Libia e Italia … un pò ci somigliamo …

La Libia, indipendente dal 1951, è un Paese ricchissimo, o meglio, lo sarebbe se non continuassero a combattere tra loro come i beduini del deserto! 

Noi italiani abbiamo bazzicato in quella zona già dal 1911, ed abbiamo ottenuto il controllo della Tripolitania e della Cirenaica. Nel 1931 il 13% della popolazione libica era italiana. Nel 1934 Italo Balbo fu il primo Governatore della Libia e, durante il fascismo, i cittadini libici autoctoni erano italiani a tutti gli effetti. Siamo onesti, che differenze ci sono tra noi e i libici? Dal punto di vista ‘’somatico’’ nessuna … e da quello ‘’organizzativo mentale’’ forse nemmeno! 

Nel 1943 la Libia fu occupata dagli ‘’alleati’’ (Inglesi e Frances). A noialtri non spettava più visto che la guerra l’avevamo persa in quanto alleati dei tedeschi. Gli alleati vi rimasero fino al 1951 quando venne proclamata la Monarchia ereditaria del Regno Unito di Libia.

L’Africa spinge …

I giacimenti di petrolio, durante la monarchia,  venivano gestiti però dalle grandi compagnie petrolifere ed il Regno libico usufruiva solo il 50% degli introiti, che tra l’altro, finivano quasi tutti nelle mani della famiglia regnante. Quindi per i libici ‘’ciccia’’! Nel 1960, un colpo di stato militare metteva al potere Muammar Gheddafi. 

Gheddafi nazionalizzò le grandi imprese e confiscò i beni degli italiani che furono costretti a lasciare il territorio. Poi però Gheddafi iniziò a dare ‘’fastidio’’ – visto che tendeva a sponsorizzare terroristi e quindi nel 2011 venne ucciso. Da allora in Libia non hanno ancora trovato un ‘’capo’’ in grado di sostituirlo. Perchè quello cercano! Un ‘’capo’’, mica una democrazia. Pure noi cerchiamo l’uomo forte’’ no? D’altronde noialtri siamo più ‘’vicini al Maghreb’’ che alla Norvegia e non solo in termini ‘’geografici’’ ma anche in quelli ‘’mentali’’. 

Eppure … basterebbe un Governo democratico ‘’decente’’ e tutto sarebbe risolto.

Forti del fatto che sul loro terreno e sul mare adiacente abbondano sia il  gas che petrolio, dovrebbero esser dei ‘’Signori’’ in grado di  ‘’dettar legge’’ nella zona … E invece? Invece continuano le ‘’lotte tribali’’ per il potere. Quanta idiozia c’è a ‘sto mondo? Mah …

Ormai da quelle parti mettono il ‘becco’’ tutti e sicuramente favoriranno il ‘’meno democratico’’ dei due. Perché si sa … più sono ‘’primitivi’’ più sono facilmente ‘’manovrabili’’. 

La Libia attualmente è contesa tra il militare Khalifa Haftar,  l’uomo forte della Cirenaica e  che è appoggiato da: Egitto, Emirati Arabi Uniti, Russia e Francia, dall’altra parte c’è Fayez al-Sarraj, Capo del Governo di Accordo Nazionale (GNA) sostenuto dall’ONU ma il cui unico amico pare essere Erdogan. 

Come se ne uscirà da ‘sto caos? Va a sapere …

Alla prossima

Elena 

Un mondo di debiti …

Ciao a tutti quanti, come state? 

Io sono un pò ‘’provata’’ sia dalle vacanze di Natale sia dalla precaria salute della mia mamma che, vivendo sola in Italia,  è fonte di viaggi e di preoccupazioni da parte mia. 

Invecchiando la salute non è che ‘’migliori’’ quindi spetta a me, sua unica figlia, occuparmi di lei. Ho scelto di vivere all’estero e mi sento in colpa nei suoi confronti. Lei è rimasta in Italia e non vuole assolutamente muoversi, non solo dalla sua città, ma addirittura dal suo quartiere, visto che conosce praticamente tutti ed ha visto crescere i sessantenni di oggi. Come obbligarla a venire in un Paese dove parlano una lingua diversa dalla sua? Lei, la mia mamma, questo fatto non lo contempla nemmeno. 

Non volevo annoiarvi con questo argomento ma …  con un altro.

Stamattina leggendo il giornale sono rimasta colpita dall’ammontare dei ‘’debiti’’ che esistono nel mondo di oggi.

Un tempo, avere debiti era fonte di problemi e preoccupazioni da parte delle famiglie. Anche le aziende ‘’indebitate’’ non è che stessero poi tanto serene. Non essere in grado di ‘’onorare’’ un debito era una ‘’macchia’’ pesante sulla propria coscienza.

Oggi invece si ‘’vive’’ sui debiti.

Le recenti  informazioni emesse dall’IIF (Institute of International Finance) hanno dato vita al grafico che incollo qui sotto. 

Fonte: Grafinomix Sole24ore

Non lo trovate inquietante il fatto che tutto il mondo sia indebitato? Stiamo parlando di 253mila miliardi di dollari di debiti! Il 322% del PIL mondiale! Chi è indebitato con chi? Cribbio a me, solo a pensarci, viene il mal di fegato. 

Il fatto è che, considerati i tassi di interesse praticati dalla banche oggi, la tendenza all’indebitamento molto probabilmente continuerà a salire. 

Nel corso del 2020 andranno in scadenza bond da rifinanziare per un controvalore di 19mila miliardi di dollari, di cui il 30% nell’area dei Paesi emergenti (soprattutto Cina, India e Brasile). Nei mercati “maturi”, i Paesi che saranno chiamati al più ampio rifinanziamento del debito saranno Usa, Giappone e Germania. Speriamo che continuino a rifinanziare ‘sti debiti, senza batter ciglio, altrimenti la situazione potrebbe precipitare. 

D’altronde, se il futuro deve essere ‘’verde’’, se dobbiamo affrancarci dai combustibili fossili a brevissimo termine, per salvare il pianeta oltre che noi stessi, il denaro per chi ha nuove e buone idee deve essere a disposizione no? 

E quindi avanti con i debiti. Possiamo solo augurarci che questi danari vengano usati per il benessere futuro e non per un’economia ‘’mordi e fuggi’’. 

Che dire? Coraggio e … speriamo in bene.

Alla prossima

Elena 

Donald Trump … l’uomo ”giusto” al posto ”giusto” ?

E come volevasi dimostrare, l’uccisione di Suleimani, voluta da Donald Trump, sta iniziando ad avere delle ‘’risposte’’. 

  • L’Iran ha deciso l’arricchimento dell’uranio senza limiti e, tramite Rezai, il responsabile della mediazione tra le istituzioni dello stato iraniano ha fatto sapere che: ‘’Se un nuovo attacco dovesse arrivare dagli USA cancelleremo Israele’’!
  • L’Iraq ha chiesto l’immediato ritiro delle truppe americane sul suo territorio. 
  • La Coalizione Internazionale anti Isis ha sospeso tutte le sue attività per paura di attacchi contro i propri soldati. 
  • Il Ministro degli esteri iraniano convoca l’ambasciatore americano per denunciare, con l’attacco a Suleimani, il disprezzo della sovranità dell’Iraq sul proprio territorio. 
  • Secondo testimoni due razzi sono già stati fatti esplodere vicino all’ambasciata americana a Baghdad.
  • Il comandante delle Guardie della Rivoluzione dice che metterà fine alla presenza americana e che già 35 obiettivi sono stati identificati.
  • Trump, su Twitter, (su Twitter vi rendete conto?) risponde che loro di siti ne hanno già identificati 52 – riferendosi agli ostaggi americani presi dall’Iran nel 1979. 
  • E … dulcis in fundo, si è sparsa la voce che il drone che ha ucciso Soleimani sia partito dalla base americana di Sigonella in Sicilia! 

Che bella situazione di pace ed armonia vero?

Non posso fare a meno di chiedermi se Trump sia l’uomo ‘’giusto’’ al posto ‘’giusto’’ nel momento ‘’ giusto’’…  e la risposta che mi viene spontanea è: ‘’Se la fine di tutto deve essere l’Apocalisse … bè allora forse Trump è l’uomo ‘’giusto’’! 

Buon 2020! Lo avete voluto Trump? Godetevelo! 

Alla prossima

Elena 

Fusione  PSA – FCA … ma a noi …

iuTutti che si preoccupano degli accordi futuri di ‘sta fusione, ma … noialtri, cittadini italiani, come siamo coinvolti? 

La PSA – acronimo che mette assieme: Citroen, DS Automobile, Peugeot, Opel, Vauxall  e FCA –  acronimo per: Fiat, Chrysler,  devono trovare un corretto equilibrio nell’azionariato.

Ecco la composizione azionaria di PSA:

  • L’azionariato di PSA è della Famiglia Peugeot per il 12,86%
  • Della Cinese Dongdeng Motor Corporation per il 12,86%
  • Della BPI per il 12,88 (Banca pubblica francese che, tramite una corretta politica industriale, aiuta le Imprese)
  • Un altro 55,49% è composto da investitori istituzionali francesi ed italiani
  • Autocontrollo 1,13%
  • Dipendenti salariati 2,37%

La sede sociale della PSA è in Francia .

Ora guardiamo l’azionariato della FCA, in rete non è facile da trovare ecco le uniche informazioni parziali:

  • Exor  N.V. che è un’ Azienda di diritto OLANDESE controllata dalla Famiglia Agnelli al 29%)
  • Tiger Global Management LLC (5,09%)
  • Baillie Giffor & Co. (4,67%)
  • Harris Associates LP (3,75%)
  • BlackRock Fund Advisors (2,98%)
  • Altri (6,48%) 
  • A questo link ci sono altri ‘’azionisti’’ : https://it.finance.yahoo.com/quote/FCA.MI/holders/

La sede principale di FCA è ad Amsterdam e quella fiscale a Londra. (Tanto per capirci … guardate dove si trova la sede della PSA) 

Vedete forse da qualche parte lo Stato Italiano nell’azionariato di FCA? Non mi pare … quindi, per farla breve, come al solito lo Stato italiano è assente, mentre, quello francese, è presente con la ‘’Golden share’’.

Che cos’è la ‘’Golden share’’?  

Indica l’’Istituto giuridico, di origine inglese grazie al quale uno Stato, durante e a seguito di un processo di privatizzazione e/o vendita di parte del capitale di un’impresa pubblica si riserva poteri speciali che possono essere esercitati dal Governo durante il processo medesimo. Fra questi poteri si segnalano quello di riservare allo Stato stesso un certo quantitativo azionario, nonché quello di nominare un proprio membro nel Consiglio di Amministrazione della società oggetto di privatizzazione che, a differenza degli altri componenti dell’organo di governo dell’impresa, goda di poteri più ampi. E Macron, che ha una preparazione economico-finanziaria altissima, (visto che era un avvocato al top del free-trade) ha preteso la Golden Share per: PSA Group, Renault, Air-France, Energy Group Engie. 

Ora quali saranno gli effetti degli equilibri rappresentativi di ‘sta fusione per l’Italia? Nulli! Perchè? Perchè il termine ‘’politica industriale’’ a noialtri ci fa un baffo! Lo Stato italico ha sempre delegato alla Fiat la politica industriale del paese, ed essendo la Fiat, un’azienda privata che, come primo scopo, aveva quello di garantire ottimi dividendi per la ‘’Famiglia Agnelli’’ si è fatta gli affari propri. Punto! Come mai hanno permesso che la Fiat facesse il bello ed il cattivo tempo? Semplice … al governo ci vanno degli incapaci che si fanno mangiare in insalata dal ‘’cattivo mondo circostante’’! 

Quindi, ribadisco, se il suffragio DEVE essere e rimanere universale, le CANDIDATURE non devono esserlo.

Chi siede su quelli scranni deve essere in grado di capire qualche cosa e di muoversi in un mondo che è sempre più complicato.

Lo sputo e la stretta di mano, andava bene per il mercato delle vacche! 

Alla prossima

Elena 

Dati azionariato presi in rete. 

Prescrizione: lunga … corta … fine mai …

Garantisti e/o giustizialisti?

Oggi, 1° gennaio, scatta l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, grazie alla legge spazzacorotti, varata dal Governo ”giallo-verde” (M5S e Lega) ma con decorrenza differita ad oggi.

La riforma Orlando, in considerazione del sovraccarico di procedimenti che affligge il sistema penale italiano, riconosceva nella prescrizione ‘’un fatto funzionale” alla tutela della ragionevole durata del processo penale.

Noi cittadini siamo ovviamente stufi di vedere gente che, grazie ai propri avvocati (l’Italia ne possiede il numero più alto pro-capite rispetto al resto dell’Europa) che ”tirandola per le lunghe’’ fanno arrivare a prescrizione la causa ed i loro clienti la fanno franca. Ma … c’è anche l’altro lato della medaglia, speriamo che la ”spazzacorrotti” non diventi un ‘’fine processo mai’’. Una legge simile dovrebbe, come minimo, essere coadiuvata da assunzioni di personale. 

Già non siamo ‘’famosi’’ per la tempistica dei nostri processi … se la prescrizione si arresta del tutto … quanto dureranno? A vita? Ma vi sembra normale? 

Quindi per quale motivo discutere tanto della durata della prescrizione piuttosto del cercare invece di accelerare l’iter dei processi? Perché non assumere, ad esempio, personale nei Tribunali?

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A parità di organico, già carente di suo,  pretendiamo una giustizia più veloce? Mah …  Ma quali sono i ‘’tempi’’ della nostra giustizia? Non lo so e quindi sono andata su ‘’Santa Rete’’ a documentarmi, ed ecco che cosa ho trovato:

La giustizia civile in Italia – Un processo civile in Italia, che attraversi tutti e tre i gradi di giudizio (Tribunale, Appello e Cassazione) dura in media otto anni. Servono infatti 514 giorni, in media, per concludere il primo grado, quasi mille giorni  per il secondo e ben 1.442 giorni per il terzo. In totale, dunque, poco meno di tremila giorni (2.949), corrispondenti a otto anni. La media dei Paesi membri del Consiglio d’Europa è invece, udite udite,  di 233 giorni in primo grado, 244 giorni in secondo grado e 238 in ultima istanza. In totale, dunque, si arriva a poco meno di due anni (715). Quindi, ricapitolando, a noi servono per la giustizia civile 8 anni agli altri 2.

Ci sono pochi Paesi europei che fanno peggio di noi: Cipro, Grecia e Portogallo. L’Italia rimane quindi la lumaca europea per la lunghezza delle cause civili e commerciali.

Facciamo un esempio:  immaginate uno che vende camion e che il camion che ha venduto a rate, non gli venga più pagato. Il creditore vorrebbe recuperare il camion immediatamente, invece, grazie alle ‘’nostre tempistiche’’ il camion che non gli viene pagato gli verrà restituito, bene che vada, dopo 8 anni. Secondo voi un camion dopo 8 anni ha lo stesso valore? Vedete un pò voi. Tra l’altro questa ‘’inefficienza’’ favorisce una ‘’gestione recuperi crediti’’, se non ‘’malavitosa’’ almeno tanto ‘’aggressiva’’, o no?

La giustizia amministrativa in Italia  – La situazione è leggermente migliore per l’Italia se guardiamo ai dati sulla giustizia amministrativa, cioè quella branca del sistema giudiziario che si occupa della tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. In Italia un processo amministrativo “completo”, che ha due soli gradi (Tar e il Consiglio di Stato), dura in media 5 anni abbondanti: 925 giorni in primo grado e 986 in ultimo grado. In Svezia, ma anche in Ungheria, Estonia, Bulgaria, Slovenia e Polonia servono circa 100 giorni in media per risolvere un procedimento amministrativo (cioè che veda opposti cittadini ad autorità locali, regionali o nazionali) in primo grado, in Italia ne occorrono dieci volte tanto, ben 1.000 giorni, vale a dire quasi tre anni, contro i tre mesi dei Paesi citati. Quindi 3 anni per noi tre mesi per gli altri. 

La giustizia penale – Il settore più rapido della giustizia italiana è quello penale: qui un processo che attraversi tutti e tre i gradi di giudizio dura in media 3 anni e 9 mesi (310 giorni in primo grado,  876 in secondo e 191 in Cassazione)

Siamo comunque tra i peggiori nella Ue. Solo Cipro e Malta fanno peggio di noi.

La media dei Paesi membri del Consiglio d’Europa è infatti di 138 giorni in primo grado, 143 giorni in secondo grado e ancora 143 in ultima istanza. In totale, dunque, si arriva a poco più di un anno.

Quindi pur ammettendo, in ambito europeo,  differenti ‘’regole’’ nel somministrare la Giustizia, ci rendiamo conto che il problema non può limitarsi alla ‘’bandiera della prescrizione’’ ma dovrebbe essere affrontato in maniera più completa ed organica, magari anche assumendo personale, magistrati e giudici e facendo una completa revisione del codice di procedura civile, utilizzando finalmente anche le possibilità fornite dalle nuove tecnologie informatiche. Possibile mai che un’ ingiunzione debba essere fatta tramite consegna personale? Ovvio che chi non vuole farsi trovare troverà il modo di farlo no?

Se poi non siamo capaci di organizzarci … copiamo quello che fanno i paesi più civili no? Santo cielo che cosa ci vuole a ”copiare”? 

Invece … piuttosto di migliorare/accelerare l’iter dei processi cosa facciamo? Mettiamo una prescrizione infinita? Ma quanto siamo scemi da 1 a 10?

Ma si sa, quando il dito indica la luna, alcuni guardano solo il dito! 

La prescrizione usata solo come ‘’bandiera’’ elettorale, senza un pò di cervello …  a che cosa serve? Mah ..

 Alla prossima

Elena 

 

Fonti:  European Commission for the efficiency of justice o Cepej), V edizione del Justice Scoreboard della Commissione Europea

2020 anno bisestile …

Stamattina, non ho potuto fare a meno di fare un’associazione, non certo entusiasmante, tra la ‘’famosa’’ affermazione del nostro Primo Ministro:  ‘’Conte I’’ e dell’ ‘’Anno Bellissimo’’ riferito al 2019,  da lui promessoci ma non pervenuto e l’anno in arrivo.

Vorrei sommessamente ricordare che il 2020 è un anno ‘’bisestile’’.

Inutile ricordare che i proverbi, derivanti dalla saggezza popolare,  a proposito agli anni bisestili non sono certo lusinghieri. 

Ma, tanto per memoria, eccone alcuni:

  1. Anno bisesto, anno funesto;
  2. Anno bisesto che passi presto; 
  3. Anno bisesto tutte le cose van di traverso; 
  4. Anno che bisesta non si sposa e non s’innesta;
  5. Anno bisestile … riempi il sacco e il barile. 

Onestamente … ma che cosa dovremmo aspettarci a ‘sto punto dal 2020? Cercheremo, come al solito, di sopravvivere … 

Ah … tra l’altro, dimenticavo, questa è la moda maschile per il 2020! Ditemi poi se le cose procedono per il ”verso giusto” o no …

Non sono le donne ad esser ”aggressive” sono gli uomini che hanno dei problemi …

Alla prossima

 

Elena

‘Ndrangheta … altra ”pastoia” italica!

Ci lamentiamo di non essere capaci, a livello mondiale, di mettere ‘’regole’’ comuni per gestire la tassazione delle Multinazionali che, forti del fatto della inesistenza appunto di tali regole, eludono serenamente, privando la collettività tutta di ingenti somme di danaro che finiscono in una sorta di ‘’buco nero’’, inutilizzabile per popolo e Stati, ma che arricchiscono sempre i soliti ‘’quattro gatti’’. 

Tra le ‘’Multinazionali classiche’’ ne opera una che non rispetta niente e nessuno e di cui siamo, anche se non certo volontariamente, i detentori/esportatori. La ‘’Multinazionale’’ in oggetto si chiama ’Ndrangheta!

Recenti calcoli la mettono tra le ‘’Aziende’’ che hanno più disponibilità economica. Risulta infatti essere più ricca della tedesca Deutsche Bank e dotata di un fatturato superiore a quello di Mc Donald’s!

La ‘Ndrangheta è al di sopra di tutte le leggi esistenti.  Ha le ”sue” regole e le ”sue” punizioni e i mercati da lei gestiti sono in crescita esponenziale. 

Tra questi il mercato della cocaina che, a differenza dell’eroina, ha non solo fidelizzato il cliente, ma ampliato enormemente la platea utilizzatrice,  abbassando il prezzo del consumo al dettaglio in maniera costante.  

Cocaina = danaro a palate! Visto la Bossi Fini e il ”decreto sicurezza” che non vengono annullati, la manovalanza di disperati non manca di certo in questo paese. Se tu sei un immigrato senza un permesso, che non ti viene dato manco se piangi, e quindi non puoi nemmeno fare il lavapiatti in un ristorante … che cosa ti rimane per campare? Chi è che ti offre lauti guadagni facendo nel contempo, attirare su di te, povero disgraziato, l’ira di ”italiani” che non si fanno tante domande ma che si limitano a fare uno più uno?

Costoro hanno quantità industriali di denaro che reinvestono, per ripulirlo, ovunque possano farlo. Ovvio che gente simile non investe certo a ‘’lungo termine’’ con una visione al futuro e per il bene della collettività ma, ovviamente, per un ben più misero obiettivo, che si può condensare nella definizione di economia ‘’mordi e fuggi’’.  In un periodo di ‘’transizione’’ come quello odierno, caratterizzato dalla ‘’mondialità’’ appunto delle Multinazionali, dalla loro possibilità di ‘’delocalizzare’’ produzioni e/o sedi fiscali,  ove più fa ‘’comodo loro’’, dalla crescita di alcuni Paesi a scapito dell’Europa, detentrice fino a pochi anni fa di un notevole potere economico/produttivo e dal tentativo di affrancamento dai combustibili fossili per passare a fonti eco-sostenibili, l’enorme disponibilità di danaro, da parte della malavita organizzata, frena ulteriormente una corretta ripresa a favore della collettività.  

Come ne usciremo? Io di certo non lo so … visto che sono solo una ‘’mamma casalinga’’, ma qualche domanda me la farei, e qualche soluzione la cercherei fossi il Presidente e/o Primo Ministro di un Paese civile. 

Nel nostro ‘’piccolo’’ abbiamo combattuto le ‘’Brigate Rosse’’ e … fatto strano, anche ‘’vinte! 

Abbiamo fatto finta di combattere il ‘’Terrorismo Nero’’ …

Ma … la ‘’malavita organizzata’’ invece? Com’è che non riusciamo nemmeno a ‘’scalfirla’’? Eppure Polizia, Carabinieri, Finanza, sono costantemente sulle loro tracce e direi che il loro mestiere lo sappiano fare eccome … ma, per qualche ‘’strano motivo’’ la soluzione al problema si perde in ‘’meandri’’ che somigliano sempre più ai ‘’Panama Papers’’ … 

Mah …

Alla prossima

Elena 

22 dicembre 2019 – solstizio d’inverno …

Buon giorno mondo oggi è il solstizio d’inverno! Lo so che tutti gli ”adulti” sanno di che cosa stiamo parlando, ma magari a qualche ”giovane” la cosa potrebbe  interessare. 

Domenica 22 dicembre alle ore 05.19, ora italiana, è iniziato l’inverno meteorologico, la stagione fredda in cui il Sole è sì più vicino al nostro emisfero ma i suoi raggi scaldano meno.

Ciclo delle stagioni …

Cribbio! Meno male che scaldano ‘’meno’’!  Qui in Francia a St. Aygulf dove vivo,  nonostante la pioggia ci sono 16 gradi! Mi domando che cosa ne farò dei maglioni di lana che mi ostino a tenere negli armadi.  Se li dovessi indossare potrei ”fondere”! Il che non sarebbe male in un certo senso, magari,  chissà, perderei un paio di chili.

Ma torniamo a parlare di oggi …

La data del solstizio d’inverno non cade sempre lo stesso giorno ma varia fra il 21 e il 22 dicembre.  Noi utilizziamo il ‘’calendario gregoriano’’, voluto appunto da Papa Gregorio XIII nel 1582.  Questo calendario dura 365 giorni mentre al nostro pianeta occorrono 365 giorni e 6 ore circa per completare la sua orbita attorno al sole. Questa differenza viene ‘’aggiustata’’ grazie all’anno bisestile che, con l’aggiunta – ogni quattro anni – di un giorno in più nel mese di febbraio,  integra le 6 ore lasciate indietro degli anni precedenti.

Solstitium, in latino, significa “sole fermo”, infatti in questo periodo sembra che il sole sia fermo in cielo. 

Da sempre gli uomini osservano questo fenomeno e la cosa li ha sempre inquietati.  L’arresto del sole poteva solo significare morte e distruzione. All’epoca il fatto che fosse la terra a girare attorno al sole e non viceversa non era contemplato, ma comunque avrebbe cambiato poco la situazione, quindi ecco la nascita di vari ”riti propiziatori” affinché, dopo un meritato riposo, il sole potesse tornare al suo ciclo abituale.  In tutte le parti del mondo si festeggiava e si festeggia ancora, in qualche modo, questa sorta di ‘’riposo’’ della terra.

Solstizio d’inverno

In questo periodo dell’anno gli Egiziani celebravano il dio Horus, i Babilonesi il dio sole Shamash e poi Tammuz figlio di Ishtar, i Greci Dioniso, i Celti Yule. E poi ancora: Buddha, Krishna, Zaratustra, Mithra, e dall’altra parte dell’oceano, Quetzalcoath e Huitzilopochtli.

Tradizioni come Santa Lucia, i saturnali dei romani, le feste della ‘’luce’’ nei paesi nordici sono tutti legati a questo evento atmosferico compreso il nostro Santo Natale, non me ne vogliano troppo i cristiani cattolici. Un conto è la ”fede” un conto sono gli ”eventi atmosferici”.

Da oggi le giornate si allungano, gli ‘’spiriti della terra’’ riposano ancora,  assieme ad alberi e sementi, per rinascere e sbocciare poi in ‘’primavera’’  stagione della vita per antonomasia.

Tutto questo ha funzionato, bene o male, fino ad oggi. Ma grazie all’inquinamento e/o alle variazioni climatiche cicliche del nostro Pianeta, le cose potrebbero cambiare in maniera drammatica.

Alla prossima

 

Elena

Il cobalto maledetto e la nostra ipocrisia …

Nelle miniere in Africa ci lavorano bambini, anche  di soli 5 anni, sfruttati, maltrattati e pagati in maniera ridicola! 

Questi potrebbero essere i nostri bambini … i nostri nipoti. Un caporalato crudele impedisce loro non solo di andare a scuola ma li obbliga a lavorare come schiavi. Noi crediamoci ”assolti” noi siamo ”coinvolti”.

Apple e Tesla sono sotto accusa per l’estrazione di cobalto, quello che serve, tanto per intenderci, alle batterie dei nostri ‘’amati cellulari’’ e ‘’pc’’ ed ‘’auto elettriche’’.  Tesla, Apple, Microsoft, Alphabet (la multinazionale che controlla Google)  e Dell sono state denunciate da una ONG negli Stati Uniti per aver consapevolmente impiegato metallo estratto da minatori bambini in Congo.

La ONG in oggetto, l’International Rights Advocates, chiede alla corte distrettuale di Washington l’autorizzazione per una class action per il ‘’presunto consapevole’’ sfruttamento di minatori bambini, molti dei quali sarebbero rimasti vittime di incidenti mortali o di lesioni permanenti.

L’azione legale risparmierebbe, per ora,  le società coinvolte nella produzione e nella lavorazione del cobalto. La querela ne cita alcune, che però non sono processabili negli Stati Uniti non essendovi domiciliate:  si tratta del gigante svizzero Glencore – il maggior fornitore mondiale di cobalto, della belga Umicore, che si occupa della raffinazione del metallo, e della cinese Zhejiang Huayou Cobalt, identificata come principale fornitore di Apple, Microsoft e Dell.

Sarebbe questa la maniera di ‘’aiutarli a casa loro’’? Ma vergognarci un pò no eh? Schiavitù e  ‘’colonie’’ non sono finite per l’Africa! Anzi continuano imperterrite … e l’unica cosa che sappiamo dire è: ‘’Che stiano a casa loro e che si diano da fare’’! 

No comment … 

Alla prossima

Elena 

La Strada – Cinema Vox di Frejus

Ieri sera, al Cinema Vox di Frejus, abbiamo assistito, nell’ambito della Rassegna cinematografica del Club Italianiste de Provence, gestito da Jerome Reber, il film realizzato nel 1954 da Federico Fellini: ‘’La Strada’’! 

 Già dalla primissima scena sono rimasta colpita dalla nitidezza delle immagini. Un restauro perfetto! Sembrava un film fatto ai giorni nostri anche se in bianco e nero.

Il film è del 1954,  io sono nata nel 1955, quindi non l’avevo visto all’epoca, o, per meglio dire, magari l’ho visto trasmesso per televisione anni dopo, ma ero troppo piccola per poterlo apprezzare. 

Quindi ieri è stata una bella sorpresa. Un tuffo nel cinema neo-realista italiano dell’epoca. 

Stiamo parlando del 1954, l’Italia era in ginocchio in seguito alla guerra e, anche se il Piano Marschall cominciava a dare i sui primi risultati, povertà e miseria erano all’ordine del giorno.

Ecco quindi che una una povera vedova, carica di figli, vende per dieci mila lire la secondogenita Gelsomina Di Costanzo (Giulietta Masina) al violento artista di strada Zampanò (Anthony Quinn) un uomo che si esibisce nelle piazze e nelle fiere di paese spezzando catene di ferro con la sola forza dei propri muscoli pettorali. 

Zampanò durante il suo numero

Gelsomina è una ragazza ingenua ed ignorante e Zampanò la usa come ‘’spalla’’ nei propri spettacoli,  facendole suonare il tamburo, la tromba e, facendole poi tendere in seguito il cappello, per raccogliere le eventuali offerte tra il pubblico. Gelsomina è costretta, suo malgrado, a diventare anche l’amante di Zampanò che però non le dimostra mai affetto ma semplicemente la usa, come un oggetto qualsiasi.

Gelsomina è una creatura dolce e sensibile e tenta invano di fuggire da Zampanò che la maltratta continuamente. Lui la ritrova, la picchia e la costringe a stare con lui. Gelsomina si sente inutile ed ha paura.

Gelsomina con il ”Matto”

Finiti in un circo, Gelsomina fa la conoscenza de ‘’il Matto’’ (Richard Basehart), un equilibrista girovago, mite e gentile che non perde però l’occasione per deridere e umiliare Zampanò. L’incontro con il Matto, questo giovane scherzoso e pieno di vita, apre un spiraglio nella mente di Gelsomina, con queste frasi:

– Io sono ignorante, ma ho letto qualche libro. Tu non ci crederai, ma tutto quello che c’è a questo mondo serve a qualcosa. Ecco, prendi quel sasso lì, per esempio.

– Quale?

– Questo… Uno qualunque… Be’, anche questo serve a qualcosa: anche questo sassetto.

– E a cosa serve?

– Serve… Ma che ne so io? Se lo sapessi, sai chi sarei?

– Chi?

– Il Padreterno, che sa tutto: quando nasci, quando muori. E chi può saperlo? No, non so a cosa serve questo sasso io, ma a qualcosa deve servire. Perché se questo è inutile, allora è inutile tutto: anche le stelle. E anche tu, anche tu servi a qualcosa, con la tua testa di carciofo. 

La convince che stare con Zampanò è una sorta di missione e che lei riuscirà, forse, a cambiarlo in meglio. I due saltimbanchi però litigano e vengono entrambi cacciati dal circo. 

Zampanò viaggiando sulla sua patetica motocarrozzetta, incontra il Matto e, approfittando del fatto che quest’ultimo sta cambiando una ruota, lo prende a pugni. Involontariamente lo uccide, facendogli battere la testa contro uno spigolo dell’automobile. Preso da paura, finge un incidente d’auto e fugge abbandonando il corpo senza vita del povero Matto.

La tragedia fa uscire del tutto di senno Gelsomina, turbata giorno e notte dall’orribile ricordo. E’ spaventata e non riesce più ad aiutare Zampanò che quindi la abbandona addormentata sul ciglio della strada, continuando la sua vita di vagabondo. 

Alcuni anni dopo sente la canzone che usava cantare Gelsomina, si avvicina … chiede informazioni alla ragazza che la canta e scopre che Gelsomina è morta da tempo.

Improvvisamente prende coscienza della sua solitudine: abbandonato da tutti piange su una spiaggia deserta.

Che dire di questa ‘’tragica esistenza’’?  Due individui più diversi non avrebbero potuto incontrarsi. 

Zampanò è un individuo rude, istintivo, la riflessione non fa parte del suo ‘’essere’’.  Le sue necessità sono basilari, animalesche. Si limitano a mangiare, bere, fare sesso. Non riesce ad andare oltre. Non riesce nemmeno ad essere corretto con chi lo ospita, Infatti ruba delle offerte votive, realizzate in metallo prezioso, in un convento in cui è stato ospitato per la notte, cosa che ferisce profondamente la sensibilità di Gelsomina. 

Gelsomina invece è una ‘’donna-bambina’’ che vive la vita reale a modo suo, che ha sogni e speranze che la portano a vedere il ‘’bello’’ ovunque. Gelsomina vede l’invisibile … lei è ‘’spirito’’, Zampanò è invece ‘’involucro animale’.

L’enorme capacità espressiva dei personaggi, fa immedesimare lo spettatore nella storia. La mimica facciale di Gelsomina è un qualche cosa di incredibile. I pensieri che le passano nella testa sono tradotti sul suo viso in maniera magistrale. Qui si sente ancora la scuola di recitazione che risale al tempo del cinema muto.  Come impressionante è la ‘’bestialità’’ che si legge sul viso di Zampanò.

La parola ‘’strada’’ in italiano si presta a più letture.

Strada è la via che ci porta fuori dalla città, che ci fa andare da un paese all’altro, ci fa quindi ‘’viaggiare’’;  

la strada della vita è invece il  ‘’percorso’’ che tutti noi facciamo e che ha per tutti la stessa conclusione;

strada ha anche assonanze negative: vita da strada, significa stare all’aperto, non aver casa né protezioni di sorta, una vita pericolosa; 

– la donna di strada è una prostituta;

– la strada di notte è pericolosa per via di ladri, briganti e delinquenti;

– vivere in strada significa essere dei derelitti emarginati. 

Credo quindi che che il titolo del film sia una ‘’felice sintesi’’ di tutti i significati accennati qui sopra. 

Papa Francesco, durante l’incontro con circa 7 mila tra circensi, giostrai, domatori, artisti di strada, ha detto:  ‘’Voi non potere immaginare il bene che fate: un bene che si semina. Quando suonavano quella bella musica del film “La strada”, io ho pensato a quella ragazza che, con la sua umiltà, il suo lavoro itinerante del bello, è riuscita ad ammorbidire il cuore duro di un uomo che aveva dimenticato come si piange. E lei non lo ha saputo, ma ha seminato! Voi seminate questo seme: semi che fanno tanto bene a tanta gente che voi, forse, mai conoscerete… Ma siate sicuri: voi fate queste cose. E grazie di questo, grazie’’! 

A questo punto non mi rimane che fare i complimenti a Jerome Reber per le sue scelte sempre felici, al Cinema Vox e al Club Italianiste de Provence. Questo è uno splendido film per Natale, ci porta a riflettere e a ritrovare in noi un pò di quella umanità di cui avremmo tutti tanto bisogno. 

Alla prossima

Elena