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Draghi … l’ultimo treno …

Diceva Draghi nel lontano 2007 …
E’ necessario un ‘’PATTO DI FERRO’’ – Una scuola più efficiente, in grado di fornire agli italiani di domani una più agevole collocazione sul mercato internazionale del lavoro; una giustizia civile trasparente con tempi certi; servizi pubblici competitivi e meno onerosi. Ecco le ‘’mete raggiungibili’’ che possiamo e dobbiamo raggiungere.
Raggiungibili a patto di stringere un patto di ferro tra tutte le componenti della società civile.
Per la scuola serve un ‘’forte cambiamento’’, che coinvolga docenti, il cui reclutamento, la distribuzione geografica e i percorsi di carriera sono governati da meccanismi che mescolano precarietà e inamovibilità.
Eppure la scuola è fondamentale in quanto: la ‘’povertà di conoscenze è l’anticamera della povertà economica.
Ma anche la lentezza della giustizia civile è un grave problema. Le manchevolezze della nostra giustizia civile sono segnalate da studi internazionali, testimoniate dal disagio dei cittadini e delle imprese. Nella durata dei processi il confronto internazionale è impietoso.
Un esempio fra tutti: i procedimenti di lavoro nel primo grado di giudizio durano da noi in media oltre 2 anni, 1 anno in Francia, meno di 6 mesi in Germania.
Tempi lunghi dunque che non dipendono tanto da una carenza relativa di risorse, quanto da difetti nell’organizzazione e nel sistema degli incentivi. Un problema che al Sud appare ancora più grave, poiché nel Mezzogiorno la durata media di un processo civile ordinario di primo grado si triplica, passando dai 500 giorni necessari a Torino ai 1.500 di Messina.
Quanto sopra era stato riportato da l’Unita nel giugno del 2007.

Onestamente a uno così si potrebbe dare la fiducia si o no? Che cos’è che avrebbe ”meno” di Conte Draghi?

Noi italiani abbiamo avuto 67 governi in 75 anni. Evidentemente a ”noi” piacciono i cambiamenti, viceversa non si spiegherebbe.
Comunque, visto che i nostri ultimi ‘’eletti” non ‘’combinavano nulla’’ e litigavano in continuazione, Mattarella, dopo aver tentato un ConteIII con l’esploratore Fico, ci ha proposto Draghi, che, ‘’attenzione’’ … è la nostra ultima spiaggia! Se perdiamo anche questa saran cavoli amari.

Noi dobbiamo presentare, entro il 30 aprile, se non vogliamo perdere i quattrini che abbiamo ottenuto grazie a Gualtieri, il Piano nazionale di Ripresa, che però, nella versione più recente, quella di gennaio pare sia ancora incompleto.
Malelingue dicono che, più che un ”piano organico”, si direbbe un elenco di ‘’pii desideri’’ di ben 167 pagine! Ma … non si capisce bene come, quando e, soprattutto, con ‘’chi’’ , sti pii desideri li si potrebbe far diventare realtà costruttiva.
Il Piano in oggetto deve essere rivisto/perfezionato dal ‘’nuovo Governo che sta, speriamo, formandosi.

Eppure non sarà facile per Draghi avere una maggioranza che gli permetta di lavorare serenamente.
C’è un bell’articolo di Mattia Feltri che è illuminante su quanto i grillini ‘’amino’’ Draghi. E tutti sappiamo che con il M5S bisogna fare i conti perchè, nonostante abbiano perso per strada 30 deputati e 20 senatori, dalle elezioni del 2018, il loro numero è sempre determinante per garantire una maggioranza.

Nel 2014 Grillo chiedeva che Draghi fosse processato per aver portato soldi alle banche europee.
L’anno dopo lo accusava di togliere quattrini al welfare per la stessa cosa.
Nel 2017, Elio Lannutti, quello che crede che il mondo sia governato dagli ebrei, dai rettiliani e da Lucifero, diceva che Draghi è uno che taglieggia le imprese per foraggiare i banchieri.
Nel 2015 lo ‘’statista’’ Luigi Di Maio aveva invitato Draghi a: ‘’facce Tarzan’’! Poi, dall’alto della ‘’sua’’ preparazione economica, aveva sostenuto che Draghi usasse il suo bazooka per dopare un sistema finito. (Di Maio sa tutto!)
Nel 2014 il M5S definiva Draghi: ‘’una Mary Poppins suonata che tira fuori solo ‘’vecchie ricette’’, facendo supporre di averne loro di decisamente migliori.
Sostenevano anche che Draghi desse risposte: ‘’surreali e da maestrina e che la sua gestione della BCE fosse da cieco incapace’’.
Secondo voi adesso ”cosa faranno”? Amarlo non lo amano, anche perchè forse manco capiscono quello che dice.

Comunque Draghi, come promesso a Mattarella, sta cercandosi una maggioranza e non sarà una cosa semplice.

L'ultimo treno e poi ... ''ciccia''!

L’ultimo treno e poi … ”ciccia”!

Per quanto Draghi goda dell’affetto e della stima di tutti e si è visto che al Quirinale con il Presidente della Repubblica praticamente era tutto un ‘caro Mario’ e un ‘caro Sergio’.
Il problema vero per noi è che lui, Draghi, è davvero l’ultima spiaggia, perché poi, restano solo le elezioni. Tra l’altro dato che noi votiamo sempre alla ”oiseau du chien”, e che la legge elettorale è sempre la stessa, bene che vada non cambierà una cippa, male che vada avremo al governo la destra anti europeista.

Il problema per Draghi è che:

– un conto è avere un governo tecnico, rispetto al quale lui potrà selezionare, individuare e proporre i ministri in base a un preciso mandato del Capo dello Stato, e in questo caso non dovrebbe praticamente rendere conto a nessuno degli attuali leader politici;

– un altro conto è invece un governo politico. In questo caso dovrebbe rispondere a cento situazioni politiche diverse e tutti sappiamo che, discutere con ”alcuni dei nostri Parlamentari”, è come giocare a scacchi con un piccione.

Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.

Alla prossima

Elena

26 gennaio 2021 … Conte getta la spugna

Alla fine è successo: il governo è caduto. Alle 9 di questa mattina, convocato il Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte annuncerà l’intenzione di dimettersi. Subito dopo, il premier salirà al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica.
Conte ha provato a resistere, a coagulare un gruppo di responsabili e/o transfugh in Senato in grado di disinnescare appunto una figuraccia in Senato oggi, in occasione delle comunicazioni di Bonafede sulla giustizia, ma non ci è riuscito.

L’Udc ha diffuso una nota in cui si tira fuori dai giochi dei “responsabili”. I tre senatori dell’UDC hanno deciso di votare all’unanimità no alla fiducia del governo e voteranno, in maniera compatta, no alla relazione del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
Una riunione improvvisata con i dirigenti dei 5 Stelle ha fatto precipitare le cose.
Quando in videoconferenza Vito Crimi ha cominciato a dare i numeri del Senato, in quella che ai presenti è sembrata un po’ la conta delle figurine: “ce l’ho, ce l’ho, mi manca”, i ministri e i sottosegretari del Movimento 5 stelle cominciano a sbuffare. Sono le 18. La riunione è stata indetta per capire il da farsi. E il da farsi è già deciso: il Movimento ha chiesto a Giuseppe Conte di non mandare Alfonso Bonafede in aula. Di salvare il Guardasigilli da una bocciatura certa sulla relazione annuale della Giustizia che, inevitabilmente, sarebbe comunque ricaduta sul premier e sul governo. In fondo non si è chiuso nessun accordo e Bonafede sta ancora lavorando al suo discorso, sta trattando possibili aperture in senso garantista con il suo predecessore, il vicesegretario pd Andrea Orlando, e con il deputato pd Walter Verini. L’idea è di convincere a votarlo almeno un pezzo di centristi e gli stessi responsabili della fiducia.
Stefano Buffagni: “Non possiamo mandare Alfonso a schiantarsi in aula – dice il sottosegretario al ministero per lo Sviluppo economico – dobbiamo difendere i nostri. Difendere Conte, che è il perno fondamentale della maggioranza. Ora però vi chiedo: qual è la strategia’’? Silenzio tomabale … Crimi neanche accende il microfono. Interviene il ”ministro degli Esteri” (roba da matti) Luigi Di Maio: “È inutile che ci giriamo intorno, i numeri non ci sono, dobbiamo trarne le conclusioni e affrontare da domani la situazione”. Programmi? Come al solito di va a ”vento”. (Renzi è riuscito persino a far fare la figura dello statista a costui).
Il calendario della crisi parte ufficialmente oggi. Questa mattina al Consiglio dei ministri Conte comunicherà e spiegherà le sue dimissioni, poi salirà al Colle per consegnarle nelle mani del capo dello Stato attivando così la procedura consueta. Secondo la prassi Mattarella dovrebbe accettarle con riserva invitando il premier a rimanere per l’ordinaria amministrazione.
Le consultazioni dovrebbero durare un paio di giorni. I primi ad essere ricevuti al Quirinale, tra oggi pomeriggio e domani, saranno i presidenti delle Camere, poi tutti i gruppi parlamentari, che comunque, sempre ”quelli” sono. Quindi? Con chi la farà ‘sta coalizione?
Il Corriere dice che inizieranno di sicuro domani pomeriggio, domani mattina al Quirinale Mattarella è impegnato per la giornata della Memoria.

Se Giuseppe Conte aprirà e chiuderà la crisi come sembra, puntellandosi con un gruppo di “moderati” e transfughi forzisti, potrà re-incoronarsi premier con un record senza precedenti. Solo Mariano Rumor e Giulio Andreotti possono vantare la stessa performance.
D’accordo che le ideologie sono morte, ma governare quindici mesi con il sovranismo leghista e grillino, sedici mesi con i nemici giurati dei grillini e poi cominciare una nuova avventura puntellata dai liberal-popolari, sembrerebbe troppo persino per nooialtri.
Vero che le identità sono come il vestito dell’Imperatore della favola: luccicanti, sontuose ma ”inesistenti” Ci si chiede come sarà (se ci sarà) la terza vita politica dell’Avvocato del Popolo. Date le premesse, potrebbe essere qualsiasi cosa.
Intanto il Covid morde, l’economia è in rosso, il debito aumenta e non abbiamo presentato nessun piano in Europa per aver quei quattrini del Recovery Found, di cui parliamo in continuazione da un anno, facendo i complimenti a Conte per averli ottenuti.
Anche se noi … veramente non abbiamo ottenuto ancora un bel niente!
I quattrini ce li daranno solo e quando porteremo in Europa un piano dettagliato di come intendiamo usarli!
Loro, in Europa, a differenza di noi ”popollo italico” non si fidano e a scatola chiusa non ci daranno proprio una cippa!

Alla prossima

Elena

Blocco prescrizione si … blocco prescrizione no … che ‘’OO’’! 

Noi ‘’popolo’’ non è che sappiamo tutto e,  anche andando ad informarci, non è tutto così semplice e chiaro da capire.

Ma … noi ‘’popolo’’ non possiamo certo dimenticare che Giulio Andreotti, per esempio, un personaggio che è stato Presidente del Consiglio per ben sette volte, capo di vari Ministeri per almeno una trentina di volte, era stato condannato per aver COMMESSO  ‘’il reato di associazione per delinquere’’ fino agli anni 1980! Ma … guarda caso non se ne fece nulla in quanto il reato fu prescritto! 

Eppure, è stato dimostrato che Andreotti aveva incontrato, assieme alla sua scorta,  gente come Stefano Bontate e Riina (la Bestia)! Per fare cosa si erano incontrati costoro? Ora .. il fatto che Andreotti sia morto e sepolto non significa che tutto si sia risolto, anzi! La malavita organizzata è più forte di prima viste le quantità industriali di denaro che muove grazie ai suoi affari in crescita esponenziale! Solo con la cocaina costoro si fanno palate di quattrini che devono poi ‘’reinvestire’’ e, tutti sappiamo, che la politica ha bisogno, per fare andare avanti tutto l’amba ra dam dello Stato – scuole, sanità, welfare, etc …  di danaro. 

Capite adesso perché il ‘’bloccare’’ la prescrizione in ambito penale trova molti che, almeno a livello ‘’viscerale’’,  sono d’accordo?

Esisteva già la possibilità di sospendere, interrompere o bloccare la prescrizione sia in ambito civile che penale. Già nel 2017 infatti con la riforma Orlando, era stato previsto il blocco della prescrizione di un anno e mezzo a seguito di condanna non definitiva in primo e secondo grado. 

I legislatori al Governo oggi  (Alfonso Bonafede) hanno inserito, nel decreto anti corruzione, un nuovo blocco, questa volta PERMANENTE, che andrebbe applicato dopo ogni sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione o di condanna.

Questo è Alfonso Bonafede, il Guardiasigilli della Giustizia! Lo so la foto è cattiva ma sono arrabbiata! La giustizia italiana fa acqua da tutte le parti! E non certo per colpa di chi ci lavora … ma per chi ”legifera”!

Il blocco della prescrizione penale è da intendersi alla lettera, in quanto, a differenza della sospensione che comportava un “fermo” momentaneo, la prescrizione scomparirà del tutto dopo il primo grado di giudizio. L’intento è quello di togliere all’imputato la scappatoia della prescrizione, anche se ciò comporterà delle conseguenze negative su altri fronti. Il blocco della prescrizione, infatti, significherà un aumento notevole delle cause pendenti in appello e in cassazione, con un’inevitabile dilatazione dei tempi processuali per le cause ancora da decidere. Quale giudice si metterà a lavorare come un matto per accelerare le sentenze? Nessuno! Tanto … i processi non finiranno più! Chi glielo farà fare di lavorare come uno stacanovista?

Noi ‘’popollo’’ che capiamo poco vorremmo che i processi fossero più veloci e bisognerebbe fare in maniera che lo diventassero … ma, considerati i precedenti – vedi Andreotti per esempio – non possiamo più mettere a disposizione l’arma della prescrizione. In fondo, fino a ieri, per far saltare un processo non serviva nemmeno un buon avvocato,  bastava trovarne uno che sapesse perdere del tempo. Ma oggi? Bè … oggi … visto che tanto il processo, grazie al blocco della prescrizione, non finirà mai … come andrà a finire la faccenda? mah …

Se da una parte non possiamo usare lo spauracchio del blocco della prescrizione per dire: ‘’In questo modo uccideremo tutti i processi’’ dall’altra è necessario  trovare una ‘’quadra’’ decente che garantisca tempi giusti alle sentenze! Si diano da fare i legislatori! Venga assunto del personale! Si usi l’informatica! Fate qualche cosa! Non è certo compito di noi ‘’popolo’’ risolvere problemi di tale portata! Ma che cosa vi paghiamo a fare? Possibile che non sappiate uniformarvi a quello che succede nel resto del mondo? Ci sarà pure un motivo per cui negli altri paesi la giustizia è più veloce no?  E allora … cosa cavolo aspettate? Se non siete capaci di legiferare ‘’COPIATE’’ quello che fanno gli altri invece di passare la vita a ‘’pettinare le bambole’’! Grrrr … 

Se abbiamo sconfitto le Brigate Rosse … come mai non riusciamo a sconfiggere: ‘’Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita?

Facciamoci una domanda e diamoci una risposta. Tenendo anche conto che noialtri siamo molto più vicini come mentalità al Maghreb … piuttosto che alla Svezia! 

Resta il fatto che Stato e Malavita organizzata si contendano lo stesso territorio … o si mettono d’accordo o si fanno la guerra! Accelerare i tempi della giustizia a ”loro” non interessa un fico secco! 

Alla prossima

Elena 

Pensierino del mattino: Sacerdoti e pedofilia …

E’ di questi giorni il dibattito sulla ‘’pedofilia’’ nella Chiesa. Il Papa parla di ‘’piaga mostruosa’’, si paragonano i Sacerdoti a ‘’strumenti di Satana’’ e le ‘’vittime’’ giustamente chiedono giustizia.

Certo che la ‘’pedofilia’’ è una piaga orribile, un conto è sesso tra adulti consenzienti, un conto è approfittare di giovani indifesi. Eppure, tutti sappiamo che la ‘’carne’’ è debole. Inoltre, come mai i nostri sacerdoti fanno il voto di castità assieme a quello di povertà ed obbedienza?  Poveri non lo sono quasi mai …  l’obbedienza non è che la praticano sempre … figuriamoci la castità. 

La domanda che mi viene spontanea è: ‘’Ma per quale strano motivo un sacerdote deve essere per forza ‘’casto’’ e ‘’celibe’’? Vero è che la Chiesa accetta il rapporto sessuale, per tutti indistintamente, solo al fine della procreazione, quindi se non sei sposato ‘’ciccia’’! Non se ne parla proprio.

Abiti talari …

Eppure nella Chiesa antica i ministri di Dio erano scelti sia tra i celibi che tra i coniugati. San Pietro per esempio era sposato, mentre San Giovanni e San Paolo non lo erano. I fatto di non esser sposati non voleva dire dire però che non avessero rapporti sessuali.  Sposati erano San Gregorio, vescovo di Nissa, e San Paolino, vescovo di Nola. Sant’Agostino aveva una moglie, anche se considerata dalla legge dell’epoca una concubina, ma solo perché di classe sociale inferiore. Dunque, il matrimonio non è stato sempre vietato ai sacerdoti cattolici di rito romano, come mai adesso lo è?

Per esempio, le chiese di rito orientale riconoscono l’autorità del Papa e al contempo ammettono il matrimonio per i sacerdoti. Anche la Chiesa anglicana ammette i sacerdoti sposati a pieno titolo nella Chiesa. Ed è così per i preti cattolici di rito bizantino, per quelli della Chiesa greco-cattolica, quelli di rito macedone, di rito caldeo e di rito armeno. Tra costoro per ovvi motivi i casi di ‘’pedofilia’’ sono rarissimi … come mai? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta!

Ma perché la Chiesa, ad un certo punto, ha negato il matrimonio ai preti?

Che le ragioni fossero di carattere esclusivamente economico? Quando la Chiesa era uno Stato con ‘’potere temporale’’  e non si occupava solo del ‘’regno dei cieli’’ possedeva beni e terreni, che venivano governati e curati dagli stessi Vescovi. Se i Vescovi in questione avessero avuto dei figli ovvio che i possedimenti in questione sarebbero stati reclamati dagli eredi frazionando quindi il potere della Chiesa. Per tale ragione verrebbe da pensare che il motivo del ‘’celibato’’ non avrebbe niente di teologico, niente di spirituale, niente di pastorale.  Oggi si cerca di giustificare questo divieto con ragioni più alte e nobili che quella, semplicemente, di offrire meno distrazioni e responsabilità ad un uomo che deve dedicarsi anima e corpo ai fratelli.

Comunque, visto che la ‘’carne è debole’’ si chiude, ipocritamente, un occhio quanto un prete  ha apporti occasionali con adulti consenzienti, e si tende a far sparire le prove se il rapporto avviene con minori.

In fondo con ‘’rapporti occasionali’’ “si sfoga” senza far danni, un prete che si innamora invece è pericoloso, perché poi vuole anche sposarsi e, di conseguenza, spretarsi. Il che significa ottenere una dispensa papale e anche mettersi fuori dalla Chiesa cattolica. Questo è un fenomeno in continuo aumento, d’altronde la società cambia alla velocità della luce, quindi per forza di cose la Chiesa dovrà tornare a discutere sul celibato dei preti.

Nel frattempo costoro però sono un ‘’pericolo pubblico’’ nel verso senso della parola. Pur non  volendo fare di tutte le ‘’erbe un fascio’’ sono sempre di più i genitori che non ritengono ‘’salutare’’ per i propri figli frequentare la parrocchia. 

Sarebbe bene meditare su ‘sto celibato … o no? 

Alla prossima

Elena 

Addio Signora Milena Gabanelli … :-(

La bravissima Milena Gabanelli lascia la Rai. Non ho mai capito se fosse ‘’assunta’’ alla Rai con tutti i ‘’crismi’’ oppure se lavorasse con una sorta di contratto di ‘’collaborazione’’.
Comunque … dato che non aveva accettato a settembre il posto di co-direttore di Rai Rews24 offertole, ora abbandona definitivamente il gruppo.
I problemi di ‘’incomprensione’’ sono nati in seguito alla trasmissione Report, che usava un ‘’format’’ troppo particolare per essere ‘’ben visto’’ e accettato senza ‘’batter ciglio’’.
Se mentre da una parte c’era l’organizzazione tecnica propria della Rai,  dall’altra le informazioni, e quindi i servizi poi messi in onda, venivano presi esclusivamente da giornalisti ‘’free-lance’’ che investigavano su vari argomenti. Argomenti come: salute, inefficienze burocratiche, giustizia, eco-mafie, servizi segreti … temi decisamente ”sensibili”.
I giornalisti ‘’free lance’’ sono quelli, tanto per intenderci, che lavorano a spese proprie e quindi non sono obbligati a far ‘’contento’’ nessun direttore di testata!
Ovvio che gli argomenti sopra accennati, lasciati gestire da giornalisti ‘’freelance, entrassero prima o poi in grave conflitto con il servizio pubblico no?
Noi non abbiamo capito se è stata ‘’punita’’ da Rai/Governo per ‘’zittire’’ scomode informazioni … oppure per gli enormi ‘’vespai’’ che questi argomenti toccavano.

milena gabanelli-2
Vero è che denunciare malversazioni in tv, senza dare alla controparte modo di difendersi, è un’ arma pesantissima … Ma d’altronde qualcuno dovrà pur raccontare, prima o poi, come stanno le cose … o no?
Che dire? Addio Signora Milena Gabanelli, Lei verrà ricordata come una splendida persona. Brava, capace, che ha sempre tenuto la ‘’testa diritta’’ e che ha aiutato molti ad aprire gli occhi!

Peccato che la potenza del ‘’sistema’’ riesca a schiacciare chi si ostina a camminare a testa alta.
O … per meglio dire, lo permetterebbe anche, ma non certo a spese della televisione pubblica!

 

Alla prossima

Elena

Grecia sul filo del rasoio … ma …

… può anche darsi che questo sia un modo per darle uno scossone e farla migliorare!  Le pressioni fatte dall’Europa in fondo non sono proprio tutte negative. Se stiamo a guardare il compromesso onesto e fatto per il bene collettivo non è mai da considerare una perdita di tempo.

Il 30 giugno la Grecia ha promesso che pagherà 1,6 miliardi di euro al Fmi e successivamente, a luglio, un altro rimborso di 3,4 miliardi di euro. Ma … secondo voi ce la faranno? Dove li prenderanno ‘sti soldi? economia-greciaIl partito di Syriza al momento ”tiene” ma se dovessero saltare le linee degli accordi il partito probabilmente si spaccherebbe e andrebbero a nuove elezioni. A chi la vittoria?  Difficilmente sarà la sinistra radicale – in fondo – i sondaggi parlano di greci che non vogliono affatto uscire dall’euro … quindi vincerebbero i moderati con tutti gli annessi e connessi …  tradotto in parole povere significherebbe che nessuno prenderebbe le parti dei più poveri.

I temi più critici della discussione con gli altri paesi europei sono la riforma del mercato del lavoro,  delle pensioni, e la velocità del risanamento dei conti pubblici.

La Grecia ha già liberalizzato considerevolmente il proprio mercato del lavoro che ora, secondo l’Ocse, è persino più flessibile di quello tedesco.

Nonostante questo, le esportazioni, a eccezione del turismo, sono cresciute molto poco, al contrario di altri Paesi del sud Europa. Insomma, è improbabile che sia la scarsa flessibilità del mercato del lavoro a frenare l’economia greca. D’altronde i greci sono famosi nel mondo per essere stati degli ”armatori” navali mica – ad esempio – per la produzione di macchine utensili!

Il sistema pensionistico poi,  un tempo fin troppo generoso, è già stato riformato, creando ovviamente una marea di ”scontenti”.  Saranno necessari altri aggiustamenti/limature ma soprattutto perché i fondi pensionistici con l’economia a picco non hanno  risorse da dedicare alla gestione previdenziale.

Per rendere il sistema sostenibile nel lungo termine bisognerà fare ulteriori ritocchi, tanto più alla luce della recente sentenza di tribunale contro una parte dei tagli. Tuttavia, la via maestra per rendere il sistema pensionistico sostenibile è la crescita economica, non certo altre decurtazioni dei diritti acquisiti, sono già fin troppi i pensionati greci ai limiti di povertà!

L’ostacolo tra la Grecia e la prosperità NON è un’altra pesante riforma del lavoro o altri tagli dei salari per rendere l’economia più ”competitiva” …  e nemmeno un’ulteriore stretta sui conti pubblici o una riforma delle pensioni finalizzate a infondere più fiducia negli investitori. Le vere questioni sul tappeto sono più profonde.  Per sbloccare il potenziale della Grecia, per mettere in moto le sue competenze imprenditoriali e le sue risorse naturali sottoutilizzate, il Paese deve apportare miglioramenti alle istituzioni ”incancrenite” e che vivono di privilegi … che governano la sua economia. Ma dai? Si direbbe quasi che l’Europa sia un pungolo per asportare il ”marcio” …

Come prima cosa Atene deve riformare la pubblica amministrazione, affetta da decenni da scarsa trasparenza, inefficienza e clientelismo. I vari tentativi di riforma che si sono succeduti hanno prodotto scarsi risultati e l’apparato burocratico rimane soggetto a una pesante influenza politica. (Vi ricorda qualcuno? Da noi questi discorsi li facevano Falcone e Borsellino)

Dopo lo scoppio della crisi qualche passo avanti è stato fatto, per esempio nel contrasto alla corruzione, ma l’impulso al cambiamento stava venendo meno già prima che Syriza arrivasse al potere.  Il problema vero è che la riforma delle istituzioni non può avvenire senza un ampio consenso della società greca, dei politici e degli stessi dipendenti pubblici.  Anche in questo caso, ammesso e non concesso che costoro siano disposti a rinunciare ai loro vantaggi,  non sarà facile e ci vorrà tempo. (Sante parole!)

La seconda riforma fondamentale riguarda il sistema giudiziario. Un sistema giudiziario funzionante è il nucleo essenziale di un’economia di mercato: beneficia gli imprenditori, gli investitori, gli esportatori e riduce la disuguaglianza. Attualmente sono necessari 1.580 giorni per far rispettare un contratto in Grecia, secondo l’indagine della Banca mondiale sulla facilità di fare impresa (la media Ocse è di 540 giorni): questo dato colloca la Grecia al 155° posto su 189 paesi del mondo, accanto al Pakistan, al Ciad e all’Italia. (Nelle classifiche dei peggiori noi ci siamo sempre! Sigh … )

La classifica più generale sul grado di legalità stilata dal World Justice Project piazza la Grecia all’ultimo posto fra i Paesi ad alto reddito, appena sopra la Russia. Una riforma della giustizia di solito richiede parecchio tempo, e per condurla in porto serve quindi un ampio sostegno tra le forze politiche e l’opinione pubblica.

Il terzo punto dolente su cui intervenire è l’eccesso di regolamentazione e il coinvolgimento del settore pubblico nei mercati dei prodotti. La regolamentazione serve a far funzionare meglio i mercati dei prodotti e a ridurre al minimo i costi legali, ma può anche essere usata dalle aziende già consolidate per soffocare la concorrenza. I regolati hanno quindi un incentivo a fare pressione sulle autorità perché distorcano la normativa in loro favore.

Alla fin dei fini se guardiamo bene la Grecia ha difetti molto simili ai nostri  … in fondo siamo ”mediterranei”. Per uscire da questo pantano dobbiamo lavorare tanto e tutti assieme. Unica maniera se vogliamo davvero fare il ”salto” da economia ”clientelare” ad economia ”corretta”.

Ma questo non richiede rivoluzioni! Non è necessario, come diceva Di Pietro ”buttar via il bambino con l’acqua sporca”!  Le tanto ammirate ”primavere arabe” alla fin dei fini hanno aperto corridoi di instabilità tali da far prosperare integralisti folli come quelli dell’ISIS.

Per migliorare le cose ci vuole lavoro costante nella giusta direzione e tempo … speriamo in una gioventù onesta e con tanta buona volontà. Il consiglio che vorrei dare ai giovani di oggi è una frase di Amos Oz:

Nel mio mondo la parola compromesso è sinonimo di vita! E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte.

Alla prossima

 

Elena

 

 

 

fonte: http://centreforeuropeanreform.blogspot.gr/2015/06/greece-after-deal-work-on-solution.html