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Come mai in Lombardia e in Piemonte ci sono così tante vittime?

Sono molti coloro che si domandano  come mai in Lombardia e in Piemonte ci siano così tante vittime. Quali saranno le cause? 

Mah … va a sapere, anche se, tutto sommato, i motivi potrebbero essere tanti e diversi. 

Per esempio: 

  1. Sono zone con una concentrazione di popolazione più alta di altre
  2. La presenza di molte infezioni non diagnosticate per tempo
  3. Diagnosi sbagliate e quindi il ‘’conteggio dei deceduti’’  lo è altrettanto. Magari diciamo che il decesso è avvenuto per coronavirus ma magari il motivo è un altro, 
  4. Magari in alcune regioni lo stato della pandemia è più avanzato aspetto ad altre
  5. Alcuni parlano di ‘’fattori ambientali’’ temperature e umidità
  6. magari le zone inquinate sono più colpite delle altre? 
  7. Le persone anziane, grazie ad una sanità gratuita e tutto sommato buona, sono tante e sono le più ‘’vulnerabili’’ 
  8. ‘Sto virus muta alla velocità della luce e noi non gli stiamo dietro.

Alla fin dei fini non sappiamo una cippa, quindi l’unica cosa che dobbiamo fare è #stareacasa per evitare di intasare gli ospedali.

Detto questo. Per riprendere, prima o poi a vivere in maniera decente, le cose che potremmo fare non è che siano poi tantissime.  Potrebbero essere:  

  1. Trovare il vaccino
  2. Se il vaccino non si trova dovremo andare in giro vestiti come i palombari e stare a due metri di distanza uno dall’altro
  3. Fare il bagno nel disinfettante
  4. Negli ingressi di casa dovremo installare accrocchi di disinfezione avanzati
  5. Forse il più semplice di tutti, alla fin dei fini, sarebbe quello di fare in modo che negli ospedali ci siano tanti respiratori quanti sono gli abitanti. 

Non mi viene in mente niente altro. E a voi? 

Alla prossima

Elena 

Coronavirus … e gli anziani da soli …

Buongiorno a tutti quelli che leggono,

Sono ritornata dall’Italia, come molti di voi sanno, in Francia giovedì scorso – 12 marzo – e da allora sono tappata in casa.

Mia madre è stata operata all’anca ed ero stata con lei il giorno dell’intervento. Il giorno dopo però, già venivano ampliate le misure di sicurezza connesse al coronavirus e non ho più potuto farle assistenza come avrei desiderato. Attualmente si trova in una struttura per la riabilitazione vicino a Torino.

Data la ”quarantena”, nessuno può andarla a trovare, ecco quindi che le notizie che ho si limitano a quello che mi dice al telefono.

E qui iniziano i problemi. Mia madre ha 88 anni ed è refrattaria, nel vero senso della parola, per tutto ciò che è connesso alla nuova tecnologia. Voglio dire è una donna intelligente, aveva un negozio di elettrodomestici che si gestiva da sola senza problemi ma … la tecnologia le piace poco.

Quindi le telefonate diventano fonte di nervosismo ma anche di ironia. Quando le telefono il 90% delle volte non risponde. Dato che conosco gli orari della ‘’ginnastica’’ a cui viene sottoposta, ovviamente la chiamo quando dovrebbe esser tranquillamente in camera. Macchè! Su 10 mie chiamate risponde, se va bene, una volta.
Normalmente, quando finalmente risponde, sfiora il telefonino rosso, chiudendo così la conversazione e si ricomincia da capo.
Poi tenta di richiamarmi lei e quindi chiama parenti, nipoti … tranne la sottoscritta.
Quando finalmente, dopo vari tentativi riusciamo finalmente a sentici mi sgrida dicendo: ‘’Finalmente! Era ora che rispondessi! Che strazio ‘sti telefoni! Ma com’è che non rispondi mai’’?

Che cosa posso dire? Mi viene da ridere. Non faccio polemiche, perché tanto sarebbe tempo perso e le chiedo: ‘’Mamma come stai’’? La risposta che segue è: ‘’Stanca da morire! Qui non mi lasciano in pace un momento! Mi fanno fare la ciclette tutte le mattine, poi le scale avanti e indietro e solo con le stampelle, nemmeno con il deambulatore. Ho male alla gamba e voglio stare tranquilla! Ma cribbio sono appena stata operata, ho 88 anni e ho bisogno di dormire non di fare gli allenamenti per la Maratona”!
Che cosa posso rispondere io a chilometri di distanza? Non posso nemmeno andare ad assicurarmi per capire se le cose stiano effettivamente come me le descrive lei. Primo a causa del ”coprifuoco coronoavirus” , secondo per il fatto che vivo in Francia.

Provo allora, per cambiare discorso,  a chiederle che cosa le portano da mangiare e qui nuovamente le risposte sono inquietanti. Mia madre è minuta di costituzione e mangia come un uccellino quindi non sono le quantità a preoccuparla quanto le cose in se, infatti la sua risposta è: ‘’L’infermiera addetta alla mensa domanda la sera prima che cosa voglio mangiare il giorno dopo e mi fa scegliere tra i piatti previsti, ma se chiedo una minestra mi portano la pasta! Per di più fredda! Cosa me lo chiedono a fare allora? Senza contare poi il fatto che i pasti arrivano nelle ore più strane’’!

Ora io come faccio a controllare se quel che mi dice risponde a verità o è molto dovuto alla sua ‘’personale interpretazione’’? Mah …

Per consolarla e minimizzare la cosa le spiego che la situazione ‘’fuori’’ è un pò particolare e che quindi i pasti, arrivando da una ditta esterna convenzionata, subiscono dei ritardi.

La cosa che la fa innervosire poi è che in camera ha una televisione, ma non la può vedere in quanto la sua compagna di stanza, sono camere a due letti, è straniera e non vuole sentire la tv in italiano perché la disturba.

Quindi mia madre non sa nulla di quello che accade fuori. Non è ancora riuscita ad organizzarsi per avere un quotidiano la mattina. Perché ogni volta che passa l’addetto lei fa rieducazione e quindi non lo incontra mai.

Ieri pomeriggio si è rifiutata di fare ‘’ginnastica’’ ed ha detto al fisioterapista che voleva riposarsi. In tarda mattinata la chiamerò e vedremo com’è la situazione.

Si vive un pò alla giornata e gli anziani sono proprio soli in questo periodo.

Prego il Signore che non si ammali e che continui ad avere la grinta di sempre, ma mi fa tanta, tanta tenerezza.

Un abbraccio a tutti

Elena