Archivi tag: senato

Di Maio – reddito di cittadinanza – alchimie …

Alchimie pensionistiche … quota 100 … mandare in pensione ‘’prima’’ … ma non sarebbe meglio concentrarsi sul creare lavoro reale per i giovani?

Abbiamo periferie fatiscenti … ponti che cadono … dovremmo ricostruire in maniera eco-compatibile … ristrutturare i nostri antichi borghi … far risaltare il ‘’bello’’ e buttare giù i palazzoni degli anni ’60 …  affrancarci dall’energia fossile e invece? 

Invece ‘sti geni si sono inventati il ‘’reddito di cittadinanza’’ che altro non è se non un sussidio di disoccupazione! 

Ma torniamo al ‘’genio’’ Luigi Di Maio per il quale,  in fondo,  il lavoro c’è eccome! Perché dico che secondo lui il lavoro c’è? Semplice …  non hanno forse intenzione di offrire a ciascun inattivo almeno tre lavori? 

Vediamo un pò come funziona ‘sto reddito di cittadinanza … 

Luigi Di Maio nelle comunicazioni al Senato aveva spiegato i passaggi che consentiranno a tutti gli italiani di avere non meno di 780 euro al mese. 

iu 20.46.18

Questo è l’uomo che ci rappresenta al ”meglio” … 🙁

Ha spiegato inoltre come il reddito di cittadinanza NON sia una “misura assistenziale” bensì una “misura economica”. Non sia un “sussidio” ma un “volano”. Che belle parole …  ma guardiamo un pò la realtà dei fatti.   

Di Maio ricorda che il reddito di cittadinanza serve a creare lavoro e ad accompagnare il lavoratore, offrendogli un sostegno al reddito, in cambio dell’ IMPEGNO ad ACCETTARE almeno una delle TRE proposte di lavoro che lo stato gli troverà!

Quindi lo stato ti dà un sussidio mensile ma ti offre anche tre lavori e tu devi prenderne almeno uno dei tre. Viceversa ti tolgono il reddito di cittadinanza. 

A parte il fatto che se lo Stato è in grado di offrire addirittura tre lavori ad ogni disoccupato c’è da chiedersi a cosa serva il reddito di cittadinanza. Ma questi sono ‘’misteri’’ della Casaleggio&Associati per raccogliere consenso elettorale.

Torniamo al reddito di cittadinanza … la domanda è:  ‘’Ma … le coperture per ‘sto reddito in attesa che salti fuori un sicuro posto di lavoro dove le prendiamo? 

Non c’è bisogno di coperture spiega  Di Maio, in quanto almeno un milione di persone inattive saranno spinte a cercare lavoro aumentando così il tasso di partecipazione alla forza lavoro, in questo modo saranno considerate dalle statistiche forza lavoro disponibile, così aumenterà il pil potenziale e di conseguenza si attiveranno risorse per 19 miliardi di euro,  che sono addirittura superiori di due miliardi al costo previsto. 

In pratica funziona in questo modo, spendi 17 miliardi che non hai, chiami gli inattivi “disoccupati”, poi chiami il sussidio “volano” e infine ti avanzano pure un paio di miliardi. 

Ma … come faranno a venirgli delle idee così intelligenti? In che mani siamo finiti? E perchè la gente gli crede? Ma non si rende conto che tutto ciò è solo ‘’aria fritta’’? 

Ma l’economia si fa con la realtà o con l’aria fritta … quando sostengo che il M5S è tanto ‘’fumo’’ e poco ‘’arrosto’’ mi capite adesso?

Mah … 

Alla prossima

Elena 

 

 

 

.-.-.-.-.

fonte un articolo della redazione Foglio. 

 

Salta il tetto agli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato …

… ma solo per questa legislatura, che praticamente è finita. Chiariamo meglio…

Con il primo dell’anno alla Camera dei deputati (e per analogia anche in Senato) si è dissolto il tetto agli stipendi dei dipendenti introdotto nel 2014 dal Governo Renzi.
Il taglio avrebbe dovuto diventare strutturale e produrre ben 23,4 milioni di euro di risparmi solo a Montecitorio, ma la pioggia di ricorsi dei dipendenti che ha inondato la Commissione giurisdizionale interna ha fatto sì che si tornasse al vecchio sistema.
E così in ossequio agli orientamenti della Corte costituzionale, che in queste materie ammette ‘’solo’’ interventi temporanei, saltano tetti e sottotetti di reddito e tornano i vecchi scaglioni di anzianità con progressioni sino a fine carriera. Festeggia anche la Regione Lazio, dove salta (almeno per il momento) il prelievo sui vitalizi dei consiglieri, ed in Sicilia. Anche qui con l’anno nuovo è saltato il tetto dei 240mila euro imposto ai dipendenti dell’Ars.

stipendi-300x272

La legge voluta da Renzi è saltata adesso, perchè?

Perchè i tagli deliberati dalla Camera a settembre 2014 sono andati a sbattere  contro la Commissione giurisdizionale per il personale della stessa Camera che – accogliendo i ricorsi di un sindacato e di diversi dipendenti – ha stabilito che se proprio doveva esserci un taglio avrebbe dovuto esser solo temporaneo, valido cioè per soli tre anni. Ecco perché il 31 dicembre 2017, senza una proroga, le riduzioni sono saltate e si tornerà ai magnifici stipendi di cui godono costoro, dal barbiere all’economo!
La Commissione giurisdizionale per il personale aveva decretato che la temporaneità delle riduzioni coincidesse con la scadenza della legislatura. Il che significa che “il nuovo eventuale tetto dovrà essere stabilito dall’Ufficio di Presidenza della prossima: l’attuale è, di fatto, impedito a farlo da questa pronuncia”.
Circostanza che rende inesatto dire che “la Camera ripristina gli stipendi”, come si è letto dappertutto. A deciderlo infatti spetterà ai prossimi organismi politici che la guideranno. Cioè, tanto per capirci, a CHI vincerà le prossime elezioni.
Quindi ‘’calma e gesso’’ e non cavalchiamo la notizia come al solito senza ragionare. A marzo 2018, chi vincerà le elezioni potrà ripristinare o reintrodurre nuovamente i tetti.
Non dimentichiamo che il popolo tra Gesù e Barabba non ebbe dubbi su chi scegliere! Ma tutti sappiamo che fu una scelta un pò becera no?

Alla prossima

Elena

 

.-.-.-.-.
Questi erano i ‘’tetti’’:

per la qualifica più alta, quella dei consiglieri, era adottato un tetto allo stipendio già introdotto per la pubblica amministrazione, di 240 mila euro al netto degli oneri contributivi. A seguire, gli stenografi con 170 mila euro, i documentaristi con 160 mila, i segretari e i coadiutori con 115 mila, i collaboratori tecnici con 106 mila e infine gli assistenti parlamentari, cioè i commessi, che avevano un tetto pari a 99 mila euro.  Inoltre, provate un pò ad informarvi autonomamente in che cosa consiste il concorso per un ”valletto” alla Camera o al Senato. Se volete ve lo anticipo io, deve avere delle conoscenze molto, ma molto più alte di tanti deputati e senatori.  Senza contare quello che devono sapere i ”famosi tecnici” che scrivono le leggi per degli incapaci che non hanno nemmeno gli strumenti per leggerle!

.-.-.-.-.-.-

ps: conosco personalmente un bravissimo notaio che non è riuscito a superare l’esame per diventare ”valletto” alla camera … vedete un pò voi … 🙂
fonte: http://www.lastampa.it/2018/01/06/italia/cronache/via-i-tagli-a-stipendi-e-vitalizi-ecco-la-rivincita-della-casta-iplElz54Q3visc0YIRtf1K/pagina.html

RIFORME OK … MA … LA RAPPRESENTANZA ?

Le riforme vanno fatte! Ok siamo tutti d’accordo ne abbiamo proprio bisogno.  Anche il bicameralismo perfetto sarebbe da eliminare … non si riesce mai a concludere nulla con ‘sto palleggiamento da una camera all’altra. Ma fare le riforme non significa farle alla ”cavolo”!

E’ necessario che sia mantenuta la ”rappresentatività”!

Ora con la legge elettorale vigente la rappresentatività è andata a farsi benedire, e alla grande!

Si direbbe che a tutti e tre i partiti che la fanno da padroni, l’argomento ”rappresentatività”  NON interessi.

Il maggioritario è un buon sistema per garantire la governabilità … ma il sistema elettivo dovrebbe esser quello dei COLLEGI UNINOMINALI … va bene anche il doppio turno … MA i collegi dovrebbero essere UNINOMINALI! Ognuno si deve presentare in un solo collegio, possibilmente quello in qui maggiormente si svolge la propria attività politica e lì farsi eleggere. Viceversa se mi chiamo per esempio Grillo o Berlusconi e mi presento in altri collegi, essendo famoso, vengo votato … ma solo per quel motivo … vi ricordate i voti che prendeva Andreotti? Poi rinunciava e il posto lo prendeva il secondo della lista … Cribbio gente senza il collegio uninominale pure ”cicciolina” era stata eletta! 🙁

Invece tre persone che rappresentano ciascuno il proprio partito dovrebbero affrontarsi direttamente tra loro e che vinca il migliore! Se non raggiungono la percentuale necessaria eventualmente si vada al ballottaggio.

Quando votiamo il sindaco ci diamo ben da fare noi cittadini elettori a votare quello che ci sembra il migliore no? E perché NON dovrebbe avvenire la stessa cosa per le politiche? Oggi invece  il personaggio ”famoso”  o meglio il suo nome sul simbolo, si presenta su tutto il territorio e la gente lo vota perché è ”famoso”!  Quindi il personaggio famoso fa ”civetta”  e automaticamente vengono eletti quelli che sono stati inseriti dai partiti .

Grillo-Renzi-Berlusconi-ipnosi

… a questi tre signori ”interessa” la rappresentatività democratica …  oppure tutto ruota attorno a loro? 

Quindi il partito che vince … nomina i deputati … sempre il partito che vince nomina i senatori … e la democrazia va a farsi benedire.

Non sarebbe meglio smetter di far melina con diatribe tra maggioritario, proporzionale, sbarramenti … e pensare invece alla rappresentatività VERA invece di girarci attorno! 🙁

Mah …

Alla prossima

Elena