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Italia II Maxiprocesso alla ‘Ndrangheta! 329 imputati, 400 capi di imputazione …

eppure nessuno ne parla …

Mentre cade il Governo in Italia, in questi giorni si sta svolgendo il secondo, importantisso, maxi processo italiano in sordina … nessuno ne parla …

”Basso profilo”, è l’ultima operazione eseguita dalle Forze dell’Ordine contro alcune delle principali ‘ndrine calabresi, con decine e decine di arresti e sequestri milionari. È di questi giorni la notizia delle recenti dimissioni del leader dell’Udc Lorenzo Cesa, (quello che avrebbe dovuto stampelle il Governo Conte) il cui nome compare tra gli indagati. L’operazione viaggia parallelamente a “Rinascita-Scott”, il maxi processo, contro la ‘Ndrangheta, che si sta celebrando in questi giorni, a Lamezia Terme, nel silenzio più “assordante”.
Ma, “di basso profilo” – nel senso del poco clamore che gli è stato attribuito – potremmo anche definire il maxi processo appena iniziato, che tiene fuori dall’aula bunker di Lamezia Terme, telecamere e giornalisti.
Una scelta quasi obbligata e legata alla sicurezza dello stesso processo, ma non approvata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana che precisa, “Impedire le riprese giornalistiche audiovisive del maxiprocesso “Rinascita- Scott “, significa privare la storia di una testimonianza formidabile, necessaria e insostituibile.
Ciò che come giornalisti siamo riusciti a documentare in relazione al maxiprocesso di Palermo a Cosa Nostra, dal 10 febbraio 1986 in avanti, non lo potremo documentare nel nuovo millennio, nell’era di internet e della informazione cross-mediale, con riguardo alla ‘ndrangheta”.
Il processo – il secondo maxi evento giudiziario della storia italiana dopo quello di Palermo – vede alla sbarra ben 329 imputati, con 400 capi di imputazione, e l’impegno di circa 600 difensori. Un evento giudiziario maestoso, tuttavia passato in sordina, sicuramente per l’esclusione dei mass media, ma anche per la recentissima – e forse non ancora risolta – crisi politica – parliamo delle imminenti dimissioni di Conte.
Eppure, udienza su udienza, il processo, continua il suo percorso. L’intento è di evitare la scadenza dei termini di carcerazione, dice Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, “Sei giorni alla settimana su 7 e un Tribunale collegiale che sia esonerato dal trattare altri procedimenti penali. Solo così – spiega – si potrà evitare la scadenza dei termini massimi di custodia cautelare degli imputati ed una loro scarcerazione”.
La stessa Brigida Cavasino, presidente del Tribunale collegiale di Vibo, facendo eco a Grattieri, ribadisce, “Come Collegio faremo di tutto per evitare la scadenza dei termini di custodia cautelare per gli imputati detenuti, ma tenere udienze tutti i giorni è impensabile perché il lavoro dei giudici non avviene SOLO in udienza ma è rappresentato anche dallo studio delle carte, delle deposizioni e delle trascrizioni delle intercettazioni”.
Intanto, le prime date sono state fissate a tambur battente, più in là, molto probabilmente, si cercherà di allentare il ritmo delle udienze, è ciò che fanno intendere dal Tribunale collegiale. Si sa che tre sono i tronconi processuali conferiti (poi) nell’unico grande dibattimento ora in corso: il primo, e numericamente più significativo, riguarda 322 imputati, a cui si è aggiunto il troncone riguardante Francesco Cracolici, Giuseppe Camillo’ e Franco Barba, ad entrambi i filoni, è stato ultimamente annesso, anche il processo – per direttissima – a carico dell’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia, Giancarlo Pittelli, l’avvocato Giulio Calabretta, l’imprenditore di Vibo, Mario Lo Riggio e Salvatore Rizzo, ex sindaco di Nicotera.
Sarebbero i magistrati i fannulloni? Su … per favore …
Alla prossima

Elena
I

“Sicilian Ghost Story” Cinema Vox di Frejus

Ieri, domenica, 25 novembre, siamo andati al Cinema Vox per assistere alla proiezione di: ‘’Sicilian Ghost Story’’ un film di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia.

Luna in un momento di disperazione cerca di annegarsi …

Non conoscevo nulla sulla trama ma … quale stupore quando ho realizzato trattarsi della storia del povero Giuseppe Di Matteo, il figlio del ‘’pentito’’ Santino Di Matteo, un bambino che è stato rapito, tenuto prigioniero, ucciso e sciolto nell’acido da Giovanni Brusca!
Ora per chi non conoscesse la storia ”vera” provo a sintetizzarla qui velocemente:
Santino Di Matteo, padre di Giuseppe, faceva parte del clan mafioso dei ‘’Corleonesi’’ di Totò Riina. Dopo l’arresto di Riina (detto ù curtu) nel gennaio del 1993, fu uno dei primi ad abbandonare il ‘’clan’’ e collaborare con la giustizia. Un testimone importante e ”pericoloso” nel processo dell’attentato di Via D’Amelio in cui persero la vita il Magistrato Paolo Borsellino ed i poliziotti della scorta.
Giovanni Brusca, soprannominato in lingua siciliana ‘’ù verru’’ e cioè, ’’porco’’, era a capo del mandamento di ‘’San Giuseppe Jato’’, affiliato anche lui al clan di Riina, e, per impedire a Santino di Matteo di ‘’parlare’’ nell’ambito del processo, gli rapì il figlio, lo tenne prigioniero per quasi tre anni (779 giorni) poi lo strangolò e ne gettò il corpo nell’acido per farlo scomparire.
Due parole veloci su Giovanni Brusca, tanto per ‘’inquadrare il personaggio’’. Questo ‘’Signore’’ ha ammazzato e/o fatto ammazzare, su sua stessa ammissione, circa 150 persone, tra cui il piccolo Giuseppe e una donna in cinta. Ha partecipato all’uccisione del Giudice Rocco Chinnici, e, nella strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone sua moglie ed i poliziotti della scorta, fu lui ad azionare a distanza,  il telecomando che fece esplodere il tratto di autostrada.
Ma torniamo al film, che è stata una vera e propria sorpresa.
Per una volta, un fatto squallido e crudele di ‘’Cosa Nostra’’ (o Mafia) ci viene presentato attraverso gli occhi ‘’puliti’’ e sognatori di due giovanissimi.
Luna e Giuseppe si piacciono, Luna è innamorata come solo a 13 anni si può amare … sogni e realtà si fondono assieme in un meraviglioso struggimento. La natura che li circonda fa parte delle loro paure e delle loro speranze.
Quando improvvisamente Giuseppe scompare, nessuno in paese, pare stupirsi della cosa. Solo Luna, e la sua ‘’amica del cuore’’ cercano disperatamente di attivarsi per ritrovarlo.

Questa foto ritrae il ”vero” Giuseppe di Matteo, rapito e ucciso da Giovanni Brusca.

Nessuno, commissariato compreso, cerca Giuseppe seriamente e questo nonostante Luna sia andata piangendo in commissariato a dire di aver identificato un uomo  … ‘’faccia di porco’’ e la sua auto … ma nessuno ‘’alza un dito’’!
Nessun aiuto per Luna, nemmeno da parte di sua madre, donna ’’neutra’’e completamente anaffettiva.
Ecco la Sicilia! Omertà, paura e silenzio assoluto. Facciamoci i fatti nostri, è troppo pericoloso immischiarsi in cose che non ci riguardano! Meglio girare la testa dall’altra parte.
Eppure … proprio questo è il motivo per cui non si riesce ad eliminare la malavita organizzata nel nostro paese. ‘’Cosa Nostra’’, come tutte le altre associazioni mafiose non possono essere eliminate perché esiste una ”connivenza malata” tra malavita organizzata e cittadini … tra malavita organizzata ed istituzioni. Triste ma è così … questo ci obbliga a rimanere nel medioevo … come d’altronde lo sono le tribù arabe.
Ma torniamo al film altrimenti mi deprimo troppo …
Luna cerca, senza riuscirci, Giuseppe, e per 779 giorni spera e vive come in una sorta di ‘’limbo’’ … tentando anche di annegarsi. In qualche modo è in contatto con lo ‘’spirito’’ di Giuseppe e, quando percepisce che per lui è finita, ingerisce il veleno per i topi. Lo ‘’spirito’’ di Giuseppe avverte l’amica del cuore di Luna che si precipita a casa sua salvandola.

Luna, disperata, esprime la sua angoscia disegnando sulle pareti di camera sua …

Immagini, riprese, scene, natura, in questo bellissimo film compongono un caleidoscopio di sensazioni che proiettano lo spettatore vicino alle angosce di Luna, che riprenderà a vivere, grazie a nuovi amici e al semplice fatto che la ‘’vita’’, orrore compreso, continua.
Il messaggio, nonostante la tragedia, l’angoscia, lo squallore, la disperazione, la crudeltà e l’ignoranza … è quello di una ‘’nuova generazione’’ non più disposta ad abbassare la testa davanti a degli ignoranti che continuano ad ostinarsi a vivere nel Medio-Evo.

Anche questa volta dobbiamo ringraziare il geniale Jerome Reber per l’ottima scelta e ovviamente si ringrazia il CIP, (Club Italianiste de Provence) ed il Cinema VOX di Frejus.

Alla prossima

Elena