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Donald Trump rinuncia allo stipendio di Presidente …

Un’eroe che si sacrifica per la Patria?  
Si tratta di circa 33.000 dollari al mese, l’equivalente più o meno del salario di un giocatore di Football americano in serie A.
Nell’animo semplice dell’americano medio che lo ha votato,  il messaggio viene percepito come: ”Sono un presidente disinteressato, sono qui per lottare contro la corruzione delle ”elite” e non per arricchirmi sulle vostre spalle”!
Che brav’uomo vero? Ma … siamo proprio sicuri?

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Prima cosa, questo denaro ”risparmiato” cambia veramente poco per gli americani, è un po’ come una ”goccia nel mare”.  Il debito pubblico nel 2016 ha superato i 19.000 miliardi di dollari, il che significa che, per estinguerlo grazie al mancato stipendio del Presidente ci vorranno circa 47 milioni di anni!  Di sicuro Trump, nonostante tutta la sua ”prosopopea , non potrà vivere così a lungo.

La seconda cosa è che il rinunciarvi, è anche un modo per dire che 400.000 dollari l’anno non significano assolutamente nulla per lui. Secondo il settimanale ”Forbes”  la sua fortuna personale è di circa  4 miliardi di dollari.

Ma il terzo punto, più grave,  è che se un salario ricevuto significa evidentemente il riconoscimento di una competenza, un posto nell’organizzazione, un ruolo di responsabilità;  il non riceverlo, automaticamente alleggerisce sia le necessità di competenze che le responsabilità .

Non dimentichiamo che un salario al politico, dal punto di vista ”democratico” ,  significa permettere al maggior numero possibile di candidati di concorrere per tale carica, siano essi ricchi o poveri.
Molti leggono lo stipendio ai politici come se costoro fossero dei ”mangiapane a tradimento”, ed in effetti se pensiamo a gente come Razzi, infastidisce  tutti il dovergli pagare lo stipendio no? Ma questo è un’altro discorso  … e riguarda la ”selezione” della classe politica che sarebbe tutta da rivedere.

Ma torniamo all’argomento e diciamo che una indennità economica, per chi si occupa del paese,  fa anche si che la politica non sia appannaggio esclusivo dei ricchi, ma sia raggiungibile a tutti.

Nell’800  la politica era riservata solo ed esclusivamente alla classe dirigente composta da ”nobili possidenti”, persone che vivevano delle rendite provenienti delle loro ricchezze e che, in un mondo di ignoranti ed analfabeti, possedevano gli ”strumenti” per gestire la ”cosa pubblica”.  Essendo ricchi potevano permettersi di lavorare ”gratis” . Negli anni divenne presto chiaro che costoro facessero maggiormente i propri interessi, a scapito della classe meno abbiente.  Ecco quindi la necessità di dare uno stipendio, per poter allargare il bacino di utenza da cui pescare gli individui ”migliori” a cui affidare la ”cosa pubblica”.

Ecco il punto a cui volevo arrivare: oggi Trump, come i ricchi possidenti dell’800, rinuncia allo stipendio, non gli serve in quanto è ricco sfondato!

Considerato l’ego dell’individuo,  questo è un modo come tanti per mettersi su di un piedistallo.  Ma soprattutto, visto che appartiene ad una categoria di privilegiati a cui 400.000 mila dollari all’anno non fanno né caldo né freddo, considerando che per il suo staff sceglie personaggi legati al suo ”ambiente”, quindi ricchi, considerato che è dentro, personalmente, o tramite suoi collaboratori stipendiati, nei consigli di amministrazione delle tanto odiate multinazionali … la domanda è: ”siamo proprio sicuri che farà gli interessi del ”popolo”?

Mah … di sicuro, noi popolo,  stiamo tornando indietro scegliendo simili personaggi. Sembriamo i contadini ignoranti ed analfabeti dell’800 …

Meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

 

Elena

 

Donald Trump … ”genio” o ”pirla” ?

Donald Trump, nonostante tutti i suoi slogan protezionistici contro la Cina, le dogane impostele al  45%,  nell’intenzione di contenere drasticamente le sue esportazioni,  ha in realtà  già offerto un gran bel regalo a Pekino, dichiarando morto il trattato di libero scambio transpacifico (TPP).

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Perchè? Vediamo un po’ …

Questo accordo negoziato dall’amministrazione Obama con 11 paesi del Pacifico, tra cui Giappone, Vietnam, Singapore, Malesia era il punto di ”forza politico” mirante a ridurre l’influenza cinese almeno tra i paesi a lei più vicini.
Ovviamente questo preoccupava profondamente Pekino che, non solo ne era esclusa, ma tale politica avrebbe disegnato una ”zona economica” che contestava la supremazia cinese, ed in più lo faceva proprio alle ”sue porte”!
Ormai il TPP, che attendeva solo più di esser ratificato dal Congresso è clinicamente morto, lasciando i paesi asiatici, senza altra possibilità se non quella di stringersi attorno al vicino gigante cinese, creando quindi un mercato ”impressionante” a scapito non solo degli USA, ma di tutta l’Europa, o, per meglio dire,  di quegli staterelli alla mercè di chiunque,  che di ”Stati Federali d’ Europa” non vogliono proprio sentir parlare”!

Che dire? Mah … Grazie a ”Mister Trump” da ora inizierà il ”declino ufficiale dell’occidente”,  restituendo all’Asia lo splendore di un tempo! Il Politburo cinese sentitamente ringrazia!

Che politica intelligente che ha ‘sto qui! Non vede al di là del proprio naso, non vede che sta dandosi la ”zappa sui piedi”, l’unica cosa che arriva ad immaginare è quella di mettere tasse sui prodotti cinesi e di isolarsi nel proprio giardino, sperando che, almeno per un po’,  le cose vadano bene.

Il dramma è che di personaggi come lui ce ne sono tanti … troppi … sono quelli del ”mordi e fuggi” e che hanno la visione futura del mondo ”profonda” come quella dei criceti!

Alla prossima

 

Elena

 

fonte: http://www.lepoint.fr