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Italia … perchè facciamo sempre tutto all’ultimo momento?

A casa nostra io e mio marito spesso becchettiamo perché non troviamo nell’archivio di casa, dei documenti o delle pratiche di cui abbiamo bisogno.
Iniziano in questi casi delle diatribe su questo tono:

– ‘’L’hai messa via tu!
– ‘’No tu’’!
– ‘’Non metti mai niente a posto’’!
– ‘’No! Sei tu che hai una mente contorta e le cose che devono stare in un dossier le metti invece altrove’’ …
– ‘’No sei tu che prendi le cose e non le rimetti dove le hai prese ‘’ …

Insomma non è che siamo il ‘’festival dell’organizzazione. Il fatto è che siamo in due e a nessuno dei due piace molto occuparsi dell’archivio di casa. Detto questo però, alla fin dei fini, troviamo tutto quel che ci serve, anche perché, come dice il proverbio, la ‘’casa non perde ma … nasconde’’! Ovvio che, se fossimo più organizzati, troveremmo le cose in molto meno tempo e ci innervosiremmo molto meno.
Questo, comunque, è un problema ‘’casalingo’’ ma … un Governo non può permettersi di gestire le cose come facciamo noi due.
I problemi non sono mica pochi in questo periodo. Siamo vittime della più grande pandemia mondiale che si ricordi … l’economia del nostro paese, che già non stava un gran che bene prima, adesso è in caduta libera, quindi servono provvedimenti non urgenti ma urgentissimi! La macchina dovrebbe ”filare come l’olio”! Invece?
Invece, finalmente dopo mesi di confinamento e chiusure, il 18 maggio riapriremo le attività. E qui molti penseranno: ”Meno male, si riparte”!
Ma … attenzione … gli accordi presi tra Governo e Regioni prevedono che queste ultime si organizzino, in autonomia, in base alle ‘’linee guida’’ che il Governo ha inserito nel decreto per le nuove regole della Fase 2.
Le scelte delle Regioni saranno anche condizionate dalle ‘’pagelle sanitarie’’ , stilate dal Ministero della Sanità.
E qui ‘’casca l’asino’’ perché le ‘’linee guida’’ NON sono ancora arrivate alle Regioni e le pagelle sanitarie dell’Istituto superiore della sanità e Inail per: ristoranti, aziende balneari, parrucchieri, etc … sono giudicate troppo restrittive quindi bisogna rivedere il tutto.
Oggi, venerdì 15 maggio alle ore 12,  il Governo deve trovare assolutamente una ‘’sintesi’’. Ma … non dimentichiamo che oggi è il 15 e le aperture sono previste per il 18.
Siamo, come al solito, arrivati all’ultimo momento. Che razza di ‘’sintesi’’ volete che trovi il Governo? Ne troverà una alla ‘’carlona’’!
Ma qual’è il problema di noi italiani con l’organizzazione ? Vero è che noi a casa nostra avremmo bisogno di un’archivista svizzero! Che sia necessaria la stessa cosa per far funzionare la ‘’macchina’’ Italia?

Cribbio, una volta gli svizzeri facevano solo i ”mercenari” … forse, da noi,  bisognerebbe lasciargli  fare anche la ”pianificazione strategica” !
Mah …

Alla prossima

Elena

 

fonte: sole24ore

Irene Pivetti e la telenovela delle mascherine farlocche …

Telenovela Irene Pivetti Mascherine 2° parte … 29 aprile  

Ed ecco che alla fine ci siamo arrivati! La Signora Irene Pivetti è indagata! 

La faccenda è partita del sequestro di 15 milioni di mascherine farlocche destinate alla Protezione civile. 

Dopo il maxi sequestro alla Malpensa, la Finanza ha sequestrato in varie città, novemila mascherine importate dalla Cina da una società che fa capo, ma guada un pò, alla ex presidente della Camera. Il reato ipotizzato è frode nell’esercizio del commercio. La Pivetti, amministratore unico della ‘’Only Italia logistics’’, è indagata perché ha importato e fatto circolare mascherine non a norma sostenendo lo fossero. 

Ricordiamo chi è la Signora Pivetti? Per farla breve diremo che nel ‘94 – in forza alla Lega – è stata Presidente della Camera. Abbandonata poi la carriera politica si è data alla TV, e poi è scesa nel mondo dell’imprenditoria, puntando molto sul commercio tra Italia e Cina. Dove, grazie alla sua ‘’alta referenza istituzionale’’, è riuscita a stabilire numerose relazioni. Grazie a queste ‘’relazioni’’ ha pensato bene di fare quattrini sfruttando la pandemia in atto. 

La ‘’Signora’’ Pivetti infatti ha ottenuto un contratto con la Protezione civile. Non sappiamo ancora con ‘’CHI’’ ha stipulato ‘sto contratto, ma, prima o poi salterà fuori il genio. Il contratto era per importare dalla Cina 15 milioni di mascherine Ffp2 per un totale di 30 milioni di euro, che lo Stato , udite udite … avrebbe pagato per il 60% addirittura in anticipo e il 40% alla consegna!

Eccola qui la Signora Pivetti. Ex Presidente della Camera, ex politica, ex presentatrice TV e adesso ”imprenditrice” …

Mica male come forma di pagamento vero? Gli altri fornitori dello Stato si vedono pagare a ‘’morte babbo’’ lei invece addirittura con un più che congruo ‘’anticipo’’. Mah … i misteri della burocrazia! Pensare che ci sono aziende che falliscono perchè lo Stato non le paga … la Pivetti invece … Ma sappiamo tutti com’è no? Con gli ”amici degli amici” se si può … per la serie: ”Una mano lava l’altra” …

Ma torniamo a noi ed al fatto che chi ha stipulato ‘sto contratto doveva essere, come minimo un caro amico della Pivetti, visto che una percentuale di questa partita di mascherine farlocche, pagate comunque dallo Stato (che tanto per capirci i soldi li prende dalle nostre tasse) per uso e consumo della Protezione Civile, avrebbe potuto anche essere commercializzata dalla società della Pivetti in canali privati. Manco era in esclusiva ‘sta fornitura! Ma pensa tu! Io Stato ti anticipo dei soldi per delle mascherine che devi dare a me Stato ma nel contempo ti permetto pure di venderle per i fatti tuoi! No comment … -( 

Tra questi ‘’canali privati’’ c’erano anche alcune farmacie del Savonese, che però rivendevano le mascherine con ricarichi fino al 250%. Tutti filatropi eh? Grrrrr …

Da questi casi è scattata una denuncia e la Finanza ha risalito la filiera fino alla Malpensa, dove si trovavano le mascherine per le quali è stata contestata la mancanza, tra l’altro, della certificazione richiesta.

Ma come avrà fatto una società piccola come la Only Logistics, che ha appena 70 mila euro come ultimo fatturato, ad aggiudicarsi una fornitura da 30 milioni di euro dallo Stato Italiano? Mah … 

Parte delle risposte si possono trovare ricostruendo la galassia dell’ex leghista. La ‘’Irene Pivetti Corporation’’ è un gruppo fatto di fondazioni, cooperative, onlus, società internazionali, scatole vuote che promette e ‘’vende’’ consulenza e relazioni. Ma di affari veri e propri se ne vedono pochi. Tra l’altro c’è già in corso un principio di fallimento . Quello della Società ‘’Only Italia’’ che è una rete di business proiettata verso la Cina, una Rete nazionale di distribuzione e promozione sul grande mercato cinese’’. Però il sito Only-Italia.it, registrato da una società di Parma che fa capo a una onlus gestita dalla Pivetti, è inaccessibile. E, pur essendoci continui richiami al nostro Paese, la sede delle due principali società, diciamo le holding, sono fuori dai confini nazionali. Una, la Only Italia Club, sta a San Marino. L’altra, Only Italia Tech Trade, in Polonia. La piccola repubblica di San Marino garantisce una buona efficienza burocratica, un sistema bancario ‘’protetto’’ e sopratutto … riservatezza! 

Dati economici consolidati la Finanza non né ha trovati e il fatturato della Logistics che fa consulenza nella distribuzione di merci è come quello di un parrucchiere: 72mila euro all’anno. 

Sarebbe questa l’imprenditoria italiana tanto amata dalla Lega? Non ci voglio credere … ma ho paura che sia la triste realtà. Quando dicono che bisogna ”alleggerire la burocrazia” siamo ovviamente tutti d’accordo ma non certamente in questa maniera!

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Telenovela Iene Pivetti Mascherine 1° parte … 26 aprile

Ai primi di aprile nel Savonese vengono denunciati i proprietari di alcune farmacie, che vendevano mascherine di protezione con ricarichi del 200-250%. 

La procura di Savona affida le indagini alla guardia di finanza, che inizia a risalire la filiera di questa fornitura. Gli uomini delle Fiamme gialle arrivano ad un hangar commerciale del terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa, dove sono custodite appunto migliaia di mascherine Fpp2 un modello di protezione medio-alta ma non sufficiente per gli ospedali. 

La Finanza scopre che le mascherine sono state importate dalla Cina dalla Only logistics Italia srl, società di cui è amministratrice unica Irene Pivetti (l’ex Presidente della Camera della Lega Nord nel 1994). Finita la carriera politica, la Signora Pivetti ha iniziato a fare l’imprenditrice, stabilendo tra l’altro una solida di rete di relazioni con l’estremo oriente. Nei giorni più tragici del Covid-19 le mascherine di protezione sono pressoché introvabili. La Protezione civile, per ragioni di estrema urgenza, firma con la società di Pivetti (gli ex contatti politici aiutano… e quando si ha fretta manco si fanno i bandi di gara) un contratto per la fornitura di 15 milioni di mascherine, al prezzo di 30 milioni di euro! Una buona parte di queste mascherine però sono state sequestrate a Malpensa in quanto non sono quelle che avrebbero dovuto essere. Per 30 milioni di euro la Protezione Civile pretende, giustamente, il massimo della protezione. 

Dimmi con CHI vai e ti dirò CHI sei …

La Pivetti si giustifica dicendo che sono cambiate le regole durante la partita, ”prima” le mascherine andavano bene ”dopo” non più.  30 milioni di euro per delle mascherine che in ospedale non servono, ci sarebbe dovuta arrivare anche la Pivetti che non sarebbero andate bene no? Ma poi … se le compri per la protezione Civile, come mai finiscono nelle farmacie del savonese? Ma quanto fa schifo il cercar di far quattrini, sulla pelle altrui, sia da parte della Pivetti che delle farmacie? Tutti dicono che questa ”prova” ci farà diventare migliori! Ma … siamo proprio sicuri? Mah …

Alla prossima

Elena

Fonte: Corriere della Sera 

Francia Coronavirus – Stadio 3

Questa notte la Francia è passata allo ‘’Stadio 3’’ (°) 

Ancora ieri sera c’erano centinaia di giovani, appiccicati l’uno all’altro, nei bar e nelle discoteche dei quartieri da loro frequentati ma … a mezzanotte, i luoghi pubblici ‘’non indispensabili’’ hanno dovuto chiudere baracca e burattini!  

Francia ultima sera di ”libera uscita” … si entra nello stadio 3

I commercianti sono scioccati dai provvedimenti presi dal Governo, visto che dovranno chiudere ristoranti, bar, negozi, discoteche, cinema. Si inizia anche qui … quello che in Italia è già la realtà da qualche giorno. L’ultimo bilancio ufficiale del Coronavirus in Francia del CoV-2 è di 91 morti e 4.500 contagiatEra ora che prendessero provvedimenti anche se oggi si ‘’dovrebbe’’ andare a votare per le amministrative … mah …

Elezioni al tempo del Coronavirus …

(°) in cosa consistono gli ‘’stadi: 1, 2 e 3’’?

Stadio ‘’uno’’
è quello in cui si cerca di ‘’frenare’’ l’introduzione del virus mettendo in quarantena quelli che arrivano da zone a rischio.

Stadio ‘’due’’
ha come obiettivo quello di frenare la propagazione in Francia. Si identificano le zone di circolazione del virus sul territorio e si cerca di evitarne la propagazione. Potrebbero essere chiusi gli asili e alcune scuole. Si cerca di fare stare a casa le persone vulnerabili e si azzerano le visite dei parenti negli ospedali e nelle case di ricovero per anziani. Si annullano gli eventi che prevedono grandi assembramenti di persone.

Stadio ‘’tre’’
Questo stadio ha come oggetto la gestione, nelle migliori condizioni possibili, dell’epidemia ormai conclamata e di attenuarne gli effetti. Questa tappa si caratterizza per l’ormai dichiarata circolazione del virus sul territorio. L’organizzazione prevede la mobilitazione completa del sistema sanitario e dei comuni. Mette a disposizione tutti i sistemi medico-sociali per proteggere la popolazione fragile, assicurare la presa in carico sia di pazienti non gravi che di quelli che presentano segni gravi della malattia. Oltre a quanto previsto dallo Stadio due -chiusura delle scuole – anche le ‘’attività collettive’’ , non indispensabili, devono essere interrotte. Le associazioni a cui appartengo hanno infatti chiuso le porte fino a nuovo ordine.


Vedremo … alla prossima

 

Elena

Prescrizione: lunga … corta … fine mai …

Garantisti e/o giustizialisti?

Oggi, 1° gennaio, scatta l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, grazie alla legge spazzacorotti, varata dal Governo ”giallo-verde” (M5S e Lega) ma con decorrenza differita ad oggi.

La riforma Orlando, in considerazione del sovraccarico di procedimenti che affligge il sistema penale italiano, riconosceva nella prescrizione ‘’un fatto funzionale” alla tutela della ragionevole durata del processo penale.

Noi cittadini siamo ovviamente stufi di vedere gente che, grazie ai propri avvocati (l’Italia ne possiede il numero più alto pro-capite rispetto al resto dell’Europa) che ”tirandola per le lunghe’’ fanno arrivare a prescrizione la causa ed i loro clienti la fanno franca. Ma … c’è anche l’altro lato della medaglia, speriamo che la ”spazzacorrotti” non diventi un ‘’fine processo mai’’. Una legge simile dovrebbe, come minimo, essere coadiuvata da assunzioni di personale. 

Già non siamo ‘’famosi’’ per la tempistica dei nostri processi … se la prescrizione si arresta del tutto … quanto dureranno? A vita? Ma vi sembra normale? 

Quindi per quale motivo discutere tanto della durata della prescrizione piuttosto del cercare invece di accelerare l’iter dei processi? Perché non assumere, ad esempio, personale nei Tribunali?

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A parità di organico, già carente di suo,  pretendiamo una giustizia più veloce? Mah …  Ma quali sono i ‘’tempi’’ della nostra giustizia? Non lo so e quindi sono andata su ‘’Santa Rete’’ a documentarmi, ed ecco che cosa ho trovato:

La giustizia civile in Italia – Un processo civile in Italia, che attraversi tutti e tre i gradi di giudizio (Tribunale, Appello e Cassazione) dura in media otto anni. Servono infatti 514 giorni, in media, per concludere il primo grado, quasi mille giorni  per il secondo e ben 1.442 giorni per il terzo. In totale, dunque, poco meno di tremila giorni (2.949), corrispondenti a otto anni. La media dei Paesi membri del Consiglio d’Europa è invece, udite udite,  di 233 giorni in primo grado, 244 giorni in secondo grado e 238 in ultima istanza. In totale, dunque, si arriva a poco meno di due anni (715). Quindi, ricapitolando, a noi servono per la giustizia civile 8 anni agli altri 2.

Ci sono pochi Paesi europei che fanno peggio di noi: Cipro, Grecia e Portogallo. L’Italia rimane quindi la lumaca europea per la lunghezza delle cause civili e commerciali.

Facciamo un esempio:  immaginate uno che vende camion e che il camion che ha venduto a rate, non gli venga più pagato. Il creditore vorrebbe recuperare il camion immediatamente, invece, grazie alle ‘’nostre tempistiche’’ il camion che non gli viene pagato gli verrà restituito, bene che vada, dopo 8 anni. Secondo voi un camion dopo 8 anni ha lo stesso valore? Vedete un pò voi. Tra l’altro questa ‘’inefficienza’’ favorisce una ‘’gestione recuperi crediti’’, se non ‘’malavitosa’’ almeno tanto ‘’aggressiva’’, o no?

La giustizia amministrativa in Italia  – La situazione è leggermente migliore per l’Italia se guardiamo ai dati sulla giustizia amministrativa, cioè quella branca del sistema giudiziario che si occupa della tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. In Italia un processo amministrativo “completo”, che ha due soli gradi (Tar e il Consiglio di Stato), dura in media 5 anni abbondanti: 925 giorni in primo grado e 986 in ultimo grado. In Svezia, ma anche in Ungheria, Estonia, Bulgaria, Slovenia e Polonia servono circa 100 giorni in media per risolvere un procedimento amministrativo (cioè che veda opposti cittadini ad autorità locali, regionali o nazionali) in primo grado, in Italia ne occorrono dieci volte tanto, ben 1.000 giorni, vale a dire quasi tre anni, contro i tre mesi dei Paesi citati. Quindi 3 anni per noi tre mesi per gli altri. 

La giustizia penale – Il settore più rapido della giustizia italiana è quello penale: qui un processo che attraversi tutti e tre i gradi di giudizio dura in media 3 anni e 9 mesi (310 giorni in primo grado,  876 in secondo e 191 in Cassazione)

Siamo comunque tra i peggiori nella Ue. Solo Cipro e Malta fanno peggio di noi.

La media dei Paesi membri del Consiglio d’Europa è infatti di 138 giorni in primo grado, 143 giorni in secondo grado e ancora 143 in ultima istanza. In totale, dunque, si arriva a poco più di un anno.

Quindi pur ammettendo, in ambito europeo,  differenti ‘’regole’’ nel somministrare la Giustizia, ci rendiamo conto che il problema non può limitarsi alla ‘’bandiera della prescrizione’’ ma dovrebbe essere affrontato in maniera più completa ed organica, magari anche assumendo personale, magistrati e giudici e facendo una completa revisione del codice di procedura civile, utilizzando finalmente anche le possibilità fornite dalle nuove tecnologie informatiche. Possibile mai che un’ ingiunzione debba essere fatta tramite consegna personale? Ovvio che chi non vuole farsi trovare troverà il modo di farlo no?

Se poi non siamo capaci di organizzarci … copiamo quello che fanno i paesi più civili no? Santo cielo che cosa ci vuole a ”copiare”? 

Invece … piuttosto di migliorare/accelerare l’iter dei processi cosa facciamo? Mettiamo una prescrizione infinita? Ma quanto siamo scemi da 1 a 10?

Ma si sa, quando il dito indica la luna, alcuni guardano solo il dito! 

La prescrizione usata solo come ‘’bandiera’’ elettorale, senza un pò di cervello …  a che cosa serve? Mah ..

 Alla prossima

Elena 

 

Fonti:  European Commission for the efficiency of justice o Cepej), V edizione del Justice Scoreboard della Commissione Europea

Taglio parlamentari, legge risolutiva o … specchietto per allodole?

Et Voilà! Il taglio dei parlamentari è legge! La Camera lo ha approvato ieri mentre il Senato lo aveva già fatto in Febbraio. 

Modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione Italiana, gli eletti passeranno da 945 a 600.

I fautori della legge diranno che: ”E’ giusto, in fondo alcuni altri Paesi europei ne hanno anche di meno” . Peccato che non venga loro in mente che il numero dei parlamentari dipenda anche dal numero della popolazione. Ovvio che un paese con quattro gatti avrà meno parlamentari di uno molto popolato no? Visto che la ”rappresentanza” dovrebbe essere ”proporzionale”, va da se che …

Ma lasciamo perdere e torniamo alla ”legge” appena approvata.

La riduzione dei seggi diventerà effettiva al primo scioglimento del Parlamento ma non prima di 60 giorni dall’entrata in vigore della riforma. Quindi questo Governo, a meno che non capiti chissà che cosa,  si è blindato fino alla fine della legislatura.

In che cosa consistono le ‘’riduzioni’’?

Alla Camera e al Senato tutte le circoscrizioni vedranno una riduzione, con una media del 36,5%. 

Sopra la media alla Camera le circoscrizioni Sicilia 1 (da 25 a 15 deputati) e Lazio 2 (da 20 a 12). Da segnalare al Senato il caso dell’Umbria e della Basilicata. Sono le due Regioni che subiscono in percentuale l’emorragia maggiore. Qui i senatori sono più che dimezzati (-57%). In entrambe le regioni infatti si passa da 7 a soli 3 eletti.

Il taglio“costerà” al Nordest la perdita di 39 rappresentanti in Parlamento: 26 al Veneto, 8 al Friuli Venezia Giulia e 5 al Trentino Alto Adige. Il calcolo è riportato dall’Osservatorio elettorale del Consiglio regionale del Veneto. Alla Camera il Veneto perderà 18 deputati (da 20 a 13 in Veneto 1 e da 30 a 19 in Veneto 2), il FVG (Friuli Venezia Giulia) passerà da 13 a 8 mentre il Trentino Alto Adige scende da 11 a 7.

Al Senato, per il Veneto si prospetta un calo di 8 seggi (da 24 a 16), 3 invece quelli che saranno persi dal Friuli (da 7 a 4) e 1 sarà tolto al Trentino AA (da 7 a 6). A Palazzo Madama il Friuli avrà un taglio del 42,9% dei rappresentanti, mentre alla Camera la sforbiciata arriverà al 38,5%.

Tutti questi dati sono proprio solo ‘’numeri’’ perchè la ‘’cosa importante’’ che avrebbero dovuto fare sarebbe stata quella di inserire questi ‘’tagli’’ in un discorso organico, compresa soprattutto una legge elettorale degna di tal nome.  A me non importa tanto quanti sono, vorrei però eleggere io i miei rappresentanti … cosa che invece non accade ma continuano a nominarseli loro. 

A parte questa ”eresia” contro la quale ormai nessuno ”batte ciglio”, Di Maio sostiene che il Taglio dei parlamentari ci farà risparmiare 100 milioni di euro l’anno il che significa 500 milioni a legislatura.  E anche qui ”la spara grossa”.

Infatti, secondo l’Osservatorio dei Conti Pubblici, Edoardo Frattola, aveva analizzato su Repubblica quanto effettivamente avrebbero risparmiato le casse dello Stato. Guardando agli stipendi dei parlamentari, tra indennità (soggette a ritenute) e rimborsi, Frattola affermava: “Il risparmio netto complessivo sarebbe quindi pari a 57 milioni all’anno e a 285 milioni a legislatura, una cifra significativamente più bassa di quella enfatizzata dai sostenitori della riforma e pari appena allo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana”.

Al di là delle ‘’OO’’ che ci propinano sui ”numeri” del presunto risparmio, questo provvedimento altro non è se non una una ‘’bandiera’’ psicologica,  o uno ”specchietto per le allodole”,  che vengono sventolati sotto il naso di noi ‘’popollo’’ che, non capiamo, ma applaudiamo. 

Questo è il rapporto che gli italiani hanno ormai nei confronti dei parlamentari. Atteggiamento giusto? Atteggiamento sbagliato? Ai posteri l’ardua sentenza. Fatto sta che la ”riduzione” degli stessi genera sicuramente consenso tra noi ”popollo’ e … la Casaleggio&Associati lo sa benissimo!

Questa riforma avrebbe avuto un senso se accompagnata da una legge elettorale che restituisse a noi cittadini la possibilità di eleggere i nostri rappresentanti. Cosa che si guardano bene dal fare. Anzi non solo continuano a nominarli, ma ‘’meno sono’’ e più li controllano. A breve vedrete che ci metteranno anche l’obbligo di mandato. E noi ‘’popollo’’ continueremo ad ‘’applaudire’’, tanto …

Alla prossima

Elena 

Fonte: ‘’Politica today’’ 

Di Maio: ”Decide la Piattaforma Rousseau e Mattarella aspetta …” ??????

Mò, Luigi Di Maio, il ‘’capo politico’’ del M5S, dice a Mattarella: ‘’Non rompere, noi decidiamo in rete, e tu aspetti’’! Il Presidente della Repubblica aveva detto di voler una risposta entro mercoledì ma i pentastellati se ne sbattono le ‘’00’’!  

Sembra di essere a scuola, quanto la prof. vuole il tema per questo giovedì e lo studente lo porta il giovedì successivo. Se ti va è così … se no ”ciccia”!

Come mai tutto ‘sto tempo? Se volete far votare la vostra base su Rousseau, fatelo nei tempi richiesti dal Presidente della Repubblica no? Di direbbe che voialtri decidiate il da farsi ora per ora. Vorreste governare anche il Paese con ‘ste tempistiche? 

Oppure dobbiamo pensare che quelli della Casaleggio siano imbranati?

La base grillina vuole votare sulla Piattaforma Rousseau e dov’è il problema? 

Questi vogliono votare per tutto! A loro piace l’idea che ‘’decida il popolo’’ e allora fateli votare no? 

Il fatto che il ‘’popolo’’,  quando gli venne chiesto: ‘’preferite Gesù o Barabba’’, non ebbe la benché minima esitazione …  a ‘’loro’’ non importa un fico secco.

A fateli contenti, fateli votare dov’è il problema? Tanto i ‘’vertici’’ del M5S, che sono stati eletti, non si prendono mica troppe responsabilità. Funziona così ‘sto movimento: gli eletti, da disoccupati/sotto-occupati,massaia, si sono trovati di colpo ad essere strapagati, senza portare poi un determinante ‘’valore aggiunto’’, ma in compenso, sulle ‘’rogne serie’’  fanno decidere ‘’il popolo’’! Quindi se qualche cosa va storto è ‘’colpa del popolo’’! Che geni! 

E comunque sarebbe bene che la Casaleggio, che gestisce la Piattaforma Rousseau, si dia da fare. Una settimana per un voto in rete? Ma dai, ci mette di meno Avaaz.org! 

E che cavolo, la Casaleggio&Associati, prende 300 euro al mese per ogni parlamentare!

Alla faccia del conflitto di interesse di Berlusconi! Costoro dal momento in cui hanno messo in piedi ‘sto accrocco di ”partitomovimentofacciounpòquelchemipare” hanno risolto tutti i loro problemi! I ”loro” NON i ”nostri”! 🙁

Dunque … facendo i conti della serva, i parlamentare grillini alla Camera sono 216,  al Senato sono 107 per un totale quindi di  323 parlamentari che, moltiplicato per 300, fa 96,900 euro al mese per la Casaleggio! 

Praticamente costoro, da quando esiste il M5S, hanno trovato la ‘’gallina dalle uova d’oro’’! 

Ma la domanda è: ‘’Possibile mai che con tutti ‘sti soldi non riescano a far funzionare ‘sta piattaforma alla veloce’’? E che cavolo sono proprio imbranati! Mattarella non ha tempo da perdere e nemmeno l’Italia! 

Dov’è il problema? Avete forse bisogno di ‘’tempo’’ per mettere a punto le domande in maniera tale da ‘’dirigere’’ l’espressione del ‘’popollo’’? 

Tranquilli, il vostro ‘’popollo’’ non se ne accorge … come non si accorge dell’enorme conflitto di interesse che avete! Si sono fermati al ‘’conflitto di interesse di Berlusconi’, ma due più due, il vostro elettorato non lo sa fare, quindi, tranquilli … qualsiasi porcata diciate, a loro va bene lo stesso! 

Resta il fatto che la Casaleggio&Associati prende ogni mese denaro dai parlamentari del M5S, denaro che deriva dalle nostre tasse!  Denaro che è pagato da noialtri tutti, elettori vostri o meno, quindi noialtri, con le nostre tasse, manteniamo anche la Casaleggio&Associati! 

Ma che strazio … 

Alla prossima

Elena 

 

Se l’Italia ”tira troppo la corda” in Europa … finisce che …

… ‘sta corda si spezzerà e che cosa potrebbe succedere?

 

Sa sinistra: Salvini, Conte, Di Maio.

I ‘’’gialloverdi’’ stanno ‘’tirando la corda’’ al massimo. La situazione nuda è cruda è che il nostro debito è troppo grande e in più non cresciamo dal punto di vista economico. Solo di interessi paghiamo cifre spaventose, quindi ci mancano i soldi per occuparci di cose ‘’normali’’ come sanità, scuola, infrastrutture, ect. Immaginatevi se li abbiamo per far cose come quota 100, RdC e flat tax!
Infatti ormai per tentare di farci crescere un pò, Salvini spinge per sbloccare i cantieri senza troppi ‘’controlli’’ … senza troppe ‘’pastoie’’! La malavita organizzata ringrazia ovviamente visto che a ‘’lei’’ vincoli, controlli e pastoie non piacciono affatto. Ovvio che poi noi cittadini non dovremo lamentarci se i lavori, per esempio i ponti, verranno fatti con ‘’cemento depotenziato’’ quindi propensi a durare come la ‘’vita delle farfalle’’!
Tra un pò, se andiamo avanti così, altro che ‘’sorvegliati speciali’’ … di noi non si fiderà più nessuno e finiremo ‘’commissariati’’. Ma qualche cosa mi dice che questa situazione piacerebbe moltissimo a Salvini, avrebbe quindi la possibilità di sostenere che l’Europa è ‘’cattiva’’ e che non ci lascia fare quello che vogliamo … magari tornerà di moda la ‘’manfrina’’ del poter stampare moneta a nostro piacimento invece che farci rifinanziare il debito sui mercati.
L’Italia ormai è nelle mani, da una parte, di uno che vorrebbe distruggere l’Europa completamente confidando poi nell’aiuto di USA e Russia, dall’altra di un ‘’incapace totale’’ che si è trovato a gestire una situazione più ‘’grande di lui’’ ma che non lo ammetterà mai.
Povera Italia …

Alla prossima

 

Elena

E’ mancata Augusta Schiera Agostino …

E’ mancata Augusta Schiera Agostino.  La mamma dell’agente ucciso, assieme alla giovane moglie Ida, mentre chiudeva il cancello di casa.

Che la terra ti sia leggera cara e dolce mamma …

Augusta non si dava pace. “Io voglio sapere chi ha ucciso Nino e Ida”. Con suo marito Vincenzo girava l’Italia, parlava agli studenti, sfilava in corteo. Augusta Schiera era il simbolo dell’antimafia migliore, l’antimafia vera, quella che ha una sola missione: cercare la verità. Augusta se n’è andata questa mattina all’alba stroncata dal brutto male che l’aveva assalita negli ultimi tempi, ma anche questa volta non si era arresa. Aveva 80 anni, la forza di una ragazza, la determinazione di una madre che un giorno d’estate si era vista strappare il figlio e la nuora incinta.

Quel 5 agosto 1989 doveva essere un giorno di festa per la famiglia Agostino, per il compleanno di una delle figlie. Diventò presto un giorno di dolore. E non sappiamo ancora perché due uomini a bordo di una motocicletta iniziarono a sparare a Nino Agostino, uccidendolo assieme alla giovane moglie in dolce attesa.  Ufficialmente Nino era solo un poliziotto addetto alla squadra Volanti del commissariato San Lorenzo, in realtà andava a caccia di latitanti.  

La macchina del depistaggio era già in azione … e  le indagini presero la strada dei rancori di alcuni familiari di un’ex fidanzata di Nino. 

Augusta non ha mai smesso di denunciare che la verità sulla morte del figlio “è dentro lo Stato”. Si chiedeva, con la sua voce gentile ma determinata: “Dove sono finiti gli appunti di mio figlio, trafugati la notte del delitto?”. E ancora: “Chi, all’interno delle istituzioni, ha tenuto lontana per così tanto tempo la verità? Chi conosce la verità?”. Augusta non ha mai smesso di fare queste domande. Che adesso restano scolpite sulla sua tomba. E Vincenzo, che ha promesso di non tagliarsi la barba fino al giorno in cui conoscerà la verità, prosegue la battaglia di una vita.

Stiamo vicini a Papà Vincenzo. 

.-.-.-.-.

Per curiosità ecco qui un elenco ‘’parziale’’ di ‘’documenti’’ che spariscono in questo Paese:   

– Nel 1947 SCOMPARE uno dei memoriali di Salvatore Giuliano, quello in cui il ”bandito” indicava il nome dei mandanti dei delitti che servivano a bloccare il movimento dei lavoratori italiani;

– Nella vicenda Moro SCOMPARE il memoriale dello statista assassinato;

– Nel ”caso Calvi” SCOMPARE la borsa del banchiere;

– Nell’attentato in cui morirono Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie SPARISCE la valigetta con tutti i documenti che portava con sé – e la cassaforte di casa … fu trovata completamente vuota

– Nella Strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui morirono il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo  e gli uomini della scorta, SCOMPAIONO i dati sia dal computer portatile che da quello nell’ufficio dove lavorava Falcone e SCOMPARE anche la ”ram card” esterna che Falcone utilizzava per l’agenda elettronica;

– Nell’attentato di 22 anni fa, la domenica del 19 luglio del 1992 in cui moriva il giudice antimafia Paolo Borsellino e assieme a lui, perdevano la vita i ragazzi della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina …  l’inseparabile AGENDA ROSSA del giudice SCOMPARE!

– 5 Agosto 1989 – scompaiono gli appunti dell’Agente Nino Agostino, trafugati la stessa notte in cui è stato ucciso da ‘’ignoti’’ in motocicletta; 

– Metterei nell’elenco, come ciliegina sulla torta,  anche la DISTRUZIONE quindi SPARIZIONE delle intercettazioni telefoniche intercorse tra Mancino e Napolitano. La tempistica scelta per distruggere queste intercettazioni  è quantomeno ”inopportuna”  e,  per forza di cose , desta degli orribili sospetti …

Il Governo ”giallo-verde” fagocita la TV di Stato …

Telenovela Governo giallo-verde … Parliamo di ”fagocitare” la tv di Stato! 

É interessante vedere come i ‘’giallo-verdi’’ abbiano invaso tutta l’informazione che ci arriva. Non solo la fanno da ‘’padroni’’ in rete, ma pure in TV non li batte nessuno. 

interessante vedere quanto tempo i Giallo-Verdi pontifichino in TV senza contraddittorio alcuno …

Ecco che cosa mostrano le ultime rilevazioni dell’autorità garante per le comunicazioni (AGCOM), che cataloga le apparizioni di politici, istituzioni e altre figure d’interesse in statistiche diffuse al pubblico. Nello specifico, l’indicatore qui considerato è il “tempo di parola”, che conta quanto spazio viene lasciato a chi parla direttamente sul totale delle apparizioni in video.
Troviamo così che in media il 33% del tempo di parola è andato al governo Conte/DiMaio/Salvini e ai suoi membri, contro valori del solo 20% del Governo Renzi, simili o leggermente inferiori per i governi Letta e Monti. Nemmeno Berlusconi, che quanto a lavaggio delle meningi non stava male, nell’esecutivo del 2008 aveva osato quanto costoro!
Quindi, per farla breve, i giallo-verdi battono tutti e usano la TV di Stato per lavare le meningi a noi ‘’popollo’’!
Noi ovviamente, distratti come siamo, non ce ne accorgiamo.
Bello è che ci lamentiamo dei messaggi subliminali della pubblicità … queste invasioni invece ci stanno bene? Ma siamo sicuri di essere ‘’liberi’’ mentalmente? Qui ormai le ”voci” dissonanti sono sempre meno … e quindi le garanzie democratiche vanno a farsi benedire. La tanto decantata ”libertà” dell’informazione, il ”No bavaglio”  dove è andata a finire? Anche lì ”due pesi e due misure” vero? Se l’informazione la faccio ”io” allora vai giù pesante … e gli altri? Gli altri avevano solo da vincere le elezioni no? E che cavolo a noi ci ha eletto il ”popollo”!

Il bello è che nessuno alza un sopracciglio …  Mah …

Alla prossima

 

Elena

Telenovela ‘’Reddito di cittadinanza’’ …

Già il fatto che abbiano deciso di far partire il Reddito di Cittadinanza il primo di aprile … la dice lunga!

Non è proprio ben augurante. Ma comunque … fosse solo questo il problema …

Tanto per cominciare, le famose ”nuove assunzioni” nei centri per l’impiego necessarie per far partire il ‘’reddito di cittadinanza’’,  i cosiddetti ‘’navigator’’, verranno assunti a ‘’tempo determinato’’ … poi si vedrà.

Entrerebbe comunque gente che non sa nulla della realtà di questi centri e quindi bisognerà formarla, il che costa. Voi direte dov’è il problema? Verranno affiancati dai vecchi dipendenti. Ma … non è così semplice, leggendo scoprirete il perché.

A capo comunque dell’Anpal (Agenzia Nazionale delle Politiche del Lavoro) al posto di Maurizio del Conte, docente di diritto del lavoro dell’Università Bocconi di Milano, Di Maio conta di metterci, secondo un articolo di Lettera43, Mimmo Parisi che sarebbe appunto l’ispiratore del ‘’navigator’’.

Mimmo Parisi, originario di Ostuni, lavora e vive nello Stato del Missisipi da 30 anni. Parisi è il direttore del National strategic planning and Analysys Research Center dell’Università del Mississippi. A Parisi spetterà il compito di riorganizzare i centri per l’impiego, le strutture pubbliche che dovranno veicolare il reddito di cittadinanza. Parisi,  e qui spezziamo una lancia a favore di Di Maio, è  senz’altro la persona adatta per riorganizzare i centri per l’impiego, visto che ha fatto una cosa analoga proprio nello Stato del Missisipi.

Questo signore fa tanta confusione tra mondo reale e mondo virtuale. D’altronde … lui è un miracolato e mica si rende conto che la vita è complicata. Lui è diventato Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Economico grazie alla ”rete Internet” e quindi pensa che grazie ad Internet tutto sia possibile. Qualcuno glielo spieghi per favore che non è proprio tutto così. 🙁

Stiamo parlando ovviamente di una riforma con un forte accento sull’aspetto digitale e tecnologico, e qui … casca l’asino! 

Ma … qualcuno lo avrà detto a ‘sto Parisi che in Italia i centri per l’impiego, specie al Sud, non hanno nemmeno i pc … e se li hanno sono vecchi e se sono nuovi magari manca loro la linea internet?  Che l’organico ha problemi sia di numero che di capacità? Che molti dei dipendenti degli attuali centri per l’impiego che sono poi 7.934 dipendenti (contro i 98.739 addetti della Germania, i 74.080 del Regno Unito, i 54mila della Francia e gli 8.945 della Spagna), per effetto del blocco del turn-over hanno un’età avanzata, una scarsissima dimestichezza con il digitale, sono abituati a svolgere compiti puramente burocratici,  non hanno avuto la formazione necessaria per rispondere alle nuove sfide delle politiche attive e che quindi non saranno assolutamente in grado di affiancare e formare i nuovi assunti, tra l’altro a tempo determinato? 

E’ importante questo aspetto perché questo Signore, il Parisi,  è abituato a vivere in America, dove ‘sta roba è all’ordine del giorno.  Pover’uomo! 

Secondo me non gliel’hanno mica raccontata giusta … un conto è riorganizzare qualche cosa che comunque già è in funzione … un conto è partire da zero! 

Vedremo … ma qualche cosa mi dice che ci vorrà un pò di tempo per ‘sto reddito di cittadinanza.

Alla prossima

Elena