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Luigi Di Maio e le ‘’rogne’’ del Decreto Dignità …

Luigi Di Maio,  l’ex mantenuto 12 anni a legge dai genitori senza riuscire peraltro a laurearsi, l’ex disoccupato (e chi lo avrebbe assunto uno come lui)  ed oggi ministro del Lavoro …nonché ministro dello Sviluppo Economico … nonché vicepremier) ha dei problemi con il ”Decreto Dignità”  …

Il bello è che parla di ”meritocrazia” … ma di chi? E’ stato mantenuto a legge 12 anni dai genitori senza nemmeno laurearsi … poi è salito sul carro dell’ortottero ed è diventato Ministro del lavoro, Ministro dello Sviluppo Economico e Vice Primo Ministro! Cosa sa fare? Mah …

Vediamo un pò quali sono ‘sti problemi …

Sembrerebbe, così com’è stato riportato da alcuni giornali dopo aver preso visione della relazione tecnica intente al DL , che ‘sto decreto dignità ne faccia perdere di posti di lavoro invece che crearne! Di Maio si difende sostenendo che quei numeri negativi nella relazione tecnica congiunta al decreto dignità, siano ‘’apparsi’’ solo la notte prima che il decreto legge venisse inviato al Quirinale. Un’accusa non di poco conto … cribbio! Significherebbe che qualche ‘’male intenzionato’’ voglia frenare di proposito le lodevoli iniziative del ‘’Governo del cambiamento’’!  

A sostenere questa tesi è Luigi Di Maio, tornato sulle cifre della perdita stimata di posti di lavoro per effetto della stretta sui contratti a tempo e su quelli in somministrazione prevista dal decreto. Di Maio sostiene si tratti solo di un colpo basso e dice:  ‘’Ci hanno voluto dare il ‘benvenuto’ come Governo e ci dovremo aspettare molto di più’’.

Per Di Maio, che ne fa tema di un video pubblicato su Facebook, gli 8mila posti perduti ogni anno a partire dal 2019 (e 3.300 quest’anno), oggi richiamati nei titoli sul tema di tutti i giornali, non sono ‘’un numero messo dai miei ministeri o altri ministri’’. La verità, spiega, è che ‘’questo decreto dignità ha contro lobby di tutti i tipi’’, evidentemente interessate a far passare il messaggio che la riforma comporterà una riduzione dei posti di lavoro. ‘’Il mio sospetto – spiega – è che questo numero sia stato un modo per cominciare ad indebolire questo decreto e per fare un po’ di caciara. Non mi spaventa, siamo stati abituati a cose assai peggiori in questi anni contro il Movimento. Ma tutti devono sapere che questo decreto non lo abbiamo fatto per aumentare la disoccupazione e siamo fermamente convinti che aumenterà i contratti stabili e stiamo lavorando a nuove misure per abbassare il costo del lavoro e incentivare i contratti a tempo indeterminato’’.

Il fatto è che ‘sto numero negativo non è che ‘’qualcuno’’ se lo sia inventato per fargli dispetto …. È semplicemente il risultato delle clausole messe dal novello governo. Infatti nella relazione (che accompagna ogni decreto legge, e quindi anche il decreto entrato in vigore ieri) che viene ricevuta dalla Ragioneria generale dello Stato, si legge CHIARAMENTE che 8mila contratti a tempo determinato superano la durata massima di 24 mesi introdotta dal decreto legge. E quindi? E quindi sono in contrasto con il nuovo quadro normativo che non prevede più rinnovi oltre i 24 mesi!  E quindi sono, proprio per tale ragione, a rischio. Nella relazione relazione tecnica viene specificato che 3.300 non ritroveranno lavoro quest’anno (visto che il decreto è entrato in vigore il 14 luglio) e altri 8mila l’anno non lo ritroveranno dal 2019 al 2028. 

Inutile che Di Maio dica che ‘sti numeri glieli anno messi nottetempo, amici di Padoan al Mef per fargli dispetto. Cosa tra l’altro smentita immediatamente dal Ministero Economia e Finanza,  che sostiene che le relazioni tecniche sono presentate ‘’insieme ai provvedimenti’’ dalle amministrazioni proponenti, quindi anche nel caso del decreto dignità, era già arrivato al Mef corredato di relazione con tutti i dati, compreso quello sugli effetti sui contratti di lavoro della stretta anti-precari. E aggiungono che la Ragioneria generale dello Stato prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture. Nessuna manomissione dunque.

Quindi Giggino di Maio, non sono gli ‘’altri’’ che sono cattivi e che ti mettono i bastoni tra le ruote … siete voi che siete scemi! Volete fare le cose per il ‘’bene della collettività’’ ma siete talmente ‘’pirla’’ che fate solo danni! Punto! 

Quando alcuni, me compresa, sostengono che non basta essere ‘’onesti’’ vorremo ben dire qualche cosa no? 

Chi sale su quegli ‘’scranni’’ deve essere in grado di portare ‘’valore aggiunto’’ non fare ulteriore casino! Con i vitalizi ai parlamentari siete riusciti, invece che a penalizzarli ad aumentare le pensioni a parecchi tra loro … mò con ‘sto decreto dignità invece di aumentare e far mantenere il posto di lavoro glielo fate perdere!

Che dire?  Mah … 

Alla prossima

Elena 

Il politico perfetto …

… come dovrebbe essere?

A chi continua con il sostenere che cultura ed esperienza, non servano ad una cippa per governare un paese, vorrei ricordare che per governare un’azienda sono invece, stranamente, necessarie.

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Qui di seguito metto per conoscenza il curriculum di Marchionne che, pur non suscitando molte simpatie, ha fatto benissimo il proprio lavoro.
Vorrei ricordare anche che il suo lavoro, dal momento che è impiegato in un’industria privata, consiste nel portare a casa ‘’utili’’ per la ‘’famiglia’’ che lo aveva assunto, in questo caso gli Agnelli/Elkann, cosa che è riuscito a fare molto bene.  Non dimentichiamo che in soli tre anni il titolo Fca è cresciuto del 205%.
Marchionne non è pagato per salvare l’industria italiana, quello lo avrebbe dovuto fare una classe politica in grado di metter assieme, con una visione a lungo termine, una politica industriale di alto livello per il bene del paese. Ma purtroppo la nostra politica non ne è stata capace, in quanto non abbastanza preparata.

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Sergio Marchionne si laurea in filosofia presso l’Università di Toronto e in un’intervista dichiara: ‘’Quando ho iniziato l’università, in Canada, ho scelto filosofia. L’ho fatto semplicemente perché sentivo che, in quel momento, era una cosa importante per me’’.
Successivamente si laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University con il massimo dei voti. Consegue poi presso la University of Windsor un Master in Business Administration (MBA). Esercita quindi come commercialista, procuratore legale, avvocato ed esperto contabile.

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Siamo onesti … una discreta preparazione la possiede … o no?
Chissà perchè per noialtri invece per entrare in politica ci vanno benissimo anche gli analfabeti funzionali!
Quindi, tirando le somme, un politico degno di tal nome dovrebbe avere: titolo di studio, esperienza, senso del bene collettivo e comprovata onestà!
E’ un pò come un tavolo. Con quattro gambe è perfetto … con tre gambe sta in piedi … con due o una cade!

Meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

 

Elena