Archivi tag: Conte

Conte Bis: Sono in 62 tra ministri, vice ministri sottosegretari …

Il Sole 24ore, stamattina,  parla di una lista di 42 che è stata approvata dal Consiglio dei ministri. Ma,  facendo i conti della serva, a me risulta ce ne siano 62 e non 42.  Mah …

Eccoli qui i Ministri del Conte bis!

Il giuramento delle “new entry” del Governo è in programma per lunedì 16 settembre alle ore 10 a Palazzo Chigi.

Dunque vediamo un pò chi sono i 10 nuovi viceministri:  

Antonio Misiani (Pd) e Laura Castelli (M5S) sono i nuovi viceministri all’Economia; Stefano Buffagni (M5S) è viceministro allo Sviluppo economico e Marina Sereni (Pd) e Emanuela Del Re (M5S) viceministri agli Esteri. Gli altri viceministri sono Giancarlo Cancelleri (M5S) alle Infrastrutture, Pierpaolo Sileri (M5S) alla Salute, mentre la renziana Anna Ascani (Pd) andrà all’Istruzione. All’Interno i viceministri sono Matteo Mauri (Pd) e Vito Crimi (M5S).

 

In dettaglio, la lista dei viceministri e dei sottosegretari approvata dal Cdm è la seguente:

Presidenza del Consiglio dei ministri

  1. Mario Turco (M5S) alla Programmazione economica e investimenti
  2. Andrea Martello (Pd) all’Editoria  (La delega ai Servizi non è stata assegnata e rimarrà con ogni probabilità nelle mani del premier)
  3. Ministero degli Affari esteri (ministro Luigi Di Maio, M5S)
  4. Marina Sereni (Pd) viceministro
  5. Emanuela Del Re (M5S) viceministro
  6. Ivan Scalfarotto (Pd)
  7. Manlio Di Stefano (M5S)
  8. Riccardo Merlo (Maie)
  9. Ministero dell’interno (ministro Luciana Lamorgese, tecnico)
  10. Matteo Mauri (Pd) viceministro
  11. Vito Crimi (M5S) viceministro
  12. Achille Variati (Pd)
  13. Carlo Sibilia (M5S)
  14. Ministero della Giustizia (ministro Alfonso Bonafede, M5S)
  15. Vittorio Ferraresi (M5S)
  16. Andrea Giorgis (Pd)
  17. Ministero della Difesa (ministro Lorenzo Guerini, Pd)
  18. Angelo Tofalo (M5S)
  19. Giulio Calvisi (Pd)
  20. Ministero dell’Economia e delle Finanze (ministro Roberto Gualtieri, Pd)
  21. Antonio Misiani (Pd) viceministro
  22. Laura Castelli (M5S) viceministro
  23. Pierpaolo Baretta (Pd)
  24. Alessio Villarosa (M5S)
  25. Cecilia Guerra (LeU)
  26. Ministero dello Sviluppo economico (ministro Stefano Patuanelli, M5S)
  27. Stefano Buffagni (M5S) viceministro
  28. Alessandra Todde (M5S)
  29. Mirella Liuzzi (M5S)
  30. Gianpaolo Manzella (Pd)
  31. Alessia Morani (Pd)
  32. Ministero ai Beni culturali e Turismo (ministro Dario Franceschini, Pd)
  33. Anna Laura Orrico (M5S)
  34. Lorenza Bonaccorsi (Pd)
  35. Ministero della Salute (ministro Roberto Speranza, LeU)
  36. Pierpaolo Sileri (M5S) viceministro
  37. Sandra Zampa (Pd)
  38. Ministero dell’Istruzione (ministro Lorenzo Fioramonti, M5S)
  39. Anna Ascani (Pd) viceministro
  40. Lucia Azzolina (M5S)
  41. Giuseppe De Cristofaro (LeU)
  42. Ministero dell’Ambiente (ministro Sergio Costa, M5S)
  43. Roberto Morassut (Pd)
  44. Ministero alle Politiche agricole (ministro Teresa Bellanova, Pd)
  45. Giuseppe L’Abbate (M5S)
  46. Ministero del Lavoro e Politiche sociali (ministro Nunzia Catalfo, M5S)
  47. Stanislao Di Piazza (M5S)
  48. Francesca Puglisi (Pd)
  49. Ministero Infrastrutture e Trasporti (ministro Paola De Micheli, Pd)
  50. Giancarlo Cancelleri (M5S) viceministro
  51. Roberto Traversi (M5S)
  52. Salvatore Margiotta (Pd)
  53. Ministero Rapporti con il Parlamento (ministro Federico D’Incà, M5S)
  54. Simona Malpezzi (Pd)
  55. Gianluca Castaldi (M5S)
  56. Ministero agli Affari europei (ministro Vincenzo Amendola, Pd)
  57. Laura Agea (M5S)
  58. Ministero dello Sport (Ministro Vincenzo Spadafora, M5S)
  59. Ministero della Famiglia (ministro Elena Bonetti, Pd)
  60. Ministero dell’Innovazione (ministro Paola Pisano, M5S)
  61. Ministero Affari Regionali (Ministro Francesco Boccia, Pd) 

Quindi sono 61 più Conte fanno 62

La legge dispone per l’Esecutivo un tetto massimo di 65 membri e ad oggi, tra premier, ministri, vice ministri e sottosegretari alla presidenza del Consiglio, se ne contano già 62. 

Speriamo si fermino, perché vero è che vogliono ridurre i parlamentari, ma se aumentano tutti gli ‘’altri’’ servirà un pò pochino no?

Alla prossima

Elena 

Conte sa fare un discorso … ma dai?

Conte è capace di ‘’fare un discorso’’! Ma dai? Visto che è un avvocato, mi pare che la cosa non sia poi tanto ‘’assurda’’ no? Ma sapete ‘’CHI’’ prepara i canovacci dei suoi discorsi? Sareste stupiti nel conoscere il ”suo” capo ufficio stampa! 

Mò tutti osannano per quel che ha detto a Salvini … dopo che è stato ‘’sfiduciato’’ dallo stesso ma … prima andava tutto bene? Mah …

Comunque il ‘’cane da guardia’’ nonché portavoce di Conte è ‘sto Signore qui- Rocco Casalino che, per qualche strano mistero guadagna più Conte.

Pappa e ciccia, il razzista portavoce di Conte. Ma Conte non si vergogna?

Rocco Casalino è un ex concorrente del ‘’Grande Fratello’’ – il che la dice lunga – ed ora è il capo ufficio stampa del presidente del consiglio,’’prima’’ era, guarda caso,  il numero uno della comunicazione dei 5 stelle. Ergo, non bisogna essere dei ”geni della lampada” per capire che Conte è ”uomo del M5S”. Quindi che ”svolta” sarebbe di nuovo un Governo con Conte? Mah …

’Sto ‘’Signore’’ , il Rocco, ha uno stipendio annuo lordo di 169.556,86 euro. Una cifra che supera quella del capo dell’esecutivo, che si ferma a 114mila euro (parliamo di lordo per entrambi), come si legge nella tabella delle retribuzioni dei membri dello staff di Palazzo Chigi pubblicata sul sito del governo. Nel dettaglio, il compenso di Casalino è composto da tre voci: 91.696,86 euro di ‘trattamento economico fondamentale’, al quale si sommano ‘emolumenti accessori’ per 59.500 euro e una ‘indennità di diretta collaborazione’ pari a 18.360 euro.

Mò se volete ‘’godervi’’ appieno il personaggio ‘’Rocco Casalino’’ guardate qui, prima che lo censurino del tutto … e poi provate a farvi anche voi delle domande,  Grazie. 

https://www.youtube.com/watch?v=bwN2B3O7GM4

Considerato l’individuo trovate ancora ”strano” che Zingaretti abbia parlato di ”svolta”? Rocco Casalino è razzista tanto quanto Salvini …è visto che è ”un 5 stelle” capirete il motivo per cui il PD ha bisogno di un ”manico diverso” per riportare il timone del Paese in acque pulite! Zingaretti non bucherà lo schermo ma, vivaiddio,  ha  la testa sul collo! Peccato che a noialtri piacciano gli uomini ”carismatici” quelli che ”comunicano” bene. Poi se sanno fare qualche cosa o meno, se hanno dei valori a noi non importa.

E comunque sappiate che all’estero ‘’sanno’’ benissimo chi è Casalino, in quanto li vedono assieme in continuazione visto che Rocco non molla Conte di un passo … vedete un pò voi, a chi stiamo consegnando il Paese, ma evidentemente, a noi ”popoll0′, a Grillo e alla Casaleggio&Associati va bene così!

Alla prossima

Elena 

Fonte: Quotidiano Net. 

Telenovela Governo italico …

Buon giorno mondo – considerazioni sulla ”telenovela Governo italico” …

Il PD ha messo come dogma irremovibile tra i cinque punti dell’eventuale accordo con il M5S,  il fatto che, se formeranno un Governo assieme, il M5S deve riconoscere in pieno la democrazia rappresentativa.

Mò come faranno i grillini ad accettarlo visto che per anni hanno blaterato di ‘’democrazia diretta in rete’’? 

Come faranno ad accettarlo visto che il Casaleggio profetizzava addirittura la scomparsa del Parlamento e che tanto, prima o poi, avrebbe governato il ‘’popolo’’ tramite referendum?
Con Salvini andavano d’accordo in quanto Salvini di ”democrazia parlamentare rappresentativa”, se ne fa un baffo, visto che tende a decidere ”da solo” in nome del ”popolo”! Quindi …
Gli altri punti sono condivisibili:
– Europa innanzi tutto, e nonostante i grillini in Europa facciano parte del Gruppo del sovrasta Nigel Farage – il che la dice lunga – hanno votato a favore della Ursula Von Der Leyen.
– sviluppo sostenibile. Qui ci siamo …
– ridistribuzione del reddito. E pure qui dovremmo esserci.
Zingaretti però ha anche chiesto ‘’discontinuità’’ con il precedente Governo, il che significa no ad un Conte bis e no ai ministri attualmente in carica …
Vedremo …

.-.-.-.-.

Telenovela Governo Italico … segue …

Eh bè … certo che senza Conte dalla ”loro parte”, si sentono un pò ‘’persi’’. E poi Grillo lo ha imposto per ‘’placare’’ la base elettorale dei 5stelle, che è in fermento contro l’accordo con il PD. (Lega si PD no …) 

E poi l’imposizione/slogan/populista della ‘’riduzione dei parlamentari’’, che se fatta alla ‘’oiseau de chien’’ – come vogliono fare loro – serve solo ad esautorare ulteriormente il senso del Parlamento, che rimarrebbe alla fin dei fini, con ‘sta legge elettorale che ci ritroviamo, non rappresentativo del tutto. Ma tanto a loro cosa gliene frega? Loro vogliono la democrazia diretta in rete! Ergo il Parlamento lo si potrebbe pure chiudere del tutto, tanto … decide il popolo.
Ricordiamoci che al ‘’popolo’’ quando venne chiesto: ‘’Preferite Gesù o Barabba’’ ? Non ebbe dubbi di sorta.
E comunque non sarà Mattarella ma bensì sarà quel ‘’caos’’ di rete a decidere il da farsi. Costoro le decisioni vere le pendono tramite gli algoritmi della Casaleggio&Associati. Tastano il polso e rispondono di conseguenza.
Si direbbe che non abbiano idee proprie, se non un marasma di confusi ‘’desiderata’’ e che rispondano in base alla ”pancia del popollo’’!
Sapete una cosa? Ormai potremmo solo sperare in Huawei che sta lanciando sul mercato il ‘’chip di intelligenza artificiale’’ più potente al mondo!
Mah …

Alla prossima

Elena

 

.-.-.-.-.

Qui si prova a spiegare del perché il PD vuole mettere dei ”paletti” … il che non significa che non siano d’accordo, ma che le cose vanno fatte per bene e non alla ”oiseau de chien”! Ovvio che il solo slogan è più comprensibile ai più … ma uno slogan serve solo per ottenere consenso e non a risolvere il problema. Quindi sforziamoci di capirle le cose e non limitiamoci a ”fidarci” del ”pirla” di turno quando dice: ”Mi auguro che si chiariscano le idee sul taglio dei parlamentari”! Dovrebbe essere ”Lui” (Di Maio) a chiarirsele e non viceversa!

Il taglio dei parlamentari rimane in testa all’agenda politica, sopravanzando anche il tema della manovra economica che pure ha scadenze più incalzanti. Il dimezzamento della rappresentanza di Camera e Senato ha tenuto banco anche nel primo incontro tra M5S e PD; ma nonostante la riforma (che è costituzionale) abbia già ottenuto 3 dei 4 voti parlamentari necessari il rimpicciolimento del parlamento non sarà cosa immediata. Come da più parti è stato fatto notare il taglio dovrà essere accompagnato anche da una riforma della legge elettorale, altrimenti rischia di avere effetti deformanti sul voto. In particolare sarebbero fortemente penalizzati i partiti più piccoli mentre quello di maggioranza relativa potrebbe ottenere un numero di seggi molto superiore alla sua effettiva forza. Proviamo a capire perché.

Il punto di partenza
L’attuale legge elettorale italiana (il cosiddetto «Rosatellum») prevede di assegnare sia a Montecitorio che a Palazzo Madama il 37% dei seggi con un meccanismo maggioritario e il 61% con il proporzionale. Con uno sbarramento del 3% minimo di voti necessari a un partito per varcare la porta delle Camere. La riforma su cui spinge il M5S diminuisce i deputati a 400 e i senatori a 200, tagliando complessivamente 345 seggi. Se questo assetto divenisse legge sarebbe necessario innanzitutto ridisegnare tutti i collegi elettorali con due effetti immediati: da un lato calerebbero i costi della politica (e questo è il primo obiettivo dei promotori) ma dall’altro ogni eletto diverebbe la «voce» di un numero di cittadini di gran lunga superiore dell’attuale. Ogni deputato rappresenterebbe oltre 151-.000 cittadini, contro i 96.000 attuali: la proporzione più alta d’Europa.

Cittadini più distanti
Il 28 marzo scorso durante un’audizione alla Camera Gabriele Natalizia, ricercatore dell’Università la Sapienza ha messo in luce un primo effetto di questo cambiamento: «Come conseguenza della maggiore distanza tra cittadini ed eletti presso le due Camere, il Parlamento potrebbe essere gradualmente percepito come un’istituzione ‘distante’ dalle esigenze, dalle aspirazioni e dai problemi che emergono dai territori. La sua percezione di simbolo, ma anche di luogo, della rappresentanza e della coesione nazionale si potrebbe, dunque, affievolire». In secondo luogo rimarrebbe vivo il cosiddetto «bicameralismo perfetto», l’iter che costringe una legge ad essere approvata nella medesima versione da entrambi i rami del parlamento e che è una delle cause del malfunzionamento della politica italiana.

Una regione, un partito
Ma gli effetti maggiori si avrebbero sulla rappresentanza politica. Il mix di meccanismo maggioritario e proporzionale e il minor numero di seggi a disposizione favorisce i partiti più grandi a danno dei minori, specie al Senato. Secondo i calcoli di Federico Fornaro, parlamentare di Leu e considerato un «mago» di questi numeri la soglia per entrare in Senato in Piemonte e in Veneto non sarebbe più del 3% ma dell’11, in Friuli del 25, in Abruzzo e Sardegna del 33; in molti casi dunque una intera regione finirebbe per essere rappresentata a Roma da un solo partito. In generale Lega, M5S e Pd farebbero la parte del leone e chi dei tre dovesse prevalere «schiaccerebbe» gli altri due su posizioni minoritarie. In pratica l’intero sistema elettorale prenderebbe una svolta fortemente maggioritaria.

E per eleggere il capo dello Stato?
Alfonso Celotto, docente di diritto costituzionale, ha fatto notare un’altra conseguenza forse non voluta del taglio dei parlamentari. In una dichiarazione all’agenzia Agi ha sottolineato che in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica il peso dei parlamentari diminuirebbe a favore invece dei delegati delle regioni. (fonte: Corriere della Sera)

Ferragosto 2019 – Governo giallo-verde in cascata …

Pensierino del mattino sulla promessa di Conte: ‘’Sarà un anno ‘bellissimo’’! 

Ve lo ricordate no? Ecco … invece la situazione non è proprio come aveva promesso/previsto Conte ma anzi, senza contromisure ‘’pesanti’’  l’anno prossimo l’aliquota ordinaria IVA, oggi del 22% salirà al 25,2%, e quella ridotta al 10% passerà al 13 per cento.  Inutile spiegare che l’aumento dell’IVA colpisce tutti indistintamente e che, grazie a questo aumento le famiglie italiane, secondo uno studio del sole24ore avranno un aumento di 500 euro medi l’anno. (calcolato su una spesa mensile di circa 1.200 euro/mese)

Il “valore” degli aumenti Iva messi in programma dal governo Conte non ha precedenti: 23,1 miliardi per il solo 2020 (mentre sono 28,8 i miliardi che incombono dal 2021).

Perché ci sono gli aumenti ‘’automatici’’ dell’IVA? 

L’eredità delle cosiddette ”clausole di salvaguardia” risale all’estate del 2011, quando la crisi dei conti pubblici – unita all’impennata dello spread – aveva spinto il governo Berlusconi a varare la manovra correttiva di luglio (Dl 98) e poi il “decreto di Ferragosto” (Dl 138) ed a proporre all’Europa le cosiddette ‘’clausole di salvaguardia’’ , che per chiarire significano: ‘’Se non raggiungo certi risultati (tipo: maggiori entrate, taglio della spesa pubblica, aumento del PIL) automaticamente alcune imposte aumenteranno’’! Ovviamente questo era una rassicurazione per i mercati e per Bruxelles, che ci accusano,  a ragione,  di spendere soldi che non abbiamo, ma anche, ovviamente, un segnale di debolezza da parte nostra.

Quindi questi aumenti automatici partono dal Governo Berlusconi che, nel “decreto di ferragosto” di otto anni fa (firmato dalla sua coalizione che comprendeva la LEGA NORD) menziona per la prima volta la possibile ”rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa”, quale alternativa al taglio lineare delle  agevolazioni fiscali,  con l’obiettivo di recuperare 4 miliardi nel 2012 e 20 miliardi a regime dal 2013. Intanto, però, si sancisce già un primo rincaro ufficiale dell’Iva: il 17 settembre 2011 l’aliquota ordinaria passa dal 20 al 21 per cento.

Il governo dei tecnici di Mario Monti, subentratogli nel novembre 2011, riesce via via a disinnescare le clausole piazzate dall’esecutivo Berlusconi, ma non a eliminarle data la drammatica situazione economica.  Dopo gli interventi “Salva Italia” e “Spending review-bis”,  la legge di Stabilità 2013 dispone che dal 1° luglio l’aliquota Iva del 21% sia rimodulata nella misura del 22 per cento, se non arrivano risparmi per almeno 6,5 miliardi con il riordino della spesa e la sforbiciata ai bonus fiscali.

Il nuovo passaggio dal 21 al 22% è segnato: viene solo posticipato di qualche mese dal successivo governo Letta (Dl 76/2013) e scatta il 1° ottobre del 2013. Ma si apre un secondo capitolo. Perché Enrico Letta, perso l’appoggio dell’ex Cavaliere, si trova a dover innescare un’altra “tagliola” con la legge di Stabilità 2014: senza maggiori entrate o risparmi, dal 2015 ci sarà il taglio delle tax expenditures e «variazioni delle aliquote di imposta» per garantire 3 miliardi per il 2015, 7 miliardi per il 2016 e 10 miliardi a partire dal 2017.

Arriva quindi i Governo Renzi e sotto la spada di Damocle va a sedersi Matteo Renzi, che in due anni – anche grazie alla flessibilità europea – sterilizza le clausole per il 2015 e 2016 e le riduce per gli anni seguenti. Comprese quelle (aggiuntive) che lui stesso ha piazzato nella legge di Stabilità 2015, a copertura dei suoi provvedimenti (cioè 12,8 miliardi sul 2016, 19,2 sul 2017 e 22 miliardi dal 2018). Le clausole cominciano a sommarsi. E aleggia il pericolo che l’Iva possa salire ancora, non solo nell’aliquota più alta.

Dopo l’ultima manovra di Renzi (legge di Bilancio 2017), che azzera il peso dei 15,3 miliardi per l’anno in corso, il nuovo premier Paolo Gentiloni eredita un fardello da 19,5 miliardi per il 2018, sempre coperto dall’aumento automatico dell’Iva e delle accise.

Gentiloni avvia una prima ripulitura con la manovra di primavera (Dl 50/2017), che neutralizza 3,8 miliardi e porta il conto a 15,7 miliardi. Il successivo decreto fiscale (Dl 148/2017) e la legge di Bilancio 2018 sterilizzano poi gli eventuali rincari Iva del 2018, ricorrendo all’aumento del deficit per il 70% dei 15,7 miliardi necessari. E riducono anche di 6,4 miliardi l’ipoteca del 2019, che passa a 12,4 miliardi.
Il conto da pagare viene quindi sforbiciato da Gentiloni, ma resta nel complesso sostanzioso: 31,5 miliardi. Di cui 12,4 da reperire nel 2019, e altri 19,1 che pesano sul 2020 (pena l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti). Sulla carta resta questa previsione: in assenza di interventi, l’aliquota Iva del 10% salirà al 11,5% nel 2019 e al 13% nel 2020; quella del 22%, invece, passerà al 24,2% nel 2019 e al 24,9% nel 2020, per assestarsi al 25% nel 2021.

E siamo all’esecutivo giallo-verde, guidato da Giuseppe Conte. Che neutralizza i rincari previsti per il 2019, ma per il 2020 mette un carico dello 0,3% sull’aliquota ordinaria (che così arriva al 25,2%, poi destinata a diventare 26,5% dall’anno successivo) e conferma il 13% di quella ridotta. Ecco spiegato il peso di una clausola così rilevante: 23,1 miliardi per il 2020 e 28,8 miliardi dal 2021.

Alla luce di quanto sopra ci arriviamo tutti a capire che promettere flat tax e Reddito di Cittadinanza erano, data l’italica situazione, due misure irrealizzabili e che l’unica soluzione che hanno costoro è quella di abbandonare il governo per lasciare i guai e le colpe agli altri e poi rivincere  nuovamente criticando gli altri e l’UE … 

Mah … il dramma è che a noi, non interessano i ‘’fatti’’,  ma solo i ‘’personaggi che ‘bucano lo schermo’ promettendo mari e monti! Quello che ci serve invece è un Governo serio, magari fatto da personaggi che non ‘’buchino lo schermo’’, ma che abbiano un cervello funzionante, in grado di capire gli effetti a ungo termine di quel che i ‘’tecnici’’ propongono per ‘’tamponare i buchi ’. 

Un Governo che, passettino dopo passettino, ci porti ad avere fiducia e che ci permetta di avere una visione positiva e magari di tornare ad investire nel nostro paese. Sarebbe chiedere troppo?

Le bacchette magiche non esistono, esiste il lavoro a testa bassa, nella giusta direzione, tutti assieme, con un occhio al sociale e l’altro alla realtà dei mercati. 

Ce la faremo? Speriamo … 

Alla prossima

Elena 

I dati economici e le leggi sono tratte da un articolo del Sole24ore

Telenovela TAV … l’uomo del ”Conte” ha detto SI!

Pensierino del mattino …

Non parleremo qui del ”mitico Corridoio 5″, quell’asse ferroviario ”Lisbona-Kiev” che avrebbe dovuto unire una fraterna Europa, dall’Atlantico alle steppe.  Non parleremo del  ”miracolo economico” prospettato grazie alle  ”grandi opere”  e dell’alta velocità e che invece ha perso ali e speranze man mano che l’economia regrediva, ma ci limiteremo a parlare di un miserabile tunnel che unisce Francia e Italia!

Per chi sostiene che il tunnel c’è già e che quindi non serve farne uno nuovo, vorrei ricordare che il tunnel esistente, quello del Frejus, risale al 1871,  un pò antiquato per i treni di oggi non credete?

Ma torniamo a noi … nel lontano 1990 si iniziò a parlare di nuovo tunnel ferroviario tra Italia e Francia e dopo ‘’soli 29 anni’’, il 25 luglio 2019, il Ministro Conte ha detto SI al Tav,  lo ha fatto visto che Bruxelles, per accelerare le cose, ha deciso di aumentare dal 40 al 55% il finanziamento complessivo dell’opera e di arrivare, per la tratta italiana,  al 50% !

iu

Visto che piangiamo miseria ad ogni più sospinto,  in quanto l’Europa non ci viene mai incontro dal punto di vista economico, bé sembrerebbe ”brutto” non accettare questa proposta no? Quindi ecco che Conte, messo lì, ironia della sorte, proprio dal M5S il partito che più di ogni altro ha cavalcato il movimento NOTAV a fini elettorali, ha detto di SI.

La lettera con l’ok del Governo italiano all’Alta Velocità è firmata dal dirigente della Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione ed i progetti internazionali del ministero delle Infrastrutture, ha il timbro della Segreteria di Palazzo Chigi ma …udite udite …  NON la firma di Danilo Toninelli, che, come tutti sanno, è contrario all’opera. D’altronde costui è anche contrario alla ‘’Gronda’’, quella che, se fatta a suo tempo, avrebbe alleggerito il Ponte Morandi, ma, come sappiamo i grillini non si erano opposti ferocemente alla sua costruzione. La Gronda la si dovrebbe comunque fare adesso per alleviare il traffico sul nuovo ponte che verrà costruito,  ma anche lì, con uno come Toninelli, sarà ‘’dura’’!

Ma tornando al TAV, Firma o non firma del Toninelli l’ok c’è stato, mò vediamo che cosa decideranno le Camere, visto che comunque l’ultima parola spetta a loro.

Sapete come andrà a finire? Considerato il ‘’bicameralismo perfetto’’ che ci attanaglia, andranno avanti alle ‘’calende greche’’, in maniera da far lievitare ulteriormente i costi dell’opera stessa, cambiando ogni volta ‘’qualche cosa’’ in modo che non ci sia mai un testo omogeneo tra Camera e Senato. E quindi continueranno a rimbalzarsi la ”palla” avanti ed indietro per anni, senza decidere nulla, tanto ”noi” paghiamo. 

In Europa bisognerebbe andare a discutere nelle ‘’sedi preposte’’, portando avanti le proprie ragioni, le proprie idee e delle soluzioni alternative specifiche … noialtri invece, non essendo all’altezza di discutere alla ‘’pari’’  preferiamo ‘’ricattare’’.  

Per il Tav, preferiamo bloccare i lavori, scardinare cancellate, incendiare le macchine escavatrici, tirare i bulloni in testa agli operai che lavorano a Chiomonte;  per la ‘’questione migranti’’ invece preferiamo lasciarli annegare … 

Discutere ‘’alla pari’’ nelle sedi preposte non fa per noi. Non se siamo capaci, molto meglio i ‘’ricatti’’ … tipici d’altronde del ‘’sistema mafioso’’ …

Tonando al Tav, la cosa che più mi lascia più perplessa è che i No Tav si professano tutti ‘’ecologisti’’ ma, stranamente, preferiscono e difendono a spada tratta il trasporto di cose e persone a mezzo ruote (quindi camion e automobili) oppure il trasporto persone ‘’via aerea’’ penalizzando la molto meno inquinante ferrovia. Visto i danni irreparabili dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento dai combustibili fossili …  vi sembra normale questa loro testardaggine?  Bè … fatevi una domanda a datevi una risposta.  

Alla prossima

Elena 

Il Governo dei dilettanti o … degli incapaci?

Pensierino del mattino: ‘’Che dire di ‘sto Governo? Mah’’ …

Salvini voleva l’internazionale sovranista e l’alleanza populista invece è riuscito a rinsaldare l’alleanza franco-tedesca.

Voleva fare il ‘’duro populista’’ con l’immigrazione obbligando in tal modo ”altri” in Europa a prendersi dei migranti e il risultato è stato proprio che i suoi alleati ‘’sovranisti’’ europei gli abbiano chiuso le porte in faccia!  

Senza contare che, sempre i suoi ‘’amici sovranisti’’ sono quelli del ‘’rigore sui conti pubblici’’, del pareggio di bilancio e del taglio del debito pubblico! E quindi? Salvini … ma ci ‘’sei o ci fai’’?
Non parliamo poi della Libia, dove c’è in atto una ‘’guerra civile’’ e dove il nostro Governo non sa che ‘’pesci prendere’’, con il risultato che hanno insospettivo Serraj, fatto imbestialire Haftar, messo sul ‘’chi vive’’ Trump, messo in evidenza l’abilità politica di Macron e lasciato perplesso Putin. Insomma dei veri ‘’dilettanti allo sbaraglio’’!

Non parliamo poi del caso Iran uno dei nostri più importanti partner commerciali … ha forse il nostro Paese espresso un’opinione? Macché! Non sanno, pure lì che ‘’pesci prendere’’.

Eccoli qui gli statisti italici … uno fa parte di un partito che ha rubato agli italiani 49 milioni di euro e che restituirà in 80 anni! L’altro è stato preso all’ultimo momento dal mondo universitario e catapultato a fare il ”primo ministro fantoccio, il terzo … bè che dire del terzo? ”Prima” vendeva coca cola allo stadio del Napoli. Punto!

Salvini poi, nonostante il ‘’paciocco’’ del ‘’Russia-Gate’’ si è dato da fare per rinsaldare i rapporti con Trump, dandogli ragione su tutto. Ha promesso la fedeltà all’alleanza atlantica … è d’accordo con le decisioni USA sul’Iran … ai dazi alla Cina … e pure sulle ‘’sanzioni’’ alla Russia! Nonostante vada in giro con le felpe con su scritto: ‘’basta sanzioni alla Russia’’. Ovviamente a Putin la cosa da un pò ‘’fastidio’’. Insomma, costoro si muovono nello scacchiere internazionale o, come dei deficienti patentati, oppure come se avessero a che fare con gente che non legge nemmeno un giornale!

Ecco il ”genio nazionale” con la felpa pro Russia. Per la cronaca è assieme a Savoini, quello che dice di non conoscere …

 

Mah …

Alla prossima

 

Elena

Se l’Italia ”tira troppo la corda” in Europa … finisce che …

… ‘sta corda si spezzerà e che cosa potrebbe succedere?

 

Sa sinistra: Salvini, Conte, Di Maio.

I ‘’’gialloverdi’’ stanno ‘’tirando la corda’’ al massimo. La situazione nuda è cruda è che il nostro debito è troppo grande e in più non cresciamo dal punto di vista economico. Solo di interessi paghiamo cifre spaventose, quindi ci mancano i soldi per occuparci di cose ‘’normali’’ come sanità, scuola, infrastrutture, ect. Immaginatevi se li abbiamo per far cose come quota 100, RdC e flat tax!
Infatti ormai per tentare di farci crescere un pò, Salvini spinge per sbloccare i cantieri senza troppi ‘’controlli’’ … senza troppe ‘’pastoie’’! La malavita organizzata ringrazia ovviamente visto che a ‘’lei’’ vincoli, controlli e pastoie non piacciono affatto. Ovvio che poi noi cittadini non dovremo lamentarci se i lavori, per esempio i ponti, verranno fatti con ‘’cemento depotenziato’’ quindi propensi a durare come la ‘’vita delle farfalle’’!
Tra un pò, se andiamo avanti così, altro che ‘’sorvegliati speciali’’ … di noi non si fiderà più nessuno e finiremo ‘’commissariati’’. Ma qualche cosa mi dice che questa situazione piacerebbe moltissimo a Salvini, avrebbe quindi la possibilità di sostenere che l’Europa è ‘’cattiva’’ e che non ci lascia fare quello che vogliamo … magari tornerà di moda la ‘’manfrina’’ del poter stampare moneta a nostro piacimento invece che farci rifinanziare il debito sui mercati.
L’Italia ormai è nelle mani, da una parte, di uno che vorrebbe distruggere l’Europa completamente confidando poi nell’aiuto di USA e Russia, dall’altra di un ‘’incapace totale’’ che si è trovato a gestire una situazione più ‘’grande di lui’’ ma che non lo ammetterà mai.
Povera Italia …

Alla prossima

 

Elena

Secondo voi … come o ”dove” sta andando l’Italia?

Sarà che, nonostante l’infiltrazione la gamba continua a farmi male, non riesco proprio ad essere ottimista nei confronti della politica che sta facendo il mio paese. 

Vivo in Francia e, onestamente,  i problemi francesi confronto ai nostri fanno ridere. Se i francesi vivessero in Italia altro che ‘’Gilet gialli’’! 

Dunque, come siamo messi noialtri? Siamo messi che Bruxelles ci ha nuovamente bocciati in quanto non solo non siamo riusciti a ridurre il disavanzo nel 2018/2019 ma abbiamo messo in piedi una serie di provvedimenti che, invece di ridurlo lo hanno aumentato a dismisura, vedi Reddito di Cittadinanza e Quota 100. E non ci sono ancora né la flat tax né le fantastiche misure per la famiglia annunciate dal governo dei ‘’bruchigialloverdi’’! 

Da quando sono al Governo, un anno praticamente,  non sono ancora riusciti a far sbloccare i cantieri. Tutto è fermo perché devono fare le ‘’analisi costi/benefici’’ che, tra l’altro, fanno fare agli ‘’amici degli amici’’ per avere le risposte che vogliono sentire, vedi Tav. Ma anche, secondo me, per capire di che caspita stanno parlando. Portate pazienza ma uno come Toninelli, che manco i carabinieri hanno voluto, e che l’unica esperienza di lavoro è stata quella di fare l’impiegato in una Agenzia di Assicurazioni … che cosa ne può sapere dei ‘’costi/benefici di un lavoro come la Tav? Ma lasciamo perdere tanto è inutile. Meglio onesti-scemi piuttosto che ladri? Pretendere uno onesto e preparato pare sia un binomio impossibile nel Bel Paese. D’altronde … Toninelli è uno che ha fondato i primi meet-up in qualche modo bisognava pur premiarlo no?  E che cosa gli facciamo fare a questo signore che faceva i banchetti per il M5S? Ma il Ministro delle infrastrutture pubbliche e dei Trasporti no? No comment.

Mi dà l’impressione che costoro pensino che i soldi caschino dal cielo, come il lavoro d’altronde. Il loro ragionamento è semplicissimo: ‘’Non c’è economia che cresce? Pazienza, io Stato ti mantengo perché tu non puoi stare indietro. Bellissimo concetto ma … non sarebbe meglio dargli del lavoro?  Abbiamo strade che fanno schifo!  E … provare ad aggiustarle no? Sarebbe lavoro! Abbiamo condutture sotterranee che perdono acqua da tutte le parti … e provare ad aggiustarle no? Si creerebbe lavoro e si salverebbe un bene che è più prezioso mille volte del petrolio! Abbiamo i trasporti pubblici in perdita perché la gente non paga il biglietto. Rimettete il bigliettaio sui tram e sui bus, vedrete che ci saranno meno furti e tutti pagheranno il biglietto e prenderemo due piccioni con una fava! Diamo lavoro ai bigliettai e i trasporti pubblici non saranno più in deficit. Invece? 

Invece non solo io Stato non sono in grado di darti un pò di lavoro ma l’unica idea che ho avuto per crearne è stata quella del: ‘’Ti mando in pensione prima, così i giovani entrano a sostituirti’’!

Che bella ‘’pensata’’ semplice semplice … e che c’è vo? Ma pare abbiano sottovalutato il fatto che i datori di lavoro, che faticavano a pagare i propri lavoratori in quanto il lavoro ‘’girava male’’, sono oggi ben felici di aver gente in meno, senza aver il rimorso di doverli licenziare, ma non si sognano neppure di assumere dei giovani, che non hanno esperienza e che costano una fortuna in contributi.  Gente che serve ce ne sarebbe eccome, ma costa in tasse una fortuna! E quindi? Quindi,  ammesso e non concesso che li prendano a lavorare preferiscono farlo con ‘’contratti atipici’’ o addirittura in nero. Ecco perché anche il reddito di cittadinanza sarà una ‘’stupidaggine’’ senza senso. 

Facciamo un esempio comprensibile a tutti: ‘’Tu sei una mamma con bambini e non lavori, in ore ‘’buche’’ vai a fare dei lavori domestici in casa altrui e sei pagata in nero. Chiedi il reddito di cittadinanza, te lo danno perché la tua situazione economico-familiare rientra nei parametri. Secondo voi … questa Signora, vorrebbe essere assunta a ‘’tempo pieno’’ da qualche parte? Fatevi una domanda e datevi una risposta. 

Ma torniamo ai nostri debiti. Dunque l’Italia ha un debito pubblico che si aggira sui 2.358 miliardi con una spesa per interessi annua pari a 65,6 miliardi di euro (questo è un dato del 2017 che ho preso dal sole24ore). 

Molti diranno: ‘’Ma con chi lo abbiamo ‘sto debito’’ ? Lo abbiamo con tutti quelli che regolarmente comprano i nostri buoni del tesoro, che mettiamo in vendita regolarmente tutti i mesi per aver denaro per tirare avanti la ‘’baraccaStato’’, il che significa i costi legati all’istruzione, alla sanità, alla sicurezza, alla manutenzione delle strade, all’illuminazione pubblica, allo stipendio degli statali … etc…etc… Quindi sti debiti li abbiamo con tutto il mondo’’! I nostri buoni sono ‘’appetibili’’ perché sono abbastanza ‘’rischiosi’’ e quindi rendono parecchio. Ad un certo punto però il rischio sarà così alto che smetteranno di comprarli e noi andremo sul lastrico. Fine! Et voilà! 

Avete capito il concetto? No? Proviamo a fare un esempio ancora più semplice.  Tu sei un padre di famiglia con moglie e tre figli. Abitate in un condominio e guadagni 2.000 euro al mese. Tua moglie ne spende 2.500 tutti i mesi e non lavora. Come fai? O cambi moglie oppure inizi a chiedere in prestito dei soldi ai tuoi vicini di casa che te li presteranno chiedendoti però degli interessi, perché anche loro hanno i loro guai e non possono permettersi di regalarteli ‘sti soldi.  Per un pò vai avanti ma poi la faccenda diventa pesante e allora prometti a costoro che pagherai degli interessi più alti, pur che te li prestino.  La cosa va avanti ancora ma tu ti rendi conto che diventa sempre più difficile trovare ogni mese tutti quei soldi e che non basterà la tua intera vita per ripagarli, allora prometti ai tuoi vicini di casa che se tu dovessi morire il debito continueranno a pagarlo i tuoi figli, e questo in una spirale senza fine. Tra l’altro a causa dei debiti non puoi permetterti di far studiare i tuoi figli e di cambiare quindi la loro posizione sociale Non sarebbe stato meglio ‘’tirare per un pò la cinghia’’ magari mangiare pane e cipolle ma non avere debiti così angoscianti?

Ecco l’Italia è nelle stesse condizioni: Ogni residente in Italia ha un debito pari a 38mila euro circa, cifra che non risparmia neonati e pensionati. Che però sono coinvolti in modo molto differente rispetto a questa montagna di debito da finanziare periodicamente sui mercati dei capitali. l’Ufficio Studi del Sole 24 Ore ha elaborato i dati della Banca d’Italia e dell’Istat dal 1946, anno di fondazione della Repubblica italiana, per descrivere con numeri e proporzioni la diseguale distribuzione del debito pubblico tra i residenti in Italia. Il risultato? Per esempio, che per ogni euro di interessi da pagare per debito generato da parte dell’ottantenne di oggi, il 56enne ne deve pagare 10; cifra che sale a 100 per il 15enne, mentre per chi è nato nel 2017 la proporzione sale a mille.

Avete delle soluzioni? Stampiamo moneta come fanno in Venezuela? Dove l’inflazione, secondo le stime dell’Assemblea Nazionale, raggiungerà e forse supererà il 6.000%! O … torniamo al baratto? Mah …

Io sono solo una mamma casalinga, non ho risposte … ho solo domande. La situazione mi preoccupa per i miei nipotini,  non vedo vie d’uscite e vorrei che al Governo ci fossero persone di comprovata capacità in grado di farci uscire dal guado! Abbiamo speranze con i ‘’giallo-verdi’’? Mah … Non so perché ma qualche cosa mi dice di non fidami troppo. 

Il nostro governo brucogialloverde felicemente se ne frega e continua a fare debiti senza pensare di creare lavoro. Avete presente gli elastici? Li si tira … li si tira … li si tira … ma ad un certo punto si rompono! E allora? 

Allora state pure sicuri che il nostro prossimo governo o sarà fatto da tecnici alla Monti o, se va male, da un ‘’Generale’’! Entrambe le soluzioni sono inquietanti. 

Tra l’altro alle europee (°) votate per gente con la testa sul collo e non per quei matti estremisti della destra che tendono a cercar delle guerre e ad abbandonare la democrazia e nemmeno per quei matti estremisti della sinistra che immaginano un mondo impossibile e che, anche per loro, il concetto democrazia’’ è un pò vago. 

Alla prossima

Elena 

(°) https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_del_Socialismo_Europeo

Gialloverdi: la situazione economica si deteriora sempre più velocemente …

Andiamo sempre peggio …

Cosa sta succedendo?  Lo SPREAD, (°) con ‘sto governo Gialloverde, aumenta in maniera esponenziale. Come mai?
I rendimenti e lo spread dei nostri titoli di Stato sono parecchio saliti da maggio in poi in quanto chi normalmente investe nei nostri BoT (°°)  BTp (°°°) ha smesso di farlo.
Perché ? Vi chiederete voi , visto che i ‘’rendimenti’’ aumentano? Semplice! Costoro ormai ritengono che il prezzo di BOT e BTP, non sia più compatibile con il ‘’rischio’’ politico del Paese.
Cioè, l’investitore si domanda: ‘’’ E’ vero che investo in qualche cosa che mi dà un ritorno in interessi alto … ma investo anche in uno Stato ‘’poco sicuro’’ che potrebbe andare in default da un momento all’altro e rischio di perdere tutto … mi conviene? Naaaa … ‘’!
Quindi gli investitori esteri hanno ‘’disertato’’ in massa l’acquisto dei nostri Buoni del Tesoro e non hanno quindi rifinanziato il nostro debito.
Ma pure gli investitori italiani non è che si fidino tanto.
Eppure i ‘’gialloverdi’’ in chi confidano? Confidano nel piccolo risparmio di noi italiani. E cioè, per farla breve, nella liquidazione di vostro nonno o di vostro padre, messa in banca e investita per far fruttare un pò ‘sti soldi derivanti dal lavoro di una vita intera! Ma vostro nonno e vostro padre si fidano di comprare BOT e BTP italiani? Manco per le ‘’OO’’! Che genere di ‘’sicurezza’’ dà ‘sto Governo? Nessuna! E quindi? E quindi investono in altro … cose che magari rendono meno ma sono meno pericolose. Sareste felici se la vostra banca investisse i vostri risparmi in cose rischiosissime? NO vero? … ecco, appunto.
Per questo motivo i cittadini italiani non hanno voluto rispondere all’appello del ‘’duo Salvini/Di Maio’’ , che sperano invece in un maggior contributo da parte degli italiani e del loro ‘’risparmio privato’’, che sostengono essere ‘’senza eguali al mondo’’ per rifinanziare il debito pubblico che contano di aumentare!

Governo Giallo-verde: Salvini (fascista della lega), Conte una marionetta, Di Maio – da disoccupato, mantenuto dai genitori – a Ministro dello Sviluppo Economico. E poi ci chiediamo perchè non ispirino fiducia? … mah …

Avete capito i marpioni? Vogliono far debito per mantenere le promesse fatte in campagna elettorale! Ma non hanno i soldi e quindi o li chiedono all’Europa o li chiedono a noialtri! Anche perché per loro, ovvero gente che non ha mai lavorato i soldi ‘’piovono dal cielo’’ no? Prima glieli davano i genitori … mò glieli deve dare l’Europa oppure il ‘’POPOLO’’!
Tirando le somme ciò che si è visto finora è che gli investitori istituzionali e la BCE (Banca Centrale Europea) hanno aumentato si la loro esposizione in Buoni del Tesoro, compensando in parte la fuga dei fondi esteri e la freddezza dei risparmiatori italiani ma non abbastanza da impedire l’ aumento dello spread.
Avete capito adesso? Ci arrivate? Quando questo governo dice che noi non abbiamo problemi per ripagare il debito … parlano dei nostri risparmi!
Quindi chi ha quattro soldi, li dovrebbe, secondo loro, buttare nel debito che contano di fare per far ripartire il Paese ”a modo loro”, il che significa senza fare investimenti ma dando a ‘’pioggia’’ un pò di quattrini!

Meditate gente … meditate …

Alla prossima

Elena

.-.-.-.-.-.
(°) SPREAD = uno degli indicatori più usati per valutare la crisi italiana è lo “spread con i bund tedeschi”, lo spread è la differenza o “allargamento” (spread in inglese) di rendimento tra i titoli di Stato (come i btp) italiani e quelli tedeschi (“bund”). E cioè: meno l’Italia è credibile, più alti sono gli interessi che deve pagare per avere prestiti e più aumenta lo spread con i titoli tedeschi, giudicati invece molto affidabili.
Pagare alti interessi può infine avere come conseguenza l’impossibilità di ridurre i debiti, il che farebbe di nuovo crollare l’affidabilità del paese, in una spirale sempre più inarrestabile.

(°°) BOT o (Buono Ordinario del Tesoro) è un titolo di credito emesso dallo Stato con lo scopo di finanziare il debito pubblico nel breve periodo. Essi hanno una durata inferiore ai 12 mesi (3, 6 oppure 12 mesi) e, alla scadenza, permettono all’investitore di ottenere una somma pari al valore nominale del titolo che si possiede).

(°°°) BTP o (Buoni del Tesoro Poliennali) è anch’esso un titolo di credito, con la differenza però che viene utilizzato dallo Stato per pagare il debito pubblico nel medio-lungo periodo. I BTP infatti hanno una durata che può andare dai 3 ai 30 anni (3, 5, 7 10, 15 e 30 anni).

Il caos attuale in Libia! Proviamo a fare il …

punto della situazione …

In Libia non c’è sicurezza! E la sensazione di ”sicurezza” è quella che fa marciare il mondo intero! Se ci si sente ”sicuri e tutelati” tutto funziona!  Si ha voglia di fare, di organizzare, di pianificare e si guarda al futuro con ottimismo. Se invece ci si sente ”insicuri” ci si chiude nei propri giardini e si attendono gli ”eventi”, che di solito in queste condizioni sono ”violenti” ed esagerati! Ma vediamo un pò che cosa sta succedendo adesso in Libia …

iu

Dalla scomparsa di Gheddafi, nel 2011, centinaia di ‘’milizie’’ sparse chiedono il potere. In questa situazione ‘’stabilizzare’’ il Paese non è certo un’impresa facile. La Libia avrebbe bisogno di un esercito ben addestrato serio e capace di ostacolare ‘ste milizia che, ad ogni piè sospinto cercano di andare, a loro volta, al potere. 

Come fare ad andare ad elezioni ‘’libere’’’ come spinge Macron in una situazione simile? Fayez Serraj, il premier del Governo di accordo nazionale, uscito dagli accordi di Shikrat  nel dicembre del 2015,  e sostenuto dalla Comunità internazionale, è ora alle prese contro una nuova rivolta a Tripoli. Non è certo la prima ma si direbbe la più grave, visto che sono già morte 200 persone. 

Le varie milizie non danno certo retta a Serraj ma bensì ai capi tribù a cui appartengono. Non dimentichiamo poi che in Cirenaica il business delle armi e della tratta di schiavi sono gestiti assieme da gang criminali e da milizie.

Senza un esercito nazionale ben armato, che risponda solo al Governo, che sia compatto e capace di bloccare costoro,  chiunque abbia a disposizione una milizia può reclamare potere. E, nel caso al ‘’potere’’ non ci arrivi,  farà di tutto, compreso ricorrere alle armi per far andare a ramengo il processo di stabilizzazione di ‘sto disgraziato paese. Cosa che sta accadendo in questi giorni a Tripoli, grazie a quella che chiamano: Settima Milizia!

Il caos creato da ‘sta Settima Milizia è il più grave dall’estate del 2014. Serraj  è andato al potere nel 2015,  quando una coalizione di milizie islamiche  chiamata ”alba Libica”  conquistò Tripoli insediandoci  un Governo ombra di tendenze islamiste, spaccando  di fatto il Paese in due. 

Se finora Serraj è riuscito più o meno a domare le rivolte (le armi molto probabilmente gliele forniamo un pò tutti per tenere a bada ‘ste milizia)  è innegabile che la sua autorità non è che sia poi chissà che. Tra l’altro Serraj non è che dispone poi di un esercito compatto ma bensì di gruppuscoli di milizie che fanno alleanze oggi e le disfano domani. Quindi sono ”affidabili” una cippa!  E che comunque rispondono agli interessi dei loro capi tribù più che a quelli del Governo. Non è un caso che in diverse città della Cirenaica i redditizi business del contrabbando di armi e della tratta di esseri umani siano gestiti congiuntamente da gang criminali e da milizie.

A lanciare l’ultima offensiva contro Serraj è stata la ‘’Settima Brigata’’, una milizia di stanza nelle città di Tarhuna, a sud della capitale. La ragione ufficiale della sua rivolta contro le formazioni fedeli a Serraj sarebbe quella di porre fine al potere delle “milizie corrotte”  (slogan per far digerire interessi propri al popollo che tanto non capisce una cippa) e riportare l’ordine nella capitale”. Ovviamente ogni milizia vuole portare il ‘’suo’’ di ordine. 

Per cercare di evitare uno scontro ancora più aperto  Serraj si è appellato alla potente milizia di Misurata, il cui appoggio al Governo di accordo nazionale non è che sia poi così solido.

La milizia di Misurata infatti respinge le interferenze straniere contro la sovranità della Libia e non aveva partecipato all’incontro tanto voluto da Macron per portare la ‘’pace’’ in Libia.

Macron era riuscito si a far sedere allo stesso tavolo: Serraj, il generale Kalifa Haftar, suo rivale e signore incontrastato della Cirenaica, il presidente del Consiglio di Stato, Khaled al-Mishri, esponente di punta dei Fratelli musulmani, anche lui nemico di Haftar, e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguilah Salah Issa. Questo però non significava far sedere allo stesso tavolo ”tutte” le diverse ‘’anime’’ della Libia. L’intesa che si voleva raggiungere era ambiziosa. Si trattava di unificare le istituzioni, tra cui la Banca Centrale, indire elezioni già in dicembre, formare un esercito nazionale. Ma il fatto che non fosse stata nemmeno firmata dai presenti  la diceva lunga su ‘sto “successo” . Diciamo che si era trattato di una ‘’pia dichiarazione di intenti’’ in attesa di vedere poi come sarebbero finite le cose … e le cose sono quelle di oggi! (200 morti) 

Costoro sono seduti sui più grandi giacimenti di petrolio al mondo … potrebbero innescare il più grande processo di riconversione di affrancamento dalle energie fossili e invece? Invece litigano come cani e gatti …

Macron, dal canto suo,  insiste per elezioni a dicembre!  Ma … in ‘sto casino che cosa potrebbe succedere?  In Libia al momento non c’è un capo riconosciuto … non c’è un esercito … la giustizia non funziona … le Istituzioni sono andata e ‘’pallino’’ … chi assicura ‘’libere’’ elezioni? E ammesso e non concesso che ci sia un ‘’vincitore’’ … la prossima ‘’milizia’’ di un altra tribù o clan lo farebbe ‘’saltare’’ nel giro di pochissimo tempo!

Ovviamente l’Italia in Libia ha moltissimi interessi, vedi ENI, e molto probabilmente l’ENI stessa paga, sottobanco, qualche milizia per tenere la situazione sotto controllo e non farsi rubare tutto.  Ora la domanda è: ”Ma … il Governo attuale, quello ”giallo verde” tanto per intenderci,  ha sevizi segreti e militari sufficienti per controllare la situazione? Oppure la parte del ”leone” la lasciamo fare ai francesi? Secondo me il duo Salvini/Di Maio non sa nemmeno da che parte girarsi. L’unico che ha esternato qualche cosa è il Ministro degli Interni Salvini – anche perché Conte è come non averlo noialtri – e come ministro degli Interni, roba che non c’entra nulla con la situazione estera, ha detto che non manderà l’esercito, che tanto non serve a niente.  Mah … Noi non è che siamo poi tanto meglio dei libici in quanto ad ”anarchia” istituzionale …

Eppure … bisogna assolutamente aiutare ‘sta gente a mettersi a posto. Viceversa gli abitanti cercheranno un futuro ‘’altrove’’ … indovinate dove?

Alla prossima

Elena