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Politiche 2018- L’Italia ha scelto …

Dunque l’Italia ha scelto e, sul territorio,  è spaccata in due, l’elettorato del Nord ha scelto il centro-destra guidato dal pluri-pregiudicato e condannato con sentenza definitiva Silvio Berlusconi, da me affettuosamente soprannominato: ”gnomolaccatodibiaccamarroneintesta”! L’elettore di destra, non osando votare sb direttamente si è riversato in massa su Matteo Salvini.  L’uomo che crede che esista la Padania, che come tutti sappiamo esiste tanto quanto Topolinia!  L’altra parte dell’Italia, il centro Sud si è rivolta al M5S che ha promesso loro il ”reddito di cittadinanza”. Cioè, tu stai a casa e io ti pago. Dato che al Sud l’economia italiana è quella in ”nero” … vorrete mica che si perdano un’occasione simile no? E quindi vai con il M5S che ha spopolato, diventando in effetti il primo partito italiano.

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Ovviamente con queste percentuali bulgare Mattarella, il nostro Presidente della Repubblica, dovrà contattare Lega e M5S, nelle persone rispettivamente di Matteo Salvini e Luigi Di Maio,  per dar loro un mandato esplorativo al fine di formare un Governo.

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Quello a sinistra è Luigi Di Maio, mantenuto 12 anni dai genitori all’università senza laurearsi. Ha lavorato saltuariamente come porta-bibite e addetto alla sicurezza nello Stadio San Paolo di Napoli. Quello a sinistra è Matteo Salvini di Milano, figlio di un dirigente d’azienda e di una casalinga. Ha partecipato alla trasmissione televisiva Doppio Slalom su canale 5, al programma televisivo il pranzo è servito su rete 4. Salvini ha il diploma diliceo classico. Ha frequentato l’Università prima a Scienze Politiche … poi è passato a Scienze storiche senza laurearsi. Non ha mai lavorato.

Ora Matteo Salvini ha  già chiarito che ‘’governerà col centrodestra’’, ma deve raggiungere i numeri per farlo. Luigi Di Maio festeggia la nascita della «Terza repubblica», aprendosi ad appoggi esterni al movimento. Incluso quello del Pd, il partito che rappresenta, o rappresentava, una delle espressioni di establishment osteggiate in campagna elettorale.

Lega e Movimento cinque stelle sono alle prese con i calcoli elettorali per stabilire chi potrebbe fare da supporto in vista di una maggioranza. Ma quali sono le combinazioni possibili ? Il Movimento cinque stelle, ago della bilancia con il suo 30% abbondante di voti, potrebbe guardare alla Lega o virare a centrosinistra, siglando un’intesa con il Pd del dopo Renzi. Sempre che il segretario decida davvero di ritirarsi, dopo un discorso ”di addio” che in realtà ha posticipato la sua uscita di scena. Vediamo quali sarebbero punti di intesa e di rottura, in entrambi i casi.

Cinque stelle e Lega, affinità e divergenze
Le affinità principali fra Lega e Cinque stelle emergono sull’agenda economica, almeno fino a che si resta sulla questioni macro. Il punto di contatto più evidente è la proposta di abbattere il vincolo europeo del 3% nel rapporto tra deficit e Pil, in linea con le vecchie posizioni euroscettiche di entrambi. Giudizio in comune anche sulla riforma pensionistica della Fornero (Da abolire) e sul Jobs act. La Lega lo menziona esplicitamente anche nel suo programma, classificandola come la riforma che ha «azzerato i diritti» dei lavoratori. I Cinque stelle si sono espressi in maniera vaga … paventando il ripristino dell’articolo 18. Un’altra vicinanza, meno evidente, è sull’immigrazione. La Lega dedica tre pagine del suo programma al tema, con proposte che vanno dal potenziamento dei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) alla ricerca di accordi «con le tribù della Libia» per frenare i flussi.

Il Movimento cinque stelle parla di ‘’business dell’immigrazione’’ e suggerisce una ripartizione equa delle responsabilità con l’Europa, anche se si esprime in parallelo per l’aumento dei fondi alla cooperazione e lo stop alla vendita di armi ai paesi di provenienza. E le divergenze? Oltre all’estrazione dell’elettorato, Lega e Cinque Stelle sono lontani su fisco e welfare. La Lega ha sposato la causa della flat tax, una tassa fissa con aliquota del 15% su tutti i redditi. I Cinque stelle propongono riduzioni e no tax area, ma in un’ottica più vicina ai criteri di progressività. Anche sul welfare, si crea una frattura sulla proposta pentastellata del reddito di cittadinanza, giudicata ‘’una bufala’’ in ambienti leghisti.

Cinque Stelle e PD … dialogo possibile?  Mah …
Cinque stelle e Partito democratico sono sempre apparsi agli antipodi su quasi tutti i tema in agenda. E in effetti è così, se si dà un occhio ai rispettivi programmi elettorali. L’unica affinità percepita è sul fisco, dove il Movimento guidato da Di Maio propone una semplificazione delle aliquote (da portare a tre) e il Pd spinge su una ‘’rivoluzione fiscale’’ a favore delle famiglie. Per il resto, è una voragine su istruzione (i Cinque stelle vogliono abolire la riforma della cosiddetta Buona scuola), occupazione (vedi i propositi sul Jobs act), rispetto dei parametri europei (i Cinque stelle si battono contro il tetto del 3% del rapporto deficit-Pil, il Pd no) e rapporto con la Ue in generale, con un Pd dichiaramente europeista e i Cinque stelle che premono per la revisione di tutti i trattati.

Nonostante punti in comune il dialogo fra Di Maio e Salvini potrebbe rivelarsi difficile. Prima delle urne c’era chi ipotizzava che gli elettori di Lega e M5S fossero sovrapponibili, accomunati dalla rabbia contro l’establishment che ha penalizzato i partiti di governo. Ma i risultati hanno mostrato una fotografia diversa, a partire dalla distribuzione geografica: la Lega spopola al Nord, il Movimento cinque stelle raggiunge percentuali bulgare al centro-sud e si fa portavoce di un blocco elettorale diverso da quello affezionato al partito di Salvini .
Potrebbe esserci tra i due un’alleanza sovranista contro l’Europa. Ma non è il tema principale che sia emerso in campagna, e comunque entrambi avrebbero paura di perdere elettori.
Oltre alla differenza geografica, lo scarto tra Lega e Cinque Stelle si definisce anche negli interessi dei votanti. La Lega è erede di una tradizione territoriale e raccoglie consensi tra sostenitori storici o comunque in arrivo dal centrodestra, interessati a taglio delle tasse e irrigidimento delle misure di sicurezza. I Cinque stelle si sono evoluti in un partito trasversale pigliatutto che dice no a tutto … che cavalca tutti i movimenti di protesta … e che sale nei consensi grazie a promesse come quella del reddito di cittadinanza.

Noi restiamo a guardare … ormai i giochi sono nelle mani di personaggi  del ”calibro” di Salvini e di Di Maio …

La democrazia è sacra!  Il popolo ha scelto e il voto del popolo si deve rispettare! Punto!  Eppure una ”vocina cattiva” mi ricorda che il popolo tra Cristo e Barabba non ha avuto dubbi su chi scegliere …

Alla prossima

 

Elena

L’Europa … ”vira” a destra? Oppure sta proprio morendo?

Una volta il termine che veniva usato nei confronti di chi era contro l’Unione Europea era ”anti-europeista”, nel tempo costoro sono diventati  ”euroscettici”, e si direbbe che oggi, gli ”euroscettici” vadano per la maggiore.

Ero iscritta al MFE (Movimento Federalista Europeo) già nel lontano 1974 , non ho cambiato idea sui concetti generali e,  anche se avrei qualche cosina da dire in proposito, non vorrei veder ”morire” un ideale.  Eppure,  il clima ”velenoso” di oggi sta mettendo a rischio il sogno di molti.

Facciamo qualche esempio:

  • In Italia ci sono partiti che, se arrivassero al governo, vorrebbero indire referendum per decidere se rimanere oppure no in Europa.
  • In Olanda, la popolazione ha bocciato un accordo di associazione tra l’Unione e l’Ucraina.
  • In Inghilterra si voterà prossimamente per la ”Brexit”.
  • In Germania, le elezioni regionali hanno mostrato il successo del partito nazionalista di destra: Alternative für Deutschland.
  • L’Austria potrebbe,  proprio oggi, avere alla guida del paese un presidente della destra radicale.
  • Gli inglesi a giugno saranno chiamati alle urne per sancire il futuro del paese nell’Unione,
  • Gli spagnoli torneranno alle urne per la seconda volta in sei mesi nel disperato tentativo di darsi un governo.
  • A Parigi, nel 2017, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen tenterà la scalata all’Eliseo.
  • In Grecia si registra tra la popolazione il consenso minore all’Europa, e come dar loro torto? E’ la terza volta che tentano ”programmi di aggiustamento economico” pur di evitare il fallimento!

Sondaggi sostengono che la mancanza di fiducia nell’Europa sia dovuta all’incapacità di quest’ultima nel fronteggiare la crisi economica ed immigratoria che la sta colpendo.   Addirittura alcuni sostengono che siano proprio le ”politiche europee” la causa della crisi.

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Pochi tengono conto che in Paesi come Italia, Grecia e anche Francia si sarebbe dovuto da tempo ”dare un giro di vite” all’assetto politico.  In periodi di ”vacche magre”, piaghe come clientelismo,  protezionismo e familismo (stendiamo un ”velo pietoso” su  Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita) sono da aggiungere ad una  situazione già ”precaria” e peggiorano ulteriormente il ”quadro traballante”.  Mentre alcuni paesi, dimenticando le proprie ”mancanze”  ”piagnucolano” sulla ”durezza” dell’Europa … altri, vedi i  tedeschi, quadrati come sempre, (anche se poi si fanno spesso i fatti loro) sostengono che non si devono mettere in dubbio i principi di Maasticht e impongono quindi a Paesi, già in cattive acque, di ridurre il debito e non rompere!

Come fare per far andare d’accordo ”mentalità” così diverse? Secondo la mia misera opinione di ”casalinga ignorante” … l’unico modo per far andare tutti d’accordo sarebbe quello di tornare ad avere tutti un lavoro decente! Un lavoro che permetta di vivere dignitosamente e di guardare al futuro con serenità. L’avere un lavoro farebbe ripartire tutto l’am ba ra dam e,  ripartito l’am ba ra dam, trovandoci in situazioni economiche migliori, si potrebbero fare tutti quegli ”aggiustamenti” da una parte e dall’altra senza traumi eccessivi. Chiederci oggi di ”tirare ulteriormente la cinghia” non potrà che far altro che  peggiorare e ”precipitare”  la situazione. 

Tutti dicono che bisogna ”creare lavoro” ma, evidentemente, tra globalizzazione e multinazionali,  NESSUNO sa da che parte incominciare per farlo!

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Morale della favola? Quando la gente è disperata, quando non arriva a fine mese ha la tendenza,  e credo sia ”genetica”,  a mettersi nelle mani di quello che sembra il più ”forte” ! Di quello che, spudoratamente,  sostiene di avere la bacchetta magica … di quello che ”pare” avere le idee chiare per risolvere il problema! Di quello che sostiene di essere ”puro e onesto come l’acqua di sorgente” …

Non dovremmo quindi stupirci se la tendenza generale ”viri a destra” .  In fondo corsi e ricorsi storici sono sempre gli stessi,  non c’è niente di nuovo sotto il sole, e, quando si gratta il ”fondo del barile” ,  lo si fa a 360°,  ”classe politica” compresa!

La ”barca Europa” … vira a gonfie vele a ”destra” … e gli USA forse avranno a comando della loro ”barca” … quella ”mina vagante” di nome Trump! Niente di buono all’orizzonte!

Meditiamo gente … meditiamo …

 

Alla prossima

 

Elena