, di ogni età e condizione sociale: Tommaso de’ Cavalieri, Gherardo Perini, Giovanni da Pistoia, Pietro Urbano, Antonio Mini, Luigi Pulci jr, Benedetto Varchi, Giovannangelo detto “il Montorsoli”, Febo dal Poggio, Cecchino Bracci, Francesco Amadori detto “l’Urbino”, Pierfrancesco Borgherini, che ricevette l’eredità più cospicua alla morte di Michelangelo.

Non dimentichiamo ch’egli da giovane s’era formato nella cerchia di grandi filosofi omosessuali come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola.

Comunque, Michelangelo Buonarroti è stato uno dei grandissimi  protagonisti del Rinascimento italiano. Riconosciuto come uno dei maggiori artisti di tutti i tempi,  tanto geniale quanto irrequieto.

Il suo nome è collegato a una serie di opere che lo hanno consegnato alla storia dell’arte, alcune delle quali sono conosciute in tutto il mondo e considerate tra i più importanti lavori dell’arte occidentale: il David, La Pietà, La Cupola di San Pietro, gli affreschi della Cappella Sistina sono considerati traguardi insuperabili dell’ingegno creativo.

Alla prossima

Elena 

Conte Bis: Sono in 62 tra ministri, vice ministri sottosegretari …

Il Sole 24ore, stamattina,  parla di una lista di 42 che è stata approvata dal Consiglio dei ministri. Ma,  facendo i conti della serva, a me risulta ce ne siano 62 e non 42.  Mah …

Eccoli qui i Ministri del Conte bis!

Il giuramento delle “new entry” del Governo è in programma per lunedì 16 settembre alle ore 10 a Palazzo Chigi.

Dunque vediamo un pò chi sono i 10 nuovi viceministri:  

Antonio Misiani (Pd) e Laura Castelli (M5S) sono i nuovi viceministri all’Economia; Stefano Buffagni (M5S) è viceministro allo Sviluppo economico e Marina Sereni (Pd) e Emanuela Del Re (M5S) viceministri agli Esteri. Gli altri viceministri sono Giancarlo Cancelleri (M5S) alle Infrastrutture, Pierpaolo Sileri (M5S) alla Salute, mentre la renziana Anna Ascani (Pd) andrà all’Istruzione. All’Interno i viceministri sono Matteo Mauri (Pd) e Vito Crimi (M5S).

 

In dettaglio, la lista dei viceministri e dei sottosegretari approvata dal Cdm è la seguente:

Presidenza del Consiglio dei ministri

  1. Mario Turco (M5S) alla Programmazione economica e investimenti
  2. Andrea Martello (Pd) all’Editoria  (La delega ai Servizi non è stata assegnata e rimarrà con ogni probabilità nelle mani del premier)
  3. Ministero degli Affari esteri (ministro Luigi Di Maio, M5S)
  4. Marina Sereni (Pd) viceministro
  5. Emanuela Del Re (M5S) viceministro
  6. Ivan Scalfarotto (Pd)
  7. Manlio Di Stefano (M5S)
  8. Riccardo Merlo (Maie)
  9. Ministero dell’interno (ministro Luciana Lamorgese, tecnico)
  10. Matteo Mauri (Pd) viceministro
  11. Vito Crimi (M5S) viceministro
  12. Achille Variati (Pd)
  13. Carlo Sibilia (M5S)
  14. Ministero della Giustizia (ministro Alfonso Bonafede, M5S)
  15. Vittorio Ferraresi (M5S)
  16. Andrea Giorgis (Pd)
  17. Ministero della Difesa (ministro Lorenzo Guerini, Pd)
  18. Angelo Tofalo (M5S)
  19. Giulio Calvisi (Pd)
  20. Ministero dell’Economia e delle Finanze (ministro Roberto Gualtieri, Pd)
  21. Antonio Misiani (Pd) viceministro
  22. Laura Castelli (M5S) viceministro
  23. Pierpaolo Baretta (Pd)
  24. Alessio Villarosa (M5S)
  25. Cecilia Guerra (LeU)
  26. Ministero dello Sviluppo economico (ministro Stefano Patuanelli, M5S)
  27. Stefano Buffagni (M5S) viceministro
  28. Alessandra Todde (M5S)
  29. Mirella Liuzzi (M5S)
  30. Gianpaolo Manzella (Pd)
  31. Alessia Morani (Pd)
  32. Ministero ai Beni culturali e Turismo (ministro Dario Franceschini, Pd)
  33. Anna Laura Orrico (M5S)
  34. Lorenza Bonaccorsi (Pd)
  35. Ministero della Salute (ministro Roberto Speranza, LeU)
  36. Pierpaolo Sileri (M5S) viceministro
  37. Sandra Zampa (Pd)
  38. Ministero dell’Istruzione (ministro Lorenzo Fioramonti, M5S)
  39. Anna Ascani (Pd) viceministro
  40. Lucia Azzolina (M5S)
  41. Giuseppe De Cristofaro (LeU)
  42. Ministero dell’Ambiente (ministro Sergio Costa, M5S)
  43. Roberto Morassut (Pd)
  44. Ministero alle Politiche agricole (ministro Teresa Bellanova, Pd)
  45. Giuseppe L’Abbate (M5S)
  46. Ministero del Lavoro e Politiche sociali (ministro Nunzia Catalfo, M5S)
  47. Stanislao Di Piazza (M5S)
  48. Francesca Puglisi (Pd)
  49. Ministero Infrastrutture e Trasporti (ministro Paola De Micheli, Pd)
  50. Giancarlo Cancelleri (M5S) viceministro
  51. Roberto Traversi (M5S)
  52. Salvatore Margiotta (Pd)
  53. Ministero Rapporti con il Parlamento (ministro Federico D’Incà, M5S)
  54. Simona Malpezzi (Pd)
  55. Gianluca Castaldi (M5S)
  56. Ministero agli Affari europei (ministro Vincenzo Amendola, Pd)
  57. Laura Agea (M5S)
  58. Ministero dello Sport (Ministro Vincenzo Spadafora, M5S)
  59. Ministero della Famiglia (ministro Elena Bonetti, Pd)
  60. Ministero dell’Innovazione (ministro Paola Pisano, M5S)
  61. Ministero Affari Regionali (Ministro Francesco Boccia, Pd) 

Quindi sono 61 più Conte fanno 62

La legge dispone per l’Esecutivo un tetto massimo di 65 membri e ad oggi, tra premier, ministri, vice ministri e sottosegretari alla presidenza del Consiglio, se ne contano già 62. 

Speriamo si fermino, perché vero è che vogliono ridurre i parlamentari, ma se aumentano tutti gli ‘’altri’’ servirà un pò pochino no?

Alla prossima

Elena 

Film – Il Sorpasso

Ieri, assieme alla mia amica Terry, siamo andate al Vox a vedere la pellicola restaurata del film di Dino Risi, ‘’Il Sorpasso’’ (Le Fanfaron). Pellicola in italiano con sottotitoli in francese.

locandina del film

E’ un film del 1962 e già dai primissimi fotogrammi, in bianco e nero,  mi sono sentita proiettare nel passato.  Nel mondo dei miei genitori … degli abiti di mia madre e delle ironiche aggressività verbali di mio padre.
Ma vediamo di raccontare un pò la trama per chi non la conosce.
Dunque … siamo negli anni del ‘’boom’’ economico a Roma in un giorno di ferragosto.
Bruno Cortona un personaggio fanfarone che vive di espedienti (Vittorio Gassman) gira sulla sua spider come un’anima in pena cercando un telefono nella città deserta.
Il telefono lo troverà a casa dello studente Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant) che è rimasto a casa a studiare per un esame di ‘’diritto’’.
Bruno convince Roberto ad unirsi a lui per cercare un ristorante dove andare a mangiare.
Guida come un pazzo, non rispetta nessun segnale, faranno chilometri prima di trovare finalmente un posto dove mangiare. Ovviamente paga sempre Roberto …
Andranno a trovare gli zii di Roberto, dove Bruno, in men che non si dica, si troverà perfettamente a suo agio. Finiranno poi, nel loro girovagare, nella casa della ex moglie di Bruno dove quest’ultimo proverà pateticamente a confrontarsi con la figlia Lilli, di 15 anni (Catherine Spaak) che esce assieme ad un uomo facoltoso ma che potrebbe essere suo nonno, Bibi (Claudio Gora). Bruno dopo aver storto un pò il naso e fingere di fare il genitore abdica alla ‘’saggia’’ scelta della figlia, la quale, lungi dall’odiarlo, lo trova persino simpatico.
Roberto, un ragazzo per bene, mite ed educato subisce, senza esser capace di liberarsene, l’irruenza e l’ironica aggressività verbale di Bruno. A lungo andare però i modi di Bruno, così diversi da quelli a cui è abituato, lo conquistano ed arriva a ringraziarlo per avergli fatto passare i due giorni più belli della sua vita.
Proprio quando Roberto è convinto di aver trovato un amico, in un sorpasso più azzardato degli altri, l’auto sbanda e finisce fuori strada; Bruno si salva mentre Roberto rimane ucciso sul colpo.
L’ultima inquadratura mostra Bruno che guarda l’auto rotolare sulla scogliera e se ne intuisce il rimorso.
Dino Risi ha prodotto un ‘’capolavoro’’. Il sorpasso ha avuto un grande successo ovunque, compresi gli USA con il titolo di ‘’The Easy Life’’.
Le situazioni in cui si trovano coinvolti, i dialoghi ora amari ora sbruffoni … non stimolano ’’riflessione’’ nei due protagonisti. Sia il romano spaccone sia il timido studente non sembrano accorgersi più di tanto della realtà a volte ridicola a volte mostruosa che li circonda. Ne fanno parte loro stessi, sono concentrati solo sul viaggio … un viaggio che li porta lontano da ogni situazione, da ogni riflessione seria su quanto stanno vedendo, su quello di cui fanno esperienza.
E’ un’Italia che è in piena attività … dove ci sono personaggi che cercano di afferrare il futuro in qualche modo. Chi con lo studio e l’impegno chi, come Bruno, con l’arrangiarsi come capita giorno per giorno.
Nell’arco degli anni film come questi sono andati scomparendo, film che erano in grado, pur sembrando ‘’leggeri’’ di farci ‘’pensare’’ .
Sono stati sostituiti per troppo tempo dai cosiddetti film ‘’panettone’’. Pellicole squallide con l’unico fine di fare quattrini … ma che di stimoli al pensiero ne hanno dati ben pochi, se non proprio nessuno.
Il cinema di oggi sta migliorando, pur con ridotti mezzi economici, giovani registi cercano di trasmettere qualche cosa che non sia confinato a ‘’tette e culi’’ come, ad esempio,  i film di Lino Banfi ed Edwige Fennek.
Tra l’altro … Lino Banfi, è stato messo dal Governo DiMaio/Salvini nella Commissione dell’Unesco, mi piacerebbe sapere che genere di ‘’valore aggiunto’’ potrà portare costui. Mah …
Tornando ‘’Al sorpasso’’ come sempre ringrazio Jerome Reber per le felici scelte, il Cinema Vox per trasmettere le pellicole in Italiano e il CIP – Club Italianiste de Provence per il ciclo dei film in lingua.
Alla prossima

Elena

Tempi bui per Trump … 

Ma pure noi siamo tanto ‘’mal messi’’ …

Cos’è che succede negli USA? Succede che l’ex avvocato personale di Trump si è dichiarato colpevole per aver violato le leggi sui finanziamenti elettorali e di averlo fatto su istruzioni ricevute dall’allora candidato aspirante alla Casa Bianca Donald Trump!

Cosa aveva fatto costui di tanto terribile? Aveva pagato due pornostar per comprare il loro silenzio in merito alle relazioni extraconiugali delle quali lo accusavano. 

A questo bisogna aggiungere che una giuria della Virginia ha condannato per truffa ed evasione fiscale l’ex manager della campagna di Trump Paul Manafort.

In sintesi  …Trump andava a mignotte nonostante fosse sposato e non voleva che si sapesse.  A questo aggiungiamo che uno dei suoi collaboratori non pagava le tasse. 

L’opinione pubblica americana su ‘ste cose si scandalizzerà ancora oppure anche loro sono diventati ‘’terzo mondo’’ per quanto riguarda etica?

 A noialtri notizie del genere fanno sorridere … noi siamo stati anestetizzati per quanto riguarda etica. Berlusconi – alias lo ‘’gnomolaccatodibiaccamarroneintesta’’ ha sdoganato di tutto di più!  

Altro che due sole mignotte …  Berlusconi manteneva un’intero palazzo di mignotte, e il suo contabile correva tutti i mesi a consegnare le ‘’buste’’ alle fanciulle che partecipavano alle sue ‘’serate eleganti’’ !  Berlusconi andava a letto con le minorenni, e tutto il parlamento italiano gli era asservito, tant’è che votavano in massa sostenendo che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Commovente vero? 

Per quanto riguarda poi non pagare le tasse … bè stendiamo un velo pietoso, visto che B. aveva messo il suo commercialista al Ministero delle Finanze!

Non dimentichiamo che il commercialista di Berlusconi, Giulio Tremonti , è stato: 

  • Ministro delle finanze nel Governo Berlusconi I – 1994-1995
  • Ministro dell’economia e delle finanze nel Governo Berlusconi II – 2001-2004
  • Ministro dell’economia e delle finanze nel Governo Berlusconi III – 2005-2006
  • Ministro dell’economia e delle finanze nel Governo Berlusconi IV – 2008-2011 

Leggere aiuta a crescere, a ragionare e a prendere decisioni. Non facciamoci lavare le meningi dal primo che grida più forte … 🙁

 A cosa servono i commercialisti? A pagare meno tasse possibile ovviamente … ma per chi? Ma … visto che era il commercialista di Berlusconi, facciamoci una domanda e diamoci una risposta? Non ci vuole molto a capire ‘’chi’’ pagava di meno no? (Adesso allo sviluppo economico abbiamo l’ ex disoccupato Luigi Di Maio – noi qualche cosa di ”normale” proprio non ce la facciamo a farla eh? Dal commercialista al disoccupato?) Che dire? mah …

Eppure … tutti i mali di ‘sto paese sono del PD! … il popollo italico mica se ne accorge dei guai combinati da Forza Italia e sapete perchè? Perchè il M5S per ‘’arrivare’’ al potere doveva prendere i voti al PD e quindi? Quindi giù a lavare le meningi contro il PD!  Tutti sappiamo che una bugia detta tante volte diventa realtà …tutti sappiamo che la Casaleggio&Associati ha un contraerea difficile da zittire …  ed ecco che noialtri ci siamo cascati! Proprio come pesci presi nella rete”!

Eh si … perché se fossimo più furbi non saremmo in questa situazione, che sia ben chiaro!  Esigeremmo al Governo gente seria, corretta e preparata! Invece?Invece seguiamo i pifferai … non essendo noi in grado di capire cosa sia bene e cosa sia male.  

Come la maggioranza corse a votare Berlusconi, l’uomo ricco ed affermato che si è fatto da ‘’se’’! (Da ‘’se’’ un par di ciufoli) ora tutti hanno votato un’armata brancaleone che, vorrebbe fare, ma non sa da che parte girarsi e ‘’temporeggia’’ su tutto. Governare un Paese non è come giocare con la Playstation …

Secondo voi noi abbiamo tanto tempo prima di finire come la Grecia? Naaaa … ma ormai non c’è più nulla da fare. Il Prossimo Governo lo farà direttamente la Troika!

Ah … sapete a ”chi” giova tutto questo? Alle Multinazionali! A quegli Highlanders che dettano legge e che hanno più denaro dei singoli stati …  più i Governi sono gestiti da ”deficienti” più sono facilmente ”manovrabili” … meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

Elena 

Salvini continua la sua campagna elettorale, intanto …

… intanto il debito pubblico italiano a marzo 2018 ha raggiunto il picco di 2.302,3 miliardi. Una montagna insormontabile che rischia di mettere in discussione sia il nostro futuro economico che quello politico.
Uno Stato altamente indebitato come il nostro brucia risorse solo per pagare gli interessi che potrebbero invece servire per finanziare la crescita.
Quello italiano è il terzo debito pubblico più alto del mondo. In rapporto al Pil presto supereremo il 132%. Peggio noi, tra i Paesi più grandi, ci sono solo il Giappone, con un rapporto debito/Pil pari al 239,2%, e la povera Grecia al 181,3%.
La media europea invece è intorno all’85%. L’unico Stato a vedere in calo il debito è stata la Germania, con uno stock al 65% del Pil. (Facciamoci una domanda e diamoci una risposta)

La Padania come Topolinia, non esiste, ma Salvini è convinto di si. Giusto in Padania dovrebbe stare invece che essere il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana! 🙁

In questa situazione seria e grave l’unica cosa a cui pensa Salvini è lo sbarco degli immigrati, e continua a farsi campagna elettorale raccontando ai beoti che lo ascoltano felici: “Non siamo mai stati così centrali ed ascoltati. Finalmente i tedeschi, francesi, belgi, olandesi e spagnoli ci ascoltano”.
C’è gente convinta che gli immigrati vengano in Italia e prendano 900 euro al mese! Perchè è quello che gli hanno venduto con informazioni fasulle e strumentalizzate. Quella che i migranti siano mantenuti dallo Stato è una balla colossale, forse la più grossa delle bufale sugli immigrati. Lo Stato italiano non distribuisce nessuna remunerazione mensile a nessuno!  C’è un sistema di accoglienza che costa circa 35 euro al giorno e che serve per garantire alloggio e servizi di base a una percentuale minima di queste persone. Questi 35 euro vengono riconosciuti dallo Stato agli enti che poi effettivamente gestiscono l’accoglienza. Punto. Ma un’ informazione di parte ha fatto si che diventassero 900 euro/mese per immigrato. E di stupidaggini simili ce ne sono a bizzeffe!
Comunque il Salvini più che volersi far sentire sta cercando di farsi buttare fuori dall’Europa e se continua a fare il gradasso è la volta che ci manderanno a stendere di brutto.
Ricordiamo che noialtri ci ha salvati Draghi con la BCE con acquisti massicci e costanti di debito pubblico … quando smetterà, perché prima o poi dovrà farlo,  saranno ‘’cavoli amari’’! Altro che ascoltarci … è la volta che il resto dell’Europa tirerà su un muro contro noi italiani. Invece di dimostrare di essere capaci di fare riforme e cercare di far ripartire l’economia riducendo il debito e aumentando il PIL, abbiamo un governo che ha promesso follie come il reddito di cittadinanza e la flat tax … che se dovessero mai essere attuate porteranno il paese verso il suicidio nazionale.
Ma intanto a noi che ce ne frega … noi adesso siamo contenti perché ci ascoltano per via dei porti che vogliamo chiudere agli immigrati.
Siamo un paese di poveretti …

Alla prossima

Elena

M5S … partito o prodotto in vendita?

Pd-M5s, 16 senatori del Misto e delle Autonomie pronti ad unirsi per arrivare a quota 177 ?

Grazie ad algoritmi preparano slogan in rete e capitalizzano voti …

La maggioranza Pd-M5S al Senato è risicata: può contare infatti su 161 voti, la quota che a Palazzo Madama garantisce la maggioranza assoluta. Numeri troppo stretti per garantire da soli la tenuta parlamentare. Ma, di fatto, chi prende in considerazione questa formula, parte dalla considerazione che – se l’accordo fra i due partiti viene chiuso – ai due gruppi principali (Cinque stelle e Dem) si accoderanno molti altri parlamentari. Quelli già ribattezzati come “responsabili”.
Possibile aiuto sia dal drappello delle Autonomie che dal Gruppo Misto.
Anche il gruppo Misto costituisce un valido serbatoio cui attingere. Qui si trovano 4 senatori di Liberi e uguali che dovrebbero naturalmente convergere su un governoM5S-Pd: si tratta di Loredana De Petris, Pietro Grasso, Francesco Laforgia e Vasco Errani. Ci sono poi Riccardo Nencini e Emma Bonino, eletti nei collegi uninominali in quota Pd. Difficile pensare che questi senatori votino contro un governo sostenuto dal partito democratico. Infine del gruppo fanno parte Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, i due senatori accusati dai Cinque stelle di non aver pagato tutti i rimborsi dovuti al partito. Due voti che con ogni probabilità tornerebbero all’origine in caso di bisogno. Resterebbero in forse i voti dei due senatori eletti all’estero e quelli dei senatori a vita Mario Monti e Liliana Segre. In tutto anche in questo gruppo sarebbero pronti a convergere otto voti. Anche questi “responsabilmente” preziosi.
Fonte:Sole24ore
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Sono molti a pensare che questa eventuale ‘’alleanza’’ (M5S/PD) sia frutto di sani accordi, di giuste responsabilità, di chi accetta il dialogo – fosse anche con Belzebù, che si tratti di atteggiamento democratico vero, di individui ‘’evoluti’’ capaci di superare critiche e insulti per il bene del paese, di cercare, sempre per il bene del Paese una quadratura …
Mah … ho paura che siano solo tante belle parole. Sono troppi gli interessi per pensare che si tratti solo di questo. In primis, per i nuovi eletti, rinunciare a 15.000 euro al mese non sarebbe proprio il ‘’festival’’ della felicità. Prima molti dei ‘’nuovi eletti’’ erano disoccupati e manco facevano la denuncia dei redditi … quindi … ci siamo capiti no?
Seconda cosa, una parte della sinistra, non vede l’ora di liberarsi di quella ‘’palla al piede’’ di Renzi, che vigliacco se fa un passo indietro. Quindi questo eventuale accordo, dividerebbe ulteriormente il PD ma la colpa ricadrebbe su Renzi. E’ lui che fa i capricci! (Due piccioni con una fava)
Nel contempo, sia ben chiaro, dividerebbe anche il M5S, che grazie al fatto di essere ‘’oltre’’ – né di destra né di sinistra – ha un elettorato per tutte le stagioni.
Il M5S ha però ha il vantaggio di vivere in ‘’rete’’ e quindi, grazie ai famosi ‘’algoritmi’’ riuscirà con meno difficoltà a far digerire queste scelte. Bastano un pò di slogan ‘’spammati’’ ad arte in rete, e una gran parte di elettorato, chiamiamolo ‘’disattento’’ , sarà pronto a credere a qualunque cosa.
Però, ammesso e non concesso che gli algoritmi della Casaleggio facciano o meno ‘’digerire’’, a quell’elettorato ‘’disattento’’ che l’accordo con il PD sia quello giusto, non dimentichiamo che, algoritmi o no, il voto italiano è stato per il 70% al centrodestra e al M5S, quindi mi domando: ‘’In questo caso … va bene non rispettare la volontà del popolo? Va bene passarci ‘’sopra’’? Mah … mi dà l’impressione che ci siano sempre due pesi e due misure diverse.
Insomma il PD’’prima’’ era il ‘’marcio assoluto’’ e mò invece va bene per un accordo programmatico?
Cos’è successo? Avevate sputato sugli otto punti, (decisamente meglio di quelli redatti dal vostro Giacinto della Cananea) che nel 2013 Bersani vi aveva proposto e adesso? Adesso invece, che la posizione di ‘’forza’’ che avete è maggiore, vi va bene anche il PD? Siete incredibili! E la cosa più incredibile, se non squallida, non è che le vostre siano scelte ragionate, che abbiate un piano a lungo termine, voi ’’tastate il polso della rete’’ e scegliete, man mano, per avere il massimo consenso! Voi non siete un partito … siete un ‘’prodotto in vendita’’! Quando gli italiani lo capiranno sarà sempre ‘’troppo tardi’’!
Ma d’altronde la storia ci insegna che noi ci mettiamo anni ad alzare la testa, il che ovviamente costa fatica e sacrifici, ma quando stiamo quasi per alzarla ne abbiamo già le scatole ‘’strapiene’’ e quindi cerchiamo qualcuno che, con la bacchetta magica, ci tolga tutte le responsabilità. Ed ecco l’unto del Signore di turno ed ecco che noi ripiombiamo nel baratro! … stavamo ‘’alzando la testa’’ mò sono ritornati gli ‘’Unti del Signore’’! Auguri Italia!

Alla prossima

Elena

Fai Bei Sogni – CIP – Cinema VOX Frejus

Ieri, domenica 27 novembre, al Cinema VOX di Frejus abbiamo assistito al film di Marco Bellocchio: ”Fai bei Sogni” .

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In Francia, la distribuzione è prevista da gennaio 2017, ma, grazie al CIP – Club Italianiste de Provence, abbiamo potuto vederlo in anteprima.
Fai bei sogni è un film di Marco Bellocchio uscito in Italia nel 2016 ed è tratto dal romanzo autobiografico di Massimo Gramellini.

L’autore racconta il proprio percorso interiore per superare il dolore e il senso di abbandono dovuto alla morte della madre quando lui aveva solo nove anni. Il libro ha avuto un grande successo di pubblico, ed è rimasto tra  i primi 10 libri più venduti per più di 50 settimane.

Prima di tutto vediamo chi è Massimo Gramellini

Nato a Torino nel 1960 da genitori originari della Romagna, all’età di nove anni perde tragicamente la madre.
Massimo frequenta il Liceo classico ”San Giuseppe” di Torino e si diploma con il massimo dei voti; dopo gli studi in giurisprudenza presso l’Università di Torino, nel 1985 inizia a collaborare con la redazione torinese del Corriere dello Sport.  Un anno dopo viene assunto come praticante nella redazione sportiva del quotidiano milanese: Il Giorno.
Nel 1988 si trasferisce alla redazione romana de La Stampa dove continua a scrivere di sport fino ai Mondiali del 1990.
L’anno seguente passa dal calcio alla politica diventando corrispondente da Montecitorio.  Nel 1993 è inviato di guerra a Serajevo (Iugoslavia) .
Nel 1998 torna a Torino per dirigere ”Specchio”, il settimanale de La Stampa, dove si occupa tra l’altro di una rubrica di posta sentimentale: ”Cuori allo Specchio”. L’anno successivo è di nuovo a Roma e dal 1999 inizia a scrivere sulla prima pagina de La Stampa, una rubrica intitolata:   il ”Buongiorno” di Massimo Gramellini,  in cui commenta uno dei fatti più significativi della giornata. Questa  rubrica piace molto ed ha ha un successo crescente nel tempo.
Nell’ottobre 2005 lascia Roma e ritorna a  Torino dove diventa vice direttore de La Stampa. Collabora con la trasmissione televisiva ”Che tempo che fa” di Rai3  dove ogni sabato sera commenta con Fabio Fazio i sette fatti più importanti della settimana.
Ha pubblicato alcuni saggi che trattano della società e della politica italiana, un almanacco sui 150 anni della  Storia d’Italia e due serie di racconti sulla sua squadra del cuore:  il Torino.
Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo: ”L’ultima riga delle favole”, una favola sull’amore,  che in Italia ha venduto oltre 250 mila copie ed è stata tradotta in vari Paesi. Nel 2012 è uscito il suo secondo romanzo: ”Fai bei sogni”,  che è stato il libro più venduto del 2012, con oltre un milione di copie.

Proprio da quest’ultimo libro, Marco Bellocchio,  ha realizzato il film che abbiamo visto ieri sera.

iu-3Massimo Gramellini

Trama

La mattina del 31 dicembre del 1969 Massimo, nove anni, si sveglia di soprassalto sentendo un urlo, esce dalla sua camera e trova in corridoio il padre sconvolto e sorretto da due uomini. Senza nessuna spiegazione viene affidato agli zii che gli dicono che la mamma non sta bene.
Un paio di giorni dopo dopo, il padre lo porta dal sacerdote, capo della sezione ”boy-scout” di Massimo, che si prende la responsabilità di spiegare al piccolo che la mamma non c’è più.
Massimo rifiuta questa verità e preferisce rifugiarsi un una specie di  ”limbo protettivo”.
Il giorno del funerale la bara chiusa viene messa in salotto a casa per l’estremo saluto. Massimo rifiuta di credere che la sua mamma sia lì dentro e grida di aprire la bara, cosa che naturalmente non viene fatta,  questo aumenta la convinzione nel bambino che presto, la sua mamma sarebbe tornata.
A scuola racconta ai compagni che la mamma vive a New York. Cresciuto e divenuto giornalista, passa dal giornalismo sportivo alla politica e nel 1993 viene inviato a Serajevo per seguire gli eventi bellici. Gli orrori a cui assiste lo segnano profondamente. Tornato a casa riceve dalla zia una scatola di fiammiferi appartenuta alla mamma, come si trova l’oggetto tra le mani viene preso da una crisi di panico. Telefona in ospedale dove Elisa, una dottoressa si prende cura di lui. Inizia tra i due una storia d’amore importante.
Mentre svuota l’appartamento di famiglia, in cui ormai non vive più nessuno, preso dallo sconforto alla vista di tanti ”ricordi” , chiama la zia, alla quale chiede la verità!  La donna è dolorosamente stupita, in buona fede, credeva veramente che Massimo avesse capito.
A quel punto gli consegna un vecchio articolo di giornale, custodito tra uno dei volumi di una enciclopedia, il cui titolo è: ”Giovane madre di famiglia si getta dal 5° piano” …
In quel momento il mondo ”finto” che si era costruito per auto-difendersi, crolla! Lui si trova a fare i conti con la realtà che aveva sempre rifiutato.
Riuscirà nel tempo ad accettare il suicidio della madre.

Il film di Bellocchio si articola abilmente tra ”presente” e ”lunghi flashback” relativi ai ricordi di infanzia del protagonista. E’ un film triste, toccante, ma che mette in luce il ”coraggio” e gli ”strumenti” che, comunque, questo bambino ha saputo ”tirar fuori” nella sua vita di uomo.
E’ riuscito a ”diventare qualcuno” nel mondo, nonostante il dramma in cui è stato coinvolto.
Il film mette anche in evidenza il carattere ”torinese” di tutta la situazione. Il suicidio della donna, anche se dettato dalla paura mal gestita della malattia, era comunque da non mettere in evidenza. Il suicidio, nella borghesia cattolica torinese,  è una ”vergogna” che va, il più possibile, nascosta.

Ho avuto occasione di parlare al telefono con Massimo Gramellini un paio di volte,  ed è una persona gentilissima, che dedica la sua piena attenzione a tutti.

Grazie al Club Italianiste de Provence per questa bella occasione.

Alla prossima

 

Elena

 

Imprenditori italiani del tessile uccisi a Dhaka …

Nell’ ingiustificabile attentato a Dhaka in Bangladesh, che tutti assolutamente condanniamo, sono morti in modo atroce, anche degli imprenditori italiani.
Molti  piangono con simpatia i nostri connazionali, ma, tastando il ”polso della rete”, se così si può dire, si percepisce che alcuni storcano il naso e si chiedano: ”Ma perché producevano in Bangladesh”? Perché non facevano lavorare gli italiani?
La risposta è semplice, qui costa troppo tutto!
Assumere regolarmente … pagare i contributi … pagare le ferie … tenere gente in organico anche se è malata … gli stipendi sono soggetti a contratto …  in Bangladesh invece non hanno diritti e  costano una ”cippa”!
Quindi che cosa fanno gli imprenditori? Delocalizzano! Si chiama ”globalizzazione”.

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Lo fanno tutti quelli che possono, dalle multinazionali alle piccole imprese. Tutti sfruttano … chi più chi meno.
Come eliminare questo sistema mah … si direbbe una battaglia contro i ciclopi.
Eppure se ci pensiamo un attimo magari si potrebbe trovare una soluzione.
Invece di comperare, ad esempio,  40 magliette orrende fatte in Bangladesh, che pendono da tutte le parti, compriamone una bella fatta bene  in Italia,  con un buon tessuto e che duri per parecchi anni.

Sento già la fibrillazione  che precede: ”Ma … una maglia del genere, costa un sacco di soldi”!
E allora? E’ vero che costa ma ne compriamo una da 100 euro invece di 10 da 10 euro …
Con un margine di guadagno più alto forse i produttori potrebbero far lavorare gli italiani qui, invece che gli indiani.
La cosa da fare però è di poi curare la maglia da 100 euro!  Una maglia di quel prezzo va lavata con attenzione, stesa con altrettanta attenzione,  poi stirata con attenzione e poi cucita o ripresa nel caso si scucisse o si smagliasse.
Ma … oggi abbiamo voglia e tempo di curare così i capi di abbigliamento  o preferiamo comprare delle ciofeche, usarle e poi buttarle al primo cenno di logorio? Una volta le scarpe si facevano risuolare … oggi si buttano, tanto durano niente, bene che vada le fanno i cinesi.
Conosco ragazze che viaggiano con pantaloni senza orlo, preferiscono invece di cucire un orlo, farlo ”mangiare” dai talloni delle scarpe contro il pavimento. Se hanno una maglia scucita la buttano via …

meditiamo gente … meditiamo …

 Alla prossima

 

Elena

 

 

Cinema Vox Frejus: ”Boulevard des Italiens” e … ”Anche libero va bene”

Ieri, 13 gennaio 2016, una gran bella serata al cinema Vox di Frejus,  organizzata dall’associazione St. Raphael Cinema e dal C.I.P. (Club italianiste de Provence)  in compagnia del regista Matteo Querci.

In apertura di serata,  il coro ”Note Azzurre” del CIP ci ha regalato un ”pezzetto della nostra bella Italia” interpretando canzoni come: ”Santa Lucia”, ”Vitti nà crozza” e ”O sole mio” .  Bravissimi! Grazie mille!

20160113_202202Il coro Note Azzurre (portate pazienza la foto non è un gran che …) 

La prima proiezione è stata ”Boulevard des Italiens” di Matteo Querci, proiezione presentata quest’anno al festival di Cannes per i ”cortometraggi”.  Interpreti Francesco Ciampi e Barbara Enrichi. La storia, fino all’ultimo momento, lascia aperta agli spettatori una domanda, e la domanda è: ”Ma che rapporto hanno questi due personaggi? E’ suo figlio? No l’età non lo giustifica … è sua zia? Mah … Forse  … il suo amante? Non si direbbe … un’amica di famiglia? Chissà” …

Si rimane per 11 minuti incollati a scene di vita familiare che però alla fine si rivelano esser tutt’altro.

iu-1Il regista Matteo Querci e, con gli occhiali, l’attore Francesco Ciampi

Abbiamo avuto la fortuna di poter fare, alla fine della proiezione,  qualche domanda al regista, che, grazie alla traduzione di Anne-Marie Piccini, ci ha risposto.  Ho chiesto al regista se il ”mammismo” di cui sono accusati gli italiani non avesse in qualche modo contribuito all’idea,  se si sarebbe potuto sostituire il personaggio ”Francesco” con uno svedese o con un tedesco. Il regista ha risposto che ovviamente l’italiano medio rispondeva meglio alla situazione, inoltre in un periodo economico di ”crisi”, l’idea di cui si avvale il film potrebbe essere un ottimo sistema per ”inventarsi un lavoro”.

Il cortometraggio parla di un italiano a Parigi,  probabilmente per motivi di lavoro, che alla fine della giornata suona al citofono dello ”Stabile Italian Boulding” dicendo semplicemente: ”Sono Francesco”! Entra nell’appartamento … ed è come se si trovasse a casa sua.  Viene accolto come potrebbe fare una mamma … gli viene cucinato il cibo che preferisce. Viene coccolato e trattato come un bambino, gli viene persino lavata e stirata la camicia. La mattina lo si sveglia come si farebbe con un figlio e gli si prepara la colazione, per poi alla fine, presentargli il conto!

Insomma un simpatico modo per guadagnare un po’ di denaro ed un altrettanto simpatico modo per migliorare il servizio, un po’ anonimo,  fornito da un normale ”bed and breakfast” . Quindi se siete a corto di denaro e disponete di un appartamento con una camera in più … cosa aspettate?

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Parliamo ora di  ”Anche Libero Va bene” di Kim Rossi Stuart. Un film che ricalca con successo lo stile neorealista italiano. Si tratta di una famiglia dove i ruoli non sono più quelli a qui siamo abituati … dove i figli crescono e maturano, affrontando problemi che non dovrebbero pesare, a rigor di logica, sulle loro giovani spalle.

iu-2Kim Rossi Stuart, regista ed attore, interpreta Renato, un padre solo che vive con i suoi due figli: Viola e Tommaso (Tommi) .  Renato è un uomo abbandonato dalla moglie Stefania, interpretata dall’attrice Barbora Bobulova.  Una donna immatura, incapace di gestire il peso della famiglia e propensa ad inseguire i propri ”sogni”, per poi tornare vigliaccamente ”all’ovile” ogni qual volta i ”suoi egoistici sogni” vengono frantumati. Una donna incapace di rendersi conto del dolore che questo suo comportamento, ”bipolare” e schizofrenico,  genera nei propri figli e nel proprio marito.

Renato, nonostante tutto,  cerca di gestire al meglio la famiglia, cosa non facile quando si è soli e si deve combattere con problemi economici e di lavoro.  Chi ne soffre di più è il piccolo Tommi, che si chiude sempre di più, in se stesso.  Tommi vorrebbe giocare al pallone nel ruolo di ”centravanti”,  ma il padre si ostina nell’idea che potrebbe invece diventare un campione di nuoto. Per farlo contento Tommi si impegna in una disciplina che non ama affatto. Durante una gara per le qualificazioni regionali, la tensione di Tommi diventa insostenibile e si ferma a metà percorso,  provocando la delusione nel padre. Renato reagisce nei confronti del figlio con un’aggressività verbale esagerata, ferendolo di proposito.  Approfittando di questa situazione per scaricare l’angoscia della propria infelice esistenza …  in maniera immatura,  su di un bambino che è altrettanto infelice e molto più ”vulnerabile” di un adulto.

Tommi nel frattempo ha stretto amicizia con un coetaneo, figlio di una famiglia ”perfetta” che ha traslocato nel loro stesso stabile. Questa amicizia potrebbe allontanarlo ancora di più da questo ”padre perdente”; ma l’ amore che unisce padre e figlio è molto forte, e sarà proprio il piccolo Tommi a fare il ”passo” che avrebbe dovuto fare l’adulto,  riavvicinandosi al padre e a preoccuparsi per lui.

Questo, direi film più che ”lungometraggio”,  ci obbliga a confrontarci con la realtà di una società in ”decadenza”, oppure per meglio dire,  con una società in cui valori e famiglia non sono più quelli dei  ”vecchi tempi”. Ma il mondo,  sappiamo tutti,  non è sempre ”rose e fiori” e soprattutto … non si può tornare indietro … nemmeno per prendere la rincorsa!

Ne consiglio vivamente la visione a tutti e … ringrazio la gentilissima Simone per il passaggio in auto.

Alla prossima

Elena

 

 

Il ”futuro e la speranza” annegano nel Mediterraneo …

Gli uomini … le donne … i bambini che trovano sepoltura nel Mar Mediterraneo non sono altro che esseri umani fuggiti da guerre e da carestie.

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Per quelli che riescono ad arrivare ”vivi” la nostra risposta, bene che vada, è quella di chiuderli nei CIE.

Persone fuggite dalla Libia, Siria, dalla Costa d’Avorio, Somalia, Sudan, Tunisia, Egitto, Eritrea, Etiopia, Mali, Ghana, Burkina Faso, Nigeria, vengono stipati come merce in “centri di accoglienza” in attesa che le Commissioni Territoriali valutino le ”singole storie”!
Esseri umani in attesa che la ”burocrazia” dica loro se hanno il “permesso” di immaginare una vita o se invece verranno respinti, condannandoli di fatto, ad una vita nella clandestinità e quindi prede facili della malavita organizzata.

Io che ho avuto la fortuna di essere nata in Europa … mi domando … ma come è possibile NON accogliere gente che fugge per cercare un futuro? Ma perchè chiuderli come bestiame nei centri di ”accoglienza” che di accogliente NON hanno proprio nulla? Ma se stessero ”così bene” a casa loro verrebbero forse qui, per essere trattati magari come gli ”schiavi” di Rosarno?

Possiamo mettere confini agli esseri umani oggi come oggi?

Oltre alle guerre che imperversano ovunque … tutti sappiamo che il clima sta cambiando e che diventa sempre più ”esasperato” a causa dell’inquinamento.

E’ inevitabile chiedersi se ad esempio, nel Corno d’Africa dove non piove da più di un anno, la causa sia dovuta all’inquinamento delle ”industrie locali” ? Visto che NON ne hanno di industrie sarà difficile che inquinino … non vi pare?

La triste realtà è che NOI stiamo CONSUMANDO anche ”quella parte” di pianeta … ma la faccenda NON ci riguarda!

Le ”ricadute” climatiche, provocate da noialtri le ”pagano” LORO! NOI inquiniamo e LORO ne pagano le conseguenze!

Ci fa pena vedere nei telegiornali, i bambini magri che non hanno nulla da mangiare, ma poi, quando vengono qui – sempre che non diventino prima  cibo per squali –  li chiudiamo nei CIE! … che stiano lì e che si arrangino”!

Bisogna continuare a far pressione affinché l’Europa intera si faccia carico di questa situazione. Anche perché ai ”cinesi” che costoro muoiano o meno, non importa un ”fico secco”!

Alla prossima …

Elena