Bollette … i debiti dei morosi saranno a carico di chi paga?

Premesso che se non paghiamo non è di certo perchè siamo degli emeriti balordi … ma magari perchè non abbiamo lavoro e quindi il denaro per pagare. E già lì bisognerebbe farsi delle ”domande” …

Comunque si direbbe proprio che le bollette elettriche non pagate saranno, in parte, a carico degli utenti che pagano regolarmente! Contenti? Mi hanno spiegato di che cosa si tratta, mò provo a sintetizzare a mia volta.

iu

In realtà stiamo parlando di ”imposte” e non di ”consumo” … si tratta di imposte che le imprese elettriche pagavano allo Stato anche per quei loro clienti che non le  versavano ma, con la crisi di molte di queste aziende,  ora toccherà al cittadino farsi carico degli errori altrui. Ciò, ovviamente,  presuppone un ulteriore rincaro per le famiglie. Ricordiamo infatti che se l’utente non paga l’esercente può chiedere il pagamento di interessi di mora pari al tasso di riferimento aumentato del 3,5%.
E’ il solito sistema ”italico” di infilare ‘’tasse’’ in maniera subdola. Nella bolletta dell’elettricità sono comprese le spese relative alla ricerca/innovazione in campo energetico, che vengono pagate da noialtri sotto forma di ‘’tassazione’’ . E queste tasse, che vengano pagate o no, lo Stato le vuole. Le aziende non hanno i soldi per pagarle in quanto la morosità è troppo alta, quindi le spalmano sulla collettività.
Allo Stato il fatto che le bollette non vengano pagate e quindi non vengano pagate nemmeno le tasse che ci sono infilate dentro non gli piace, ‘’LUI’’ il denaro lo vuole, punto!
Ma è così in tutti i campi. Se per esempio un condomino non paga il riscaldamento, gli altri in ”solido” si faranno carico del debito. Oppure … provate ad affittare un alloggio e che non vi paghino per anni. Andate in tribunale, vincete la causa, quelli che avrebbe dovuto pagarvi l’affitto NON lo fanno nonostante la condanna del giudice … ma voi sappiate che dovete comunque allo stato le tasse in base a quello che NON avete MAI percepito. Viceversa … andrete avanti fino alle calende greche con rogne in tribunale.
Perchè? Perchè è così! O il nostro sistema fiscale è sbagliato!  Oppure non sono capaci di legiferare, oppure non sono capaci di gestire in maniera intelligente la burocrazia, oppure noialtri non siamo capaci di fare azioni collettive di massa per le cose importanti perchè non le ”capiamo” …  fatto sta che ”paga” sempre pantalone, che in questo caso  altri non è se non il cittadino inconsapevole.
Ma adesso … noi cittadini ”inconsapevoli” possiamo stare tranquilli … con i geni che stanno per arrivare al Governo andremo di sicuro benissimo! La loro preparazione è tale che risolveranno in quattro e quattr’otto tutte le magagne che ci assillano!

E che c’è vò …

Alla prossima

 

Elena

Restitution Day del M5S … che trovata! :-)

Non c’è che dire … è stata un’ottima ”trovata” quella della Casaleggio e Associati. Spiego meglio … partiamo dal fatto che lo stipendio dei Parlamentari (tutti) è pagato da noialtri tramite le nostre tasse.
I parlamentari del M5S, prima disoccupati/sottoccupati, devono giurare di restituire (come fanno anche i parlamentari degli altri partiti, ma senza esser multati in caso contrario) parte dello stipendio se vogliono venire eletti.
Ora qui bisogna fare una precisazione: Mentre quanto versano i parlamentari degli altri partiti va al partito stesso e da questo viene usato per le sue attività, che possono essere: ‘’scuola di partito/istruzione/manifestazioni/propaganda … quello del M5S viene usato all’ennesima potenza come trovata pubblicitaria diretta, durante i famosi ‘’restituito day’’.

iu

A cosa serve la ”rete”? A prendere ”pesci”!

Ricordiamoci che il denaro restituito in un primo tempo veniva versato direttamente su un conto intestato alla Casaleggio&C./Grillo. Questo anche perchè non avendo lo statuto di un partito non lo potevano mettere nel bilancio come facevano gli altri.  Tenerlo per loro, ovviamente sembrava ”brutto” … così hanno deciso di versarlo totalmente nel fondo istituito dalla Comunità Europea e dallo Stato per le piccole e medie imprese.
Ora, non per essere cattivi, ma concentriamoci sul fatto che, visto che la maggior parte dei deputati/senatori del M5S ”prima” non sapeva come ”campare” , per ovvi motivi, sottoscrive facilmente. Accettando anche i ‘’due soli mandati’’ che fa tanto Don Chisciotte … ma che a loro, sembra comunque di toccare il cielo con un dito. Tanto … poi c’è tempo … una volta ‘’entrati’’ in Parlamento un ‘’gruppo misto che ti accoglie’’ lo troveranno sempre. Cominciamo a prendere quello che c’è … poi si vedrà.
Ma questo è un altro discorso, torniamo alla ”trovata pubblicitaria” del ‘’Restitution Day’’.
Parte del denaro che gli italiani danno come stipendio al M5S torna agli italiani tramite il fondo Italo/Europeo, che gestisce come ha sempre fatto, ma torna anche, soprattutto, come ‘’pubblicità’’ per il partito M5S ampliata in maniera enorme! E’ come se un’azienda che facesse donazioni detraibili dalle tasse ad una Onlus … organizzasse poi una campagna pubblicitaria per vantarsi di aver fatto beneficienza (detraibile dalle tasse).  Non lo trovate un pò ‘’malato’’?
Resta il fatto che NOI paghiamo la pubblicità del M5S, come a tutti gli altri partiti, ma che, grazie alla ‘’trovata’’ di un’ azienda che lavora nelle strategie digitali di marketing, il ritorno, in termini di pubblicità,  per il Movimento è estremante efficace, mentre per gli altri partiti diventa una ‘’colpa’’!
Bell’azione di Marketing! Complimenti!|
Nel frattempo il TRIO : Casaleggio&Associati, Blog di Grillo, Blog del Movimento delle stelle, si beccano una VALANGA DI SOLDI grazie ai blog stessi. In pratica costoro, grazie alla ”vendita” del ”prodotto M5S” campano alla grande senza aver sborsato un quattrino ma facendolo sborsare a noialtri!

Ci lamentiamo tanto che i ‘’social’’ non paghino tasse sfruttando i nostri profili vendendoli a destra e a manca … e poi ci siamo sottomessi ad un partito che fa esattamente la stessa cosa?  Ma quanto siamo geni da uno a 10? Mah …

Comunque, concludendo facciamo i complimenti alla Casaleggio&Associati che , per prima in Italia ha avuto la genialità di fare un partito ‘’digitale’’! Abbiamo anche noi il nostro FB! Contenti? Che non dicano poi che gli italiani non siano creativi!

Alla prossima
Elena

Certo che con ‘sti antenati … non è che possiamo essere …

… il festival della correttezza!

Secondo la Genesi Dio ci mise una settimana per creare il mondo, e lo fece in questo ordine:

Il Primo giorno separò la Notte dal Giorno
Il Secondo giorno separò il Cielo dal Mare
Il Terzo giorno creò alberi e piante varie
Il Quarto giorno creò il Sole e la Luna
Il Quinto giorno creò pesci e uccelli
Il Sesto giorno … tenetevi forte, creò gli animali e finalmente, ciliegina sulla torta,   l’ Uomo! Quello che avrebbe dovuto essere il suo ‘’capolavoro’’!
Il Settimo giorno … stanco morto decise di Riposarsi.

Naturalmente per i suoi ‘’beniamini’’ riservò una situazione di privilegio, infatti mise Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. Un posto da favola dove c’era di tutto di più e dove i due stavano come dei pascià!
Credeva di far loro un piacere, invece … i due, appena messi lì hanno subito iniziato a ‘’far casino’’!
Eva, tanto per cominciare, ha subito mangiato l’unica cosa che non avrebbe dovuto mangiare!
Ma cribbio, aveva di tutto di più. Siamo certi che Dio, nella sua infinità ‘’bontà’’ non li avesse certo creati per metterli a ‘’dieta ferrea’’.
Quindi avranno avuto frutta, verdura e carne e pesce a volontà … di che star più che contenti no?  Macché! Eva non soddisfatta del ”tran tran” quotidiano … si è fatta ‘’infinocchiare’’ da quella bestiaccia del ‘’serpente’’, e ha mangiato l’unica cosa che non doveva! La mela!
Che poi … che sarà stato mai … ‘na mela! Pure il Signore però … che brutto carattere!
Morale della favola. Il Signore li ha cacciati via dal paradiso terrestre, con tutte gli annessi e connessi, sul genere: ‘’tu uomo ti guadagnerai il pane con il sudore della fronte… tu donna ‘’partorirai con dolore’’ … etc… etc…

E anche lì, abbiamo subito aggirato le ire del Signore tant’è che l’uomo … nell’arco del tempo si è organizzato per sfruttare altri  uomini,  meno fortunati, in maniera da non faticare personalmente … mentre noi donne ci facciamo fare il ”cesareo” e chi si è visto si è visto.

Ma questo è un altro discorso … ora torniamo ai nostri ”progenitori”.
Adamo ed Eva, iniziarono a ‘’faticare’’ e nel frattempo, non sapendo che cosa fare la sera, misero presto al mondo due bambini: Caino ed Abele sperando che, una volta cresciuti, potessero dare una mano a ‘sto povero Adamo che lavorava come una ‘’bestia’’!
Invece che cosa fanno ‘sti due bambini? Vanno d’accordo come dovrebbero andare dei buoni fratelli? Macché! Sono solo in due ma si odiano al punto tale che Caino ammazza Abele!

vitaepensiero_caino_abele_934193
Mò … siamo onesti … ma se noialtri discendiamo da personaggi simili … ma che speranze abbiamo?
Secondo me, la versione ‘’creazionista’’ è troppo penalizzante! E’ molto meglio quella ‘’evolutiva’’ … in fondo, si sa che la natura è ‘’cattiva’’!

Alla prossima

Elena

”Ginger e Fred” – Cinema Vox Frejus

Lunedì siamo andati al Cinema Vox di Frejus ad assistere al film di Federico Fellini, Ginger e Fred.

GINGER AND FRED, Marcello Mastroianni, Giulietta Masina, 1986, (c)MGM

GINGER AND FRED, Marcello Mastroianni, Giulietta Masina, 1986, (c)MGM

Amelia Bonetti (Giulietta Masina) e Pippo Botticella (Marcello Mastroianni) sono due ex-ballerini italiani di tip-tap che, ormai da molto tempo, non danzano più. I loro nomi d’arte, Ginger e Fred, sono  la ‘’versione italiana’’ della più celebre coppia di ballerini americani: Ginger Rogers e Fred Astaire.
Ormai vedova, Amelia si occupa di mandare avanti la piccola azienda di famiglia dopo la scomparsa del marito. Fred, si direbbe invece faccia una vita disordinata e non abbia una situazione economicamente serena.
Ginger e Fred vengono coinvolti da una tv privata in una sorta di rudimentale “operazione nostalgia”.
Una volta sul posto realizzano che si tratta di un programma in cui personaggi più disparati cercano notorietà, ma, soprattutto, dove la pubblicità ha un ruolo predominante.
Il Cavaliere Lombardoni, proprietario dell’emittente privata in cui si svolge la trasmissione è, da parte del regista, una voluta ‘’parodia’’ del cavaliere Silvio Berlusconi proprietario, nella realtà di TV private e, come nelle TV di Berlusconi, anche nel film, i personaggi sono al limite della decenza.
Ginger e Fred iniziano ad avere dei seri dubbi, e si domandano se è il caso di proseguire questa ‘’follia’’; ma gli eventi li trascinano e si ritrovano infine sul palcoscenico. Appena iniziato il loro numero si verifica un blackout che li interrompe. Fred, al buio e sottovoce, convince Ginger che la loro presenza nel programma è assurda e che sarebbe meglio andarsene prima che torni la luce.
Mentre i due stanno scendendo dal palco approfittando del buio, Fred fa il ‘’gesto dell’ombrello’’ al publico e Ginger si asciuga le lacrime … proprio in quell’istante torna la luce! I due, imbarazzati, tornano al loro posto e riprendono la danza.
Fred non ricorda nulla, Ginger lo tranquillizza teneramente e i due ballano. Lui, preso dalla paura e dal poco esercizio, cade, si rialza ma è visibilmente provato. Ginger, con affetto, lo tranquillizza nuovamente … lui riacquista fiducia, si rilassa ed entrambi finiscono il loro numero con un discreto successo.
Il pubblico apprezza la padronanza del tip-tap, che richiede una notevole abilità, e alla fine ricevono un sincero applauso.

GINGER AND FRED, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni, 1986

GINGER AND FRED, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni, 1986

Durante questi due giorni Amelia scopre che quando si erano lasciati, sciogliendo il loro rapporto di ‘’lavoro’’ ma anche di ‘’affetto’’,  Pippo era stato ricoverato in manicomio in preda ad una forte depressione.  Evidentemente tra i due c’era un qualche cosa di più importante che solo il lavoro.
Onestamente pensavo si sarebbero messi nuovamente insieme, non certo per ballare, ma per condividere in serenità gli anni di vita che restavano loro.
Invece Ginger, dopo aver dato a Fred del denaro, parte in treno da sola per tornare al suo mondo, fatto di azienda, figli, nipoti … mentre lui, ancora più solo, si infila nel bar della stazione ferroviaria per bere.
Un film tenero nonostante le celebri scene ‘’felliniane’’ fatte di donne e uomini volgari che però si sposano perfettamente con lo ‘’spirito’’ delle trasmissioni di berlusconiana memoria, dove apparenza e ’’corpi scoperti esposti’’ non richiedono nessuna capacità se non quelle fornite da ‘’madre natura’’.
Ma … in fondo se lo scopo di queste trasmissione è soprattutto quella di vendere prodotti, è decisamente meglio avere degli spettatori che non pensino molto … ma che si limitino alle cose ‘’basilari’’ e ‘’terra terra’’ della vita.
In queste trasmissioni non siamo alle Folies Bergere, dove c’è dell’arte, qui l’obiettivo è solo quello di distrarre il pubblico per farlo diventare un compratore deficiente!

Un bel film, con due interpreti fantastici, che vale assolutamente la pena di vedere.

Grazie come al solito a Jerome Rober per le scelte felici e al Club Italianiste de Provence. E’ importante per gli italiani che abitano qui aver la possibilità di vedere dei capolavori in lingua italiana. Ci serve sia per ”esercizio linguistico” sia  per tenerci vicini alle ”cose belle” del nostro Paese.

Alla prossima
Elena

.-.-.-.-.-.-

– In America il film fu ben accolto dal pubblico ma la vera Ginger Rogers fece causa al distributore americano del film, lamentandosi del fatto che lei veniva dipinta sotto una falsa luce e che comunque si sentiva ‘’lesa’’ nella sua privacy. La causa si risolse con una completa assoluzione per il regista Federico Fellini che, secondo il giudice, aveva il diritto di esercitare la propria espressione artistica.
– Giulietta Masina era la moglie di Federico Fellini si erano sposati nel 1943 e rimasero assieme tutta la vita. Ebbero un solo figlio nel 1945 ma morì dopo undici giorni di vita.

Dialogo tra Luigi Di Maio ed un cittadino qualunque …

26733935_10211198351650847_3934559236420359254_n

Luigi Di Maio a lui verrà dato il compito di Governare l’Italia?

Di Maio, candidato Premier del M5S, promette:

– reddito di cittadinanza
– pensione di cittadinanza
– taglio Irpef di 1.800 euro medi annui
– dimezzamento dell’Irap per le imprese e ‘’semplificazioni’’ varie …

Cittadino qualunque: ‘’Già qui capire dove prenderete il denaro, non è proprio chiarissimo …’’

Di Maio: ‘’Spostiamo 40 miliardi di tax expenditures, molte delle quali davvero dannose. E abbiamo le mani libere per farlo’’!

Cittadino qualunque: ’’Chissà perchè gli ‘’altri’’ non ci hanno mai pensato … visto che secondo Lei è una cosina elementare … mah …’’

Di Maio prosegue dicendo:
‘’Bisogna rovesciare la prospettiva, la prima vittima della crisi è stata la spesa per investimenti produttivi che vanno indirizzati verso i settori che possono trasformare il Paese in una ‘’Smart Nation’’!
Solo con stimoli forti all’economia si riduce il debito: il nostro obiettivo è tagliarlo di 40 punti in due legislature”!

Cittadino qualunque: ‘’Ok parole stupende … ma … quali sarebbero ‘sti ‘’stimoli forti’’?

Di Maio: ‘’Ma sono investimenti in settori ad ‘alto moltiplicatore’ e il taglio delle tasse, così da liberare le energie degli imprenditori’’!

Cittadino qualunque: ‘’Un esempio per favore’’?

Di Maio non risponde ma continua dicendo: ‘’In ambito europeo senza un principio di condivisione dei rischi non si può costruire un destino comune. Purtroppo, basta vedere il dibattito sulle banche e i crediti deteriorati per capire che non si va in questa direzione’’.

Cittadino qualunque: ‘’Bè … se da noi i soldi in banca scompaiono … non è che i tedeschi siano poi così felici di ripianare le nostre perdite non crede’’? Ma mi dica come faremo a risanare le nostre banche’’?

Di Maio non risponde ma prosegue dicendo: ‘’Con il reddito di cittadinanza e la riforma dei centri per l’impiego, garantiremo un sistema in cui la ‘’precarietà’’ diventerà ‘’flexsecurity’’ e l’impresa avrà sempre a disposizione addetti formati e competitivi’’.

Cittadino qualunque: ”Quindi i disoccupati e i precari diventeranno dei ‘’flexsecurity’’ ma sempre disoccupati e precari saranno.  Se per essere reinseriti nei nuovi posti di lavoro dovranno seguire programmi di formazione specifici … chi paga i corsi di formazione per ‘sti ‘’flexsecurity’’?

Di Maio non specifica ma continua dicendo:

‘’Su Ilva va garantito il diritto alla salute!

Cittadino qualunque: ‘’belle parole, ma allora perchè hanno bloccato la costruzione dei capannoni che avrebbero evitato alle polveri sottili di raggiungere Taranto’’?

Di Maio continua: ‘’Servono bonifiche immediate, alle quali lavoreranno gli operai adeguatamente formati”.

Cittadino qualunque: ‘’Ma … i capannoni non andavano bene? E poi, chi paga la formazione a ‘sti operai per poter esser capaci di fare le ‘’bonifiche’’?

Di Maio non risponde ma continua dicendo: ‘’Un miliardo investito nelle bonifiche genera fino a 13 mila posti di lavoro’’!

Cittadino Qualunque: ‘’Ok va bene e dopo che l’hanno bonificata l’Ilva cosa ne facciamo? Perchè ci sarebbe gente che vorrebbe comprarla, sono indiani d’accordo a noi piacciono poco … ma continueremmo a tenere un’industria siderurgica nel nostro paese …”.

Di Maio: Dopo averla ‘’bonificata’’ la chiudiamo e in quel sito facciamo nascere un centro di ricerche e sperimentazione di tecnologie green … perchè Taranto deve puntare su turismo e innovazione”!

Cittadino qualunque: ‘’Ma … e gli operai dell’Ilva … dove li mettiamo’’?

E i dialogo tra”sordi” continua. Il ”compitino” imparato a memoria e scritto da collaboratori volenterosi arriva, assieme ai roboanti vocaboli,  all’elettore che, non capendo bene di che cosa si stia parlando … spera che stavolta, con costoro, sia la ”volta buona”!

Alla prossima

 

Elena

Orvieto e il ‘’Pozzo di San Patrizio’’

Quest’estate abbiamo gironzolato un pò tra alto Lazio ed Umbria e, durante i nostri ‘’girovagare’’ siamo tornati ad Orvieto e ne abbiamo profittato per rivedere il famoso pozzo.

iu

Un’opera ingegneristica creata dal bravissimo Antonio Sangallo il Giovane in quel meraviglioso periodo italiano che si chiama ‘’rinascimento’’.
Il Sangallo, il cui vero nome era Antonio Cordini, era nato a Firenze nel 1484 (morì aTerni nel 1546) ma visse a Roma la maggior parte della sua esistenza e lavorò al servizio di diversi papi.
Dal 1516 fu collaboratore di Raffaello Sanzio al cantiere della Basilica di San Pietro. Alla morte di Raffaello, fu nominato primo architetto. In seguito Papa Paolo III, nel 1536, lo promosse ad architetto responsabile di tutte le Fabbriche Pontificie, conosciute anche come: Fabbriche di Roma.
Per ‘’Fabbriche di Roma’’ si intendono tutti quei lavori legati ai possedimenti del papato. Non dimentichiamo che all’epoca lo Stato della Chiesa era tra i più ricchi ed influenti d’Italia. Quindi per ‘’fabbriche’’ non si intende solo la costruzione di Abbazie, di Chiese e gli ampliamenti delle stesse, ma anche tutti i lavori legati alle necessità della cittadinanza. Quindi anche gli scavi di pozzi per assicurare l’acqua in caso di assedio, le fortificazioni delle città, nuove case e nuovi palazzi … Insomma c’era tanto lavoro per un sacco di gente.
Dopo queste informazioni sull’artefice torniamo al Pozzo stesso.
Prima di tutto c’è da chiedersi per quale motivo si chiama così? San Patrizio è il protettore dell’Irlanda quindi cosa c’entra con Orvieto?
In effetti il pozzo alla nascita si chiamava ‘’Pozzo della Rocca’’ in quanto vicino alla rocca di Albornoz e solo nel settecento prese il nome di ‘’Pozzo di San Patrizio’’.
Può darsi dipenda dal fatto che in Irlanda, nella regione del Donegal, esisteva una profondissima caverna naturale, in cui San Patrizio si rifugiava per meditare e pregare. La leggenda narra che i fedeli, per raggiungerlo e pregare con lui, affrontassero le grandi difficoltà della discesa nella grotta, convinti che, una volta raggiunto il Santo, i loro peccati sarebbero stati rimessi e quindi si sarebbero aperte loro le porte del Paradiso.
Evidentemente le difficoltà ed i pericoli incontrati nella discesa dai fedeli di San Patrizio erano talmente tanti che costoro avevano l’impressione di non arrivare mai a raggiungere il Santo e la caverna sembrava esser senza fondo.
Una sensazione simile doveva provarla chi scendeva nelle profondità del pozzo di Orvieto dal quale non si attinge l’acqua con i secchi calati dall’alto, ma si scende con i propri piedi, fino a raggiungerne il livello.
Si scende insomma in una sorta di grotta che pare mai finire.
Stiamo parlando di un’opera di altissima ingegneria che fu preceduta da accurati studi idrogeologici, per individuare il sito più adatto per arrivare alle falde delle sorgenti. Enormi anche le misure della perforazione: 54 metri di profondità e 13 metri di diametro.
Ma la cosa impressionante è la soluzione della doppia rampa elicoidale. Infatti le persone che scendono e quelle che salgono non si incontrano mai! Questo perché esistono appunto due rampe autonome con due ingressi e due uscite separate; una che sale ed una che scende. Queste due rampe permettevano agli asini, ai muli o ai cavalli utilizzati per il trasporto dell’acqua di non incontrarsi mai lungo i 248 gradini di ciascuna.
Immaginatevi il pasticcio che sarebbe potuto succedere se due muli si fossero imbizzarriti incontrandosi, uno di fronte all’altro, in uno spazio così stretto. Ecco quindi risolto il problema, gli animali non si sarebbero mai incontrati in quanto le rampe di scale venivano utilizzate o per salire o per scendere. Una trovata geniale davvero.
Scendendo nel pozzo quest’estate ho trovato ‘’strano’’ se non quasi ‘’magico’’ il fatto di non incontrar nessuno che salisse. Soprattutto perchè attraverso i 72 finestroni che si affacciano nell’interno si vedono benissimo altre persone ‘’salire’’, quindi ci si aspetta di incontrarle da un momento all’altro, ma le due rampe autonome lo impediscono.
La frase che dice: ‘’Pare il Pozzo di San Patrizio’’ e che significa qualche cosa che non finisce mai … qualche cosa che è senza fondo … è probabilmente dovuta alla ‘’magia’’ della doppia elica del pozzo stesso.
Attraverso i 72 finestroni che si affacciano all’interno si vedono le persone, si sentono le loro voci ma … non le si incontra mai, quindi l’impressione che se ne ricava è che il pozzo stesso sia ‘’infinito’’, appunto senza fondo.
Chissà … forse è proprio per questo motivo che è stato ribattezzato dal popolo con il nome di San Patrizio. Il Santo che pregava nel fondo di una grotta in Irlanda e che, ai fedeli che intendevano raggiungerlo, pareva non finisse mai.

Alla prossima
Elena

 

Questo articolo è del settembre 2017.

Attilio Fontana e la salvaguardia della ‘’razza bianca’’ …

Il candidato del centro destra alla Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espressamente detto di voler ‘’salvaguardare la razza bianca’’ e  per giustificarsi ha anche detto che tale termine è usato nella Costituzione.
La parola ‘’razza’’ nella Costituzione Italiana era stata messa dai padri costituenti, perchè all’epoca quella era la maniera ‘’sbagliata’’ in cui si classificavano gli esseri ‘’umani’’ – visto che all’epoca il DNA non si sapeva neppure cosa fosse.

La-differenza-genetica-all’interno-della-specie-umana-è-inferiore-a-quella-che-si-osserva-in-altri-animali
Comunque quella distinzione era stata messa proprio per evidenziare che tutte le razze/stirpi avrebbero dovuto essere considerata uguali.

Oggi ne capiamo bene il motivo no?
Il mondo usciva da una guerra caratterizzata dalla carneficina fatta da quel pazzo di Hitler nei confronti degli ebrei. Carneficina fatta per pure questioni ‘’economiche’’ ma coperta ipocritamente da questioni ‘’razziali’’!

Citiamo per memoria l’articolo della Costituzione:Art. 3 – comma 1 della Costituzione – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Quindi significa che, secondo la nostra illuminata Costituzione, pur con le conoscenze limitate di ‘’allora’’ dovevamo esser considerati tutti ‘’uguali’’! Questo era il ‘’concetto’’ dei padri costituenti all’epoca della stesura del documento e questo il concetto che deve rimanere oggi  e che bisogna esser capaci di ‘’leggere’’ in chiave moderna!

Oggi possiamo parlare di ‘’razze’’ solo per cani, gatti e cavalli e NON per noialtri!

Alla prossima
Elena

Arturo Brachetti … SOLO

Domenica scorsa al Teatro Forum di Frejus abbiamo assistito allo spettacolo di Arturo Brachetti: ‘’Solo’’.

26992639_10211191813447396_332378806967442104_n

Dopo alcuni anni di spettacoli fatti in collaborazione con altri attori, in ”Solo” è, come dice la parola stessa, al 90% solo sul palcoscenico, tranne quando è accompagnato da un altro attore che ne impersona l’ ombra.
Durante lo spettacolo interpreta circa una cinquantina di personaggi diversi cambiandosi con una velocità impressionante.
Interpreta ‘’campanellino’’  … Peter Pan … Capitan Uncino … Biancaneve … il lupo … Cappuccetto Rosso e molti altri, compresa una famiglia il giorno delle nozze!
Gioca poi con le ‘’ombre cinesi’’ in maniera originale e,  con uno strano cappello bucato, che utilizza magistralmente per trasformarsi in centinaia di personaggi famosi e diversissimi tra loro, incanta tutti quanti.
Mi sono piaciuti molto i disegni fatti con la sabbia ed ho trovato particolarmente interessante anche quella sorta di danza fatta da lui, la sua ombra e le luci laser.
Insomma uno spettacolo a tutto tondo, che non ha mai annoiato nessuno e con una velocità che, per esser un uomo solo sul palcoscenico, era davvero notevole.
Direi che valga proprio la pena di vederlo.
E poi … come faccio a dire qualche cosa ‘’contro’’ un attore che è nato nella mia città e che ha solo due anni meno di me?

Alla prossima

Elena

 

.-.-.-.-.-.-.

Arturo Brachetti è nato a Torino nel 1957.
E’ conosciuto per essere un attore transformista.
Ha iniziato la sua carriera nel teatro del seminario che frequentava da ragazzo.
Partì da Torino con una valigia, sei costumi ed uno spettacolo con un solo numero, iniziò esibendosi in Francia al cabaret ”Paradis Latin” nel 1978, sotto la direzione di Jean Marie Riviere.
Ottenne in seguito un buon successo anche in Germania e in Inghilterra, dove si esibì per la famiglia reale al Covent Garden.
Oggi è regista di spettacoli,  attore trasformista, capace di cambiare in uno spettacolo qualche cosa come 80 costumi, un mago ed un artista di ombre cinesi.
Dal 2006 è nel Guinness dei primati come trasformista più veloce del mondo.

Il politico perfetto …

… come dovrebbe essere?

A chi continua con il sostenere che cultura ed esperienza, non servano ad una cippa per governare un paese, vorrei ricordare che per governare un’azienda sono invece, stranamente, necessarie.

26230240_10211124474523965_6133432062769142292_n

Qui di seguito metto per conoscenza il curriculum di Marchionne che, pur non suscitando molte simpatie, ha fatto benissimo il proprio lavoro.
Vorrei ricordare anche che il suo lavoro, dal momento che è impiegato in un’industria privata, consiste nel portare a casa ‘’utili’’ per la ‘’famiglia’’ che lo aveva assunto, in questo caso gli Agnelli/Elkann, cosa che è riuscito a fare molto bene.  Non dimentichiamo che in soli tre anni il titolo Fca è cresciuto del 205%.
Marchionne non è pagato per salvare l’industria italiana, quello lo avrebbe dovuto fare una classe politica in grado di metter assieme, con una visione a lungo termine, una politica industriale di alto livello per il bene del paese. Ma purtroppo la nostra politica non ne è stata capace, in quanto non abbastanza preparata.

.-.-.-.-.-.-.-

Sergio Marchionne si laurea in filosofia presso l’Università di Toronto e in un’intervista dichiara: ‘’Quando ho iniziato l’università, in Canada, ho scelto filosofia. L’ho fatto semplicemente perché sentivo che, in quel momento, era una cosa importante per me’’.
Successivamente si laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University con il massimo dei voti. Consegue poi presso la University of Windsor un Master in Business Administration (MBA). Esercita quindi come commercialista, procuratore legale, avvocato ed esperto contabile.

.-.-.-.-.-.- – –

Siamo onesti … una discreta preparazione la possiede … o no?
Chissà perchè per noialtri invece per entrare in politica ci vanno benissimo anche gli analfabeti funzionali!
Quindi, tirando le somme, un politico degno di tal nome dovrebbe avere: titolo di studio, esperienza, senso del bene collettivo e comprovata onestà!
E’ un pò come un tavolo. Con quattro gambe è perfetto … con tre gambe sta in piedi … con due o una cade!

Meditiamo gente … meditiamo …

Alla prossima

 

Elena

CINEMA VOX FREJUS – IL RAGAZZO INVISIBILE

Martedì 9 gennaio, in occasione dell’apertura del 21esimo festival del cortometraggio, ci siamo ritrovati al cinema Vox di Frejus.

La corale ‘’Note azzurre’’, del Club Italianiste di Provence, ha aperto la serata cantando alcune canzoni folcloristiche italiane, sotto la direzione di Giuseppe Comes.

La serata è poi continuata con il cortometraggio italiano ‘’la Chance’’ di Andrea Garofalo.

La graziosissima Emilie Van Wormoudht, presente in sala e attrice protagonista del cortometraggio di cui sopra, ci ha confessato di quanto sia stata felice di poter girare questo ‘corto’’ che è stato ideato e realizzato nell’arco di una sola giornata.
Ora non voglio parlare del cortometraggio più di tanto, in quanto non possiedo gli ‘’strumenti’’ critici per poterlo fare, mi limito quindi ad accennare alla trama in maniera veloce.
‘’Il povero protagonista di ‘’chance’’ (fortuna) ne ha proprio poca. E’ stato licenziato, è disperato e, mentre mugugna sui suoi guai, una giovane e bella francesina fa l’autostop. Lui la carica in macchina, gli confessa di esser stato licenziato e le domanda che lavoro faccia. Lei gli risponde di non lavorare ma di ‘’vivere alla giornata’’ . Anzi, gli dice di essere come l’acqua … l’acqua che scorre verso il mare libra e felice. I due , visto che il film è girato ad Ostia, vanno al mare. Sulla spiaggia chiacchierano, camminano e si addormentano entrambi sulla sabbia. Al risveglio il protagonista maschile si trova solo, la bella francesina è scomparsa”!
Fine del cortometraggio!
L’unica cosa che ho immediatamente pensato è stata: ‘’Ma lei gli avrà rubato la macchina’’? 🙂

Ma parliamo piuttosto del film proiettato in seguito, si trattava de: il ‘’Ragazzo invisibile’’ di Gabriele Salvatores.

Il film parla di adolescenti e del malessere che li attraversa in questo periodo, ma non è rivolto solo a loro, il pubblico adulto si riconosce benissimo, in quanto genitore di adolescenti che crescono in un mondo ‘’difficile’’.

La storia ha per protagonista Michele, un adolescente come tanti, che vive in una tranquilla Trieste in riva al mare. Michele non è particolarmente brillante a scuola. Non rende molto a livello scolastico e anche nello sport non ha risultati di rilievo.
Ma a lui non importa nulla, quel che vorrebbe è passare inosservato il più possibile, per evitare il mobbing di due antipatici ‘’bulli’’ che lo tormentano in continuazione, picchiandolo, umiliandolo e rubandogli i soldi.
La mamma di Michele è il commissario della Città (Valeria Golino) ma lui alla mamma non racconta nulla delle angherie che gli fanno subire i compagni cattivi, né racconta i propri guai alla sorellina più piccola.
Michele è teneramente innamorato di Stella, una bionda e bella compagna di classe, ma, impacciato e timido com’è, non riesce nemmeno a rivolgerle la parola, figuriamoci poi confessarle di avere una simpatia per lei.
Un giorno, grazie ad uno strano e misero costume comprato in un bazar cinese per una festa di Halloween, Michele scopre di avere un potere incredibile.
Può diventare invisibile! Inutile dire che un mondo nuovo si apre davanti a lui.
Grazie all’invisibilità riesce finalmente ad avvicinare Stella e a prendersi anche qualche rivincita nei confronti dei due antipatici ‘’bulli’’.

il-ragazzo-invisibile-1-e1514642257841
Intanto però in città scompaiono dei bambini. Strani personaggi rapiscono bambini e, davanti agli occhi esterrefatti di Michele, anche Stella viene rapita.
Michele cerca di salvarla ma non ci riesce e la bambina viene caricata su un furgone e portata via.
Michele intanto è avvicinato da uno strano personaggio cieco, che è in realtà il padre biologico del ragazzo.
Grazie al padre scopre che il potere dell’invisibilità non deriva dal ‘’costume’’ ma bensì dal fatto che Michele è un ‘’mutante’’. Figlio cioè di una coppia che aveva subito mutazioni genetiche, in seguito ad un incidente nucleare in Russia, e che era tenuta prigioniera e fatta oggetto di studio da una non ben identificata organizzazione statale russa.
Il potere dell’invisibilità si è manifestato solo ora inseguito alla ‘’tempesta ormonale’’ tipica del periodo adolescenziale.
Michele viene a sapere che il padre non lo ha mai abbandonato ma che lo ha sempre seguito telepaticamente. Il padre gli racconta anche che la sua vera mamma è stata uccisa durante il loro tentativo di fuga dal campo in cui erano rinchiusi e studiati come cavie.
Gli confessa anche che, non potendosi prendere cura di lui, aveva scelto il commissario come mamma adottiva, lasciando Michele, allora piccolo in fasce, davanti alla porta di casa della polizziotta.
Gli strani e inquietanti personaggi russi, cercano di catturare Michele ma, grazie ai suoi poteri, il ragazzo elimina questi ‘’cattivi’’ e salva se stesso ed i suoi amici tenuti prigionieri.
Michele torna a casa, la scuola riprende e lui, ormai sicuro di sé, grazie al potere che si ritrova, comincia una nuova esistenza senza paure.

Che dire? A me è piaciuto. Un film italiano di ‘’fantasy’’ e perchè no? Ho sempre amato i fumetti e non vedo perché noi non potremmo fare film di questo genere.
Secondo me, nonostante la recitazione un pò ‘’piatta’’ dei ragazzi, ma d’altronde i ragazzi sono ragazzi … il film scorre piacevolmente, è interessante e gli effetti speciali sono fatti bene.

Grazie come sempre a Jerome Reber per le ottime scelte e al CIP (Club Italianiste de Provence) che ci dà l’occasione di per poter vedere film in lingua italiana.

Alla prossima

Elena